Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "offerta economicamente più vantaggiosa"

Consiglio di Stato, Sezione VI - Sentenza 22/11/2006 n. 6835
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Qualora il criterio di aggiudicazione sia quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, la stazione appaltante ha il potere di dare importanza preminente al profilo tecnico - qualitativo rispetto a quello economico e, in tal caso, non può essere tenuta ad aggiudicare l’appalto ad un’offerta che, ancorché conveniente sotto il profilo economico, non sia apprezzabile sotto il profilo tecnico. In tale logica, non si può escludere il potere della commissione di fissare una soglia di sbarramento, vale a dire un punteggio minimo che le offerte devono raggiungere per l’aspetto tecnico - qualitativo, al di sotto della quale le offerte non saranno valutate. Invero, il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa non comporta che un’offerta qualitativamente scarsa debba essere comunque valutata sotto l’aspetto economico, trattandosi di aspetto rimesso alla discrezionalità dell’amministrazione, che ha facoltà di dosare gli elementi di scelta dell’offerta in relazione alle esigenze da soddisfare nel rispetto del principio della parità di trattamento. Pertanto, la clausola di sbarramento non può ritenersi di per sé illegittima, in quanto rientrante nell’esercizio di una facoltà discrezionale riconosciuta all’amministrazione in ordine alla determinazione dei fattori di incidenza dei singoli elementi dell’offerta per la scelta dell’offerta economicamente più vantaggiosa (Cons. Stato, Sez. V, 3 marzo 2004, n. 1040).
Consiglio di Stato, Sezione VI - Sentenza 14/09/2006 n. 5323
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Come chiarito dalla Corte di Giustizia, i criteri di aggiudicazione definiti da un’amministrazione aggiudicatrice devono essere collegati all’oggetto dell’appalto, non devono conferire alla suddetta amministrazione una libertà incondizionata di scelta, devono essere espressamente menzionati nel capitolato d’oneri o nel bando di gara e devono rispettare i principi fondamentali di parità di trattamento e trasparenza (in tal senso sentenza 17 settembre 2002, causa C 13/99, Concordia Bus Finland Racc. pag. I- 7213, punto 64). In particolare, la Corte ha evidenziato che il dovere di rispettare il principio di parità di trattamento corrisponde all’essenza stessa delle direttive in materia di appalti pubblici (v. sentenza Concordia Bus Finland punto 81) e che i concorrenti devono trovarsi su un piano di parità sia nel momento in cui essi preparano le loro offerte sia nel momento in cui queste sono valutate (v. sentenza 18 ottobre 2001 causa 19/00 SIAC Construction Racc. pag. I-7725, punto 34 ). Tutti i criteri presi in considerazione devono, inoltre, essere espressamente menzionati nel capitolato d’oneri o nel bando di gara, se possibile nell’ordine decrescente di importanza che è loro attribuita, affinché gli imprenditori siano posti in grado di conoscere la loro esistenza e la loro portata (sentenza Concordia Bus Finland, cit.).Parimenti, per garantire il rispetto dei principi di parità di trattamento e di trasparenza, occorre che tutti gli elementi presi in considerazione dall’amministrazione aggiudicatrice per identificare l’offerta economicamente più vantaggiosa e, se possibile, la loro importanza relativa siano noti ai potenziali concorrenti al momento della preparazione delle loro offerte (v. in tal senso, sentenze 25 aprile 1996, causa C 87/94, Commissione / Belgio ; racc. I – 2043, punto 88, e 12 dicembre 2002 , causa C- 470/99 Universale Bau ed a., Racc. pag. I -11617, punto 98)Ciò premesso, la Corte ha chiarito che spetta al giudice nazionale valutare se, alla luce di tali norme e principi, il diritto comunitario risulti violato dalla previsione, da parte della Commissione giudicatrice, di una ponderazione dei vari sub-elementi di un criterio di aggiudicazione precedentemente stabilito e, a tal fine, ha indicato l’iter logico che deve essere seguito dal giudice nazionale. In primo luogo, secondo la Corte, occorre verificare se, tenuto conto di tutti gli elementi pertinenti della causa principale, la decisione che prevede tale ponderazione modifichi i criteri di aggiudicazione definiti nel capitolato d’oneri o nel bando di gara. In secondo luogo occorre valutare se tale decisione contenga elementi che, se fossero stati noti al momento della redazione delle offerte avrebbero potuto influenzare detta preparazione. In terzo luogo occorre verificare se la Commissione aggiudicatrice abbia adottato la decisione che prevede una ponderazione tenendo conto di elementi che possono avere un effetto discriminatorio nei confronti di uno dei concorrenti.E’ illegittimo l’operato della Commissione di gara che ha graduato le sottovoci previste dal disciplinare di gara, attribuendo, a suo insindacabile giudizio i punti previsti dal bando fra dette sottovoci, che, pur specificate dal disciplinare, per essere relative all’organizzazione ed alle strutture logistiche e di supporto da utilizzarsi nella gestione dei servizi oggetto del contratto, ovviamente sono direttamente attinenti le caratteristiche aziendali dei partecipanti alla gara. L’importanza relativa delle predette sottovoci avrebbe dovuto essere nota ai potenziali concorrenti già al momento della produzione delle loro offerte, al fine di evitare il pericolo che la Commissione potesse orientare a proprio piacimento ed a posteriori l’attribuzione di tale determinante punteggio e, quindi l’esito stesso della gara, dopo averne conosciuto gli effettivi concorrenti.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 29/11/2005 n. 6759
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Il deficit motivazionale, che inficia l’assegnazione dei punteggi in forma soltanto numerica, è stato escluso quando il numero delle sottovoci (con i relativi punteggi) entro le quali ripartire i parametri di valutazione di cui alle singole voci sia talmente analitica da delimitare il giudizio della commissione nell’ambito di un minimo ed un massimo di portata tale da rendere di per sé evidente l’iter logico seguito nel valutare i singoli progetti sotto il profilo tecnico, nonostante la mancanza di una motivazione discorsiva.
TAR Lazio, Sezione III Roma - Sentenza 04/10/2005 n. 7719
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
In una gara per l’affidamento della progettazione definitiva e dello studio di impatto ambientale, indetta con il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, non è di per se stessa automaticamente illegittima la circostanza che né nel bando né nella lettera di invito siano rinvenibili criteri oggettivi di valutazione degli elementi richiesti a ciascun concorrente per la presentazione dell’offerta tecnica, con la conseguenza che l’attribuzione dei punteggi massimi previsti per ciascuna delle due macro voci (p. 40 per il merito tecnico e p. 30 per la metodologia), resta affidata all’esclusiva ed amplissima discrezionalità della Commissione Tecnica di gara. Tale circostanza, tuttavia, si traduce in una previsione illegittima nel momento in cui (come nel caso di specie) ad essa si accompagna un espresso divieto della lettera di invito di attribuire sub punteggi, rispetto a quelli complessivi individuati per le due macro voci dalla stessa lettera di invito e detto divieto venga, inoltre, interpretato come ostativo anche della definizione di preventivi criteri specifici di valutazione degli elementi richiesti in offerta tecnica a ciascun concorrente.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 30/08/2005 n. 4423
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Il punteggio numerico può essere considerato sufficiente a motivare gli elementi dell’offerta economicamente più vantaggiosa soltanto nell’ipotesi in cui il bando di gara abbia espressamente predefinito specifici, obiettivi e puntuali criteri di valutazione, visto che tale criterio di aggiudicazione svincola l’amministrazione da una valutazione meccanica, attribuendole un potere fortemente discrezionale. Tale esigenza risponde al principio di correttezza dell’azione amministrativa, ineludibile per tutte le procedure di evidenza pubblica, a garanzia dell’imparziale svolgimento di tali procedimenti ed al fine di consentire la verifica del comportamento dell’Amministrazione sia da parte del privato interessato sia ad opera del Giudice Amministrativo, al quale deve essere permesso di poter ricostruire l’iter logico seguito dalla stazione appaltante (cfr. Cons. Stato, Sez. V, 6 maggio 2003, n. 2379; Cons. Stato, Sez. V, 28 maggio 2004, n. 3471).All’assenza di criteri predefiniti non può sopperire il cosiddetto “confronto a coppie”. Tale metodo - introdotto con il d.p.c.m. 27 febbraio 1997, n. 116 (abrogato con legge n. 39 del 2002) e con il D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 (art. 61, all. C ed A) - con il quale è possibile mettere a raffronto, a due a due, gli elementi delle offerte presentate, sì da trarne, poi, una graduazione che è il risultato di tutte le comparazioni fatte con attribuzione di preferenze che vanno da un minimo ad un massimo di punti predeterminati, non influisce in alcun modo sulle regole proprie della motivazione. Invero, sia nell’allegato A, sopra citato, sia, con maggior analisi, nel predetto DPCM, all’art. 2, non si rinvengono elementi circa i criteri da adottare o le motivazioni da addurre per formulare i giudizi di valore espressi con l’assegnazione dei punteggi (cfr. Cons. Stato, Sez. V, 6 maggio 2003, cit.).
