Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "prezzo più basso"

Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 11/05/2006 n. 2612
legge 109/94 Articoli 1, 21 - Codici 1.1, 21.2
Qualora l’esame della documentazione integrativa di un partecipante alla gara venga pretermesso, per mero ed incontestato errore materiale, non sussiste l’onere di ripetere l’intera gara previo annullamento, ma di riprendere il procedimento dal punto in cui si è verificato l’errore, laddove le stesse modalità della gara - aggiudicazione secondo il criterio del prezzo più basso, inferiore a quello posto a base di gara, senza prefissione di alcun limite di ribasso - non sono tali da alterare le condizioni con il riesame dell’offerta non considerata nella precedente sessione di lavoro della commissione né sotto l’aspetto della segretezza né sotto quello della continuità delle operazioni. Il principio della segretezza delle offerte è infatti rivolto (unitamente alle altre caratteristiche quali la compiutezza, la completezza, la serietà e l’indipendenza) ad assicurare il gioco della libera concorrenza e del libero confronto attraverso cui può giungersi ad individuare il miglior contraente possibile (Cons. Stato, Sez. IV, 19 luglio 2004, n. 5185). L'esigenza di tutela della segretezza delle offerte impone il rinnovamento dell'intero procedimento nei soli casi in cui alla commissione giudicatrice sia richiesto l’esercizio del potere di discrezionalità tecnica nel visionare e valutare le offerte e la commissione vi abbia inoltre già proceduto, con l’apertura delle buste contenenti le relative offerte economiche (Cons. Stato, Sez. IV, 10 giugno 2004, n. 3731). Nella gara, che si svolge con il criterio del maggior ribasso rispetto al prezzo predeterminato dall’amministrazione, la commissione deve procedere alle sole operazioni aritmetiche di calcolo, priva di qualsivoglia discrezionalità, trattandosi semplicemente di determinare quali fra le imprese ammesse alla gara avesse la più elevata percentuale di ribasso rispetto al prezzo base fissato dall’amministrazione. L’esigenza della segretezza dell’offerta opera, pertanto, sino al momento in cui le relative buste entrano nella disponibilità dell’amministrazione, onde evitare che ciascuna impresa venga a conoscenza del ribasso della concorrente, ma non oltre. Acquisiti i plichi, il contenuto delle offerte unitamente ai singoli ribassi entra nella disponibilità della stazione appaltante, cui spetta garantire che non si verifichino alterazioni nel loro contenuto, volte a falsare i risultati della gara in spregio della par condicio dei concorrenti.
Consiglio di Stato, Sezione VI - Sentenza 03/02/2005 n. 312
legge 109/94 Articoli 1, 21 - Codici 1.1, 21.2
Il riferimento, ex art. 90, comma 6, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., all’aggiudicazione in base al ribasso percentuale si spiega in ragione della prevalenza accordata dal comma 4 della stessa norma al ribasso percentuale in caso di discordanza dal prezzo complessivo. (Nel caso di specie tale ultimo presupposto non ricorre, non rilevando all’uopo l’approssimazione in termini centesimali del ribasso ai soli fini di calcolo dell’anomalia).La traduzione conseguenziale in termini di ribasso percentuale del prezzo offerto è per definizione un posterius, che non può provocare, ove discordanza non vi sia, una modificazione contenutistica del prezzo stesso.
Corte di Giustizia U.E., Sezione II - Sentenza 07/10/2004 n. C. 247/02
legge 109/94 Articoli 1, 21 - Codici 1.1, 21.2
L’art. 30, n. 1, della direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/37/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti di lavori pubblici, deve essere interpretato nel senso che il medesimo osta ad una normativa nazionale che, ai fini dell’aggiudicazione degli appalti di lavori pubblici mediante procedure di gara aperte o ristrette, imponga, in termini generali ed astratti, alle amministrazioni aggiudicatrici di ricorrere unicamente al criterio del prezzo più basso.
