Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "massimo ribasso"

TAR Sicilia, Sezione III Palermo - Sentenza 16/09/2005 n. 1604
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.1
Alla fattispecie dell’art. 21, comma 1-bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., coordinata con la legge regionale n. 7/2002 e s.m., si correla la inapplicabilità della disposizione dell’art. 77, comma 1, del R.D. n. 827/1924, (vale a dire il sub-procedimento di licitazione privata mediante offerte migliorative), e si rende invece applicabile quella del comma 2 dello stesso art. 77, laddove questo prevede il ricorso direttamente al sorteggio tra le offerte uguali nei casi di appalti con limite prefissato di massimo aumento o massimo ribasso. Ciò in quanto, trattandosi di appalti sotto soglia comunitaria da aggiudicarsi, ai sensi del citato art. 21, comma 1-bis, della legge n. 109/1994 e s.m., al prezzo più basso previa determinazione della soglia di anomalia e conseguente esclusione automatica delle offerte risultate anomale, con la licitazione integrativa-migliorativa si verrebbe a consentire l’aggiudicazione ad una offerta ulteriormente ribassata (a “carte scoperte”) rispetto alla percentuale già valutata come anomala secondo parametri ben determinati che inderogabilmente fissano la percentuale di massimo ribasso consentito. Né, al riguardo, può farsi riferimento al vantaggio economico che l’Amministrazione potrebbe conseguire dall’offerta migliorativa, dal momento che tali oggettivi ed automatici parametri scaturiscono dalla ratio sottesa al suddetto art. 21, comma 1 bis, della legge quadro, finalizzata, come è noto, ad evitare che le offerte disancorate dal mercato e scarsamente affidabili possano incidere negativamente sul conteggio (in tal senso, fra le tante, Cons. Stato, sez. V, 11 luglio 2001, n. 3861).La possibilità di presentare offerte migliorative, inoltre, verrebbe ad alterare il sistema di aggiudicazione delineato dal citato art. 21, comma 1-bis, della legge n. 109/1994 e s.m., in quanto l’esperimento migliorativo presuppone una flessibilità di contrattazione del tutto incompatibile con il rilevato automatismo che si fonda anche sul principio di immodificabilità della proposta contrattuale inizialmente formulata che, nell’impedire di rendere valida una offerta diversamente invalida (attraverso ripensamenti e riformulazioni da parte di alcuni concorrenti), esclude ogni margine di ulteriore miglioramento delle offerte e di conseguente trasformazione di una originaria selezione aperta in una procedura negoziata, trasmodando nello schema della trattativa privata (cfr. Cons. Stato, sez. V, 13 dicembre 2002, n. 6281, secondo cui “va negata la possibilità di modificare le condizioni contrattuali di affidamento di un servizio o di una fornitura o della realizzazione di un’opera, sia prima che dopo l’aggiudicazione, perché in ogni caso…vi è palese violazione delle regole di concorrenza e di parità di condizioni fra i partecipanti alle gare pubbliche”).
Consiglio di Stato, Sezione IV - Sentenza 15/02/2005 n. 478
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.1
La dimostrazione della spettanza dell’appalto all’impresa danneggiata risulta ovviamente configurabile nei soli casi in cui il criterio di aggiudicazione si fonda su parametri vincolati e matematici (come, ad esempio, nel caso del massimo ribasso in un pubblico incanto in cui l’impresa vincitrice avrebbe dovuto essere esclusa), mentre si rivela impossibile là dove la selezione del contraente viene operata sulla base di un apprezzamento tecnico-discrezionale dell’offerta (come nel caso dell’offerta economicamente più vantaggiosa).L’impresa danneggiata che dimostra la spettanza dell’appalto ha diritto ad un risarcimento pari al 10% del valore dell’appalto (come eventualmente ribassato dalla sua offerta), ferma restando la possibilità di conseguire una somma superiore in presenza della dimostrazione che il margine di utile sarebbe stato maggiore di quello presunto.Viceversa, quando l’impresa danneggiata adduce a sostegno della pretesa risarcitoria solo la perdita di una chance (cioè quando non riesce a provare che l’aggiudicazione dell’appalto le spettava secondo le regole di gara), la somma commisurata all’utile di impresa deve essere proporzionalmente ridotta in ragione delle concrete possibilità di vittoria risultanti dagli atti della procedura.
