Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "associazioni temporanee di imprese"

Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 19/02/2007 n. 832
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Per la verifica dell’osservanza dell’art. 95, comma 2, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. occorre unicamente far riferimento alla misura della classifica di qualificazione concretamente spesa dalle imprese raggruppate ai fini del raggiungimento dei requisiti minimi di ammissione alla gara; tale misura è esattamente segnata dalle rispettive quote di partecipazione al raggruppamento.Ogni parametro di valutazione incentrato sul contributo potenziale delle imprese associate, commisurato cioè al possesso delle singole qualificazioni, pecca di eccessiva astrattezza e non trova riscontro nella lettera e nella ratio del dato normativo di riferimento. In tal modo, infatti, la verifica della misura maggioritaria risulta sganciata da elementi certi di raffronto e, soprattutto, il criterio va incontro ad insormontabili difficoltà applicative ogniqualvolta partecipino ad una medesima associazione più imprese in possesso della medesima potenzialità.
TAR Toscana, Sezione I - Sentenza 12/02/2007 n. 224
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Secondo una costante giurisprudenza, l’osservanza del principio del favor partecipationis nelle procedure di affidamento di appalti pubblici, nei casi di ambiguità delle regole di gara, impone di ammettere alla gara le imprese che abbiano omesso un adempimento imposto da un complesso di clausole equivoche e contraddittorie e di soddisfare, così, l’interesse pubblico alla più ampia partecipazione alla procedura (Cons. Stato, Sez. IV, 28 febbraio 2005, n. 690).Le associazioni costituende non sono tenute a dichiarare nell’offerta le quote di partecipazione al raggruppamento, dovendo queste necessariamente risultare (e così consequenzialmente le diverse percentuali di partecipazione ai lavori), da un atto successivo alla eventuale aggiudicazione (TAR Lecce, Sez. II, 7 settembre 2002, n. 4301; TAR Sicilia, Catania, Sez. IV, 25 luglio 2005, n. 1237). Tale interpretazione appare confortata dalla lettura dell’art. 93, comma 4, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. secondo cui “le imprese riunite in associazione temporanea devono eseguire i lavori nella percentuale corrispondente alla quota di partecipazione al raggruppamento”, nonché dalla considerazione che una cosa sono i requisiti di qualificazione, e un’altra le quote di partecipazione di ciascun componente dell’ATI alla gara, a meno che, ovviamente, ciò non sia espressamente richiesto dal bando di gara (TAR Piemonte, Sez. II, 22 giugno 2004, n. 1156).Solo i soci accomandatari sono tenuti a rendere la dichiarazione di possesso dei requisiti di carattere generale di cui all’art. 75, D.P.R. n. 554/1999 e s.m., in quanto essi sono gli unici che possono esercitare poteri di gestione (TAR Sicilia, Catania, Sez. I, 29 maggio 2003, n. 896).Qualora il bando di gara imponga a tutti i concorrenti di produrre una dichiarazione di avvenuto sopralluogo ed una certificazione rilasciata dall’amministrazione che attesti l’effettiva effettuazione del sopralluogo, tutte le imprese che partecipano ai raggruppamenti temporanei, costituiti o costituendi, sono tenuti a produrre entrambi i documenti (TAR Sicilia, Catania, Sez. III, 15 settembre 2005, n. 1398).
TAR Calabria, Sezione Reggio Calabria - Sentenza 12/02/2007 n. 164
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Anche con riferimento ai raggruppamenti temporanei di imprese non ancora formalmente costituiti, che la legge ha ammesso a partecipare alle gare (cfr. art. 13, comma 5, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m.), vale il principio secondo cui gli adempimenti non specificamente prescritti con riguardo alle singole imprese partecipanti (fattispecie relativa all’obbligo di sopralluogo) vanno riferiti all’impresa mandataria, quale punto di riferimento unitario del costituendo raggruppamento (cfr. Cons. Stato, Sez. V, 20 maggio 2002, n. 2716).
TAR Lazio, Sezione III Roma - Sentenza 24/01/2007 n. 451
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Il principio dell’immodificabilità dell’associazione ai fini della partecipazione alla gara, se può trovare un’attenuazione nella fase di prequalificazione, non può in ogni caso superare il limite temporale dettato dalla presentazione dell’offerta quale momento determinante della cristallizzazione soggettiva della compagine associativa partecipante alla gara di appalto (Cons. Stato, 18 aprile 2001, n. 2335).L’esercizio del diritto di recesso, di cui all’art. 109 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., soltanto ad opera di alcune delle imprese facenti parte del gruppo offerente, seppure astrattamente ammissibile, non potrà in ogni caso consentire l’esecuzione dell’appalto ad opera delle altre imprese facenti parte del gruppo, in considerazione dell’espresso divieto di modificazione della compagine soggettiva dell’offerente, di cui all’art. 13, comma 5bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. La disposizione di cui all’art. 94 del D.P.R. n. 554/1999 e s.m. rafforza la considerazione dell’eccezionalità della fattispecie di prosecuzione del rapporto in ipotesi di accertata impossibilità della prestazione ad opera di una delle imprese facenti parte del gruppo.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 10/01/2007 n. 58
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Dalla lettura coordinata dell’art. 95, comma 2, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. e dell’art. 3, comma 2, del D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34 e s.m. consegue necessariamente l’utilizzabilità, da parte di ciascuna impresa concorrente (con riferimento alla classifica IV richiesta dal bando nella categoria prevalente “lavori edili” OG1), della certificazione, per la categoria, per la classifica III, che dà titolo a partecipare alle gare e ad eseguire lavori nei limiti della propria classifica incrementata di un quinto (con riferimento a ciascuna delle imprese riunite o consorziata, allorché, come nella specie, ciascuna di esse sia qualificata per una classifica pari ad almeno un quinto dell’importo dei lavori a base di gara) e consente il cumulo del requisito in questione, purché siano rispettati (come nel caso in esame) le percentuali e gli equilibri fissati dal citato art. 95, comma 2, del D.P.R. n. 554/1999 e s.m..
TAR Campania, Sezione I Salerno - Sentenza 19/12/2006 n. 2231
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
L’art. 95, comma 2, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., relativo ai requisiti delle ATI di tipo orizzontale, stabilisce una ripartizione dei lavori tra le associate considerandoli nel loro complesso, senza alcun distinguo per le singole categorie; pertanto il possesso da parte della mandataria dei requisiti in misura maggioritaria si riferisce all’appalto complessivamente considerato, non risultando in alcun modo dalla detta norma che il requisito debba sussistere anche con riferimento a ciascuna singola categoria di intervento (cfr., TAR Catania, 21 settembre 2004, n. 2600). Conseguentemente, è erroneo interpretare il parametro normativo nel senso che la misura minima del 10% dei lavori riguardi anche la categoria scorporabile non subappaltabile.
TAR Lazio, Sezione II Roma - Sentenza 23/11/2006 n. 13065
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
La presenza di un rappresentante dell’impresa partecipante alla gara di appalto nella riunione nella quale la Commissione giudicatrice ha deliberato sull’aggiudicazione non comporta ex se piena conoscenza dell’atto ai fini della decorrenza del termine per l’impugnazione. Tuttavia, la piena conoscenza deve ritenersi sussistente qualora risulti che il rappresentante medesimo è munito di mandato ad hoc oppure riveste la specifica carica sociale di rappresentante legale dell’ATI, per cui la conoscenza avuta dal medesimo nel corso della seduta di gara deve ritenersi riferibile alle società concorrenti (cfr., ex multis, Cons. Stato, Sez. V, 11 luglio 2002, n. 3909 e 10 aprile 2000, n. 2082; Sez. VI, 28 maggio 2001, n. 2919, 3 aprile 2001 n. 1998, 20 ottobre 1999, n. 1483 e 28 maggio 2001, n. 2919).
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 17/11/2006 n. 6727
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
La dichiarazione dello stato di insolvenza non è sempre condizionata dalla mancanza di disponibilità delle risorse finanziarie (arg. Cass., I, 11 maggio 2001, n. 6550) che, in tutti i casi di raggruppamento temporaneo, può essere supplita dalle altre imprese partecipanti, in quanto anche nel project financing l’autofinaziamento del progetto è richiesto al raggruppamento nel suo insieme.
TAR Sicilia, Sezione I Catania - Sentenza 02/10/2006 n. 1544
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Nell’appalto integrato di cui all’art. 19 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. (nel testo recepito in Sicilia) il “concorrente” è l’appaltatore che partecipa alla gara, il quale deve dimostrare nell’offerta il possesso dei requisiti professionali previsti dal bando per la redazione del progetto esecutivo, e ciò anche mediante l’eventuale ricorso a professionisti esterni. Tuttavia, a differenza delle gare per incarichi di progettazione, nell’appalto integrato i progettisti non assumono la qualità di concorrenti, né quella di titolari del rapporto contrattuale con l’Amministrazione in caso di eventuale aggiudicazione, trattandosi di semplici collaboratori esterni delle imprese partecipanti alla gara. Ciò è comprovato dall’art. 140, comma 6, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. in base al quale, “qualora il progetto esecutivo redatto dall'impresa non sia ritenuto meritevole di approvazione, il contratto è risolto per inadempimento dell'appaltatore” (T.A.R. Sicilia Catania, sez. IV, 25 luglio 2005, n. 1237).Il sistema delineato in materia di RTI dalla legge 166/02, di riforma della Merloni, ha configurato una fattispecie compiuta che supera il mancato richiamo, da parte dell’art. 3, comma 8, del D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34 e s.m., delle ipotesi di raggruppamento temporaneo di cui all’art. 17, comma 1, lett. g) della legge n. 109/1994 e s.m., specialmente se si considera che a norma del nuovo art. 13 della medesima legge è stato dato positivo riconoscimento alla figura della associazione mista. Tale forma di aggregazione tra imprese è data da quel raggruppamento che, all’interno di una associazione “verticale” e relativamente alla categoria prevalente o a quella/e scorporata/e, ammette l’assunzione dei relativi lavori da parte di più imprese a loro volta riunite “in orizzontale”.Risolta normativamente la possibilità di ricorrere alle ATI miste, le attività di progettazione nell’appalto integrato, serventi ed ausiliarie, nella economia dell’affare, rispetto all’obiettivo comune alle parti di scambiare la prestazione dell’appaltatore -realizzazione dell’opera - con il prezzo, non sono qualitativamente differenti dalla parte di opera che rientra nella categoria scorporabile; si tratta di un’”opus” delineato e compiuto, come tale delimitato ed identificato che quindi può essere legittimamente riferito ad un “gruppo” di esecutori, riunito in senso orizzontale, con in più la garanzia che, comunque, di questo gruppo di esecutori risponde sempre e comunque l’appaltatore, proprio perché su di esso grava la responsabilità dell’oggetto del contratto, ossia la realizzazione dell’opera.
TAR Sicilia, Sezione III Palermo - Sentenza 25/09/2006 n. 1946
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Premesso che l’ATI di tipo misto cumula i requisiti delle ATI verticali con quelli delle ATI orizzontali, occorre ricordare che l’art. 95 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. dispone che: “Per le associazioni temporanee di imprese e per i consorzi di cui all’art. 10, comma 1, lettere d), e) ed e- bis), della legge di tipo orizzontale, i requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi richiesti nel bando di gara per le imprese singole devono essere posseduti dalla mandataria o da una impresa consorziata nelle misure minime del 40%; la restante percentuale è posseduta cumulativamente dalle mandanti o dalle altre imprese consorziate ciascuna nella misura minima del 10 per cento di quanto richiesto all’intero raggruppamento. L’impresa mandataria in ogni caso possiede i requisiti in misura maggioritaria”. La norma in parola deve ritenersi applicabile sia alle categorie prevalenti che a quelle scorporabili (T.A.R. Sicilia, Palermo, Sez. II, 19 novembre 2004, n. 2704; T.A.R. Sicilia Catania, Sez. I, 19 settembre 2005, n. 1400). Conseguentemente deve essere esclusa dalla gara l’ATI di tipo misto la cui capogruppo, anche con l’aumento del quinto, non risulta in possesso in misura maggioritaria della qualificazione relativa alla categoria scorporabile.
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana, Sezione giurisdizionale - Sentenza 21/09/2006 n. 519
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
La vigente normativa sui lavori pubblici valorizza, già nella fase della offerta, il principio di corrispondenza sostanziale tra quote di qualificazione e quote di partecipazione all’ATI (cfr. art. 13, comma 1, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m.) e tra quote di partecipazione e quote di esecuzione (cfr. art. 93, comma 4, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m.). Tale ricostruzione del sistema normativo trova conferma nell’indirizzo giurisprudenziale secondo cui, anche in base al solo disposto dell’art. 13, commi 1 e 5, della legge n. 109/1994, è necessario che le quote di partecipazione al raggruppamento delle singole imprese siano previamente indicate in sede di offerta; non sarebbe quindi sufficiente che vengano evidenziate ex post nella fase esecutiva (Cons. Stato, V, 12 ottobre 2004, n. 6586). Né può dirsi che nella specie i dati relativi alle parti o quote potevano essere ricavati con immediatezza e senza incertezze dalla natura dell’appalto o delle qualificazioni delle imprese associande.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 19/09/2006 n. 5444
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
E’ illegittima l’aggiudicazione di un appalto pubblico ad un’associazione temporanea di imprese nel caso in cui risulti che un’impresa mandante dell’ATI sia socio di minoranza di una società a cui la stazione appaltante ha affidato l’attività di consulenza tecnica, finalizzata alla predisposizione del bando della stessa gara, e l’attività di assistenza tecnica nella verifica della gestione garantita per tutta la durata del contratto. In tal caso, infatti, si configura un’ipotesi di conflitto di interesse tra P.A. ed ATI aggiudicataria e, dunque, la violazione del principio di imparzialità, ex art. 97, comma 1, Cost., idonei a rendere illegittima l’aggiudicazione.Secondo un incontrastato indirizzo interpretativo (cfr., fra le più recenti, Cons. Stato, Sez. II, 20 ottobre 2004, n. 8487) le situazioni di conflitto d’interesse, nell’ambito dell’ordinamento pubblicistico, non sono tassative, ma possono essere rinvenute volta per volta, in relazione alla violazione dei principi di imparzialità e buon andamento sanciti dall’art. 97 Cost., quando esistano contrasto ed incompatibilità, anche solo potenziali, fra il soggetto e le funzioni che gli vengono attribuite. Inoltre, ogni P.A. deve conformare la propria immagine, prima ancora che la propria azione, al principio generale di imparzialità e di trasparenza ex art. 97 Cost., tanto che, secondo ius receptum, le regole sull’incompatibilità, oltre ad assicurare l’imparzialità dell’azione amministrativa, sono rivolte ad assicurare il prestigio della P.A. ponendola al di sopra di ogni sospetto, indipendentemente dal fatto che la situazione incompatibile abbia in concreto creato o meno un risultato illegittimo (Cons. Stato, Sez. VI, 13 febbraio 2004, n. 563).
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 30/08/2006 n. 5081
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Le ATI non possono in alcun modo variare - pena la lesione del fondamentale canone di imparzialità e del principio settoriale del pari trattamento da assicurare a tutte le imprese concorrenti - la loro composizione rispetto a quella risultante dall’impegno presentato in sede di offerta nel quale, quindi, devono essere precisate tutte le circostanze che legittimano le singole imprese alla partecipazione alla gara. In questo senso è eloquente l’art. 13, comma 5bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m.. La norma, che fissa un principio di immodificabilità soggettiva dei partecipanti alle gare pubbliche, tende infatti a garantire una conoscenza piena da parte delle stazioni appaltanti dei soggetti che intendono contrarre con le stesse amministrazioni, consentendo una verifica preliminare e compiuta dei requisiti di idoneità morale, tecnico-organizzativa ed economico-finanziaria dei concorrenti (verifica che non deve essere resa vana in corso di gara con modificazioni di alcun genere).
TAR Basilicata - Sentenza 18/08/2006 n. 516
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Il requisito dell’obbligo del possesso della qualità è da ritenersi connesso non all’importo dell’appalto bensì alla classifica della qualificazione, atteso che “le attestazioni costituiscono condizione necessaria e sufficiente per eseguire i lavori fino a un certo importo”. Non è, dunque, l’importo dell’appalto che, varcato un certo limite, comporta “ex se” l’obbligo del possesso del requisito qualità per tutti i concorrenti, siano essi imprese singole ovvero a.t.i., ma è l’importo dei lavori che ciascun concorrente vuole assumere a determinare l’obbligo del possesso del requisito stesso. Quindi la verifica sul possesso del requisito di qualità deve essere fatta solo quando l’importo dei lavori che il concorrente intende assumere integri una classifica di qualificazione per la quale il possesso della qualità sia già divenuto obbligatorio.In quest’ottica appare illegittimo precludere la partecipazione alle gare a raggruppamenti orizzontali comprendenti imprese qualificate per le classifiche I e II (per le quali non è obbligatorio il possesso del requisito della qualità) che intendano assumere lavori per importi corrispondenti alla propria classifica. Ove ciò avvenisse, infatti, le imprese qualificate per le classifiche più basse (I e II) non potrebbero mai associarsi per eseguire lavori di importo superiore alla II classifica, costringendo le stesse (come osservato dall’Autorità nella delibera n. 241/03) ad acquisire il citato requisito, che di fatto diverrebbe obbligatorio anche per le imprese aventi classifica, per stare alla fattispecie, inferiore alla III, violando in tal modo l’art. 4, comma 1, del D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34 e s.m. che, attraverso il richiamo all’allegato B, prevede il possesso della certificazione di qualità aziendale ovvero il possesso della dichiarazione della presenza di requisiti del sistema di qualità aziendale esclusivamente per le classifiche che vanno dalla III in su. In tal modo verrebbe frustrata altresì la finalità, che come è noto ispira l’istituto dell’associazione temporanea d’impresa, di consentire alle imprese più piccole di maturare significative esperienze di lavoro, capaci di favorire la loro crescita imprenditoriale garantendo al contempo la più ampia, ma non per questo meno qualificata, partecipazione alle procedure di gara per il conferimento di appalti pubblici. Tale finalità corrisponde evidentemente ad un obiettivo di allargamento del mercato nel settore dei pubblici appalti, che è in linea pure con le esigenze di concorrenza che le norme comunitarie prescrivono.
TAR Lazio, Sezione III ter Roma - Sentenza 08/08/2006 n. 7108
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
L’art. 95, comma 2, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., nel prevedere che l’impresa mandataria “in ogni caso possiede i requisiti in misura maggioritaria”, fa riferimento ai requisiti minimi previsti per concorrere allo specifico appalto e non ai requisiti posseduti in astratto ed in termini assoluti dalle singole imprese raggruppate. Diversamente opinando, infatti, si creerebbe un vincolo restrittivo al mercato, in contrasto con il principio della libera determinazione delle imprese in sede associativa, in quanto sarebbero privilegiate comunque le imprese di maggiori dimensioni (determinazione Autorità di vigilanza sui lavori pubblici n. 15/01; T.A.R. Sicilia Sez. I Catania n. 17/6/03 n. 985; CSI 8/3/05 n. 97; T.A.R. Umbria 387/05; ecc.).
