Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "appalto concorso"

TAR Calabria, Sezione I Catanzaro - Sentenza 04/07/2006 n. 785
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Caratteristica di fondo dell’appalto-concorso, che lo distingue profondamente dalla licitazione privata, è che la prestazione richiesta dall’amministrazione appaltante non è determinata in ogni sua parte, giacché le ditte sono chiamate proprio a fornire il progetto dell’opera, sulla base di un piano di massima predisposto dalla stessa amministrazione. Con l’appalto-concorso, infatti, l’amministrazione si prefigge l’obiettivo di acquisire dalle imprese concorrenti le soluzioni più idonee e funzionali rispetto al progetto-guida ed è chiamata a scegliere, tra le varie soluzioni, quella ritenuta migliore, sulla base dei parametri prefissati (Cons. Stato, Sez. V, 22 maggio 2001, n. 2827). Ciò implica necessariamente la possibilità per le imprese offerenti di proporre soluzioni innovative e, quindi, anche delle modifiche rispetto all’idea di fondo.Ferme restando le suddette caratteristiche dell’appalto-concorso, la problematica di fondo è quella di definire i limiti entro i quali può esplicarsi la possibilità per i privati di proporre soluzioni innovative a seguito della previsione del quarto comma dell’art. 20 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., ai sensi del quale l’appalto si svolge sulla base di un progetto preliminare, avente, quindi, le caratteristiche di cui all’art. 16 della stessa legge, e di un capitolato prestazionale. Tale limite è stato individuato dalla giurisprudenza amministrativa nell’esigenza che dette soluzioni non si discostino sensibilmente dall’idea centrale di cui al progetto guida, ovvero non siano tali da proporre un aliud o comunque un’opera diversa da quella che l’amministrazione intende sia progettata (in tema, Cons. Stato, Sez. V, 30 novembre 2000, n. 6367; Cons. Stato, Sez. IV, 11 febbraio 1999, n. 149; Cons. Stato, Sez. V, 12 ottobre 1984, n. 740, TAR Lazio, Sez. II, 5 febbraio 1985, n. 156). La fissazione giurisprudenziale di siffatti limiti risponde anche ad esigenze di fondo delle procedure di evidenza pubblica ed, in primo luogo, a quella di assicurare l’effettivo rispetto della par condicio dei concorrenti, che sarebbe certamente pregiudicato laddove fosse possibile per l’amministrazione accettare qualsiasi modifica del progetto-guida.
TAR Toscana, Sezione II - Sentenza 20/04/2006 n. 1326
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Nell’appalto-concorso, secondo quanto dispone l’art. 20, comma 4, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., è essenziale che l’Amministrazione predisponga un progetto preliminare, il cui contenuto è analiticamente indicato dalla legge stessa (art. 16) e un capitolato prestazionale con indicazione delle prescrizioni, condizioni e requisiti tecnici inderogabili. Pertanto, ove i progetti-offerta si discostino dal contenuto inderogabile del progetto preliminare e del capitolato prestazionale, va ritenuta illegittima l’aggiudicazione ad essi dell’appalto.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 28/11/2005 n. 6638
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Di portata generale è la considerazione che nell’appalto concorso, a seguito delle fasi preliminari pubbliche di verifica e riscontro dei plichi presentati e dei documenti in essi contenuti, interviene la valutazione tecnico-qualititativa dell’offerta, che certamente deve essere effettuata in seduta riservata, al fine di evitare influenze esterne sui giudizi dei membri della Commissione giudicatrice (Sez. V, n. 5421 del 2002). Siffatta esigenza di riservatezza delle sedute della commissione, per ciò che concerne la valutazione dell’offerta tecnico-qualitativa dei singoli concorrenti, si coniuga con l’esigenza ulteriore di segretezza dell’offerta economica, fintato che le valutazioni in parola non siano state portate a compimento. La regola della continuità e l’esigenza di speditezza consentono dunque - in assenza di una norma che fissi l’inderogabilità della seduta pubblica per l’apertura delle buste contenti l’offerta economica - di proseguire, in seduta riservata, anche all’apertura delle buste contenti l’offerta economica, in quanto, come già osservato dalla Sezione (nella richiamata decisione n. 2235 del 14 aprile 2000) “la loro consistenza risulta dagli atti scritti che le contengono ai quali, insieme ai verbali da cui risulta la loro comparazione, la legge assicura l’accesso a chi vi abbia interesse”.
TAR Puglia, Sezione II Lecce - Sentenza 20/09/2005 n. 4280
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Il regime giuridico della revisione dei prezzi in materia di appalti pubblici, ascrivibile al cosiddetto ordine pubblico economico, ha sempre formato oggetto di discipline imperative di legge, di guisa che la scelta delle parti di farvi ricorso si atteggia a corollario di previe opzioni legislative circa l’opportunità di inserire o meno nei contratti d’appalto delle pubbliche amministrazioni clausole revisionali del prezzo originariamente convenuto. Tali previsioni normative in materia di revisione dei prezzi nei pubblici appalti, peraltro, si spingono ben al di là della semplice disciplina di cornice, offrendo indicazioni vincolanti circa i termini e le condizioni cui la revisione, quando è ammessa, deve rispondere, in tal modo risultando a maggior ragione acclarata la natura imperativa delle prescrizioni regolanti la materia, in quanto poste a presidio di rilevanti interessi pubblici.Nel caso in cui, con riferimento ad un appalto affidato col sistema dell’appalto-concorso, l’aggiudicazione sia intervenuta prima dell’abolizione dell’istituto della revisione prezzi ad opera dell’art. 3, D.L. 11 luglio 1992, n. 333, ma il contratto sia stato stipulato solo successivamente a questa data, non può essere riconosciuta la revisione prezzi. A differenza, infatti, di quanto accade nei sistemi di aggiudicazione degli appalti pubblici mediante incanto pubblico o licitazione privata, nei quali in forza degli automatismi propri di tali sistemi di affidamento il verbale di aggiudicazione tiene luogo del contratto (e quest’ultimo quando interviene ha solo valore riproduttivo del primo atto), nell’appalto-concorso sono distintamente individuabili due fasi: nella prima fase (propriamente l’aggiudicazione) la stazione appaltante provvede a selezionare il