Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "in genere"

TAR Piemonte, Sezione I - Sentenza 28/02/2007 n. 882
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
Secondo la giurisprudenza (Cons. Stato, Sez. VI, 13 febbraio 2004, n. 561) l’affidatario dell’incarico della progettazione preliminare può partecipare anche all’appalto per il servizio di progettazione definitiva ed esecutiva, dovendosi ritenere, alla luce dell’art. 17, comma 14sexies, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., che il legislatore abbia privilegiato un criterio di continuità nello svolgimento delle varie fasi della progettazione - prevedendo il solo divieto per gli affidatari degli incarichi di progettazione di partecipare alla gara per l’affidamento dell’opera, norma che soggiace ad un’interpretazione restrittiva in quanto limitativa della libertà di iniziativa economica e dell’esplicazione delle dinamiche concorrenziali. Al professionista che ha redatto il progetto preliminare, dunque, può essere affidato anche l’incarico concernente la progettazione definitiva ed esecutiva, non ostandovi alcuna norma di legge e sempre che il bando non contempli espressamente una tale causa di esclusione dalla procedura (cfr. Cons. Stato, Sez. V, 20 settembre 2001, n. 4968).
TAR Piemonte, Sezione I - Sentenza 28/02/2007 n. 852
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
La linea di demarcazione tra la competenza dei geometri e le attribuzioni riservate alla professione di ingegnere è costituita, ove non sia prevista un’esclusiva a favore di questi ultimi professionisti, dalla modestia o tenuità dell’opera, essendo preclusa al geometra la realizzazione di un complesso di lavori che richiede una visione d’insieme e di carattere programmatorio complessivo. Non è dato ravvisare quella complessità e difficoltà di programmazione e realizzazione che presuppone, con la necessità di affrontare difficoltà non facilmente superabili, la professionalità dell’ingegnere qualora i lavori affidati consistano (come nel caso di specie) nella manutenzione e risistemazione delle pavimentazioni di alcuni tratti di un piazzale e di un piccolo edificio interno della struttura mercatale.
TAR Friuli Venezia Giulia - Sentenza 09/11/2006 n. 709
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
Il ribasso del 20% costituisce il limite massimo di ribasso consentito sulle prestazioni rese dai professionisti allo Stato e agli altri Enti pubblici a pena di nullità di ogni clausola contraria (art. 17, comma 14quater, legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. e art. 4, comma 12 bis, D.L n. 65/89 conv. in L. n. 155/89; si veda oggi art. 92 Codice appalti approvato con D.Lgs. n. 163/2006, ma si veda anche, in direzione opposta, l’art. 2 del D.L. 4 luglio 2006, n. 223).Secondo la più recente giurisprudenza al rispetto del vincolo suddetto di massimo ribasso consentito nel limite del 20% sono tenuti soltanto gli onorari professionali in senso proprio, e non anche le somme riconosciute come rimborso delle spese sostenute dal professionista per svolgere l’incarico (cfr., da ultimo, Cons. Stato, Sez. V, 13 marzo 2006, n. 1296). Su tale orientamento in via di ipotesi generale non si può non concordare, in quanto ispirato dall’intento di mitigare l’impatto negativo necessariamente provocato da tale vincolo al libero gioco della concorrenza.Nel metodo di interposizione lineare, utilizzato per distribuire i punteggi relativi all’elemento prezzo nelle gare svolte con il criterio dell’offerta più vantaggiosa, mentre è corretto porre al vertice superiore della forbice l’offerta di maggior ribasso, non è viceversa l’offerta di minor ribasso che si deve simmetricamente collocare al vertice opposto (uguale a zero), bensì il valore della base d’asta, di modo che un ribasso rispetto a quest’ultimo, anche minimo, avrà un punteggio in positivo, che sarà più o meno alto a seconda del quantum di ribasso offerto, e solo il concorrente che non presenti alcun ribasso avrà zero punti: ciò che di fatto, com’è ovvio, potrà accadere solo molto raramente, e se pure accade l’interessato dovrà solo a se stesso, e non ad eventi casuali indipendenti dalla sua volontà il mancato conseguimento di alcun punteggio (cfr. D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554, allegato B), ove è detto testualmente che “per quanto riguarda gli elementi di valutazione di natura quantitativa quale il prezzo...” - un metodo di calcolo si può ottenere “attraverso interpolazione lineare tra il coefficiente pari ad uno, attribuito ai valori degli elementi offerti più convenienti per la stazione appaltante, e coefficiente pari a zero, attribuito a quelli posti a base di gara”).
TAR Campania, Sezione I Salerno - Sentenza 08/09/2006 n. 1314
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
L’ingegnere junior può svolgere incarichi di progettazione di pubblica illuminazione. Una limitazione al riguardo, infatti, non è sancita chiaramente dall’art. 46 del D.P.R. n. 328/2001, e quindi, costituendo una limitazione alla libera esplicazione della libertà di lavoro, non può evincersi in maniera analogica o interpretativo-riduttiva.E’ legittima la determina di conferimento dell’incarico professionale di progettazione dei lavori di adeguamento e sistemazione della pubblica illuminazione adottata dal dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale, trattandosi di un atto di gestione amministrativa e non di indirizzo e controllo.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione II - Sentenza 26/07/2006 n. 17028
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
La progettazione e la direzione di opere da parte di un geometra in materia riservata alla competenza professionale degli ingegneri e degli architetti sono illegittime; per esse non è dovuto al geometra alcun compenso, non essendo sufficiente a rendere legittimo il progetto il fatto che esso sia controfirmato o vistato da un ingegnere o che l’ingegnere rediga i calcoli in cemento armato o che diriga i lavori relativi alla realizzazione delle strutture di cemento armato, in quanto il professionista competente deve essere unico autore e responsabile della progettazione.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 19/06/2006 n. 3579
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
La giurisprudenza amministrativa ha negato che il confronto a coppie possa utilmente condursi nel caso in cui siano rimasti in gara soltanto due progetti. Se, infatti, un metodo siffatto consente un’utile graduatoria fra tre o più offerte, nel raffronto fra solo due offerte comporta l’assegnazione di un punteggio, per ciascun fattore esaminato, soltanto ad una delle offerte, con ciò venendo a mancare quell’adeguato dosaggio fra i punteggi (o le valutazioni), che appare adeguata garanzia di ponderato giudizio. Conseguentemente se, quando i progetti da esaminare sono soltanto due, il sistema del confronto a coppie è inutile, perché c’è una sola coppia di ogni elemento di valutazione e basta effettuare la somma dei punteggi di ciascun commissario e determinare poi la media delle somme, in siffatte circostanze lo stesso non produce nemmeno alcun effetto distorsivo e perciò la sua applicazione non può essere qualificata come illegittima. Si può dire che il confronto degli elementi di valutazione di due sole offerte è necessariamente un confronto a coppie e il recepimento del sistema del confronto a coppie si risolve, quando i progetti da valutare siano soltanto due, nell’applicare la scala di punteggio prevista dall’all.to A al D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m.
