Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "requisiti di carattere speciale"

TAR Toscana, Sezione II - Sentenza 28/12/2006 n. 8181
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Consentire l’adeguamento della classifica SOA successivamente alla fase di prequalificazione comporta un’evidente violazione della par condicio tra le imprese aspiranti a partecipare alla gara con riferimento a quelle che, non possedendo la richiesta classificazione entro la data di scadenza del termine per la presentazione delle domande di ammissione alla gara, hanno ritenuto di non avere i requisiti minimi per essere invitate e, quindi, non hanno presentato la domanda di partecipazione con riserva di successiva integrazione dei requisiti carenti.Come ha già rilevato la giurisprudenza amministrativa (vedi ex multis Cons. Stato 20 settembre 200, n. 4817) il possesso del requisito richiesto dal bando, nelle gare con fase di prequalificazione, deve essere attestato già al momento della richiesta di partecipazione, atteso che il bando medesimo individua un momento ben preciso per l’individuazione delle imprese che possono essere ammesse a presentare l’offerta.
TAR Lazio, Sezione II Roma - Sentenza 13/09/2006 n. 8493
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
L’art. 10, comma 1quater, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. dispone che le stazioni appaltanti devono richiedere alle imprese offerenti, a campione, secondo modalità indicate, “il possesso dei requisiti di capacità economica finanziaria e tecnico organizzativa, eventualmente richiesti dal bando di gara, presentando la documentazione indicata in detto bando o nella lettera di invito”. Quando tale prova non sia fornita ovvero non confermi le dichiarazioni contenute nella domanda di partecipazione alla gara, le stazioni appaltanti procedono all’esclusione dalla gara, all’escussione della polizza fideiussoria ed alla segnalazione del fatto all’Autorità di vigilanza per l’applicazione delle misure sanzionatorie. La ratio della norma viene individuata nell’esigenza di scoraggiare, attraverso la verifica a campione delle dichiarazioni rese in sede di gara, la possibilità di formulazione di dichiarazioni non veritiere, tali da inficiare la correttezza della procedura tesa all’individuazione dell’aggiudicatario. Qualora il bando di gara ed il relativo disciplinare non contengano alcuna indicazione circa i documenti da presentare a riprova dei requisiti economico-finanziari dichiarati, l’Amministrazione è tenuta a consentire alle imprese offerenti di dimostrare il possesso dei requisiti richiesti attraverso documenti con efficacia probatoria certa anche in assenza dei documenti contabili istituzionalmente chiamati a fornire la prova, purché la documentazione presentata risultasse comunque idonea a dimostrare l’esistenza dei suddetti requisiti. Si tratta, del resto, dell’applicazione degli ordinari principi di trasparenza dell’azione amministrativa, in base ai quali non può essere posta in essere attività di natura anche solo latamente sanzionatoria in presenza ed in funzione di norme della lex specialis della gara sostanzialmente “non univoche.. come tali da interpretarsi in termini conformi alla disciplina normativa di carattere generale e nel favor tendenziale del soggetto privato interessato al buon esito della procedura e della partecipazione di concorrenti”. (cfr. Cons. Stato, Sez. V, sentenza n. 5582/2004; si veda anche TAR Piemonte, sentenza n. 69 del 22 gennaio 2000 e TAR Lombardia, sentenza n. 26 del 6 aprile 2001).
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 24/08/2006 n. 4971
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Qualora la lettera di invito disponga che “le dichiarazioni mendaci che eventualmente fossero accertate dall’amministrazione anche dopo la gara comporteranno la revoca dell’aggiudicazione e l’affidamento automatico al concorrente che segue in graduatoria”, una volta limitatasi l’Amministrazione nel senso sopra descritto e determinato, su tale base, l’affidamento del concorrente collocatosi al secondo posto in graduatoria, devono ritenersi illegittimi il complesso degli atti con i quali la stazione appaltante - invitate le ditte classificatesi al primo ed al secondo posto a comprovare il possesso dei requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa richiesti ed a presentare la documentazione indicata in detto bando o nella lettera di invito (a norma dell’art. 10, comma 1quater, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m.) e annullata infine, l’aggiudicazione provvisoria nei confronti della prima in graduatoria per vizio dei requisiti anzidetti e delle dichiarazioni - piuttosto che assegnare i lavori al concorrente collocatosi al secondo posto e dimostratosi in regola, ha proceduto alla rideterminazione della soglia di anomalia e ha aggiudicato il contratto ad altro concorrente.
TAR Lazio, Sezione III Roma - Sentenza 25/07/2006 n. 6404
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Laddove venga chiarito che i requisiti erano in possesso della ditta prima della domanda di partecipazione alla gara, non sussistono gli estremi della falsa dichiarazione presupposto del provvedimento di annotazione e di irrogazione della sanzione. La mancata dimostrazione del loro possesso, infatti, nei termini previsti dall’art. 10, comma 1quater della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., può avere ripercussioni nel senso di giustificare l’esclusione dalla gara, ma non è idonea a sostenere l’annotazione nel casellario giudiziario, il cui presupposto è proprio l’aver reso false dichiarazioni.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 25/07/2006 n. 4612
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Il tenore dell’art. 3, comma 6, del D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34 e s.m. non lascia spazio ad equivoci nell’indicare che il quinquennio da prendere in considerazione sia quello anteriore alla data di pubblicazione del bando. In assenza dei necessari elementi chiarificatori contenuti nel bando, deve ritenersi che il riferimento debba essere fatto alla data di pubblicazione del bando ed ai cinque anni solari precedenti. In assenza nel bando di specifiche ed inequivoche indicazioni circa la documentazione da produrre e le relative date di riferimento, deve ritenersi, anche in questo caso per un ordinario principio di favor partecipationis e di trasparenza dell’azione amministrativa, che il rinvio corretto sia quello relativo al quinquennio antecedente alla data di pubblicazione del bando stesso. Nessun argomento, in senso contrario, può desumersi dal richiamo nello stesso contesto alle modalità della prova del requisito di cui all’art. 18 del medesimo decreto, perché nella fase della presentazione dell’offerta il possesso del requisito è provato dall’apposita dichiarazione richiesta alle imprese concorrenti, che la emettono sotto la propria responsabilità ed a rischio di specifica sanzione in caso di controllo per sorteggio a norma dell’art. 10, comma 1quater della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m.
TAR Calabria, Sezione I Catanzaro - Sentenza 18/07/2006 n. 863
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
La presentazione di una referenza per ciascun partecipante all’ATI non equivale alla presentazione di due referenze da parte di uno stesso soggetto, indipendentemente dal fatto che tale soggetto sia il solo mandatario o ciascun partecipante al raggruppamento temporaneo. La ragione per la quale nei bandi vengono richieste due referenze è che in tal modo la dichiarazione di una banca trova riscontro in quella di un’altra. Le due dichiarazioni, in sostanza, si avvalorano vicendevolmente, in quanto esse convergono in un’unica direzione unitaria, eliminando o riducendo il rischio di non attendibilità delle dichiarazioni stesse. Nel caso in cui la stazione appaltante si trova a disporre di un’unica dichiarazione per ciascuna partecipante all’ATI, in conseguenza, viene meno la possibilità di disporre di quell’elemento di riscontro a cui si è fatto cenno in precedenza.
