Rapporti Trimestrali 2014



Procedure di affidamento perfezionate di importo superiore o uguale a 40.000 euro

Aggiornamento marzo 2014

La presente pubblicazione è aggiornata al primo trimestre del 2014. Al pari dei rapporti trimestrali precedenti, i dati si riferiscono alle procedure di affidamento perfezionate vale a dire alle procedure per le quali è stato pubblicato un bando (nel caso di procedure aperte) o per le quali è stata inviata una lettera di invito (nel caso di procedure ristrette o negoziate). Per questa ragione l’analisi potrebbe risultare al netto di alcuni appalti anche di grande importo affidati tramite procedure ristrette che non risultano ancora perfezionati nella Banca dati dell’Osservatorio alla data di pubblicazione della presente relazione trimestrale. Questi appalti, infatti, pur banditi nel corso del periodo esaminato, potrebbero non risultare inclusi in questo Rapporto e conseguentemente il valore complessivo dei contratti riferiti al periodo esaminato potrebbe risultare parzialmente sottostimato.
Nell’analisi sono state considerate tutte le procedure che presentano un importo, stabilito a monte dell’affidamento, superiore o uguale  a 40.000 euro. Tale importo non è da confondere con l’importo contrattuale che tiene conto del ribasso di aggiudicazione.
Nelle tabelle e nei grafici allegati si forniscono diverse elaborazioni attraverso le quali è possibile approfondire, secondo le proprie esigenze di analisi, i diversi aspetti riguardanti la struttura e la dinamica della domanda dei contratti pubblici nel periodo considerato. Il Rapporto Trimestrale è suddiviso in 4 sezioni di cui una generale contenente le statistiche aggregate dei contratti pubblici e tre sezioni di dettaglio relative alle diverse tipologie di contratto (lavori, servizi e forniture).
Qui di seguito vengono sinteticamente presentati i principali risultati delle elaborazioni e delle analisi effettuate.

 

Sezione Generale
Procedure perfezionate per l’affidamento di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture
Grafici e Tabelle - .Pdf 480kb

Nel corso del primo trimestre 2014 le stazioni appaltanti hanno attivato una domanda di contratti pubblici corrispondente ad un importo complessivo pari a 19,4 miliardi di euro, ripartito per il 78,5% nell’ambito dei settori ordinari e per il restante 21,5% nell’ambito dei settori speciali1 (cfr. Grafico A1a e Tabella 1a). Indipendentemente dal settore di appartenenza, nel periodo considerato (gennaio – marzo 2014), la distribuzione per tipologia di contratto ha evidenziato una domanda di lavori pari a 4 miliardi di euro (20,8% dell’ammontare complessivo), di servizi pari a 10,1 miliardi di euro (52% dell’ammontare complessivo) e di forniture pari a 5,3 miliardi di euro (27,2% dell’ammontare complessivo).
Il numero di procedure di affidamento perfezionate nel periodo analizzato è stato pari a 28.767. Di queste 23.360 (81,2% del totale) hanno interessato i settori ordinari e 5.407 (18,8%) i settori speciali (cfr. Grafico A1b).
L’analisi disaggregata per tipologia di contratto ha evidenziato che per i lavori pubblici sono state attivate 7.489 procedure, per i servizi 10.265 procedure e per le forniture 11.013 procedure (cfr. Tabella 1a).
Nel  primo trimestre del 2014 la tipologia di stazione appaltante che ha maggiormente attivato procedure di affidamento è quella dei “Comuni” che complessivamente assorbono il 23,7% del numero di procedure corrispondente al 13,9% del valore complessivo delle procedure di importo uguale o superiore a 40.000 euro. Si rileva pure che, a livello di importo la quota maggiore è assorbita dalla Consip spa (16,6%) che ha bandito, nel periodo in esame, numerose gare per l'affidamento di servizi integrati, gestionali ed operativi, da eseguirsi negli immobili, adibiti prevalentemente ad uso ufficio, in uso a qualsiasi titolo alle Pubbliche Amministrazioni (cfr. Tabella 1b).
A livello territoriale le procedure di affidamento del periodo in esame sono state poste in essere da amministrazioni tenute ad inviare i dati all’Osservatorio centrale in quanto la loro attività si riflette su tutto il territorio nazionale (19,1% del numero corrispondente al 41,8% del valore). Quando si analizzano le procedure delle amministrazioni con attività riconducibili specificamente al territorio regionale, si nota come la Lombardia è la regione che assorbe gli importi maggiori delle procedure di affidamento del primo trimestre 2014 (7,6%) (cfr. Tabella 1c).
Il confronto tra il primo trimestre del 2013 ed il primo trimestre del 2014 (Tabella 2a), ha evidenziato una contrazione della domanda complessiva in termini di numerosità delle procedure di affidamento perfezionate (diminuite dell’11,7%) ma un aumento dell’importo complessivo (cresciuto del 6,5%).
È interessante notare, in particolare per il settore ordinario, come nel confronto tra i primi tre mesi del 2013 ed i primi tre mesi del 2014, si confermi una contrazione degli importi di quelle procedure attivate per mezzo di contratti di appalto o di concessione (-25,3%) e un forte incremento degli accordi quadro sia in termini di numero (+13,7%) sia in termini di valore (+13,3%). È possibile affermare che l’aumento degli accordi quadro sia strettamente connesso ad un orientamento normativo sempre più evidente a sostegno di modalità di realizzazione degli acquisti pubblici che privilegiano l’aggregazione tra stazioni appaltanti al fine di garantire quelle economie di scala tanto preziose in situazioni di risorse scarse. 
La Tabella 3 contiene l’analisi incrociata delle informazioni sul settore e sulla classe di importo dell’appalto. Dai dati emerge che l’aumento complessivo dell’ammontare (+6,5%) è attribuibile, in particolare, agli appalti dei settori ordinari che rientrano nella classe di importo superiore a 25 milioni di euro.
Con riferimento all’analisi dell’andamento per tipologia di contratto (cfr. Tabella 5), l’incremento del valore delle procedure perfezionate registrato nel primo trimestre 2014 è imputabile, in larga misura, agli appalti di servizi (+33,3%). Infatti, nel primo trimestre del 2014 gli affidamenti per contratti di servizi hanno subito un notevole incremento in termini di valore in particolare nei settori ordinari (+54,9%).
L’analisi approfondita per tipologia di contratto (lavori, servizi e forniture) è fornita attraverso i dati contenuti all’interno delle specifiche sezioni di dettaglio che vengono rese disponibili nel presente Rapporto.