Consiglio di Stato, Sezione VI - Sentenza 02/05/2006 n. 2445
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
Poiché negli appalti di progettazione le prestazioni accessorie non sono soggette a vincoli tariffari, così come espressamente previsto dall’art. 50, comma 3, lett. b), del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., deve ritenersi ammissibile, per tale tipo di appalti, un’offerta che prevede un ribasso del 100% delle prestazioni accessorie previste dal bando.Nel caso in cui il bando di una gara per l’affidamento di un appalto di progettazione preveda che l’offerta economica deve indicare separatamente il ribasso applicato alle prestazioni tecniche principali nei limiti del 20% massimo previsto dall’art. 4, comma 12bis, della legge n. 155/1989, nonché quello per le prestazioni accessorie, tale clausola va interpretata nel senso che solo per le prestazioni principali è stabilito un limite al ribasso nella misura del 20%, mentre non si applica alcun limite per le prestazioni accessorie.Negli appalti di progettazione, un ribasso del 100% sulle prestazioni accessorie non comporta che l’offerta sia da considerare nulla per l’esistenza di una prestazione gratuita, in quanto l’offerta deve essere valutata nel suo complesso senza una necessaria previsione di un determinato corrispettivo per ogni singola prestazione; tale ribasso inoltre non rende ex se l’offerta anomala, non potendo il giudizio di anomalia derivare automaticamente da un ribasso del 100% per le prestazione accessorie, ritenuto ammissibile.E’ legittimo un bando di una gara per l’appalto della progettazione di opere pubbliche che consente il ribasso del 100% sulle prestazioni accessorie, in quanto tali prestazioni riguardano tutte attività non previste dalle vigenti tariffe ai sensi dell’art. 50 del D.P.R. n. 554/1999 e s.m. e non sono soggette a minimi tariffari, con la conseguente ammissibilità della mancata fissazione nelle regole della gara di un limite al ribasso.In un appalto di progettazione anche l’attività (eventuale) di consulenza giuridica non è soggetta a minimi tariffari, potendo costituire una prestazione accessoria rispetto a quella principale costituita da prestazioni ingegneristiche e di architetto.
TAR Piemonte, Sezione I - Sentenza 15/02/2006 n. 905
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
Nonostante la figura professionale del geologo sia necessaria quando il progetto comprende opere per le quali la relazione geologica è prescritta per legge e non può formare oggetto di subappalto, qualora la partecipazione del geologo ai gruppi offerenti non sia prescritta dal bando - evidentemente in deroga alla normativa vigente - il bando in questione, se non integralmente impugnato, non può essere disapplicato, neppure nella parte in cui omette di richiedere un requisito di legge, costituendo il medesimo la lex specialis della gara.
Corte dei Conti Toscana, Sezione giurisdizionale - Sentenza 31/01/2006 n. 7
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
Risponde dei maggiori oneri sopportati dall’amministrazione per l’affidamento a professionisti esterni della progettazione di lavori pubblici (rispetto al 1,5% dell’importo a base di gara previsto dall’art. 18 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., quale incentivo per l’attività di progettazione svolta dal personale interno) il responsabile del procedimento che, senza tener conto della presenza all’interno dell’ente di tecnici che avrebbero potuto provvedere alla progettazione stessa, rilasci l’attestazione prevista dall’art. 17, comma 4, della citata legge n. 109/1994 e s.m., dichiarando che l’amministrazione è carente di personale tecnico interno adeguato per la progettazione dei lavori di cui all’oggetto, così inducendo l’amministrazione ad affidare l’incarico a liberi professionisti esterni.
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana, Sezione giurisdizionale - Sentenza 22/12/2005 n. 965
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
La clausola del bando, relativo ad un appalto di progettazione di opere pubbliche, secondo cui “il subappalto è vietato; pertanto l’aggiudicataria è tenuta ad eseguire in proprio tutte le prestazioni”, va interpretata nel senso che non sono comprese nel divieto di subappalto le attività di carattere materiale necessarie per la progettazione, quali: i rilievi, i sondaggi e le indagini di vario tipo strumentali all’attività di progettazione vera e propria. In particolare, non ricadono nel divieto di subappalto i rilievi topografici, atteso che essi non rientrano nell’attività di progettazione in senso stretto e che il D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34 e s.m. prevede per la loro esecuzione una specifica qualificazione (la OS20), che sarebbe impensabile richiedere per il progettista.L’art. 17, comma 8, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., che impone l’indicazione, nell’offerta di partecipazione alla gara, dei nomi dei tecnici cui si intende subappaltare lo svolgimento di alcune attività, si riferisce ai nominativi dei progettisti autori della prestazione progettuale costituente l’oggetto dell’appalto e dei servizi ad esso connessi, ma non può ritenersi applicabile ai tecnici di cui all’art. 14quinquies della citata legge n. 109/1994 e s.m. per i quali, proprio in quanto autori di prestazioni meramente accessorie passibili di essere subappaltate, andrà applicata l’ordinaria normativa in materia di subappalto, senza alcuna necessità, dunque, di una preventiva indicazione dei loro nomi già in sede di offerta.