TAR Lazio, Sezione II Roma - Sentenza 19/06/2006 n. 4814
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
La regolarità contributiva costituisce requisito sostanziale di partecipazione alla gara, per cui non può attribuirsi alcun effetto sanante alla domanda di dilazione e di rateizzazione del debito contributivo, presentata dalla ditta interessata, che trova suo presupposto in uno stato di irregolarità contributiva (in ordine a vicende analoghe, cfr.Cons. Stato, Sez. V, 1706 - 24 marzo 2001; TAR Basilicata n. 667/2001).Tra i requisiti speciali di capacità tecnico finanziaria e tecnico organizzativa previsti dall’art. 10, comma 1quater della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. la giurisprudenza ricomprende anche il requisito della regolarità contributiva (Cons. Stato, Sez. V, 5517 - 18 ottobre 2001). Ciò in quanto la regolarità contributiva, richiesta dall’art. 75, comma 1, lett. e), del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., così come modificato dal D.P.R. n. 412/2000 e dall’art. 2 della legge n. 266/2002 quale presupposto per la partecipazione ad una gara per l’affidamento di un appalto pubblico, deve necessariamente essere una costante per l’impresa interessata che concorre a provare l’affidabilità, diligenza e serietà dell’impresa medesima e rappresenta un indice rivelatore della correttezza della impresa nei rapporti con le proprie maestranze. Pertanto, come anche rilevato in giurisprudenza, l’incameramento della cauzione provvisoria costituisce lo strumento attraverso il quale la P.A. sanziona l’impresa nei confronti della quale venga accertata la mancanza del possesso dei requisiti autodichiarati appurandosi la falsità delle dichiarazione fatte, e dunque l’inaffidabilità della impresa stessa (Cons. Stato, Sez. V, 4789 - 28 giugno 2004).L’incameramento della cauzione provvisoria è sanzione che si applica automaticamente in caso di esclusione dalla gara per falsità o mancanza dei requisiti dichiarati. Pertanto non è necessario inviare all’impresa la comunicazione di avvio del procedimento prevista dalla legge n. 241 del 1990 e si può procedere alla escussione della cauzione anche se questa sanzione non è prevista in modo esplicito dal bando di gara (Cons. Stato, Sez. V, n. 1344/2001).
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana, Sezione giurisdizionale - Sentenza 26/01/2006 n. 24
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
La decisione dell’Autorità di Vigilanza di annullamento dell’attestazione SOA, incidendo con efficacia ex tunc sulla validità ed operatività dell’attestazione SOA prodotta ai fini della partecipazione alla gara di cui trattasi, esplica valenza ricognitiva di una situazione di carenza originaria del possesso di un requisito essenziale ai fini della partecipazione alla gara.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 16/01/2006 n. 86
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Ai fini della partecipazione alle gare di appalto per l’esecuzione di lavori pubblici e della stipulazione dei relativi contratti, gli operatori economici devono, oltre che essere moralmente affidabili, avere apposita qualificazione economico-finanziaria e tecnico- organizzativa. La qualificazione richiesta agli appaltatori è correlata alla tipologia delle lavorazioni oggetto dell’appalto, in modo che sia assicurata la qualità dei lavori, così come prescritto dall’art. 1 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. e va dimostrata, dopo le modifiche di cui alla legge indicata, con la produzione di apposito attestato rilasciato da organismi di diritto privato (SOA) a ciò specificamente autorizzati. La produzione della relativa certificazione costituisce condizione necessaria e sufficiente per ritenere qualificato l’operatore economico, senza alcuna facoltà per la stazione appaltante di considerare adeguata una qualificazione diversa da quella correlata ai lavori da eseguire, oppure di richiedere una documentazione diversa per la dimostrazione della qualificazione al riguardo necessaria. Il nuovo sistema, come è noto, ha sostituito quello precedentemente in vigore, basato sull’iscrizione all’Albo nazionale dei costruttori, implicante, anch’esso, una distinzione per categorie e classifiche delle lavorazioni le quali, per molti aspetti, erano, tuttavia, diversamente accorpate. Con apposita tabella, allegata al D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34 e s.m., è stata prevista la corrispondenza tra vecchie e nuove categorie di lavorazioni.
TAR Sardegna, Sezione I - Sentenza 25/05/2005 n. 1178
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
La norma contenuta nell’art. 10, comma 1-quater, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. deve essere intesa nel senso che solo allorquando entrambi i concorrenti (primo e secondo classificato) non siano in regola, può procedersi alla rideterminazione della soglia di anomalia ed alla conseguente nuova aggiudicazione (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, ord. 4 giugno 2002, n. 2277; T.A.R. Lombardia - Brescia 3 ottobre 2003, n. 1208).
TAR Campania, Sezione I Napoli - Sentenza 23/05/2005 n. 6849
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Il sorteggio è condizione necessaria per l’adozione delle misure contemplate dall’art. 10, comma 1quater, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. (C.d.S., sez. V, 12 maggio 2003, n. 2512).
TAR Sardegna, Sezione I - Sentenza 05/04/2005 n. 596
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
La clausola della lex specialis che impone la produzione di due referenze bancarie non è illegittima avuto riguardo al rilevante valore dell’appalto (nel caso di specie l’importo a base di gara ammontava ad euro 1.967.176,31). Detta circostanza, infatti, giustifica l’adozione della massima cautela nella determinazione dei requisiti da richiedere ai singoli partecipanti.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 08/02/2005 n. 341
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
L’art. 10, comma 1quater, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., operando allorché non sia comprovato “il possesso dei requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa”, trova applicazione anche nel caso di omesso assolvimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali a favore della mano d’opera occupata, trattandosi di elemento indicativo di incapacità o, quanto meno, di difficoltà economico-finanziaria. E’, infatti, evidente che un’impresa efficiente sotto l’aspetto economico-finanziario fa regolarmente fronte a tutti i suoi obblighi di natura economica, ivi compresi quelli contributivi.Il fatto che l’art. 18 del D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34 e s.m. non ricomprende tra gli elementi dimostrativi della capacità economico-finanziaria il regolare assolvimento degli obblighi contributivi non esclude che il mancato assolvimento di detti obblighi incida su tale capacità. L’elencazione degli elementi in argomento, contenuta nella norma “de qua”, non è, infatti, tassativa, ma solo indicativa. Né può giovare la distinzione tra requisiti di ordine speciale e requisiti di ordine generale. Il citato art. 10, comma 1quater, prescrive, infatti, l’escussione della cauzione e l’applicazione delle misure sanzionatorie nel caso di mancata comprovazione “dei requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa eventualmente richiesti nel bando di gara” senza distinguere tra requisiti di ordine speciale e requisiti di ordine generale; inoltre, come sopra osservato, anche il regolare assolvimento degli obblighi contributivi, ancorché rientrante tra i requisiti di carattere generale indicati nell’art. 75 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., costituisce, pur sempre, una significativa componente del requisito di capacità economico-finanziaria.Il fatto che il mancato assolvimento dell’obbligo contributivo in parola non è stato ancora definitivamente accertato rappresenta circostanza ininfluente, rilevando, piuttosto, il fatto che l’impresa non ha comprovato di aver adempiuto a tale obbligo.