TAR Lombardia, Sezione Brescia - Sentenza 23/05/2005 n. 555
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Il rispetto dei generalissimi ed inderogabili principi della par condicio tra i concorrenti e del regolare, trasparente ed imparziale svolgimento della gara esige che sia garantita l’assoluta segretezza delle offerte economiche fintanto che non siano state valutate l’ammissibilità dei partecipanti e le componenti tecnico-qualitative dell’offerta. Tale rigoroso formalismo - che non tollera equipollenti - si spiega con l’esigenza di evitare che a seguito di un’indebita ed intempestiva conoscenza delle offerte economiche possano avanzarsi contestazioni per la concreta possibilità di prendere visione del contenuto della documentazione tecnica racchiusa nei plichi e di provvedere alla sua sostituzione “mirata” (Consiglio di Stato, sez. V – 31/12/1998 n. 1996; sez. VI – 3/6/1997 n. 839; sez. VI – 12/12/2002 n. 6795; sez. VI – 10/7/2002 n. 3848).La separazione fisica dell’offerta economica dall’offerta tecnica e dal resto della documentazione amministrativa persegue lo scopo di garantire un ordinato svolgimento della gara e di salvaguardare l’esigenza di obiettività e di imparzialità nella disamina dei requisiti di partecipazione, dei relativi documenti probatori e dei contenuti tecnici della prestazione offerta, imponendo al contempo di compiere le verifiche documentali e gli apprezzamenti tecnici in una fase antecedente a quella in cui si conoscerà l’ammontare delle offerte economiche (T.A.R. Sardegna – 14/5/2003 n. 605).E’ stato così statuito che costituisce violazione degli essenziali principi della “par condicio” e di segretezza delle offerte - nella fase di valutazione dei requisiti tecnici - l’inserimento, da parte dell’impresa aggiudicataria, di elementi concernenti l’offerta economica all’interno della busta contenente l’offerta tecnica, in quanto la commistione così introdotta tra profilo tecnico ed economico è di per sè idonea ad introdurre elementi perturbatori della corretta valutazione da parte della Commissione di gara (T.A.R. Emilia Romagna Bologna, sez. II – 15/10/2001 n. 751). Si è altresì evidenziato che ove un concorrente, in contrasto con le prescrizioni del bando, inserisca nella busta destinata a contenere la documentazione amministrativa un piano finanziario ed un riepilogo da cui risulta l’offerta economica, viola i principi posti a tutela della correttezza delle gare e, in primis, quelli della segretezza dell’offerta e dell’imparzialità (T.A.R. Puglia Lecce, sez. II – 13/6/2003 n. 3977).La regola generale così enucleata deve poi applicarsi in modo rigoroso alle procedure di aggiudicazione secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, nelle quali ampio spazio è rimesso alla discrezionalità tecnica della stazione appaltante nella valutazione di elementi e parametri ulteriori rispetto a quello meramente automatico del prezzo più basso (tali ad esempio il termine di consegna, la qualità, l’assistenza tecnica, ecc.). In tale contesto procedimentale il principio di segretezza risponde all’esigenza, ancora più avvertita, di evitare sospetti di parzialità a favore dell’impresa della cui offerta economica si sia presa cognizione, poiché in base al suo scostamento dal prezzo base indicato dall’amministrazione nel bando si potrebbe intraprendere un intervento “compensativo” teso a far recuperare, con un punteggio più elevato riservato agli elementi non matematici, l’eventuale minore convenienza dell’offerta medesima (Consiglio Stato, sez. II – 30/4/2003 n. 1036).
Consiglio di Stato, Sezione IV - Sentenza 15/02/2005 n. 478
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
La dimostrazione della spettanza dell’appalto all’impresa danneggiata risulta ovviamente configurabile nei soli casi in cui il criterio di aggiudicazione si fonda su parametri vincolati e matematici (come, ad esempio, nel caso del massimo ribasso in un pubblico incanto in cui l’impresa vincitrice avrebbe dovuto essere esclusa), mentre si rivela impossibile là dove la selezione del contraente viene operata sulla base di un apprezzamento tecnico-discrezionale dell’offerta (come nel caso dell’offerta economicamente più vantaggiosa).L’impresa danneggiata che dimostra la spettanza dell’appalto ha diritto ad un risarcimento pari al 10% del valore dell’appalto (come eventualmente ribassato dalla sua offerta), ferma restando la possibilità di conseguire una somma superiore in presenza della dimostrazione che il margine di utile sarebbe stato maggiore di quello presunto.Viceversa, quando l’impresa danneggiata adduce a sostegno della pretesa risarcitoria solo la perdita di una chance (cioè quando non riesce a provare che l’aggiudicazione dell’appalto le spettava secondo le regole di gara), la somma commisurata all’utile di impresa deve essere proporzionalmente ridotta in ragione delle concrete possibilità di vittoria risultanti dagli atti della procedura.
Consiglio di Stato, Sezione IV - Sentenza 15/02/2005 n. 476
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Secondo un costante orientamento giurisprudenziale le “clausole di sbarramento” - come la previsione nel capitolato speciale di appalto dell’esclusione automatica degli offerenti che non abbiano raggiunto nel giudizio di qualità almeno il 50% del punteggio attribuibile - sono illegittime, anche alla luce del noto principio secondo cui, in materia di esclusione da gare di appalto, deve prevalere l’interesse pubblico alla più ampia partecipazione e selezione dei concorrenti, in vista del perseguimento dell’interesse dell’amministrazione al confronto tra le offerte ed alla scelta di quella più vantaggiosa. La clausola in questione, in particolare, determina un effetto distorsivo tale da attenuare sensibilmente ed ingiustificatamente il rilievo della valutazione economica. La stessa entità così elevata della soglia (pari al 50%) stabilita nel capitolato speciale per il giudizio di qualità, si rivela, inoltre, illogica, rispetto all’interesse dell’amministrazione, poiché consente, nell’ipotesi in cui un partecipante alla gara non raggiunga, seppure di poco, la soglia stessa, di dover aggiudicare ad altri, indipendentemente dall’entità del compenso richiesto.
TAR Lazio, Sezione IIter Roma - Sentenza 14/02/2005 n. 1275
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Per pacifico principio giurisprudenziale, negli appalti che vengono aggiudicati secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, non può procedersi ad una valutazione congiunta del prezzo (il cui punteggio viene attribuito sulla base di una formula matematica, che non lascia spazio alla discrezionalità della Commissione) e degli elementi tecnici (il cui apprezzamento è effettuato mediante attribuzione di punteggi variabili da un minimo ad un massimo), poiché la conoscenza del punteggio automatico, nel momento dell’attività valutativa discrezionale, potrebbe far sì che un giudizio, che dovrebbe essere formulato solo attraverso l’autonoma applicazione di regole scientifiche o tecniche, risulti influenzato, anche involontariamente, da fattori di carattere economico, con conseguente infrazione dei canoni fondamentali della trasparenza, imparzialità e buon andamento dell’Amministrazione.Al fine di evitare che la Commissione tecnica possa venire anticipatamente a conoscenza di una parte, almeno, dell’offerta economica, deve essere privilegiato un canone interpretativo della lex specialis di gara, in relazione agli elementi da inserire nell’offerta tecnica, in grado di rendere l’apprezzamento della Commissione il più neutrale possibile rispetto ai valori economici dell’offerta.