TAR Lazio, Sezione III Roma - Sentenza 04/10/2005 n. 7719
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
In una gara per l’affidamento della progettazione definitiva e dello studio di impatto ambientale, indetta con il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, non è di per se stessa automaticamente illegittima la circostanza che né nel bando né nella lettera di invito siano rinvenibili criteri oggettivi di valutazione degli elementi richiesti a ciascun concorrente per la presentazione dell’offerta tecnica, con la conseguenza che l’attribuzione dei punteggi massimi previsti per ciascuna delle due macro voci (p. 40 per il merito tecnico e p. 30 per la metodologia), resta affidata all’esclusiva ed amplissima discrezionalità della Commissione Tecnica di gara. Tale circostanza, tuttavia, si traduce in una previsione illegittima nel momento in cui (come nel caso di specie) ad essa si accompagna un espresso divieto della lettera di invito di attribuire sub punteggi, rispetto a quelli complessivi individuati per le due macro voci dalla stessa lettera di invito e detto divieto venga, inoltre, interpretato come ostativo anche della definizione di preventivi criteri specifici di valutazione degli elementi richiesti in offerta tecnica a ciascun concorrente.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione UNITE - Sentenza 19/09/2005 n. 18450
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
La clausola con cui, in una convenzione tra un ente pubblico territoriale ed un ingegnere al quale il primo abbia affidato la progettazione di un’opera pubblica, il pagamento del compenso per la prestazione resa sia condizionata alla concessione di finanziamento per la realizzazione dell’opera, è valida in quanto non si pone in contrasto con il principio d’inderogabilità dei minimi tariffari, previsto dalla L. 340 del 1976, come interpretata autenticamente dall’art. 6, comma 1, L. 404 del 1977, normativa cui ha fatto seguito l’art. 12bis del D.L. 65 del 1989, convertito con modificazioni dalla L. 155 del 1989. Né tale clausola, espressione dell’autonomia negoziale delle parti, viene a snaturare la causa della prestazione, incidendo sul sinallagma contrattuale.Il contratto sottoposto a condizione mista (quale quella per cui il compenso del progettista venga subordinato all’ottenimento di un finanziamento per la realizzazione dell’opera pubblica) è soggetto alla disciplina dell’art. 1358 c.c., che impone alle parti di comportarsi secondo buona fede durante lo stato di pendenza della condizione. E’ vero che l’omissione di una attività (quale quella di attivarsi per l’ottenimento del finanziamento) può costituire fonte di responsabilità in quanto l’attività omessa costituisca oggetto di un obbligo giuridico, ma tale obbligo discende direttamente dalla legge e, segnatamente, dall’art. 1358 c.c., che lo impone come requisito della condotta da tenere durante lo stato di pendenza della condizione, e la sussistenza di un obbligo siffatto va riconosciuta anche per l’attività di attuazione dell’elemento potestativo di una condizione mista. Pertanto il giudice del merito deve procedere ad un penetrante esame della clausola recante la condizione e del comportamento delle parti, nel contesto del negozio in cui la clausola stessa è contenuta, al fine di verificare, alla stregua degli elementi probatori acquisiti, se corrispondano ad uno standard esigibile di buona fede le iniziative poste in essere al fine di ottenere il finanziamento.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 09/09/2005 n. 4654
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
La scelta del contraente per l’affidamento di un incarico per lo svolgimento di una prestazione d’opera intellettuale (art. 2230 cod. civ.) a seguito di una gara, formale o informale, o anche per trattativa privata, è atto di gestione privo di qualsiasi contenuto di indirizzo per gli uffici. Si risolve, infatti, nella individuazione del soggetto o dei soggetti che appaiono più quotati, secondo regole obbiettive e prefissate, per il conseguimento dei fini della P.A.L’attività di indirizzo, riservata agli organi elettivi o politici del Comune, si risolve nella fissazione delle linee generali da seguire e degli scopi da perseguire con l’attività di gestione. Conseguentemente, la scelta di un contraente qualsiasi dell’ente e, ancor meno, quella di professionisti forniti di titoli adeguati per la redazione di strumenti di pianificazione del territorio spetta ai dirigenti, secondo l’esplicito disposto dell’art. 107 del T.U. n. 267/2000, o ad una commissione composta da soggetti aventi adeguata esperienza professionale per condurre una selezione ispirata al soddisfacimento di siffatte esigenze tecniche.
TAR Lombardia, Sezione Brescia - Sentenza 23/05/2005 n. 555
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
L’art. 64, comma 1, lett. c), del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., nel prescrivere gli elementi che vanno racchiusi all’interno della busta contenente l’offerta economica, impone un adempimento volto di per sé a garantirne la segretezza, e quindi ad impedire che la Commissione aggiudicatrice possa prendere contezza del prezzo offerto o di altri elementi automatici prima di aver verificato l’ammissione dei concorrenti o prima di aver espresso il proprio giudizio tecnico-qualitativo.La stessa Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, nella deliberazione n. 133 adottata nella seduta del 14 luglio 2004, ha puntualizzato che - in caso di aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa nell’ambito di una procedura per l’affidamento di servizi di ingegneria - la Commissione “in una o più sedute riservate, …….. valuta le offerte tecniche, ed assegna i relativi punteggi; successivamente, in seduta pubblica, dà lettura di questi ultimi e procede alla apertura delle buste contenenti le offerte economiche e, data lettura dei ribassi e delle riduzioni di ciascuna di esse, determina l’offerta economicamente più vantaggiosa”. Ha aggiunto l’Autorità che il ribasso percentuale sul tempo di esecuzione deve essere inserito nella busta contenente l’offerta economica e non già in quella relativa all’offerta tecnica, “a nulla rilevando la presenza, in quest’ultima, del cronoprogramma legato alla relazione metodologica che, invece, costituisce parte integrante della documentazione tecnica relativa all’illustrazione delle modalità di svolgimento delle prestazioni oggetto dell’incarico”.Nel caso in cui l’offerta economica è formata da tre parametri: - il tempo di consegna del progetto definitivo, il tempo di consegna del progetto esecutivo ed il prezzo - per i quali il capitolato speciale ha dettato un criterio meccanico e vincolato di determinazione del punteggio, la riduzione sui tempi per l’espletamento dell’incarico è uno degli elementi dell’offerta economica cui la lex specialis ricollega un valore numerico ottenuto attraverso un semplice calcolo matematico. Risulta pertanto evidente come l’anticipata conoscenza di uno dei componenti dell’offerta economica di un concorrente - quale il tempo di consegna dei progetti - sia suscettibile di influenzare il giudizio tecnico della Commissione, il cui potere discrezionale è ulteriormente ampliato dal peso assegnato agli aspetti qualitativi (nel caso di specie per tali aspetti il bando prevedeva fino a 60 punti sui 100 complessivi).