 

Sezione Lavori
Procedure perfezionate per l’affidamento di contratti pubblici di lavori
Grafici e Tabelle - .Pdf 400kb

L’analisi nel settore delle opere pubbliche (cfr. Tabella 6c) mostra una diminuzione della domanda in termini di numero delle procedure e ancor più in termini di valore (-7,2% per il numero e -14,6% per il valore).
Le stazioni appaltanti più attive nell’ambito dei lavori pubblici sono i comuni che concentrano, nel primo trimestre 2014, il 30,6% del valore della domanda.
La riduzione del valore delle procedure riguarda soprattutto i lavori dei settori ordinari (-18,7%), nei settori speciali la riduzione complessiva di valore è esigua (-1,7%); le riduzioni sono particolarmente consistenti nel caso di lavori di importo superiore a 25 milioni di euro (cfr. Tabella 7).
A livello di modalità di realizzazione i dati mostrano una forte diminuzione in termini percentuali degli accordi quadro dei settori ordinari utilizzati in particolare per affidamenti di lavori per la manutenzione stradale (-79,1%) (cfr. Tabella 6d).  

 

Sezione Servizi
Procedure perfezionate per l’affidamento di contratti pubblici di servizi
Grafici e Tabelle .Pdf 450kb

La domanda di servizi registra una riduzione in termini di numero di procedure ma un forte incremento in termini di valore (rispettivamente – 17,4% e + 33,3%) (cfr. Tabella 9c).
Le stazioni appaltanti più attive nell’affidare contratti di servizi sono i comuni che coprono il 13,6% dell’importo complessivo e, soprattutto, la Centrale di committenza nazionale (Consip spa), che da sola copre il 31% della domanda (cfr. Tabella 9a). Per questa ragione, anche a livello territoriale, la domanda dei servizi è attivata da amministrazioni che hanno una valenza nazionale e che, per tale ragione, comunicano i loro dati all’Osservatorio centrale (cfr. Tabella 9b). 
Dall’analisi dei dati si evidenzia come nel confronto tra i primi tre mesi del 2013 ed i primi tre mesi del 2014 i contratti relativi a procedure di importo superiore a 25 milioni di euro dei settori ordinari hanno trascinato in alto il mercato degli appalti di servizi pubblici (cfr. Tabella 10).

 

Sezione Forniture
Procedure perfezionate per l’affidamento di contratti pubblici di forniture
Grafici e Tabelle .Pdf 450k

L’andamento degli appalti pubblici di forniture, nel confronto con i primi tre mesi del 2013, mostra una flessione in termini di valore (-10,9%) e di numero (- 9%) (cfr. Tabella 12c).
La domanda dei contratti di fornitura è stata attivata in massima parte da amministrazioni che operano nel settore della sanità (le aziende del servizio sanitario nazionale assorbono il 34,3% del valore della domanda e le centrali di committenza regionale, anch’esse fortemente impegnate nel settore della sanità pubblica, coprono un altro 29,5% della domanda) (cfr. Tabella 12a).
L’utilizzo degli accordi quadro o convenzioni è cresciuto nel confronto con il primo trimestre del 2013 proprio nei settori ordinari dove sono ricompresi gli affidamenti del settore sanitario (cfr. Tabella 12d).
A livello di classe di importo la domanda di forniture è diminuita, in particolare, in termini di valore per le procedure dei settori ordinari e speciali di importo superiore a 25 milioni di euro (rispettivamente -34,8% e -75,3%).
I settori ordinari sono contraddistinti dal segno negativo per le procedure appartenenti a tutte le classi di importo considerate; per gli appalti di questo settore la riduzione della domanda è accentuata oltre che per quelli di importo maggiore di 25 milioni di euro anche per quelli di importo compreso tra 5 e 25 milioni di euro (-28,1%) (cfr. Tabella 13).


1 I settori speciali sono quelli relativi al gas, all’energia termica, all’elettricità, all’acqua, ai trasporti, ai servizi postali, allo sfruttamento di area geografica (art.3, c.5, D.lgs.163/06).