Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "offerta prezzi"

TAR Calabria, Sezione I Catanzaro - Sentenza 24/10/2006 n. 1242
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
E’ indubitabile che la lista delle lavorazioni e forniture di cui all’art. 90 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. costituisce elemento integrante dell’offerta, allorché l’aggiudicazione debba avere luogo con il metodo dell’offerta a prezzi unitari. Ciò tuttavia non significa che la disciplina contenuta nella citata disposizione costituisca regolamentazione esaustiva delle modalità di formulazione dell’offerta, giacché in essa vengono fissati i contenuti della lista, ma non vengono determinate le modalità con le quali il concorrente fa propria l’offerta, quale risultante dalla lista più volte menzionata, con una dichiarazione che sia indice di una sicura volontà contrattuale, proveniente da colui che è in grado di vincolare l’impresa. Nella norma manca, tra l’altro, ogni riferimento specifico al soggetto abilitato nell’ambito dell’organizzazione di impresa a formulare l’offerta e, quindi, a sottoscrivere la lista in questione. La disciplina della formulazione dell’offerta da parte dell’impresa e, quindi, delle modalità con cui la relativa dichiarazione dovrà essere effettuata dal legale rappresentate o dal suo procuratore, è rimessa, pertanto, alla lex specialis. Quest’ultima ben potrà prevedere che la dichiarazione debba essere contenuta nella scheda recante la lista delle lavorazioni. Nulla, però, sembra vietare che sia prevista (come nel caso di specie) una dichiarazione apposita, in cui riportare il prezzo globale ed il ribasso già risultanti dalla lista e che da questa sia tenuta distinta.
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana, Sezione giurisdizionale - Sentenza 26/01/2006 n. 27
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
Ai sensi dell’art. 90, comma 7, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., in caso di discordanza fra il prezzo complessivo e quello dipendente dal ribasso percentuale offerto, tutti i prezzi unitari sono corretti in modo costante in base alla percentuale di discordanza. I prezzi unitari offerti, eventualmente corretti, costituiscono l’elenco dei prezzi unitari contrattuali. Costituisce presupposto indefettibile per l’applicazione di tale disposizione la circostanza che nel corpo dell’offerta siano indicati sia il prezzo complessivo in numerario sia la percentuale di ribasso, ed esista discordanza tra i due dati. Qualora (come nel caso di specie) le imprese offerenti non siano tenute, in base alle previsioni del bando, ad indicare la percentuale di ribasso, e questa sia soggetta a determinazione da parte dello stesso seggio di gara sulla base di una semplice operazione aritmetica di conversione del prezzo complessivo indicato dall’offerente, si versa evidentemente in fattispecie del tutto diversa da quella normativamente regolata. In tal caso deve farsi applicazione della disciplina di cui ai commi 2 e 5 del citato art. 90 del D.P.R. n. 554/1999 e s.m., la quale, in caso di offerte a misura o di parti a misura di offerte miste, accorda prevalenza ai prezzi unitari rispetto al prezzo complessivo, imponendo al seggio di gara di procedere alle correzioni degli eventuali errori di calcolo commessi dall’impresa al fine di rideterminare il prezzo complessivo in rapporto all’effettiva entità dei prezzi unitari e di commisurare quindi al valore in tal modo rideterminato la corrispondente percentuale di ribasso sulla base d’asta.