TAR Puglia, Sezione III Bari - Sentenza 28/01/2005 n. 256
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Il sub-procedimento, di cui all’art. 10, comma 1quater, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. (nel testo introdotto dalla legge 18 novembre 1998, n. 415), diretto alla verifica del possesso dei requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa di un’impresa partecipante ad un appalto pubblico, é utilizzabile tutte le volte in cui, per il sistema di affidamento prescelto, si preveda la determinazione della media di aggiudicazione, in maniera da evitare che la determinazione della media stessa possa essere alterata dalla partecipazione di imprese che non posseggono effettivamente i requisiti (in tal senso viene condiviso l’orientamento espresso dall’Autorità di vigilanza sui lavori pubblici con atto di regolazione n. 15 del 30 marzo 2000).
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 29/11/2004 n. 7758
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Le norme che dispongono nel senso che le amministrazioni invitano, se necessario, le ditte partecipanti a gare per l’aggiudicazione di contratti con la P.A. a fornire chiarimenti e ad integrare la carente documentazione presentata, non ha inteso assegnare alle stesse una mera facoltà o un potere eventuale, ma ha piuttosto inteso codificare un ordinario modo di procedere, volto a far valere, entro certi limiti, e nel rispetto della par condicio dei concorrenti, la sostanza sulla forma, orientando l’azione amministrativa sulla concreta verifica dei requisiti di partecipazione e della capacità tecnica ed economica. E’ pertanto illegittima l’esclusione della aggiudicataria provvisoria, se in sede di verificazione della documentazione, rinvenendosi difformità fra quanto documentato e quanto dichiarato, in forza di una riconoscibile omissione di documentazione (nella specie resa evidente dalla omessa produzione degli elementi relativi ad una cessione di azienda tempestivamente documentata) la stazione appaltante abbia omesso di richiedere chiarimenti alla aggiudicataria provvisoria (e per essa al rappresentante presente alle operazioni di verifica).Il termine fissato nella prima parte dell’art. 10, comma 1quater, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. è applicabile solo per gli offerenti che, nella percentuale del 10% del loro complesso, sono chiamati a comprovare il possesso dei requisiti di capacità economico finanziaria e tecnico organizzativa richiesti dal bando prima che si proceda all’apertura delle buste delle offerte presentate e non anche per la presentazione dei documenti da parte dell’aggiudicatario, spettando in tale ultima ipotesi all’Amministrazione indicare il termine per l’adempimento, in quanto il limite in questione concerne l’accertamento a campione e non anche quello che deve essere compiuto in seguito alla intervenuta aggiudicazione provvisoria.Il termine fissato all’Amministrazione appaltante è sollecitatorio, tende a conseguire una rapida conclusione del procedimento di gara ma è liberamente determinabile da parte della stessa Amministrazione nella sua entità e nelle conseguenze derivanti dal suo mancato rispetto. E’, quindi, consentito all’Amministrazione non solo di fissare un termine perentorio ovvero indicare semplicemente un termine dilatorio per gli adempimenti in parola ma, sulla base della valutazione degli interessi pubblici considerati prevalenti, anche di consentire integrazioni della documentazione o correzioni della stessa per agevolare la prova della sussistenza dei requisiti richiesti da parte del soggetto risultato vincitore nel confronto concorrenziale e quindi più idoneo alla esecuzione dei lavori.
Consiglio di Stato, Sezione VI - Sentenza 11/11/2004 n. 7294
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
L’art. 10, comma 1quater, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., ai fini della verifica a campione delle offerte presentate per appalti di lavori pubblici, non distingue tra inadempimento formale (per errore o altro) e inadempimento sostanziale (mancanza dei requisiti per partecipare alla gara), con la conseguenza che non solo l’esclusione dalla gara, ma anche l’incameramento della cauzione e la segnalazione del fatto all’Autorità conseguono automaticamente una volta scaduto il termine di 10 giorni in essa indicato (alla stregua del principio nella specie è stata ritenuta legittima l’esclusione dalla gara e l’incameramento della cauzione disposti in relazione ad una incompletezza documentale).La proroga del termine di 10 giorni, di cui al suddetto art. 10, comma 1quater, per la presentazione dei documenti richiesti alle imprese in sede di verifica a campione, costituisce un evento eccezionale e può essere concessa solo nel caso in cui l’impossibilità dell’adempimento dipenda da cause oggettive, del tutto estranee al comportamento dell’impresa interessata.
TAR Toscana, Sezione II - Sentenza 08/10/2004 n. 4358
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Ai sensi dell’art. 10, comma 1quater, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. la determinazione della nuova soglia di anomalia dell’offerta e la conseguente eventuale nuova aggiudicazione dei lavori in appalto effettuata dalla Stazione appaltante deve avvenire soltanto nell’ipotesi in cui sia disposta l’esclusione dell’impresa aggiudicataria e della seconda classificata, che non forniscano la prova dei requisiti richiesti per partecipare alla gara ovvero non confermino le loro dichiarazioni effettuate in sede di invito alla stessa. Pertanto, ove a gara conclusa la Commissione verifichi l’irregolarità della posizione di una impresa non sorteggiata né aggiudicataria, ma già esclusa per la diversa ragione dell’anomalia della sua offerta, illegittimamente la stazione appaltante procede a determinare una nuova soglia di anomalia e quindi, in conseguenza di ciò, alla individuazione di una aggiudicataria della gara diversa da quella originariamente individuata. In tal caso, infatti, l’aggiudicazione disposta al termine della gara in favore dell’impresa risultata vincitrice è avvenuta già previa esclusione automatica di tutte le offerte risultate anomale, non sussistendo quindi ragioni per rinnovare il relativo procedimento, coinvolgendo le imprese diverse da quelle indicate dalla legge.