TAR Lazio, Sezione III - Sentenza 21/07/2003 n. 6400
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.1
L'art. 89 del D.P.R. 21 dicembre 1999 n. 554 e s.m. non impone che la valutazione delle offerte sia affidata obbligatoriamente ad apposito organo collegiale (commissione giudicatrice) deputato espressamente alla valutazione delle offerte <come, invece, prescrive l´articolo 21, comma 4, della legge n° 109/1994 e s.m.i., per l´aggiudicazione degli appalti mediante appalto-concorso nonché per l´affidamento di concessioni mediante licitazione privata> ma più genericamente prevede che il responsabile del procedimento, nell´esercizio del compito affidatogli dalla norma ("...esamina le giustificazioni presentate dai concorrenti, ai sensi dell´art. 21, comma 1-bis della legge, e valuta la congruità delle offerte..."), possa avvalersi di "...organismi tecnici della stazione appaltante..." dei quali la stessa norma non definisce né la natura né la composizione.L´Amministrazione -e per essa il responsabile del procedimento- può, dunque, avvalersi o di propri organi tecnici, se già istituzionalmente previsti, ovvero può procedere all´istituzione di apposito organismo tecnico la cui valutazione può anche esaurire, in termini di effettività, tutta la fase procedimentale relativa alla verifica di congruità delle offerte, se l´apporto di detto organismo assume, per scelta della stazione appaltante, un ruolo determinante nell´economia dell´intero procedimento di gara.La sostanziale valutazione delle offerte può dunque essere legittimamente affidata, ex art. 89 citato, anche ad apposito organismo tecnico, specificamente qualificato per composizione, di modo che il "...responsabile del procedimento..." possa limitarsi ad assentire le relazioni del predetto organismo tecnico, ed il "...soggetto che presiede..." ad "...aggiudicare..." formalmente la gara.E' da escludere che il responsabile del procedimento debba allegare propria puntuale motivazione delle ragioni per le quali ritenga di assentire le relazioni redatte dalla Commissione Tecnica, non impedendo la norma regolamentare applicabile alla fattispecie che il ruolo determinante nella sequenza procedimentale in questione sia sostanzialmente e concretamente assunto dal predetto organismo collegiale, se ciò è espressamente voluto dalla stazione appaltante, tenuto conto della molteplicità ed esaustività, rispetto alla valutazione da operarsi, delle competenze professionali specialistiche rappresentate dai suoi componenti.
TAR Genova 02/06/1999 n. 269
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.1
Anche nel caso di contratto di appalto di opere pubbliche con aggiudicazione col criterio del massimo ribasso percentuale, è indispensabile che vengano descritti i singoli lavori da effettuare con l'indicazione dei relativi costi, a tutela del pubblico interesse che l'affidamento venga effettuato in favore dell'offerta che, in tutti i suoi elementi di costo, e non solo nel prezzo finale, sia seria
TAR Milano 13/04/1999 n. 1173
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.1
In sede di gara per l'aggiudicazione di contratti d'appalto di opere pubbliche da svolgersi col metodo del massimo ribasso sul prezzo, le giustificazioni addotte dall'offerente con riferimento alla propria offerta, che risulti superiore alla soglia di anomalia, non hanno la funzione di apportare correttivi al ribasso offerto, bensi quella di spiegare come il medesimo sia compatibile col conseguimento di un utile normale .Il sistema di licitazione privata basato sul prezzo più basso, essendo preordinato a realizzare il massimo risparmio possibile per l'Amministrazione appaltante, si fonda su un meccanismo selettivo automatico, mentre il concorrente interesse pubblico ad una regolare esecuzione dell'opera trova tutela nella sola norma che consente all'Amministrazione di rifiutare l'aggiudicazione quando l'offerta economicamente migliore si presenti nel suo complesso anormalmente bassa rispetto all'entità della prestazione, e non sia possibile eliminare tale anomalia attraverso la verifica analitica della congruenza dei prezzi unitari, nel loro insieme e nei reciproci rapporti che entrano a comporre l'offerta complessiva.La valutazione dell'anomalia dell'offerta presentata in sede di appalto per l'aggiudicazione di contratti della Pubblica amministrazione è incentrata su una discrezionalità che esige l'acquisizione di dati concreti e specifici, riferibili alla singola posizione considerata, ove un ruolo determinante è svolto dall'instaurazione di un contraddittorio con la ditta offerente, le cui giustificazioni devono primariamente essere prese in considerazione, mentre la relativa operazione logico valutativa deve riflettersi in una corrispondente e adeguata motivazione.
