Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "importo inferiore a 40.000 euro (100.000 euro dal 18 agosto 2002)"

TAR Campania, Sezione II Napoli - Sentenza 10/01/2007 n. 225
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3.5
Ad opera della cd. legge comunitaria 2004 si è imposta un’ulteriore riscrittura dell’art. 17, comma 12, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. a seguito dei rilievi formulati dalla Commissione Europea nei confronti dell’Italia nella procedura di infrazione n. 2001/2128, ove è stata censurata la mancata previsione di alcun onere minimo di messa in concorrenza oltre all’assenza di idonee forme di pubblicità. Tali principi di derivazione comunitaria, con particolare riferimento a quelli di parità di trattamento e di trasparenza, recepiti nel nuovo testo della norma in questione, impongono, tra l’altro, sia la previa individuazione di criteri obiettivi nella valutazione delle offerte sia l’obbligo della stazione appaltante di motivare la scelta effettuata sulla base degli stessi, onde consentire il controllo sull’imparzialità della procedura di aggiudicazione (cfr., T.A.R. Campania, Sez. II, 23 giugno 2006, n. 7153). La novella apportata con la legge n. 62/2005, dunque, “impone alle stazioni appaltanti l’esperimento di una procedura di tipo competitivo e comparativo per l’individuazione del professionista” (determinazione dell’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici n. 1 del 19 gennaio 2006, pubblicata sulla G.U. n. 37 del 14 febbraio 2006). Ed invero, i principi di trasparenza e di par condicio esigono la preventiva fissazione e pubblicità dei criteri da utilizzare per la valutazione delle domande, in modo da consentire ai partecipanti di modulare l’istanza in aderenza ai requisiti ivi indicati e di consentire l’oggettiva verificabilità delle regole disciplinatrici del confronto.
TAR Puglia, Sezione I Bari - Sentenza 22/08/2006 n. 3030
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3.5
La lex specialis impone all’amministrazione la stretta osservanza delle sue prescrizioni, con la conseguenza che le regole di gara sono indifferenti alle modifiche sopravvenute del sistema normativo vigente. L’amministrazione, pertanto, come già chiarito dalla giurisprudenza amministrativa (cfr. Cons. Stato, decisioni della Sez. V, 3 ottobre 2002, n. 5206; 18 sett. 2002, n. 4752; 21 giugno 2002, n. 3404), è tenuta nella conduzione della procedura ad applicare le regole del bando anche in caso di sopravvenuta abrogazione ovvero di modifica della disciplina vigente al momento della sua adozione, essendole precluso derogare al regolamento di gara così come cristallizzato, quand’anche divenuto medio tempore difforme dallo ius superveniens.Conseguentemente, laddove in relazione al momento della pubblicazione degli avvisi per l’affidamento di incarichi di progettazione debba ritenersi in vigore il testo dell’art. 17, comma 12, della legge quadro sui lavori pubblici come risultante dalle modifiche apportate dalla legge n. 166 del 1 agosto 2002, e non il testo successivamente novellato dal comma 5 dell’art. 24 della legge 18 aprile 2005, n. 62 (legge quest’ultima entrata in vigore il 12 maggio 2005), è necessario fare riferimento, ratione temporis per l’appunto, alla modifica apportata dalla legge 166/2002, in cui viene a chiare lettere richiamato l’elemento fiduciario.Ciò premesso, va osservato al riguardo che per gli incarichi di ultima fascia (ossia sotto la soglia di 100.000 euro stabilita dalla citata legge n. 166/02) comprensibili esigenze di semplificazione amministrativa