TAR Campania, Sezione I Salerno - Sentenza 01/10/2004 n. 1844
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
L’art. 10, comma 1quater, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. prevede due distinte ipotesi in cui la stazione appaltante può chiedere ai concorrenti la prova del possesso dei requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa: una prima volta in corso di gara, ed allora il termine di 10 gg. per la produzione documentale è stabilito a pena di esclusione, per ovvie ragioni di celerità della gara; una seconda volta dopo l’espletamento della gara, ed allora il termine di 10 gg. (di natura sollecitatoria) è assegnato all’amministrazione per inoltrare la richiesta, e quindi tale termine non è diretto alle prime due graduate che devono fornire la documentazione richiesta.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 23/08/2004 n. 5582
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
La ratio della norma di cui all’art. 10, comma 1quater, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. è quella di scoraggiare, attraverso la verifica a campione delle dichiarazioni rese in sede di gara, la possibilità di formulazione di dichiarazioni non veritiere, tali da inficiare la correttezza della procedura tesa all’individuazione dell’aggiudicatario.In assenza nel bando di una precisa indicazione in ordine alla documentazione da esibire per comprovare il possesso della cifra d’affari, la P.A. non può limitare la dichiarazione attestante il requisito alla sola dichiarazione IVA, dovendo estendere la possibilità di comprovare il requisito anche a documentazione differente e più ampia. Si tratta, del resto, dell’applicazione degli ordinari principi di trasparenza dell’azione amministrativa, in base ai quali non può essere posta in essere attività di natura anche solo latamente sanzionatoria in presenza ed in funzione di norme della lex specialis della gara sostanzialmente equivoche o, comunque, non sufficientemente univoche e, come tali, da interpretarsi in termini conformi alla disciplina normativa di carattere generale e nel favor tendenziale del soggetto privato interessato al buon esito della procedura e della più ampia partecipazione di concorrenti (in quest’ottica non è senza significato che l’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici abbia disposto, per quanto di sua competenza, l’archiviazione degli atti proprio nel presupposto della omessa indicazione, nel bando di gara, della documentazione da produrre a comprova del requisito in parola).In assenza, nel bando, di specifiche ed inequivoche indicazioni circa la documentazione da produrre e le relative date di riferimento (fattispecie relativa alla cifra d’affari maturata nel quinquennio), deve ritenersi, per un ordinario principio di favor partecipationis e di trasparenza dell’azione amministrativa, che il rinvio corretto fosse quello relativo al quinquennio antecedente alla data di pubblicazione del bando stesso.
TAR Campania, Sezione I Napoli - Sentenza 05/08/2004 n. 11089
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Sia il provvedimento di esclusione che l’incameramento della cauzione provvisoria e la segnalazione all’Autorità di Vigilanza, disposti ai sensi dell’art. 10 comma 1quater della legge 11 febbraio 1994, n.109 e s.m. per omessa dimostrazione del possesso dei requisiti richiesti dal bando di gara da parte di un’impresa sorteggiata a campione, non devono essere preceduti dall’avviso dell’inizio del procedimento e ciò in quanto la stessa impresa è già a conoscenza del procedimento in corso.
TAR Piemonte, Sezione II - Sentenza 06/07/2004 n. 1280
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Le norme che richiedono la regolarità contributiva costituiscono l’espressione di un principio di ordine pubblico, tanto che l’omesso versamento dei contributi è colpito da una sanzione amministrativa o penale a seconda delle entità dell’omessa contribuzione, senza che possa darsi alcun rilievo alla differenza tra ipotesi di mera irregolarità formale o non formale. Pertanto, il provvedimento di revoca dell’aggiudicazione, giustificato in base all’ordinario controllo che la stazione appaltante effettua sulla documentazione e sul possesso effettivo dei requisiti dell’aggiudicatario, costituisce esatta applicazione di una norma del bando di gara, peraltro conforme a legge, senza alcuna possibilità di bilanciare opposti interessi. Detto provvedimento, peraltro, inserendosi nel procedimento di aggiudicazione stessa, complessivamente considerato, non deve essere preceduto, come ha già affermato l’unanime giurisprudenza, dall’avviso di avvio del procedimento.La natura afflittiva della previsione di cui all’art. 10, comma 1quater, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., ne impone l’interpretazione alla luce dei principi generali del diritto punitivo (in quanto compatibili) e, tra questi, di quello, afferente al profilo soggettivo della condotta, che sancisce la non punibilità di chi sia incorso nella violazione a causa di un errore scusabile (cfr. Tar Lombardia, sez. III, Milano, n. 8 del 12 gennaio 2004).
TAR Emilia Romagna, Sezione I Bologna - Sentenza 09/06/2004 n. 1091
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
L’art. 10, comma 1quater, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., riferendosi alla necessità di determinazione della nuova soglia di anomalia nel caso in cui il primo e il secondo classificato, chiamati a comprovare il possesso dei requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa, “non forniscano la prova o non confermino le dichiarazioni”, non distingue tra la mancata ottemperanza da parte del primo o da parte del secondo. Ne consegue la possibilità che l’aggiudicatario in via provvisoria superi la verifica, ma non la superi il secondo e si debba egualmente procedere alla determinazione della nuova soglia di anomalia in quanto l’offerta del secondo ha avuto comunque arbitrariamente incidenza sulla media aritmetica ai fini del calcolo della soglia di anomalia (in tal senso, v. atto di regolazione n. 15 del 30 marzo 2000 dell’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici).
TAR Lazio, Sezione III Roma - Sentenza 19/03/2004 n. 2589
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
La natura perentoria del termine di dieci giorni di cui all’art. 10, comma 1quater, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. non impedisce, tuttavia, all’impresa di provare la non imputabilità del ritardo o della omissione nel deposito della documentazione richiesta e, per tale via, eliminare le conseguenze sfavorevoli previste dalla norma. Anzi, la rigorosa interpretazione in ordine alla natura del termine impone un’altrettanto rigorosa indicazione del dies a quo dal quale calcolare il decorso del termine, che non può che essere ricollegato all’avvenuta cognizione, in capo all’impresa partecipante, della richiesta effettuata da parte della Amministrazione. Tali conclusioni possono ritenersi applicabili alla fattispecie in cui vi è la dimostrazione, da parte del concorrente, della non imputabilità del ritardo essendo fornita la prova della mancata ricezione del fax di richiesta.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 30/10/2003 n. 6769
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Nelle procedure ad evidenza pubblica per la scelta del contraente la cauzione provvisoria assolve alla funzione di garantire l’affidabilità dell’offerta, di cui il primo indice è rappresentato proprio dalla correttezza e serietà del comportamento del concorrente in relazione agli obblighi derivanti dalla disciplina della gara. Essa rappresenta, salvo prova di maggior danno, una liquidazione anticipata dei danni derivanti all’Amministrazione dall’inadempimento di tale obbligo di serietà da parte del concorrente. L’escussione della cauzione, quindi, è conseguenza diretta e automatica del verificarsi del presupposto correlato alla detta funzione della cauzione, vale a dire dell’inadempimento del partecipante, senza bisogno che specifica norma di gara disponga espressamente in tal senso. Peraltro, nel caso di licitazione privata bandita ai sensi del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., l’incameramento della cauzione provvisoria, come conseguenza di una verifica negativa in ordine al possesso dei requisiti di partecipazione, trova il suo specifico referente normativo nell’art. 10, comma 1quater, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., al quale fa espresso rinvio l’art. 70 del citato regolamento che detta verifica prescrive.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 21/10/2003 n. 6528
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Il termine stabilito dall’art. 10, comma 1quater, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. al fine di comprovare i requisiti necessari per la partecipazione è perentorio.
TAR Toscana, Sezione II - Sentenza 17/09/2003 n. 5103
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
La verifica dei requisiti di ordine speciale di cui all'articolo 10, comma 1quater, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. è applicabile anche agli appalti per i quali il requisito sia oggetto di certificazione o attestazione.
