Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "cauzione definitiva"

Consiglio di Stato, Sezione VI - Sentenza 27/02/2006 n. 846
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.3
Poiché la funzione della “fideiussione a cauzione definitiva” ex art. 30, comma 2, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., è quella di andare a copertura di tutti gli eventuali oneri che dovessero derivare dalla mancata o inesatta esecuzione dei lavori, è evidente che, nell’impresa aggiudicataria, che a seguito dell’aggiudicazione provvisoria ha sopportato il costo del rilascio della relativa polizza su richiesta dell’Amministrazione, una siffatta richiesta induce un legittimo affidamento circa l’esecuzione dei lavori.
TAR Sicilia, Sezione IV Catania - Sentenza 22/09/2005 n. 1436
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.3
L’art. 30 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., al comma 1, come modificato ed integrato dalle leggi regionali nn. 7/2002 e 7/2003, dispone che “…l’offerta da presentare per l’affidamento dell’esecuzione dei lavori pubblici è corredata da una cauzione…e dall’impegno di un fidejussore a rilasciare la garanzia di cui al comma 2, qualora l’offerente risultasse aggiudicatario…” ed, al comma 2, che “…l’esecutore dei lavori è obbligato a costituire una garanzia fidejussoria…”. Dal combinato disposto di tale previsioni si rileva che i concorrenti agli appalti pubblici sono tenuti a presentare, ai fini dell’ammissione alla gara, due differenti documenti a garanzia della serietà della partecipazione: una cauzione provvisoria e l’impegno di un fidejussore al rilascio della garanzia definitiva di cui al comma 2. Tale duplice obbligo di garanzia, per gli appalti sino all’importo di € 150.000,00 a base d’asta, viene limitato con l’esclusione della presentazione della cauzione provvisoria. Per quanto concerne l’impegno al rilascio della cauzione definitiva, esso è dovuto in ogni caso, anche se il bando di gara non lo prescrive esplicitamente, atteso che le norme cogenti hanno carattere integrativo delle disposizioni del bando e del disciplinare (ordinanza di questa IV Sezione, n. 773 del 12.5.2005; Consiglio di Stato, Sez. V, n. 1069 del 27.2.2001; T.R.G.A. Trentino Alto Adige-Bolzano, n. 476 del 24.11.2003; T.A.R. Sicilia, Palermo, n. 1518 del 9.7.2004).
Consiglio di Stato, Sezione V - Sentenza 09/09/2005 n. 4642
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.3
L’art. 30 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. prevede che il concorrente alla gara per l’appalto dell’opera pubblica produca, con la cauzione provvisoria o la corrispondente polizza fideiussoria, destinata a garantire l’amministrazione contro la mancata sottoscrizione del contratto per volontà dell’aggiudicatario, anche l’impegno incondizionato (assunto nei confronti del concorrente da un soggetto professionalmente abilitato a concedere garanzie), a rilasciare polizza fideiussoria definitiva, destinata a garantire l’amministrazione per l’adempimento delle obbligazioni dell’appaltatore nel caso in cui il concorrente vinca la gara e divenga appaltatore. La dichiarazione serve a dare all’amministrazione un ragionevole affidamento sul fatto che tutta l’attività amministrativa di scelta del contraente non venga spesa inutilmente e conduca alla stipulazione dell’appalto.Nel caso in cui l’assicuratore rilascia al concorrente una dichiarazione, conforme a quanto richiesto dalla legge e dal bando, da produrre per la partecipazione alla gara, ed una controdichiarazione con la quale si esonera dalla stipulazione della fideiussione definitiva nel caso che la ditta concorrente si trovi in determinate condizioni, l’amministrazione ha nelle mani la prova dell’inesistenza dell’impegno o, almeno, che l’impegno è condizionato e di conseguenza deve escludere la ditta dalla gara.