Corte dei Conti Toscana, Sezione di controllo - Decisione 11/05/2005
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
L’esclusione degli incarichi conferiti ai sensi della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. dall’ambito di operatività della Legge Finanziaria 2005 (art. 1, comma 42, L. n. 311/04) va interpretata solo con riferimento agli incarichi professionali di progettazione, direzione lavori e collaudo e non agli incarichi di studio o di ricerca o alle consulenze conferiti a soggetti estranei in materia di lavori pubblici. Ciò in quanto, per i comuni canoni ermeneutici, l’eccezione ivi prevista per gli incarichi conferiti ai sensi della legge n. 109/94 non si ritiene suscettibile di interpretazione estensivo - analogica.Conseguentemente, ai sensi dell’art. 17 della citata legge n. 109/1994 e s.m., le prestazioni escluse dalla disciplina dettata dalla legge finanziaria sono solo quelle relative: alla progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva (comprensive naturalmente delle specifiche attività indicate nell’art. 16 , commi 3, 4 e 5 della medesima legge), alla direzione dei lavori ed agli incarichi di supporto tecnico amministrativo alle attività del responsabile unico del procedimento e del dirigente competente alla formazione del programma triennale dei lavori pubblici. L’affidamento all’esterno degli incarichi di progettazione e delle attività tecnico amministrative connesse alla progettazione segue, infatti, la specifica disciplina dettata nei commi 10, 11 e 12 del medesimo art. 17 e presuppone in ogni caso, ai sensi del comma 4, la carenza in organico di personale tecnico, la difficoltà di rispettare i tempi della programmazione o di svolgere le funzioni di istituto ovvero lavori di speciale complessità o ancora la necessità di predisporre progetti integrali. L’affidamento all’esterno dei compiti di supporto all’attività del responsabile del procedimento è, invece, disciplinato dall’art. 7, comma 5, della medesima legge n. 109/1994 e s.m., che richiama le procedure e le modalità previste dal D.Lgs. n. 157/1995 e presuppone carenze accertate di organico ovvero la difficoltà nel reperimento delle adeguate competenze professionali in relazione alle caratteristiche dell’intervento. Non risulta in ogni caso possibile affidare all’esterno i compiti del responsabile unico del procedimento e del dirigente competente alla formazione del programma triennale dei lavori pubblici. Il fine delle collaborazioni esterne, consistente nello svolgimento di funzioni che supportano l’ente ma non sostituiscono il lavoro del personale, non consente di attribuire mediante incarichi esterni compiti di gestione e di rappresentanza che costituiscono attribuzioni tipiche dei funzionari e dirigenti comunali legati da un vincolo di subordinazione e incardinati nella pubblica amministrazione.(Parere 11 maggio 2005)
TAR Liguria, Sezione II - Sentenza 02/05/2005 n. 575
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
Deve ritenersi che il combinato dell’art. 17 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. e del d.m. 4 aprile 2001, recepito dal legislatore, abbiano introdotto il principio secondo cui anche il rimborso spese, come il corrispettivo, non può essere integralmente rinunciato dai partecipanti alle gare pubbliche per l’affidamento della progettazione.
TAR Piemonte, Sezione I - Sentenza 20/04/2005 n. 1070
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
L’art. 30 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. consente alle Amministrazioni destinatarie di richiedere una cauzione unicamente nelle gare per l’affidamento dell’esecuzione di lavori, mentre per quelle che hanno per oggetto l’affidamento dei (soli) incarichi di progettazione esse possono chiedere esclusivamente la prestazione di una copertura assicurativa per la responsabilità civile e professionale per i rischi derivanti dallo svolgimento delle attività di competenza.
TAR Piemonte, Sezione I - Sentenza 23/03/2005 n. 650
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
L’art. 66, lett. c), del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., recante il Regolamento di attuazione della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. (legge quadro in materia di lavori pubblici) nella parte in cui prescrive che i concorrenti devono provare di possedere il requisito di ammissione costituito “dall’avvenuto svolgimento negli ultimi dieci anni di due servizi di cui all’articolo 50, relativi ai lavori, appartenenti ad ognuna delle classi e categorie dei lavori cui si riferiscono i servizi da affidare, individuate sulla base delle elencazioni contenute nelle vigenti tariffe professionali, per un importo totale non inferiore ad un valore compreso fra 0,40 e 0,80 volte l’importo stimato dei lavori da progettare”, deve essere interpretato nel senso che i partecipanti alla gara devono provare di aver svolto nel decennio precedente almeno due servizi “di punta” ricomprendenti tutte le classi e categorie di lavori oggetto dell’appalto, per i valori indicati dalla legge.Nel caso in cui il concorrente allega alla sua domanda di ammissione la prova di aver svolto più servizi che complessivamente coprono tutte le classi e categorie oggetto dell’appalto, ma nessuno che individualmente li comprendesse tutti, tale elemento non vale a soddisfare la prescrizione del sopra citato art. 66, lett. c), del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., dato che, contrariamente opinando, la relativa prescrizione si tradurrebbe in una “illogica duplicazione del requisito prescritto dalla precedente lett. b) dello stesso articolo (avvenuto espletamento negli ultimi dieci anni di servizi di cui all’articolo 50, relativi a lavori appartenenti ad ognuna delle classi e categorie dei lavori cui si riferiscono i servizi da affidare, individuate sulla base delle elencazioni contenute nelle vigenti tariffe professionali, per un importo globale per ogni classe e categoria variabile tra 2 e 4 volte l’importo stimato dei lavori da progettare).
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 16/03/2005 n. 1075
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
Con l’art. 17, comma 14quinquies, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., il legislatore, nell’escludere “le relazioni geologiche” dalle attività che il progettista può affidare in subappalto, ha perseguito un’esigenza di tutela dell’amministrazione, che è meglio garantita dalla instaurazione di un rapporto diretto con il professionista (sia pur attraverso la sua partecipazione ad un raggruppamento temporaneo od altra forma associativa), ma lo ha fatto in via mediata attraverso una delimitazione delle attività professionali che possono esprimersi nella forma del subappalto. Il rispetto del divieto di subappalto non è affatto assicurato dalla circostanza che il bando si limiti a chiedere genericamente agli aspiranti concorrenti di indicare preventivamente i nomi dei professionisti che svolgeranno i singoli servizi, perché ciò non chiarisce, neppure in via indiretta (cioè ponendo un esplicito divieto di subappalto), le modalità mediante le quali può essere definito il rapporto giuridico tra il progettista ed il geologo che sarà incaricato di redigere la relazione geologica. Modalità che, una volta escluso il subappalto, si riducono, tenuto conto delle diverse tipologie di soggetti che possono essere incaricati della progettazione stabilite dal medesimo articolo 17, comma 1, o nell’inclusione del geologo nelle associazioni, nel raggruppamento temporaneo e nella società di professionisti ovvero nella incardinazione stabile del medesimo nella società di ingegneria.
TAR Marche - Sentenza 04/02/2005 n. 128
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
Il coinvolgimento nell’attività di progettazione dell’intervento contribuisce a dare luogo ad una situazione di incompatibilità non solo ai fini della partecipazione al pubblico appalto indetto per l’affidamento dell’intervento progettato, ma anche ai fini della esecuzione degli stessi lavori in subappalto, poiché quello che il legislatore vuole evitare è che si realizzi una qualsiasi commistione tra progettista dei lavori pubblici ed esecutore degli stessi, che può rivelarsi astrattamente pregiudizievole della par condicio dei concorrenti aspiranti all’affidamento dell’intervento e potenzialmente dannoso per la stazione appaltante interessata a che la scelta del contraente si realizzi sulla base di una libera concorrenza dei partecipanti alla gara che, non vi è dubbio, è destinata ad essere alterata nel caso in cui una delle ditte partecipanti sia a conoscenza di tutte le problematiche approntate in sede progettuale.