TAR Lazio, Sezione II ter Roma - Sentenza 12/10/2005 n. 8409
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
L’art. 90 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. ha inteso risolvere in modo chiaro tutti i problemi connessi alle discordanze tra le varie parti dell’offerta, indicando come criterio unificatore e vincolante quello della percentuale di ribasso (in precedenza non prescritta), onde considerare irrilevanti i possibili errori che il concorrente in una gara di appalto abbia commesso nell’indicazione del prezzo complessivo offerto per l’esecuzione di un’opera pubblica. In base alla norma sopra citata il dato decisivo di riferimento per la determinazione dei prezzi unitari negli appalti di lavori pubblici è, pertanto, rappresentato dal ribasso percentuale, in base al quale non solo si identifica l’offerta (comma 6), ma si effettua la correzione delle eventuali discordanze tra i prezzi unitari, comunque indicati, e la detta percentuale, adeguandoli a quest’ultima (T.A.R. Abruzzo Pescara, 8 luglio 2004, n. 696; T.A.R. Veneto, sez. I, 15 gennaio 2003, n. 1; Consiglio Stato, sez. V, 30 ottobre 2003, n. 6767).Legittimamente il disciplinare di gara dispone circa il calcolo delle medie fino alla terza cifra decimale arrotondata all’unità superiore, qualora la quarta cifra decimale sia pari o superiore a cinque, allo scopo di precisare e chiarire che, in caso di differenze minime tra le offerte, non debba delle stesse tenersi conto, dovendosi invece fare esclusivo riferimento ai ribassi percentuali approssimati fino alla terza cifra. Sostenere la necessità di estendere oltre la terza cifra decimale il calcolo dell’effettivo ribasso condurrebbe all’assurda conseguenza di ritenere diverse due offerte che si differenziano minimamente, in contrasto con i criteri assunti dal bando, che, nel prevedere l’aggiudicazione in base al ribasso percentuale indicato in lettere, deve intendersi nel senso che tenda ad evitare scelte basate su pretese convenienze di migliori offerte (in termini di importi meramente numerici) che in realtà appaiono pretestuose ed illogiche (T.A.R. Lazio, Sez. II ter, 2003, n. 5032).
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 05/10/2005 n. 5315
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
L’art. 90 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., rubricato “aggiudicazione al prezzo più basso determinato mediante offerta a prezzi unitari”, prevede che i concorrenti, al momento della presentazione delle loro offerte, sono tenuti ad indicare, oltre ai singoli prezzi unitari sulla base della scheda all’uopo predisposta dalla Stazione appaltante, anche il prezzo complessivo offerto “...unitamente al conseguente ribasso percentuale rispetto al prezzo complessivo posto a base di gara...”. La verificazione, da parte della Stazione appaltante, della congruità (o della soglia di anomalia) dell’offerta nella sua interezza, sulla base del combinato disposto dell’art. 21, comma 1bis, della legge n. 109/1994 e s.m. e dell’art. 90, comma 2, del regolamento di attuazione approvato con il D.P.R. n. 554/1999, deve, dunque, avere riguardo non ai singoli prezzi unitari contenuti nell’elenco predisposto per la presentazione delle offerte per l’ammissione alla partecipazione alla gara, bensì all’importo complessivo posto a base d’asta, rispetto al quale le imprese concorrenti, sempre all’atto della presentazione della loro offerta, sono tenute a specificare il ribasso percentuale offerto.
Consiglio di Stato, Sezione VI - Sentenza 16/02/2005 n. 491
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
E’ principio fondamentale delle pubbliche gare che prevedono l’aggiudicazione con il criterio del prezzo più basso, determinato mediante offerta di prezzi unitari, che le offerte, al fine di garantire la par condicio dei concorrenti e la trasparenza della comparazione, devono rispettare i contenuti previsti dal bando di gara. Ne consegue che l’offerta, in quanto recante un contenuto diverso dallo schema predisposto dalla stazione appaltante, si presenta, per ciò stesso, inammissibile, senza necessità di un’espressa clausola di esclusione, essendo la conformità a tale schema il presupposto condizionante la validità della manifestazione di volontà della partecipante alla gara. La difformità, derivante dall’aggiunta di un elemento di prezzo non richiesto, non può essere considerata dalla stazione appaltante alla stregua di una mera irregolarità, sanabile mediante una semplice operazione matematica di sottrazione. E’ sufficiente considerare, infatti, che una siffatta operazione comporterebbe, attraverso l’eliminazione di una categoria di lavori e del relativo prezzo unitario, la rettifica d’ufficio anche del prezzo complessivo ossia la correzione, ad opera dell’Amministrazione, dell’elemento fondamentale dell’offerta economica, da prendere a riferimento per l’individuazione dell’aggiudicatario.