Consiglio di Stato, Sezione VI - Sentenza 29/11/2004 n. 7784
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
La determinazione dei parametri di valutazione e ponderazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, oltre quelli legislativamente stabiliti, è rimessa alla valutazione discrezionale dell’amministrazione e va fatta tenendo conto della distinzione tra elementi e parametri di valutazione. Infatti, i primi (merito tecnico, caratteristiche qualitative, prezzo, tempo etc.) sono “elementi” variabili secondo il contratto, che solo in seguito si trasfondono in punteggi numerici, cioè in “parametri” di valutazione e di ponderazione; pertanto, mentre l’elemento costituisce la caratteristica dell’offerta in base alla quale deve scaturire una valutazione da parte dell’amministrazione, il parametro è quel dato numerico volto a garantire, in relazione alla natura del servizio un corretto rapporto prezzo qualità. Tale discrezionalità, stante la natura esemplificativa dell’elencazione, può esercitarsi contemplando elementi di valutazione ulteriori oltre quelli indicati, mentre, a fronte del chiaro tenore dell’art. 21 nel testo introdotto dalla legge Merloni ter, non può, di norma, risolversi in una discrezionalità “sottrattiva”, che si risolva nel non prendere in considerazione uno o più degli elementi indicati legislativamente.E’ illegittimo il bando di gara per l’affidamento di un appalto di lavori pubblici mediante il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa che non preveda, tra gli elementi di valutazione dell’offerta, anche il “costo di utilizzazione e manutenzione dell’opera pubblica da realizzare”. Non può considerarsi in alcun modo equivalente alla valutazione del costo di utilizzazione e di manutenzione la voce “minimizzazione dei costi tecnici di esercizio”, considerata quale elemento di valutazione del “valore tecnico del progetto”, parametro assorbente e di ben ampia latitudine, che non può surrogare la mancata specifica e distinta valutazione dell’elemento del “costo di utilizzazione e manutenzione dell’opera” quando non sia del tutto superflua questa valutazione per le speciali caratteristiche dell’opera o altri motivi.
TAR Campania, Sezione II Napoli - Sentenza 06/09/2004 n. 11652
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Il punteggio numerico può essere ritenuto una sufficiente motivazione in relazione agli elementi dell’offerta economicamente più vantaggiosa quando i criteri prefissati di valutazione siano estremamente dettagliati. Il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, in cui sono attribuiti punteggi ai vari elementi dell’offerta con graduazione dei concorrenti in base al punteggio ottenuto, svincola l’aggiudicazione da un criterio meccanico ed attribuisce all’amministrazione un potere fortemente discrezionale, sub specie di discrezionalità tecnica. Pertanto, sussiste l’esigenza di garantire una valutazione delle offerte il più possibile ancorata a criteri e parametri predeterminati univoci ed obiettivi nel rispetto del principio di par condicio tra le imprese concorrenti e di imparzialità dell’azione amministrativa.L’amministrazione, quando il criterio di aggiudicazione è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ha l’obbligo di rendere percepibile l’iter logico seguito nell’attribuzione del punteggio e ciò, ove non avvenga attraverso specifiche esternazioni sul contenuto degli elementi valutabili dell’offerta, deve avvenire quantomeno mediante l’analitica indicazione dei criteri, nel bando di gara o, nel caso di licitazione privata, nella lettera d’invito, che concorrono ad integrare e chiarire la valenza del punteggio, manifestando le ragioni dell’apprezzamento sinteticamente espresso con l’indicazione numerica. L’obbligo di rendere comprensibili le valutazioni di gara, d’altra parte, è imposto dalla necessità di garantire la possibilità, affermata a livello costituzionale, di un sindacato giurisdizionale sull’esercizio del potere che, sebbene si verta nel campo della discrezionalità tecnica, non è escluso circa i profili della ragionevolezza, della coerenza e della logicità delle valutazioni effettuate, sindacato che sarebbe evidentemente precluso in assenza di una sia pur sintetica o implicita esternazione delle ragioni che hanno indotto alla formulazione dei giudizi sulle offerte.
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 28/05/2004 n. 3471
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
L’esigenza di prefissazione dei criteri di valutazione da parte della Commissione giudicatrice è un principio di correttezza dell’azione amministrativa ineludibile per tutti i procedimenti di evidenza pubblica (e pertanto anche per la valutazione del metodo a coppie) a garanzia dell’imparziale svolgimento di tali procedimenti, al fine di consentire la verifica dell’operato dell’Amministrazione sia da parte del privato interessato che da parte del Giudice Amministrativo, al quale deve essere permesso di poter ricostruire l’iter logico seguito dalla stazione appaltante. Del resto, la circostanza che la procedura seguita sia stata quella del confronto a coppie non riduce in qualche modo l’obbligo di indicare in via preventiva i criteri da seguire nella valutazione o per lo meno di motivare i singoli punteggi assegnati, in quanto tale metodo, se definisce la preferenza accordata ad un’offerta tecnica rispetto ad un’altra o alle altre, non esplicita in alcun modo i criteri seguiti per l’attribuzione della preferenza, che è poi il dato che rileva.
TAR Marche - Sentenza 24/05/2004 n. 307
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
In caso di ricorso al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa la valutazione della componente economica dell’offerta deve avvenire dopo l’apprezzamento e l’attribuzione dei previsti punteggi agli elementi tecnici della proposta contrattuale. Ciò al fine di evitare qualsiasi condizionamento nell’attività di valutazione delle caratteristiche degli elementi tecnici, la quale implica apprezzamenti di carattere discrezionale a differenza della valutazione dei diversi corrispettivi o prezzi offerti dalle ditte concorrenti, dal momento che l’attribuzione a questi ultimi dei relativi punteggi avviene attraverso meccanismi automatici (punteggio massimo all’offerta economicamente più conveniente e punteggi proporzionalmente ridotti alle altre offerte) che escludono qualsiasi giudizio discrezionale. Da ciò consegue l’illegittimità dell’operato della Commissione di gara nel caso in cui la medesima inverta l’ordine di apprezzamento dei parametri di valutazione delle stesse, provvedendo preliminarmente all’apertura delle buste contenenti i corrispettivi economici proposti dai diversi concorrenti, eludendo in tal modo il giusto procedimento desumibile dai principi normativi affermati nell’art. 91 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., che impongono di mantenere segrete le offerte economiche per tutta la fase procedimentale in cui la Commissione giudicatrice compie le sue valutazioni sugli aspetti tecnici delle offerte. Infatti nelle gare per l’aggiudicazione dei contratti della Pubblica Amministrazione, le regole di comportamento diretto a garantire la imparzialità e la par condicio dei concorrenti sono inderogabili, anche in mancanza di prescrizioni espresse, come è il caso del dovere da parte dell’organo di gara di esaminare gli elementi di valutazione di carattere automatico, come il prezzo, solo dopo avere esaurito la valutazione dei profili implicanti apprezzamenti di ordine discrezionale, onde evitare che i primi possano influire sull’apprezzamento dei secondi.