consentivano alla stazione appaltante l’affidamento a soggetti di fiducia, assolti i soli oneri della verifica dell’esperienza e della capacità professionale nonché della motivazione in relazione al progetto da affidare, senza prescrivere l’esperimento di una formale procedura di aggiudicazione né dettagliati adempimenti preliminari né puntuale determinazione di specifici criteri di scelta da parte della stazione appaltante. Pertanto, stante la suddetta disciplina, relativamente a siffatti incarichi, sono da ritenersi legittime le clausole degli avvisi pubblici, disponenti che non si poneva in essere alcuna procedura concorsuale o paraconcorsuale e che non si prevedeva l’attribuzione di un punteggio. Quanto alla motivazione dei suddetti incarichi, sempre alla luce della modifica apportata dalla legge n. 166/02 al tempo vigente, che sull’elemento “fiducia” faceva perno, si rileva che lo stesso obbligo motivazionale perde di consistenza o quanto meno vede di molto attenuata la sua valenza. Poiché, infatti, la disposizione al tempo vigente nel richiedere agli aspiranti la produzione dei propri curricula non ne faceva derivare la necessità di stilare apposita graduatoria valutativa, che sarebbe stata in contrasto con la scelta fiduciaria, ossia ampiamente discrezionale e non vincolata, il curriculum prodotto era sostanzialmente finalizzato alla verifica non già comparativa, ma nel singolo, di esperienza e capacità professionale in relazione alla progettazione da affidare. In altri termini il prescelto doveva essere idoneo allo svolgimento dell’incarico e solo in detti limitatissimi ambiti andava resa la motivazione.
TAR Campania, Sezione II Napoli - Sentenza 24/06/2006 n. 7153
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3.5
Già con riguardo alla previgente formulazione dell’art. 17, comma 12, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. (come sostituito dall’art. 7, comma 1, della legge n. 166/2002) la giurisprudenza amministrativa, pur rilevando che per l’affidamento “fiduciario” non è richiesta una comparazione analitica e puntuale dei curricula di tutti i professionisti concorrenti, nondimeno esigeva di esplicitare la motivazione della scelta sulla base di una previa verifica dell’esperienza e della capacità professionale dei professionisti (in termini, cfr. Consiglio di Stato, Sezione V, 10 febbraio 2004, n. 500; T.A.R. Campania, Sezione II, 3 marzo 2005, n. 1547; T.A.R. Reggio Calabria, 5 maggio 2005, n. 375). I principi di derivazione comunitaria, con particolare riferimento a quelli di parità di trattamento e di trasparenza, recepiti nel nuovo testo della norma in discussione ad opera della cd. legge comunitaria 2004, impongono sia la previa individuazione di criteri obiettivi nella valutazione delle offerte sia l’obbligo della stazione appaltante di motivare la scelta effettuata sulla base degli stessi, onde consentire il controllo sull’imparzialità della procedura di aggiudicazione. Vanno, altresì, condivise sul punto le considerazioni svolte dall’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, la quale ha concluso nel senso che la novella apportata con la legge n. 62/2005 “impone alle stazioni appaltanti l’esperimento di una procedura di tipo competitivo e comparativo per l’individuazione del professionista” (determinazione n. 1 del 19 gennaio 2006, pubblicata sulla G.U. n. 37 del 14 febbraio 2006). Pertanto, illegittimamente il Comune non fissa previamente i criteri di giudizio e non effettua alcuna valutazione comparativa né in alcun modo estrinseca le ragioni della scelta in sede di affidamento.
