Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "licitazione privata"

Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 03/10/2005 n. 5248
legge 109/94 Articoli 20 - Codici 20.2.2
Il normale criterio di invito alle gare a licitazione privata è, in base alla disciplina comunitaria, quello di invitare tutte le imprese che vi abbiano dimostrato interesse avanzando apposita domanda. Il legislatore, peraltro, tenuto conto delle intrinseche caratteristiche delle procedure di licitazione privata per importi inferiori alla soglia comunitaria e non eccedenti i 750.000 euro più IVA, ha ritenuto di consentire alle stazioni appaltanti di avvalersi, per tali appalti, di appositi elenchi, annualmente formati sulla base delle domande avanzate dalle imprese interessate in considerazione della programmazione annuale degli appalti dalle stesse predisposta. In tal caso l’amministrazione aggiudicatrice può astenersi dalla pubblicazione dei bandi di gara e invitare alle gare stesse, di volta in volta, almeno trenta concorrenti. Nell’ipotesi di un numero di imprese inserite in elenco eccedenti le trenta è prevista dal legislatore la turnazione delle concorrenti da invitare (art. 23, comma 1-bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m.: “per i lavori di importo inferiore a 750.000 ECU, IVA esclusa, i soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, lettere a) e b), hanno la facoltà di invitare a presentare offerta almeno trenta concorrenti scelti a rotazione fra quelli di cui al comma 1-ter del presente articolo se sussistono in tale numero soggetti che siano qualificati in rapporto ai lavori oggetto dell’appalto”). Con l’espressione “almeno trenta concorrenti”, contenuta nel citato art. 23, comma 1-bis, il legislatore ha inteso fornire manifestamente un limite minimo di concorrenti da invitare e non prescrivere un numero massimo oltre il quale non sia legittimo andare.L’art. 77 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. prevede, a sua volta, l’invito di trenta concorrenti (comma 2: “l’invito a presentare offerte è inoltrato a trenta concorrenti nel rispetto dell’ordine in cui sono inserite nell’elenco, e sempre che siano in possesso dei requisiti di qualificazione necessari per l’affidamento dei lavori”). Trattandosi di disposizione attuativa di quella primaria di cui al richiamato art. 23, comma 1bis, della legge n. 109/1994 e s.m., detta disposizione regolamentare, va interpretata in senso conforme alla norma primaria stessa; con la conseguenza che anche l’art. 77 implica l’invito di almeno trenta imprese, ma non esclude che ne possa essere invitato un numero maggiore o che possano essere tutte indistintamente invitate. E se quello di trenta costituisce un minimo e non un massimo nel numero di imprese da invitare, ne discende che legittimamente l’amministrazione può invitare tutte le imprese in elenco, senza procedere necessariamente alla turnazione delle stesse. Estendendo oltre le trenta il numero delle concorrenti da invitare, del resto, la procedura semplificata viene resa più concorrenziale e questo costituisce un vantaggio per l’amministrazione, un più vasto ventaglio di concorrenti agevolando, normalmente, la formulazione di più consistenti ribassi.
TAR Toscana, Sezione I - Sentenza 21/09/2004 n. 3795
legge 109/94 Articoli 20 - Codici 20.2.2
Dal combinato disposto dell’art. 23, comma 1bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. e dell’art. 77, comma 2, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., emerge non un cogente divieto di invitare a partecipare alla licitazione privata semplificata un numero superiore alle trenta potenziali concorrenti tra quelle iscritte nell’elenco di cui al citato art. 77, ma la facoltà dell’amministrazione procedente di limitare la partecipazione ad almeno trenta iscritti nel caso in cui essa intenda utilizzare il modello della licitazione privata semplificata, tenendo conto del criterio della rotazione.
