Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "in genere"

TAR Abruzzo - Sentenza 19/10/2006 n. 810
legge 109/94 Articoli 10, 8 - Codici 10.1, 8.1
Secondo un recente insegnamento giurisprudenziale del giudice amministrativo i certificati di abilitazioni, di cui alla legge n. 46 del 1990, sono configurabili quali requisiti da dimostrare in fase esecutiva e quindi conseguibili anche in un momento successivo all’aggiudicazione, tenuto peraltro conto sul punto della deliberazione dell’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici del 17 aprile 2002. Pertanto, se le abilitazioni ex lege n. 46 del 1990 sono requisiti di esecuzione e non di partecipazione essi sono comunque irrilevanti ai fini dell’esclusione dalla gara. Conseguentemente, detti requisiti non possono essere presi in considerazione ai fini dell’aggiudicazione, rilevando invece al momento della conclusione del contratto che, non essendo consentito il subappalto, sarà concluso solo nel caso in cui l’aggiudicatario si sia procurato le abilitazioni ai fini esecutivi o si impegni a procurarsele prima dell’inizio dei lavori, altrimenti esponendosi ad inadempimento o revoca dell’aggiudicazione (Cons. Stato n. 4671/2003).
TAR Veneto, Sezione I - Sentenza 26/06/2006 n. 1899
legge 109/94 Articoli 10, 8 - Codici 10.1, 8.1
Indubbiamente le fonti comunitarie in materia di appalti pubblici non richiedono, in capo ai soggetti aspiranti a partecipare alle gare per l’affidamento di appalti pubblici (non solo di lavori), la qualità di impresa (o imprenditore) commerciale, che è un portato esclusivo del nostro ordinamento. La pragmaticità o flessibilità delle norme europee, del resto, è comprovata - per quanto concerne la materia degli appalti pubblici - anche sotto altri profili: così accade che il prestatore di servizi non debba necessariamente, per dette fonti comunitarie, possedere un’organizzazione di impresa, requisito, invece, imprescindibile per il nostro codice civile (art. 1655 c.c.). Allo stesso modo, le forniture di prodotti si fanno rientrare nel contratto di appalto, cosa che nel nostro ordinamento, prima dell’impatto con il diritto comunitario, non sembrava corretto, non fosse altro perché il codice disciplina il contratto di fornitura. Le fonti comunitarie richiedono, come requisito necessario per stipulare un contratto di appalto pubblico, la qualità, dapprima, di imprenditore, e, con la direttiva più recente, di “operatore economico”, nozione ancora più generica ed estesa del concetto di imprenditorie, certamente inclusiva anche dei soggetti che operano, svolgendo attività economica, con la veste di società semplici. Al fine di realizzare un mercato concorrenziale nel settore degli appalti pubblici, insomma, non si pongono veti o preclusioni (non richiedendosi la natura di imprenditore o “impresa commerciale” per stipulare i relativi appalti e, prima ancora, per partecipare alle gare a evidenza pubblica). D’altra parte, la normativa interna di recepimento della direttiva “unica” 2004/18/CE in materia di appalti di lavori, servizi e forniture (D.Lgs. 12 aprile 206 n. 163) parla a sua volta di “operatore economico” (art. 3, comma 6), anche se, più avanti (art. 34.1) fa tuttora riferimento, alla nozione di “società commerciale”. Rebus sic stantibus, sembra evidente il contrasto della normativa interna con quella comunitaria, contrasto che non sembra superato nemmeno dal recentissimo “codice dei contratti pubblici” appena citato, il quale reca, come si è visto, definizioni contrastanti. Che la normativa in questione sia interpretabile in senso “evolutivo” (in maniera da adeguare dette norme al contesto comunitario), se potrebbe sembrare in astratto possibile, specialmente sulla base del disposto dell’art. 3 del D.Lgs. n. 163/2006, non sembra soluzione accettabile, dal momento che, sia le norme del codice civile, sia quelle dello stesso “codice dei contratti pubblici” (art. 34) - e, prima, della legge n. 109/94 (art. 10) - rimangono tuttora ancorati alla nozione di impresa o società commerciale quale requisito imprescindibile per la partecipazione alle gare e la stipulazione di contratti di appalto. Da quanto sopra discende l’illegittimità del ritiro dell’attestazione SOA rilasciata in favore di una società semplice, in relazione al profilo che le società semplici sono escluse dalla possibilità di essere qualificate e attestate ai fini della partecipazione alle gare per l’affidamento di appalti di lavori pubblici, poiché l’art. 10 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. indica esclusivamente le società commerciali.