Consiglio di Stato, Sezione IV - Sentenza 12/01/2005 n. 43
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
Nelle gare aventi ad oggetto l’affidamento di incarichi di progettazione di lavori pubblici, l’art. 64, comma 6, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. stabilisce modalità di attuazione della procedura di verifica della congruità con riferimento all’offerta economicamente più vantaggiosa diverse da quelle previste nell’art. 25 del D.Lgs. 17 marzo 1995, n. 157 cui, in via generale, fa rinvio l’art. 17, comma 10, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., ai fini dell’espletamento di dette gare. Tali modalità differiscono nella individuazione delle offerte che devono essere assoggettate a verifica. Dette offerte, nella prima norma, sono quelle in cui “i punti relativi al prezzo e la somma dei punti relativi agli altri elementi di valutazione sono pari o superiori ai quattro quinti dei corrispondenti punti massimi previsti dal bando di gara”, mentre, nella seconda norma, sono quelle “che presentano una percentuale di ribasso che superi di un quinto la media aritmetica dei ribassi delle offerte ammesse, calcolata senza tener conto delle offerte in aumento”. Le due norme, pur concernendo entrambe le modalità di svolgimento delle gare per l’affidamento di incarichi di progettazione di lavori pubblici, hanno un ambito di applicazione diverso. La prima, disposizione, infatti, inserita nel Capo IV del Titolo TITOLO IV (“Affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria”) del citato D.P.R. n. 554/99 e s.m., riguarda le sole gare relative all’“Affidamento dei servizi di importo inferiore al controvalore in Euro di 200.000 DSP” - e cioè le gare di valore inferiore alla c.d. “soglia” comunitaria, - per le quali è l’unica procedura di verifica delle offerte anomale possibile e legittima. La seconda disposizione, invece, in virtù del rinvio che il citato art. 17 contiene alle disposizioni del D.Lgs. n. 157/95 (che, com’è noto, reca disposizioni di “Attuazione della direttiva 92/50/CEE in materia di appalti pubblici di servizi”), concerne, con tutta evidenza, le sole procedure per l’aggiudicazione degli appalti di siffatti servizi “il cui valore di stima, al netto dell’IVA, al momento della pubblicazione del bando, è uguale o superiore al controvalore in euro di 200.000 diritti speciali di prelievo” (art. 1, comma 1, del citato D.Lgs. n. 157/95). Le due norme differiscono tra loro anche quanto all’ambito di discrezionalità, che lasciano alle amministrazioni aggiudicatrici nell’applicazione della rispettiva disciplina di verifica delle offerte anormalmente basse. La prima disposizione, nello stabilire che “le stazioni appaltanti possono prevedere nel bando la procedura di verifica della congruità dell’offerta economicamente più vantaggiosa”, com’è evidente dal tenore letterale della norma, lascia alle stesse la decisione se attuare o meno, nella specifica gara, la suddetta procedura (che, in caso positivo, si attuerà secondo le successive prescrizioni), così che, in caso di mancato esercizio della “facoltà”, a dette gare non si applicherà, poi, alcuna procedura di tal fatta (del resto, versandosi fuori dell’ambito comunitario, non è configurabile alcun contrasto tra la stessa ed i principi o le disposizioni delle direttive comunitarie in materia di appalti ). La seconda disposizione, invece, rende, per così dire, “automatica” e dovuta detta procedura di verifica, che deve ritenersi applicabile anche in assenza di espresso richiamo nelle disposizioni di gara.Erroneamente l’amministrazione, per una gara di servizi di progettazione di importo superiore alle soglie comunitarie, fa applicazione della previsione dell’art. 64, D.P.R. n. 554/1999 e s.m., atteso che, trattandosi di gara di rilievo comunitario, l’unica disciplina applicabile è quella di cui all’art. 25 del D.Lgs. n. 157/95. Tale errata interpretazione del quadro normativo di riferimento non autorizza peraltro l’amministrazione a disapplicare la pur erronea ed illegittima, ma esplicita, previsione della lex specialis. Alla stregua dei principi generali, secondo cui l’Amministrazione appaltante è vincolata, nello svolgimento delle procedure di gara (e dunque anche della particolare procedura di valutazione delle offerte anomale), dalle disposizioni che provengano da una fonte normativa e dalle prescrizioni (non vaghe, né generiche) contenute nel bando di gara formato per l’aggiudicazione del relativo contratto (sì che alle stesse deve essere data puntuale esecuzione nel corso della procedura, senza che in capo all’organo amministrativo residui alcun margine di discrezionalità in ordine al rispetto della disciplina del procedimento) e in considerazione che, nel caso (che ricorre appunto nella fattispecie) che con la lex specialis l’Amministrazione si sia pur illegittimamente autovincolata mediante esplicito rinvio ad una fonte normativa, il bando stesso (in quanto, appunto, legge della gara) non è suscettibile di disapplicazione né da parte dell’Amministrazione né da parte del Giudice (dovendo esso essere invece eliminato previamente dal mondo giuridico in sede di autotutela od in sede giurisdizionale previa impugnazione, con ricorso incidentale radicato nel giudizio proposto da chi invece l’applicazione della regola del bando invochi), deve conclusivamente ritenersi che l’offerta, incontestatamente collocantesi fuori dall’area di verifica come individuata dal citato art. 64 richiamato dal bando, alla stessa non dovesse essere assoggettata.
TAR Sardegna, Sezione I - Sentenza 03/01/2005 n. 2
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
Atteso che il R.D. 23/10/1925 n. 2357 (regolamento per le professioni di ingegnere e di architetto) stabilisce, all’art. 52, comma 2, che “le opere di edilizia civile che presentano rilevante carattere artistico ed il restauro e il ripristino degli edifici contemplati dalla L. 20 giugno 1909 n. 364 (normativa poi trasfusa nella L. 1/6/1939 n. 1089 prima, nel D.Lgs. 29/10/1999 n. 490 poi, ed infine nel D.Lgs. 22/1/2004 n. 42), per le antichità e le belle arti, sono di spettanza della professione di architetto, ma la parte tecnica può essere compiuta tanto dall’architetto quanto dall’ingegnere” (cfr., da ultimo, Cons. Stato, VI Sez., 30/4/2002 n. 2303), nel caso in cui bando e disciplinare di gara richiedono, a pena di esclusione, che i professionisti incaricati di redigere il progetto, siano, tra l’altro, in possesso dell’abilitazione alla progettazione di immobili vincolati ai sensi del D.Lgs. n. 490/99, non sembra dubbio che l’intendimento della stazione appaltante sia quello di richiedere la presenza di un architetto fra i professionisti incaricati della progettazione. E ciò senza che, in contrario, possa rilevare né che nel caso di specie il progetto da redigere sia soltanto quello esecutivo, dato che anche questo presenta margini, seppur molto ristretti, per il compimento di scelte progettuali, né che i lavori da appaltare consistano in un mero intervento di recupero e manutenzione straordinaria, non essendovi ragioni per escludere tali tipologie di intervento da quelle riservate alla competenza degli architetti, tenuto anche conto che il comma in questione contempla esplicitamente le attività di restauro e ripristino.