TAR Campania, Sezione I Napoli - Sentenza 14/07/2004 n. 10178
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
E’ legittima l’esclusione disposta a motivo che “in calce all’ultima pagina della lista delle categorie di lavorazione e forniture non è indicato il prezzo globale offerto, rappresentato dalla somma dei prodotti riportati nella settima colonna ed il conseguente ribasso percentuale rispetto al prezzo posto a base di gara”. La prescrizione in parola risulta imposta nelle stesse precise modalità dalla normativa generale in materia di lavori pubblici ed in particolare dall’art. 90, comma 2, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., recante il “Regolamento di attuazione della legge quadro. La disposizione in esame è chiaramente orientata, nel sistema di licitazione privata con corrispettivo a corpo da determinare mediante offerta a prezzi unitari, all’esigenza dell’Amministrazione di conseguire dal concorrente un’offerta a corpo strettamente correlata ai singoli prezzi unitari ed alle quantità indicate nella lista delle categorie. Il prezzo complessivo a corpo offerto, dovendo rappresentare il risultato dei singoli prezzi unitari applicati alle quantità indicate, non può giocoforza che essere indicato esclusivamente in calce alla lista stessa, onde consentire in sede di gara sia la verifica dei calcoli sia la certezza del corrispettivo a corpo offerto.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 22/04/2004 n. 2321
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
L’art. 90, comma 7, del regolamento di attuazione della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. si ispira al principio di conservazione delle offerte e disciplina un meccanismo di sostituzione automatica dell’obiettiva volontà legale, ricostruita secondo i criteri ivi descritti, a quella eventualmente oscura esternata dall’impresa aggiudicataria. L’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici ha coerentemente osservato (deliberazione 29 aprile 2002, n. 114) che la rideterminazione dei prezzi unitari, a seguito della verifica dei conteggi effettuata dopo l’aggiudicazione, va mantenuta ferma anche qualora, all’esito dell’operazione, non risulti rispettata la volontà emergente dall’originaria offerta formulata dall’aggiudicatario, essendo questa l’effetto tipico di ogni eterointegrazione normativa delle manifestazioni di volontà private.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 10/11/2003 n. 7134
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
Ai sensi dell’art. 90, commi 6 e 7, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., nell’offerta a prezzi unitari il dato decisivo di riferimento per la determinazione dei prezzi unitari è rappresentato dal ribasso percentuale, in base al quale, non solo si identifica l’offerta, ma si effettua la correzione delle eventuali discordanze tra i prezzi unitari, comunque indicati, e la suddetta percentuale, adeguandoli a quest’ultima. Da ciò consegue l’irrilevanza degli eventuali errori commessi nella redazione dell’offerta per quanto concerne i prezzi unitari, in quanto se ne prevede la correzione alla stregua della percentuale di ribasso. Pertanto, l’omessa indicazione in lettere dei prezzi unitari non rende inammissibile l’offerta, atteso che detta omissione non può essere considerata infrazione più grave dell’eventuale discordanza con il dato in cifre e posto che il dato mancante (o errato) può essere ricavato (o corretto), in entrambi i casi, con la semplice operazione matematica di applicazione della percentuale di ribasso.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 09/10/2003 n. 6070
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
Nella valutazione delle offerte in una gara d'appalto pubblico, non sussiste discordanza di espressione tra offerta in cifre ed offerta in lettere, tale da dover giustificare la prevalenza di quest'ultima ai sensi dell'art. 72 R.D. 23 maggio 1924, n. 827, nel caso in cui l'offerta in cifre sia erroneamente formulata, con tre cifre decimali, in centesimi, anziché in millesimi, stante l'immediata riconoscibilità dell'errore in cui l'offerente è incorso.
Consiglio di Stato, Sezione VI - Sentenza 11/07/2003 n. 4145
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
Nelle gare indette con in criterio dell'offerta di prezzi unitari, l'articolo 90 del d.P.R. 21 dicembre 1999 n. 554 e s.m., diversamente dall'abrogato articolo 5 della legge n. 14 del 1973, obbliga la stazione appaltante a considerare, ai fini dell'aggiudicazione, il solo ribasso percentuale indicato in lettere apposto in calce alla lista. Nessun rilievo è riconosciuto, ai fini dell'aggiudicazione, ai prezzi unitari o ad eventuali discrasie tra l'importo offerto derivante dalla loro applicazione e il predetto ribasso percentuale
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 24/02/2003 n. 990
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
Con riguardo agli appalti aggiudicati col metodo del prezzo più basso mediante offerta a prezzi unitari di cui all’art. 90 del D.P.R. 21 dicembre 1999 n. 554 e s.m., in sede di verifica delle offerte risultate anomale va disposta l’esclusione dell’offerta nel caso in cui risultino non già delle differenze tra le singole voci di spesa, che potrebbero trovare una adeguata contropartita nell’ambito degli altri fattori di produzione, ma un grave squilibrio nella composizione dell'offerta stessa, tale da comprometterne l'attendibilità.La valutazione espressa dalla stazione appaltante in sede della verifica delle offerte, di cui all’art. 90, co. 7, del D.P.R. 21 dicembre 1999 n. 554 e s.m., attraverso il controllo dei conteggi presentati dall'aggiudicatario, costituisce espressione di un generale potere di autotutela in ordine all'accertamento della reale possibilità dell'impresa di eseguire correttamente l'appalto alle condizioni precisate negli elaborati di gara. Tale valutazione non può che essere negativa nel caso in cui di cui risulti che sussiste un grave squilibrio nella composizione dell'offerta, tale da comprometterne l'attendibilità.