TAR Marche - Sentenza 24/05/2004 n. 307
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
L’ordinamento comunitario ed il diritto interno assoggettano le associazioni temporanee di imprese ad un trattamento tendenzialmente uguale a quello previsto in generale per gli altri soggetti ammessi alle procedure di aggiudicazione dei contratti del Pubblica Amministrazione, definendo, da un lato, omogenei requisiti soggettivi ai fini concorsuali ed imponendo alle imprese dei raggruppamenti requisiti minimi necessari di partecipazione, pur consentendo nel contempo la comulabilità degli stessi per dimostrare il possesso di determinati requisiti di partecipazione costituenti espressione di affidabilità professionale economica ed organizzativa del raggruppamento nel suo complesso. Tuttavia, se tale comulabilità dei requisiti individuali delle singole imprese associate può essere giustificata ai fini dell’ammissione alla gara, per quanto riguarda la successiva fase di valutazione delle offerte economicamente più vantaggiose tra quelle presentate dai concorrenti, implicante l’apprezzamento comparativo delle pregresse esperienze professionali degli stessi, i curricula delle diverse imprese partecipanti debbono essere valutati unitariamente con la conseguente impossibilità di sommare i punteggi attribuiti alle pregresse esperienze professionali o alle caratteristiche aziendali delle singole imprese associate, potendo la Commissione di gara a tal fine valorizzare o la media dei punteggi conseguiti dalle singole ditte del raggruppamento, o quello più alto ottenuto da una di loro. La ragione per cui, in tale fase di apprezzamento comparativo delle diverse imprese partecipanti alla gara a titolo individuale o in associazione, deve essere sicuramente esclusa la sommatoria dei punteggi attribuiti alle singole imprese raggruppate, sta nel fatto che, in tal modo, si verrebbe a riconoscere una ingiustificata posizione di vantaggio alle stesse, a scapito di quelle che partecipano alla gara a titolo individuale le quali, nonostante siano da sole in grado di far valere autonomamente il possesso dei requisiti di partecipazione rispetto alle singole imprese associate, costrette a raggrupparsi per conseguire tale risultato, in sede di valutazione delle offerte, verrebbero a subire un trattamento discriminatorio, in violazione del principio dell’unitarietà dell’offerta che implica una valutazione unitaria anche dei curricula professionali dei concorrenti il cui apprezzamento, in termini di punteggio, incide notevolmente per l’individuazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Consiglio di Stato, Sezione VI - Sentenza 14/05/2004 n. 2126
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Alla luce dell’art. 21, comma 8bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., - ai sensi del quale negli appalti relativi a restauro di beni culturali, l’aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa avviene valutando l’offerta economica ed il curriculum -, essendo i curricula non già requisito di ammissione alla gara, ma requisito rilevante ai fine del punteggio da attribuirsi all’offerta, è legittimo che la commissione di gara, in caso di partecipazione di a.t.i., valuti solo il curriculum dell’impresa capogruppo. Se, infatti, venissero valutati integralmente i curricula di tutte le imprese raggruppate, attribuendo i punteggi previsti per i singoli lavori eseguiti da tutte le imprese associate, si determinerebbe una evidente illogicità e disparità di trattamento in danno delle imprese individuali, atteso che inevitabilmente l’a.t.i. otterrebbe un punteggio maggiore, e tanto più elevato quante più sono le imprese riunite. Ciò sarebbe in contrasto, oltre che con l’elementare principio della par condicio dei concorrenti, anche con la logica ispiratrice della disciplina degli appalti dei lavori concernenti beni culturali, volta a valorizzare le professionalità individuali (per le peculiari capacità manuali che richiedono i lavori di restauro), piuttosto che le imprese e raggruppamenti di ingenti dimensioni.
TAR LOMBARDIA - Sentenza 16/05/2003 n. 1824
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
In sede di gara pubblica per l'aggiudicazione dei contratti della p.a., nell'ambito di procedure semiautomatiche per la scelta del contraente (criterio dell'offerta economicamente piu' vantaggiosa) la regola della predeterminazione dei criteri di valutazione da parte dell'amministrazione aggiudicatrice non esclude, anzi implica, la possibilita' per la commissione giudicatrice di procedere alla mera specificazione dei criteri stessi, mediante l'ulteriore suddivisione degli elementi di valutazione e dei connessi pesi ponderali gia' predefiniti dall'amministrazione, sempre che tale attivita' non trasmodi in un'inammissibile alterazione sostanziale (modifica o integrazione) dei criteri medesimi.
TAR LOMBARDIA - Sentenza 16/05/2003 n. 1823
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
La difformità del tipo di prodotto previsto nell´offerta tecnica, da quello inserito nel computo del prezzi, seppure non può essere riconosciuta al momento dell´apertura della prima offerta, ma solo dopo la conoscenza dell´elencazione dei prezzi, deve essere rilevata in seguito, per lo meno con una richiesta di chiarimenti. La mancanza di ogni riferimento a siffatto elemento vizia di illogicità la valutazione dell´amministrazione.
Corte di Giustizia U.E., Sezione proc. C 513-99 - Sentenza 17/09/2002
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
L'applicazione dei criteri adottati per determinare l'offerta economicamente più vantaggiosa deve aver luogo nel rispetto di tutte le norme procedurali della direttiva 92/50, in particolare delle sue disposizioni in materia di pubblicità. Ne consegue che, conformemente all'art. 36, n. 2, della direttiva, tutti i criteri di tale tipo devono essere espressamente menzionati nel capitolato d'appalto o nel bando di gara, se possibile nell'ordine decrescente dell'importanza loro attribuita, affinché gli imprenditori siano posti in grado di conoscere la loro esistenza e la loro portata.Infine, siffatti criteri devono rispettare tutti i principi fondamentali del diritto comunitario, in particolare il principio di non discriminazione, quale si desume dalle disposizioni del Trattato in materia di diritto di stabilimento e di libera prestazione dei servizi.Da tali considerazioni risulta che l'amministrazione aggiudicatrice, quando decide di attribuire un appalto all'offerente che ha presentato l'offerta economicamente più vantaggiosa, conformemente all'art. 36, n. 1, lett. a), della direttiva 92/50, può prendere in considerazione criteri che siano collegati all'oggetto dell'appalto, che non conferiscano alla detta amministrazione una libertà incondizionata di scelta, e che siano espressamente menzionati nel capitolato d'appalto o nel bando di gara e rispettino tutti i principi fondamentali del diritto comunitario, in particolare il principio di non discriminazione.
TAR Toscana, Sezione II, - Sentenza 08/05/2002 n. 949
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Nella gare col criterio dell'offerta più vantaggiosa (in base a valutazioni prevalentemente discrezionali) è illegittima la valutazione delle offerte in forma monocratica; la mera "presa d'atto" da parte della Commissione non surroga l'esame collegiale né integra una motivazione per relationem ma costituisce un recepimento, acritico e pedissequo delle proposte formulate da parte di altro soggetto sfornito di potere di valutazione e decisione. Il principio secondo il quale l'esame dell'offerta di prezzo deve seguire (e non precedere) gli apprezzamenti discrezionali circa l'offerta tecnica, per evitare che i secondi possano essere utilizzati per sovvertire le risultanze automaticamente derivanti dal primo assume rilievo solo se l'offerta prezzo che si paventa possa essere ribaltata dalle successive valutazioni tecnico-discrezionali, risulti migliore di quella della concorrente risultata aggiudicataria.
TAR Bari 08/10/1999 n. 1254
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
In tema di procedura concorsuale indetta per un appalto di opere pubbliche col sistema dell'offerta economicamente più vantaggiosa, sono illegittime le integrazioni relative all'attribuzione dei punteggi operate dalla Commissione di gara dopo aver preso conoscenza delle caratteristiche dei singoli progetti e/o delle offerte economiche o, comunque, dopo che l'apertura dei plichi abbia reso in concreto possibile tale conoscenza, dovendosi ritenere che la Commissione giudicatrice debba procedere all'elaborazione dei criteri sulla base della sola lettera d'invito prima che la possibile o concreta conoscenza delle singole offerte possa turbare la serenità del giudizio.