TAR Sicilia, Sezione IV Catania - Sentenza 10/04/2006 n. 539
legge 109/94 Articoli 10, 8 - Codici 10.1, 8.1
La durata di efficacia dell’attestazione SOA è complessivamente di cinque anni, purché prima dello scadere del triennio l’impresa si sottoponga a verifica e questa dia esito positivo. Gli effetti della verifica triennale, ove compiuta prima della scadenza del triennio, decorrono: dalla data di scadenza del triennio, nel caso di esito positivo; dalla data di ricezione della relativa comunicazione da parte dell’impresa interessata, in caso di esito negativo. L’impresa ha l’onere di sottoporsi a verifica nell’imminenza della scadenza del triennio (almeno sessanta giorni prima di questa), dal momento che, ove la verifica sia compiuta dopo il triennio e dia esito positivo, i suoi effetti decorrono non dalla scadenza del periodo triennale, bensì dalla ricezione della relativa comunicazione da parte dell’impresa stessa (cfr. art. 15 bis, comma 5, seconda parte). Ciò dimostra che la verifica ha efficacia costitutiva, non potendo attribuirsi ad essa un mero valore ricognitivo. Conseguentemente, nel caso in cui l’impresa, alla scadenza del triennio, per qualsiasi motivo si sottragga alla verifica (perché questa comporta dei costi notevoli o per altra ragione), essa “non può partecipare alle gare nel periodo decorrente dalla data di scadenza del triennio alla data di effettuazione della verifica con esito positivo”. In tal senso si è pronunciata l’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici con Determinazione 21 aprile 2004 n. 6, emanata nell’esercizio del potere di regolazione interpretativa, basato sul disposto di cui all’art. 4, comma 16, lett. g) della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, 5 aprile 2003, n. 203; Cons. Stato, Sez. V, 30 ottobre 2003, n. 6760).
TAR Lazio, Sezione III Roma - Sentenza 16/02/2006 n. 1206
legge 109/94 Articoli 10, 8 - Codici 10.1, 8.1
L’art. 10 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. individua, tra i soggetti ammessi a partecipare alle procedure di affidamento dei lavori pubblici, le società commerciali, le quali, ai sensi del comma 1 dell’art. 2249 c.c. devono costituirsi secondo uno dei tipi regolati nei Capi III e seguenti del Titolo V del codice civile. La società semplice non è, pertanto, compresa tra i soggetti che possono partecipare alle gare pubbliche. Come è noto, infatti, detta società è organizzata su base personale e il termine “società” è espressione sintetica per indicare la collettività dei soci ed i rapporti rimangono, sia all’interno che nei confronti di terzi, legati da un diritto di comunione sul patrimonio sociale. La società semplice non è soggetta ad alcuna forma di pubblicità legale e proprio alla deficienza di una pubblicità legale sono connesse differenze sostanziali nella sua disciplina giuridica. Per quanto riguarda l’oggetto dell’attività sociale, esso non può essere l’esercizio di una attività commerciale, poiché le società che hanno per oggetto detto tipo di attività, secondo quanto disposto dall’art. 2249 c.c., devono costituirsi in uno dei tipi regolati nei capi III e seguenti del Titolo V del codice civile. Ora è chiaro che la realizzazione di lavori pubblici deve essere effettuata in forma imprenditoriale. L’attività imprenditoriale, tuttavia, è soggetta alle disposizioni che fanno riferimento alle attività ed alle imprese commerciali (comma 2 dell’art. 2195 c.c.). Il G.E.I.E., al quale possono aderire i più svariati tipi di soggetti, anche non imprenditoriali, deve, tuttavia, esplicitare in sede di gara quali siano le imprese interessate all’esecuzione dell’opera, poiché i requisiti richiesti per la partecipazione alle gare devono sempre sussistere in capo alle imprese aggiudicatarie. Il Gruppo, infatti, non può sostituirsi ai suoi membri e non può, quindi, assumere la veste di appaltatore dei lavori. Il suo ruolo nei confronti dell’amministrazione aggiudicatrice è solo quello di coordinare ed organizzare le prestazioni richieste, rappresentandole nei confronti del soggetto appaltante. Appare chiaro, quindi, che la società semplice, pur potendo partecipare al G.E.I.E., non può, tuttavia, essere soggetto esecutore dell’opera in carenza dei requisiti richiesti. D’altro canto, l’art. 10 della citata legge n. 109/1994 e s.m., nel contemplare anche il G.E.I.E. tra i soggetti ammessi a partecipare alle procedure di affidamento di lavori pubblici, fa esplicito riferimento alla necessità di applicare a tale istituto le disposizioni di cui all’art. 13 della legge stessa.