progetto, ma è solo nella seconda fase della stipulazione del contratto e della sua successiva approvazione che si consacra e diviene efficace il vincolo giuridico tra le parti (in questi sensi, SS.UU. 3207/74; Consiglio di Stato Sez. VI, 14 dicembre 1979, n. 886 e sez. IV, 28 ottobre 1996 n. 1159). Ne discende che in nessun caso potrebbe ritenersi, quando si verte in tema di appalto-concorso, che l’aggiudicazione sia di per sé sufficiente a far sorgere il vincolo contrattuale e/o a tener luogo del contratto vero e proprio, senza il quale al contrario non potrebbe ancora dirsi sussistente il vincolo giuridico. E’ proprio nel contratto, del resto, (e non nel verbale di aggiudicazione) che trova la sua sede naturale la pattuizione sulla revisione del prezzo, di guisa che davvero riuscirebbe difficile negare l’effetto abrogativo dell’istituto della revisione prezzi ad opera del citato art. 3, del D.L. 11 luglio 1992, n. 333, nel caso in cui il contratto sia stato stipulato, in esito ad un appalto concorso, successivamente a questa data.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 30/08/2005 n. 4413
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Nella materia dell’appalto concorso, nei limiti imposti dal capitolato speciale, l’Amministrazione ha piena discrezionalità nella scelta delle soluzioni tecniche alternative, che non contrastino con i criteri fondamentali fissati dal bando, indicate dalle ditte offerenti, ed il provvedimento con il quale viene giudicato l’appalto è incensurabile se la valutazione tecnica del progetto prescelto è immune da vizi logici (Sez. IV, n. 651 del 19 agosto 1994, Sez. IV, n. 1212 del 10 luglio 1999; sez. V, n. 1233 dell’ 11 ottobre 1996). Nel caso di specie assume rilievo la circostanza che il capitolato speciale, piuttosto che fissare, in puntuali previsioni progettuali, limiti invalicabili ai quali la Commissione giudicatrice fosse tenuta ad attenersi, ha fissato obiettivi da perseguire, stabilendo indicatori di massima rispetto ai quali l’eventuale elemento singolo di scostamento del progetto-offerta non avrebbe costituito motivo di esclusione dalla gara, neanche per ciò che riguarda la parte costruttiva, per la quale i servizi tecnici dell’Amministrazione hanno elaborato un progetto guida. In tale circostanza compito precipuo della Commissione giudicatrice è dunque accertare con riferimento a ciascuno dei tre sub-elementi, sui quali doveva articolarsi l’offerta, se le soluzioni proposte dalle concorrenti non si discostassero sensibilmente dalle linee guida fissate dalla stazione appaltante, se fossero più o meno in condizione di realizzare gli obiettivi perseguiti e se gli eventuali scostamenti riscontrati introducessero, rispetto alle indicazioni, elementi migliorativi o peggiorativi, confrontando poi fra di loro, ai fini dell’attribuzione del punteggio, le differenti previsioni progettuali.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 11/02/2005 n. 388
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Il principio della pubblicità delle sedute di gara per la scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione è senz’altro inderogabile in ogni tipo di gara (compreso l’appalto concorso), almeno per quanto concerne la fase di verifica dell’integrità dei plichi, contenenti la documentazione amministrativa e l’offerta economica, e la relativa apertura.Per quanto concerne in particolare l’appalto concorso, cui è assimilabile la procedura della licitazione privata con l’offerta economicamente più vantaggiosa sulla base di una pluralità di elementi tecnici ed economici, occorre tener presente che a seguito delle fasi preliminari pubbliche di verifica e riscontro dei plichi presentati e dei documenti in essi contenuti, interviene la valutazione tecnico-qualititativa dell’offerta, che certamente non può che essere effettuata in seduta riservata ad evitare influenze esterne sui giudizi dei membri della Commissione giudicatrice. Né detta (parziale) pubblicità può essere esclusa per il fatto che la relativa normativa non la prevede espressamente nell’appalto concorso, atteso che la ratio ispiratrice della pubblicità delle sedute di gara è comune ai vari metodi di aggiudicazione ed è rivolta a tutelare l’esigenza di trasparenza ed imparzialità che deve guidare l’attività amministrativa in tale delicata materia.
TAR Campania, Sezione I Napoli - Sentenza 07/10/2004 n. 13584
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
In una procedura di appalto concorso opera un criterio interpretativo della lex specialis favorevole all’introduzione di varianti migliorative del progetto, ferma restando naturalmente l’identità strutturale e funzionale dell’opera. Alla luce di questo criterio interpretativo le clausole del disciplinare prestazionale impositive di limiti di immodificabilità dell’impatto ambientale e del progetto architettonico possono essere intese dalla commissione giudicatrice in coerenza con la loro ratio giustificatrice (tutela paesaggistico ambientale e contenimento dei costi dell’opera pubblica). Sarebbe invece irrazionale ritenere un progetto difforme dal parametro di tutela paesaggistica perché di dimensioni ridotte e perciò di minore impatto paesisitico ambientale.
TAR Calabria, Sezione Catanzaro - Sentenza 01/07/2004 n. 1484
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
In sede di appalto-concorso per l’affidamento di lavori pubblici, è illegittima per violazione dell’art. 1, comma 5, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., e per conseguente incompatibilità, la nomina a Presidente della Commissione di gara di un soggetto che, in precedenza, abbia svolto funzioni di componente e relatore del comitato tecnico amministrativo deputato ad esprimere valutazioni sulla qualificazione del progetto posto a base della gara (nella specie, il Presidente di gara nominato, in precedenza, aveva reso parere favorevole al responsabile del procedimento sul declassamento del progetto dei lavori posto a base della procedura concorsuale, da definitivo a preliminare).In sede di appalto-concorso per l’affidamento di lavori pubblici, è illegittima, per violazione dell’art. 21, comma 6, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., la nomina a componente della commissione di gara di un soggetto che, alla data della nomina medesima, non ha ancora maturato il requisito dell’iscrizione al rispettivo albo professionale da almeno dieci anni.