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 25/07/2006 n. 4655
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
La garanzia fideiussoria, nel caso di ATI costituende, deve essere intestata a tutte le associate, che sono individualmente responsabili delle dichiarazioni rese per la partecipazione alla gara. Diversamente verrebbe a configurarsi una carenza di garanzia per la stazione appaltante ogniqualvolta l’inadempimento non dipenda dalla capogruppo designata, ma dalle mandanti. Per assicurare in modo pieno l’operatività della garanzia di fronte ai possibili inadempimenti (coperti dalla cauzione provvisoria), in conclusione, il fidejussore deve richiamare la natura collettiva della partecipazione alla gara di più imprese, identificandole singolarmente e contestualmente, e deve dichiarare di garantire con la cauzione provvisoria non solo la mancata sottoscrizione del contratto, ma anche ogni altro obbligo derivante dalla partecipazione alla gara. Il suddetto principio si riferisce all’ipotesi di una costituenda associazione temporanea ordinaria (di tipo verticale od orizzontale), di cui all’art. 95, commi 2 e 3, del D.Lgs. 21 dicembre 1999, n. 554. Nel caso, invece, in cui si tratta dell’ipotesi regolata dal quarto comma del menzionato articolo, il quale consente alla singola impresa o all’associazione temporanea da costituire, che abbiano i requisiti prescritti per partecipare alla gara, di associare altre imprese qualificate anche per categorie ed importi diversi da quelli richiesti dal bando, a condizione che i lavori eseguiti da queste ultime non superino il 20% dell’importo complessivo dei lavori e che l’ammontare complessivo delle qualificazioni, posseduto da ciascuna, sia almeno pari all’importo dei lavori che saranno ad essa affidati, si è in presenza della c.d. associazione per cooptazione, già contemplata dall’art. 23, comma 6, D.Lgs. 19 dicembre 1991, n. 406, che ha lo scopo di far entrare nel sistema degli appalti pubblici imprese di modeste dimensioni, che altrimenti non potrebbero parteciparvi per mancanza dei requisiti prescritti per costituire un’associazione ordinaria (cfr. la decisione di questa Sezione n. 3129 dell’11 giugno 2001). Nel caso di specie, nel partecipare alla gara vi era stata espressa dichiarazione, da parte dell’impresa in possesso da sola dei prescritti requisiti, volta ad associare la ditta cooptata ai sensi dell’art. 95, comma 4, del citato D.P.R. n. 554/1999 e s.m., con impegno a non eseguire più del 20% dell’importo complessivo dei lavori. Di conseguenza la ditta cooptata aveva assunto nei confronti della stazione appaltante solo un ruolo secondario, privo di necessità di copertura da parte della garanzia fideiussoria. Da ciò discende, inoltre, che non può essere condivisa neppure la tesi secondo cui l’impresa cooptata sarebbe priva dei requisiti prescritti nella misura minima del 10% di quanto richiesto all’intero raggruppamento. Invero detto requisito minimo del 10% si riferisce solo al caso di associazione di tipo orizzontale, contemplata dall’art. 95, comma 2, del D.P.R. n. 554/1999 e s.m., mentre nella specie si tratta, come sopra precisato, di associazione in cooptazione.
TAR Toscana, Sezione II - Sentenza 25/07/2006 n. 3299
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
La condizione prevista dall’art. 95, comma 2, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., secondo cui “l’impresa mandataria, in ogni caso, possiede i requisiti di qualificazione in misura maggioritaria”, non può essere interpretata nel senso che la mandataria deve possedere in assoluto una classifica di qualificazione maggiore di quella della mandanti, occorrendo, invece, che la percentuale venga rapportata alla misura in cui le mandanti “spendono” la rispettiva qualifica ai fini del raggiungimento dei rispettivi requisiti minimi di ammissione alla gara; in altri termini, alla quota di partecipazione al raggruppamento. Qualora, infatti, la disposizione in questione non si riferisse ai requisiti minimi richiesti per lo specifico appalto, ma ai requisiti posseduti in assoluto dai concorrenti, si creerebbe un vincolo restrittivo al mercato, in contrasto con il principio della libertà di determinazione delle imprese in sede associativa, in quanto sarebbero privilegiate comunque le imprese di maggiori dimensioni (cfr. C.G.A. 8 marzo 2005, n. 97 e T.A.R. Lazio, Sez. III, 12 novembre 2003, n. 9851). Ed invero l’interpretazione disattesa condurrebbe a rafforzare sempre più le grandi imprese, impedendo alle altre di assumere il ruolo di mandatarie, se non associandosi con imprese minori e con minori requisiti. Sulla base di tali rilievi va, quindi, ritenuta corretta l’assunzione da parte dell’impresa mandataria di una quota pari al 51% dell’importo dei lavori, laddove la mandante ha indicato una quota pari al 49%, avendo del resto dimostrato di possedere i relativi requisiti di qualificazione.
TAR Calabria, Sezione I Catanzaro - Sentenza 18/07/2006 n. 863
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
La presentazione di una referenza per ciascun partecipante all’ATI non equivale alla presentazione di due referenze da parte di uno stesso soggetto, indipendentemente dal fatto che tale soggetto sia il solo mandatario o ciascun partecipante al raggruppamento temporaneo. La ragione per la quale nei bandi vengono richieste due referenze è che in tal modo la dichiarazione di una banca trova riscontro in quella di un’altra. Le due dichiarazioni, in sostanza, si avvalorano vicendevolmente, in quanto esse convergono in un’unica direzione unitaria, eliminando o riducendo il rischio di non attendibilità delle dichiarazioni stesse. Nel caso in cui la stazione appaltante si trova a disporre di un’unica dichiarazione per ciascuna partecipante all’ATI, in conseguenza, viene meno la possibilità di disporre di quell’elemento di riscontro a cui si è fatto cenno in precedenza.
TAR Calabria, Sezione II Catanzaro - Sentenza 27/06/2006 n. 720
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Non è dato rinvenire nessuna illegittimità nella mancata espressa previsione, nel bando di gara, che le ATI dichiarino a quale forma intendano aderire, dal momento che, secondo la giurisprudenza sull’argomento, il tipo di associazione (orizzontale, verticale o mista) e le relative quote o percentuali possono essere dedotte dalle modalità di ripartizione dei requisiti di partecipazione (TAR Sicilia, Catania, sez. I, 1 luglio 2003, n. 1076). Al riguardo viene inoltre affermato che in applicazione del principio del favor partecipationis è legittima l’ammissione ad una gara pubblica in qualità di ATI mista di un raggruppamento di imprese che non abbia le iscrizioni necessarie per partecipare come ATI orizzontale (TAR Valle d’Aosta, 10 giugno 2004, n. 66). Sempre in base al principio del favor partecipationis, che impone alle stazioni appaltanti di consentire la massima adesione alle procedure ad evidenza pubblica, e al principio della tassatività delle cause di esclusione, le quali devono risultare chiaramente dal bando, la giurisprudenza poi afferma che è illegittima l’esclusione dalla partecipazione ad una gara per lavori pubblici che sia motivata esclusivamente sulla base della circostanza che il bando di gara non ammetterebbe espressamente la possibilità di partecipazione alle ATI di tipo misto (TAR Puglia, Lecce, Sez. II, 2 maggio 2004, n. 2742).
TAR Sicilia, Sezione III Palermo - Sentenza 16/05/2006 n. 1125
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Dalla norma imperativa dell’art. 13 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. (la quale, essendo autoesecutiva, integra le disposizioni del bando di gara) discende l’obbligo delle imprese partecipanti ad una gara di appalto in forma di ATI di declinare, in sede di gara, la quota delle opere che ciascuna di esse intende eseguire in caso di aggiudicazione. Tale obbligo è strettamente correlato all’esigenza di preventiva verifica dei requisiti di qualificazione in relazione alle quote di partecipazione di ciascuna delle imprese costituenti l’ATI. E’ del tutto evidente che detta esigenza rimarrebbe frustrata, qualora le partecipanti non dessero contezza della quota di lavori che ciascuna di esse intende assumere (T.A.R. Sicilia, Palermo, sez. III, 1.2.2006, n. 289). Se tale è la ragione dell’obbligo in questione, sarebbe privo di logica ritenere che la quota di ciascuna partecipante alla costituenda ATI possa e debba essere desunta dalla qualificazione posseduta da ciascuna partecipante. Al contrario, proprio la declinazione della quota di lavori che si intende eseguire da parte di ciascuna associata consente all’Amministrazione di verificare se, in concreto, per detta quota ogni esecutrice sia in possesso dei necessari requisiti di qualificazione. E la stessa giurisprudenza del Consiglio di Stato non manca di precisare che, ai sensi del citato art. 13, la partecipazione alla procedura di gara di opere pubbliche delle associazione temporanee è subordinata alla condizione che la mandataria e le altre imprese associate siano già in possesso dei requisiti di qualificazione per la rispettiva quota percentuale, con ciò evidentemente riaffermando la necessità della previa indicazione delle quote di partecipazione (Cons. Stato, sez. V, 12 ottobre 2004, n. 6586).
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana, Sezione giurisdizionale - Sentenza 08/05/2006 n. 180
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Nel caso di partecipazione ad una gara di appalto di un costituendo raggruppamento temporaneo di imprese, l’atto di fideiussione bancaria, mediante il quale viene costituita la cauzione provvisoria, deve essere intestato, a pena di esclusione, non solo alla società capogruppo, ma anche alle mandanti. In particolare il fideiussore, per assicurare in modo pieno l’operatività della garanzia di fronte ai possibili inadempimenti coperti dalla cauzione provvisoria, deve richiamare la natura collettiva della partecipazione alla gara di più imprese, identificandole singolarmente e contestualmente, e deve dichiarare di garantire con la cauzione provvisoria non solo la mancata sottoscrizione del contratto, ma anche ogni altro obbligo derivante dalla partecipazione alla gara.
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana, Sezione giurisdizionale - Sentenza 18/04/2006 n. 158
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Pur dando atto che “sulla questione di principio (ammissibilità di modificazione del soggetto partecipante alla gara tra la fase della domanda e la stipula contrattuale) gli orientamenti giurisprudenziali non sono uniformi”, si ritiene di prendere posizione nel senso che il principio della personalità ed immutabilità del soggetto durante la partecipazione alla gara di appalto vieta la sostituzione (in corso di procedura) di un impresa con un’altra, non essendo applicabile in via estensiva l’art. 35, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. Conseguentemente vanno escluse quelle imprese che mutino la propria soggettività, ovvero la propria forma giuridica, tra il momento della domanda di partecipazione alla gara e quello dell’eventuale aggiudicazione della stessa, quand’anche essi siano intermediati dallo svolgimento di un processo giurisdizionale amministrativo ed indipendentemente dalla durata di esso.
TAR Sardegna, Sezione I - Sentenza 12/04/2006 n. 636
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
E’ legittima l’esclusione fondata sul fatto che l’impegno a costituirsi in associazione temporanea d’imprese è stato formulato in un documento apposito, inserito nella busta contenente i documenti di gara, anziché nella stessa offerta economica, come prescritto dall’art. 13, quinto comma, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. La disposizione (nella specie richiamata dal bando) non prevede un inutile formalismo, atteso che il suo significato consiste nell’imporre alle imprese ancora non associate di assumere il relativo impegno anche nei confronti della stazione appaltante, e di assumerlo unitamente a quello relativo allo svolgimento della prestazione richiesta per il prezzo offerto. La diversità di trattamento nei confronti delle associazioni temporanee costituite appare ragionevole, atteso che queste ultime costituiscono organizzazioni i cui partecipanti hanno già assunto rispettive obbligazioni, mentre nelle associazioni costituende gli impegni assunti dagli associandi devono essere concretizzati.
TAR Sicilia, Sezione III Catania - Sentenza 12/04/2006 n. 562
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Nulla è espressamente previsto dalle disposizioni della legge quadro circa il momento in cui l’impresa partecipante è tenuta a dichiarare l’importo dei lavori del raggruppamento in relazione alle singole compartecipanti, e cioè se sin dall’ammissione alla gara o successivamente all’aggiudicazione (Cons. Stato, 12 ottobre 2004, n. 6586). Tuttavia, se il legislatore, in fase di riscrittura dell’art. 13 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. ad opera della legge n. 415/1998, non ha inteso emendare il comma 1 laddove subordina la partecipazione alla procedura concorsuale delle associazioni temporanee alla condizione che la mandataria e le altre imprese del raggruppamento siano già in possesso dei requisiti di qualificazione per la rispettiva quota percentuale, con ciò evidentemente ha riaffermato la necessità delle previa indicazione delle quote di partecipazione (Cons. Stato, 12 ottobre 2004 n. 6586). Una volta caduto il divieto di ammettere i raggruppamenti ancora da costituire, infatti, la previsione contenuta nel citato art. 13, comma 1, della legge n. 109/94 e s.m. “è chiaro indice dell’intento del legislatore di conservare la preventiva verifica dei requisiti in relazione alle singole quote di partecipazione anche nel nuovo regime” (Cons. Stato, 12 ottobre 2004, n. 6586). Il principio di buon andamento e di trasparenze impone, inoltre, che le imprese partecipanti ad un costituendo raggruppamento indichino le quote di lavori che ciascuna di loro eseguirà in modo da permettere subito la verifica dei requisiti in parola, anche perché la normativa vigente “si impernia su un principio di corrispondenza sostanziale, già nella fase della offerta, tra quote di qualificazione e quote di partecipazione all’ATI (cfr. art. 13 comma 1 della legge n. 109/1994) e tra quote di partecipazione e quote di esecuzione (art. 93 comma 4 d.P.R. n. 554/1999)” (C.G.A. 13 giugno 2005 n. 358). Peraltro è proprio la normativa regolamentare a sottintendere tale “principio di corrispondenza sostanziale, già nella fase della offerta, tra quote di qualificazione e quote di partecipazione all’ATI (cfr. art. 13 comma 1 della legge) e tra quote di partecipazione e quote di esecuzione (art. 93 comma 4)” (C.G.A., dec. 8 marzo 2005 n. 97).
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 07/04/2006 n. 1903
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Le ATI non possono in alcun modo variare la loro composizione rispetto “a quella risultante dall’impegno presentato in sede di offerta” nel quale, quindi, devono essere precisate tutte le circostanze che legittimano le singole imprese alla partecipazione alla gara, risolvendosi in una modifica non consentita anche solo la diversa configurazione dell’ATI quanto ai requisiti di partecipazione richiesti al raggruppamento ed alle singole partecipanti, mandataria e mandanti. In questo senso è ben chiaro il disposto dell’art. 13, comma 5bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m.. La norma, che fissa un principio di immodificabilità soggettiva dei partecipanti alle gare pubbliche, infatti, tende a garantire una conoscenza piena da parte delle Amministrazioni aggiudicatrici dei soggetti che intendono contrarre con le Amministrazioni stesse, consentendo una verifica preliminare e compiuta dei requisiti di idoneità morale, tecnico-organizzativa ed economico-finanziaria dei concorrenti, verifica che non deve essere resa vana in corso di gara con modificazioni di alcun genere.In mancanza di una specifica indicazione, nell’istanza di partecipazione, alla natura mista dell’ATI ed, inoltre, dei requisiti, delle mandatarie e delle mandanti, che consentono al raggruppamento di considerarsi idoneo, è violato un onere di corretta informazione dell’altra parte, possibile contraente, nella fase delle trattative preliminari, onere imposto dal rispetto del principio di buona fede e che non richiede, quindi, alcuna specifica previsione normativa.
TAR Lazio, Sezione III Roma - Sentenza 16/02/2006 n. 1206
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
L’art. 10 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. individua, tra i soggetti ammessi a partecipare alle procedure di affidamento dei lavori pubblici, le società commerciali, le quali, ai sensi del comma 1 dell’art. 2249 c.c. devono costituirsi secondo uno dei tipi regolati nei Capi III e seguenti del Titolo V del codice civile. La società semplice non è, pertanto, compresa tra i soggetti che possono partecipare alle gare pubbliche. Come è noto, infatti, detta società è organizzata su base personale e il termine “società” è espressione sintetica per indicare la collettività dei soci ed i rapporti rimangono, sia all’interno che nei confronti di terzi, legati da un diritto di comunione sul patrimonio sociale. La società semplice non è soggetta ad alcuna forma di pubblicità legale e proprio alla deficienza di una pubblicità legale sono connesse differenze sostanziali nella sua disciplina giuridica. Per quanto riguarda l’oggetto dell’attività sociale, esso non può essere l’esercizio di una attività commerciale, poiché le società che hanno per oggetto detto tipo di attività, secondo quanto disposto dall’art. 2249 c.c., devono costituirsi in uno dei tipi regolati nei capi III e seguenti del Titolo V del codice civile. Ora è chiaro che la realizzazione di lavori pubblici deve essere effettuata in forma imprenditoriale. L’attività imprenditoriale, tuttavia, è soggetta alle disposizioni che fanno riferimento alle attività ed alle imprese commerciali (comma 2 dell’art. 2195 c.c.). Il G.E.I.E., al quale possono aderire i più svariati tipi di soggetti, anche non imprenditoriali, deve, tuttavia, esplicitare in sede di gara quali siano le imprese interessate all’esecuzione dell’opera, poiché i requisiti richiesti per la partecipazione alle gare devono sempre sussistere in capo alle imprese aggiudicatarie. Il Gruppo, infatti, non può sostituirsi ai suoi membri e non può, quindi, assumere la veste di appaltatore dei lavori. Il suo ruolo nei confronti dell’amministrazione aggiudicatrice è solo quello di coordinare ed organizzare le prestazioni richieste, rappresentandole nei confronti del soggetto appaltante. Appare chiaro, quindi, che la società semplice, pur potendo partecipare al G.E.I.E., non può, tuttavia, essere soggetto esecutore dell’opera in carenza dei requisiti richiesti. D’altro canto, l’art. 10 della citata legge n. 109/1994 e s.m., nel contemplare anche il G.E.I.E. tra i soggetti ammessi a partecipare alle procedure di affidamento di lavori pubblici, fa esplicito riferimento alla necessità di applicare a tale istituto le disposizioni di cui all’art. 13 della legge stessa.
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana, Sezione giurisdizionale - Sentenza 26/01/2006 n. 24
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
La perdita di un requisito di partecipazione alla gara e/o di aggiudicazione del contratto in capo alla mandataria di un’A.T.I. non può essere assimilata all’ipotesi di fallimento di impresa mandante, nella quale soltanto è legislativamente contemplata la possibilità di sostituzione con altra impresa. Nell’ipotesi in cui l’evento impeditivo colpisca l’impresa mandataria, il venir meno della stessa determina immediatamente la cessazione dell’unico soggetto che, nei confronti dell’Amministrazione, rappresenta tutte le altre imprese raggruppate o raggruppande, in capo alle quali non è autonomamente riconoscibile alcun “diritto” a mantenere comunque la propria partecipazione alla gara al fine di poterne conseguire l’eventuale aggiudicazione, anche in considerazione del generale divieto legislativo di modifica in corso di gara della composizione delle A.T.I. (art. 13, comma 5 bis, legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m.).