TAR Valle dAosta - Sentenza 16/07/2003 n. 126
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
L'art. 10, comma 1quater, della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m. prevede un'apposita procedura di verifica a campione dell'effettivo possesso dei requisiti richiesti nei confronti di almeno il dieci per cento delle ditte partecipanti. Una volta assolto a tale obbligo, la stazione appaltante non ha uno specifico obbligo di analoga verifica nei confronti di tutte le ditte concorrenti e, una volta conclusa la gara, l'eventuale accertamento negativo nei confronti di una ditta concorrente che non sia l'aggiudicataria o la seconda in graduatoria, non può determinare la riapertura della gara e la rinnovazione di tutte le operazioni relative, ma può solo dar luogo all'applicazione delle sanzioni previste dalla legge medesima.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 03/07/2003 n. 4001
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Il dettato normativo dell'art. 10, comma 1 quater, della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., non lascia spazi a dubbi ermeneutici quando riconnette automaticamente alla mancata dimostrazione tempestiva del possesso dei requisiti, e non tout court al mancato possesso degli stessi, tutti e tre indistintamente gli effetti pregiudizievoli dell’esclusione, dell’escussione della cauzione e della segnalazione agli Organi competenti.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 16/06/2003 n. 3358
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
La circostanza che il disciplinare di gara non abbia ripetuto anche per la richiesta dei documenti all'aggiudicatario provvisorio ai sensi dell'art.10, comma 1 quater, ultima parte della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., l’indicazione espressa della perentorietà del termine assegnato assume un significato preciso - nel senso della natura meramente sollecitatoria del termine stesso -nell'ambito di una regolamentazione speciale della gara che ha previsto in tre distinte norme la disciplina delle modalità di presentazione dei documenti di volta in volta richiesti prima ai concorrenti, poi ai sorteggiati ed, infine, all'aggiudicatario provvisorio, precisando solo nei primi due casi la natura perentoria del termine stabilito e rinviando ad una norma generale, che non implica necessariamente la perentorietà del termine, nel terzo caso.L’art. 10 comma, 1-quater, ultima parte, della legge 109/94, per disciplinare questa terza ipotesi, infatti, differenzia nettamente il procedimento da seguire per la richiesta dei documenti all'aggiudicatario provvisorio rispetto a quello valido per la richiesta dei documenti ai concorrenti sorteggiati.In primo luogo il termine di dieci giorni non è assegnato ai concorrenti per presentare la documentazione, ma all'Amministrazione per richiederla all'aggiudicatario provvisorio ed il termine decorre dalla conclusione delle operazioni di gara. Si tratta con evidenza di due fattispecie ben diverse.In secondo luogo, solo con riguardo al caso che l'aggiudicatario o il secondo graduato "non forniscano la prova o non confermino le dichiarazioni" è prevista l'applicazione delle sanzioni previste nella prima parte dello stesso comma 1-quater per la mancata tempestiva produzione dei documenti da parte dei concorrenti sorteggiati. La disposizione in esame non contiene perciò alcun riferimento al rispetto del termine fissato nella prima parte della disposizione stessa a carico dei sorteggiati da parte dell'aggiudicatario.E', quindi, consentito all'Amministrazione non solo di fissare un termine perentorio ovvero indicare semplicemente un termine dilatorio per gli adempimenti in parola ma, sulla base della valutazione degli interessi pubblici considerati prevalenti, anche di consentire integrazioni della documentazione o correzioni della stessa per agevolare la prova della sussistenza dei requisiti richiesti da parte del soggetto risultato vincitore nel confronto concorrenziale e quindi più idoneo alla esecuzione dei lavori (in questo senso anche l'atto di regolazione dell'Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici n. 15/2000).
TAR CAMPANIA - Sentenza 27/05/2003 n. 6006
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
L'escussione della cauzione provvisoria a seguito dell'inosservanza dell'obbligo imposto ai concorrenti sorteggiati ai sensi dell'articolo 109, comma 1 quater, della legge 11 febbraio 1994 n. 109 di provare il possesso dei requisiti necessari per la partecipazione alla gara non ha alcun contenuto discrezionale e si rivela strettamente vincolata alla verifica dell'inadempimento, senza che possano distinguersi le due ipotesi dell'assoluta mancanza di prova e della difformità di quella fornita dalle modalità prescritte e senza che rilevi il carattere psicologico della violazione.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 29/04/2003 n. 2190
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
L'art. 7 della legge n. 241/90 in tema di comunicazione di avvio del procedimento non trova applicazione nel procedimento di incameramento della cauzione ex art. 10 comma 1 quater L. 109/1994. Infatti la comunicazione è data con la nota di invito a produrre la documentazione comprovante i requisiti. L'escussione della cauzione è appunto la conclusione di quel procedimento. In secondo luogo, la sanzione di cui alla norma citata più sopra deve essere disposta come effetto automatico di quella determinata infrazione, e l'Amministrazione difetta di facoltà di scelta in merito per cui non si pone l'esigenza di partecipazione al procedimento.Il legislatore ha assegnato rilevanza oggettiva all'omessa attestazione dei requisiti di partecipazione nelle forme prescritte dall'art. 10, comma 1, quater della legge n. 109 del 1994 e quindi il relativo inadempimento non tollera ulteriori indagini da parte dell'Amministrazione in ordine all'elemento psicologico (se questo, cioè, sia dovuto a dolo o colpa dell'impresa) ed alla gravità della violazione (se questa cioè sia costituita da dichiarazioni false ovvero veritiere ma rese con modalità difformi da quelle richiesta dalla legge).
Consiglio di Stato, Sezione IV - Sentenza 25/03/2003 n. 1551
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Nel caso in cui il bando di gara prescriva il possesso da parte delle ditte concorrenti di una "certificazione ISO 9000 rilasciata organismo certificatore abilitato operante Stato aderente EA/IAF che abbia siglato il MRA", legittimamente viene esclusa una ditta che abbia prodotto un certificato di qualità rilasciato da un organismo pubblico della Romania, a nulla rilevando che si tratti di uno Stato che, avendo presentato domanda di adesione alla Comunità europea, deve ritenersi "Stato aderente EA/IAF"; nè comunque, a fronte di una chiara disposizione del bando, in ogni caso può ammettersi la produzione di certificati equipollenti.