TAR Umbria, Sezione Perugia - Sentenza 23/12/2004 n. 815
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
In materia di studi professionali associati, costituiti in forma non di società, ma di associazione non riconosciuta, il patto associativo riguarda essenzialmente i rapporti interni fra gli associati (ad es. con riferimento alla gestione comune dei costi e dei ricavi, alla reciproca collaborazione e simili) ma non incide sul principio che il mandato professionale è conferito personalmente al singolo associato (o eventualmente anche a ciascuno di loro) e non già impersonalmente all’associazione. Si può anche ammettere che l’associazione come tale possa essere titolare di rapporti giuridici (ad esempio, per quanto riguarda il contratto di lavoro dei collaboratori dipendenti oppure il contratto di affitto dei locali, gli acquisti di servizi e forniture, e che con riferimento a tali rapporti essa sia rappresentata dal soggetto cui è conferita la relativa funzione), ma ciò non toglie che la qualità di parte nel rapporto professionale possa essere assunta solo da uno o più dei professionisti associati, eventualmente anche da tutti, ma non dall’associazione in quanto tale. In tale situazione, si deve concludere che legittimamente l’amministrazione appaltante ha ritenuto che le dichiarazioni da presentare in sede di gara dovessero essere sottoscritte personalmente da ciascuno dei professionisti e che non fosse sufficiente la sottoscrizione di uno solo nella dichiarata qualità di legale rappresentante dell’associazione.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione I - Sentenza 29/11/2004 n. 22487
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
L’ingegnere, l’architetto od il geometra, nell’espletamento dell’attività professionale - sia questa configurabile come adempimento di una obbligazione di risultato o di mezzi - è comunque obbligato, a norma dell’art. 1176 c.c., ad usare la diligenza del buon padre di famiglia, con la conseguenza che l’irrealizzabilità dell’opera, per erroneità o inadeguatezza (anche per colpa lieve) del progetto affidatogli, costituisce inadempimento dell’incarico ed abilita il committente a rifiutare di corrispondere il compenso, avvalendosi dell’eccezione di inadempimento di cui all'articolo 1460 c.c..
Consiglio di Stato, Sezione IV - Sentenza 02/11/2004 n. 7069
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
Non sussiste legittimazione ad ottenere copia della documentazione di gara relativa ad un concorso di progettazione da parte di chi abbia partecipato, a titolo di collaborazione professionale, alla redazione di uno dei progetti partecipanti al concorso. Ciò in virtù del principio per cui l’accesso agli atti della Pubblica Amministrazione è consentito soltanto a coloro ai quali gli atti stessi, direttamente o indirettamente, si rivolgono e che se ne possano eventualmente avvalere per la tutela di una posizione soggettiva che, anche se non deve assumere necessariamente la consistenza dell’interesse legittimo o del diritto soggettivo, deve essere, però, giuridicamente tutelata non potendo identificarsi con il generico ed indistinto interesse di ogni cittadino al buon andamento dell’attività amministrativa.
TAR Campania, Sezione II Napoli - Sentenza 06/09/2004 n. 11652
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
Nella gara per l’affidamento dell’incarico professionale per la progettazione preliminare di lavori trova applicazione l’art. 55 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., il quale stabilisce che la commissione giudicatrice per il concorso di idee, per il concorso di progettazione e per gli appalti di servizi è composta da un numero di membri tecnici non inferiore a tre, esperti nella materia oggetto del concorso o dell’appalto, di cui almeno uno dipendente della stazione appaltante.Il requisito di membro tecnico esperto nella materia oggetto del concorso, è posseduto da coloro che abbiano i requisiti professionali per poter essi stessi effettuare le progettazioni oggetto della gara nonché i requisiti minimi richiesti dal bando per potere quantomeno partecipare alla gara. I membri tecnici della Commissione giudicatrice ex art. 55 del citato D.P.R. n. 554/1999, insomma, devono avere la qualificazione professionale e la competenza tecnica per selezionare il professionista a cui conferire l’incarico di progettazione dovendo esprimere un giudizio sulle capacità e sulle modalità di progettare da parte degli offerenti. La ratio della previsione della norma regolamentare in esame, pertanto, è quella di garantire la presenza all’interno delle Commissioni di un numero minimo di professionisti in possesso della professionalità e delle capacità tecniche necessarie per poter adeguatamente effettuare un esame di merito tra le proposte di progettazione presentate. Non riveste i requisiti di membro tecnico esperto nella materia oggetto dell’appalto il direttore generale. L’illegittimità della nomina della Commissione comporta la conseguente illegittimità di tutti i successivi atti della procedura e, in particolare, della conclusiva determinazione dirigenziale di approvazione dei verbali di gara e di conferma dell’aggiudicazione.
TAR Sardegna, Sezione I - Sentenza 26/07/2004 n. 1166
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
Com’è noto, il vigente sistema di ripartizione delle competenze tra organi politici ed organi burocratici degli enti pubblici si ispira al principio per cui ai primi spettano i poteri di indirizzo e controllo politico-amministrativo, mentre ai secondi compete la gestione amministrativa, finanziaria e tecnica. Alla luce di tale principio, l’art. 107, comma 2, del D.Lgs. 18/8/2000 n. 267, (testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali) assegna “ai dirigenti tutti i compiti, compresa l’adozione degli atti e provvedimenti amministrativi che impegnano l’amministrazione verso l’esterno, non ricompresi espressamente dalla legge o dallo statuto tra le funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo degli organi di governo dell’ente o non rientranti tra le funzioni del segretario o del direttore generale, di cui rispettivamente agli articoli 97 e 108”. Deve, pertanto, ritenersi che spetti ai dirigenti il potere di dettare ed eventualmente modificare, il regolamento di gara relativo alle procedure concorsuali. (Nel caso di specie, la proroga dei termini di presentazione dei progetti è stata decisa con deliberazione adottata dalla Giunta municipale, organo indiscutibilmente incompetente, alla stregua delle richiamate disposizioni normative, ad emanare l’atto di che trattasi).