TAR Lombardia, Sezione III Milano - Sentenza 18/01/2006 n. 99
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Sulla base dell’interpretazione del combinato disposto dei commi 9 e 12 dell’art. 18 della legge n. 55/90 si ricava che, in ragione del valore economico del contratto stipulato tra impresa appaltatrice ed imprese terze, si possono distinguere tre tipologie di contratti: - un primo tipo di contratto, di importo superiore sia a euro 100.000,00 sia al 2% del valore dell’intero appalto (art. 18, comma 12, della legge n. 55/90), inquadrabile come subappalto e soggetto ad autorizzazione da rilasciare da parte della stazione appaltante nel termine di 30 giorni dalla richiesta, ai sensi dell’art. 18, comma 9, della legge n. 55/90; - un secondo tipo di contratto, di importo inferiore al 2% dei lavori affidati ma superiore a euro 100.000,00 ovvero, il contrario, cioè superiore al 2% dei lavori stessi ma inferiore a euro 100.000,00, inquadrabile anch’esso come subappalto ma per il quale i tempi di rilascio della relativa autorizzazione sono ridotti a 15 giorni (sempre ai sensi dell’art. 18, comma 9, della legge n. 55/90, ultima parte); un terzo tipo di contratto, di importo inferiore sia a euro 100.000,00 sia al 2% del valore dell’intero appalto, inquadrabile, per esclusione, nell’istituto del subcontratto e, pertanto, soggetto all’obbligo di semplice comunicazione alla stazione appaltante (ai sensi dell’art. 18, comma 12, della legge n. 55/90, ultima parte). Appare difficile negare la possibilità per le imprese mandanti di un’ATI di concludere subcontratti durante l’esecuzione dei lavori, in quanto la forma organizzativa del raggruppamento temporaneo di imprese non limita il potere delle stesse di porre in essere rapporti negoziali con soggetti terzi. La costituzione in ATI, infatti, sebbene attribuisca alla capogruppo designata il potere (tra l’altro) di rappresentare le imprese mandanti nei rapporti con la stazione appaltante, non fa comunque perdere autonomia soggettiva a queste ultime nella gestione delle loro attività. Con l’accordo di costituirsi in ATI, inoltre, non si dà luogo alla costituzione di una nuova impresa, ma si regolano solamente diritti ed obblighi reciproci con riguardo alla collaborazione relativa alla realizzazione delle opere. A ciò si aggiunga che il rapporto di mandato esistente tra le imprese del raggruppamento temporaneo non determina di per sé organizzazione o associazione tra le stesse, in quanto ognuna di esse conserva la propria autonomia ai fini della gestione, degli adempimenti fiscali e degli oneri sociali, autonomia che si esplica anche attraverso la possibilità di stipulare, in autonomia per l’appunto, contratti come quello in argomento. Il rapporto di mandato (con rappresentanza) determina, altresì, che, sebbene il contratto di appalto sia stato sottoscritto dalla sola capogruppo, il rapporto costituito sia direttamente imputato alla società mandante, che diventa parte sostanziale del negozio. A fronte di quanto sopra, non risulta quindi condivisibile la tesi della stazione appaltante secondo cui “essendo la sola mandataria, ancorché nell’interesse dell’ATI, titolare del contratto di appalto con il committente nessun altro soggetto può essere legittimato a concedere subappalto a terzi, non potendo detto soggetto disporre di un diritto su cui non esercita alcun titolo”. Al contrario, la mandante è legittimata a concludere subcontratti, che traggono la propria fonte dal fatto che la mandante stessa è parte (sostanziale) del negozio principale.
TAR Sardegna, Sezione I - Sentenza 16/01/2006 n. 12
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
L’indicazione in sede di offerta delle quote di partecipazione al raggruppamento delle singole imprese discende dall’art. 13, comma 1, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. ed è essenziale ai fini della verifica, in concreto, della congruità dei requisiti percentuali richiesti dall’art. 95 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. alle singole imprese associate. Peraltro, dopo qualche incertezza iniziale, la giurisprudenza amministrativa sembra essersi consolidata in tale senso e da ultimo il C.g.a., con decisione 8.3.2005, n. 97, ha ritenuto che le imprese che partecipano alle pubbliche gare di appalto in associazione temporanea abbiano l’onere, a pena di esclusione, di specificare le rispettive quote di partecipazione, al fine di rendere possibile la puntuale verifica, da parte della stazione appaltante, del possesso dei requisiti di qualificazione richiesti (cfr., in tal senso, T.A.R. Sicilia, Palermo, Sez. II, 4.12.2004 n. 2726, idem, Sez. III, n. 1250 del 19 luglio 2005, nonché Cons. St., Sez. V, decisione n. 6586/2004).Non è convincente l’assunto che l’art. 93, quarto comma, del citato D.P.R. n. 554/1999 e s.m. consentirebbe di far risultare le percentuali di partecipazione ai lavori delle imprese della costituenda associazione mediante atto successivo all’aggiudicazione, in quanto la disposizione richiamata, pur non affrontando la problematica relativa alla conoscenza preventiva della qualificazione delle imprese associate in ordine ai lavori in concreto spettanti a ciascuna, nemmeno esclude la necessità di fornire alla stazione appaltante tale elemento già in sede di gara. Questa esigenza è, invece, espressa dall’art. 13, comma 1, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., il quale dispone che il possesso, da parte delle imprese associate, dei necessari requisiti di qualificazione deve essere accertato ed attestato ai sensi dell’art. 8, in conformità a quanto stabilito dal D.P.C.M. 10 gennaio 1991, n. 55.
TAR Sicilia, Sezione Catania IV - Sentenza 20/10/2005 n. 1786
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Ai sensi del combinato disposto dell’art. 17, comma 1, lett. m), del D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34 e s.m. e dell’art. 75, comma 1, lett. h), del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., è illegittima l’ammissione ad una gara di appalto dell’ATI aggiudicataria quando una sua mandante, cessionaria di ramo di azienda, abbia acquistato quest’ultimo da un’impresa la cui l’attestazione sia stata annullata dall’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, perché il rilascio è avvenuto sulla base di documenti che non hanno trovato alcun riscontro in atti o attestazioni di pubbliche amministrazioni. Ciò in quanto l’ATI aggiudicataria non avrebbe potuto utilizzare le qualificazioni provenienti dall’impresa cedente, cui è stata annullata l’attestazione SOA.La presunta buona fede nella stipulazione della cessione del ramo di azienda non può rivestire alcuna rilevanza, atteso che, per costante giurisprudenza, il bene da tutelare non si identifica con la buona fede dei terzi, bensì con l’interesse pubblico alla corretta esecuzione dei lavori, la quale presuppone la capacità tecnica in capo all’impresa incaricata dei lavori medesimi. Al riguardo può essere condivisa, in linea di principio, la possibilità dell’impresa cessionaria di ottenere un’attestazione SOA “a titolo originario”, indipendentemente da quella rilasciata all’impresa cedente. Tale possibilità, tuttavia, non sussiste quando (come nel caso di specie) l’institore dell’impresa cessionaria si identifica con quello dell’impresa cedente, ossia con il soggetto che ha reso le false dichiarazioni che hanno provocato l’annullamento dell’attestazione SOA, e l’institore medesimo non ha specificato, in violazione della normativa richiamata, di non aver reso false dichiarazioni nell’anno antecedente la data di pubblicazione del bando di gara. In tale circostanza, la sanzione si identifica non soltanto con l’esclusione per un anno dalle gara di appalto, ma anche con l’impossibilità di stipulare, sempre per un anno, un nuovo contratto di attestazione.
Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria - Sentenza 04/10/2005 n. 8
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
La causa del contratto di fideiussione è la garanzia di un debito altrui e, stante il carattere accessorio della garanzia, il fideiussore, nel manifestare in modo espresso la volontà di prestarla (art. 1937 c.c.), deve anche indicare la obbligazione principale garantita, il soggetto garantito, le eventuali condizioni e limitazioni soggettive ed oggettive della garanzia rispetto all’obbligazione principale. Il debito ed il soggetto terzo devono essere quantomeno determinabili. Ciò risponde ad un principio generale in materia contrattuale, secondo cui l’oggetto del contratto stesso deve essere determinato o almeno determinabile a pena di nullità (artt. 1346 e 1418 c.c.). In particolare la determinazione o la determinabilità del debitore o dei debitori principali garantiti non riguarda la struttura soggettiva del negozio fideiussorio (le cui parti, sono il garante ed il beneficiario ma non il garantito), ma l’oggetto della stessa, in quanto consente di individuare l’obbligazione garantita in tutti i suoi elementi e le sue componenti oggettive e soggettive.Nel caso specifico della cauzione provvisoria da depositare nelle gare di appalto di lavori pubblici occorre, quindi, stabilire quale soggetto e quale obbligazione debbano essere garantiti dalla stessa e debbano, quindi, essere indicati nella intestazione della polizza fideiussoria. Al riguardo si osserva che la cauzione provvisoria, con la possibilità del suo incameramento da parte della stazione appaltante, può assolvere una duplice funzione: da un lato, una funzione indennitaria in caso di mancata sottoscrizione del contratto per fatto dell’aggiudicatario, dall’altro una funzione più strettamente sanzionatoria in caso di altri inadempimenti procedimentali del concorrente. Nell’uno e nell’altro caso, in presenza di una ATI costituenda, il soggetto garantito non è la ATI nel suo complesso (non essendo ancora costituita) e non è neppure la sola capogruppo designata. Garantite sono tutte le imprese associande, che durante la gara operano individualmente e responsabilmente nell’assolvimento degli impegni connessi alla partecipazione alla gara, ivi compreso, in caso di aggiudicazione, quello (per le future mandanti) di conferire il mandato collettivo all’impresa designata capogruppo, che stipulerà il contratto con l’Amministrazione. Atteso che la cauzione copre la mancata sottoscrizione del contratto per fatto dell’aggiudicatario ed è svincolata automaticamente al momento della sottoscrizione del contratto medesimo, dal punto di vista letterale e logico, il riferimento al fatto dell’aggiudicatario include, in caso di imprese associate, non solo il fatto della capogruppo, ma anche quello delle mandanti. In particolare, ove trattasi di ATI costituenda, comprende, come detto, anzitutto il fatto delle (designate) mandanti che non provvedano ad assolvere l’impegno di conferire, dopo l’aggiudicazione, il mandato collettivo alla designata capogruppo, impedendo quindi la stipula contrattuale. Il fidejussore deve quindi garantire la stazione appaltante non solo per l’inadempimento del soggetto divenuto mandatario, e cioè in caso di mancata stipulazione per fatto ad esso imputabile, ma deve anche garantire l’eventuale inadempimento propedeutico delle offerenti/mandanti, e cioè deve garantire l’Amministrazione anche nel caso in cui, per fatto imputabile a tutti, o anche soltanto a taluno degli offerenti, il mandato non venga rilasciato e, di conseguenza, non emerga un mandatario comune e, quindi, il contratto non possa essere stipulato. Le obbligazioni, ad attuazione congiunta, da garantire con la cauzione provvisoria, quanto alle ATI costituende sono dunque quella finale della capogruppo (la sottoscrizione del contratto) e quella propedeutica delle mandanti di conferire il mandato. Per quanto concerne gli ulteriori impegni, oggetto della cauzione provvisoria, è stato osservato in giurisprudenza che essa svolge una duplice funzione di garanzia per l’amministrazione appaltante, a tutela della serietà e della correttezza del procedimento di gara, sia per il caso in cui l’affidatario non si presti a stipulare il relativo contratto sia per la veridicità delle dichiarazioni fornite dalle imprese in sede di partecipazione alla gara in ordine al possesso dei requisiti di capacità economico - finanziaria e tecnico - organizzativa prescritti dal bando o dalla lettera di invito (cfr. Consiglio Stato, sez. V, 28 giugno 2004, n. 4789). Va richiamato a quest’ultimo riguardo l’art. 10, comma 1quater, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., che prevede, tra l’altro, la escussione della cauzione, nell’ipotesi in cui, in sede di verifica da parte della stazione appaltante, l’impresa concorrente non provi ovvero non confermi le dichiarazioni contenute, in ordine ai detti requisiti, nella domanda di partecipazione o nell’offerta. Analoga garanzia è usualmente prevista anche nei cosiddetti “Patti di integrità”, in cui le parti si impegnano a tenere comportamenti anticorruzione nonché a non creare, direttamente o indirettamente, ovvero a tollerare accordi che possano falsare la regolarità della aggiudicazione della gara e/o influire sulla corretta esecuzione dell’appalto (cfr.; C.d.S., Sez. V, 24 marzo 2005, n. 1258 e 28 giugno 2004 n. 4789). E’ evidente che anche sotto questi profili (non strettamente collegati alla sottoscrizione del contratto), soprattutto nel caso di ATI costituende, la garanzia debba essere intestata a tutte le associate, che sono individualmente responsabili delle dichiarazioni rese per la partecipazione alla gara. Diversamente verrebbe a configurarsi una carenza di garanzia per la stazione appaltante ogniqualvolta l’inadempimento non dipenda dalla capogruppo designata, ma dalle mandanti.Per assicurare in modo pieno l’operatività della garanzia di fronte ai possibili inadempimenti (coperti dalla cauzione provvisoria), in conclusione, il fidejussore deve dunque richiamare la natura collettiva della partecipazione alla gara di più imprese, identificandole singolarmente e contestualmente e deve dichiarare di garantire con la cauzione provvisoria non solo la mancata sottoscrizione del contratto, ma anche ogni altro obbligo derivante dalla partecipazione alla gara.
TAR Sicilia, Sezione I Catania - Sentenza 19/09/2005 n. 1400
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
La misura minima del 40% dei requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi richiesti dal bando di gara non può essere raggiunta attraverso l’incremento di un quinto dell’iscrizione posseduta, ai sensi dell’art. 3, comma 2, del D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34 e s.m. per due ordini di considerazioni. Sul piano letterale, la disposizione di cui all’art. 95, comma 2, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., facendo riferimento al possesso dei requisiti ivi previsti in una “misura minima”, rapportata ai requisiti richiesti in capo alle imprese singole, sembra univocamente riferirsi alla soglia di qualificazione attinta attraverso la mera classifica di iscrizione, e non già all’entità quantitativa dei lavori realizzabili attraverso il beneficio dell’aumento del quinto, di cui parimenti fruiscono anche le imprese partecipanti individualmente alla gara. Sul piano logico-sistematico, la tesi opposta appare contraddetta dalla pratica impossibilità di dare applicazione al beneficio dell’aumento del quinto al fine del raggiungimento da parte delle imprese mandanti di A.T.I. della soglia minima per esse prevista, pari soltanto al 10% dell’iscrizione richiesta all’impresa singola. Tale difficoltà di coordinamento è stata avvertita dalla giurisprudenza, che ha escluso l’elevabilità al 20% dei requisiti minimi di partecipazione richiesti in capo alle mandanti, ex art. 3, comma 2, D.P.R. n. 34/2000 e s.m., in base al rilievo che tale ultima norma non incide sulla portata precettiva dell’art. 95, comma 2, del D.P.R. n. 554/1999 e s.m., disciplinante in forma esaustiva l’entità dei requisiti minimi richiesti sia in capo alla mandataria che alle mandanti di A.T.I. orizzontale (C.G.A., 14 aprile 2003, n. 154).
TAR Sicilia, Sezione III Palermo - Sentenza 19/07/2005 n. 754
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Alla stregua dell’Allegato B del D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34 e s.m., a partire dall’anno 2005, per l’attestazione di qualità delle imprese con classifica III è cessata la fase transitoria prevista dallo stesso Allegato (fase nella quale era sufficiente il possesso degli “elementi significativi del sistema di qualità”) ed è entrato a regime il sistema basato sul terzo comma dell’art. 4 del regolamento stesso, con conseguente onere per le imprese di comprovare il possesso del “sistema di qualità” esclusivamente a mezzo attestato delle SOA. Il comma 3 dell’art. 4 del citato D.P.R. n. 34/2000 sancisce espressamente che spetta alle SOA attestare “il possesso della certificazione di qualità aziendale ovvero il possesso della dichiarazione della presenza di requisiti del sistema di qualità aziendale, rilasciate da soggetti accreditati, ai sensi delle norme europee della serie UNI CEI EN 45000, al rilascio della certificazione nel settore delle imprese di costruzione”; sicché una impresa certificata SOA non può documentare in altro modo il proprio sistema di qualità.Trattandosi di un requisito soggettivo di ammissione, la certificazione in argomento deve essere posseduta da tutte le componenti dell’ATI (Cons. St., Sez. V, 30 maggio 2005, n. 2576; cfr. Sez. IV, 14 febbraio 2005, n. 435); pertanto nessun rilievo può assumere la produzione da parte della sola mandante di una propria certificazione SOA del sistema di qualità.L’indicazione circa le rispettive quote di partecipazione al raggruppamento discende dall’art. 13, comma 1, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. ed è essenziale ai fini della verifica, in concreto, della congruità dei requisiti percentuali richiesti dall’art. 95 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. alle singole imprese associate. Peraltro, dopo qualche incertezza iniziale, la giurisprudenza amministrativa sembra essersi consolidata in tale senso e da ultimo ha ritenuto che le imprese che partecipano alle pubbliche gare d’appalto in associazione temporanea abbiano l’onere, a pena di esclusione, di specificare le rispettive quote di partecipazione al fine di rendere possibile la puntuale verifica, da parte della stazione appaltante, del possesso dei requisiti di qualificazione richiesti (C.G.A., dec. 8 marzo 2005, n. 97; vedasi anche, nello stesso senso, T.A.R. Sicilia, Palermo, Sez. II, 4 dicembre 2004, n. 2726; Cons. St., Sez. V, n. 6586/2004).
TAR Sicilia, Sezione IV Catania - Sentenza 19/05/2005 n. 854
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
I requisiti posseduti dalla mandataria nella misura minima del 40% non possono essere raggiunti mediante l’applicazione del beneficio dell’aumento del quinto, previsto dall’art. 3, comma 2, del D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34 e s.m.. Sul piano letterale, la disposizione di cui all’art. 95, comma 2, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., facendo riferimento al possesso dei requisiti ivi previsti in una misura minima, rapportata ai requisiti richiesti in capo alle imprese singole, sembra univocamente riferirsi alla soglia di qualificazione attinta attraverso la mera classifica d’iscrizione, e non già all’entità quantitativa dei lavori realizzabili attraverso il beneficio dell’aumento del quinto, di cui parimenti fruiscono anche le imprese partecipanti individualmente alla gara.Una diversa soluzione interpretativa comporterebbe, infatti, una ingiustificata disparità di trattamento tra le imprese che partecipano all’incanto in forma associata (che potrebbero sommare gli importi delle proprie qualificazioni sino a ricoprire il solo importo a base di gara pur non raggiungendo l’importo di iscrizione corrispondente alla classifica prescritta dal bando) e quelle che vi partecipano singolarmente (che, in ogni caso, debbono possedere l’iscrizione alla categoria per la classifica prescritta dal bando). Ciò in quanto, ai sensi dell’art. 1, comma 2, del D.P.C.M. 10 gennaio 1991, n. 55 - espressamente richiamato dall’art. 13, comma 1, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. - l’importo complessivo delle iscrizioni richieste non può essere diversificato in ragione del fatto che l’impresa chieda di partecipare alla gara singolarmente ovvero riunita in associazione temporanea o consorzio.
TAR Sardegna, Sezione I - Sentenza 05/04/2005 n. 596
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Ai sensi dell’art. 17 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. ai raggruppamenti temporanei di professionisti si applicano le disposizioni di cui all’art. 13 in quanto compatibili. Conseguentemente, se è vero che il richiamo al citato art. 13, dettato in materia di affidamento di lavori pubblici, consente di applicare anche ai raggruppamenti tra professionisti la disciplina da esso prevista per le assocazioni tra imprese, è anche vero che rispetto ai primi essa trova applicazione con i medesimi limiti previsti dall’art. 13. In particolare, dunque, trova applicazione la regola, di cui all’ultimo comma di tale norma, che consente la costituzione di ATI verticali (o miste) solo allorché il bando preveda espressamente l’esistenza di lavori scorporabili, ossia lavori non appartenenti alla o alle categorie prevalenti. Sul punto la giurisprudenza è pacifica (recentemente anche TAR Sardegna, n. 1592/2002 del 19 novembre 2002).