Corte di Giustizia Amministrativa, Sezione Giurisdizionale - Sentenza 20/01/2003 n. 9
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
Il principio generale secondo cui, in caso di contrasto con l’offerta in cifre e l’offerta in lettere, deve essere privilegiata quest’ultima offerta, non opera ove il contrasto sia dovuto ad errore materiale facilmente riconoscibile. E' chiaramente riconducibile ad evidente errore materiale la notevolissima sproporzione tra l’importo del prezzo unitario dell’offerta espresso in cifre rispetto a quello espresso in lettere; è pertanto affetta da eccesso di potere per illogicità manifesta, in tale ipotesi, l’applicazione del criterio della prevalenza del prezzo indicato in lettere rispetto a quello indicato in cifre.
TAR Veneto, Sezione I - Sentenza 02/01/2003 n. 1
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
Illegittimamente la commissione di gara, nel caso in cui sia riscontrata una discordanza tra il prezzo complessivo offerto ed il ribasso percentuale indicato nella stessa offerta, corregge quest'ultimo, adottando, ai fini della conseguente definizione della procedura di gara, il valore percentuale risultante dal rapporto tra il prezzo posto a base della procedura e quello indicato dall'impresa, atteso che l'art.90 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n.554 s.m., prevede al 2° comma che «in caso di discordanza prevale il ribasso percentuale indicato in lettere» e che il 7° comma dello stesso articolo stabilisce che la commissione «dopo l'aggiudicazione definitiva e prima della stipulazione del contratto, procede alla verifica dei conteggi presentati dall'aggiudicatario tenendo per validi e immutabili i prezzi unitari e correggendo, ove si riscontri un errore di calcolo, i prodotti o la somma.... In caso di discordanza fra il prezzo complessivo risultante da tale verifica e quello dipendente dal ribasso percentuale offerto, tutti i prezzi unitari sono corretti in modo costante in base alla percentuale di discordanza. I prezzi unitari offerti eventualmente corretti, costituiscono l'elenco dei prezzi unitari contrattuali». Da queste disposizioni regolamentari si evince infatti che, nelle gare soggette a tale disciplina, nella fase di verifica e valutazione dell'offerta deve sempre essere accordata prevalenza al ribasso percentuale indicato in lettere rispetto al prezzo complessivo.
TAR Basilicata - Sentenza 30/12/2002 n. 1047
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
Ai sensi del combinato disposto dei commi secondo e settimo dell'art. 90 del D.P.R. 21 dicembre 1999 n. 554 e s.m., deve ritenersi in generale che il ribasso percentuale è l'elemento dell'offerta che assume carattere vincolante per la stazione appaltante.E' pertanto illegittima l'esclusione di una offerta disposta facendo riferimento al prezzo offerto perché nell'importo relativo sono stati inclusi gli oneri della sicurezza, essendo la stazione appaltante tenuta a considerare il solo ribasso percentuale offerto al netto degli oneri di sicurezza, correggendo, in modo costante in base alla percentuale di discordanza, tutti i prezzi unitari per allinearli al ribasso.
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana 03/02/2000 n. 25
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
In una gara per l'aggiudicazione di lavori pubblici, in presenza di discordanza di due voci dell'offerta tra il prezzo in cifre e quello in lettere dovuto a mero errore materiale, deve essere dato rilievo al valore effettivo dell'offerta quale desumibile da elementi di valutazione diretti ed inequivoci che rendono certa l'offerta stessa.
TAR Palermo 27/10/1999 n. 2049
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
Nel caso di appalto di un'opera pubblica col metodo dell'offerta a prezzi unitari, è illegittima l'ammissione alla gara di una ditta che non abbia indicati i detti prezzi in lettere, in quanto tale indicazione non è destinata soltanto a discriminare tra le offerte dei concorrenti nella fase dell'aggiudicazione, ma produce i suoi effetti per tutta la durata del rapporto tra aggiudicatario e Amministrazione, concorrendo a dirimere qualsiasi controversia possa insorgere in merito ai prezzi offerti dalle singole voci di cui si compone l'oggetto dell'appalto.