Consiglio di Stato 04/03/2003 n. 1189
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Anche se l'art. 10, co. 1 quater, della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m. non qualifica espressamente come perentorio il termine di dieci giorni previsto per la produzione della documentazione richiesta in sede di verifica a campione, tuttavia, l'automaticità delle sanzioni per il concorrente che non abbia comprovato i requisiti richiesti entro il termine di dieci giorni, non può che orientare per la perentorietà del termine medesimo. La perentorietà del termine di dieci giorni previsto dall'art. 10, co. 1 quater, della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m. per la produzione della documentazione richiesta in sede di verifica a campione, esclude la possibilità che rilevino in genere le cause del ritardo medesimo; se un termine è perentorio e alla sua scadenza è correlata l'automaticità della sanzione, non vi è scusabilità del ritardo che rilevi: un termine perentorio che sia soggetto a dilazione in ragione della discrezionale valutazione delle cause del ritardo appare invero figura giuridica di dubbia collocazione nell'ordinamento, in mancanza di espressa configurazione normativa in senso diverso.Al termine di dieci giorni previsto dall'art. 10, co. 1 quater, della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m. per la produzione della documentazione richiesta in sede di verifica a campione può solo derogarsi nell’ipotesi eccezionale di comprovata impossibilità, per l'impresa sottoposta a verifica, di produrre della documentazione non rientrante nella sua disponibilità e cioè nell’ipotesi di oggettivo ed assoluto impedimento.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 09/12/2002 n. 6768
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Anche se all’art. 2 del D.P.R. n. 403/98 (regolamento attuativo della L. n. 127/97), va attribuita valenza generale in tema di semplificazione della documentazione amministrativa, applicabile anche alle procedure selettive per l’aggiudicazione di appalti pubblici, tuttavia lo strumento della dichiarazione di atto di notorietà di cui all’art. 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15 non può validamente utilizzarsi nella peculiare fase procedimentale del controllo a sorteggio dei requisiti di partecipazione ai sensi dell’art. 10, co. 1 quater, della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m.. Devono, infatti, distinguersi due fasi nei rapporti tra i concorrenti e l’Amministrazione: quella iniziale, nella quale può farsi legittimamente uso della dichiarazione sostitutiva di atto notorio contestualmente alla presentazione della domanda di partecipazione alla gara e quella, successiva, nella quale l’attestazione del possesso dei requisiti di partecipazione va compiuta per mezzo della documentazione pubblica certificativa della qualità o dello stato richiesti e non anche con le forme stabilite dall’art. 2 D.P.R. n. 403/98. Nel caso di inosservanza dell’obbligo imposto ai concorrenti sorteggiati ex art. 10, co. 1 quater, della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m. di produrre i certificati richiesti, l’Amministrazione non ha non ha alcun potere discrezionale di valutare le ragioni del ritardo con il quale siano state prodotte le certificazioni ed i documenti richiesti, non potendosi, in definitiva, distinguersi le due ipotesi dell’assoluta mancanza di prova e della difformità di quella fornita dalle modalità prescritte ed essendo irrilevanti motivi per i quali non è stato osservato il termine per la produzione dei certificati o dei documenti richiesti.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 09/12/2002 n. 6768
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
La eventuale lentezza di un Ente pubblico (nella specie, la Camera di Commercio) nel rilascio di certificati o copie autenticate (nella specie si trattava delle copie autenticate dei bilanci depositati), non può impedire l’applicazione della sanzione dell’incameramento della cauzione per mancata tempestiva produzione dei certificati o dei documenti in sede di verifica a campione ex art. 10 co. 1 quater della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m.; l’impresa partecipante ad una procedura selettiva ha infatti l’onere di premunirsi della documentazione necessaria all’attestazione dei requisiti di guisa che, in mancanza di tempestivo conseguimento della disponibilità delle relative certificazioni, non può certo dolersi della ristrettezza del termine assegnato per la prova dei requisiti (stabilito in via astratta dalla legge) o del ritardo nei pubblici uffici nel rilascio dei documenti richiesti.
TAR Campania, Sezione I - Sentenza 16/09/2002 n. 4997
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
La circostanza che la procedura di controllo di cui all'art.10, co.1 quater, della legge 11 febbraio 1994, n.109 e s.m., debba avere ad oggetto l'accertamento dei requisiti tecnici e finanziari non può significare l'irrilevanza della riscontrata discordanza tra quanto dichiarato e quanto risultato in ordine agli altri requisiti di carattere generale.L'Amministrazione ha il potere di escludere la ditta concorrente che non ha confermato con la prduzione documentale le dichiarazioni rilasciate in sede di gara circa il poessesso dei requisiti di cui all'art.17 , co.1, lettere c) e) ed m) del D.P.R. 25 gennaio 2000, n.34 e s.m.; tale conclusione è avvalorata dal confronto con l'art.11 del D.P.R. n.403/1998 che prevede, quale sanzione per la non veridicità delle dichiarazioni sostitutive, la decadenza (sub specie di esclusione dalla gara) dai benefici (id est, l'ammissione alla gara) conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazione non veritiera. L'art.11 del DPR403/1998 prevede quale sanzione la decadenza dai benefici conseguenti al provvediemtno emanato sulla base della dichiarazione non veritiera
TAR Lazio, Sezione II - Sentenza 25/07/2002 n. 6742
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Poiché l'offerta delle imprese riunite in raggruppamento orizzontale determina la responsabilità solidale delle imprese stesse nei confronti dell'Amministrazione appaltante, la circostanza che la capogruppo (od anche altre mandanti, ma non tutte), possiedano al 100% i requisiti tecnico-finanziari previsti dal bando, non può portare ad escludere la necessità del possesso degli stessi requisiti anche in capo alle altre imprese mandanti nella misura prevista dal bando; legittimamente pertanto, in tale ipotesi, vengono richiesti specifici requisiti anche in capo alle imprese facenti parte del r.t.i., a prescindere da quelli posseduti dalla impresa capogruppo e mandataria.Nel campo delle opere pubbliche in genere, la prestazione della cauzione provvisoria è diretta a coprire la mancata sottoscrizione del contratto per fatto proprio dell'aggiudicatario (tra cui è possibile far rientrare anche l'ipotesi della insussistenza dei requisiti richiesti a pena di esclusione dalla gara) ed ha la medesima funzione della clausola penale, atteso che essa è diretta a predeterminare la conseguenza dell'inadempimento, in funzione di liquidazione forfettaria del danno, prescindendo dall'esatta portata quantitativa del nocumento patito dalla P.A., tant'è che non viene prevista espressamente la risarcibilità del danno eventualmente non coperto dalla cauzione provvisoria.Legittimamente, ai sensi dell'art. 10, co. 1 quater, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., l'Amministrazione appaltante, dopo avere constatato l'infedele dichiarazione di una costituenda A.T.I. in ordine al possesso dei requisiti di partecipazione alla procedura ad evidenza pubblica, procede all'incameramento della cauzione provvisoria prestata dalla A.T.I. stessa, senza fornire al riguardo alcuna motivazione, trattandosi di una attività dovuta e vincolata.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 08/07/2002 n. 3796