TAR Campobasso 15/11/1997 n. 225
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.1
Il giudizio dell'Amministrazione sulle giustificazioni addotte dall'impresa concorrente a gara pubblica a sostegno dell'offerta apparentemente anomala, pur avendo contenuto squisitamente tecnico, non può sottrarsi in modo assoluto al sindacato di legittimità, sotto il profilo della ragionevolezza e della compiuta percezione degli elementi costitutivi dell'offerta stessa, dovendosi altrimenti ritenere inattaccabile anche una valutazione totalmente arbitraria o fondata su elementi erronei o travisati.Il provvedimento di aggiudicazione di una gara conseguente all'esito positivo della verifica dell'anomalia dell'offerta non necessita, di regola, di particolare motivazione, nel senso che le stesse giustificazioni presentate dall'offerente possono costituire la base del provvedimento e, per relationem, la motivazione del medesimo.In sede di gara da svolgersi col metodo del massimo ribasso sul prezzo, le giustificazioni addotte dall'offerente con riferimento alla propria offerta risultante superiore alla soglia di anomalia non hanno la funzione di apportare correttivi al ribasso offerto, bensi quella di spiegare come il medesimo sia compatibile col conseguimento di un utile normale; pertanto, l'eventuale indeterminatezza della relazione giustificativa non può produrre incertezza, nell'Amministrazione, circa il ribasso che la concorrente s'impegna ad applicare una volta risultata aggiudicataria.In sede di gara al massimo ribasso, che presuppone un'offerta a corpo da formulare in linea di principio nel pieno rispetto delle indicazioni fornite dal progetto esecutivo, deve essere ammessa la compatibilità di varianti, meramente esecutive e non progettuali, incidenti sul ribasso, in base alle indicazioni provenienti dall'art. 21, co. 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., il quale elenca, tra le giustificazioni dell'offerta legittimamente valutabili dall'Amministrazione, l'economicità del procedimento di costruzione o delle soluzioni tecniche adottate, in tal modo ammettendo che l'entità del ribasso derivi in qualche misura da un autonomo apporto dell'impresa in merito alle modalità realizzative dell'opera; pertanto, la giustificazione dell'offerta anomala, cioè del ribasso proposto, può avvenire anche attraverso una parziale modificazione della progettazione esecutiva.
TAR Reggio Calabria 30/07/1997 n. 620
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.1
Allorche' un bando di gara di un appalto pubblico preveda l'espletamento dell'asta pubblica con il criterio del massimo ribasso sull'elenco prezzi (ex art. 21, primo comma, legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m.), e' illegittima l'aggiudicazione dell'asta medesima con il criterio della media delle offerte, giacche' tale criterio puo' essere utilizzato esclusivamente per determinare le offerte anomale e non per individuare l'aggiudicatario.
TAR Trieste 08/05/1997 n. 341
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.1
In una licitazione privata con aggiudicazione secondo il criterio del massimo ribasso sull'elenco prezzi (art. 21, legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m.), la ditta non aggiudicataria è legittimata a ricorrere in caso di illegittima esclusione di ditta terza, ove la riammissione di quest'ultima determini un diverso calcolo della media delle offerte, a seguito del quale la ricorrente presumibilmente (anche se non sicuramente) risulterebbe vincitrice.