TAR Bari 20/10/1999 n. 1316
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
E' illegittima l'esclusione da una gara di appalto di lavori pubblici dell'impresa la cui offerta non contenga l'indicazione anche in lettere, oltre che in cifre, dei prodotti risultanti dalla moltiplicazione dei quantitativi per i prezzi unitari, posto che, ai sensi dell'art. 5 comma 4 L. 2 febbraio 1973 n. 14, l'onere della duplice indicazione sussiste per i prezzi unitari, e non anche per i prodotti dei prezzi per i quantitativi, e ciò in quanto l'esigenza di determinatezza dell'offerta comporta la necessità di evitare incertezza sui fattori della moltiplicazione e non anche sul prodotto, il quale è determinabile con l'applicazione di elementari regole matematiche.
TAR Bari 20/10/1999 n. 1315
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
In sede di valutazione delle offerte presentate in una gara di appalto è illegittimo, perché non rispondente a criteri di logica, il ricorso al principio della prevalenza del prezzo indicato in lettere rispetto a quello indicato in cifre quando il contrasto fra i prezzi sia frutto di un errore materiale di scrittura, facilmente riconoscibile
TAR Catania 15/07/1999 n. 1336
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
Nel sistema di gara per l'aggiudicazione di un appalto di lavori pubblici mediante offerta di prezzi unitari assume esclusivo rilievo l'indicazione dei prezzi unitari da parte dei concorrenti, e il prezzo complessivo offerto non ha carattere essenziale ai fini negoziali, per cui deve ritenersi irrilevante l'errata determinazione aritmetica di tale prezzo.
TAR Brescia 01/06/1999 n. 492
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
La Commissione aggiudicatrice di una gara di appalto non può procedere alla correzione di errori di calcolo dell'offerta allorché l'errore investe il prezzo unitario, atteso che l'errore di calcolo, che può dar luogo a rettifica del contratto ai sensi dell'art. 1430 Cod. civ., si ha solo quando in operazioni aritmetiche - posti come chiari e sicuri i termini da computare e il criterio matematico da seguire - si commette, per inesperienza o disattenzione, un errore materiale di cifra che si ripercuote sul risultato finale, rilevabile tuttavia ictu oculi in base a quegli stessi dati e criteri, a seguito della ripetizione corretta del calcolo
Consiglio di Stato, Sezione IV 20/04/1999 n. 672
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
Nei procedimenti di gara d'appalto di opera pubblica mediante offerta di prezzi unitari, l'Amministrazione, ai sensi dell'art. 5 L. 2 febbraio 1973 n. 14, è abilitata alla verifica dei conteggi presentati dal concorrente aggiudicatario per aver offerto il prezzo complessivo per essa più vantaggioso, e ciò al fine di evitare che semplici errori di calcolo nei detti conteggi arrechino pregiudizio all'Amministrazione medesima, ma nulla esclude che tali operazioni possano essere condotte anche per gli altri offerenti; pertanto, in applicazione del principio di buona amministrazione e di correttezza dell'azione amministrativa, rientra nella discrezionalità della Commissione giudicatrice di procedere alla rettifica di errori materiali compiuti per disattenzione dalle ditte diverse dall'aggiudicataria, se si ripercuotono sul risultato finale.
TAR Potenza 17/04/1999 n. 122
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
Nei sistemi di gara in cui l'aggiudicazione dell'appalto avviene sulla base del criterio del prezzo più basso determinato mediante offerte a prezzi unitari, trova applicazione l'art. 5 comma 6 L. 2 febbraio 1973 n. 14, che espressamente limita la verifica all'offerta presentata dal concorrente che ha proposto il prezzo complessivamente più vantaggioso per l'Amministrazione, con la conseguenza che, solo nel caso in cui, per effetto delle correzioni apportate, il prezzo complessivamente più vantaggioso risulta offerto da altra concorrente, prima di procedere all'aggiudicazione a favore di questa deve procedersi alla verifica dei conteggi dalla stessa presentati.