Consiglio di Stato, Sezione VI - Sentenza 07/09/2004 n. 5843
legge 109/94 Articoli 10, 8 - Codici 10.1, 8.1
Anche nel sistema normativo anteriore alla legge n. 166/2002 (c.d. Merloni quater, che ha abrogato l’art. 2, comma 5bis, della legge n. 109/1994), si doveva ritenere che né il T.U. enti locali (D.Lgs. n. 267/2000), nè l’art. 2, comma 5bis, della legge n. 109/1994, nel testo introdotto dalla legge n. 415/1998 (cd. Merloni ter), precludessero agli enti aggiudicatori, e, segnatamente, alle società miste costituite dagli enti locali, di operare sul mercato in veste di esecutori di lavori pubblici per conto di stazioni appaltanti terze. Conseguentemente, non era precluso a detti soggetti il conseguimento dell’attestazione di qualificazione di cui all’art. 8 della legge n. 109/1994.Già nel vigore dell’art. 113 del D.Lgs. n. 267/2000, nel testo anteriore alle innovazioni introdotte con la legge n. 448/2001, con il D.L. n. 269/2003 e con la legge n. 350/2003, sussisteva per le società miste costituite da enti locali la possibilità di svolgere attività imprenditoriali c.d. extraterritoriali, assumendo il ruolo di esecutori di appalti pubblici indetti da altre stazioni appaltanti pubbliche (diverse dagli enti locali che hanno dato vita alle società miste). Tuttavia, poiché l’attività extraterritoriale si appalesa subordinata alla dimostrazione che in tal guisa viene soddisfatta una specifica esigenza della medesima collettività, che non si traduca in un mero ritorno di carattere imprenditoriale, essa è da ritenere non ammissibile se vi sia una concreta incompatibilità con gli interessi della collettività di riferimento, determinata da una distrazione di risorse e mezzi effettivamente apprezzabile e realisticamente in grado di arrecare pregiudizio allo svolgimento del servizio pubblico locale.L’art. 2, comma 5bis, della legge n. 109/1994, nel testo introdotto dalla legge n. 415/1998 (c.d. Merloni ter, oggi abrogato dalla legge n. 166/1992 - c.d. Merloni quater), secondo cui “i soggetti di cui al comma 2 provvedono all’esecuzione dei lavori di cui alla presente legge, esclusivamente mediante contratti di appalto o di concessione di lavori pubblici ovvero in economia nei limiti di cui all’articolo 24”, non andava interpretato nel senso di un divieto assoluto di esecuzione diretta dei lavori pubblici (obbligo di esternalizzazione e correlato divieto di in house construction) da parte delle Amministrazioni aggiudicatrici, atteso che la norma tendeva ad impedire il cumulo in uno stesso soggetto del ruolo di stazione appaltante e di soggetto esecutore per lavori di propria pertinenza, ma non il caso in cui un soggetto fosse ente aggiudicatore per un dato appalto e soggetto affidatario in un altro appalto.
TAR Puglia, Sezione Lecce - Sentenza 25/05/2004 n. 3176
legge 109/94 Articoli 10, 8 - Codici 10.1, 8.1
Nelle gare per l’affidamento delle concessioni di costruzione e gestione di lavori pubblici, le quali permettono alle imprese partecipanti di apportare varianti al progetto posto a base di gara, i requisiti di qualificazione vanno individuati con riferimento alle dimensione dei lavori proposti dal concorrente alla licitazione privata, cioè in relazione alle opere che includono le varianti al progetto predisposto dalla stazione appaltante.Ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 13, comma 7, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., 72, comma 4, lett. b) ed e), 73, commi 2 e 3, e 74, comma 2, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. risulta che le opere specializzate di installazione, gestione e manutenzione degli impianti idrosanitari, gas e antincendio (Categoria OS 3), di installazione, gestione e manutenzione degli impianti di termoregolazione (Categoria OS 28) e di installazione, gestione e manutenzione degli impianti elettrici, telefonici e simili (Categoria OS 30), che sono qualificate dall’art. 72, comma 4, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. come “strutture, impianti e opere speciali”, possono essere eseguite direttamente dall’aggiudicatario se ciascuna di tali opere è di importo inferiore al 10% dell’importo complessivo dell’opera (nella specie dei lavori progettati dall’aspirante concessionario) o a EURO 150.000, mentre se di importo superiore a tali soglie ma entro il 15% dell’importo totale dei lavori tali impianti e/o opere speciali vanno subappaltate ad imprese in possesso delle relative qualificazioni, mentre ancora se di importo superiore alla suddetta soglia del 15% non possono essere affidate in subappalto, ma i partecipanti alla procedura selettiva sono costretti a costituire un Associazione Temporanea di tipo verticale con soggetti in possesso delle relative qualificazioni.
TAR Sardegna, Sezione I - Sentenza 23/03/2004 n. 432
legge 109/94 Articoli 10, 8 - Codici 10.1, 8.1
Un’attestazione di qualificazione ex art. 2, comma 1, lett. p), del D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34, in corso di validità all’atto della scadenza del termine per presentare offerta, deve ritenersi sufficiente ai fini della legittima partecipazione al procedimento concorsuale, sia perché nessuna norma dispone diversamente sia, soprattutto, perché una volta presentata l’offerta con la relativa documentazione, le ulteriori fasi del procedimento di gara, sino all’aggiudicazione, sono sottratte alla disponibilità dell’impresa e sono di durata imprevedibile. Pertanto, non occorre che l’attestazione di qualificazione, valida al momento in cui è presentata, conservi efficacia sino alla conclusione del procedimento, fatta salva, naturalmente, la necessità che l’aggiudicataria si munisca di idonea attestazione, in corso di validità, al momento della stipula del contratto.