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana 28/07/1999 n. 375
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Nelle gare per l'aggiudicazione dei contratti di appalto di opere pubbliche della Regione siciliana, ferme restando le modalità dell'offerta indicate dall'art. 5 della legge 2 febbraio 1973 n. 14, l'offerta complessiva più vantaggiosa ai sensi dell'art. 1, co. 6 L.R. 2 settembre 1998 n. 21 non è più quella riferita al prezzo più basso, bensi quella agganciata alla media delle offerte.
TAR Firenze 16/04/1999 n. 370
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
All'interno del procedimento per l'aggiudicazione di un appalto di opere pubbliche, in sede di riscontro della regolarità formale delle offerte e della ritualità della documentazione allegata, non vi è alcuna discrezionalità di apprezzamento delle disposizioni del bando e della lettera d'invito, essendo la Commissione giudicatrice tenuta ad accertare che le dette prescrizioni siano state osservate dalle imprese invitate a partecipare, sia a garanzia della par condicio, sia a tutela degli interessi dell'Amministrazione.Nel procedimento di aggiudicazione di un appalto di opere pubbliche mediante licitazione privata, il giudizio demandato alla Commissione giudicatrice in ordine all'offerta economicamente più vantaggiosa è la risultante di un raffronto fra la qualità e il costo, da determinare sulla base di una pluralità di elementi variabili (quali il prezzo, il termine di esecuzione, il costo di utilizzazione, il rendimento e il valore dell'opera); pertanto, il costo, rappresentando solo una delle componenti dell'offerta, non può formare oggetto di autonoma valutazione, ma deve piuttosto essere apprezzato all'interno di un adeguato contemperamento con le caratteristiche tecniche dei singoli progetti autonomamente presentati dalle imprese offerenti.In sede di pubblica gara per l'aggiudicazione di un appalto, il principio della pubblicità è insito nella sola fase preliminare di apertura dei plichi, mentre deve escludersi la pubblicità delle sedute riservate alle decisioni e alle valutazioni tecnico discrezionali dell'organo collegiale.In sede di aggiudicazione di un appalto di opere pubbliche mediante licitazione privata, le valutazioni in ordine all'adeguatezza del progetto di un'opera pubblica, sotto i profili tecnico ed economico, espresse con punteggi corrispondenti ai parametri precostituiti nei criteri generali, non richiedono ulteriore motivazione, dal momento che il giudizio della Commissione giudicatrice si esterna ex se nella graduazione del punteggio assegnato, né le dette valutazioni sono censurabili se non con riferimento a vizi di eccesso di potere sotto i profili della illogicità o contraddittorietà manifeste.Il principio secondo il quale, nella procedura di appalto concorso o di licitazione privata la Commissione di gara, in quanto collegio perfetto, deve operare nel plenum dei suoi componenti, trova applicazione nel caso in cui tale organo sia chiamato ad operare scelte decisive e discrezionali, mentre l'esigenza del plenum non sussiste allorché debba svolgersi un'attività meramente istruttoria o preparatoria, ovvero un'attività strumentale vincolata.
TAR Lecce 11/03/1999 n. 173
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
In sede di gara d'appalto, il principio di pubblicità della gara, inderogabile per quanto attiene all'apertura dei plichi contenenti la documentazione amministrativa e le offerte economiche, può essere derogato allorché si debba procedere, da parte della Commissione, ad una specifica valutazione tecnica delle offerte in ragione del particolare tipo di gara, il che si verifica nell'ipotesi di appalto concorso ovvero quando si debba provvedere all'aggiudicazione secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa e sia prevista anche la possibilità di proporre proposta di variante o integrazione
TAR Catanzaro 02/03/1999 n. 250
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Il metodo dell'offerta economicamente più vantaggiosa per l'Amministrazione, pur restando formalmente inserito nell'ambito delle gare a licitazione privata, non presupponendo, tuttavia, un sistema di aggiudicazione automatica, presenta in realtà connotazioni tipiche dell'appalto concorso ed a quest'ultimo è sostanzialmente assimilabile.Nel procedimento di aggiudicazione di un contratto mediante appalto concorso l'Amministrazione non è vincolata ad aggiudicare i lavori al migliore offerente con esclusivo riguardo all'aspetto economico, in quanto il prezzo non costituisce l'esclusivo parametro determinante per l'individuazione della ditta aggiudicataria, ma solo uno degli elementi che concorre, insieme con altri, a determinare quale sia l'offerta economicamente e tecnicamente più vantaggiosa per l'Amministrazione stessa, sicché quest'ultima conserva un ampio potere discrezionale nel valutare comparativamente le singole offerte sia sotto il profilo tecnico sia sotto quello patrimoniale, con riguardo alla capacità e serietà degli offerenti nonché alla rispondenza dei risultati emersi dallo svolgimento della gara in relazione ai fini da perseguire.Nell'aggiudicazione dei contratti della Pubblica amministrazione il mancato rispetto delle formalità richieste dal bando per dar luogo ad esclusione dalla gara deve essere interpretato secondo il comune canone di ragionevolezza; pertanto, costituiscono mere irregolarità quelle carenze che siano assolutamente inidonee ad influire sulla certa conoscenza dello stato dei fatti da parte dell'Amministrazione e che comunque non possono far insorgere dubbi sulla paternità, veridicità e consistenza dell'offerta
Consiglio di Stato, Sezione IV 11/02/1999 n. 149
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Nel procedimento per l'aggiudicazione dei contratti della Pubblica amministrazione, mediante licitazione privata, il sistema dell'offerta economicamente più vantaggiosa, di cui all'art. 29 lett. b) D.L. vo 19 dicembre 1991 n. 406 è legittimamente utilizzato allorché si intenda realizzare un'opera secondo un progetto definito, con facoltà di proporre quelle variazioni migliorative rese possibili dalle peculiari conoscenze tecnologiche delle imprese, ma a condizione che non alterino i caratteri essenziali, a pena di esclusione (diversamente occorrerà utilizzare la procedura dell'appalto concorso, dove le imprese offerenti formulano autonomi progetti, contenenti soluzioni tecniche originali)
TAR Bari 22/01/1999 n. 14
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Nella Regione Puglia, ai sensi dell'art. 65 lett. c) n. 2 L. R 16 gennaio 1981 n. 8, nel caso di licitazione aggiudicata col criterio della offerta economicamente più vantaggiosa, valutabile in base ad elementi diversi e variabili a seconda della natura della prestazione (prezzo, termine di esecuzione e di consegna, costo di utilizzazione, rendimento, qualità, carattere estetico e funzionale, valore tecnico, servizio successivo alla vendita e assistenza tecnica), i criteri da applicare per l'aggiudicazione della gara devono essere menzionati nel capitolato d'oneri o nel bando di gara con puntuale precisazione dei coefficienti attribuiti a ciascun elemento.Anche nel caso di licitazione privata col metodo di aggiudicazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa, la Commissione tecnica ha il potere di disaggregare e articolare il criterio del valore tecnico in relazione ad elementi analitici coerenti al fine di consentire una valutazione delle offerte più puntuale, oggettiva e uniforme e, quindi, di meglio assicurare il rispetto della par condicio fra i concorrenti e il perseguimento dell'interesse pubblico alla scelta della migliore offerta .La circostanza che alcuni componenti della Commissione giudicatrice di una gara per licitazione privata siano dipendenti dell'Amministrazione aggiudicataria è priva di rilevanza ove non sia contestata la loro competenza tecnica e non siano stati nominati come meri rappresentanti della detta Amministrazione.
TAR Lecce 16/01/1999 n. 1
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Il sistema di gara della licitazione privata svolta con le modalità previste dall'art. 24 lett. b) L. 8 agosto 1977 n. 584 implica la conclusione del contratto al momento dell'aggiudicazione e non può quindi assimilarsi all'ipotesi di appalto concorso, e ciò in quanto non è il progetto a determinare l'aggiudicazione ma piuttosto l'offerta ritenuta economicamente più vantaggiosa per il soggetto appaltante in base ad una pluralità di elementi di valutazione, con la conseguenza che la conclusione del contratto si realizza al momento della sua aggiudicazione, rimanendo ininfluente la previsione della successiva acquisizione del parere del Comitato tecnico amministrativo.