TAR Calabria, Sezione II Catanzaro - Sentenza 16/01/2006 n. 21
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3.5
L’art. 17, comma 12, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., nel testo risultante dalla modifica introdotta dall’art. 24 della legge n. 62/2005, secondo cui, per l’affidamento di incarichi di progettazione ovvero della direzione dei lavori di importo stimato inferiore a 100.000 euro, le stazioni appaltanti, per il tramite del responsabile del procedimento, possono procedere all’affidamento “nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza”, sebbene non introduca una nuova procedura concorsuale tipica, essendo ispirata da intenti di semplificazione e speditezza dell’azione amministrativa, impone alle stazioni appaltanti di procedere agli affidamenti nel rispetto dei principi, di chiara ispirazione comunitaria, di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza. Detti principi, impongono senz’altro alle stazioni appaltanti di dare adeguata pubblicità ai criteri di valutazione prescelti, di garantire la massima partecipazione alla procedura selettiva, di procedere alla scelta dell’affidatario sulla base di una valutazione comparativa dei curricula pervenuti e di motivare in ordine alle ragioni della scelta medesima. Ne consegue che, pur nell’ottica della massima semplificazione e speditezza correlata al limitato importo dell’incarico da affidare, le stazioni appaltanti non possono prescindere per gli affidamenti dall’osservanza di una procedura di evidenza, esternando adeguatamente, nel rispetto del principio di trasparenza, le ragioni sottese alla scelta dell’affidatario. Deve pertanto ritenersi illegittimo l’operato dell’Amministrazione, che non ha proceduto ad una valutazione comparativa tra i curricula dei candidati né tanto meno palesato, mediante adeguata motivazione, l’iter logico seguito per accordare preferenza ai candidati prescelti, laddove, dalla motivazione del provvedimento si evince esclusivamente che gli stessi avevano maturato l’esperienza e la capacità professionale idonea all’espletamento dell’incarico, ma nulla si dice in ordine alle ragioni della preferenza rispetto agli altri candidati, con ciò risultando, pertanto, essere stata completamente omessa l’obbligatoria fase di valutazione comparativa tra i candidati, avendo la stazione appaltante compiuto la scelta mettendo a fuoco esclusivamente i requisiti professionali dei soggetti affidatari.
Consiglio di Stato, Sezione IV - Sentenza 09/11/2005 n. 6260
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3.5
L’art. 19, comma 1ter, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 - nel testo modificato dalla legge 1 agosto 2002, n. 166 - prevede che l’appaltatore che partecipa ad un appalto integrato deve possedere i requisiti progettuali previsti dal bando o deve avvalersi di un progettista qualificato alla realizzazione del progetto esecutivo individuato in sede di offerta o eventualmente associato; il bando indica l’ammontare delle spese di progettazione esecutiva comprese nell’importo a base di appalto ed i requisiti richiesti al progettista, in conformità a quanto richiesto dalla normativa in materia di gare di progettazione. Tale normativa, nel caso di importo effettivo delle spese di progettazione inferiore a 100.000 euro, si rinviene nell’art. 17 della stessa legge quadro il quale, prevedendo al comma 12 che l’affidamento dell’incarico della progettazione di importo stimato inferiore a 100.000 euro avvenga nel rispetto dei princìpi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza, lascia in sostanza, per tale tipologia di incarichi, ampia discrezionalità alla Stazione appaltante in ordine ai criteri ed ai requisiti sulla base dei quali individuare il professionista.
TAR Lazio, Sezione II bis Roma - Sentenza 22/09/2005 n. 7307
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3.5
L’Albo dei professionisti di cui il Comune ritiene di dotarsi per l’affidamento di incarichi professionali di progettazione e direzione lavori di importo inferiore a 40.000 Euro, costituisce indubbiamente un valido ed efficace serbatoio di provvista dei professionisti di volta in volta necessari per la realizzazione delle varie opere pubbliche, ma non è ex se idoneo a dar contezza della precisa osservanza degli obblighi previsti dalla normativa regolamentare (art. 62, comma 1, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m.), che impone di dare adeguata pubblicità in ciascuna evenienza in cui debba procedersi all’affidamento dei servizi in argomento, vale a dire in occasione di ogni singolo affidamento. In effetti, la tenuta di un albo vale ad offrire, in via continuativa, all’Amministrazione una vasta platea di probabili aspiranti agli incarichi da conferire, ma non esaurisce il novero dei professionisti che possano eventualmente manifestare un precipuo interesse a candidarsi per l’affidamento di ogni specifico incarico. Trattasi, poi, di pubblicità ex ante ed ex post, giacché la norma si riferisce sia alla fase anteriore all’affidamento dell'incarico sia a quella successiva all’intervenuto affidamento. Pertanto, poiché l’affidamento di un incarico non può prescindere da un’adeguata pubblicizzazione e dal vaglio dei curricula degli aspiranti, è necessario pubblicare, nelle forme più idonee, non soltanto un avviso recante la comunicazione dell’incarico di progettazione, che l’Amministrazione intende affidare direttamente ad un professionista di fiducia, ma anche la determinazione dirigenziale con cui la redazione del progetto preliminare per la realizzazione dell’opera è affidata.