TAR Toscana, Sezione II - Sentenza 17/09/2003 n. 5103
legge 109/94 Articoli 10, 8 - Codici 10.1, 8.1
E' legittima l'esclusione di un concorrente che non dichiari di voler subappaltare una categoria scorporabile specializzata elencata all'articolo 72, comma 4, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., di importo superiore al 10% del totale dell'appalto, per la quale egli sia sprovvisto di qualificazione.Il subappalto obbligatorio di cui al combinato disposto ex articoli 72, comma 4, 73 e 74, comma 2, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., trova applicazione anche qualora la categoria scorporabile sia di importo inferiore a 150.000 euro purché superiore al 10% del totale.
TAR Lombardia-Brescia - Sentenza 03/07/2003 n. 1037
legge 109/94 Articoli 10, 8 - Codici 10.1, 8.1
La categoria OG11 è molto ampia e ricomprende diverse categorie più limitate, tra cui anche la OS28. Se si considera, infatti, l´allegato A) al D.P.R. 25.1.2000, n. 34, si vede come la categoria OG 11, intitolata "Edifici civili e opere industriali" riguardi una serie di edifici, tra i quali esemplificativamente anche gli uffici, e in genere "qualsiasi manufatto speciale in cemento armato" e faccia riferimento, oltre che alla costruzione, anche alla manutenzione ed alla "ristrutturazione di interventi di edilizia...completi delle necessarie strutture, impianti...e finiture di qualsiasi tipo nonché delle eventuali opere connesse, complementari e accessorie".La categoria OS28 è, invece, molto specifica e settoriale, concernendo unicamente gli "impianti termici e di condizionamento" e, specificamente la loro "fornitura, montaggio e manutenzione o ristrutturazione...in opere generali...già realizzate o...in corso di costruzione", ma è evidente lo stretto nesso sussistente tra queste ultime e le opere edili, rispetto alle quali si trovano in un rapporto di accessorietà e di complementarietà.
Consiglio di Stato, Sezione VI - Sentenza 27/05/2003 n. 2968
legge 109/94 Articoli 10, 8 - Codici 10.1, 8.1
In base al nuovo sistema di qualificazione, istituito con l’art.8 della legge 11 febbraio 1994, n.109 e s.m., e disciplinato dal regolamento adottato con D.P.R. 25 gennaio 2000, n.34 e s.m., i requisiti oggetto delle qualificazioni degli organismi di attestazione non devono di volta in volta essere concretamente comprovati (dalle imprese) e accertati (dall’Amministrazione) nel corso delle singole gare d’appalto, proprio perché essi risultano formalmente attestati da tali organismi, sulla base di specifici accertamenti, soggetti ad autorizzazioni, a verifiche e alla vigilanza della Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici; ciò comporta che l’Amministrazione appaltante in sede di gara ha solo il potere di verificare la formale corrispondenza tra le categorie indicate nel bando di gara e quelle comprovate dalle imprese col sistema di qualificazione da parte degli organismi di attestazione, non potendo invece verificare – in via incidentale, d’ufficio o su richiesta della impresa partecipante alla gara – né l’equipollenza tra una delle categorie indicate nel bando e quella oggetto della qualificazione della SOA, né se la conseguita qualificazione in una o più categorie vada considerata equivalente ad una ulteriore qualificazione, formalmente non conseguita tramite la SOA.Nel caso in cui il bando abbia previsto per la partecipazione alla gara il possesso della qualificazione relativa alle categorie OG 1 e OG 11, legittimamente viene disposta l’esclusione di una impresa che possieda solo la categoria OG 1 e non anche la OG 11, non potendosi ritenere che la categoria OG1 ‘assorba’ quella OG 11, atteso che quest’ultima è distintamente presa in considerazione e definita nell’allegato A al D.P.R. n.34/2000.E’ legittima la prescrizione contenuta nel bando che richiede per la partecipazione alla gara sia il possesso della categoria generale OG 1, sia della categoria generale OG 11, nel caso in cui le lavorazioni di cui si compone l’intervento (nella specie si trattava di opere edili e, specificamente, impianti elettrici, antincendio, idrico-fognante, di terra, termico, di condizionamento ed ascensori), presuppongano ragionevolmente - per la complessità degli interventi e la diversità delle categorie - la qualificazione in entrambe le menzionate categorie.