TAR Calabria, Sezione Catanzaro - Sentenza 19/07/2004 n. 1641
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
Rientra nella competenza del dirigente di settore l’affidamento dell’incarico di progettazione dei lavori di interesse comunale a professionisti esterni. La decisione di affidare un incarico di progettazione all’esterno della struttura dell’ente, infatti, configurando valutazioni sorrette da elementi esclusivamente tecnici, non costituisce un atto di indirizzo politico riservato per legge agli organi collegiali di natura politica, ma rientra nelle attribuzioni dei dirigenti, in quanto responsabili della attività procedimentale e di gestione dell’Ente.
TAR Campania, Sezione Salerno - Sentenza 30/06/2004 n. 1652
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
E’ da escludersi in modo certo che dal comma 12 dell’art. 17 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. derivi che, per le gare relative all’affidamento di incarichi di progettazione e di direzione dei lavori di importo inferiore a 100.000 euro, la competenza sia attribuita all’organo politico-amministrativo. La citata disposizione legislativa stabilisce, in realtà, che la stazione appaltante deve procedere alla scelta del contraente “per il tramite del responsabile del procedimento” e, pertanto, il solo tenore letterale della norma è già sufficiente ad escludere la competenza in materia della Giunta Municipale. Peraltro, se si legge la medesima disposizione legislativa con riferimento al quadro di principio e normativo, come i canoni di corretta ermeneutica esigono, non può sorgere dubbio che in materia la competenza non è attribuita alla Giunta Municipale ma al Dirigente dell’Ufficio. E’ viziato per difetto di motivazione il provvedimento che non esplicita l’iter logico seguito che ha indotto l’Amministrazione a conferire l’incarico professionale, limitandosi ad esporre elementi generici che non danno conto della scelta operata, e ciò soprattutto con riguardo alla comparazione dei titoli esibiti dagli altri partecipanti alla gara ed alle preferenze previste dal bando di gara.
TAR Liguria, Sezione II - Sentenza 05/05/2004 n. 658
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
In una gara di progettazione legittimamente l’offerta di ribasso del 100% è ritenuta inammissibile, in ragione della sua formulazione letterale, non potendosi condividere la tesi secondo la quale detta offerta dovrebbe essere “interpretata” come massimo ribasso rispetto alle tariffe minime inderogabilmente fissate per legge. Tale ardita tesi implica che incomberebbe in capo alla Commissione giudicatrice un dovere di “reinterpretare” le offerte presentate dai concorrenti in modo da renderle conformi a prescrizioni inderogabili di legge - al fine di assicurarne l’ammissibilità alla gara - dovere che non trova alcun fondamento nel vigente sistema degli appalti pubblici, anzi contrasta con il principio di immodificabilità dell’offerta ad opera della Pubblica Amministrazione, nonché con il principio di responsabilità, che incombe sull’impresa che partecipa ad una gara pubblica, della chiarezza e completezza delle dichiarazioni rese in tale procedimento, in particolare in relazione a quelle (come nel caso dell’offerta economica) coperte da divieto di immodificabilità ad opera della Commissione.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 01/12/2003 n. 7839
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
In una procedura di affidamento di incarichi di progettazione, concernente sia prestazioni strettamente attinenti alle professioni di ingegnere, architetto e geologo, e quindi necessariamente da compensare secondo gli onorari previsti dalle rispettive tariffe professionali e dalle relative leggi, sia prestazioni non previste da alcuna tariffa professionale (quali rilievi topografici e sondaggi geognostici) è legittima l’aggiudicazione ad un’offerta con un ribasso unico superiore al 20% quando tale ribasso sia il risultato della combinazione tra il ribasso applicato alle prestazioni non previste dalla tariffa professionale e quello applicato alle prestazioni previste dalle predette tariffe, alla condizione che a queste ultime risulti comunque applicato un ribasso non superiore al 20%, massimo previsto dall’art. 17, comma 14quater, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m..
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 07/11/2003 n. 7130
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
L’impresa il cui direttore tecnico abbia partecipato alla progettazione dell’opera va esclusa ai sensi dell’art. 17, comma 9, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., che fa espresso divieto agli affidatari degli incarichi di progettazione, nonché ai loro dipendenti e collaboratori, di concorrere nelle gare per l’affidamento dell’esecuzione dei lavori progettati. Il legislatore, infatti, vietando a coloro che, direttamente o indirettamente, abbiano partecipato alla progettazione di concorrere nelle gare per l’affidamento dell’esecuzione dei lavori progettati ha voluto assicurare la massima autonomia e l’assoluta separazione tra attività di progettazione dei lavori e le attività esecutive degli stessi e, quindi, evitare che il redattore del progetto possa essere in modo diretto o indiretto anche l’esecutore dei lavori. Tale finalità risulta certamente frustrata nel caso in cui si verifichi una perfetta coincidenza tra il progettista e il direttore tecnico della società appaltatrice, atteso il ruolo centrale, di interlocutore per la società, che tale organo assume nell’esecuzione dei lavori appaltati e la particolare situazione in cui egli versa, essendo, al tempo stesso, anche il progettista dei lavori.
TAR Marche - Sentenza 19/09/2003 n. 1014
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
Atteso che la specifica qualificazione professionale costituisce un elemento necessario per la possibilità di partecipare alle gare per il conferimento dell’incarico di progettazione, se in un determinato Albo professionale sono iscritti professionisti con specializzazioni diverse, l’Amministrazione appaltante ha l’obbligo di verificare se alla progettazione da affidare in concreto è effettivamente competente il professionista indicato anche in relazione alla specializzazione di iscrizione, non potendosi ritenere di per sé sufficiente la sola iscrizione all’Albo professionale.
Consiglio di Stato, Sezione VI - Sentenza 04/04/2003 n. 1774
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
L’art.66, lett. d), D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., relativo alle gare di progettazione, laddove stabilisce che i requisiti economico - finanziari e tecnico - organizzativi di partecipazione alle gare di progettazione, sono definiti con riguardo «al numero medio annuo del personale tecnico utilizzato negli ultimi tre anni» va interpretato nel senso che il numero medio di dipendenti prescritto dal bando va calcolato distintamente per ciascun anno del triennio e deve essere posseduto per ognuno dei tre anni.