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Se è vero che è consentito ad una impresa di comprovare il possesso dei requisiti economici, finanziari e tecnici necessari per partecipare ad una gara di appalto pubblico mediante riferimento alle capacità di altri soggetti, qualunque sia la natura giuridica dei vincoli che ha con essi, è però necessario che l'impresa interessata sia in grado di provare di disporre effettivamente dei mezzi di tali soggetti che siano necessari alla esecuzione dell'appalto.Poichè nella individuazione del danno risarcibile occorre tener presente il contenuto dell'interesse legittimo leso, il soggetto illegittimamente escluso dalla gara di appalto, non può rivendicare lo stesso risarcimento di chi sia stato privato della aggiudicazione che gli spettava, perché diverso è in contenuto della posizione soggettiva pregiudicata.Sebbene la corresponsione del 10% come utile presunto previsto dall'art. 345 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, All. F, sia prevista per l'ipotesi di esercizio da parte della amministrazione committente della facoltà di recesso, e quindi per pregiudizio da atto legittimo, tale criterio può essere utilizzato come parametro del lucro cessante dell'appaltatore anche nelle ipotesi di responsabilità risarcitoria per inadempimento ed in particolare nel caso di risarcimento derivante da illegittima aggiudicazione di una gara d'appalto. Tale criterio di risarcimento forfettario nella misura del 10%, previsto per gli appalti di lavori pubblici dall'art. 345 della legge 1865 n. 2248, all. F, può essere applicato anche agli appalti di servizi in sede di determinazione in via equitativa dell'ammontare del risarcimento dei danni.Poichè l'importo del risarcimento del danno da responsabilità extracontrattuale ha natura di debito di valore, il risarcimento dei danni derivanti da lesione di interessi legittimi va maggiorato degli accessori destinati a conservarne la consistenza. Pertanto, nel caso di annullamento dell'aggiudicazione di un appalto, l'ammontare del risarcimento dovuto va accompagnato anche del pagamento degli interessi e della svalutazione monetaria sulla somma dovuta a titolo risarcitorio; il computo degli interessi e della svalutazione va effettuato con decorrenza dalla data di inizio dei lavori o del servizio da parte della impresa originariamente aggiudicataria, a seguito del provvedimento successivamente annullato.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 30/04/2002 n. 2295
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
E' perentorio il termine di cui all'art. 10, co. 1 quater, della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m. previsto per la verifica a campione delle dichiarazioni rese delle imprese sorteggiate; l'inosservanza del suddetto termine comporta le due sanzioni dell'esclusione e dell'incameramento della sanzione, che sono tra loro collegate al medesimo presupposto, ossia l'inosservanza del termine stesso.La proroga del termine di cui all'art. 10, co. 1 quater, della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m. può essere concessa solo nel caso in cui l'impossibilità dell'adempimento dipenda da cause oggettive, del tutto estranee al comportamento dell'impresa interessata.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 24/04/2002 n. 2207
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Il termine per la comprova dei requisiti di cui all'articolo 10, co. 1-quater, della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., è perentorio anche per l'aggiudicataria e la seconda graduata.La richiesta di comprova dei requisiti si intende validamente inoltrata anche via fax, quale mezzo idoneo ai sensi del d.P.R. n. 445 del 2000.Un fax si presume giunto al destinatario in base al solo rapporto di trasmissione senza necessità di alcuna ulteriore prova; la prova contraria concernente la non funzionalità dell'apparecchio ricevente non può che essere fornita da chi afferma la mancata ricezione del messaggio.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 25/03/2002 n. 1695
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Non può comportare esclusione dalla gara la circostanza che, per la redazione dei certificati di esecuzione dei lavori, non sia stata impiegata la modulistica prescritta, quando i dati forniti consentano comunque di valutare adeguatamente la capacità dell’impresa.Costituisce valido requisito, ai fini della partecipazione alle gare per pubblici appalti, l’iscrizione in un Albo (nella specie, si trattava dell’Albo delle imprese di gestione dei rifiuti) posseduta da una società controllata al 100% del capitale, atteso che la partecipazione totalitaria al capitale è idonea a tutelare l’interesse sostanziale garantito dalla normativa, ossia che l’opera sia eseguita dal soggetto adeguatamente qualificato.
TAR Lombardia, Sezione III - Sentenza 18/12/2001 n. 8064
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Quando l’impresa non deposita, entro dieci giorni dalla richiesta, tutta la documentazione necessaria o non provvede entro il termine o rende dichiarazioni infedeli, l’amministrazione è tenuta ad adottare la misura dell’esclusione anche per tutelare la par condicio dei partecipanti alla gara.La cauzione rappresenta una garanzia legata alla serietà e all’affidabilità dell’offerta e l’incameramento della stessa risulta esclusivamente teso a sanzionare il comportamento dell’impresa che non ha documentato l’offerta nei modi ed entro il termine inidcati dalla legge.
TAR Campania, Sezione I - Sentenza 02/08/2001 n. 3748
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
È legittima l’esclusione dalla gara con l’incameramento della cauzione provvisoria del concorrente sorteggiato per la verifica ex art.10, co.1 quater, della legge 11 febbraio 1994, n.109 e s.m., che non abbia dimostrato la propria capacità tecnica, atteso che la dotazione di attrezzature tecniche richiesta per l’esecuzione dell'appalto comprende unicamente i beni strumentali direttamente destinati, per la loro oggettiva natura, a essere impiegati nella esecuzione dei lavori.
TAR Sicilia, Sezione Palermo - Sentenza 06/07/2001 n. 1003
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Una volta ritirato in autotutela il provvedimento di escussione della cauzione, è da ritenere che la stazione appaltante debba ritirare anche la connessa segnalazione fatta all’Autorità per la Vigilanza sui lavori pubblici, trattandosi di due procedimenti attivati sulla base dei medesimi presupposti giuridici e di fatto.
TAR Campania, Sezione I - Sentenza 05/03/2001 n. 1011
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Il carattere perentorio del termine di 10 giorni previsto dall'art. 10 co. 1 quater della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., non impedisce ulteriori attività istruttorie della stazione appaltante, qualora la comprova dei requisiti sia insufficiente per ragioni non riconducibili a comportamenti negligenti del concorrente sorteggiato - A fronte di giustificazioni circa la contestata inidoneità della comprova e all'approfondimento dell'attività istruttoria non può essere disposta la riscossione della cauzione provvisoria se non dopo la conclusione negativa delle verifiche.
TAR Friuli Venezia Giulia - Sentenza 19/01/2001 n. 3
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
La norma dell’art.10, co.1 quater, della legge 11 febbraio 1994, n.109 e s.m., connette chiaramente all’omissione dell’esibizione della documentazione probatoria nel termine (o alla presentazione della documentazione non idonea) l’esclusione dalla gara dell’impresa concorrente rimasta inottemperante all’invito della P.A., oltre che il suo deferimento all’Autorità.Ha carattere perentorio il termine di dieci giorni, decorrenti dalla richiesta dell’amministrazione, entro cui la prova del possesso dei requisiti deve essere fornita: va, infatti, qualificato tale ogni termine il cui inutile decorso, senza che sia compiuto l’adempimento richiesto, determina una conseguenza a carico di chi non l’ha osservato.La complessiva disciplina di cui all’art.10, co.1 quater, e all’art.4, co.7, della legge 11 febbraio 1994, n.109 e s.m., è una disciplina sanzionatoria che non ha alcuna somiglianza con le sanzioni amministrative alle quali sono, per espresso comando di legge, estesi i principi fondamentali del diritto penale, ma si avvicina piuttosto alle sanzioni civili ed è comunque legittimamente disciplinata in modo autonomo, senza che in ciò si possa vedere una violazione del principio di uguaglianza.