TAR UMBRIA - Sentenza 14/05/2003 n. 364
legge 109/94 Articoli 10, 8 - Codici 10.1, 8.1
La declaratoria della OS 32 è la seguente: "Strutture in legno. Riguarda la produzione in stabilimenti industriali ed il montaggio in situ di strutture costituite di elementi lignei pretrattati". Nel caso in cui sia bensì previsto uno "scheletro" in legno, ma l´opera non consiste solo in questo essendo caratterizzata, al contrario, da copertura in PVC (oltre che da analoghe pannellature laterali), quest´ultima non può essere considerata irrilevante ai fini della qualificazione, quasi fosse una mera rifinitura ovvero un accessorio: è, invece, l´elemento primario e caratteristico, ed è semmai la struttura in legno l´elemento servente rispetto a quella. Quindi la qualifica OS 32 non può in tal caso essere richiesta dal bando, non essendo abilitante alla completa esecuzione dell´opera in questione, ma, a tutto concedere, alla realizzazione della sola parte lignea della stessa.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 06/05/2003 n. 2377
legge 109/94 Articoli 10, 8 - Codici 10.1, 8.1
Nel caso in cui l´importo dei lavori di ciascuna delle tre categorie indicate nel bando come prevalenti è sostanzialmente equivalente, nessun onere incombe sull´Amministrazione di motivare specificamente su "comprovati motivi tecnici" per richiedere le iscrizioni per più categorie di opere. La norma contempla l´ipotesi che la categoria prevalente sia una sola, ma non intende imporre, contro ogni logica, che la categoria prevalente debba essere soltanto una (fattispecie relativa al regime di cui al d.lgs. 406/91).
Consiglio di Stato 17/03/2003 n. 1366
legge 109/94 Articoli 10, 8 - Codici 10.1, 8.1
Non può essere ammessa a partecipare ad una gara pubblica un’impresa che, ai fini della qualificazione, in relazione ai requisiti di partecipazione afferenti l’idoneità tecnica dell’impresa stessa, abbia acquistato un ramo di altra azienda, avvalendosi dei requisiti della cedente, ma ciò abbia fatto in virtù di un contratto condizionato da clausola risolutiva della mancata acquisizione dell’attestazione SOA. La previsione di una clausola risolutiva della cessione di azienda, infatti, introduce un obiettivo elemento di incertezza in ordine al definitivo assetto del rapporto tra le parti e i terzi ed alla definitività del presupposto dell’idoneità tecnica dell’impresa, che assume diretta rilevanza in ordine alla verifica dei requisiti soggettivi dell’impresa concorrente.
TAR Marche - Sentenza 06/12/2002 n. 1563
legge 109/94 Articoli 10, 8 - Codici 10.1, 8.1
La qualificazione per la categoria OS/30 non è compresa nella qualifica OG/11. La categoria OG11, secondo quanto previsto dall’allegato A al D.P.R. 25 gennaio 2000 n.34, consiste nell’idoneità a realizzare “un insieme coordinato e congiunto d’impianti di riscaldamento …”, mentre i singoli e diversi impianti, ricompresi nella declaratoria di cui alla OG11, sono a loro volta oggetto di categorie speciali, le c.d. OS, tra cui la categoria OS30 (impianti elettrici, telefonici, radiotelefonici e reti di trasmissione dati).Secondo il nuovo sistema, delineato dal D.P.R. 25 gennaio 2000 n. 34, la categoria OG11 si acquisisce previo possesso della qualificazione specifica in almeno 3 delle 4 diverse tipologie di impianti a cui la OG11 si riferisce e, conseguentemente, potrebbe non essere presente la qualificazione in OS30 e potrebbe non essere stato mai realizzato un impianto ascrivibile alla qualifica OS30.
TAR Veneto, Sezione I - Sentenza 15/11/2002 n. 6345
legge 109/94 Articoli 10, 8 - Codici 10.1, 8.1
Nel caso in cui il bando preveda, ai sensi dell'art. 31 del D.P.R. 25 gennaio 2000 n. 34, che l'impresa priva di attestazione SOA deve presentare una dichiarazione di avere eseguito lavori appartenenti alla categoria prevalente (nella specie, la OS1) per un determinato importo, non è possibile tenere conto, al fine di raggiungere il detto importo, di un lavoro analogo a quello oggetto di affidamento, ma certificato come appartenente ad una categoria diversa (nella specie, la OG3).
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 30/10/2002 n. 5976
legge 109/94 Articoli 10, 8 - Codici 10.1, 8.1
La categoria OG11 non assomma in sé le categorie OS28 ed OS30; è pertanto legittima, nel caso di un bando che evidenzi le categorie (super)specializzate, l’esclusione di impresa in possesso della categoria OG11, in quanto le diverse categorie considerate non sono tra loro fungibili. Né il bando non facendo espressamente riferimento alla categoria OG11, può essere estensivamente interpretato.
TAR Lazio, Sezione I-bis, - Sentenza 09/08/2002 n. 7088
legge 109/94 Articoli 10, 8 - Codici 10.1, 8.1
Ai sensi dell'articolo 73 del d.P.R. 21 dicembre 1999 n. 554 e s.m. l'impresa qualificata per la categoria prevalente può concorrere anche in presenza di lavorazioni scorporabili appartenenti alle categorie generali (OG) diverse dalla prevalente.L'obbligo di qualificazione e il divieto di subappalto di cui all'articolo 13, co. 7, della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., è limitato alle opere superspecializzate di cui all'articolo 72, comma 4, e non può essere arbitrariamente esteso alle opere generali; né è invocabile in senso contrario la premessa all'allegato A al d.P.R. 25 gennaio 2000 n. 34 dove le categorie generali (OG) sono indicate come a qualificazione obbligatoria.