TAR Campania, Sezione II Napoli - Sentenza 24/03/2005 n. 2531
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3.5
La disposizione di cui all’art. 7, comma 1, della legge n. 166/2002, sostitutivo dell’art. 17, comma 12, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., recita: “Per l’affidamento di incarichi di progettazione ovvero della direzione dei lavori il cui importo stimato sia inferiore a 100.000 euro le stazioni appaltanti per il tramite del responsabile del procedimento possono procedere all’affidamento ai soggetti di cui al comma 1, lettere d), e), f) e g), di loro fiducia, previa verifica dell’esperienza e della capacità professionale degli stessi e con motivazione della scelta in relazione al progetto da affidare”. E’ evidente, pertanto, l’illegittimità del conferimento dell’incarico in oggetto, qualora non traspaia dalla deliberazione di Giunta – e tanto meno dalla proposta del responsabile dell’U.T.C. – alcuna “verifica” dell’esperienza e della capacità professionale dei vari tecnici e alcuna motivazione della scelta, in relazione alle concrete caratteristiche del progetto da affidare.La necessità di un corredo motivazionale della scelta dell’affidatario, oltre a risultare in maniera estremamente chiara dalla stessa lettera della legge, è stata affermata, in maniera inequivocabile, dalla giurisprudenza amministrativa, la quale ha precisato che l’Amministrazione deve motivare dando conto delle ragioni della preferenza accordata, in relazione agli indici di esperienza e specifica capacità professionale desunti dal curriculum del professionista prescelto, anche se non è richiesta una comparazione analitica e puntuale dei curriculum di tutti i partecipanti sulla base di criteri predeterminati (Cons. St., Sez. V, sent. n. 112 del 03-02-1999).
Consiglio di Stato, Sezione VI - Sentenza 16/03/2005 n. 1095
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3.5
Il primo comma dell’art. 62 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., nel sottrarre gli affidamenti degli incarichi di progettazione di valore inferiore alla soglia di 40.000 Euro al previo svolgimento della licitazione privata e alle connesse forme di pubblicità disposte dall’art. 80 dello stesso decreto, ha inteso rimettere alla discrezionalità della stazione appaltante l’individuazione della forma di pubblicità ritenuta più congrua. Pertanto, non può affermarsi apoditticamente che, in ogni caso, non possa parlarsi di “adeguata pubblicità”, se la pubblicazione non comprenda almeno un quotidiano a tiratura locale, dovendosi aver riguardo, invece, alle singole fattispecie concrete. Non è da trascurare, al riguardo, che l’art. 17, comma 12, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. prevedeva, per gli incarichi di progettazione di importo stimato inferiore ai 40.000 Euro, che le stazioni appaltanti potessero procedere all’affidamento a liberi professionisti o associazioni di professionisti di loro fiducia, senza, quindi, apposite formalità di gara. Ne consegue che non appare irragionevole la scelta della A.S.L., che, pur avendo deciso di effettuare una selezione per il conferimento dell’incarico, ha considerato sufficiente, stante il non elevato valore di esso (nella fattispecie, Euro 32.510,46), la pubblicazione dell’avviso al proprio Albo ed all’Albo pretorio del Comune, sia perché tale era l’iter procedurale suggerito dalla circolare ministeriale 7 ottobre 1996 n. 4488/UL per gli incarichi di siffatto importo, sia perché, oltre tutto, a tali forme tradizionali di pubblicità risulta affiancata, nella fattispecie, anche la contestuale pubblicazione sul sito Internet dell’Azienda. Quest’ultimo adempimento, sotto il profilo logico della “adeguatezza”, appare quanto meno equivalente, se non superiore, per capacità diffusiva, alla (genericamente) propugnata pubblicazione su un quotidiano locale di non predeterminata tiratura e penetrazione.