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione Siciliana, Sezione giurisdizionale - Sentenza 08/03/2005 n. 96
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.3
L’art. 20 della legge regionale 19 maggio 2003, n. 7 ha modificato l’art. 24 della legge regionale 2 agosto 2002, n. 7, disponendo che al comma 1 è anteposto il seguente: “01. Al comma 1 dell’articolo 30 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 le parole “dall’impegno del fideiussore” sono sostituite dalle parole “dall’impegno di un fideiussore””. Nel descritto quadro normativo, prima della riforma del 2003, il sistema di garanzia si strutturava in un unico centro di imputazione. Il fideiussore rilasciava la cauzione provvisoria e l’impegno a costituire la cauzione definitiva. Solo con la novella del 2003, che ha sostituito nel comma 1 le parole del fideiussore con le parole di un fideiussore, l’unità della garanzia si è spezzata, ben potendo la cauzione provvisoria essere prestata da un soggetto diverso da quello che presta l’impegno della garanzia definitiva. In questo contesto va letta la disposizione del comma 1 bis, che nel condizionare al rilascio di una fideiussione bancaria la riduzione allo 0,50% della cauzione provvisoria in determinate gare (come quella di specie), prima della novella del 2003, stante l’unitarietà del sistema di garanzia, imponeva, per fruire della agevolazione, anche un impegno bancario (dello stesso soggetto) nella prestazione dell’impegno alla garanzia definitiva. D’altra parte se è vero che nel comma 1 bis si parla di fideiussione bancaria solo con riferimento alla cauzione provvisoria, è altrettanto vero che in esso non è contenuto alcun cenno che consenta di affermare una volontà del legislatore regionale di consentire anche una deroga al principio di unitarietà della garanzia all’epoca vigente.La novella del 2003, come emerge anche dal dato letterale, ha quindi carattere innovativo e non meramente interpretativo e corrisponde ad una diversa valutazione dei maggiori costi ma anche delle correlative maggiori garanzie di selezione connesse alla garanzia bancaria. Tale valutazione ha dapprima (nel 2002) indotto il legislatore a privilegiare il carattere selettivo della garanzia e a correlare la riduzione allo 0,50% della cauzione provvisoria al rilascio di una fideiussione bancaria, ferma restando l’unità del soggetto garante, e, successivamente (nel 2003), a consentire accanto alla fideiussione bancaria per la cauzione provvisoria, un impegno per la garanzia definitiva da parte di un fideiussore (ivi comprese quindi le società assicuratrici).
TAR Sardegna - Sentenza 16/03/2004 n. 390
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.3
Laddove il bando di gara stabiliva che l’offerta dovesse essere corredata da una cauzione provvisoria, da prestare anche mediante fidejussione bancaria o assicurativa o rilasciata dagli intermediari finanziari iscritti nell’elenco speciale di cui all’art. 107 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, nonché da una “dichiarazione di un istituto bancario, ovvero di una compagnia di assicurazione, contenente l’impegno a rilasciare, in caso di aggiudicazione” la garanzia di cui all’art. 30, comma 2, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., e il disciplinare di gara, richiamato dal bando, prevedeva che “la garanzia rilasciata da un intermediario finanziario è consentita solo per la cauzione provvisoria”, è legittimo il provvedimento di esclusione del concorrente che ha presentato l’impegno a costituire la garanzia definitiva da parte di intermediario finanziario.
Consiglio di Stato, Sezione II - Sentenza 19/02/2003 n. 2222
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.3
La misura della cauzione definitiva prevista dall’art.30, co.2, della legge 11 febbraio 1994, n.109 (modificato prima dall'art. 8-quinquies, D.L. 3 aprile 1995, n. 101, e poi dall'art. 9, comma 54, L. 18 novembre 1998, n. 415, per effetto del quale l'aggiudicatario, esecutore dei lavori, è obbligato a costituire una garanzia fidejussoria del 10% dell'importo degli stessi), va qualificata come misura fissa, in tal senso deponendo la lettura letterale e sistematica della norma; è pertanto illegittima la clausola del bando che prevede la prestazione di una cauzione definitiva in misura superiore a quella stabilita dalla legge (nella specie il bando prevedeva una cauzione definitiva pari al 100% dell’importo posto a base d’asta).