Consiglio di Stato, Sezione IV 22/01/1999 n. 54
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
In sede di gara per l'aggiudicazione di un appalto pubblico, la notevolissima sproporzione tra l'importo del prezzo unitario dell'offerta espresso in cifre rispetto a quello espresso in lettere è chiaramente riconducibile ad evidente errore materiale; pertanto, è affetta da eccesso di potere per illogicità l'applicazione all'offerta medesima del criterio della prevalenza del prezzo indicato in lettere rispetto a quello indicato in cifre
TAR Palermo 13/01/1999 n. 73
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
Dall'omessa indicazione in lettere di un singolo prezzo unitario non può conseguire alcuna indeterminatezza dell'offerta e quindi l'esclusione da una gara di appalto di opere pubbliche.La circostanza che nelle gare per l'aggiudicazione di contratti della Pubblica amministrazione l'art. 5 L. 2 febbraio 1973 n. 14 imponga la verifica dei conteggi presentati dal concorrente che ha offerto il prezzo complessivo più vantaggioso per l'Amministrazione non può certamente comportare che il seggio di gara, pur di fronte a palesi errori materiali rilevabili ictu oculi, debba comunque prendere in considerazione e computare quindi l'importo errato con conseguente alterazione della media delle offerte, in violazione dei principi di trasparenza, efficienza e correttezza ai quali devono essere improntate le operazioni di gara.
TAR Palermo 13/01/1999 n. 69
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
In una procedura di gara per l'aggiudicazione di contratti della Pubblica amministrazione, in sede di valutazione delle offerte, la prevalenza da attribuire al prezzo più vantaggioso indicato in lettere rispetto a quello indicato in cifre può venire in rilievo solo se i dati siano contrastanti in modo sostanziale, cosi da rendere incerta la volontà dell'offerente, e non già per un mero errore di scrittura facilmente riscontrabile.In una gara per l'aggiudicazione di un appalto di opere pubbliche non può farsi ricorso alla regola, ai sensi dell'art. 72 comma 2 del Regolamento di contabilità di Stato, sulla validità dell'indicazione più vantaggiosa per l'Amministrazione, in caso di discordanza fra il prezzo indicato in lettere e quello indicato in cifre, allorché il prezzo più vantaggioso comporti un ribasso eccessivo, in quanto è indefettibile presupposto della norma che i due discordanti prezzi si pongano su un piano di congruità tecnica e di ragionevolezza, dal momento che la discordanza che comporta la prevalenza dell'offerta espressa in lettere o più vantaggiosa per l'Amministrazione presuppone una corretta e precisa indicazione dell'offerta sia in cifre che in lettere ma, appunto, discordanti tra loro
TAR Catania 14/12/1998 n. 2512
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
Nel caso di appalti che prevedono l'affidamento di lavori con criterio composito di determinazione dell'offerta a prezzi unitari per determinate categorie di lavori e a corpo col criterio del massimo ribasso per altre, la previsione di bando relativa all'onere di indicazione del prezzo sia in cifre che in lettere e la connessa comminatoria di esclusione delle offerte difformi devono intendersi riferite esclusivamente all'indicazione dei prezzi unitari.
TAR Napoli 20/07/1998 n. 2447
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
Nel caso di appalti per l'aggiudicazione dei contratti di appalto di opere pubbliche col sistema dei prezzi unitari, l'art. 5 della legge 2 febbraio 1973 n. 14 considera validi e immutabili i prezzi unitari piuttosto che il prezzo complessivo.