TAR Abruzzo - Sentenza 20/04/2004 n. 473
legge 109/94 Articoli 1, 21 - Codici 1.1, 21.2
Atteso che il bando di gara e il relativo disciplinare costituiscono il regolamento speciale della procedura concorsuale, vincolante per tutti (Amministrazione e partecipanti), quando dal disciplinare si evince che il criterio di aggiudicazione non è quello del ribasso percentuale indicato in lettere, previsto dall’art. 90, comma 2, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. quale criterio prevalente in caso di discordanza tra il prezzo complessivo ed il ribasso da indicarsi in cifre ed in lettere, ma quello dell’importo offerto, da determinarsi dopo la verifica propedeutica alla fase di aggiudicazione (ciò desumendosi inequivocabilmente dal dato del disciplinare secondo cui la verifica ha ad oggetto i conteggi della lista delle categorie di lavoro e forniture “dei concorrenti” e non già dell’aggiudicatario), si è in presenza di una procedura diversa da quella prevista dall’art. 90 sopracitato, il cui settimo comma contempla invece la facoltà di detta verifica da parte dell’Amministrazione dopo l’aggiudicazione definitiva e prima della stipulazione del contratto. La suddetta diversa procedura, quindi, assume quale criterio di aggiudicazione il prezzo offerto e non già la percentuale di ribasso e contempla che la verifica debba essere effettuata nei confronti di tutti i concorrenti in una fase precedente l’aggiudicazione, il che comporta, nel caso di riscontro di errori di calcolo, la modifica dei prodotti e della somma finale.
Corte di Giustizia Amministrativa, Sezione Giurisdizionale - Sentenza 16/10/2002 n. 591
legge 109/94 Articoli 1, 21 - Codici 1.1, 21.2
L'eventuale discrepanza tra prezzi unitari ed ammontare complessivo dell'offerta non costituisce di per sé motivo di esclusione, essendo invece onere dell'amministrazione appaltante, ai sensi dell'art. 5 della legge 14/1973, quello di rettificare d'ufficio somme e/o prodotti eventualmente inficiati da errori di calcolo, mantenendo comunque per fermi ed immutabili i prezzi unitari indicati in offerta.L’art. 53 del R.D. 16 febbraio 1913, n. 89 (ordinamento del notariato), nella parte in cui prevede, in caso di correzione da apportarsi all'originale di atto notarile, che le parole cancellate o variate risultino sempre leggibili, anche dopo la cancellatura o correzione apportata, non può applicarsi, neanche in via analogica, alle gare d’appalto, non potendo essere assimilate le formalità necessarie per la compilazione di una domanda di partecipazione ad una gara pubblica, comprensiva dei relativi allegati, redatta da un soggetto privato ed ascrivibile esclusivamente alla volontà e responsabilità del medesimo, a quelle richieste invece ad un pubblico ufficiale al fine di garantire l'autenticità della provenienza e del contenuto di un atto pubblico fidefaciente. In materia di appalti pubblici, le modalità con le quali un'impresa può legittimamente apportare correzioni alla propria offerta sono puntualmente ed esaustivamente indicate dall'art. 5, co. 4, della legge n. 14 del 1973 (a mente del quale: "il modulo è sottoscritto in ciascun foglio dal concorrente e non può presentare correzioni che non siano da lui stesso espressamente confermate e sottoscritte"); tale norma non prevede la leggibilità ed intelligibilità dell'offerta originariamente espressa (che potrebbe essere frutto di semplice errore materiale e che, comunque, non è destinata in alcun modo ad entrare a far parte dell'eventuale sinallagma negoziale), essendo invece richieste, oltre alla chiara ed univoca espressione del prezzo risultante dalla correzione, unicamente la dichiarazione esplicita di conferma della correzione medesima e la relativa sottoscrizione da parte dell'offerente.
Consiglio di Stato, Sezione VI - Decisione 08/02/2001 n. 574
legge 109/94 Articoli 1, 21 - Codici 1.1, 21.2
La clausola del bando secondo cui nella valutazione di una voce dell’offerta deve essere attribuito alle offerte un punteggio in proporzione rispetto al punteggio riconosciuto all’offerta migliore, rimette alla discrezionalità tecnica dell’amministrazione l’elaborazione del metodo di calcolo delle offerte, ma implica in termini inequivoci un giudizio di proporzionalità tra tali voci dell’offerta in modo da dimensionare la differenza di punteggio tra offerta migliore e altre offerte alla differenza tra la consistenza percentuale delle rispettive voci.
