Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "certificato di collaudo"

Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione Unite 22/05/1998 n. 5140
legge 109/94 Articoli 28 - Codici 28.2
Il collaudatore di un pubblico appalto ha il dovere di indicare, negli atti del collaudo, anche l'esatto ammontare della somma dovuta all'appaltatore dall'Amministrazione committente a titolo di rivalsa I.V.A., e di calcolarne l'importo nella determinazione del credito complessivo dell'appaltatore, dopo aver proceduto al conguaglio tra le somme cui questi abbia diritto (a qualsiasi titolo) e gli acconti già ricevuti. (Nell'affermare tale principio di diritto, la S.C. ha cassato la sentenza di merito osservando, che incorre inevitabilmente nella violazione della disciplina positiva in tema di collaudo di opere pubbliche - artt. 99 e ss. R.D. n. 350 del 1895 - il giudice che affermi, alla luce della natura e delle caratteristiche del certificato di collaudo, che tale atto debba avere unicamente riguardo all'aspetto tecnico dell'opera, senza poter contenere, in alcun modo, accertamenti relativi a debiti e crediti esistenti tra le parti, così che la presenza di tali accertamenti priverebbe, "ipso facto", della sua natura giuridica di certificato di collaudo la relazione del collaudatore).
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione Unite 22/05/1998 n. 5140
legge 109/94 Articoli 28 - Codici 28.2
In tema di appalto di opere pubbliche, la circostanza del rilascio di un primo certificato di collaudo non determina (giusto disposto dall'art. 117, comma primo, del R.D. n. 350 del 1895) l'automatica caducazione, per l'amministrazione appaltante, della facoltà di procedere ad un nuovo collaudo che renda, se del caso, all'esito del nuovo accertamento, del tutto inefficace il certificato in precedenza rilasciato.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione I 25/02/1998 n. 2068
legge 109/94 Articoli 28 - Codici 28.2
La scadenza del termine semestrale (o del diverso termine prorogato dal capitolato speciale), previsto dall'art. 5 della legge 10.12.1981 n. 741 per l'approvazione del certificato di collaudo, comporta l'automatica estinzione delle polizze cauzionali rilasciate dall'appaltatore a garanzia della regolare esecuzione dell'opera, restando irrilevante che la decadenza non sia stata fatta valere autonomamente dalla compagnia assicuratrice, prima della domanda dell'appaltatore diretta a conseguire il saldo dell'appalto, ma solo in via di eccezione, né questo può essere elemento di qualche significato ai fini della formulazione di un giudizio di responsabilità per inadempimento dell'appaltatore e di una conseguente inoperatività dell'estinzione della garanzia fideiussoria.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione I 16/06/1997 n. 5373
legge 109/94 Articoli 28 - Codici 28.2
In tema di appalto di opere pubbliche, l'art. 107 del R.D. 25 maggio 1895 n. 350 deve essere inteso nel senso che la sottoscrizione del certificato di collaudo senza la formulazione di riserve o domande esplicite preclude all'appaltatore solamente la possibilità di tutelare i propri diritti eventualmente lesi dalle modalità delle stesse operazioni di collaudo e non qualunque diritto derivante dal contratto, quale quello relativo - come nella specie - al risarcimento del danno causato dall'ingiustificato ritardo nel pagamento del corrispettivo contrattuale da parte del committente.Nell'ambito della disciplina pubblicistica dell'appalto, l'onere dell'appaltatore di inserire le proprie pretese nei confronti dell'Amministrazione o dell'Ente appaltante nel registro di contabilità e nel conto finale e, quindi, nel certificato di collaudo di cui agli artt. 91 e 107 del R.D. 25 maggio 1895 n. 350, riguarda le sole istanze inerenti alla contabilizzazione del corrispettivo contrattuale delle opere eseguite od eseguende (come appunto risultanti al momento conclusivo del collaudo), ma non già anche le riserve per eventuale revisione dei prezzi, con riguardo alle quali ultime è sufficiente che la relativa domanda sia comunque presentata prima della firma del certificato di collaudo, senza che sia necessaria la sua riproduzione in quel documento.