TAR Calabria, Sezione Catanzaro - Sentenza 23/03/2004 n. 690
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Le sole prescrizioni di un bando di gara o di una lettera di invito a partecipare ad una gara per l’aggiudicazione di un pubblico appalto che sono da osservare a pena di esclusione della gara medesima sono quelle dirette a garantire la par condicio tra i concorrenti e ad evitare effetti pregiudizievoli, conseguendone che le esclusioni vanno collegate non già all’inosservanza di ogni e qualsiasi formalità imposta dal bando, bensì alla sola violazione di prescrizioni sostanziali che, essendo essenziali per il proficuo svolgimento delle operazioni concorsuali, non ammettono deroghe.Nelle gare d’appalto pubblico, la chiusura, sigillatura e controfirma delle buste contenenti la documentazione e l’offerta economica assolvono alla triplice funzione di garantire la segretezza, l’identità e l’immodificabilità della documentazione, l’identità e l’immodificabilità dell’offerta e la sicura provenienza dal concorrente invitato alla gara; pertanto, l’assolvimento delle formalità di presentazione dell’offerta relativamente alla busta esterna non possono surrogare le dette formalità per ciò che concerne la documentazione contenuta nell’offerta. Le garanzie essenziali sulla segretezza del contenuto dell’offerta economica e sull’impossibilità di prenderne visione non sono surrogabili, neppure dall’apposizione a verbale della precisazione che l’offerta economica, malgrado l’apertura della busta, non è stata letta da alcuno, atteso che la formalità dell’integrità della busta contenente l’offerta economica non ammette equipollenti.Nelle gare per l’aggiudicazione di contratti della Pubblica Amministrazione mediante appalto concorso, poiché le offerte economiche devono restare segrete per tutta la fase procedimentale in cui la Commissione giudicatrice compie le sue valutazioni sugli aspetti tecnici delle offerte, è indispensabile che le relative buste restino chiuse, in quanto non può ammettersi che, a seguito di una indebita apertura, sorgano contestazioni sulla più o meno corretta conservazione dei plichi e sulla concreta possibilità di prendere visione dei loro contenuti.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 06/06/2002 n. 3182
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Nelle procedure di aggiudicazione di appalti pubblici, la piena collegialità nelle operazioni della commissione di gara non è necessaria per le attività preparatorie, istruttorie e strumentali vincolate, tra le quali è ricompresa anche quella di acquisizione e valutazione degli elementi di fatto e di diritto sui quali, poi, l'intera commissione dovrà esprimere il suo giudizio tecnico discrezionale.Il sistema dell'appalto concorso, ha la funzione tipica di permettere all'Amministrazione, quando l'opera da realizzare sia caratterizzata da particolare complessità o difficoltà tecnica, di scegliere tra più soluzioni progettuali od organizzative originali che siano espressione di speciale competenza professionale ed abilità inventiva, progettuale e costruttiva.E' illegittima l'esclusione da un appalto concorso dell'offerta di una ditta la quale non ha impiegato, nella presentazione degli elaborati, la denominazione ad essi data dalla lettera d'invito, dovendosi attribuire a tale denominazione valore sostanziale, vale a dire di terminologia rappresentativa del contenuto di cui essi devono essere dotati; presupposto per l'applicazione della sanzione espulsiva prevista dalla stessa lettera d'invito nel caso di mancanza degli elaborati, infatti, non può essere la semplice mancata utilizzazione della denominazione a loro attribuita, ma soltanto l'assenza, negli atti del singolo progetto-offerta, dei contenuti ad essi corrispondenti.
Consiglio di Stato, Sezione V 06/12/1999 n. 812
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Nel procedimento relativo all'appalto di lavori pubblici, il piano di sicurezza richiesto dall'art. 18, co. 8 della legge 19 marzo 1990 n. 55, deve essere predisposto solo « prima dell'inizio dei lavori » e non già nella fase che precede l'aggiudicazione.Non è estranea alla procedura di appalto concorso una fase di valutazione preliminare dei progetti presentati dagli offerenti, finalizzata ad accertare eventuali carenze tecniche, cui ben può seguire un provvedimento di non ammissione alla gara.Nel procedimento relativo all'appalto concorso di lavori pubblici, gli elaborati progettuali devono essere accompagnati dal computo metrico estimativo, consistente in un computo analitico delle singole quantità, delle varie categorie di lavori e dei prezzi correnti corrispettivi, il quale non solo costituisce indispensabile supporto del progetto per la sua parte tecnica, ma diviene addirittura decisivo per la valutazione dell'offerta (e della sua attendibilità) nella parte della convenienza economica, garantendo un completo ed adeguato raffronto tra i diversi progetti dei concorrenti
Consiglio di Stato, Sezione IV 10/07/1999 n. 1212
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Nel sistema dell'appalto concorso per l'aggiudicazione di un contratto della Pubblica amministrazione, la scelta del contraente non avviene attraverso la meccanica formulazione di una graduatoria di valori monetari, ma mediante una valutazione discrezionale delle offerte riferite congiuntamente all'aspetto tecnico ed a quello economico; naturalmente, al fine di evitare che la discrezionalità assegnata all'Amministrazione nella scelta dell'offerta ritenuta più conveniente trasmodi in arbitrio, il potere di valutazione di cui è titolare l'Amministrazione stessa va esercitato con riferimento ai criteri generali di valutazione che debbono essere preventivamente indicati nel bando di gara e/o nella lettera di invito, criteri che la commissione giudicatrice non può alterare o modificare, ma solo specificare.Nel sistema dell'appalto concorso di un contratto, al fine della scelta del contraente l'Amministrazione, nell'ambito dei limiti recati dai criteri generali di valutazione preventivamente dettati nel bando ed eventualmente specificati dalla Commissione giudicatrice, ha un'ampia facoltà di scelta tra le varie soluzioni tecniche prospettate dalle ditte concorrenti, che è incensurabile in sede di legittimità se immune da vizi logici.In tema di appalto di opere pubbliche, nella procedura di appalto concorso si distinguono due fasi: la prima, nella quale la Stazione appaltante procede all'individuazione del progetto ritenuto più conveniente e la seconda, caratterizzata dall'esame del progetto prescelto da parte degli organi tecnici, che si conclude con la stipulazione del contratto; soltanto nella prima fase deve realizzarsi ed assicurarsi il principio della par condicio dei concorrenti, dovendo essere valutate le offerte presentate anche in comparazione fra loro, mentre nella seconda fase, essendo già intervenuta la scelta, non vi è più ragione di tutelare la uguale partecipazione dei concorrenti alla procedura di gara per la realizzazione dei principi costituzionali di buon andamento ed imparzialità dell'azione amministrativa, essendo preminente l'interesse pubblico di assicurare la migliore rispondenza possibile del progetto prescelto alle concrete ed effettive esigenze dell'Amministrazione, per rendere l'azione di quest'ultima efficace ed efficiente; ne conseguono, per un verso il potere dell'Amministrazione di introdurre modifiche o varianti e per altro verso la mancanza di interesse dei soggetti non aggiudicatari a dolersi degli (eventuali) accordi intervenuti tra l'Amministrazione e l'aggiudicatario dopo la conclusione della procedura.
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana 01/07/1999 n. 318
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Nel sistema dell'appalto concorso per l'aggiudicazione di lavori pubblici, l'Amministrazione, dopo la conclusione del procedimento amministrativo, conserva un margine di discrezionalità tecnica che le consente di apportare al progetto prescelto integrazioni, perfezionamenti e miglioramenti al fine del migliore perseguimento dell'interesse pubblico con l'opera da realizzare
TAR Palermo 01/07/1999 n. 1392
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Non è incompatibile con la procedura dell'appalto concorso che l'Amministrazione richieda ai partecipanti alla gara talune modificazioni che, lasciando fermo il progetto nei suoi elementi e caratteri essenziali, lo rendano più conveniente al pubblico interesse
TAR Firenze 13/05/1999 n. 285
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Nel procedimento di gara per l'affidamento in concessione dei lavori di costruzione di un'opera pubblica mediante appalto concorso sono inammissibili le offerte del tutto svincolate dal parametro economico fissato dall'Amministrazione e collegate ad una progettazione certamente più articolata e complessa, ma non confrontabile con quelle presentate da quelle imprese che al detto limite si sono riferite, predisponendo un progetto contenente soluzioni compatibili con l'importo indicato dall'Amministrazione stessa ed ossequiose del divieto di offerte in aumento contenuto nel bando.