TAR Veneto, Sezione I - Sentenza 01/08/2002 n. 3837
legge 109/94 Articoli 10, 8 - Codici 10.1, 8.1
La "tabella corrispondenze nuove e vecchie categorie", allegata al d.P.R. 25 gennaio 2000 n. 34, precisa che la categoria OG11 corrisponde cumulativamente alle precedenti categorie 5a e 5c, di cui al d.m. 770/82 e che le categorie OS28 ed OS30 equivalgono rispettivamente alle stesse categorie 5a e 5c; deve pertanto ritenersi, secondo una semplice operazione di logica transitiva, che la categoria OG11 assommi in sé le attuali categorie OS28 ed OS30.
TAR Sardegna - Sentenza 18/07/2002 n. 892
legge 109/94 Articoli 10, 8 - Codici 10.1, 8.1
E’ illegittimo il decreto del Presidente della Regione Sardegna 9 marzo 2001, n. 1/L, in parte aggiornato con il decreto dell’Assessore Regionale ai Lavori Pubblici 17 ottobre 2001, n. 30, con il quale è stato approvato il regolamento per la qualificazione delle imprese per la partecipazione agli appalti pubblici ammessi a finanziamento della Regione Sardegna e che comunque si eseguono nel territorio della Regione, nella parte in cui, in contrasto con il sistema unico di qualificazione delle imprese previsto in sede nazionale, individua un proprio sistema di qualificazione delle imprese, che rende solo facoltativo il ricorso alle società organismi d’attestazione, previste dalla legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m..La regolamentazione dei sistemi di partecipazione alle gare ed aggiudicazione dei pubblici contratti attiene alla materia della tutela della concorrenza, che l’art. 117, secondo comma lett. e), della Costituzione, nel nuovo testo a seguito delle modifiche introdotte con L. cost. n. 3/2001, attribuisce allo Stato. In questo quadro, il sistema di qualificazione delle imprese tramite S.O.A. non può essere ritenuto norma di dettaglio e non può essere disciplinato in maniera difforme da parte delle Regioni.
TAR Puglia-Lecce - Sentenza 11/07/2002 n. 3280
legge 109/94 Articoli 10, 8 - Codici 10.1, 8.1
La qualificazione per la categoria di opere generali OG 11 assorbe le qualificazioni per le categorie di opere specializzate OS 3, OS 5, OS 28, OS 30, in quanto riguarda un insieme coordinato di opere riconducibili, se considerate singolarmente, ad una delle quattro categorie di opere specializzate.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 18/05/2002 n. 2700
legge 109/94 Articoli 10, 8 - Codici 10.1, 8.1
Non vi è alcun requisito ulteriore per la partecipazione alla gara rispetto alla disciplina dell'art. 28 del d.P.R. 25 gennaio 2000 n. 34 s.m. che , per lavori di importo inferiore ai 150.000 ECU, non richiede alcuna speciale qualificazione riconducibile alla natura dei lavori già eseguiti e si limita a prevedere per gli interventi su immobili vincolati che le imprese partecipanti abbiano svolto lavori "analoghi".Tale previsione è coerente con l'art. 1 del medesimo regolamento che, al secondo comma , fissa l'obbligo della qualificazione solo per i lavori di importo superiore alla soglia di 150.000 ECU qui indicata.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 21/01/2002 n. 352
legge 109/94 Articoli 10, 8 - Codici 10.1, 8.1
La verifica della similarità non si esaurisce nell'ambito di ciascuna categoria, ma l'estensione a lavori di altre categorie deve trovare riscontri oggettivi nella analogia tra detti lavori e quelli appaltati.Non sono assimilabili ai lavori di manutenzione e adeguamento igienico funzionale di immobili, rientranti nella categoria OG1 ai sensi del D.P.R. 25 gennaio 2000, n.34 e s.m., comprendente gli edifici civili e industriali (ad es. residenze, caserme, teatri, stadi), i lavori relativi alla rete fognaria o alla rete viaria, ricompresi nella categoria OG3 (strade, autostrade, porti, viadotti) o nella categoria OG6 (acquedotti, gasdotti, oleodotti, opere di irrigazione e, in particolare le fognature), in quanto trattasi di lavori manifestamente differenti per caratteristiche tecnico costruttive e per tipologia.
TAR Roma 01/12/1999 n. 3791
legge 109/94 Articoli 10, 8 - Codici 10.1, 8.1
Ai sensi dell'art. 9 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., fino al 31 dicembre 1999 l'iscrizione all'Albo nazionale dei costruttori di cui alla legge 10 febbraio 1962 n. 57, conserva valore presuntivamente probatorio ai fini della partecipazione agli appalti, per quel che concerne gli elementi, indici e i requisiti della complessiva capacità imprenditoriale.