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana, Sezione giurisdizionale - Sentenza 11/02/2005 n. 39
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
In assenza di espressa previsione della lex specialis, non sussiste l’obbligo di precisare a pena di esclusione che i lavori eseguiti da imprese cooptate non supereranno il 20 per cento dell’importo complessivo dei lavori e che l’ammontare complessivo delle qualificazioni possedute da ciascuna sarà almeno pari all’importo di lavori che saranno ad essa affidati. Ciò in quanto nel linguaggio giuridico le parole “cooptazione” e “cooptata”, riferite alle associazione di imprese nelle gare per appalti di lavori pubblici, sono di uso comune per indicare la fattispecie di cui all’art. 95, comma 4, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. e la specifica disciplina ivi prevista, per cui l’utilizzazione di tali termini lessicali da parte delle imprese associate è da ritenersi sufficiente a precisare la loro volontà quanto alla forma associativa prescelta.
TAR Sicilia, Sezione I Catania - Sentenza 02/02/2005 n. 170
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, nel caso di associazione temporanea di imprese da costituire, l’impresa mandataria ha la rappresentanza delle imprese mandanti nei confronti della Stazione appaltante per tutte le operazione e gli atti dipendenti dall’appalto, pertanto legittimamente l’Amministrazione ammette a partecipare alla gara l’A.T.I. non ancora costituita la cui mandataria abbia da sola provveduto al versamento della cauzione.
TAR Lazio, Sezione IIter - Sentenza 16/12/2004 n. 16262
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Essendo solo l’impresa capogruppo legalmente legittimata a rendere, in qualità di impresa mandataria, dichiarazioni negoziali al fine dell’assunzione dei relativi impegni, la stessa impresa viene a costituire anche il formale riferimento in caso di imputazione di eventuali condotte omissive nel senso che, nella eventuale ipotesi di mancata sottoscrizione del contratto, la polizza fideiussoria rilasciata a favore della impresa mandataria copre per intero la misura della relativa cauzione.Ne consegue che ove tale condizione risulti soddisfatta, nel senso cioè che la fideiussione con polizza rilasciata a favore dell’impresa capogruppo copra tutto l’ambito percentuale della garanzia pretesa dalla legge in caso di mancata sottoscrizione del contratto, non trova campo di autonoma rilevanza l’ipotesi di associazione temporanea di tipo verticale che, per i lavori scorporati in capo a ciascun mandante, esigerebbe da parte di ciascun mandante il possesso dei requisiti previsti per l’importo della categoria dei lavori che intende assumere nella misura indicata per il concorrente singolo e perciò anche intestazioni fideiussorie (polizze) riferite ad ogni titolare dei lavori scorporati e nella percentuale del loro valore.Conclusivamente, nel sistema normativo che attribuisce all’impresa qualificata come capogruppo già in sede di offerta la stipulazione del contratto in nome e per conto proprio e delle mandanti, appare evidente che la sottoscrizione del contratto va riferita al valore dell’appalto nella sua interezza, indipendentemente cioè dalla ripartizione collettiva dei lavori tra le imprese raggruppate, sicché la eventuale sua mancata sottoscrizione resta parimenti garantita nella forma prevista dalla legge e cioè con la emissione di una fideiussione che, anche se intestata alla sola impresa destinataria del mandato di Capo del raggruppamento, copra tuttavia la intera misura prevista dalla legge quale cauzione della eventuale mancata sottoscrizione del contratto.
TAR Campania, Sezione I Napoli - Sentenza 15/12/2004 n. 19698
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Dall’art. 3 del D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34 e s.m. - che recita: “Le imprese sono qualificate per categorie di opere generali, per categorie di opere specializzate, nonché per prestazioni di sola costruzione e per prestazioni di progettazione e costruzione, e classificate, nell’ambito delle categorie loro attribuite, secondo gli importi di cui al comma 4” - si evince con chiarezza che la certificazione SOA, per prestazioni o di sola costruzione o di costruzione e progettazione, è relativa alle categorie di cui all’allegato A indicate nella certificazione stessa. Ne consegue che l’impresa in possesso di certificazione SOA che non ricomprende la categoria OG 11 (qualificata come scorporabile, subappaltabile ed a qualificazione obbligatoria) deve ritenersi effettivamente priva della prequalificazione per prestazioni di progettazione relative alla categoria OG11 - classifica V - classe di progettazione IIIa. Né rileva il fatto che l’ATI avrebbe già dimostrato la propria capacità progettuale e, dunque, non deve indicare in sede di offerta i nominativi dei tecnici che opereranno la progettazione, mentre tale incombente è necessario per le imprese prive di qualificazione SOA, perché è proprio tale qualificazione SOA a non produrre gli effetti desiderati dall’ATI partecipante.
TAR Basilicata, Sezione Potenza - Sentenza 08/11/2004 n. 747
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
La fideiussione bancaria o assicurativa, prevista dall’art. 30, comma 1, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., nel testo modificato dagli artt. 9, commi 52 e 53, della legge 18 novembre 1998 n. 415 e 145, comma 50, della legge 23 dicembre 2000 n. 388, a garanzia della stipulazione del contratto con la Pubblica Amministrazione, costituisce una garanzia di pagamento incondizionato riconducibile alla figura del contratto autonomo di garanzia, così definito perché privo del requisito di accessorietà che caratterizza la fideiussione e finalizzato ad assicurare al beneficiario del contratto concluso ai sensi dell’art. 1333 c.c. il versamento della somma garantita, senza possibilità per il garante di opporre al creditore eccezioni derivanti dal rapporto sottostante. Tale essendo la natura giuridica della polizza fideiussoria, nella quale la clausola di pagamento a prima vista o a semplice richiesta serve ad assicurarne la piena equivalenza con la cauzione effettuata mediante deposito in contanti, è sufficiente che, nel caso di offerta proveniente da un raggruppamento temporaneo di imprese non ancora costituito, detta polizza sia stata rilasciata, per l’intero importo, ad una sola delle imprese associande, atteso che tale situazione non è in grado di compromettere la garanzia apprestata a favore dell’Amministrazione committente, la quale, una volta escusso il garante, resta esposta in linea astratta solo all’azione di ripetizione da parte non di quest’ultimo, ma del debitore, il quale, peraltro, avendo stipulato il contratto di assicurazione fideiussoria senza coinvolgere l’altro componente del costituendo raggruppamento, ha dato luogo alla condizione, a lui solo imputabile, non già di invalidità contrattuale ma, al più, di incompletezza soggettiva.Va disposta l’esclusione dalla gara del r.t.i. costituendo nel caso in cui la polizza fideiussoria sia rilasciata non all’impresa mandataria ma al suo legale rappresentante. E’ vero che, nella gara per l’aggiudicazione di un appalto di lavori pubblici alla quale partecipi un raggruppamento temporaneo di imprese non ancora costituito, è sufficiente la sottoscrizione della polizza fideiussoria da parte della sola impresa mandataria, e non anche delle imprese mandanti, cioè di un soggetto per il quale non è stato ancora formalizzato il mandato con rappresentanza in capo all’impresa mandataria. Nel caso in esame, tuttavia, non si è verificata neanche questa condizione minima, atteso che contraente non è la l’impresa mandataria ma la ditta del legale rappresentante che non ha partecipato alla gara.
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana, Sezione Sez. giurisdizionale - Sentenza 04/11/2004 n. 896
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Il mutamento delle imprese di un raggruppamento nel corso della gara di appalto determina la violazione del principio della personalità ed immutabilità del soggetto durante la partecipazione alla gara, apparendo, tra l’altro, inapplicabile nella specie, in via analogica, l’art. 35 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m.. Ciò sia per la lettera della stessa norma, che ipotizza il subentro “nella titolarità del contratto”, sia per la ratio della stessa, intesa ad evitare che il subentro possa consentire al cedente di sottrarsi ad una puntuale verifica di tutti i suoi requisiti soggettivi ed oggettivi nonché al controllo delle sue dichiarazioni (v. ad es. art. 10, comma 1quater, della legge n. 109/94 e s.m.) sia, infine, in relazione al carattere di norma eccezionale del citato art. 35 rispetto ai principi generali della immodificabilità della composizione dei consorzi delle ATI durante la gara (art. 13, comma 5bis, della legge n. 109/1994 e s.m.) e del generale divieto di cessione del contratto ex art. 18, comma 2, della legge 19 marzo 1990, n. 55, norma di principio di ordine pubblico anche economico.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 12/10/2004 n. 6586
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Nel nuovo testo in vigore dell’art. 13 della legge quadro sui lavori pubblici, introdotto dall’art. 9, della legge n. 415/1998, dopo il venire meno del divieto originariamente previsto dal legislatore di costituire associazioni temporanee e consorzi concomitanti o successivi all’aggiudicazione della gara a pena di nullità della medesima, la norma nulla prevede circa il momento in cui la partecipante è tenuta a dichiarare l’importo dei lavori del raggruppamento in relazione alle singole compartecipanti, se sin dall’ammissione alla gara o successivamente all’aggiudicazione. Sintomatico nel senso della necessità del possesso di siffatti requisiti anteriormente a tale ultima fase e sin dall’ammissione è, però, che il legislatore, in fase di riscrittura dell’art. 13, non abbia inteso emendare il comma 1, laddove subordina la partecipazione alla procedura concorsuale delle associazioni temporanee alla condizione che la mandataria e le altre imprese del raggruppamento siano già in possesso dei requisiti di qualificazione per la rispettiva quota percentuale, con ciò evidentemente riaffermando la necessità delle previa indicazione delle quote di partecipazione. Se l’esplicitazione di tale necessità era giustificata nel precedente divieto di costituire raggruppamenti durante o dopo l’aggiudicazione, non avrebbe senso alcuno una volta caduto tale divieto; averla mantenuta è chiaro indice dell’intento del legislatore di conservare la preventiva verifica dei requisiti in relazione alle singole quote di partecipazione anche nel nuovo regime. Ben avrebbe, infatti, il legislatore potuto emendare, oltre al quinto, anche il comma primo del citato art. 13 ed ammettere alla procedura le costituende associazioni temporanee a prescindere dal momento in cui dimostrare il possesso dei requisiti, così eliminando ogni dubbio circa la possibilità per le imprese non ancora raggruppate di dichiarare le rispettive quote di partecipazione anche dopo la fase dell’aggiudicazione. L’invarianza della disposizione evidenzia, sotto l’aspetto puramente ermeneutico, l’intento legislativo di ammettere alla gara i soli raggruppamenti e consorzi, ancorché costituendi, che siano e che dimostrino di essere già in possesso dei requisiti di capacità economico finanziaria e tecnico-organizzativa secondo le relative percentuali e prima dell’aggiudicazione. Depongono in tale senso non solo le ordinarie regole di trasparenza e di pubblicità cui l’attività della stazione appaltante deve essere informata, ai sensi della legge n. 241/1990, ed il canone della par condicio fra tutti i partecipanti alla gara - principi in base alle quali il possesso dei requisiti di partecipazione (anche riguardo alle singole quote) deve essere presente all’atto dell’ammissione alla procedura - ma anche più specifici principi inerenti il legittimo andamento della gara, ben potendo la determinazione della soglia di anomalia variare a seconda del numero delle offerte ammissibili, con evidenti riflessi sulle aspettative dei partecipanti alla gara.
TAR Campania, Sezione I Napoli - Sentenza 27/09/2004 n. 12590
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
L’individuazione delle categorie di cui al D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34 e s.m. avviene non soltanto in base ad una mera classificazione tipologica delle lavorazioni, ma anche sul presupposto della riconosciuta rilevanza di specifici vincoli funzionali sussistenti tra queste. Invero, nell’ambito di una medesima categoria potranno essere comprese attività e lavorazioni che, sebbene ontologicamente distinte, risultano collegate tra loro sotto il profilo funzionale, in quanto accessorie o comunque serventi rispetto ad una specifica opera; ad esempio, nella categoria OG 1, che riguarda la costruzione, manutenzione o ristrutturazione di interventi di edilizia occorrenti per svolgere una qualsiasi attività umana, vengono fatte rientrare espressamente anche eventuali opere connesse, complementari e accessorie. Sovente, inoltre, alla mancanza del predetto vincolo funzionale si accompagna la possibilità di qualificare tali lavorazioni nell’ambito di una diversa ed autonoma categoria: si pensi a quanto si verifica nell’ipotesi della categoria OS 24, che fa riferimento ad impianti non tecnologici volti a migliorare l’uso della città e quindi alla realizzazione di strutture non di natura accessoria e servente rispetto a specifiche costruzioni, ma ad appannaggio dell’intera collettività urbana.In tutti i procedimenti di scelta del contraente per la realizzazione di opere pubbliche l’Amministrazione deve verificare, oltre alla convenienza economica delle offerte ed alle capacità finanziarie delle imprese partecipanti, la loro idoneità ad eseguire in prima persona i lavori. Tale principio non è contraddetto dall’art. 95, terzo comma, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. nella parte in cui prevede che i requisiti relativi alle lavorazioni scorporabili non assunte dalle imprese mandanti sono posseduti dalla mandataria con riferimento alla categoria prevalente né dall’allegato 1 del D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34 e s.m. che stabilisce che, nel caso di categorie a qualificazione obbligatoria, tra cui figura quella OS 24, qualora tali lavorazioni siano indicate nei bandi di gara come parti dell’intervento da realizzare, non possono essere eseguite dalle imprese aggiudicatarie se queste risulteranno prive delle relative adeguate qualificazioni. Infatti, la prima di tali norme non fa riferimento alla fattispecie di mancanza di requisiti in capo alla mandante - che venendo sostituita in tal senso dalla mandataria potrebbe comunque rendersi aggiudicataria, pur non possedendo i necessari requisiti per l’esecuzione dei lavori che ha dichiarato di voler eseguire - ma alla diversa ipotesi di lavorazioni scorporabili che nessun soggetto mandante dell’A.T.I. si è assunto il compito di eseguire, pertanto, in luogo dell’esclusione dell’intero raggruppamento per carenza dei requisiti, il legislatore ha operato una presunzione di loro assunzione in capo alla mandataria. La seconda norma, invece, prevedendo un espresso divieto di esecuzione in capo all’aggiudicataria, impone ancor più all’Amministrazione il compito di dover verificare chi sarà in caso di mancanza di qualificazione a dover eseguire i lavori ed a quale titolo.
TAR Sardegna, Sezione I - Sentenza 19/08/2004 n. 1318
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
La cauzione del 2%, di cui all’art. 30, comma 1, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. copre la mancata sottoscrizione del contratto per fatto dell’aggiudicatario, cioè garantisce la stazione appaltante dai rischi derivanti da un comportamento che, nel caso di associazione già costituita, incombe unicamente sull’impresa mandataria, poiché questa ha “la rappresentanza esclusiva, anche processuale, delle imprese mandanti nei confronti della stazione appaltante per tutte le operazioni e gli atti di qualsiasi natura dipendenti dall’appalto” (art. 93, D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m.). In tal senso, peraltro, si muove l’interpretazione giurisprudenziale sia del giudice amministrativo, che ha avvertito come nel caso di partecipazione in forma associata ai pubblici appalti, le dichiarazioni negoziali - offerte, promesse, accettazioni, impegni e simili - devono essere rese dalla sola impresa mandataria (Consiglio Stato, sez. V, 5 febbraio 1993, n. 240), che di quello ordinario, secondo il quale la capogruppo mandataria è l’unico interlocutore dell’ente appaltante ed alle imprese mandanti è vietato intromettersi nei loro rapporti (Corte appello Torino, 8 febbraio 2000). In tal caso, quindi, è unicamente la condotta omissiva della capogruppo che può attivare la polizza fideiussoria da lei presentata per l’intero ammontare della garanzia. Per cui, la fideiussione rilasciata a favore dell’impresa mandataria, appare sufficiente a soddisfare l’interesse della stazione appaltante, che ben può, nel caso di mancata sottoscrizione del contratto da parte della capogruppo, incamerare per intero la cauzione.Tale ragionamento convince anche al caso di imprese che, nell’eventualità dell’aggiudicazione, si siano già impegnate a conferire mandato collettivo speciale con rappresentanza ad una di esse. Infatti, quanto al dato normativo, la legge si limita a richiedere, in tal caso, che “l’offerta deve essere sottoscritta da tutte le imprese che costituiranno i raggruppamenti o i consorzi e contenere l’impegno che, in caso di aggiudicazione della gara, le stesse imprese conferiranno mandato collettivo speciale con rappresentanza ad una di esse, da indicare in sede di offerta e qualificata come capogruppo, la quale stipulerà il contratto in nome e per conto proprio e delle mandanti” (art. 13, comma 5, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m.). E’ quindi acclarato che, anche in questa ipotesi, il compito di sottoscrivere il contratto ricade unicamente sull’impresa capogruppo. Per cui appare del tutto logico che sia quest’ultima a dover prestare la cauzione a garanzia di un obbligo che le deriva “ex lege” per il solo fatto di essere stata indicata nell’offerta quale capogruppo.Il richiamato orientamento è stato esteso anche alle ipotesi di società “costituende”, ritenendosi che il compito di sottoscrivere il contratto in nome e per conto delle ditte mandanti, ricade comunque unicamente sull’impresa capogruppo indicata in sede di offerta (C.G.A. n. 333 del 22.10.2003; TAR Sicilia - Catania Sez. III, n. 1377 del 9.9.2003 e n. 2088 del 23.12.2003).
TAR Veneto, Sezione I - Sentenza 26/07/2004 n. 2492
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
In materia di ATI orizzontali, disciplinate dall’art. 95, comma 2, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., deve essere precisato che la quota del 40% (e anche quella maggioritaria dell’impresa mandataria rispetto alle mandanti) va riferita all’importo complessivo dell’appalto e non alla categoria prevalente.
TAR Puglia , Sezione II Lecce - Sentenza 22/07/2004 n. 5381
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Nelle associazioni temporanee ognuna delle associate deve avere una capacità operativa commisurata ad una certa quota dell’importo totale dei lavori pari, dopo l’aumento del quinto della classifica, ad almeno un quinto dell’importo totale. Quanto detto comporta che ognuna delle imprese associate deve possedere una classifica (iniziale, cioè prima dell’aumento del quinto) superiore al 10% dell’importo dei lavori. Ciò, tuttavia, non comporta la violazione dell’art. 95, comma 2, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., poiché tale norma stabilisce che ognuna delle imprese associate deve possedere i requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi nella misura minima del 10%. Tale formula, quindi, da un lato abilita la stazione appaltante a richiedere in ognuna delle imprese associate il possesso dei detti requisiti in misura maggiore rispetto al 10% (secondo un orientamento normativo già espresso nell’art. 8, comma 1, del D.P.C.M. n. 55 del 1991, che limitava la discrezionalità dell’amministrazione prevedendo una banda nell’ambito della quale la stessa amministrazione doveva contenere le proprie determinazioni), dall’altro conferma che il dato del 10% può essere superato dall’applicazione dell’art. 3, comma 2, del D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34 e s.m..