TAR Venezia 04/05/1999 n. 545
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
L'aggiudicazione di un appalto di lavori in esito a gara pubblica esplica immediatamente e contestualmente effetti provvedimentali lesivi sulla posizione degli altri partecipanti alla gara i quali, essendo contemplati nella graduatoria approvata, rientrano nel novero dei soggetti ai quali l'esito della gara deve essere notificato o comunicato ai fini della decorrenza del termine per l'impugnazione, salvo che tale effetto sia espressamente riconosciuto dalla norma che prescrive la pubblicazione.Nell'appalto concorso le offerte economiche devono restare segrete per tutta la fase procedimentale in cui la Commissione giudicatrice compie le sue valutazioni sugli aspetti tecnici dei progetti.
TAR Catanzaro 02/03/1999 n. 250
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Il metodo dell'offerta economicamente più vantaggiosa per l'Amministrazione, pur restando formalmente inserito nell'ambito delle gare a licitazione privata, non presupponendo, tuttavia, un sistema di aggiudicazione automatica, presenta in realtà connotazioni tipiche dell'appalto concorso ed a quest'ultimo è sostanzialmente assimilabile.Nel procedimento di aggiudicazione di un contratto mediante appalto concorso l'Amministrazione non è vincolata ad aggiudicare i lavori al migliore offerente con esclusivo riguardo all'aspetto economico, in quanto il prezzo non costituisce l'esclusivo parametro determinante per l'individuazione della ditta aggiudicataria, ma solo uno degli elementi che concorre, insieme con altri, a determinare quale sia l'offerta economicamente e tecnicamente più vantaggiosa per l'Amministrazione stessa, sicché quest'ultima conserva un ampio potere discrezionale nel valutare comparativamente le singole offerte sia sotto il profilo tecnico sia sotto quello patrimoniale, con riguardo alla capacità e serietà degli offerenti nonché alla rispondenza dei risultati emersi dallo svolgimento della gara in relazione ai fini da perseguire.Nell'aggiudicazione dei contratti della Pubblica amministrazione il mancato rispetto delle formalità richieste dal bando per dar luogo ad esclusione dalla gara deve essere interpretato secondo il comune canone di ragionevolezza; pertanto, costituiscono mere irregolarità quelle carenze che siano assolutamente inidonee ad influire sulla certa conoscenza dello stato dei fatti da parte dell'Amministrazione e che comunque non possono far insorgere dubbi sulla paternità, veridicità e consistenza dell'offerta
TAR Cagliari 19/01/1999 n. 11
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Per l'appalto concorso non sussiste alcuna norma che richieda l'espletamento del procedimento in seduta pubblica, con avviso preventivo ai concorrenti dello svolgimento delle operazioni, né tale necessità può enuclearsi da un principio generale proprio di tutte le gare pubbliche; pertanto, trattandosi di un procedimento che presuppone l'esercizio di poteri discrezionali, l'analisi dei diversi progetti presentati dai concorrenti può legittimamente avvenire in convocazioni non pubbliche dell'organismo tecnico.Nelle procedure relative ad appalto concorso, la graduazione, nell'ambito di ciascuna categoria di elementi da valutare, del punteggio da attribuire ad ogni singolo concorrente è manifestazione della sfera valutativa discrezionale attribuita all'organo collegiale, al quale, in forza delle competenze di cui è dotato, va riconosciuto il potere di compiere la valutazione delle diverse « capacità » degli offerenti, attribuendo loro, per ciascuna categoria, un giudizio numerico, censurabile solo qualora siano rinvenibili macroscopici vizi di illogicità.Nel procedimento di appalto concorso solo le decisioni finali debbono essere adottate da tutti i componenti l'organismo tecnico; pertanto, legittimamente gli adempimenti istruttori possono essere delegati dalla stessa Commissione anche ad una sola parte dei membri, i quali, relazionando al collegio, mettono a disposizione dello stesso le informazioni e i dati raccolti nell'esecuzione di fasi subprocedimentali, ritenute necessarie per compiere una valutazione più approfondita delle diverse offerte
Consiglio di Stato, Sezione V 31/12/1998 n. 1996
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
In tema di gara per l'aggiudicazione dei contratti della Pubblica amministrazione mediante appalto concorso, poiché le offerte economiche devono restare segrete per tutta la fase procedimentale in cui la Commissione compie le sue valutazioni sugli aspetti tecnici delle offerte, è indispensabile che le relative buste restino chiuse, in quanto non può ammettersi che, a seguito di una indebita apertura, sorgano contestazioni sulla più o meno corretta conservazione dei plichi e sulla concreta possibilità di prendere visione dei loro contenuti; né le garanzie essenziali sulla segretezza del contenuto dell'offerta economica e sull'impossibilità di prenderne visione sono surrogabili dall'apposizione a verbale della precisazione che l'offerta economica, malgrado l'apertura della busta, non è stata letta da alcuno, atteso che la formalità dell'integrità della busta contenente l'offerta economica non ammette equipollenti e non consente che questa sia aperta, sia pure mediante misure empiriche per impedire la lettura del suo contenuto, al fine di verificare se in essa sia stato inserito un documento che doveva essere allegato all'offerta ma inserito nel plico più grande.In tema di gara per l'aggiudicazione dei contratti della Pubblica amministrazione mediante appalto concorso, una volta attribuiti i punteggi ai partecipanti alla competizione sulla base di un procedimento illegittimo e redatta la graduatoria finale, non possono essere rinnovate « in sanatoria » le operazioni, in quanto non può ammettersi che i punteggi siano attribuiti dopo che, sotto tutti gli aspetti, erano divenute note le offerte delle società partecipanti alla gara per i profili tecnici ed economici .
TAR Bologna 23/10/1998 n. 356
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
In sede di appalto concorso è indispensabile la predeterminazione dei criteri di valutazione delle offerte, individuati in epoca anteriore a quella dell'esame delle stesse, al fine di garantire l'imparzialità dei giudizi, nonché la trasparenza delle operazioni svolte e la possibilità di ricostruire l'iter logico seguito dalla Commissione; pertanto, in applicazione di tale principio, oltre che per assolvere all'obbligo di motivazione, è manifesta la necessità che le determinazioni finali della Commissione diano certezza dell'analisi comparata delle singole offerte alla stregua dei parametri di valutazione prescelti, talché sia possibile comprendere e sindacare la genesi delle determinazioni assunte
Consiglio di Stato, Sezione VI 08/10/1998 n. 1360
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
In sede di appalto concorso per l'affidamento della progettazione esecutiva e dell'esecuzione dei lavori di consolidamento, restauro e realizzazione degli impianti di un bene sottoposto a vincolo artistico è necessaria la previa acquisizione del parere favorevole della Sovrintendenza per poter poi procedere all'aggiudicazione in favore del concorrente ritenuto migliore offerente in relazione al progetto presentato.