TAR Toscana, Sezione II Firenze - Sentenza 30/07/2004 n. 2855
legge 109/94 Articoli 20 - Codici 20.2.2
Dalla lettura dell’art. 23, comma 1bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. non si evince che, in ipotesi di licitazione privata semplificata, l’Amministrazione debba necessariamente limitare l’invio degli inviti alle ditte interessate confinandolo nel numero massimo di trenta aspiranti, visto che la disposizione soprachiamata reca letteralmente l’espressione “…almeno trenta concorrenti…”. Tale indicazione normativa deve necessariamente indirizzare lo sforzo ermeneutico dell’interprete circa la portata ed il significato da attribuirsi alla disposizione dell’art. 77, comma 2, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., secondo la quale, “L’invito a presentare offerte è inoltrato a trenta concorrenti nel rispetto dell’ordine in cui sono inserite nell’elenco…”, che peraltro, trattandosi di norma contenuta in una fonte di rango secondario, non può comunque contrastare con la più volte richiamata disposizione di fonte primaria. Pertanto, dal combinato disposto delle norme sopra riportate emerge una complessiva previsione normativa che non contiene un cogente divieto di trasmissione dell’invito a partecipare alla licitazione semplificata ad un numero superiore alle trenta potenziali concorrenti tra quelle iscritte nell’elenco di cui al medesimo art. 77, comma 1, del citato regolamento, ma consente alle Amministrazioni procedenti di limitare la partecipazione ad almeno trenta iscritti nel caso in cui esse intendano utilizzare il modello della licitazione privata semplificata, tenendo conto del criterio della rotazione.Il rispetto della rotazione, che si trae dalle norme suddette, non imbriglia l’Amministrazione costringendola a limitare la partecipazione alla selezione a non più di trenta ditte per volta, ma, piuttosto, è utile a non tacciare di violazione del principio della più ampia concorrenza il comportamento di quelle Amministrazioni che, scegliendo il modulo della licitazione privata semplificata, non intendano invitare un numero elevato di ditte alla selezione, sempre che il numero delle ditte invitate non sia inferiore alle trenta concorrenti e che, in tal caso, sia rispettato il principio della rotazione, tra le ditte iscritte nell’elenco formato dall’Amministrazione ai sensi dell’art. 77, comma 1, del suddetto regolamento.
TAR Sardegna, Sezione I - Sentenza 23/03/2004 n. 406
legge 109/94 Articoli 20 - Codici 20.2.2
Le “ragioni d’urgenza”, che possono assumere rilievo ai fini dell’abbreviazione dei termini per la ricezione delle offerte, debbono sostanziarsi in sopraggiunte circostanze impreviste che, rendendo improcrastinabile l’esecuzione dei lavori, non consentono il rispetto degli ordinari termini di presentazione delle offerte. Pertanto, ai fini del legittimo ricorso alla procedura accelerata, la stazione appaltante deve fornire congrua motivazione in ordine alla dimostrata sussistenza delle riferite circostanze. Il pericolo di perdere il finanziamento ottenuto non consente il ricorso alla procedura accelerata. Infatti, l’esigenza di impegnare tempestivamente i fondi di bilancio non può rappresentare un motivo di urgenza tale da giustificare l’abbreviazione dei termini di partecipazione alla gara.
TAR Firenze 16/04/1999 n. 370
legge 109/94 Articoli 20 - Codici 20.2.2
All'interno del procedimento per l'aggiudicazione di un appalto di opere pubbliche, in sede di riscontro della regolarità formale delle offerte e della ritualità della documentazione allegata, non vi è alcuna discrezionalità di apprezzamento delle disposizioni del bando e della lettera d'invito, essendo la Commissione giudicatrice tenuta ad accertare che le dette prescrizioni siano state osservate dalle imprese invitate a partecipare, sia a garanzia della par condicio, sia a tutela degli interessi dell'Amministrazione.Nel procedimento di aggiudicazione di un appalto di opere pubbliche mediante licitazione privata, il giudizio demandato alla Commissione giudicatrice in ordine all'offerta economicamente più vantaggiosa è la risultante di un raffronto fra la qualità e il costo, da determinare sulla base di una pluralità di elementi variabili (quali il prezzo, il termine di esecuzione, il costo di utilizzazione, il rendimento e il valore dell'opera); pertanto, il costo, rappresentando solo una delle componenti dell'offerta, non può formare oggetto di autonoma valutazione, ma deve piuttosto essere apprezzato all'interno di un adeguato contemperamento con le caratteristiche tecniche dei singoli progetti autonomamente presentati dalle imprese offerenti.In sede di pubblica gara per l'aggiudicazione di un appalto, il principio della pubblicità è insito nella sola fase preliminare di apertura dei plichi, mentre deve escludersi la pubblicità delle sedute riservate alle decisioni e alle valutazioni tecnico discrezionali dell'organo collegiale.In sede di aggiudicazione di un appalto di opere pubbliche mediante licitazione privata, le valutazioni in ordine all'adeguatezza del progetto di un'opera pubblica, sotto i profili tecnico ed economico, espresse con punteggi corrispondenti ai parametri precostituiti nei criteri generali, non richiedono ulteriore motivazione, dal momento che il giudizio della Commissione giudicatrice si esterna ex se nella graduazione del punteggio assegnato, né le dette valutazioni sono censurabili se non con riferimento a vizi di eccesso di potere sotto i profili della illogicità o contraddittorietà manifeste.Il principio secondo il quale, nella procedura di appalto concorso o di licitazione privata la Commissione di gara, in quanto collegio perfetto, deve operare nel plenum dei suoi componenti, trova applicazione nel caso in cui tale organo sia chiamato ad operare scelte decisive e discrezionali, mentre l'esigenza del plenum non sussiste allorché debba svolgersi un'attività meramente istruttoria o preparatoria, ovvero un'attività strumentale vincolata.