TAR Lombardia, Sezione III Milano - Sentenza 30/06/2004 n. 2678
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Nel caso in cui partecipi ad una gara per l’affidamento di lavori pubblici una costituenda associazione temporanea di imprese di tipo verticale, la fideiussione costituente la cauzione provvisoria, di cui all’art. 30, comma 1, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 es.m., può essere rilasciata a favore della sola impresa mandataria in quanto ciò appare più conforme alla lettera ed allo spirito della norma. La cauzione di cui all’art. 30, comma 1, della legge n. 109/1994, infatti, “copre la mancata sottoscrizione del contratto per fatto dell’aggiudicatario”, cioè garantisce la stazione appaltante dai rischi derivanti da un comportamento che, nel caso di associazione già costituita, incombe unicamente sull’impresa mandataria, giacché questa ha “la rappresentanza esclusiva, anche processuale, delle imprese mandanti nei confronti della stazione appaltante per tutte le operazioni e gli atti di qualsiasi natura dipendenti dall’appalto” (art. 93 D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m.). In tal senso, peraltro, si muove l’interpretazione sia del giudice amministrativo, che ha sottolineato come “nel caso di partecipazione in forma associata ai pubblici appalti, le dichiarazioni negoziali - offerte, promesse, accettazioni, impegni e simili - devono essere rese dalla sola impresa mandataria” (Cons. St., sez. V, 5 febbraio 1993, n. 240), sia di quello ordinario, secondo il quale “la capogruppo mandataria è l’unico interlocutore dell’ente appaltante ed alle imprese mandanti è vietato intromettersi nei loro rapporti” (Corte appello Torino, 8 febbraio 2000). In tal caso, quindi, è unicamente la condotta omissiva della capogruppo che può attivare la polizza fideiussoria dalla stessa presentata per l’intero ammontare della garanzia. Per cui, la fideiussione rilasciata a favore dell’impresa mandataria, appare sufficiente a soddisfare l’interesse della stazione appaltante, che ben può, nel caso di mancata sottoscrizione del contratto da parte della capogruppo, incamerare per intero la cauzione. Tale ragionamento convince anche nel caso di imprese che, nell’eventualità dell’aggiudicazione, si siano già impegnate a conferire mandato collettivo speciale con rappresentanza ad una di esse. Infatti, quanto al dato normativo, la legge si limita a richiedere, in tal caso, che “l’offerta deve essere sottoscritta da tutte le imprese che costituiranno i raggruppamenti o i consorzi e contenere l’impegno che, in caso di aggiudicazione della gara, le stesse imprese conferiranno mandato collettivo speciale con rappresentanza ad una di esse, da indicare in sede di offerta e qualificata come capogruppo, la quale stipulerà il contratto in nome e per conto proprio e delle mandanti” (art. 13, comma 5, della legge n. 109/1994). E’ quindi acclarato che, anche in questa ipotesi, il compito di sottoscrivere il contratto ricade unicamente sulla impresa capogruppo. Per cui appare del tutto logico che sia quest’ultima a dover prestare la cauzione a garanzia di un obbligo che le deriva “ex lege” per il solo fatto di essere stata indicata nell’offerta quale capogruppo.
TAR Sicilia - Sentenza 30/06/2004 n. 1358
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Al fine di individuare i soggetti legittimati alla presentazione delle proposte, l’art. 37bis rinvia all’art. 10, il quale alla lettera d) fa espresso riferimento alle associazioni temporanee di concorrenti e prevede l’applicabilità delle disposizioni di cui al successivo art. 13, che, a sua volta, consente la presentazione di offerte da parte delle predette associazioni, anche se non ancora costituite, richiedendo, in tal caso, in primo luogo, che l’offerta sia sottoscritta da tutte le imprese, che costituiranno il raggruppamento ed, in secondo luogo, che contenga l’impegno, con riferimento al caso della aggiudicazione, di conferire mandato collettivo speciale con rappresentanza ad una di esse, da indicare in sede di offerta, qualificata come capogruppo. In mancanza di diversa indicazione normativa deve ritenersi che il rinvio fatto dall’art. 37bis all’art. 10 comporti anche il rinvio all’art. 13 e legittimi, pertanto, la presentazione di offerte anche da parte delle ATI costituende. La soluzione interpretativa adottata è, peraltro, in linea con un autorevole precedente giurisprudenziale, secondo il quale, con riferimento alle procedure della c.d. finanza di progetto, deve ritenersi illegittima l’esclusione dalla gara di un’A.T.I. non ancora costituita, che deve invece essere ammessa ai sensi dell’art. 13 comma 5, legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., in considerazione del fatto che la previa formalizzazione dell’impegno a costituirsi successivamente all’aggiudicazione consente di individuare con precisione il soggetto che parteciperà alla fase successiva e garantisce la massima partecipazione alla gara. In definitiva, nessun effetto negativo per la procedura della finanza di progetto potrebbe ricondursi all’ammissione in gara di un raggruppamento non ancora costituito, che consente, invece, di scegliere tra un ventaglio più ampio di proposte e favorisce l’individuazione di quella maggiormente rispondente al pubblico interesse (Consiglio di Stato, V, 5 settembre 2002, n. 4468).
TAR Piemonte, Sezione II - Sentenza 22/06/2004 n. 1156
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Se è vero che la quota di partecipazione dell’impresa al raggruppamento dipende dall’atto che regola i rapporti tra le associate, e che lo stesso assume rilevanza in sede di esecuzione del contratto, ciò non impedisce tuttavia alla stazione appaltante di richiedere alle imprese che intendano associarsi in A.T.I., di dichiarare in sede di offerta, oltre all’impegno alla successiva costituzione del raggruppamento, anche la ripartizione delle quote di partecipazione tra di loro, quando questo risponda ad un particolare interesse della stazione appaltante, che la stessa abbia trasfuso in una regola del bando sanzionata a pena di esclusione dalla gara. Ciò non si pone in contrasto con la norma di cui all’art. 93, ultimo comma, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., che impone alle imprese riunite in associazione temporanea di eseguire i lavori nella percentuale corrispondente alla quota di partecipazione al raggruppamento, senza porre alcun obbligo per le imprese stesse di indicare le quote di assunzione dei lavori in sede di partecipazione alla gara. Infatti, la circostanza che la ripartizione delle quote di esecuzione dei lavori assuma rilievo in sede di esecuzione del contratto, non vieta alla stazione appaltante di richiedere alle imprese stesse di indicare, al momento della partecipazione alla gara, le quote percentuali di assunzione dei lavori, oltre all’impegno alla successiva costituzione del raggruppamento, quando ciò risponda ad un particolare interesse della stazione appaltante.
TAR Valle d'Aosta - Sentenza 10/06/2004 n. 66
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Va condivisa la scelta della Commissione di gara che, rilevata la mancanza delle iscrizioni necessarie per l’ammissione di un’ATI come raggruppamento orizzontale, (forma indicata dall’interessata nelle dichiarazioni), ha ritenuto “in applicazione del principio generale del favor partecipationis”, che il raggruppamento potesse partecipare alla gara in qualità di ATI mista, forma di raggruppamento espressamente riconosciuta dalla legge regionale n. 12 del 20 giugno 1996 (art. 28) e, comunque, pacificamente ammessa dalla giurisprudenza. Alle stesse conclusioni si giunge del resto attraverso l’applicazione del fondamentale principio di conservazione degli atti giuridici.
TAR Marche - Sentenza 24/05/2004 n. 307
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
L’ordinamento comunitario ed il diritto interno assoggettano le associazioni temporanee di imprese ad un trattamento tendenzialmente uguale a quello previsto in generale per gli altri soggetti ammessi alle procedure di aggiudicazione dei contratti del Pubblica Amministrazione, definendo, da un lato, omogenei requisiti soggettivi ai fini concorsuali ed imponendo alle imprese dei raggruppamenti requisiti minimi necessari di partecipazione, pur consentendo nel contempo la comulabilità degli stessi per dimostrare il possesso di determinati requisiti di partecipazione costituenti espressione di affidabilità professionale economica ed organizzativa del raggruppamento nel suo complesso. Tuttavia, se tale comulabilità dei requisiti individuali delle singole imprese associate può essere giustificata ai fini dell’ammissione alla gara, per quanto riguarda la successiva fase di valutazione delle offerte economicamente più vantaggiose tra quelle presentate dai concorrenti, implicante l’apprezzamento comparativo delle pregresse esperienze professionali degli stessi, i curricula delle diverse imprese partecipanti debbono essere valutati unitariamente con la conseguente impossibilità di sommare i punteggi attribuiti alle pregresse esperienze professionali o alle caratteristiche aziendali delle singole imprese associate, potendo la Commissione di gara a tal fine valorizzare o la media dei punteggi conseguiti dalle singole ditte del raggruppamento, o quello più alto ottenuto da una di loro. La ragione per cui, in tale fase di apprezzamento comparativo delle diverse imprese partecipanti alla gara a titolo individuale o in associazione, deve essere sicuramente esclusa la sommatoria dei punteggi attribuiti alle singole imprese raggruppate, sta nel fatto che, in tal modo, si verrebbe a riconoscere una ingiustificata posizione di vantaggio alle stesse, a scapito di quelle che partecipano alla gara a titolo individuale le quali, nonostante siano da sole in grado di far valere autonomamente il possesso dei requisiti di partecipazione rispetto alle singole imprese associate, costrette a raggrupparsi per conseguire tale risultato, in sede di valutazione delle offerte, verrebbero a subire un trattamento discriminatorio, in violazione del principio dell’unitarietà dell’offerta che implica una valutazione unitaria anche dei curricula professionali dei concorrenti il cui apprezzamento, in termini di punteggio, incide notevolmente per l’individuazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Consiglio di Stato, Sezione VI - Sentenza 14/05/2004 n. 2126
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Alla luce dell’art. 21, comma 8bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., - ai sensi del quale negli appalti relativi a restauro di beni culturali, l’aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa avviene valutando l’offerta economica ed il curriculum -, essendo i curricula non già requisito di ammissione alla gara, ma requisito rilevante ai fine del punteggio da attribuirsi all’offerta, è legittimo che la commissione di gara, in caso di partecipazione di a.t.i., valuti solo il curriculum dell’impresa capogruppo. Se, infatti, venissero valutati integralmente i curricula di tutte le imprese raggruppate, attribuendo i punteggi previsti per i singoli lavori eseguiti da tutte le imprese associate, si determinerebbe una evidente illogicità e disparità di trattamento in danno delle imprese individuali, atteso che inevitabilmente l’a.t.i. otterrebbe un punteggio maggiore, e tanto più elevato quante più sono le imprese riunite. Ciò sarebbe in contrasto, oltre che con l’elementare principio della par condicio dei concorrenti, anche con la logica ispiratrice della disciplina degli appalti dei lavori concernenti beni culturali, volta a valorizzare le professionalità individuali (per le peculiari capacità manuali che richiedono i lavori di restauro), piuttosto che le imprese e raggruppamenti di ingenti dimensioni.
TAR Lazio, Sezione IIIter Roma - Sentenza 11/03/2004 n. 2371
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
L’art. 13, comma 7, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. impone all’aggiudicatario di eseguire, in via esclusiva e senza possibilità di affidamento in subappalto, tutte le opere per le quali siano necessari lavori o componenti di notevole contenuto tecnologico o di rilevante complessità tecnica e semprechè una o più di tali opere superi in valore il 15% dell’importo totale dei lavori, ma consente altresì, ai soggetti che non siano in grado di realizzare tali componenti, di costituire ATI di tipo verticale. Tale assetto non è revocabile in dubbio neppure mercé l’art. 18, comma 3, secondo periodo, della legge n. 55/1990, il quale ammette sì che tutte le lavorazioni, a qualsiasi categoria appartengano, siano subappaltabili, ma sempre ferme restando le norme vigenti che prevedono, per particolari casi, il divieto di affidamento in subappalto.
TAR Friuli Venezia Giulia - Sentenza 21/02/2004 n. 70
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
In base all’art. 3, comma 2, del D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34 la qualificazione SOA in una categoria abilita un’impresa ad eseguire lavori nei limiti della propria classifica, incrementata di un quinto, disposizione che in caso di imprese raggruppate si applica a ciascuna impresa del raggruppamento, a condizione che essa sia qualificata per una classifica pari ad almeno un quinto dell’importo di gara.La disposizione dell’art. 95, comma 2, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. non può essere intesa nel senso che la mandataria deve possedere in assoluto una classifica di qualificazione maggiore di quella delle mandanti, ma nel senso che essa è tenuta a possedere i requisiti minimi di ammissione allo specifico appalto in misura corrispondente ad almeno il 50% (più 1 centesimo di euro) dell’importo dei lavori, in modo da ottemperare alla determinazione dell’Autorità di vigilanza sui lavori pubblici n. 25 del 20 dicembre 2001 secondo cui non è consentito che la percentuale coperta dalle mandanti, al fine di dimostrare, da parte dell’associazione temporanea orizzontale il possesso del 100% dei requisiti minimi, sia costituita da una quota di una mandante che sia di importo superiore a quella della mandataria. Ciò significa che la quota maggioritaria, in ordine ai requisiti economico finanziari prescritti dal bando con riferimento all’impresa mandataria è soddisfatta nel caso in cui essa sia in possesso della qualificazione per un importo superiore al 50% dell’importo a base d’asta .
Consiglio di Stato, Sezione IV - Sentenza 17/02/2004 n. 623
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
E’ legittimamente esclusa da una gara d’appalto una costituenda A.T.I. che inserisce l’impegno a conferire mandato collettivo speciale ad una delle imprese componenti l’associazione nella busta relativa alla documentazione anziché in quella relativa all’offerta economica come previsto dal bando di gara. L’inosservanza di detta prescrizione, infatti, non costituisce mera irregolarità, ma violazione di regole aventi portata sostanziale, atteso che l’art. 13, comma 5, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. (di cui la lex specialis di gara costituisce applicazione), nel consentire la presentazione di offerte da parte di soggetti non ancora costituiti in A.T.I. espressamente prevede che è l“offerta sottoscritta” dalle imprese costituende in A.T.I. - e quindi l’offerta economica – che deve “contenere l’impegno” a conferire mandato collettivo. Che tale impegno debba essere indicato nel contesto del “documento” che contiene l’offerta costituisce, altresì, acquisizione della giurisprudenza. Non può del resto non rilevarsi come l’assunzione di un impegno siffatto, che ridonda in termini di contitolarità e unitarietà del rapporto, trovi la sua sede naturale nella manifestazione di volontà concernente la dichiarazione di offerta “economica”, componente essenziale del consenso negoziale anche in funzione di garanzia della serietà e affidabilità dell’offerta stessa.
TAR Sicilia, Sezione I Catania - Sentenza 03/02/2004 n. 120
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
E’ illegittimo il bando di gara che prescrive che la polizza fideiussoria prestata da un costituendo RTI riporti a pena di esclusione come contraenti tutte le imprese facenti parte della riunione di imprese e sia da tutte sottoscritta. Ciò in quanto, da un lato, la fideiussione rilasciata in favore dell’impresa mandataria è sufficiente al fine di soddisfare l’interesse della stazione appaltante che ben può, nell’ipotesi di mancata sottoscrizione del contratto, incamerare la cauzione; d’altra parte, poiché nell’ipotesi di partecipazione a gara in forma associata le dichiarazioni negoziali, inclusi impegni e promesse, devono essere resi dalla sola capogruppo, unica interlocutrice dell’amministrazione appaltante, la fideiussione costituente cauzione provvisoria ben può essere rilasciata solo in favore della mandataria, non essendovi necessità di riferimenti agli obblighi delle future mandanti.
TAR Veneto, Sezione I - Sentenza 18/12/2003 n. 6221
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
L’art. 17, comma 1, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., nell’individuare i soggetti cui possono essere affidati incarichi di progettazione e direzione lavori, vi include, sub g), anche i raggruppamenti temporanei, costituiti da liberi professionisti, singoli od associati, ovvero da società di settore, cui si applicano, “in quanto compatibili”, le disposizioni di cui al precedente art. 13. Quest’ultimo, al comma 5bis, vieta qualsiasi modificazione alla composizione delle associazioni temporanee rispetto a quella risultante dall’impegno presentato in sede di offerta, pena l’annullamento dell’aggiudicazione o la nullità del contratto eventualmente stipulato, ai sensi dell’art. 93, comma 3, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m.. Ciò premesso, non sussiste motivo di ritenere che le suddette prescrizioni siano incompatibili con quelle sui raggruppamenti tra professionisti; si può, anzi, affermare che in siffatti raggruppamenti, anche se i componenti assumano struttura societaria, la componente personale è assolutamente caratterizzante.
TAR Bolzano - Sentenza 18/12/2003 n. 532
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
E’ legittima l’esclusione di una impresa che ha partecipa a due distinte A.T.I., incorrendo, pertanto, nel divieto di partecipare alla gara in più di un’associazione temporanea. In materia di appalti a rilevanza pubblica, infatti, deve ritenersi vigente il divieto di doppia partecipazione, teso ad assicurare la trasparenza e la concorrenzialità della competizione. Ciò in quanto, in caso contrario, si otterrebbe il concreto risultato di falsare la concorrenza sia perché l’impresa presente in più raggruppamenti conoscerebbe e formulerebbe in realtà più offerte sia perché si potrebbero pilotare le medie di riferimento con partecipazioni ed offerte fittizie sia, infine, perché un’impresa avrebbe maggiori possibilità delle altre di essere aggiudicataria della gara.
TAR Lazio, Sezione Roma II - Sentenza 31/10/2003 n. 9356
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Va esclusa dalla gara l’A.T.I. non ancora formalmente costituita la cui polizza presentata per la cauzione provvisoria sia intestata alla sola capogruppo. L’art. 108 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. prescrive, infatti, che in caso di riunione dei concorrenti, le garanzie fideiussorie ed assicurative devono essere presentate, su mandato irrevocabile, dall’impresa mandataria o capogruppo in nome e per conto di tutti i concorrenti, con indicazione delle responsabilità pro quota nell’ipotesi di raggruppamenti verticali. Pertanto, se le garanzie richieste sono così rigorose e puntuali nel caso di A.T.I. già costituite, laddove il vincolo associativo e l’adempimento solidale degli obblighi contrattuali sono ab origine assicurati, in linea di principio, dal mandato irrevocabile conferito alla società designata quale capogruppo, a fortiori deve ritenersi necessario, allo scopo di offrire una garanzia piena ed affidabile alla stazione appaltante, che le società partecipanti ad una gara con l’intento di costituire un raggruppamento temporaneo di imprese, rendano palese tale volontà associativa mediante la presentazione di una polizza, se non sottoscritta da tutte, quantomeno intestata a tutte le interessate, mandante/i e mandataria, anche se sottoscritta soltanto da quest’ultima. L’art. 1937 del c.c. non ammette, infatti, che la funzione di garanzia esplicata dalla fideiussione si intenda, tacitamente o implicitamente, estesa a favore di un soggetto non contemplato nel contratto e, quindi, non ricompreso nell’obbligo prestato personalmente dal fideiussore a favore esclusivamente di un altro.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 29/09/2003 n. 5509
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Qualora il bando di gara preveda che, in caso di riunione temporanea di imprese, le domande di partecipazione debbono essere redatte e sottoscritte dalle singole imprese e poi presentate dalla capogruppo, legittimamente viene esclusa una A.T.I. che ha prodotto un’unica domanda di partecipazione sottoscritta solo dall’impresa capogruppo senza che sia stata prodotta la documentazione da parte delle imprese mandanti.La modificazione soggettiva di una A.T.I. intervenuta successivamente alla fase di prequalificazione è illegittima per contrasto col principio della contestualità e simultaneità della valutazione delle imprese partecipanti alla gara.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 19/06/2003 n. 3657
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
A fronte di giustificazioni preventive ritenute non esaurienti in relazione ad un'offerta risultata anomala, va comunque attivato il contraddittorio con il concorrente, richiedendo al medesimo ulteriori e specifici elementi di giudizio, e ciò in coerenza con l'interpretazione definitivamente affermata dalla Corte di Giustizia.