TAR Bologna 24/09/1998 n. 352
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
In sede di gara pubblica per l'aggiudicazione dei contratti della Pubblica amministrazione mediante appalto concorso, la valutazione delle offerte economiche presentate dai concorrenti deve essere fatta dalla Commissione nel suo plenum, non trattandosi di attività meramente vincolata, atteso che è possibile dover procedere alla verifica delle eventuali offerte anomale, in contraddittorio, con i relativi offerenti, e alla valutazione delle giustificazioni e precisazioni prodotte dagli interessati in relazione agli elementi costitutivi dell'offerta, con esplicazione, dunque, di valutazioni discrezionali.
TAR Lecce 11/09/1998 n. 603
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
In materia di appalti d'importo superiore alla soglia di rilevanza comunitaria, la tradizionale procedura dell'appalto concorso, quale disciplinata dagli artt. 4 R.D. 18 novembre 1923 n. 2440 e 40 R.D. 23 maggio 1924 n. 827, deve intendersi modificata e adeguata al modello comunitario di aggiudicazione dell'appalto all'offerta economicamente più vantaggiosa contemplato dall'art. 29 comma 1 lett. b) D.L. vo 19 dicembre 1991 n. 406.La Commissione giudicatrice di un appalto concorso può solo introdurre elementi di specificazione nell'ambito di criteri generali fissati dal bando o dalla lettera d'invito, per la valutazione delle offerte, attraverso la previsione di sottovoci rispetto alle categorie generali già fissate.
TAR Roma 30/07/1998 n. 1252
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Il principio della segretezza dell'offerta economica non costituisce aspetto peculiare nei casi di scelta del contraente a mezzo di appalto concorso, atteso che in tali procedure selettive sussiste una intima connessione fra le soluzioni progettuali proposte e il relativo costo di esecuzione, che vanno congiuntamente valutate sotto i concorrenti profili dell'idoneità tecnica e della convenienza economica e senza alcun rapporto di pregiudizialità di uno dei detti elementi rispetto all'altro.Il criterio della segretezza dell'offerta, reso effettivo a mezzo di specifiche modalità di produzione, opera in via principale nella fase di presentazione, cosi da garantire la par condicio dei concorrenti, impedendo che talune proposte siano bilanciate sulla base delle offerte già pervenute all'Amministrazione, ma perde rilievo nel momento in cui il materiale di gara è posto nella disponibilità della Commissione giudicatrice; pertanto, non è censurabile la presentazione di offerta economica che sia stata debitamente inserita in busta sigillata e collocata all'interno del primo dei plichi da prodursi, unitamente ai documenti richiesti a dimostrazione del possesso dei requisiti di ammissione alla gara, cosi garantendo l'esigenza di separazione dagli altri elementi documentali nella fase di verifica di detti requisiti, necessariamente antecedente a quella di valutazione del merito tecnico ed economico dell'offerta .
TAR Firenze 13/05/1998 n. 217
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
L'appalto concorso è finalizzato a sollecitare i partecipanti alla gara nella ricerca e proposizione di soluzioni tecnicamente innovative, rispetto al progetto guida dell'Amministrazione, con la conseguenza che deve ritenersi ammissibile ogni innovazione o modifica, col limite che la soluzione proposta non sia tale da configurare un'opera diversa da quella che l'Amministrazione intende realizzare; pertanto, è legittima l'impostazione di varianti e prescrizioni integrative anche rilevanti, purché tali da non alterare sostanzialmente il progetto e non influenti sull'aggiudicazione dell'appalto concorso, non ponendosi in contrasto col principio della parità di trattamento dei concorrenti
TAR Napoli 06/05/1998 n. 1353
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Nella procedura di appalto concorso la Commissione giudicatrice deve assicurare la predeterminazione dei criteri di esercizio del giudizio tecnico discrezionale sugli elaborati progettuali, salvo nel caso in cui la previsione di parametri e fattori ponderali è già sufficientemente analitica nel bando o nel capitolato speciale, ben potendo, in tale evenienza, l'ulteriore preventiva articolazione dei criteri di valutazione, da parte della Commissione, interessare soltanto i parametri di giudizio maggiormente rilevanti o che si prestano a sistemi di calcolo predefiniti.
TAR Campobasso 28/04/1998 n. 48
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
La clausola del bando relativo ad appalto concorso, secondo cui l'aggiudicazione dell'appalto medesimo è impedita dalla presentazione di una sola offerta, deve essere intesa nel senso che la condizione di pluralità delle offerte è soddisfatta dalla circostanza della partecipazione iniziale, in senso formale, di più imprese alla gara, e non già necessariamente dalla circostanza di una pluralità di imprese collocabili in graduatoria, non potendo la inidoneità delle soluzioni progettuali proposte essere equiparata all'ipotesi di gara deserta, in cui cioè la pluralità di contributi difetta completamente; pertanto, l'inidoneità delle offerte, che non può essere equiparata ad invalidità delle stesse, fa si che persista quella pluralità di offerte posta dal bando come condizione per poter procedere all'aggiudicazione.
TAR Roma 09/03/1998 n. 368
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Il principio della segretezza dell'offerta economica non costituisce aspetto peculiare nei casi di scelta del contraente a mezzo di appalto concorso; infatti, in tali procedure selettive sussiste una intima connessione fra le soluzioni progettuali proposte e il relativo costo di esecuzione, che vanno congiuntamente valutate sotto i concorrenti profili dell'idoneità tecnica e della convenienza economica, cosi che i due aspetti ben possono formare oggetto di congiunto esame.L'appalto concorso è caratterizzato da un'ampia sfera di libertà di proposta da parte dei concorrenti sulla base del piano di massima predisposto dall'Amministrazione e dell'importo di spesa disponibile; pertanto, la convenienza economica va separatamente apprezzata in relazione a ciascuna offerta, avuto riguardo alle soluzioni tecniche ad esse peculiari che a loro volta richiedono distinte quantità e tipologie di lavori, con la conseguenza che detto giudizio non resta influenzato dal contenuto delle altre offerte, strutturalmente non omogenee e per la diversità degli aspetti ideativi ed esecutivi.
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana 06/03/1998 n. 131
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Nella procedura di aggiudicazione di un contratto per appalto concorso, la circostanza che la gara abbia riguardato l'intera progettazione dell'opera, secondo lo schema causale del contratto, non assume rilievo determinante in ordine all'entità dei lavori da affidare per l'esecuzione, atteso che l'Amministrazione, in base al progetto generale acquisito, ha il potere di frazionare l'esecuzione, escludendosi che sia configurabile un diritto dell'aggiudicatario a compiere l'intera opera
Consiglio di Stato, Sezione IV 16/02/1998 n. 300
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Nelle procedure di aggiudicazione dei contratti mediante appalto concorso, le valutazioni dell'adeguatezza del progetto dell'opera pubblica, sotto i profili tecnici ed economici, espresse con punteggi corrispondenti ai parametri precostituiti nei criteri generali, non richiedono ulteriore motivazione, né sono censurabili per illegittimità se non con riferimento a vizi di eccesso di potere .E' illegittima l'aggiudicazione di un appalto concorso se il progetto risultato aggiudicatario è difforme da quello previsto dal bando di gara.