TAR Salerno 24/09/1999 n. 336
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Il dimezzamento dei termini processuali prescritto dall'art. 19 D.L. 25 marzo 1997 n. 67, convertito dalla L. 23 maggio 1997 n. 135, impone la proposizione del ricorso entro il termine di giorni trenta da quello in cui l'interessato ha ricevuto la notifica dell'atto da impugnarsi ovvero ne ha comunque avuto piena conoscenza oppure, per gli atti di cui non sia richiesta la notifica individuale, dal giorno in cui è scaduto il termine della pubblicazione nell'albo; pertanto, i detti termini acceleratori, qualora la delibera comunale di aggiudicazione definitiva di una gara pubblica non sia stata notificata all'interessato, iniziano a decorrere allo spirare del periodo di pubblicazione all'albo pretorio.Ai fini dell'ammissibilità della dichiarazione sostitutiva effettuata, a norma dell'art. 2 della legge 4 gennaio 1968 n. 15, a cura di un'impresa partecipante alla gara per l'applicazione di contratti della Pubblica amministrazione in luogo del certificato di iscrizione all'albo dei costruttori, è necessario che essa riproduca integralmente il contenuto del certificato originale, senza che venga omessa la fondamentale indicazione dell'avvenuta revisione positiva dell'iscrizione.
TAR Catanzaro 19/07/1999 n. 974
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
In materia di gare pubbliche l'interesse a ricorrere deve essere riconosciuto quando il possibile accoglimento può determinare per il ricorrente un'utilità, anche solo strumentale, conseguente ad una successiva ed eventuale attività dell'Autorità amministrativa; pertanto, non è necessario che l'impresa ricorrente dimostri che in caso di rinnovazione della procedura di gara, risulterà senz'altro vincitore della gara stessa, poiché la pretesa giuridica sottesa all'iniziativa giudiziaria è finalizzata, in primo luogo, alla rinnovazione della procedura concorsuale, nell'ambito della quale la ricorrente potrebbe conseguire vantaggi.La facoltà prevista dall'art. 2 della legge 4 gennaio 1968 n. 15 di comprovare certe posizioni di stato a mezzo di dichiarazioni sostitutive delle relative certificazioni pubbliche è di carattere generale e trova applicazione, per sua forza naturale, a prescindere da qualsiasi richiamo che a tale normativa facciano gli atti dell'Amministrazione.
TAR Brescia 18/01/1999 n. 8
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Nelle gare per l'aggiudicazione dei contratti d'appalto di opere pubbliche, ai sensi dell'art. 3, co. 10 della legg 15 maggio 1997 n. 127, che ha abrogato l'art. 2, co. 2 della legge 4 gennaio 1968 n. 15, non è più necessaria l'autentica della sottoscrizione delle dichiarazioni sostitutive della certificazione di iscrizione all'Albo nazionale dei costruttori, essendo sufficiente la produzione di una dichiarazione sostitutiva sottoscritta dall'interessato, anche se non autenticata nelle forme di legge.
TAR Palermo 13/01/1999 n. 41
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
La legge 4 gennaio 1968 n. 15 ha valore di norma generale, applicabile ogni qualvolta non sia espressamente esclusa; pertanto, è illegittima l'esclusione dalla gara d'appalto di opere pubbliche del concorrente che, a norma dell'art. 2 legge n. 15 cit., in luogo del certificato di iscrizione all'albo dei costruttori, abbia presentato la dichiarazione sostitutiva dell'iscrizione medesima, anche se non prevista dall'avviso di gara
Consiglio di Stato, Sezione V 01/10/1998 n. 1378
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
E' illegittima l'ammissione alla gara di appalto del soggetto che abbia presentato la certificazione all'Albo nazionale costruttori in copia non autenticata, atteso che la copia non autenticata di un certificato non è idonea a comprovare alcunché.
TAR Potenza 31/01/1998 n. 16
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Il termine di dieci giorni, previsto dall'art. 30 D.L. vo 19 dicembre 1991 n. 406, entro il quale l'aggiudicatario di una gara d'appalto di opera pubblica è tenuto a provare l'effettivo possesso dei requisiti, ha natura ordinatoria
TAR Palermo 07/11/1997 n. 1708
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
I documenti relativi alla dimostrazione della capacità economico finanziaria e tecnica non sono elementi la cui mancanza o incompletezza determina ex se l'esclusione dalla gara, ma sono elementi che, insieme ad altri, concorrono a stabilire se l'imprenditore concorrente è in possesso complessivamente dei requisiti per poter correttamente e seriamente assumere l'impegno contrattuale e portare quindi a buon esito i lavori di appalto, per cui l'esclusione stessa, in mancanza di espressa comminatoria nel bando, può avere luogo soltanto qualora la mancanza di alcuni dati richiesti non consenta di valutare adeguatamente la detta capacità.
TAR Bari, Sezione II 27/10/1997 n. 850
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Lo speciale procedimento giurisdizionale introdotto dall'art. 19, D.L. 25 marzo 1997, n. 67, convertito con modificazioni dalla legge 23 maggio 1997, n. 135, per il contenzioso in materia di aggiudicazione di gare pubbliche non si estende, proprio per il suo carattere eccezionale, alle controversie aventi ad oggetto i bandi di gara. L'onere documentale previsto a carico dell'Impresa aggiudicataria di una gara pubblica dall'art. 30, D.Lgs. 19 dicembre 1991, n. 406 e sanzionato, in caso di mancato o insufficiente assolvimento, con l'annullamento dell'aggiudicazione e la conseguente nuova aggiudicazione in favore dell'Impresa seconda graduata, e' solo quello relativo alla prova dei requisiti di capacita' tecnica ed economico-finanziaria. E' legittimo il provvedimento col quale l'Amministrazione revoca l'aggiudicazione di una gara pubblica non avendo l'Impresa aggiudicataria provveduto all'esibizione, nei termini, di idonea fideiussione atta ad integrare la prestazione della cauzione definitiva.
TAR Brescia 15/04/1996 n. 477
legge 109/94 Articoli 1, 10, 20 - Codici 1.1, 10.2, 20.1
Nella procedura per l'aggiudicazione dei contratti della P.A., il principio della par condicio vieta che l'Amministrazione, con la richiesta di chiarimenti consenta, in pratica, al concorrente, di completare la sua domanda successivamente al termine stabilito in via generale dal bando di gara; pertanto, per disporre l'integrazione documentale, è necessario che gli atti tempestivamente depositati e già in possesso dell'Amministrazione contengano elementi che costituiscono indizio e rendano ragionevole ritenere il possesso del requisito di partecipazione non espressamente od univocamente documentato o l'assenza di una causa di esclusione, dovendo l'organo pubblico richiedere chiarimenti e completamento documentale quando dai documenti già presentati appaia estremamente probabile (benché naturalmente, non del tutto certo) che il concorrente abbia le qualità previste dalla lettera d'invito; mentre, d'altro canto, l'obbligo per tutti i concorrenti, e non per il solo aggiudicatario, di fornire - anche nella fase di prequalificazione - quegli elementi che consentano all'Amministrazione di verificare il possesso dei requisiti economico finanziari e tecnici, richiesti per l'affidamento dell'appalto, deve essere inteso in funzione della celerità della procedura, con la conseguenza che il committente potrà escludere senz'altro l'aspirante, senza richiedere elementi integrativi, se la loro acquisizione comporti tempi non compatibili con l'urgenza di definire il procedimento di assegnazione.La mancata dimostrazione del possesso di un requisito di partecipazione alla gara per l'aggiudicazione di un contratto con la P.A. comporta legittimamente l'esclusione dalla gara stessa, ancorché tale conseguenza non sia espressamente prevista nel bando