TAR Veneto, Sezione I - Sentenza 08/04/2002 n. 1318
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.3
Non sono configurabili controinteressati nel caso di ricorso proposto avverso un provvedimento di esclusione da una gara d'appalto allorché l'aggiudicazione non sia stata ancora effettuata, atteso che i partecipanti al procedimento concorsuale d'appalto non assumono, prima di aver conseguito un risultato positivo dal favorevole esito dell'aggiudicazione, la qualità di controinteressati, rispetto agli atti di esclusione di un concorrente. L'interesse a difendere la conservazione dei provvedimenti di esclusione ed a circoscrivere la platea dei concorrenti si configura infatti come un interesse di mero fatto, nel caso in cui (e fino a quando) il vantaggio ricavabile dalla conclusione della gara si ponga in una prospettiva incerta e futura.E' ammissibile l'impugnazione del bando differita al momento dell'impugnazione del provvedimento di esclusione quando la clausola del bando sia ambigua e tale da prestarsi a differenti interpretazioni da parte dell'Amministrazione.E' illegittima la clausola di un bando di gara che prevede un termine finale certus quando per la dichiarazione d'impegno a rilasciare la cauzione definitiva, dato che tale clausola confligge con l'art. 101, 1° comma, del d.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. (secondo cui "La cauzione definitiva deve permanere fino alla data di emissione del certificato di collaudo provvisorio o del certificato di regolare esecuzione, o comunque decorsi dodici mesi dalla data di ultimazione dei lavori risultante dal relativo certificato").Quest'ultima norma ha natura cogente ed inderogabile, anzitutto perché essa è posta nell'interesse sia della stazione appaltante, sia dell'assicuratore (e dunque, indirettamente, dell'esecutore), al quale non possono essere richiesti impegni assicurativi più gravosi di quelli stabiliti dalla norma; inoltre, lo stesso art. 101 costituisce attuazione dell'art. 30 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., e questo prescrive al 6° comma che "sono soppresse le altre forme di garanzia e le cauzioni previste dalla normativa vigente", tra cui si possono includere anche le cauzioni definite con un termine finale predeterminato.
Consiglio di Stato, Sezione Vca 12/11/1999 n. 2480
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.3
Ai sensi dell'art. 30 co. 2 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., l'aggiudicatario di un appalto di opera pubblica deve indefettibilmente prestare la garanzia prima della stipula del relativo contratto, pena la revoca dell'affidamento e l'incameramento della cauzione.Nel caso in cui l'aggiudicatario di un appalto di opera pubblica costituisce la garanzia prima della stipula del contratto ma successivamente alla data fissata dall'Amministrazione, rientra nella discrezionalità di quest'ultima valutare se il ritardo sia conseguente a comportamenti scusabili e non scorretti e, nel caso di valutazione positiva, procedere alla stipula del contratto.
TAR Ancona 12/02/1999 n. 163
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.3
L'art. 30 della 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m., che disciplina le modalità per la prestazione delle garanzie in vista dell'esecuzione dei contratti di appalto di lavori pubblici, non assegna natura perentoria al termine assegnato dalla Stazione appaltante per la costituzione della cauzione definitiva da parte dell'impresa aggiudicataria della licitazione privata.
TAR Salerno 01/04/1998 n. 143
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.3
E legittimo il provvedimento di decadenza dall'aggiudicazione di un appalto di opere pubbliche adottato a seguito della mancata presentazione, da parte della Ditta aggiudicatrice, del certificato della Sezione fallimentare del Tribunale in ordine alla mancanza di procedure fallimentari e della mancata costituzione della cauzione definitiva.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione I 19/07/1996 n. 6503
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.3
In tema di assicurazione fideiussoria stipulata dall'appaltatore di opere pubbliche, per scadenza dell'obbligazione principale (art. 1957 c.c.) deve intendersi non il termine di scadenza previsto inizialmente nel contratto, bensi l'epoca di ultimazione dei lavori ovvero, in difetto, la data in cui, per eventi di natura patologica (nella specie, per risoluzione del contratto), il rapporto si sia comunque estinto.