Consiglio di Stato, Sezione VI 29/11/1999 n. 2037
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L'art. 5 della legge 10 febbraio 1962 n. 57, come modificato dall'art. 2 della legge 29 marzo 1965 n. 203, che consente di assumere l'appalto dei lavori pubblici di importo superiore a quello di iscrizione all'Albo dei costruttori, aumentato di un quinto, si riferisce all'importo da aggiudicare con la gara e non all'importo che potrà assumere la fornitura in corso di esecuzione (anche per l'esercizio dello jus variandi della Pubblica amministrazione); pertanto, l'aumento del quinto dell'importo di iscrizione, riconosciuto al fine di partecipare alla gara, può cumularsi con l'ulteriore incremento del quinto d'obbligo per aumento delle opere disposto dalla committente in corso di esecuzione.In forza degli artt. 1 e 2 della legge 29 marzo 1965 n. 203 - che hanno sostituito rispettivamente gli artt. 2 co. 1 e 5 della legge 10 febbraio 1962 n. 57 - ai fini dell'ammissione alle gare d'appalto di opere pubbliche occorre tenere conto dell'importo di iscrizione all'Albo nazionale dei costruttori aumentato di un quinto, in quanto il Legislatore non ha inteso introdurre una distinzione tra limiti di iscrizione e limiti di assunzione dei lavori, ma soltanto aumentare di un quinto (rispetto alla previgente normativa) le classifiche secondo l'importo, né una distinzione in tal senso è dato desumere dalle leggi 10 dicembre 1981 n. 741 e 8 ottobre 1984 n. 687.
TAR Roma 14/10/1999 n. 3055
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E' illegittimo il provvedimento, assunto dal Comitato centrale dell'Albo nazionale costruttori, che rigetta l'istanza di recupero di un'iscrizione, a causa della cancellazione del dante causa, dichiarato fallito, atteso che l'art. 8 della legge 11 febbraio 1994 n. 109, come sostituito dall'art. 4 ter del D.L. 3 aprile 1995 n. 101, convertito dalla legge 2 giugno 1995 n. 216, ha eliminato tale effetto automatico, sostituendolo con la mera facoltà, per il Comitato centrale, di disporre la semplice sospensione da tre a sei mesi della partecipazione alle procedure di affidamento di lavori pubblici dell'impresa fallita.A seguito dell'entrata in vigore dell'art. 8 della legge 11 febbraio 1994 n. 109, come sostituito dall'art. 4 ter del D.L. 3 aprile 1995 n. 101, convertito dalla legge 2 giugno 1995 n. 216, che ha eliminato l'effetto automatico della cancellazione dall'Albo nazionale costruttori dei soggetti dichiarati falliti, la valutazione della sussistenza della capacità tecnica, operativa e finanziaria, richiesta dall'art. 25 D.M. 9 marzo 1989 n. 172 per far luogo al recupero di iscrizione all'Albo, deve prescindere dallo stato fallimentare in cui versa l'impresa dante causa.
TAR L'Aquila 07/07/1999 n. 436
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Rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo la controversia insorta tra una società concessionaria della gestione di un servizio pubblico ed una ditta concorrente nella gara bandita dalla detta società per l'appalto di lavori.E' illegittima l'esclusione da una gara per l'appalto di un'opera pubblica di un'impresa che, anziché presentare il certificato di iscrizione all'albo dei costruttori rilasciato dal Comitato centrale presso il Ministero dei lavori pubblici, abbia prodotto una dichiarazione sostitutiva
TAR Napoli 29/04/1999 n. 1187
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Ai sensi dell'art. 2 della legge 10 febbraio 1962 n. 57, l'iscrizione all'albo nazionale dei costruttori è necessaria ogniqualvolta i lavori oggetto della gara sono di importo superiore a 75 milioni di lire, a nulla rilevando, invece, il tipo di procedura utilizzata per la scelta del contraente e l'oggetto del contratto
TAR Cagliari 26/02/1999 n. 206
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Ai sensi dell'art. 5, co. 1 seconda parte della legge 10 febbraio 1962 n. 57, non è consentito alle singole imprese di partecipare a gare per l'aggiudicazione di contratti della Pubblica amministrazione per importi superiori a quello di iscrizione, venendo ad essere stabilito il criterio dell'elevazione del quinto rispetto all'iscrizione al solo fine della individuazione e determinazione dei lavori che ciascun costruttore può assumere, ma nulla disponendosi in ordine alla partecipazione alle gare
TAR Roma 27/05/1998 n. 1205
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Ai fini dell'individuazione della categoria di iscrizione pertinente ai lavori oggetto di gara (nella specie, lavori di bonifica acustica su strada statale) nella menzione di « sicurezza stradale » non rientra la tutela dell'inquadramento acustico da traffico, che è diretta agli insediamenti siti in prossimità delle strade e non agli utenti delle strade stesse.