TAR Reggio Calabria 28/11/1998 n. 1498
legge 109/94 Articoli 20 - Codici 20.2.2
Nelle gare per l'aggiudicazione dei contratti della Pubblica amministrazione, la fase della preselezione, in quanto introduttiva della fase di procedimento di licitazione privata, ha la funzione di circoscrivere il novero dei soggetti da invitare alla vera e propria gara a coloro che presentano caratteristiche di particolare idoneità alla partecipazione alla gara stessa, nell'esigenza non solo di economica e di speditezza dell'azione amministrativa, ma anche di funzionalità della scelta del contraente, essendo intesa, col restringere l'ambito soggettivo dei potenziali contraenti, ad assicurare a priori la capacità tecnica ed economica; peraltro, l'individuazione dei requisiti di ordine formale necessari per esigere lecitamente, dal punto di vista dell'ordinamento generale, il servizio che sarà poi oggetto dell'obbligazione contrattuale, non può essere anticipata alla fase preliminare di preselezione, ma va invece riferita al momento della vera e propria individuaziopne del contraente e all'aggiudicazione del contratto.Le determinazioni assunte dall'Amministrazione nella fase di preselezione delle Ditte partecipanti ad una gara di appalto mediante licitazione privata non vincolano la stessa Amministrazione, la quale è libera di valutare ex novo le posizioni delle varie ditte in rapporto ai requisiti nel bando di gara e nella lettera d'invito, escludendo le imprese che ne sono prive.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione Unite 26/05/1997 n. 4673
legge 109/94 Articoli 20 - Codici 20.2.2
La domanda del partecipante ad una gara d'appalto indetta dalla Pubblica amministrazione a licitazione privata e successivamente annullata dalla stessa Amministrazione, diretta a far valere la responsabilità precontrattuale di quest'ultima ai sensi dell'art. 1337 Cod. civ., è sottratta alla giurisdizione del giudice ordinario per rientrare in quella del giudice amministrativo, atteso che nel corso del procedimento di licitazione gli interessati non hanno la qualità di possibili futuri contraenti cui si riferisce l'art. 1337 cit., ma soltanto quella di partecipanti alla gara, cui è riconnesso unicamente l'interesse legittimo al corretto esercizio del potere di scelta da parte dell'Amministrazione stessa, senza che possa configurarsi quella relazione specifica tra soggetti consistente nello svolgimento delle trattative, che nella menzionata disposizione del Codice civile costituisce il presupposto dell'obbligo di comportamento secondo buona fede, valido anche per l'Autorità amministrativa.
TAR Firenze 14/05/1997 n. 87
legge 109/94 Articoli 20 - Codici 20.2.2
L'Amministrazione committente può specificamente prescrivere, in relazione all'oggetto della gara, l'esibizione della documentazione probatoria che ritenga necessaria per l'ammissione dei concorrenti e, in particolare, può prevedere il controllo, anche in fase di prequalificazione, del possesso dei requisiti morali delle Ditte partecipanti, in quanto allorché la procedura sia predisposta per un appalto a licitazione privata secondo il sistema della media dimezzata di cui agli artt. 1 lett. g) e 4 L. 2 febbraio 1973 n. 14, la partecipazione alla gara di una Ditta non qualificata può, incidendo sulla formazione della media, falsare il criterio di aggiudicazione, con danno all'interesse pubblico; pertanto, legittimamente l'Amministrazione richiede il requisito sulla mancanza di carichi pendenti nei confronti degli amministratori dell'Impresa concorrente, in quanto non costituente formalità aggiuntiva a quelle sostanziali previste dalle altre clausole del bando.