TAR Sicilia, Sezione I Palermo - Sentenza 14/03/2005 n. 377
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3.5
Nell’affidamento di incarichi di progettazione sussiste onere di motivazione che, oltre ad inquadrarsi simmetricamente con il principio generale di motivazione degli atti amministrativi sancito dalla legge n. 241/1990, non può logicamente che vertere sulle “qualità” del contraente che si ritiene di prescegliere (non essendo, altrimenti, dato comprendere a qual parametro la motivazione pretesa ex lege debba rapportarsi). Tale assunto è stato fatto proprio dalla costante giurisprudenza amministrativa, la quale ha avuto modo di affermare che, negli appalti di opere pubbliche, l’art. 62, comma 1, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. rende applicabile anche agli incarichi di direzione lavori, l’art. 17, comma 12, della 11 febbraio 1994, n. 109 (come sostituito dall’art. 6, della legge 18 novembre 1998, n. 415), il quale stabilisce che per gli incarichi di progettazione di importo inferiore a 40.000 euro le stazioni appaltanti devono verificare l’esperienza e la capacità professionale dei progettisti incaricati e motivarne la scelta in relazione al progetto da affidare, e quindi attraverso un sia pur sintetico confronto tra i curricula dei vari concorrenti. E’, pertanto, illegittimo il provvedimento che si limita ad affermare che tutti gli aspiranti possedevano i requisiti per l’affidamento dell’incarico, procedendo di seguito a prescegliere uno di essi senza chiarire, sia pur in modo sintetico e conciso, le ragioni di tale convincimento.
TAR Campania, Sezione I Salerno - Sentenza 01/10/2004 n. 1846
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3.5
La doglianza con cui si lamenta che l’incarico della redazione dei progetti preliminare, definitivo ed esecutivo, è stato affidato senza alcuna pubblicità preventiva è infondata quando, per la progettazione o direzione dei lavori di importo inferiore a 100.000 euro, le stazioni appaltanti procedono all’affidamento a tecnici di propria fiducia ai sensi dell’art. 17, commi 11 e 12, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m..
TAR Campania, Sezione Salerno - Sentenza 30/06/2004 n. 1652
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3.5
E’ da escludersi in modo certo che dal comma 12 dell’art. 17 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. derivi che, per le gare relative all’affidamento di incarichi di progettazione e di direzione dei lavori di importo inferiore a 100.000 euro, la competenza sia attribuita all’organo politico-amministrativo. La citata disposizione legislativa stabilisce, in realtà, che la stazione appaltante deve procedere alla scelta del contraente “per il tramite del responsabile del procedimento” e, pertanto, il solo tenore letterale della norma è già sufficiente ad escludere la competenza in materia della Giunta Municipale. Peraltro, se si legge la medesima disposizione legislativa con riferimento al quadro di principio e normativo, come i canoni di corretta ermeneutica esigono, non può sorgere dubbio che in materia la competenza non è attribuita alla Giunta Municipale ma al Dirigente dell’Ufficio. E’ viziato per difetto di motivazione il provvedimento che non esplicita l’iter logico seguito che ha indotto l’Amministrazione a conferire l’incarico professionale, limitandosi ad esporre elementi generici che non danno conto della scelta operata, e ciò soprattutto con riguardo alla comparazione dei titoli esibiti dagli altri partecipanti alla gara ed alle preferenze previste dal bando di gara.
TAR Basilicata - Sentenza 12/06/2004 n. 544
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3.5
E’ illegittimo il provvedimento di affidamento di incarico di progettazione che fa riferimento a precedenti conferimenti di incarichi, ma a tali circostanze non si ricollega in alcun modo sul piano motivazionale, con conseguente assoluto silenzio su quelli che sono stati i motivi della scelta effettuata.