TAR Reggio Calabria 08/07/1998 n. 753
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
L'art. 77 R.D. 23 maggio 1924 n. 827, prevedendo che l'aggiudicazione di una gara pubblica debba avvenire con immediatezza in base a criteri automatici, si applica solo nell'ipotesi in cui la procedura di gara originaria rientri tra quelle, di carattere automatico, nelle quali il progetto esecutivo dell'opera è già predisposto e resti solo da valutare l'elemento del prezzo, mentre non è applicabile nell'ipotesi di licitazione privata col metodo dell'offerta economicamente più vantaggiosa disciplinata dall'art. 24 lett. b) L. 8 agosto 1977 n. 584, trattandosi in questo caso di valutare l'offerta non solo sotto il profilo economico ma anche sotto quello tecnico e, quindi, di aggiudicazione che non avviene immediatamente con criteri automatici.
TAR Bari 06/02/1998 n. 43
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
In sede di gara pubblica, il rispetto delle indicazioni prescritte dalla lettera d'invito a pena di esclusione, la non analiticità o la non compiuta giustificazione della relazione tecnico economica, al pari del preteso carattere anormalmente basso dell'offerta, non costituiscono causa obbligatoria di esclusione dalla gara, ma fattore valutabile, attraverso l'esplicazione dell'ampia discrezionalità tecnica riservata alla Pubblica amministrazione, con l'attribuzione di un punteggio minore all'offerta.La Commissione aggiudicatrice della gara per l'assegnazione di un contratto mediante appalto concorso può legittimamente introdurre elementi di specificazione nell'ambito dei criteri generali fissati dal bando o dalla lettera d'invito per la valutazione delle offerte, mediante la previsione di sottovoci rispetto alle categorie generali già fissate, ove queste ultime non risultino adeguate a rappresentare le peculiarità delle singole offerte.In tema di appalto concorso, l'offerta economicamente più vantaggiosa è determinata in base ad uno o più elementi (prezzo, termine di esecuzione, costi di utilizzazione) che presentino tutti eguale dignità; pertanto, è legittimo il provvedimento che ritenga economicamente più vantaggiosa un'offerta che presenta un prezzo maggiore di quello contenuto in altre offerte, quando sia stato privilegiato l'elemento relativo al perfezionamento tecnico dell'opera e alla qualità dei materiali impiegati
TAR Perugia 28/01/1998 n. 592
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Il principio generale secondo cui la Commissione giudicatrice di una gara di licitazione privata deve esaminare gli elementi di valutazione di carattere automatico, come il prezzo, dopo gli elementi comportanti apprezzamenti discrezionali per evitare che i primi influenzino la valutazione dei secondi, non è violato qualora la procedura sia stata svolta da due organi con competenze diverse, e cioè la Commissione di gara, deputata alla verifica dei plichi contenenti le offerte e della documentazione presentata dalle Ditte partecipanti, con presa d'atto anche dei corrispettivi offerti da ciascun concorrente, e la Commissione giudicatrice, col compito specifico di individuare l'offerta economicamente più vantaggiosa con l'effettuazione sulle valutazioni tecniche sulle singole offerte e considerazione dell'elemento rappresentato dal corrispettivo.E' legittima l'esclusione dalla gara del concorrente che abbia presentato un'offerta difforme da quanto inequivocabilmente prescritto nella lettera d'invito, prevalendo, in particolare, l'esigenza di tutelare la par condicio e l'affidamento dei concorrenti e dovendosi, quando il dato letterale è chiaro e non dà adito a dubbi, fare ricorso al criterio formale dell'osservanza delle prescrizioni.Nel caso in cui la lettera d'invito alla gara prescriva un'offerta unica, implicitamente è vietata la presentazione di offerte plurime, al fine di evitare, per chi presenta queste ultime, di moltiplicare la possibilità di ottenere l'aggiudicazione con alterazione della par condicio fra i concorrenti.Ai sensi dell'art. 29 lett. b) D.L. vo 19 dicembre 1991 n. 406, il sistema di aggiudicazione da effettuarsi sulla base dell'offerta economicamente più vantaggiosa presuppone una scelta basata su una pluralità di elementi che comporta una valutazione tecnico discrezionale molto simile a quanto avviene nello schema procedimentale dell'appalto concorso; pertanto, non è esclusa la facoltà di proporre delle ipotesi aggiuntive e migliorative rese possibili dalle peculiari conoscenze tecnologiche delle Imprese, fermo restando l'obbligo di rispettare il progetto dell'opera già definito .
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana 29/12/1997 n. 580
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
In una gara per l'appalto di un'opera pubblica esperita col sistema previsto dall'art. 29, primo comma, lett. b) del D.L. vo 19 dicembre 1991 n. 406, legittimamente, al fine di individuare l'offerta economicamente più vantaggiosa, fra gli elementi variabili da valutare viene inserito il « rendimento ambientale », rientrando esso nell'elemento « rendimento » genericamente richiamato dall'art. 24, primo comma, lett. b) della legge 8 agosto 1977 n. 584.In una gara per l'appalto di un'opera pubblica il criterio di assicurare al prezzo un'importanza prevalente rispetto agli altri criteri di valutazione delle offerte, previsto dall'art. 29, primo comma, lett. b) del D.L. vo 19 dicembre 1991 n. 406, deve ritenersi rispettato nel caso in cui all'elemento prezzo sia assicurato un coefficiente numerico di 420 su 1.000, non essendo necessario che ad esso sia assegnato un coefficiente uguale al 50%+1.
TAR Perugia 24/12/1997 n. 615
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
In tema di aggiudicazione dei contratti della Pubblica amministrazione, il termine per l'impugnazione del provvedimento che decide definitivamente sulla graduatoria formulata dall'apposita Commissione di gara, che contempla anche la posizione del ricorrente, decorre dalla notifica individuale della stessa ovvero dalla sua piena conoscenza.Ai sensi dell'art. 21 co. 5 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., le Commissioni giudicatrici degli appalti concorsi devono avere un numero dispari di componenti non superiore a cinque; pertanto, costituendo le disposizioni della detta legge quadro in materia di lavori pubblici principi fondamentali della legislazione dello Stato, l'autonomia legislativa regionale è tenuta a conformarsi ad essi.La valutazione di scelta dell'offerta economicamente più vantaggiosa demandata alla Commissione giudicatrice di un appalto concorso presuppone una posizione di assoluta imparzialità da parte di ciascuno dei singoli componenti quale imprescindibile garanzia di obiettività di giudizio; pertanto, dal momento che i membri della Commissione si trovano ad esercitare una funzione lato sensu giudicante che li pone in posizione di terzietà e di indipendenza, è necessaria l'assenza di vincoli, condizionamenti o interessi di alcun genere con le Imprese concorrenti.
Corte di Cassazione, sezione penale, Sezione VI 15/12/1997 n. 11462
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Risponde di corruzione per un atto contrario ai doveri d' ufficio (art.319 c.p.) il pubblico ufficiale che accetta somme di denaro per garantire ad una determinata società l'aggiudicazione di un appalto concorso, dovendosi escludere la natura di atto dovuto di tale procedura. Infatti nella gara ad evidenza pubblica in base al criterio della offerta economicamente più vantaggiosa, secondo la quale si svolge l'appalto concorso ai sensi dell'art. 24 della legge 8 agosto 1977, n. 584, la indicazione della commissione tecnica in ordine alla offerta economicamente più vantaggiosa costituisce elemento non vincolante, dal quale l'organo competente a stipulare il contratto può discostarsi adducendo la relativa motivazione tecnica ed economica.