TAR Aosta 23/01/1998 n. 157
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Ai sensi dell'art. 5 comma 2 D.P.C.M. 10 gennaio 1991 n. 55, le Imprese concorrenti ad una gara di appalto concorso d'importo superiore ad un milione ed inferiore a cinque milioni di ecu, devono essere in possesso di una cifra di affari variabile tra 1 e 1,50 volte l'importo a base d'asta e di un costo per il personale dipendente non inferiore a un valore pari allo 0,10 di una cifra d'affari variabile tra 1 e 1,50 volte l'importo a base d'asta, ossia ad una cifra non inferiore all'importo a base d'asta, fino ad un massimo del 50% dell'importo medesimo.
TAR Torino, Sezione II 28/10/1997 n. 541
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Nell'appalto concorso è generalmente riconosciuta all'Amministrazione un'ampia discrezionalità nella valutazione delle offerte in relazione ai requisiti tecnici ed economici e alla rispondenza del progetto alle finalità da conseguire; pertanto, la Pubblica amministrazione, nel compiere le proprie scelte, può affidarsi ad un meccanismo automatico imperniato sopra un sistema di parametri e di punteggi numerici oppure può adottare criteri di massima ai quali ancorare il giudizio complessivo, purché dal procedimento seguito scaturisca, comunque, un apprezzamento motivato e immune da vizi logici.
TAR Cagliari 29/09/1997 n. 1177
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
L'appalto concorso ha lo scopo di consentire all'Amministrazione di utilizzare la collaborazione dei soggetti invitati, scelti per le loro competenze tecniche ed esperienze specifiche nel settore, per pervenire alla soluzione più soddisfacente di problemi tecnici di particolare complessità o novità che ammettono più di una soluzione; pertanto, deve ritenersi ammissibile, ove non espressamente esclusa, la presentazione di un'offerta con la prospettazione di più soluzioni tecnologiche alternative e delle conseguenti variazioni di prezzo, consentendo essa all'Amministrazione la scelta della soluzione più idonea alle sue esigenze
Consiglio di Stato, Sezione IV 21/07/1997 n. 737
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Nel caso in cui l'aggiudicazione di una gara di appalto debba aver luogo non solo in ragione dell'offerta economica prodotta dal concorrente, ma anche in base alla considerazione congiunta di una pluralità di elementi di valutazione (valore tecnico dell'opera, tempo di esecuzione, prezzo complessivo, etc.), ossia con un procedimento avente le connotazioni tipiche del sistema di appalto concorso, l'Amministrazione deve specificare in sede di bando di gara siffatti elementi, indicandoli in ordine decrescente di importanza e disciplinando, poi, attraverso la lettera di invito, i criteri di attribuzione del punteggio relativo a ciascun elemento di valutazione; pertanto, è illegittima la fissazione di detti criteri operata contestualmente all'esercizio del potere di scelta fra i potenziali concorrenti o successivamente alla ricezione delle loro domande.In una procedura di appalto concorso l'apertura dei plichi contenenti l'offerta non può avvenire se non dopo la predeterminazione dei criteri di valutazione dei progetti tecnici presentati.La Commissione giudicatrice di un appalto concorso può solo introdurre elementi di specificazione nell'ambito di criteri generali prefissati dal bando o dalla lettera di invito per la valutazione delle offerte, attraverso la previsione di sottovoci rispetto alle categorie generali già fissate, ove queste ultime non risultino adeguate a rappresentare le peculiarità delle singole offerte.
TAR Milano 10/07/1997 n. 1236
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Se è vero che in un appalto concorso la valutazione del profilo tecnico, avendo natura discrezionale, deve precedere, e non seguire, la conoscenza delle offerte economiche, la cui valutazione è vincolata a parametri oggettivi, è pur vero che dalla inosservanza del principio non discende automaticamente la illegittimità del procedimento.Ciascuno dei componenti della Commissione di gara per l'aggiudicazione di un contratto della Pubblica amministrazione - che si configura quale collegio perfetto - è portatore di un specifica professionalità, cioè di peculiari competenze e conoscenze tecniche e/o amministrative e l'apporto di ogni membro è quindi determinante e necessario ai fini delle decisioni che la Commissione stessa è chiamata ad assumere, con la conseguenza che l'assenza anche di uno solo dei componenti inficia i lavori del collegio che abbia operato in composizione non integrale; né può ammettersi una successiva possibilità di sanatoria, posto che il contributo che ogni componente è chiamato a fornire risulta indispensabile non solo rispetto al momento finale in cui si manifesta la volontà dell'organo, ma anche e soprattutto nella precedente fase di discussione e di formazione della volontà stessa.
TAR Latina 14/03/1997 n. 228
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
L'ammissione alla gara per l'aggiudicazione mediante appalto concorso di un contratto con la P.A. attiene alla regolarità della documentazione, laddove la validità del progetto è la risultante di un giudizio sul come esso è stato redatto, con la conseguenza che, formandosi i due giudizi su piani diversi, la conclusione favorevole al primo non confligge con una eventuale conclusione contraria del secondo; pertanto, non sussiste alcuna contraddittorietà nel comportamento della Commissione giudicatrice che, dopo aver ammesso un concorrente avendo ritenuto regolare la documentazione presentata, lo esclude dall'aggiudicazione per l'invalidità del progetto presentato.La Commissione giudicatrice di un appalto concorso costituisce collegio perfetto; pertanto, i suoi componenti non solo devono partecipare alle sedute per offrire il proprio contributo alla deliberazione da assumere, ma non possono esimersi dall'esprimere il proprio giudizio; pertanto, è illegittima la deliberazione assunta dalla Commissione con l'astensione di alcuni suoi componenti
Corte dei Conti, Sezione Contr. 27/02/1997 n. 33
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
L'art. 69 R.D. 23 maggio 1924 n. 827, là dove stabilisce che l'asta deve ritenersi deserta ove non siano state presentate almeno due offerte, è operante soltanto per la procedura dell'asta pubblica e della licitazione privata ma non per quella dell'appalto concorso; pertanto, è legittima l'aggiudicazione di un appalto concorso all'unica ditta partecipante.