Consiglio di Stato 17/03/2003 n. 1384
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Nel caso di partecipazione in forma associata ai pubblici appalti, le dichiarazioni negoziali (offerte, promesse, accettazioni, impegni e simili) devono essere rese dalla sola impresa capogruppo e mandataria, la quale è l'unica interlocutrice dell'ente appaltante.Nel caso in cui una costituenda associazione temporanea di imprese di tipo verticale partecipi ad una gara per l’affidamento di lavori pubblici, la fideiussione costituente la cauzione provvisoria, di cui all’art.30, co.1, della legge 11 febbraio 1994, n.109 e s.m., deve essere rilasciata a favore della sola impresa mandataria, non dovendo essere altresì riferita agli obblighi delle future imprese mandanti.
Corte di Giustizia U.E., Sezione VI - Sentenza 23/01/2003 n. C-57/01
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Non contrasta con la direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/37/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, una normativa nazionale la quale vieti un mutamento della composizione di un raggruppamento di imprenditori che partecipi ad una procedura di aggiudicazione di un appalto di lavori pubblici o di una concessione di lavori pubblici verificatosi dopo la presentazione delle offerte.Qualora una decisione di un'autorità aggiudicatrice leda i diritti previsti dalla normativa comunitaria in favore di un raggruppamento di imprenditori nell'ambito di una procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico, il raggruppamento stesso deve avere accesso alle procedure di ricorso previste dalla direttiva del Consiglio 21 dicembre 1989, 89/665/CEE, che coordina le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative all'applicazione delle procedure di ricorso in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture e di lavori, come modificata dalla direttiva del Consiglio 18 giugno 1992, 92/50/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi.
Corte di Giustizia Amministrativa, Sezione Giurisdizionale - Sentenza 24/12/2002 n. 692
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
In caso di associazione temporanea d’imprese costituenda - nella quale, quindi, non esiste ancora un centro unitario di imputazione degli interessi delle varie imprese - sussiste la legittimazione individuale disgiunta dalle singole imprese a tutelare in via giurisdizionale gli interessi connessi al procedimento di gara.Prima della costituzione del raggruppamento temporaneo d’imprese sono di regola legittimate a ricorrere individualmente le singole imprese, compresa la capogruppo; deve tuttavia ritenersi, anche sulla base del principio di conservazione degli atti giuridici, che sia ammissibile il ricorso proposto "nell’interesse del raggruppamento temporaneo d’imprese", da una impresa che nel costituendo raggruppamento assumerà le vesti di mandante, ancorchè la procura speciale alle liti non sia stata sottoscritta anche dalle altre imprese che faranno parte della costituenda associazione.
Corte di Giustizia Amministrativa, Sezione Giurisdizionale - Sentenza 24/12/2002 n. 692
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
E’ illegittima l’esclusione di un raggruppamento temporaneo di imprese disposta in ragione del fatto che una delle imprese associate è partecipata in ragione del 51% del capitale sociale dalla stessa P.A. appaltante, atteso che nessuna norma prevede che la suddetta circostanza costituisca un elemento ostativo alla partecipazione ad una pubblica gara d’appalto indetta dall’ente titolare della partecipazione di maggioranza.
TAR Valle d'Aosta-Aosta - Sentenza 14/11/2002 n. 116
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
E' illegittima l'esclusione di una offerta presentata da alcune ditte che intendono costituirsi in associazione temporanea disposta perchè la dichiarazione di impegno a costituirsi in associazione temporanea e a conferire mandato irrevocabile, richiesta dal bando in ossequio all'art.13, co.5, legge 11 febbraio 1994, n.109 e s.m., è stata inserita nella busta riguardante la documentazione, invece che nella busta riguardante offerta economica; la circostanza che l'obbligo di conferire il mandato sia stato inserito nella busta relativa alla documentazione e non in quella relativa all'offerta economica si pone infatti in termini di mera irregolarità, che non configge con alcun principio primario tra quelli che presiedono alle gare pubbliche, né con alcuna esigenza di tutela sostanziale degli interessi dell'amministrazione o di tutela della par condicio tra i concorrenti.
TAR Puglia-Lecce, Sezione II - Sentenza 07/09/2002 n. 4301
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Legittimamente le imprese partecipano ad una procedura per il conferimento di un appalto sotto forma di associazione da costituire.Ai sensi dell'art.13, co.5, della legge 11 febbraio 1994, n.109 e s.m., e dell'art.93, co.4, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n.554 e s.m., si deve escludere la necessità per le imprese che partecipano alla procedura concorsuale come associazione da costituire d'indicare già in sede di gara le quote di partecipazione al raggruppamento e quindi le diverse percentuali di partecipazione ai lavori, fermo restando che il primo elemento risulterà dall'atto costitutivo del raggruppamento (stipulato successivamente all'aggiudicazione) e che a questo corrisponderà il secondo per espressa disposizione di legge.
TAR Lazio, Sezione II - Sentenza 25/07/2002 n. 6742
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Poiché l'offerta delle imprese riunite in raggruppamento orizzontale determina la responsabilità solidale delle imprese stesse nei confronti dell'Amministrazione appaltante, la circostanza che la capogruppo (od anche altre mandanti, ma non tutte), possiedano al 100% i requisiti tecnico-finanziari previsti dal bando, non può portare ad escludere la necessità del possesso degli stessi requisiti anche in capo alle altre imprese mandanti nella misura prevista dal bando; legittimamente pertanto, in tale ipotesi, vengono richiesti specifici requisiti anche in capo alle imprese facenti parte del r.t.i., a prescindere da quelli posseduti dalla impresa capogruppo e mandataria.Nel campo delle opere pubbliche in genere, la prestazione della cauzione provvisoria è diretta a coprire la mancata sottoscrizione del contratto per fatto proprio dell'aggiudicatario (tra cui è possibile far rientrare anche l'ipotesi della insussistenza dei requisiti richiesti a pena di esclusione dalla gara) ed ha la medesima funzione della clausola penale, atteso che essa è diretta a predeterminare la conseguenza dell'inadempimento, in funzione di liquidazione forfettaria del danno, prescindendo dall'esatta portata quantitativa del nocumento patito dalla P.A., tant'è che non viene prevista espressamente la risarcibilità del danno eventualmente non coperto dalla cauzione provvisoria.Legittimamente, ai sensi dell'art. 10, co. 1 quater, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., l'Amministrazione appaltante, dopo avere constatato l'infedele dichiarazione di una costituenda A.T.I. in ordine al possesso dei requisiti di partecipazione alla procedura ad evidenza pubblica, procede all'incameramento della cauzione provvisoria prestata dalla A.T.I. stessa, senza fornire al riguardo alcuna motivazione, trattandosi di una attività dovuta e vincolata.
TAR Sicilia-Palermo, Sezione II - Sentenza 06/05/2002 n. 1146
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
In materia di offerte anomale l'Amministrazione gode di lata discrezionalità, per cui la relativa valutazione, costituendo espressione di apprezzamento tecnico-discrezionale ed inerendo quindi al merito amministrativo rimesso all'esclusiva determinazione dell'autorità competente, è da ritenersi insindacabile in sede di giudizio di legittimità se non per aspetti di manifesta irrazionalità o evidente travisamento dei fatti.La valutazione della anomalia dell'offerta e la sua conseguente esclusione non possono essere riferite alla sola circostanza che alcune voci dei prezzi siano sottostimate, in quanto è necessaria una valutazione dell'offerta nel suo insieme, per cui singole e limitate voci ribassate, anche in modo considerevole, non possono inficiare il giudizio complessivo di serietà, affidabilità e positività dell'offerta.La disposizioni di cui all'art.95 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n.554 e s.m., e dell'art.3 del D.P.R. 25 gennaio 2000, n.34 e s.m., non si sovrappongono, dato che mentre l'art.95 del D.P.R. 554/99 indica i requisiti per la partecipazione alle gare delle associazioni temporanee di imprese, l'art.3 del successivo D.P.R. 34/2000 disciplina le categorie di qualificazione e relative classifiche nonché i presupposti necessari affinchè dette imprese raggruppate possano godere dell'incremento del quinto della propria classifica. Da quest'ultima disposizione non può dedursi che le imprese mandanti debbano possedere la quota di percentuale del 20% di quanto richiesto all'intero raggruppamento, anziché del 10% come richiesto dal secondo comma dell'art. 95 citato, dovendosi invece ritenere che, ai sensi di quest'ultimo articolo, possono partecipare alle gare le associazioni temporanee di imprese di tipo orizzontale la cui mandataria abbia i requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi in misura non inferiore al 40% e le mandanti in misura non inferiore al 10%.Ai sensi dell'art.21, co.1 bis, della legge 11 febbraio 1994, n.109 e s.m., nel calcolare la media degli scarti non possono essere prese in considerazione anche le offerte prima escluse (per il c.d. taglio delle ali) perché rientranti nel 10% di quelle che presentano un maggiore o minore ribasso. Trattandosi infatti di una procedura di "correzione" avente i caratteri e lo scopo di un affinamento ulteriore della media delle offerte da prendere in considerazione ai fini del calcolo, detti fattori, prima esclusi, non possono evidentemente successivamente concorrere a definire questo ulteriore affinamento.Nel caso di partecipazione alla gara di un raggruppamento consortile di cooperative, le cooperative designate per l'esecuzione dei lavori debbono essere in possesso, al pari del raggruppamento consortile, dei requisiti di ordine generale - morali e di ordine pubblico - previsti dall'art.17 del D.P.R. 25 gennaio 2000, n.34 e s.m., mentre i requisiti di ordine speciale ex art.18 del medesimo D.P.R. - capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa - possono far capo esclusivamente al consorzio di cooperative, il quale costituisce il soggetto partecipante alla gara.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 30/04/2002 n. 2294
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
In tema di aggiudicazione dei contratti della p.a., il principio secondo il quale i requisiti richiesti dal bando o dalla lettera di invito devono essere posseduti dal raggruppamento di imprese e non dalle singole imprese raggruppate consente di cumulare solo i requisiti di natura tecnica singolarmente posseduti dalle imprese (o dalle cooperative consorziate), vale a dire che, ove sia richiesto il possesso di un determinato numero di mezzi o di unità di personale, esso può essere raggiunto sommando tra loro quello delle singole imprese che, raggruppate e consorziate, dovranno svolgere il servizio o realizzare l'opera; peraltro, tale principio non implica che requisiti di natura formale relativi alla regolarità della gestione delle imprese sotto il profilo dell'ordine pubblico, anche economico, possano ritenersi accertati con esclusivo riferimento al consorzio o al raggruppamento e non debbano invece essere posseduti e documentati dalle imprese designate quali esecutrici del servizio o dell'opera.
Consiglio di Stato, Sezione V, 24/04/2002 n. 2208
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Nel caso del raggruppamento temporaneo di imprese di tipo orizzontale, nel quale i partecipanti concorrono indistintamente all'esecuzione della fornitura, non vi è una correlazione logica tra il possesso dei requisiti e la misura della partecipazione individuale alla esecuzione del contratto.Le giustificazioni, addotte dall'impresa a sostegno dell'offerta risultata anomala, sono valutate sul piano della discrezionalità tecnico amministrativa con motivazione logica e coerente in relazione alla veridicità dei presupposti di fatto ritenuti rilevanti: tali valutazioni sono, pertanto, insindacabili dal giudice di legittimità.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 25/03/2002 n. 1695
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Qualora il bando preveda che, in caso di a.t.i. di tipo verticale, i requisiti economico finanziari e tecnico organizzativi debbano essere posseduti dalla capo gruppo per la categoria prevalente e dalla mandante nella categoria scorporabile, nella misura indicata per l’impresa singola, il rinvio alla regola dettata per l’impresa singola va riferito a quella parte della disposizione che considera sufficiente il possesso del requisito per la categoria prevalente e per la categoria scorporabile, per i singoli importi.
Consiglio di Stato, Sezione V 15/02/2000 n. 801
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Il beneficio che concede all'imprenditore singolo di assumere lavori di importo superiore di un quinto a quelli di iscrizione nella relativa categoria dell'Albo nazionale costruttori (di cui all'art.5 della legge 10 febbraio 1962, n.57) si applica, rispetto alle associazioni temporanee di imprese, solo ai fini del computo del limite di iscrizione individuale di ciascuna impresa e, pertanto, vale a correggere la sola regola (introdotta già con la legge 8 agosto 1977, n.584) che impone un requisito individuale ed interno per ciascuna delle imprese - rispondente al possesso di un'iscrizione per classifica pari almeno ad un quinto dei lavori - ma non l'altra, che richiede un requisito collettivo ed esterno per il raggruppamento, consistente nella sommatoria di iscrizioni singole per importo non inferiore a quello dell'intero appalto; conseguentemente, l'imprenditore che partecipa al raggruppamento deve possedere una classifica d'iscrizione che, aumentata del venti per cento, sia almeno pari ad un quinto dei lavori da appaltare.La disciplina che regola i requisiti di ammissione ad una gara per appalto di opere pubbliche nei confronti di imprese associate è posta in primo luogo a garanzia dell'Amministrazione, poiché ne tutela l'interesse a che la partecipazione sia circoscritta ai soli soggetti muniti dei necessari requisiti tecnico economici; pertanto, l'Amministrazione stessa, nel predisporre la lex specialis della procedura, ben può rendere più rigorose le condizioni ordinarie, purché non si valichi il limite generale di ragionevolezza e logicità
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana 03/02/2000 n. 36
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
In tema di appalto di opere pubbliche, è ammissibile la partecipazione di raggruppamenti di tipo misto con più imprese (tra le quali, indefettibilmente, la mandataria) in associazione orizzontale per l'esecuzione dei lavori della categoria prevalente ed altre imprese (necessariamente mandanti) in associazione verticale con le precedenti per l'esecuzione delle opere scorporabili.
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana 03/02/2000 n. 31
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
In una gara di appalto per l'aggiudicazione di lavori pubblici, legittimamente l'Amministrazione colloca tra le opere scorporabili l'impianto elettrico, specificando che esse possano essere assunte da Imprese mandanti individuate prima della presentazione delle offerte, con iscrizione all'Albo nazionale dei costruttori per categorie e classifica corrispondenti.
TAR Salerno 16/11/1999 n. 519
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
In tema di appalto di opere pubbliche, con specifico riferimento alla fase dell'offerta, le obbligazioni assunte da tutte le imprese riunite in associazione sono quella di costituzione formale dell'associazione con il conferimento del mandato alla capogruppo e quella della stipulazione del contratto da parte di quest'ultima in nome e per conto proprio e delle mandanti, sicché la natura solidale della responsabilità e delle obbligazioni assunte dalle imprese offerenti fa si che, in presenza di una mancata formale costituzione dell'Associazione temporanea di imprese ovvero di mancata stipulazione del contratto, ben può la Stazione appaltante azionare la polizza fideiussoria stipulata, ai sensi dell'art.30 della legge 11 febbraio 1994, n.109 e s.m., per l'intero importo cauzionale, da una sola delle imprese che hanno sottoscritto l'offerta, a prescindere dalle singole specifiche responsabilità delle altre imprese, che conservano rilevanza nei soli rapporti interni.In tema di appalto di opere pubbliche, nell'ambito della verifica della correttezza documentale in materia di prestazioni previdenziali, prevista dall'art.18 del decreto legislativo 19 dicembre 1991, n.406, la segnalazione di irregolarità non ancora certa ed acclarata dall'I.N.A.I.L., non influisce sul procedimento al punto di inficiare l'affermazione di correttezza retributiva dell'impresa e dunque non consente di pronunziarne l'esclusione dalla gara.
Consiglio di Stato, Sezione V 04/11/1999 n. 1805
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
In materia di contratti d'appalto di opere pubbliche, per associazione di imprese orizzontale si intende quella in cui ciascuna delle imprese riunite è responsabile nei confronti dell'Amministrazione dell'esecuzione dell'intera opera e la distribuzione del lavoro per ciascuna impresa non rileva all'esterno, mentre per associazione verticale si intende quella in cui un'impresa, che sia capace per l'intera categoria prevalente, ha bisogno di associarsi ad altra impresa che abbia la capacità di realizzare la categoria delle opere scorporabili.Nell'ipotesi di appalto di opere pubbliche che preveda, oltre ai lavori della categoria prevalente, anche parti scorporabili dell'opera, è consentita la partecipazione di associazioni temporanee sia in via orizzontale sia in linea verticale
Consiglio di Stato, Sezione IV 28/10/1999 n. 1639
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
In una gara di appalto di opera pubblica, nel caso in cui il bando richieda una determinata anzianità di esperienza nelle associazioni temporanee d'impresa c.d. orizzontali il requisito deve essere integralmente posseduto da almeno una delle imprese associate, dovendosene escludere la «frazionalità».I principi ermeneutici espressi dagli artt.1367 e 1369 c.c. (principio di conservazione degli atti e loro esegesi nel senso più conveniente alla natura ed all'oggetto di essi) valgono anche nei confronti degli atti di controllo.
TAR Catania 22/10/1999 n. 2129
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Alle Associazioni temporanee di imprese non è applicabile l'art.5 della legge 10 febbraio 1962, n.57, secondo cui in materia di appalto di opere pubbliche i costruttori possono assumere lavori d'importo pari a quello cui sono iscritti all'albo nazionale, aumentato di un quinto, e ciò anche in vigenza della disciplina dettata dall'art.23 del decreto legislativo 19 dicembre 1991, n.406.
TAR Salerno 12/10/1999 n. 357
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Non è ravvisabile in alcuna delle ditte concorrenti all'aggiudicazione di contratti della Pubblica amministrazione la figura di controinteressato in senso tecnico qualora la gara, al momento della proposizione del ricorso, non sia stata formalmente aggiudicata, non essendo sufficiente - al fine di rinvenire la presenza di un soggetto portatore di interesse contrario a quello del ricorrente - l'esistenza di alcuni indizi, quali la richiesta di giustificazioni ad una concorrente, dal significato equivoco, e che potrebbero condurre a risultati diversi da quelli ipotizzati.In tema di appalti di opere pubbliche, se è vero che le disposizioni contenute nel D.P.C.M. 10 gennaio 1991, n.55, sono dirette a garantire omogeneità di comportamenti delle Stazioni committenti relativamente ai contenuti dei bandi, avvisi di gara e capitolati speciali, nonché per la qualificazione dei soggetti partecipanti alle gare per l'aggiudicazione di contratti della Pubblica amministrazione, è anche vero che è fatto obbligo alle stazioni appaltanti di prevedere nei propri bandi di gara le dette prescrizioni con la conseguenza che, nel caso in cui esse non siano espressamente previste o quanto meno richiamate, non se ne può invocare l'applicabilità, specialmente se il bando richieda espressamente il possesso, in capo alle ditte partecipanti alla gara, di requisiti di capacità tecnica ed economica meno rigorosi rispetto a quelli indicati nell'art.8 del D.P.C.M. cit.In tema di appalto di opere pubbliche, l'art.8, co.1, del D.P.C.M. 10 gennaio 1991, n.55, nel prescrivere che i requisiti finanziari e tecnici richiesti alle imprese partecipanti devono essere posseduti nella misura variabile tra il 40% e il 60% dalla capogruppo e la restante parte cumulativamente dalla o dalle mandanti, a ciascuna delle quali deve essere richiesta una percentuale variabile tra il minimo del 10% e il massimo del 20% di quanto richiesto cumulativamente, stabilisce limiti percentuali da intendersi come limiti minimi (ovviamente in assenza di precisazioni puntuali ed inequivoche da parte del bando), nulla vietando che la capogruppo possegga i requisiti richiesti in misura superiore all'80% della capacità e la mancante in misura inferiore al 40%, essendo l'unico interesse, perseguito dall'Amministrazione e tutelato dalla legge, quello che le imprese raggruppate, nel loro insieme, forniscano quel grado di affidabilità richiesto per quel tipo di opere.