TAR Cagliari 07/01/1998 n. 4
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
Nei procedimenti di gara mediante offerta di prezzi unitari, l'Amministrazione è abilitata, ai sensi dell'art. 5 della legge 2 febbraio 1973 n. 14, alla verifica dei conteggi presentati dal concorrente aggiudicatario per aver offerto il prezzo complessivo per essa più vantaggioso per evitare che semplici errori di calcolo nei detti conteggi arrechino pregiudizio all'Amministrazione medesima, senza che nulla escluda che tali operazioni possano essere condotte anche per gli altri offerenti; pertanto, in applicazione del principio di buona amministrazione e di correttezza dell'azione amministrativa, rientra nella discrezionalità della Commissione giudicatrice di procedere alla rettifica di errori materiali compiuti per disattenzione, dalle Ditte diverse dall'aggiudicataria, che si ripercuotono sul risultato finale
TAR Pescara 19/12/1997 n. 699
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
Nel sistema, prescelto dall'Amministrazione appaltante, del pubblico incanto da esperirsi col criterio del prezzo più basso determinato mediante offerta a prezzi unitari, ai sensi dell'art. 21, commi 1 e 1 bis della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., con esclusione automatica delle offerte che presentino una percentuale di ribasso che superi di oltre un quinto la media aritmetica dei ribassi di tutte le offerte ammesse, l'esclusione di uno o più aspiranti dalla gara incide sulla media delle offerte e conseguentemente sulla scelta dell'aggiudicatario; pertanto, sussiste l'interesse di un concorrente escluso a censurare, in uno alla propria, anche l'esclusione di altri partecipanti alla gara, interesse sorretto dalla considerazione che la partecipazione dei soggetti esclusi avrebbe potuto incidere sulla media delle offerte assunta a parametro di riferimento e quindi modificare anche l'esito della gara.Nel caso in cui una determinata formalità non sia espressamente prevista a pena di esclusione, nelle gare per l'aggiudicazione dei contratti della Pubblica amministrazione, le prescrizioni sulle formalità di presentazione delle offerte rilevano, ai fini di esclusione dalla procedura concorsuale, quando rispondano ad un particolare interesse dell'Amministrazione e garantiscano la parità dei concorrenti, sicché, ove l'inosservanza di una prescrizione sia insuscettibile di incidere sulla scelta del contraente privato, la stessa si risolve in una mera irregolarità non idonea a giustificare l'esclusione dalla gara (nella specie, l'avvenuto inserimento, da parte di talune Imprese, del documento comprovante la prestazione della cauzione provvisoria, non già nella busta contenente l'offerta, come richiesto dal bando di gara, ma in quella contenente i documenti, concreta una inosservanza che si risolve in una mera irregolarità formale che non lede né l'interesse dell'Amministrazione al corretto e proficuo svolgimento della gara né la par condicio dei concorrenti, con conseguente illegittimità dell'esclusione dalla gara dovuta a tale inosservanza)
TAR Venezia 11/08/1997 n. 1302
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
Non esiste alcuna disposizione che disciplini nel dettaglio le modalità con cui deve essere presentata l'offerta nel caso di aggiudicazione col criterio di cui all'art. 21 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., e cioè del prezzo più basso determinato mediante offerta a prezzi unitari; pertanto, purché non vi sia incertezza sul prezzo finale, è del tutto irrilevante che la percentuale di ribasso sia calcolata voce per voce, ovvero sia applicata, in una misura certa e chiaramente indicata, sull'importo totale.
Consiglio di Stato, Sezione V 23/05/1997 n. 536
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
In tema di appalto di opere pubbliche, nel caso in cui la lettera d'invito stabilisce che la gara sarà esperita col criterio previsto dall'art. 24 lett. b) L. 8 agosto 1977 n. 584 e successive modificazioni, con la precisazione che i concorrenti possono apportare « varianti tecniche » al progetto posto a base della gara, legittimamente la Commissione giudicatrice non valuta l'offerta che sia sostanzialmente diversa da tale progetto, configurandosi in tal modo modificazioni alternative progettuali, più che varianti tecniche.
TAR Torino, Sezione II 31/05/1996 n. 319
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
Anche per il contratto di appalto di opere pubbliche con consegna chiavi in mano o a forfait sussiste l'esigenza di pubblico interesse che le opere pubbliche siano realizzate a condizioni di minor possibile dispendio di risorse finanziarie, non trascurando peraltro di conseguire il massimo risultato in termini di congruità ed efficienza dell'opera in relazione alle finalità pubbliche da soddisfare; pertanto, non contrasta con alcuna norma di legge che l'Amministrazione scelga, quale modalità di affidamento di un appalto a forfait, un sistema come quello del prezzo più basso, determinato mediante offerta a prezzi unitari, ai sensi degli artt. 1 e 5 della legge 2 febbraio 1973 n. 14, che le consenta di verificare l'anomalia delle offerte, e ciò in quanto la certezza del prezzo finale non esonera l'Amministrazione dall'esplicare tutte quelle altre facoltà di legge, quali verifiche della congruità dei prezzi e degli elementi di composizione delle offerte, che possano garantire anche la corretta esecuzione dei lavori e la migliore rispondenza dell'opera alle esigenze del pubblico interesse.
Consiglio di Stato, Sezione V 21/10/1995 n. 1467
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.2.2
In sede di valutazione delle offerte presentate in una gara d'appalto, è illegittimo il ricorso al criterio della prevalenza del prezzo indicato in lettere rispetto a quello indicato in cifre qualora il contrasto fra i prezzi sia frutto di evidente errore materiale