Consiglio di Stato 11/02/1997 n. 121
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Nei procedimenti concorsuali relativi a gara pubblica la segretezza delle offerte deve essere sempre rigorosamente salvaguardata a fini di tutela e presidio della effettività della concorrenza tra i partecipanti, in quanto detta segretezza - nella fase della presentazione delle offerte - costituisce una garanzia ineludibile della par condicio dei medesimi partecipanti la quale viene naturalmente meno nelle fasi successive, quando l'avvenuta apertura dei plichi comporta inevitabilmente la pubblicità di tutte le proposte avanzate dalle varie ditte interessate.In tema di procedimenti concorsuali relativi a gara pubblica le esigenze di segretezza non possono più riscontrarsi nel momento in cui la Commissione incaricata debba procedere alle operazioni di gara implicanti specificamente una valutazione comparativa delle offerte, atteso che in quel momento viene ad assumere preminente rilievo il fine di assicurare la scelta del progetto che si dimostri più valido, per le esigenze della Pubblica amministrazione, tra tutte quelle presentate dai partecipantiIn tema di procedimenti concorsuali relativi a gara pubblica il principio di imparzialità viene istituzionalmente salvaguardato, in quanto possibile, dalla predeterminazione delle modalità di valutazione delle singole offerte, attraverso la fissazione di criteri di massima che deve in ogni caso precedere la fase di svolgimento della gara, nella quale si prende concreta conoscenza degli elementi delle singole offerte e della relativa paternità.In tema di procedimenti concorsuali relativi a gara pubblica non è necessario che l'esame delle singole offerte avvenga in maniera progressiva, in stretta correlazione temporale con l'apertura delle relative buste e senza possibilità di una preventiva generale disamina di tutte le offerte, posto che il previo esame di tutte le offerte potrebbe risultare in concreto maggiormente rispondente all'interesse pubblico di assicurare una migliore relazione finale, in quanto la valutazione comparativa richiesta alla Commissione può effettuarsi in maniera ottimale, avendo presente l'intero arco delle offerte pervenute, piuttosto che le sole offerte di volta in volta già esaminate.In tema di procedimenti di gara pubblica il punteggio deve essere di volta in volta assegnato con riferimento a ciascuna offerta singolarmente considerata.L'art. 3 primo comma L. 7 agosto 1990 n. 241, nel prescrivere l'obbligo di motivazione per ogni atto amministrativo (la cui osservanza in termini di adeguatezza si ricollega alle risultanze istruttorie) fa riferimento alle sole attività amministrative di carattere propriamente provvedimentale e non a quelle di giudizio conseguenti a valutazioni tecniche come ad esempio in tema di gare pubbliche.Con riferimento alle procedure di aggiudicazione dei contratti mediante appalto concorso, le valutazioni in ordine alla adeguatezza dei progetti esaminati, sotto i profili tecnici ed economici, espressi con punteggi corrispondenti ai parametri precostituiti nei criteri generali, non richiedono l'esposizione di ulteriori elementi giustificativi delle scelte operate, oltre alla indicazione dei punteggi analitici attribuiti nei singoli casi
TAR Bari, Sezione II 31/12/1996 n. 916
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Le prescrizioni sulle formalità di presentazione delle offerte rilevano, ai fini dell'esclusione dalle procedure concorsuali per l'aggiudicazione di un appalto di lavori pubblici, quando rispondano ad un particolare interesse dell'Amministrazione e garantiscano la par condicio dei concorrenti; pertanto, ove l'inosservanza di una prescrizione, non espressamente prevista dal bando di gara o dalla lettera d'invito a pena di esclusione, sia insuscettibile di incidere sulla scelta del contraente privato, la stessa si risolve in una mera irregolarità inidonea a giustificare l'esclusione dalla gara e ad inficiare le relative operazioni.Nel procedimento per l'aggiudicazione di un appalto concorso, è illegittima la scelta di un progetto sostanzialmente divergente dalle caratteristiche tecniche indicate nel bando, atteso che in tal modo l'Ente appaltante viola la par condicio dei concorrenti, tutti tenuti a conformarsi al progetto guida elaborato dall'Amministrazione e quindi tutti indistintamente obbligati a proporre un'opera che non si configuri come diversa da quella che era stata inizialmente prefigurata.Non è incompatibile con la procedura dell'appalto concorso che l'Amministrazione richieda a tutti i partecipanti alla gara, attraverso ulteriori trattative, modificazioni agli elaborati progettuali da essi presentati che, nel rispetto dei caratteri essenziali del progetto guida, li rendano più convenienti al pubblico interesse.Nel procedimento per l'aggiudicazione di un appalto concorso l'Amministrazione dispone di un ampio potere discrezionale nella valutazione delle offerte presentate, in riferimento ai parametri tecnici, economici e della rispondenza del progetto alla finalità da attuare, il cui esercizio può essere sindacato solo per macroscopiche illogicità.Le disposizioni dettate dall'art. 21 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., in tema di composizione della Commissione giudicatrice nelle procedure per l'aggiudicazione di appalto concorso, sono di immediata applicazione e prescindono quindi dalla mancata adozione del regolamento governativo previsto dalla legge n. 109 del 1994 cit.
TAR Torino 21/12/1996 n. 647
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
In sede di appalto concorso è indispensabile la predeterminazione dei criteri di valutazione delle offerte, individuati in epoca anteriore a quella dell'esame delle stesse, al fine di garantire l'imparzialità dei giudizi, nonché la trasparenza delle operazioni svolte e la possibilità di ricostruire l'iter logico seguito dalla Commissione; pertanto, in applicazione di tale principio, oltre che per assolvere all'obbligo di motivazione, è manifesta la necessità che le determinazioni finali della Commissione diano contezza dell'analisi comparata delle singole offerte alla stregua dei parametri di valutazione prescelti, talché sia possibile comprendere e sindacare la genesi delle determinazioni assunte.Nel caso in cui i criteri fissati dall'Amministrazione in un bando di gara per appalto concorso si rivelino inidonei, per la loro ampiezza, a delimitare con parametri obiettivi e puntuali l'ampia discrezionalità della stessa nella valutazione dell'offerta, sussiste l'obbligo della Commissione giudicatrice di specificare i criteri medesimi
TAR Trieste 26/11/1996 n. 1192
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Se è vero che l'appalto concorso è un procedimento di scelta del contraente caratterizzato da valutazioni tecniche, per cui, salvo che per manifesta illogicità e/o contraddittorietà, i giudizi e i punteggi in tale sede espressi, sono incensurabili in sede di legittimità, ciò non di meno, tali giudizi non possono rimanere del tutto immotivati.
Consiglio di Stato, Sezione V 22/11/1996 n. 1382
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Nelle gare pubbliche espletate con il sistema dell'appalto concorso, la decisione della Commissione aggiudicatrice ha un valore solo relativamente vincolante per l'Amministrazione, nel senso che la stessa non è tenuta ad approvare comunque l'aggiudicazione dall'Impresa prescelta dalla Commissione, ma ben può decidere di non procedere ad alcuna aggiudicazione e di esperire, se necessario, una nuova gara, ove concrete ragioni di interesse pubblico lo richiedano.