Consiglio di Stato, Sezione IV 02/04/1997 n. 309
legge 109/94 Articoli 20 - Codici 20.2.2
Nella gara di appalto per la realizzazione di opera pubblica mediante licitazione privata col sistema della offerta economicamente più vantaggiosa, è legittima l'esclusione del concorrente che abbia proposto non già varianti migliorative riguardanti le modalità di esecuzione dell'opera, quanto piuttosto una diversa ideazione della stessa, che si pone come alternativa all'aspetto tecnico voluto dall'Amministrazione.
TAR Latina 04/12/1996 n. 926
legge 109/94 Articoli 20 - Codici 20.2.2
Per i soggetti che abbiano chiesto di essere invitati alla gara mediante licitazione privata per l'appalto di opere pubbliche il termine per l'impugnazione del mancato invito decorre dalla data di comunicazione del rigetto dell'istanza e non da quella di pubblicazione all'albo pretorio della delibera recante l'approvazione del verbale di spesa, che vale solo per i soggetti che siano terzi rispetto al procedimento.Il potere di escludere dalle gare pubbliche le Imprese che abbiano chiesto di essere invitate implica una facoltà discrezionale da esercitare con congrua motivazione, nel rigoroso rispetto dell'interesse pubblico.
Consiglio di Stato 11/01/1996 n. 3129
legge 109/94 Articoli 20 - Codici 20.2.2
L'Amministrazione che in un appalto a licitazione privata intenda escludere il ricorso all'arbitrato deve inserire apposita clausola nel contratto, ai sensi dell'art. 32 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., con indicazione del foro competente, soggetta a sottoscrizione specifica ai sensi dell'art. 1341 c.c.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione Unite 29/07/1995 n. 8299
legge 109/94 Articoli 20 - Codici 20.2.2
In tema di appalto di opera pubblica, nel caso in cui la scelta del contraente avvenga col sistema della licitazione privata (cosi come in quello in cui avvenga col sistema dei pubblici incanti o dell'appalto concorso), la posizione del soggetto aspirante all'affidamento dell'appalto - sulla quale la P.A., con la sua azione, può interferire favorevolmente o sfavorevolmente - trova una protezione indiretta mediata nelle norme di legge e del regolamento sulla contabilità generale dello Stato disciplinanti il procedimento amministrativo di scelta del contraente; con la conseguenza che, a causa del carattere indiretto e mediato di tale protezione, la posizione dell'indicato soggetto assume natura e consistenza di interesse legittimo - tutelabile, come tale, davanti al giudice amministrativo - al regolare svolgimento del procedimento amministrativo; appartiene, pertanto, alla giurisdizione del giudice amministrativo la controversia con la quale un'Impresa, aspirante all'affidamento dei lavori di rafforzamento e consolidamento di una galleria stradale, impugni, deducendone l'illegittimità, il provvedimento con cui l'A.N.A.S. l'abbia esclusa dalla gara per l'affidamento dei lavori stessi, effettuata col sistema della licitazione privata.
TAR Cagliari 27/11/1993 n. 1569
legge 109/94 Articoli 20 - Codici 20.2.2
L'istituto della licitazione privata è caratterizzato dal principio della pubblicità delle operazioni di aggiudicazione, espressione di quello più generale di imparzialità dell'azione amministrativa, e desumibile sia dall'art. 89 R.D. 23 maggio 1924 n. 827 (regolamento per l'Amministrazione e la contabilità generale dello Stato), che dagli artt. 2, 3 e 5 L. 2 febbraio 1973 n. 14, e trova confermato, (per quanto attiene alla fattispecie) nel D.P.C.M. 10 gennaio 1991 n. 55, laddove dispone che nelle licitazioni private pari o superiori ad un milione di E.C.U. gli inviti a presentare offerte devono indicare chi è ammesso ad assistere all'apertura dei plichi contenenti le offerte, nonché la data, l'ora e il luogo di apertura; pertanto, ove per una qualsiasi ragione, nel giorno prestabilito e reso noto ai concorrenti, la gara non si tenga, a questi ultimi, a pena di invalidità del procedimento, deve essere comunicata la nuova data e il luogo fissati per l'esperimento della stessa, cosi da consentire loro, ove lo desiderino, di parteciparvi.Le operazioni poste in essere dagli organi collegiali, quale la Commissione nominata per l'esame delle offerte relative ad un appalto, devono essere documentate in apposito processo verbale, che costituisce l'unico mezzo per dimostrarne all'esterno l'avvenuto compimento, e tale verbale non può essere sostituito o integrato da dichiarazioni postume rese dai componenti il Collegio e meno ancora da soggetti estranei all'organo, (nella specie, dal presidente dell'Ente).