TAR Sardegna - Sentenza 03/04/2003 n. 397
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
Va annullato, per violazione dell’art.17, co.9, della legge 11 febbraio 1994, n.109 e s.m., il verbale di aggiudicazione provvisoria di un pubblico incanto per l’affidamento di lavori pubblici, nel caso in cui una delle imprese della costituenda associazione temporanea, aggiudicataria del contratto, risulti avere, come direttore tecnico, il progettista dell’opera da realizzare.La disposizione di cui all’art.17, co.9, della legge 11 febbraio 1994, n.109 e s.m., è stata dettata al palese scopo, da una parte, di evitare che il progettista possa essere condizionato, nella sua opera, dal rapporto con un’impresa interessata all’esecuzione dei lavori, con la possibilità di adottare soluzioni progettuali particolarmente gradite a quest’ultima, e, dall’altra, di evitare che il progettista, una volta assunto, come di norma, ai sensi dell'art.17, co. 14, della legge quadro), l’incarico di direttore dei lavori, si trovi in posizione di conflitto d’interessi con l’impresa con la quale collabora stabilmente.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 26/09/2002 n. 4938
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
Con l'art. 6, 2° comma, della legge 15 maggio 1997, n. 127, che ha modificato l'art. 51 della legge 8 giugno 1990, n. 142, è stata rimessa ai dirigenti "la responsabilità delle procedure d'appalto" (oltre alla presidenza delle relative commissioni valutatrici) e la stipula dei contratti; nell'ambito di tale attribuzione di competenze rientra non solo la responsabilità delle procedure d'appalto, ma anche il correlativo potere di approvazione per quanto attiene alla verifica tecnica e di legittimità degli atti di gara, a questa ricollegandosi quel perfezionamento dell'iter procedimentale al quale solo può riconnettersi la responsabilità piena del funzionario. Nel caso in cui, nel corso di una gara di progettazione, sia stata presentata una offerta contenente un ribasso di importo inferiore ai minimi tariffari di cui all'art. 4, co.12 bis, del d.l. n. 65/1989, convertito in legge n. 155/1989, l'offerta stessa deve essere direttamente esclusa per violazione di norme inderogabili; in particolare, nel caso di gara al di sotto della soglia comunitaria, non vi è alcun obbligo o onere, una volta constatata la violazione dei minimi tariffari stessi, di sottoporre l'offerta alla verifica dell'anomalia.
Consiglio di Stato, Sezione VI - Sentenza 30/08/2002 n. 4383
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
L'art. 17 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., che consente che l'attività di progettazione di opere pubbliche sia affidata, oltre che a singoli professionisti, anche a società di professionisti e a società di ingegneria e impone che la responsabilità e la direzione della redazione del progetto sia assunta da una persona fisica munita del prescritto titolo professionale e iscritta nel relativo albo, si riferisce ai soli progetti di lavori e opere pubbliche, e non può pertanto trovare applicazione diretta ai progetti di piani territoriali.
Corte di Cassazione, sezione penale, Sezione III 20/01/1998 n. 592
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
Il reato di costruzione di opere in cemento armato senza che la progettazione e la direzione dei lavori siano state affidate a tecnici abilitati è configurabile a carico di chiunque commette, dirige o esegue le opere stesse.(Fattispecie relative a ritenuta responsabilità del committente al pari del direttore dei lavori e del costruttore).
TAR Napoli, Sezione I 03/11/1997 n. 2499
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
Ai sensi dell'art. 17, co. 14 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., e' illegittimo l'affidamento dell'incarico di direzione dei lavori ad un professionista diverso da quello gia' incaricato della redazione del progetto giacche' la priorita' del progettista nella nomina del direttore dei lavori, sancita dal comma 14, ha lo scopo di garantire alla Stazione appaltante un minor onere nella liquidazione dei compensi nonche' di semplificare l'individuazione delle responsabilita' professionali, per cui e' applicabile in ogni caso di progettazione esterna. Ai sensi dell'art. 32 lett. f), legge 8 giugno 1990, n. 142, e' illegittima la deliberazione del Consiglio comunale che conferisce ad un professionista l'incarico di direttore dei lavori, trattandosi di atto di ordinaria amministrazione di competenza della Giunta comunale.
TAR Firenze, Sezione I 03/07/1997 n. 322
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
Ai sensi della disciplina introdotta con la legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., le opere destinate ad attività delle Forze armate o dei Corpi di polizia per la difesa della Nazione o per i compiti d'istituto, nei casi in cui sono richieste misure speciali e di segretezza, o quando lo esiga la protezione degli interessi essenziali della sicurezza dello Stato, possono essere eseguite in deroga alle disposizioni relative alla pubblicità delle procedure di affidamento dei lavori pubblici e, in tali ipotesi, il regolamento determina i casi nei quali debbono svolgersi gare informali e le modalità delle stesse, i criteri di individuazione dei concorrenti ritenuti idonei all'esecuzione dei lavori nonché le relative procedure; pertanto, le dette opere sono sottratte al regime ordinario in materia di lavori pubblici previsto dalla legge n. 109 del 1994 cit. (e dalla successiva legge di modifica 2 giugno 1995 n. 216), non solo per quanto riguarda le forme di pubblicità, ma anche per quanto concerne lo stesso meccanismo di selezione delle offerte ed i criteri di individuazione dei soggetti idonei all'esecuzione dei lavori.
Corte dei Conti, Sezione Contr. 30/04/1997 n. 66
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
In tema di appalto delle opere pubbliche, in cui le regole della trasparenza e della concorrenzialità non possono subire deroghe di alcun genere, non possono perpetrarsi commistioni tra l'esecutore della progettazione e quello dell'opera, ostando in proposito il principio cardine di separazione tra progettazione ed esecuzione dei lavori sancito sia dal previgente ordinamento e sia dall'attuale della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m.(art. 9, primo comma).
Consiglio di Stato 12/03/1997 n. 328
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
La convenzione di affidamento stipulata tra una Pubblica amministrazione ed una Società avente ad oggetto l'attività di supporto tecnico per l'istruttoria di progetti nel settore idrico (finanziabili con il concorso comunitario) deve correlare i relativi compensi al grado di avanzamento dell'attività svolta per ogni singolo progetto.La convenzione di affidamento stipulata tra una Pubblica amministrazione ed una Società avente ad oggetto l'attività di supporto tecnico per l'istruttoria di progetti nel settore idrico (finanziabili con il concorso comunitario) deve prevedere all'inizio dell'attività, la preventiva stesura obbligatoria - mediante apposita clausola - del programma operativo (da sottoporre ad approvazione ministeriale) di suddivisione dei progetti rispetto al grado di difficoltà della correlata istruttoria, previa comunicazione, per ciascuno di essi, di generalità e qualificazione professionale del personale addetto.La convenzione di affidamento stipulata tra una Pubblica amministrazione ed una Società avente ad oggetto l'attività di supporto tecnico per l'istruttoria di progetti nel settore idrico finanziabili (con il concorso comunitario) deve prevedere espressamente - in caso di eventuali ritardi o difformità nell'esecuzione delle prestazioni - l'imposizione di penali a carico della medesima Società.