TAR Napoli 05/10/1999 n. 2578
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Ai sensi dell'art.22 del decreto legislativo 19 dicembre 1991, n.406 e s.m., e dell'art.13, co.5, della legge 11 febbraio 1994, n.109, è possibile non solo la candidatura, ma anche la presentazione dell'offerta da parte di un raggruppamento temporaneo di imprese non ancora formalmente costituito.
TAR Torino 16/09/1999 n. 504
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Le dichiarazioni concernenti i dati della struttura organizzativa da approntare in caso di aggiudicazione dell'appalto attengono a manifestazioni di volontà che non possono che essere riferite al soggetto partecipante alla gara, in quanto parte in senso giuridico rispetto all'Ente appaltante, sicché per le imprese riunite le dette dichiarazioni devono provenire solo dall'impresa capogruppo.Il direttore sanitario dell'Azienda sanitaria locale, ai sensi dell'art.3, co.7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.502, fornisce parere obbligatorio al direttore generale sugli atti relativi alle materie di competenza, e le sue funzioni consistono nel dirigere i servizi sanitari ai fini organizzativi ed igienico sanitari; pertanto, va esclusa la necessità di una specifica consultazione del direttore sanitario, allorché si tratti dell'approvazione delle risultanze di una gara d'appalto per l'affidamento di lavori pubblici, non rientrando tale attività tra quelle di sua istituzionale competenza.La corretta esclusione di un concorrente dalla gara per l'aggiudicazione di confronti della Pubblica amministrazione lo priva della legittimazione a censurare le successive fasi della procedura concorsuale, ovvero a dedurre vizi attinenti alla posizione dell'aggiudicatario.
TAR Palermo 16/09/1999 n. 1769
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
La sommatoria delle classifiche delle imprese partecipanti alla gara d'appalto, che decidono di riunirsi, come pure l'importo dei singoli lavori, è evento numericamente indeterminato e indeterminabile, di guisa che, mentre per le imprese singole esiste la possibilità di ancorare la chiesta iscrizione ad una ben precisa classifica tra le dieci contemplate nell'Albo nazionale dei costruttori, entro la quale deve essere ricompreso l'importo dei lavori, nel caso di imprese riunite tale eventualità è del tutto improbabile e comunque non può essere assolutamente predeterminata, con conseguente necessità, avvertita dal Legislatore con l'art.23 del decreto legislativo 19 dicembre 1991, n.406, di legare il requisito dell'iscrizione della riunione di imprese alla mera corrispondenza, caso per caso, tra sommatoria delle classifiche e importo dei lavori (ossia ad entrambi i due elementi variabili e indeterminabili), fermo il possesso della soglia minima di iscrizione imposta per ogni singola impresa riunita.
TAR Aosta 16/09/1999 n. 123
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
L'associazione temporanea di imprese di tipo orizzontale è caratterizzata da specializzazioni omogenee e comunque implicanti una distribuzione meramente quantitativa del lavoro appaltato, con iscrizione all'albo nazionale dei costruttori di ciascuna impresa per classifica corrispondente ad un quinto dell'importo dei lavori appaltati (purché la somma degli importi per i quali le imprese sono iscritte sia almeno pari all'importo complessivo dell'appalto) e responsabilità solidale di ciascuna associata per l'intero appalto nei confronti dell'appaltante, mentre l'associazione verticale presuppone una specializzazione diversificata delle associate e, quindi, una suddivisione qualitativa del lavoro ed è ammissibile solo quando nel bando di gara sono previste opere scorporabili con indicazione del relativo importo.Nell'ambito dell'integrazione verticale di impresa è configurabile, purché non in contrasto con alcun principio, un'associazione temporanea di tipo misto, con un sub raggruppamento orizzontale, correlato all'esecuzione di lavori tecnicamente omogenei, con una distribuzione meramente quantitativa del lavoro e responsabilità solidale delle imprese a tale fine riunite nei confronti dell'Amministrazione.Ai fini della legittimazione a partecipare ad una gara d'appalto ciascuna impresa di un raggruppamento temporaneo deve essere iscritta all'A.N.C. per categoria e classifica corrispondente alla parte di propria competenza, in modo che la somma dei valori delle singole imprese riunite sia pari all'importo a base d'asta.Il raggruppamento d'imprese è uno strumento atto a consentire a più imprese, facenti capo ad una capogruppo, di partecipare a gare d'appalto ad esse precluse ed è utilizzabile solo nei casi previsti, con la conseguenza che le relative disposizioni non possono essere interpretate estensivamente per favorire la più ampia partecipazione di tali associazioni compromettendo le garanzie di adempimento poste dal Legislatore a favore dell'Amministrazione.
TAR Catania 09/08/1999 n. 1457
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Negli atti di autolimitazione amministrativa, il mero rinvio formale ad una specifica disposizione normativa vincola l'Amministrazione procedente soltanto nell'ipotesi in cui il rapporto che si è inteso regolare con detto rinvio non sia contestualmente disciplinato da contrastanti e puntuali indicazioni contenute in nome dalla stessa stabilite.E' legittimo l'operato dell'Amministrazione che avendo scorporato la costruzione della discarica rispetto alla gestione del servizio smaltimento, anziché procedere con distinte gare, concretizzi un'unica procedura caratterizzata da paritario raggruppamento verticale.Tutte le volte in cui la procedura fallimentare abbia interessato la mandante di un raggruppamento temporaneo di imprese non rimane in capo all'Amministrazione, il potere discrezionale di valutare la possibilità di sostituzione dell'impresa indicata dalla mandataria, residuando soltanto il potere dovere di accertare il possesso in capo alla nuova ditta dei medesimi requisiti già valutati come necessari per la sostituita.
TAR Catanzaro 08/07/1999 n. 926
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
In assenza di apposite prescrizioni del bando o della lettera d'invito, la documentazione relativa alla costituzione del raggruppamento di imprese partecipante alla gara per l'aggiudicazione di un appalto pubblico può essere legittimamente presentata anche in un momento successivo, purché sotto il profilo sostanziale il mandato collettivo con rappresentanza sia effettivamente conferito all'impresa capogruppo in data antecedente alla formulazione dell'offerta.E' illegittima la delibera con la quale la Giunta municipale, in sede di gara pubblica per l'affidamento di un incarico di progettazione, riscontrata una discrasia tra le valutazioni effettuate dal responsabile del procedimento ed i curricula presentati da alcuni concorrenti, riesamina tutte le offerte e affida l'incarico ad una delle associazioni di professionisti concorrente, e ciò in quanto anche prima dell'entrata in vigore della legge 15 maggio 1997, n.127, la Giunta non aveva il potere di compiere atti di gestione, spettando la detta competenza, ai sensi dell'art.51 della legge 8 giugno 1990, n.142, ai soli dirigenti, mentre agli organi elettivi spettano poteri di indirizzo e di controllo.
TAR Cagliari 08/07/1999 n. 904
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Ai sensi dell'art.23, co.6, del decreto legislativo 19 dicembre 1991, n.406, allorquando l'impresa capogruppo di associazione temporanea di tipo verticale possiede da sola tutti i requisiti per iscrizioni ed importi previsti dal bando, è consentito associare, ai fini della partecipazione alla gara, altre imprese iscritte all'albo per categoria ed importi diversi da quelli occorrenti nel caso specifico, a condizione che i lavori eseguiti dalle imprese prive dei cennati requisiti non superino il 20% dell'importo complessivo dei lavori oggetto dell'appalto e che l'ammontare complessivo delle iscrizioni possedute da ciascuna di tali imprese sia almeno pari all'importo dei lavori che saranno ad essa affidati.
TAR Bolzano 22/06/1999 n. 195
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Nel caso in cui ad una gara per l'aggiudicazione di contratti della Pubblica amministrazione partecipi un raggruppamento di imprese, i requisiti tecnici devono essere posseduti dal raggruppamento unitariamente considerato - essendo lo scopo dell'associazione proprio quello di consentire alle imprese che singolarmente non sono in grado di sostenere l'onere dell'appalto, ovvero non possiedono tutti i requisiti richiesti per parteciparvi, di integrarsi a vicenda - mentre i requisiti qualitativi devono essere posseduti da ciascuna impresa partecipante al raggruppamento
TAR Salerno 04/06/1999 n. 195
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
E' legittima la prescrizione del bando di gara - in quanto perfettamente conforme all'art.23 del decreto legislativo 19 dicembre 1991, n.406 e s.m., - che richiede, per ciascuna delle imprese riunite, il certificato di iscrizione all'A.N.C. per importo corrispondente ad almeno un quinto dell'ammontare dell'appalto, precisando che la somma degli importi per i quali le imprese sono iscritte deve essere almeno pari all'ammontare dei lavori.Alle imprese riunite non è applicabile l'art.5, co.1, della legge 10 febbraio 1962, n.57, secondo cui, in materia di appalto di opere pubbliche, i costruttori non possono assumere lavori d'importo pari a quello per cui sono iscritti all'albo nazionale, aumentato di un quinto in quanto la norma deve essere riferita - conformemente al dato letterale e in coerenza con le prescrizioni in tema di partecipazione alle gare di imprese riunite - alla concreta assunzione ed esecuzione dei lavori, che andranno ripartiti fra i partecipanti in modo da non superare il limite di legge, senza che essa possa operare in sede di verifica dei requisiti di partecipazione alla gara.
TAR Bari 28/05/1999 n. 461
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Anche dopo il suo scioglimento, l'Associazione temporanea di imprese conserva la legittimazione ad impugnare i provvedimenti con i quali l'Amministrazione dispone la revoca dell'aggiudicazione di un appalto in favore dello stesso, ma non anche quelli rispetto ai quali la detta revoca si pone in termini di mera occasionalità, e non di efficienza causale.
TAR Roma, Sezione III 24/05/1999 n. 1548
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Ai sensi dell'art.22 del decreto legislativo 19 dicembre 1991, n.406, per la partecipazione di imprese riunite alle gare di appalto di opere pubbliche è necessario esclusivamente che il mandato collettivo speciale con rappresentanza sia stato conferito alla mandataria prima della presentazione dell'offerta.
TAR Salerno 18/05/1999 n. 168
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Dalle norme che disciplinano la partecipazione dei raggruppamenti temporanei di imprese alle gare pubbliche emerge che la presenza di imprese associate prive del requisito dell'iscrizione all'albo nazionale dei costruttori per tutte le categorie delle opere oggetto dell'appalto è consentita solo nel caso in cui nel bando sia stata individuata la categoria prevalente (art.7, co.7, della legge 10 dicembre 1981, n.741), nel caso in cui nel bando sia stabilito che, per comprovati motivi tecnici evidenziati in sede progettuale, risulti indispensabile richiedere anche l'iscrizione con la corrispondente classifica in altre categorie - sempreché l'importo dei lavori delle categorie stesse singolarmente considerate sia almeno pari al venti per cento dell'importo dell'appalto (art.23, co.1, del decreto legislativo 19 dicembre 1991, n.406, in conformità al D.P.C.M. 10 gennaio 1991, n.55) - e nel caso in cui ciascuna delle imprese riunite abbia assunto in proprio l'esecuzione delle opere scorporabili (in tal caso essa deve essere iscritta all'albo nazionale dei costruttori per categoria e classifica corrispondente alla parte di competenza, ferma restando la possibilità di un'associazione di tipo misto, verticale per i lavori scorporabili e orizzontale per i lavori prevalenti).
TAR Palermo 25/02/1999 n. 415
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Il richiamo dell'art. 23 comma 2 D.L. vo 19 dicembre 1991 n. 406, disposto dal successivo comma 3 ai fini dell'ammissibilità delle imprese nell'ipotesi di appalto che preveda oltre ai lavori della categoria prevalente anche quelli dell'opera scorporabili, consente in tale ipotesi la partecipazione anche di imprese riunite in associazione orizzontale.
TAR Catania 27/01/1999 n. 112
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Ai fini della regolare partecipazione alla gara d'appalto di un'impresa mandataria di più imprese riunite, l'art. 22 D.L. vo 19 dicembre 1991 n. 406 non impone una particolare forma del contratto di mandato, che è esclusivamente diretto a garantire l'Amministrazione appaltante che il mandato stesso non contenga clausole e patti incompatibili con lo stesso art. 22 cit., in base al quale il mandato deve essere anzitutto gratuito e irrevocabile; pertanto, si richiede ai detti fini l'esistenza di un contratto di mandato già concluso nelle forme civilisticamente consentite e non l'esibizione di apposita documentazione attestante la effettiva portata delle pattuizioni interne intercorse tra le imprese riunite
Consiglio di Stato, Sezione VI 01/12/1998 n. 1397
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Nelle gare per l'aggiudicazione dei contratti d'appalto della Pubblica amministrazione, qualora il bando di gara individui tassativamente e inequivocabilmente i requisiti minimi finanziari e tecnici richiesti per la costituzione di associazione temporanea di imprese in misura non inferiore al 40% per la capogruppo e al 60% per le imprese mandanti, con l'ulteriore limite di una quota pro capite non inferiore al 20%, nell'ipotesi di più imprese mandanti, ove un'associazione sia stata costituita solo fra due imprese, a quella mandante non può che essere richiesta una capacità finanziaria e tecnica non inferiore al 60%; pertanto, è legittima l'esclusione dell'associazione nella quale l'impresa mandante risulti in possesso del solo 40% della capacità tecnica ed economica, in luogo del richiesto 60%.
TAR Ancona 05/11/1998 n. 1238
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Ai sensi dell'art. 13 comma 4 L. 11 febbraio 1994 n. 109, è legittima la clausola del bando che vieta ai concorrenti di partecipare alla gara in più di una associazione temporanea o consorzio di imprese, giacché in caso contrario si finirebbe per eludere il generale divieto di presentare due offerte per una stessa gara
TAR Milano 04/11/1998 n. 2528
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Ai sensi dell'art. 23 D.L. vo 19 dicembre 1991 n. 406 e del D.P.C.M. 10 gennaio 1991 n. 55, le cui norme sono state recepite a livello primario dalla L. 11 febbraio 1994 n. 109, le prescrizioni a carico dei raggruppamenti temporanei di imprese sugli importi minimi di iscrizione all'albo nazionale dei costruttori non consentono all'Autorità di gara di esercitare in materia autonoma iniziative di aumento degli importi stessi, in quanto questi ultimi devono attestarsi sulla base d'appalto volta per volta in considerazione.
TAR Ancona 30/07/1998 n. 934
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Il termine per impugnare il bando di gara per l'aggiudicazione di contratto della Pubblica amministrazione inizia a decorrere solo con la piena conoscenza dell'atto con cui è divenuta effettivamente concreta la lesione dell'interesse del partecipante alla procedura concorsuale ad evidenza pubblica, in conseguenza dell'applicazione di disposizioni contenute nel bando, come nel caso del provvedimento di esclusione dalla partecipazione alla gara.Ai sensi dell'art. 23 comma 5 D.L. vo 19 dicembre 1991 n. 406, che ha recepito la direttiva C.E.E. 80/444, anche alle imprese che partecipano in associazione temporanea alle gare d'appalto sono applicabili le disposizioni dettate dalla L. 10 febbraio 1962 n. 57, che autorizzano l'assunzione di lavori di importo superiore, fino ad un quinto, rispetto a quello di iscrizione all'albo nazionale dei costruttori di ciascuna impresa associata.Ai fini dell'ammissione alle gare d'appalto di opere pubbliche occorre tenere conto dell'importo di iscrizione all'albo nazionale dei costruttori aumentato di un quinto; infatti, il Legislatore non ha inteso introdurre una distinzione tra limiti di iscrizione e limiti di assunzione dei lavori, ma soltanto aumentare di un quinto le classifiche secondo l'importo, né una distinzione in tal senso è data desumere dalle LL. 10 dicembre 1981 n. 741 e 8 ottobre 1984 n. 687
TAR Toscana 14/07/1998 n. 662
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
E' illegittima l'ammissione a presentare un'offerta per un raggruppamento di imprese che, dopo essersi presentato, in sede di prequalificazione, quale costituenda associazione di tipo orizzontale, abbia successivamente modificato la propria composizione relativamente all'impresa mandante, ancorché ciò sia dipeso dalla sottoposizione dell'originaria mandante alla procedura di amministrazione controllata.
Consiglio di Stato, Sezione V 30/06/1998 n. 993
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Ai fini della partecipazione di un'associazione temporanea di imprese alla gara di appalto, il conferimento del mandato collettivo con rappresentanza all'impresa capogruppo è legittimamente conferito con scrittura privata autenticata (art. 22 L. 8 agosto 1977 n. 584)
Consiglio di Stato, Sezione V 15/06/1998 n. 842
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
In assenza di apposite prescrizioni del bando o della lettera di invito, la documentazione relativa alla costituzione del raggruppamento di imprese che partecipa alla gara per l'aggiudicazione di un appalto pubblico può essere legittimamente presentata anche in un momento successivo, purché sotto il profilo sostanziale il mandato collettivo con rappresentanza sia effettivamente conferito all'impresa capogruppo in un momento antecedente alla formulazione dell'offerta.
TAR Trieste 08/06/1998 n. 800
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
La notificazione del ricorso giurisdizionale all'impresa capogruppo di associazione temporanea di imprese costituisce condizione necessaria e sufficiente per la corretta instaurazione del contraddittorio, in quanto la procura conferita alla capogruppo inerisce ad atti di qualsiasi natura che siano comunque dipendenti dall'appalto e comprende anche gli atti successivi all'aggiudicazione, anche se disposta a favore di terzi.La disposizione di cui all'art. 15 D.L. vo 24 luglio 1992 n. 358 - secondo cui nelle procedure concorsuali l'Amministrazione appaltante può invitare le imprese concorrenti a completare o a fornire i chiarimenti in ordine al contenuto dei certificati, documenti e dichiarazioni presentati, entro i limiti stabiliti dagli artt. 11, 12, 13 e 14 D.L. vo cit. - ha lo scopo di far diventare la fase della gara il luogo della verifica dell'oggettivo possesso dei requisiti soggettivi dei partecipanti, piuttosto che la semplice e meccanica verifica della documentazione dei requisiti stessi.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione I 11/05/1998 n. 4728
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
L'associazione temporanea di due o più Imprese nell'aggiudicazione ed esecuzione di un contratto di appalto di opere pubbliche (L. 8 agosto 1977 n. 584) è fondata su di un rapporto di mandato con rappresentanza, gratuito ed irrevocabile, conferito da una o più Imprese, collettivamente, ad altra Impresa capogruppo legittimata a compiere, nei rapporti con l'Amministrazione, ogni attività giuridica connessa o dipendente dall'appalto e produttiva di effetti giuridici direttamente nei confronti delle Imprese mandanti sino all'estinzione del rapporto, salva restando l'autonomia negoziale delle imprese riunite per quanto concerne la gestione dei lavori a ciascuna di esse affidati ed i rapporti con i terzi (con riguardo, in particolare, agli adempimenti fiscali ed agli oneri sociali); pur in assenza di un'espressa disciplina legislativa, il recesso dell'Impresa mandante deve ritenersi consentito, al di là del nomen juris utilizzato (nella specie quello, improprio, di scioglimento consensuale dell'associazione, trattandosi di associazione tra due solo Imprese), senza che l'esercizio di tale facoltà determini, peraltro, la nascita di alcun rapporto diretto tra l'Amministrazione e l'Impresa receduta (si che la stipula di una nuova convenzione, tra Amministrazione e capogruppo, contenente l'indicazione del subingresso di quest'ultima in tutti i rapporti facenti capo all'Impresa mandante va interpretata, se non come inutiliter datum, come mera presa d'atto dello scioglimento del rapporto interno nei confronti della sola Impresa receduta, non potendo tale nuova convenzione produrre alcun particolare effetto giuridico sull'assetto dei rapporti contrattuali esterni) cosi che, nella particolare ipotesi di associazione di due sole Imprese, l'Impresa capogruppo è tenuta a continuare, da sola o previa sostituzione dell'Impresa receduta, l'esecuzione del contratto nei confronti dell'Amministrazione, trattandosi di mandato conferito, non solo nell'interesse anche del mandatario, ma pure in quello, preminente, dell'Amministrazione committente, senza che la successione della capogruppo in tutti i rapporti della mandante receduta possa integrare gli estremi della cessione di contratto, ovvero dar luogo ad una cessione in suo favore dei crediti maturati dall'Impresa mandante per i lavori da essa eseguiti e contabilizzati, tale pretesa creditoria dovendo esser fatta valere, da parte di quest'ultima, nei soli rapporti interni con la capogruppo, ai sensi dell'art. 1713 Cod. civ., secondo cui il mandatario deve rendere al mandante il conto del suo operato e rimettergli tutto ciò che, per suo conto, ha ricevuto a causa del mandato stesso.