Consiglio di Stato, Sezione IV 28/10/1996 n. 1159
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Nel procedimento di aggiudicazione di un contratto della Pubblica amministrazione mediante appalto concorso sono individuabili due fasi, la prima delle quali si conclude con la scelta del progetto tra i vari presentati (e per ciò solo è dominata dal principio della par condicio, dovendosi valutare le offerte in comparazione tra loro) e la seconda consiste nell'esame del progetto prescelto da parte di organi tecnici dell'Amministrazione (e si conclude con la stipulazione del contratto): in questa seconda fase, venuti meno, per effetto della scelta operata, gli altri concorrenti, non è più questione di garantire la par condicio, bensi di assicurare la migliore rispondenza del progetto ritenuto il più valido tra quelli presenti alle esigenze dell'opera pubblica da realizzare, con il conseguente potere dell'Amministrazione di introdurre modifiche o varianti
TAR Firenze, Sezione II 29/02/1996 n. 76
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Il termine « documento » usato nella lettera d'invito alla gara va interpretato nell'accezione propria desumibile dalla funzione che lo stesso documento deve svolgere; pertanto, il singolo allegato tecnico avulso dal progetto cui è collegato non può definirsi di norma come documento, in quanto inidoneo a garantire e permettere nell'insieme la lettura e la comprensione del progetto medesimo, mentre può definirsi come tale l'elaborato nella sua completezza, con la conseguenza che se l'insieme degli atti risponde alla funzione propria che il progetto deve garantire, l'eventuale mancanza o incompletezza di un allegato può avere rilievo solo sul piano della validità, e quindi del giudizio tecnico, e non della regolarità e dell'ammissibilità dell'offerta.La direttiva C.E.E. n. 531 del 1990 sui settori esclusi, relativamente al criterio dell'aggiudicazione secondo l'offerta economicamente più vantaggiosa, non fissa un ordine di priorità nei diversi elementi indicati, ma si limita a darne un'elencazione meramente esemplificativa, di modo che la collocazione pozione o deteriore nell'elencazione medesima è occasionale e priva di significato; pertanto, la Commissione giudicatrice è tenuta ad indicare l'ordine crescente di importanza degli elementi di valutazione individuati ai fini del giudizio sul progetto più meritevole ossia economicamente più vantaggioso.In ogni appalto concorso l'aggiudicazione del contratto deve avvenire a seguito di una congiunta considerazione dell'offerta tecnica e di quella economica, non essendo consentito assegnare ad una delle due il ruolo di criterio selettivo principale.Costituisce principio di carattere generale in materia di appalto concorso la previa determinazione di criteri obiettivi di valutazione delle offerte sulla base di parametri idonei sufficientemente specificati in modo da assicurare l'imparzialità, la trasparenza e conseguentemente il controllo dell'operato della Commissione giudicatrice.Nel caso di appalto concorso non può essere attribuito ad un punteggio numerico il valore di un giudizio di merito sintetico ed oggettivo, essendo basato, quest'ultimo, su soluzioni tecniche che si pongono come proposta in ordine ad un servizio da garantire o un lavoro da eseguire.
Consiglio di Stato, Sezione V 11/12/1995 n. 1694
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
L'appalto-concorso è una specie di gara utilizzata quando l'Amministrazione ha necessità di avvalersi di imprese particolarmente idonee a predisporre progetti di opere che, caratterizzati da obiettiva complessità tecnica, richiedano profonda competenza ed abilità costruttiva ed inventiva; pertanto, è assimilabile alla figura dell'appalto-concorso il procedimento di selezione del contraente mediante licitazione privata in base all'offerta economicamente più vantaggiosa su un progetto di massima dell'Amministrazione in relazione al quale le imprese offerenti hanno formulato autonomi progetti, contenenti soluzioni tecniche originali.Nel procedimento di scelta del contraente mediante appalto-concorso ad essere paragonati sono progetti di norma ontologicamente differenti, ancorché fungibili, che vanno valutati sia per le peculiarità progettuali che per l'esborso complessivo a carico della collettività; pertanto, non può ritenersi incongruo che diversi progetti vadano valutati con un prezzo unitario complessivo.
Consiglio di Stato 30/08/1995 n. 2087
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
In tema di lavori pubblici, non sussistono i presupposti per ricorrere alla procedura dell'appalto concorso quando l'Amministrazione non motivi adeguatamente sulle ragioni tecniche che giustificano la complessità dell'opera e non sia stato acquisito il preventivo parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici.
Corte dei Conti, Sezione Contr. 23/08/1995 n. 111
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
La procedura dell'appalto concorso, cosi come disciplinata dalla legge e dal regolamento per l'amministrazione e la contabilità generale dello Stato (RR.DD. 18 novembre 1923 n. 2440 e 23 maggio 1924 n. 827), è attivabile nei soli casi di speciali lavori e forniture per i quali l'Amministrazione ritenga conveniente giovarsi delle iniziative e dei progetti di provate competenze tecniche, artistiche e scientifiche; pertanto, tali caratteri non sono riscontrabili quando l'elemento innovativo-creativo non ha modo di esprimersi, consistendo i lavori in attività di mero consolidamento e manutenzione.
Consiglio di Stato 13/07/1994 n. 1343
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
E' consentito applicare, per una gara di affidamento di un appalto concorso, la normativa comunitaria anche se l'appalto sia di importo inferiore a quello per il quale la citata normativa va obbligatoriamente osservata, in quanto questa è volta ad ottenere la più ampia partecipazione di imprese concorrenti, con vantaggio per la Pubblica amministrazione.
Consiglio di Stato, Sezione VI 03/03/1994 n. 242
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Nel sistema dell'appalto concorso il progetto di massima costituisce lo strumento tramite il quale si determina la corrispondenza tra le particolari esigenze che hanno indotto l'Amministrazione a scegliere la suddetta procedura selettiva e la specialità delle competenze e dei mezzi di esecuzione occorrenti per il loro soddisfacimento; a tal fine deve avere un contenuto minimo essenziale nell'ambito del quale assumono un rilievo particolare l'individuazione, la descrizione e la verifica da parte dell'Ente appaltante della situazione dei luoghi interessati dal progetto, redatta in termini tali da fornire alle imprese un quadro di riferimento certo ed obiettivamente definito sul quale innestare le rispettive soluzioni progettuali
TAR Bari, Sezione I 15/12/1993 n. 1087
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
In sede di appalto-concorso, la libertà di progettazione da parte delle imprese concorrenti incontra un limite solo nell'esigenza che le soluzioni proposte non si discostino sensibilmente dall'idea centrale del progetto guida elaborato dall'Amministrazione, in modo tale da costituire un aliud configurante un'opera diversa da quella che si intende relizzare.
TAR Bari 12/11/1993 n. 771
legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.2.3
Nel gestire una gara pubblica l'Amministrazione deve ispirare la propria condotta al principio del favor della massima partecipazione alla gara stessa; pertanto, ove si discute del valore formale o sostanziale di alcuni requisiti previsti dal bando, le clausole di esclusione non possono, nel dubbio, essere interpretate nel senso di condurre ad una minore partecipazione.Nell'appalto-concorso, a differenza che in altri metodi di gara, il prezzo non costituisce elemento determinante agli effetti dell'aggiudicazione, sicché non costituisce né integra eccesso di potere la mancata esclusione da parte della Commissione giudicatrice di una ditta concorrente per la più lieve maggiore onerosità dell'offerta economica in rapporto a quella delle altre ditte.