TAR Milano 04/11/1997 n. 1904
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
La valutazione della Commissione giudicatrice ai fini dell'aggiudicazione di una pubblica gara deve essere effettuata considerando i parametri di riferimento tecnici ed economici, unitamente all'idoneità del progetto a realizzare il fine pubblico; pertanto, il provvedimento di aggiudicazione deve essere motivato espressamente con specifico riguardo ai criteri tecnici ed economici alla base del contratto ad evidenza pubblica, con la conseguenza ulteriore che, pur restando sottratta a censure di merito in sede giurisdizionale, la valutazione tecnico discrezionale della Commissione di aggiudicazione deve essere corredata da una motivazione direttamente proporzionale all'ampiezza discrezionale gestita dalla Commissione stessa, con specifico riferimento all'entità e complessità degli elementi che la stessa è tenuta a valutare.Nel caso in cui l'Amministrazione si determini alla scelta del contraente mediante gara a licitazione privata, l'elemento prezzo assume comunque un rilievo centrale, a differenza dell'appalto concorso; pertanto, anche nei casi in cui venga applicato il sistema dell'offerta economicamente più vantaggiosa, di cui agli artt. 36 punto 1 lett. c) direttiva Cons. C.E.E. n. 92/50 e 24 lett. b) L. 8 agosto 1977 n. 584, la convenienza delle offerte sotto l'aspetto strettamente economico può recedere a fronte di una migliore qualità delle offerte stesse, ma solo in presenza di circostanziate e motivate ragioni, tali da costituire una sorta di eccezione al criterio dirimente del miglior prezzo, ontologicamente connesso al sistema di licitazione privata.Il metodo di scelta della licitazione privata non può assimilarsi all'appalto concorso, giacché in esso non è il progetto a determinare l'aggiudicazione, quanto piuttosto l'offerta ritenuta economicamente più vantaggiosa per il soggetto appaltante, dovendo a tal fine concorrere anche la valutazione tecnica dell'opera che i concorrenti si impegnano a realizzare, ma sempre e comunque riferita al momento economico dell'offerta.Rientra nei poteri dell'Amministrazione, in sede di approvazione dei risultati di gara, richiedere chiarimenti alla Commissione nel caso di incongrua esternazione delle ragioni tecniche alla base della scelta di una determinata offerta.Il sindacato generale di legittimità non può estendersi dinamicamente alle vicende successive all'aggiudicazione della gara, pur se astrattamente idonee a minarne i suoi presupposti.
TAR Bari 27/10/1997 n. 851
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Nel procedimento di aggiudicazione di un contratto della Pubblica amministrazione mediante appalto concorso sono individuabili due fasi, la prima delle quali si conclude con la scelta del progetto tra i vari presentati (e per ciò solo è dominata dal principio della par condicio, dovendosi valutare le offerte in comparazione tra loro) e la seconda consiste nell'esame del progetto prescelto da parte di organi tecnici dell'Amministrazione (e si conclude con la stipulazione del contratto): in questa seconda fase, venuti meno, per effetto della scelta operata, gli altri concorrenti, non è più questione di garantire la par condicio, bensi di assicurare la migliore rispondenza del progetto ritenuto il più valido tra quelli presenti alle esigenze dell'opera pubblica da realizzare, col conseguente potere dell'Amministrazione di introdurre modifiche o varianti.E' legittima l'esclusione da una gara di appalto concorso del concorrente la cui offerta sia superiore al limite massimo di spesa indicato nel bando, qualora si tratti di un limite insuperabile e non costituisca, invece, una mera indicazione di massima che tenga solo conto delle disponibilità di bilancio
Consiglio di Stato, Sezione V 29/07/1997 n. 856
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
In una procedura di appalto concorso che lasci alle imprese partecipanti il margine di elaborare progetti diversificati anche in ordine alla quantità delle opere da realizzare non è illogico, né contrasta con norme di legge, che le offerte economiche siano poste a raffronto prendendo come termini di riferimento i ribassi sui computi metrici cosi come progettati, ciò che consente di rendere omogenee le offerte ai fini dell'apprezzamento della convenienza economica e di valutare l'economicità dell'offerta comprese le varianti migliorative, fermo restando che il prezzo finale non può risultare superiore a quello stabilito dall'Amministrazione.Non contrasta con l'art. 24, primo comma, lett. b) della legge 8 agosto 1977 n. 584 l'operato della Commissione giudicatrice di un appalto concorso che assegni il punteggio massimo all'offerta che preveda il minor prezzo in senso assoluto (e punteggi proporzionalmente inferiori a quelli delle altre offerte) per le opere di manutenzione, qualora la tipologia di dette opere sia eguale per tutte le imprese partecipanti alla gara.
TAR Firenze, Sezione II 23/07/1997 n. 446
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
E' posta a presidio del principio di imparzialità e correttezza del procedimento di appalto concorso la predeterminazione di criteri di valutazione certi e obiettivi che consentano alla Commissione giudicatrice, anteriormente alla conoscenza dei contenuti delle offerte presentate, di operare all'interno di parametri che siano di legittima guida all'apprezzamento discrezionale sotteso alla valutazione delle offerte medesime.
TAR Napoli 21/07/1997 n. 1513
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Nel sistema di gara previsto dall'art. 29, primo comma, lett. b) del D.L. vo 19 dicembre 1991 n. 406, la scelta dell'offerta economicamente più vantaggiosa non è affidata al mero ribasso del prezzo, ma coinvolge anche la valutazione comparativa di altri elementi dell'offerta, tra i quali riveste una particolare importanza l'apprezzamento delle capacità progettuali dei concorrenti, chiamati a proporre varianti migliorative al progetto base predisposto dalla stazione appaltante; peraltro, la mancata presentazione delle dette varianti migliorative non comporta l'esclusione dalla gara, la quale presenta solo una limitata attinenza con l'appalto concorso, ma solo una penalizzazione sul piano del punteggio per il concorrente, al quale non potranno essere attribuiti i punti previsti per il valore tecnico dell'opera.In sede di approvazione di un progetto di opera pubblica, l'apprezzamento del giudizio tecnico espresso dalla Commissione giudicatrice sfugge al sindacato di legittimità attribuito al giudice amministrativo.
Consiglio di Stato, Sezione VI 08/07/1997 n. 1107
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Nella procedura di appalto-concorso, è ammissibile, ai sensi dell'articolo 75 R.D. 23 maggio 1924 n. 827, l'offerta economica contenuta in un secondo plico, il cui sconto definitivo deve essere inteso come sostitutivo di quello indicato nell'offerta originaria.
Consiglio di Stato, Sezione V 30/05/1997 n. 576
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
In sede di gara d'appalto il principio di pubblicità della gara, inderogabile per quanto attiene all'apertura dei plichi contenenti la documentazione amministrativa e le offerte economiche, ben può essere derogato allorché si debba procedere, da parte della Commissione, ad una specifica valutazione tecnica delle offerte in ragione del particolare tipo di gara, il che si verifica nell'ipotesi dell'appalto concorso ovvero quando si debba procedere all'aggiudicazione secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa e sia prevista anche la possibilità di proporre proposta di variante o integrazioni.
TAR Torino, Sezione II 26/05/1997 n. 263
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
I partecipanti ad una gara d'appalto devono considerarsi direttamente contemplati, ancorché non espressamente nominati, nel provvedimento con cui l'Amministrazione procede all'aggiudicazione; pertanto, il termine per l'impugnazione di tale atto decorre, ai sensi dell'art. 2 del R.D. 17 agosto 1907 n. 642, dalla comunicazione individuale dello stesso ovvero dal momento anteriore in cui il concorrente ha piena conoscenza dei suoi elementi essenziali.L'art. 29, primo comma, lett. b) del D.L. vo 19 dicembre 1991 n. 406, nello stabilire, quale criterio di aggiudicazione, quello dell'offerta economicamente più vantaggiosa, determinata in base ad una pluralità di elementi variabili secondo l'appalto, attinenti al prezzo, al termine di esecuzione, al costo di utilizzazione, al rendimento e al valore tecnico dell'opera, contiene un'elencazione non tassativa; tuttavia, in caso di esclusione di determinati parametri, le relative ragioni devono comunque essere deducibili, se non da dichiarazioni dell'appaltatore, almeno dalle peculiarità delle opere e dalle modalità della gara.