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana 29/11/1999 n. 622
legge 109/94 Articoli 1, 21 - Codici 1.1, 21.2
Ai sensi dell'art. 1 co. 6 della L.R. 2 settembre 1998 n. 21, l'aggiudicazione dei contratti di appalto in Sicilia deve fare riferimento all'offerta che più si avvicina per difetto alla media finale dei prezzi offerti, ossia a favore dell'offerta più alta tra quelle inferiori alla media finale, e non a favore dell'offerta il cui ribasso, espresso in percentuale, s'avvicina per difetto al numero che esprime la percentuale media dei ribassi
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana 13/10/1999 n. 467
legge 109/94 Articoli 1, 21 - Codici 1.1, 21.2
Nella Regione siciliana, in tema di aggiudicazione di lavori pubblici di importo inferiore a 5 milioni di Ecu, la locuzione contenuta nell'art. 1, co. 6 L.R. Sicilia 2 settembre 1998 n. 21 (nel testo anteriore alla modifica apportata dall'art. 57, co. 13 L.R. 27 aprile 1999 n. 10), che per l'aggiudicazione fa riferimento « all'offerta che più si avvicina per difetto alla media delle offerte rimaste in gara », va interpretato nel senso che per tale offerta deve intendersi quella in prezzo assoluto immediatamente più bassa della media - parimenti determinata in prezzo assoluto - delle offerte residue (dopo cioè l'eliminazione di quelle inammissibili), e non già l'offerta contenente la percentuale di ribasso immediatamente inferiore alla media dei ribassi offerti dalle imprese rimaste in gara; pertanto, la media da determinarsi da parte del seggio di gara è quella tra le offerte complessive cosi come formulate dalle imprese partecipanti alla gara (prezzi unitari per quantità) e l'offerta che (in mancanza di una che eguagli esattamente la media finale cosi determinata) più si avvicina « per difetto » a detta media è quella che indica il prezzo immediatamente più basso (e non quello immediatamente più alto) rispetto alla media stessa.
TAR Bari 04/08/1999 n. 1009
legge 109/94 Articoli 1, 21 - Codici 1.1, 21.2
Nelle gare di appalto per l'aggiudicazione di contratti della Pubblica amministrazione, gli elementi di valutazione aventi carattere automatico, come il prezzo, devono essere esaminati dopo gli elementi comportanti apprezzamenti discrezionali, al fine di evitare che i primi possano influenzare i secondi; pertanto, è illegittimo l'ordine impartito dal direttore generale dell'A.S.L. alla Commissione di gara di procedere ad un riesame degli elaborati tecnici di una ditta già esclusa per inadeguatezza degli stessi, dopo che erano già note le offerte economiche di altre imprese partecipanti.Nelle procedure di gara per l'aggiudicazione di contratti della Pubblica amministrazione, la pronuncia cautelare, al pari della decisione di merito, può essere chiesta solo nei riguardi dell'atto che conclude il procedimento di aggiudicazione, e non anche degli atti endoprocedimentali che sono tutti sottoposti alla valutazione del competente organo di amministrazione attiva, in funzione dell'approvazione o del diniego di approvazione della proposta della Commissione di gara, sulla quale si riflettono in via derivata gli eventuali vizi propri di essi; pertanto, al giudice della legittimità non può essere chiesto un intervento immediato sugli atti interni del procedimento a mezzo di ricorsi utilizzati solo come veicolo per ottenere, in sede cautelare, una modifica dell'iter procedimentale percorso dall'Amministrazione, col duplice risultato di dar vita ad un provvedimento finale che, pur qualificandosi come amministrativo, assume nella sostanza una duplice paternità, e di ritardare, oltre il ragionevole, procedure che per ragioni obiettive dovrebbero essere concluse in tempi rapidissimi.
Consiglio di Stato, Sezione V 02/11/1998 n. 906
legge 109/94 Articoli 1, 21 - Codici 1.1, 21.2
Nelle gare per l'appalto di opere pubbliche, la correzione che può eventualmente conseguire alla verifica dei conteggi di cui all'art. 5 L. 2 febbraio 1973 n. 14, va operata - al pari della verifica medesima - solo relativamente all'offerta presentata dal concorrente che ha proposto il prezzo complessivamente più vantaggioso per l'Amministrazione e non relativamente a tutte le offerte validamente formulate.In tema di interpretazione di un'offerta in sede di gara per l'aggiudicazione di un contratto con la Pubblica amministrazione, il principio civilistico espresso dall'art. 1430 Cod. civ. sulla rettificabilità dell'errore di calcolo trova attuazione solo nei casi in cui siano chiari, sicuri e fermi i termini da calcolare, e non anche quando sia incerto il dato sul quale l'onere è caduto (nella specie, il prezzo unitario o quello totale).