Consiglio di Stato 06/04/1998 n. 61
legge 109/94 Articoli 10, 8 - Codici 10.1, 8.1
Il termine di novanta giorni previsto dall'art. 9, co. 3 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., relativo all'introduzione del nuovo sistema delle categorie di iscrizione nell'Albo nazionale dei costruttori, ha carattere ordinatorio, essendo finalizzato a sollecitare l'attivazione degli organi competenti per l'adozione delle nuove previsioni in materia di categorie di iscrizione.La nuova tabella delle categorie di iscrizione nell'Albo nazionale dei costruttori prevista dalla legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., introducendo una specifica disciplina innovativa di carattere cogente, ha natura regolamentare.
TAR Roma, Sezione III 25/07/1997 n. 1759
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L'art. 23, primo comma del D.L. vo 19 dicembre 1991 n. 406 stabilisce che, quando nell'appalto sussistono opere rientranti in più categorie fra quelle previste dalla tabella annessa alla legge 10 febbraio 1962 n. 57 e s. m., l'Amministrazione aggiudicatrice richiede nel bando, nell'avviso di gara o, quando si ricorre alla trattativa privata, nel capitolato speciale, fermo quanto previsto dagli artt. 18, 19, 20 e 21 stessa legge, la iscrizione all'albo nazionale costruttori alla sola categoria prevalente, salvo che, per comprovati motivi tecnici evidenziati in sede progettuale, non risulti indispensabile richiedere anche l'iscrizione con la corrispondente classifica in altre categorie, sempreché l'importo dei lavori delle categorie stesse singolarmente considerate sia almeno pari al venti per cento dell'importo dell'appalto; pertanto, anche quando l'Amministrazione appaltante abbia individuato opere scorporabili, l'obbligo per le Imprese, singole o riunite in associazione temporanea, di essere iscritte all'albo nazionale dei costruttori discende da un'autonoma scelta effettuata dall'Amministrazione ai sensi dell'art. 23 primo comma legge cit. e fondata su comprovati motivi tecnici evidenziati in sede progettuale.
TAR Lazio, Sezione III 10/06/1997 n. 1288
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I provvedimenti di sospensione dell'iscrizione all'albo nazionale costruttori, ex artt. 20 e 21, l. n. 57/1962, sono adottabili sulla base della valutazione della gravità del delitto, senza obbligo, per l'amminsitrazione, dell'autonomo accertamento dei fatti. L'applicazione della misura cautelare deve essere preceduta dalla contestazione degli addebiti con assegnazione del termine di 15 giorni per la presentazione delle deduzioni difensive. Non è invece necessaria l'audizione personale dei destinatari.
TAR Lazio, Sezione II 26/02/1997 n. 402
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Nel quadro degli artt. 23 del D.Lgs.19 dicembre 1991 n.406 e 11 del D.M. 9 marzo 1989 n. 172, che regolano l'ammissione alle pubbliche gare, quando nell'appalto sussistono opere rientranti in piu' categorie fra quelle previste dalla tabella annessa alla legge 10 febbraio 1962 n. 57, l'iscrizione nella categoria prevalente costituisce presupposto sufficiente e necessario per l'ammissione alla gara, salvo che l'importo delle lavorazioni in ciascuna delle categorie specialistiche, di cui al D.M. 25 febbraio 1982 n. 770, superi il venti per cento del prezzo dell'appalto; pertanto, l'Amministrazione aggiudicatrice deve richiedere nel bando o nell'avviso l'iscrizione all'albo nazionale costruttori anche per la categoria delle opere scorporabili in aggiunta a quella della categoria prevalente solo quando per comprovati motivi tecnici evidenziati in sede progettuale non risulti indispensabile richiedere anche l'iscrizione con la corrispondente classifica nelle dette categorie, sempre che l'importo dei lavori delle categorie stesse, singolarmente considerate, sia almeno pari al venti per cento dell'importo dell'appalto. In assenza nel bando di gara di specifiche clausole ostative alla partecipazione di Imprese singole o di Associazioni orizzontali di imprese con iscrizione alla categoria prevalente per un importo pari o superiore allo ammontare dell'appalto, il possesso del requisito di iscrizione alla categoria prevalente deve considerarsi la regola generale, rispetto alla quale l'esclusione dalla partecipazione alla gara per mancanza dell'iscrizione nella categoria A.N.C. delle opere scorporabili degrada a mera clausola eccezionale, giustificabile solo in presenza delle particolari caratteristiche di queste ultime, di cui l'Amministrazione e' tenuta a dare contezza in sede di relazione tecnica delle opere oggetto di gara.
Consiglio di Stato, Sezione IV 30/06/1995 n. 535
legge 109/94 Articoli 10, 8 - Codici 10.1, 8.1
Nel caso in cui il bando di gara per l'appalto di lavori pubblici richiede, a comprova della capacità tecnica, l'aver eseguito lavori di una determinata e specifica categoria dell'albo nazionale dei costruttori, non è consentito verificare se talune opere, classificate a suo tempo in una data categoria, possano farsi rientrare, nella sostanza, nella categoria richiesta nella successiva gara.