TAR Torino, Sezione II 22/05/1997 n. 250
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Il metodo dell'offerta economicamente più vantaggiosa (riconducibile allo schema di cui all'art. 24, primo comma, lett. b della legge 8 agosto 1977 n. 584) si caratterizza per importare una scelta del contraente fondata non solo sull'offerta economica, ma anche su altri elementi predeterminati nel capitolato e nel bando (come il tempo di esecuzione, il costo di utilizzazione, il rendimento, il valore tecnico), il che implica ampi margini di discrezionalità dell'Ente appaltante in termini di valutazioni di convenienza e di apprezzamenti tecnici; pertanto, l'esigenza di garantire la par condicio dei concorrenti e il corretto espletamento della gara impone che la valutazione delle offerte, sotto i vari profili rilevanti, avvenga in applicazione di criteri univoci e obiettivi, predeterminati dal bando o dalla Commissione tecnica, essendo in ogni caso preclusa qualsiasi attività di determinazione o rideterminazione dei criteri valutativi posta in essere successivamente all'avvenuta presa visione delle offerte.
Consiglio di Stato, Sezione V 06/05/1997 n. 479
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Ai sensi dell'art. 29 del d.lgs. 19 dicembre 1991, n. 406, il punteggio massimo attribuibile all'elemento prezzo deve essere sensibilmente maggiore di quello attribuibile agli altri elementi di valutazione, singolarmente considerati, mentre non deve necessariamente avere preponderanza rispetto a tutti gli altri elementi unitariamente considerati.
TAR Salerno 07/04/1997 n. 201
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Il metodo di aggiudicazione previsto dall'art. 24, quarto comma, lett. b) della legge 8 agosto 1977 n. 584, come sostituito dall'art. 2 della legge 8 ottobre 1984 n. 687, e dall'art. 9 della legge 17 febbraio 1987 n. 80, sebbene definito nominalmente di licitazione privata, non presuppone un'aggiudicazione automatica in riferimento solo all'aspetto economico dell'offerta, presentando talune connotazioni tipiche del sistema di appalto concorso, dato che l'Amministrazione fissa i criteri preordinati al fine di determinare la maggior convenienza dell'offerta anche in relazione al valore tecnico dell'opera; pertanto, una modificazione radicale del progetto originariamente presentato dalla Ditta aggiudicataria impone la revoca dell'atto di aggiudicazione.Nei contratti della Pubblica amministrazione, il divieto di presentare offerte plurime va osservato anche per le gare regolate dal metodo dell'offerta economicamente più vantaggiosa, di cui all'art. 24, lett. b), della legge 8 agosto 1977 n. 584.
TAR Bari, Sezione II 12/03/1997 n. 238
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Il sistema di gara previsto dall'art. 24 primo comma lett. b) L. 8 agosto 1977 n. 584 non può assimilarsi all'ipotesi dell'appalto concorso; in esso, infatti, non è il progetto a determinare l'aggiudicazione quanto, piuttosto, l'offerta ritenuta economicamente più vantaggiosa per il soggetto appaltante, ancorché per l'individuazione di tale offerta si debba tener conto anche della valutazione tecnica dell'opera che i concorrenti si impegnano a realizzare, in quanto tale valutazione attiene sempre e comunque al momento economico dell'offerta ed in ogni caso deve concorrere sempre, al detto fine, la valutazione di una pluralità di elementi ulteriori, quali il prezzo, il termine di esecuzione, il costo di utilizzazione e il rendimento, ai fini dell'individuazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa, senza possibilità, per l'Amministrazione appaltante, pur nell'esercizio del suo potere discrezionale di giudicarli e ponderarli, di pretermetterne alcuno riservando ad altro un valore determinante ed assorbente al fine dell'aggiudicazione .Nei contratti stipulati dalla Pubblica amministrazione col sistema dell'asta pubblica o della licitazione privata, il processo verbale di aggiudicazione definitiva equivale - ai sensi dell'art. 16 quarto comma R.D. 18 novembre 1923 n. 2440 - ad ogni effetto legale al contratto, con forza immediatamente vincolante per l'Amministrazione stessa oltre che per l'altro contraente, per cui il successivo provvedimento di approvazione costituisce espressione di una potestà di controllo che fa capo all'organo competente ad esprimere la volontà dell'Ente, come tale esterna e successiva al momento di perfezionamento del contratto, verso cui si propone solo come condizione per l'acquisto dell'efficacia definitiva
TAR Roma, Sezione I 01/07/1996 n. 1095
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Nel caso in cui l'Amministrazione si determina per la scelta del contraente mediante licitazione privata e col metodo dell'offerta economicamente più conveniente, non può essa procedere come se si trattasse di un appalto concorso, e ciò perché tale modo di scelta prevede modalità di partecipazione dei concorrenti e caratteristiche di presentazione dell'offerta tutt'affatto diverse, oltre alla necessità della nomina di una Commissione giudicatrice i cui membri siano specificamente qualificati a svolgere le relative valutazioni, di natura tecnica o scientifica.
TAR Roma, Sezione II 18/03/1996 n. 497
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Nel caso in cui, ai fini dell'affidamento dell'appalto di opere pubbliche, nel bando di gara sia stato prescelto il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa ai sensi dell'art. 24, co. 12, lett. b) della legge 8 agosto 1977 n. 584, determinata in base al prezzo offerto e al valore tecnico architettonico dei singoli interventi di sistemazione e razionalizzazione proposti dalle Ditte ed ai relativi tempi di esecuzione, il prezzo, anche quando collocato al primo posto dei criteri di scelta, non assume nella valutazione della Commissione aggiudicatrice un'importanza tanto prevalente da prevaricare sugli altri elementi di convenienza contenuti nell'offerta.
TAR Firenze, Sezione II 29/02/1996 n. 76
legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Il termine « documento » usato nella lettera d'invito alla gara va interpretato nell'accezione propria desumibile dalla funzione che lo stesso documento deve svolgere; pertanto, il singolo allegato tecnico avulso dal progetto cui è collegato non può definirsi di norma come documento, in quanto inidoneo a garantire e permettere nell'insieme la lettura e la comprensione del progetto medesimo, mentre può definirsi come tale l'elaborato nella sua completezza, con la conseguenza che se l'insieme degli atti risponde alla funzione propria che il progetto deve garantire, l'eventuale mancanza o incompletezza di un allegato può avere rilievo solo sul piano della validità, e quindi del giudizio tecnico, e non della regolarità e dell'ammissibilità dell'offerta.La direttiva C.E.E. n. 531 del 1990 sui settori esclusi, relativamente al criterio dell'aggiudicazione secondo l'offerta economicamente più vantaggiosa, non fissa un ordine di priorità nei diversi elementi indicati, ma si limita a darne un'elencazione meramente esemplificativa, di modo che la collocazione pozione o deteriore nell'elencazione medesima è occasionale e priva di significato; pertanto, la Commissione giudicatrice è tenuta ad indicare l'ordine crescente di importanza degli elementi di valutazione individuati ai fini del giudizio sul progetto più meritevole ossia economicamente più vantaggioso.In ogni appalto concorso l'aggiudicazione del contratto deve avvenire a seguito di una congiunta considerazione dell'offerta tecnica e di quella economica, non essendo consentito assegnare ad una delle due il ruolo di criterio selettivo principale.Costituisce principio di carattere generale in materia di appalto concorso la previa determinazione di criteri obiettivi di valutazione delle offerte sulla base di parametri idonei sufficientemente specificati in modo da assicurare l'imparzialità, la trasparenza e conseguentemente il controllo dell'operato della Commissione giudicatrice.Nel caso di appalto concorso non può essere attribuito ad un punteggio numerico il valore di un giudizio di merito sintetico ed oggettivo, essendo basato, quest'ultimo, su soluzioni tecniche che si pongono come proposta in ordine ad un servizio da garantire o un lavoro da eseguire.