TAR Palermo 13/03/1998 n. 367
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Il dies a quo per la determinazione del termine d'impugnazione dei provvedimenti di aggiudicazione delle gare di appalto, e relativi atti intermedi, decorre dall'ultimo giorno di pubblicazione dell'aggiudicazione medesima, salvo a provare, da parte di chi eccepisce la tardività, l'anteriore effettiva e piena conoscenza dell'esito della gara.L'Amministrazione non può unilateralmente modificare la dichiarazione negoziale con cui le Imprese dichiarano di associarsi per partecipare alla gara ed ammettere la mandataria come Impresa singola nel caso che una o più Imprese mandanti non abbiano i requisiti per l'ammissione.
TAR Palermo 24/02/1998 n. 225
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Il disposto di cui all'art. 5 L. 10 febbraio 1962 n. 57, che consente alle imprese di partecipare a gare per l'affidamento di lavori di valore sino ad un quinto superiore all'importo di iscrizione all'Albo nazionale costruttori (A.N.C.), trova applicazione anche in favore dei raggruppamenti temporanei di imprese
TAR Milano 18/02/1998 n. 370
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Il divieto legale di modificare la composizione di un'Associazione temporanea di Imprese è esplicitamente previsto solo nella fase successiva a quella di presentazione delle offerte, mentre nell'ipotesi di fusione per incorporazione e simili opera la presunzione che l'Impresa incorporante abbia la stessa idoneità ad operare nel settore dei pubblici appalti in precedenza riconosciuta alla Ditta incorporata, con la quale sostanzialmente si identifica.
TAR Torino 05/02/1998 n. 47
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
La legittimazione all'impugnativa degli atti relativi ad una gara d'appalto compete sia al raggruppamento complessivo in persona dell'Impresa capogruppo, sia alle singole Imprese riunite in associazioni.Ai sensi dell'art. 10 L. 3 aprile 1979 n. 103, in caso di impugnativa di un provvedimento di un organo strutturalmente e funzionalmente inserito nell'Amministrazione dello Stato, validamente la notificazione è effettuata all'Amministrazione in persona del Ministro competente, presso l'ufficio dell'Avvocatura dello Stato nel cui distretto ha sede il Tribunale adito, anche se l'atto impugnato sia stato adottato da un organo decentrato del ramo dell'Amministrazione cui il Ministro è preposto.Negli appalti di lavori pubblici, ai sensi dell'art. 23 comma 5 D.L. vo 19 dicembre 1991 n. 406, anche le Imprese riunite beneficiano, ai fini dell'ammissione alla gara, dell'aumento del quinto dell'importo di iscrizione all'Albo nazionale dei costruttori, previsto in via generale dall'art. 5 comma 1 L. 10 febbraio 1962 n. 57, con l'effetto che il detto coefficiente di aumento trova applicazione sia per quanto concerne la sommatoria degli importi per i quali le Imprese sono iscritte, si per quel che attiene all'ulteriore requisito dell'iscrizione ad una classifica corrispondente al 20% dei lavori oggetto dell'appalto
TAR Catanzaro 28/01/1998 n. 75
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
La regola per cui tutte le Imprese associate in raggruppamenti temporanei per poter partecipare a gare pubbliche devono essere iscritte all'albo nazionale dei costruttori per tutte le categorie delle opere oggetto dell'appalto è derogabile solo nei casi di associazione verticale, in cui un'Impresa, normalmente la capogruppo, possiede da sola tutti i requisiti necessari e si associa ad altre Imprese per lavori determinati, giacché in questo caso gli eventuali requisiti degli associati si aggiungono a quelli della capogruppo che, comunque, li possiede autonomamente.Ai sensi dell'art.21 della legge 11 febbraio 1994, n.109, come modificato dall'art.7 del decreto legge 3 aprile 1995 ,n.101, convertito dalla legge 2 giugno 1995, n.216, a partire dalla cessazione del regime transitorio, di cui all'art.7, co.1 bis, della legge 2 giugno 1995, n.216, durato fino al 1° gennaio 1997 - che prevedeva una meccanismo di esclusione automatica delle offerte anomale sia in caso di lavori superiori che inferiori alla soglia comunitaria - la procedura di esclusione non è esercitabile qualora il numero delle offerte valide risulti inferiore a cinque.
TAR Roma 15/01/1998 n. 71
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
In base alla previsione dell'art.10, co.2, del decreto legislativo 24 luglio 1992, n.358, secondo cui l'offerta per la partecipazione ad una gara deve essere sottoscritta da tutte le Imprese raggruppate, e del successivo comma 4 secondo cui le singole Imprese facenti parte del gruppo aggiudicatario della gara devono conferire mandato speciale con rappresentanza ad una di esse designata quale capogruppo, nulla vieta che le Ditte interessate, già prima dell'aggiudicazione, costituiscano il raggruppamento prima della presentazione delle offerte e conferiscano alla capogruppo mandato di rappresentanza.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione I 07/08/1997 n. 7287
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
In caso di aggiudicazione di un appalto di opera pubblica, ai sensi degli artt.20 e ss. della legge 8 agosto 1977, n.584, ad una riunione di Imprese c.d. orizzontale (cioè senza parti dell'opera assegnate a determinate Imprese riunite), è affetto da nullità l'accordo interno fra le singole Imprese in forza del quale taluna di esse viene esclusa dall'esecuzione dei lavori appaltati; infatti, pur nel silenzio o della direttiva comunitaria n.305 del 1971 e della menzionata Legge n.584/77 di attuazione della stessa, riguardo ai rapporti interni fra Imprese riunite, deve ritenersi che un accordo siffatto sia idoneo a frustrare lo scopo principale della temporanea associazione, ravvisabile, nella sopraindicata ipotesi di integrazioni orizzontali, nell'esigenza di assicurare attraverso il concorso degli apporti di tutte le Imprese, il buon andamento e il risultato finale dei lavori appaltati, altrimenti compromessi dalla (presupposta) inadeguatezza dei mezzi tecnici e finanziari in possesso delle Imprese singole, per cui la mancata realizzazione di un siffatto scopo configura un'ipotesi di frode in danno dell'Amministrazione committente per elusione di norme imperative, con conseguente nullità dell'accordo costituente lo strumento per tale elusione.In caso di aggiudicazione di un appalto di opera pubblica ad una riunione di Imprese, la prosecuzione del rapporto di appalto, ancorché soggettivamente novato (in parte) per la morte del titolare di una delle Imprese riunite, comporta la persistente applicabilità della relativa disciplina anche in ordine all'azionabilità nei confronti dell'appaltante, nonché delle Imprese superstiti eventualmente coinvolte) dei diritti sorti in capo all'Impresa di cui il titolare sia successivamente deceduto, con la conseguenza che la correlata domanda giudiziale degli eredi rimane soggetta alla condizione di (temporanea) improcedibilità prevista dall'art.44 del capitolato generale di cui al D.P.R. 16 luglio 1962, n.1063, in relazione alla necessità del preventivo collaudo.
TAR Roma, Sezione III 19/07/1997 n. 1693
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Le associazioni di imprese contemplate nell'art.23, co.6, del decreto legislativo 19 dicembre 1991, n.406 (il quale prevede che le imprese singole o associate che abbiano i requisiti richiesti per partecipare alla gara possono associare altre imprese iscritte all'albo nazionale dei costruttori anche per categorie e importi diversi da quelli richiesti dal bando) sono associazioni con caratteristiche autonome e si aggiungono, e non sostituiscono, alle altre forme di raggruppamento temporaneo di imprese; pertanto, qualora un raggruppamento di imprese possegga i requisiti di cui al sesto comma cit. (la cui ratio si fonda, fermo restando che le imprese originariamente associate devono possedere tutti i requisiti previsti per partecipare alla gara, sull'esigenza di favorire le esperienze di altre imprese in categorie diverse da quelle per le quali sono iscritte all'albo), illegittimamente il medesimo viene escluso da una gara d'appalto per mancanza, in talune imprese associate, dei requisiti di cui all'art. 23 primo comma cit.
TAR Lazio, Sezione I bis 06/06/1997 n. 852
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Ai fini dell'ammissione alla gara d'appalto, indetta nella vigenza del decreto legislativo 19 dicembre 1991, n.406, per l'affidamento dell'esecuzione di lavori pubblici bisogna distinguersi tra associazioni verticali ed orizzontali. Le prime sono connotate da specializzazioni omogenee, implicanti una distribuzione quantitativa del lavoro, con iscrizione all'albo nazionale costruttori di ciascuna impresa per classifica corrispondente ad un quinto dell'importo dei lavori appaltati e responsabilità solidale di ciascuna associata per l'intero appalto nei confronti dell'appaltante. Le associazioni verticali presuppongono, invece, una specializzazione diversificata delle associate, con una divisione qualitativa del lavoro e nel bando di gara devono prevedersi opere scorporabili con l'indicazione del relativo importo.
TAR Veneto 24/04/1997 n. 823
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Ai sensi dell'art.23, co.5, del decreto legislativo 19 dicembre 1991, n.406, dell'art.5, co.1, della legge 10 febbraio 1962, n.57, come modificato dall'art.2 della legge 29 marzo 1965, n.203, si applica, anche nel caso di imprese riunite, nei riguardi di ciascuna delle Imprese partecipanti; pertanto, l'aumento del quinto trova applicazione non solo per quanto concerne la sommatoria degli importi per i quali le singole imprese sono iscritte, ma anche per quanto segnatamente attiene all'iscrizione ad una classifica corrispondente ad un quinto dei lavori oggetto dell'appalto.
TAR Roma 14/03/1997 n. 228
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
L'art.22, co.1, del decreto legislativo 19 dicembre 1991, n.406, consente che la presentazione delle offerte possa essere fatta anche da parte di imprese riunite; pertanto, e' legittima l'ammissione alla gara di una associazione temporanea di imprese, risultando irrilevante che il bando di gara non contenga alcuna disposizione al riguardo, dovendo il detto bando essere interpretato conformemente alle superiori fonti normative.
TAR Perugia 03/03/1997 n. 97
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Nell'ipotesi di Imprese riunite, è il raggruppamento nel suo complesso che partecipa alla gara e pertanto i requisiti devono essere posseduti dal raggruppamento unitariamente considerato; la finalità delle Associazioni temporanee di Impresa è infatti quella di consentire alle Imprese che singolarmente non siano in grado di sostenere l'onere dell'appalto ovvero non possiedono tutti i requisiti richiesti per parteciparvi di integrarsi a vicenda al fine di poter partecipare alla gara.Ai sensi dell'art.22, co.2, del decreto legislativo 19 dicembre 1991, n.406, l'Impresa invitata individualmente ha la facoltà di presentare offerta o di trattare per sé e quale capogruppo di Imprese riunite; pertanto, le Imprese le quali intendono riunirsi ai fini della partecipazione ad una gara non sono obbligate a formalizzare la costituzione del raggruppamento prima della richiesta di partecipazione alla gara, ed anzi tale obbligo non sussiste neppure prima della presentazione dell'offerta.
TAR Palermo 13/01/1997 n. 9
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
L'art. 4 lett. b) della parte prima della tariffa allegata al T.U. 26 aprile 1986 n. 131 ha riguardo alla fusione tra Società, scissione delle stesse e analoghe operazioni poste in essere da Enti diversi dalle Società; pertanto, poiché per espressa previsione degli artt. 22 terzo comma L. 8 agosto 1977 n. 584 e D.L. vo 19 dicembre 1991 n. 406 il rapporto di mandato non determina di per sé organizzazione o associazione tra le Imprese riunite, ognuna delle quali conserva la propria autonomia ai fini della gestione e degli adempimenti fiscali e degli oneri sociali, consegue che l'atto con cui viene conferito il mandato non rientra nell'ambito della prima parte della tariffa (atti soggetti a registrazione in termine fisso), bensi nell'ambito della parte seconda (atti soggetti a registrazione solo in caso d'uso), per cui vanno applicati gli artt. 6 e 65 terzo comma T.U. n. 131 cit., secondo cui l'Amministrazione può ricevere gli atti soggetti a registrazione in caso d'uso, con l'obbligo però della loro trasmissione all'Ufficio del registro ai fini della registrazione d'ufficio.La normativa di favore prevista per le Imprese riunite in associazione temporanea fin dalla L. 8 agosto 1977 n. 584, di attuazione della direttiva C.E.E. 26 luglio 1971 n. 305, che ha consentito l'integrazione delle risorse tecniche e finanziarie degli imprenditori in vista dell'esecuzione congiunta di un'opera di particolare impegno e complessità, non può certamente espandersi fino al punto di attribuire loro ulteriori agevolazioni rispetto alle Imprese individuali; pertanto, se è vero che dagli artt. 22 e 23 D.L. vo 19 dicembre 1991 n. 406 si può desumere che, in capo ai raggruppamenti temporanei di Imprese, non possono essere richiesti requisiti di ammissione ulteriori e diversi rispetto a quelli imposti all'Impresa singola, è pur vero che la necessità che tali raggruppamenti siano in possesso delle stesse condizioni di partecipazione richieste al concorrente singolo appare evidente dalla disposizione contenuta nell'art. 8 D.P.C.M. 10 gennaio 1991 n. 55, secondo cui per le associazioni di Imprese i requisiti finanziari e tecnici previsti per l'Impresa singola devono essere posseduti nella misura variabile tra il 40% e 60% della capogruppo e nella restante percentuale cumulativamente dalla o dalle Imprese mandanti.
TAR L'Aquila 13/12/1996 n. 768
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Secondo le previsioni dell'art.23, co.3, del decreto legislativo 19 dicembre 1991, n.406, l'Amministrazione ha il potere discrezionale di indicare o meno, nel bando di gara, la categoria prevalente dei lavori e conseguentemente le opere scorporabili.In assenza di indicazioni espresse, i raggruppamenti di Imprese destinati a partecipare a procedimenti di gara - che possono essere strutturati in senso orizzontale, con la conseguente responsabilità solidale di tutte le Imprese, o in senso verticale, con responsabilità limitata delle singole imprese e solidale dell'Impresa capogruppo - devono intendersi in senso orizzontale, offrendo in tal modo maggiori garanzie all'Ente appaltante.
Consiglio di Stato, Sezione V 04/12/1996 n. 1476
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Dalle norme che disciplinano la partecipazione dei raggruppamenti temporanei di imprese alle gare pubbliche emerge che la presenza di imprese associate prive del requisito dell'iscrizione all'albo nazionale dei costruttori per tutte le categorie delle opere oggetto dell'appalto è consentita solo nel caso in cui nel bando siano state indicate le « parti dell'opera scorporabili » (art. 21 secondo comma L. 8 agosto 1977 n. 584, come sostituito dall'art. 9 L. 8 ottobre 1984 n. 687), nel caso in cui nel bando sia stata individuata la « categoria prevalente » (art. 7 settimo comma L. 10 dicembre 1981 n. 741) e nel caso del raggruppamento cosiddetto di tipo verticale, nel quale un'impresa, abilitata da sola a partecipare alla gara, associa altre imprese, alle quali è affidata l'esecuzione di una quota limitata di lavori (art. 21 quarto comma legge n. 584 del 1977 cit.).
TAR Roma, Sezione II 04/09/1996 n. 1663
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
Le Imprese, in quanto iscritte all'albo nazionale costruttori e per ciò stesso aventi titolo a partecipare ad Associazioni temporanee ai fini di un possibile affidamento in concessione dei progetti, hanno certamente un interesse concreto ad impugnare l'avviso di gara che le ha escluse dalla procedura concorsuale sulla base di criteri dalle stesse ritenuti illegittimi.Nel caso in cui le Imprese abbiano interesse non solo all'annullamento dell'avviso di gara ma anche dei successivi atti di aggiudicazione, a tale interesse non corrisponde alcun onere di impugnativa degli atti medesimi, in quanto l'accertata illegittimità dell'avviso di gara non potrebbe che riflettersi in via automatica, con effetto caducante e non meramente viziante, sui successivi provvedimenti di aggiudicazione, i quali trovano nel primo il loro unico ed indefettibile presupposto.L'art. 5 lett. b) L. 8 agosto 1977 n. 584, derogativo della disciplina comunitaria recepita nell'ordinamento nazionale, nello stabilire che l'esecuzione di lavori, per ragioni tecniche, artistiche o attinenti alla protezione di diritti di esclusiva vada affidata ad un esecutore determinato, va correttamente inteso nel senso che le necessità tecniche devono determinare non già l'opportunità ma l'assoluta ed inderogabile esigenza che le opere siano eseguite dal detto esecutore.Ai sensi dell'art. 21 L. 8 agosto 1977 n. 584, allorché in tema di raggruppamento di Imprese si tratti di riunione verticale, questa presupponendo l'esistenza di parti dell'opera scorporabili esige che l'Impresa associata che ne assume in proprio l'esecuzione sia iscritta all'albo nazionale costruttori per categoria e classifica corrispondenti alle parti stesse; ove invece si tratti di riunione orizzontale, non può pretendersi che una sola Impresa sia, per classifica, da sola idonea ad assicurare i requisiti di iscrizione in relazione al valore dell'appalto.Ancorché si voglia ritenere che l'Amministrazione possa a suo piacimento stabilire i requisiti di carattere economico delle Imprese partecipanti alla gara, le prescrizioni imposte dovranno pur sempre essere proporzionate, in relazione al dettato dell'art. 17 L. 8 agosto 1977 n. 584, all'importo dei lavori da affidare e tali da non predeterminare l'aggiudicatario o vulnerare la par condicio tra i concorrenti, restringendo ad una rosa ristrettissima le Imprese in possesso delle caratteristiche richieste.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione I 02/03/1996 n. 1650
legge 109/94 Articoli 13, 8 - Codici 11.3, 8.3
In caso di aggiudicazione di un appalto di opera pubblica, ai sensi degli artt. 20 e segg. L. 8 agosto 1977 n. 584, ad una riunione di impresa c.d. orizzontale (cioè senza parti dell'opera assegnate a determinate imprese riunite), tutte le imprese riunite, in difetto di specifiche indicazioni nell'offerta e nel contratto, hanno il diritto e l'obbligo (cui corrisponde il diritto dell'Amministrazione appaltante) di eseguire l'appalto per quote uguali; il patto non scritto col quale le singole imprese si accordino nel senso di affidare l'esecuzione dell'appalto ad una soltanto di esse è nullo per difetto di forma scritta, richiesta ad substantiam per i contratti conclusi con la Pubblica amministrazione, considerato che il patto realizzerebbe una modifica del contratto di appalto concluso con l'Amministrazione.