TAR Abruzzo - Sentenza 24/05/2004 n. 662
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3.5
Il fatto che il conferimento di un incarico tecnico (nella specie, di direzione dei lavori e coordinamento per la sicurezza nella fase esecutiva degli stessi) sia effettuato su base fiduciaria, così come prevede l’art. 17, comma 12, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., non significa che al bando non debba essere data adeguata pubblicità, sia sotto il profilo temporale che sotto quello del mezzo per garantire tale pubblicità. L’art. 62 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., ricompreso nel titolo IV, infatti, nello stabilire il principio dell’affidamento fiduciario per i servizi di cui all’art. 50 di importo inferiore a 40.000 Euro, dispone che ciò avvenga in ogni caso “previa adeguata pubblicità”. L’art. 50 del D.P.R. citato, a sua volta, dispone che nei casi di cui all’art. 17, comma 4, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., le stazioni appaltanti affidano ai soggetti di cui all’art. 17, comma 1, lett. d), e), f), e g) della legge le attività, tra l’altro, tecnico-amministrative connesse alla progettazione (quali appunto la direzione dei lavori) “secondo le procedure e con le modalità previste dalle disposizioni del presente titolo”. Quando, pertanto, l’art. 17, comma 12, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. ribadisce la facoltà dell’ente appaltante di conferire su base fiduciaria incarichi, tra l’altro, di direzione lavori il cui importo stimato sia inferiore a 100.000 Euro, non esclude che la stazione appaltante debba predisporre un apposito bando e che allo stesso sia data adeguata pubblicità; proprio perché tale norma, per detti aspetti, nulla dice, non può che applicarsi il disposto dell’art. 50, ultimo periodo, sopra citato, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., che, richiamando le procedure e le modalità di affidamento previste dalle disposizioni del titolo IV, impone di dare quella adeguata pubblicità al bando prevista dall’art. 62, ricompreso, appunto, nel titolo IV. Anche negli affidamenti fiduciari, che vanno congruamente motivati, occorre dare adeguata pubblicità al bando sia sotto il profilo del tempo di pubblicazione, che non può e non deve essere estremamente ridotto, sia sotto il profilo del luogo e dei mezzi di pubblicazione (nella specie, si è ritenuto che l’aver affisso il bando all’albo pretorio del Comune per pochi giorni non soddisfa la nozione di adeguatezza della pubblicità prevista dalla norma).
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 10/02/2004 n. 500
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3.5
Per l’affidamento di incarichi di progettazione al di sotto della soglia di 100.000 Euro (c.d. incarichi di ultima fascia), il legislatore non prescrive l’esperimento di una formale procedura di aggiudicazione né, in ogni caso, dettagliati adempimenti preliminari, quali un’espressa e puntuale predeterminazione di ulteriori e più specifici criteri di scelta da parte della stazione appaltante. Relativamente a tali incarichi, infatti, comprensibili esigenze di semplificazione amministrativa consentono alla stazione appaltante l’affidamento a soggetti “di loro fiducia”, assolti i soli oneri della verifica dell’esperienza e della capacità professionale e della motivazione in relazione al progetto da affidare.
TAR Campania, Sezione II Napoli - Sentenza 18/12/2003 n. 15430
legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3.5
Per incarichi di progettazione di valore inferiore ad 100.000 euro, l’amministrazione non può conferire gli incarichi mediante un affidamento “fiduciario” completamente svincolato da qualsiasi onere istruttorio e motivazionale, essendo necessaria, ai sensi dell’art. 17, comma 12, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., la “previa verifica dell’esperienza e della capacità professionale” dei professionisti esterni di fiducia dell’ente, nonché la “motivazione della scelta in relazione al progetto da affidare”. La suddetta procedura, pertanto, pur essendo connotata da caratteri di maggiore semplicità e speditezza, deve nondimeno soddisfare taluni requisiti minimi di pubblicità, di concorsualità (comparazione dei curricula) e di trasparenza.