Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "indennitaria decennale"

Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione III 12/05/1999 n. 4692
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.4.2
I gravi difetti di costruzione che a norma dell'art. 1669 c.c. possono dare luogo all'azione di responsabilità del committente nei confronti dell'appaltatore non si identificano soltanto con i fenomeni che incidono sulla stabilità dell'edificio, ma possono consistere in alterazioni che pur riguardando direttamente una parte dell'opera, incidono in modo globale sulla sua struttura e funzionalità e ne menomano apprezzabilmente il godimento. Rientrano, pertanto, tra i gravi difetti di costruzione sotto il profilo considerato quelli che interessano i tetti ed i lastrici solari, determinando infiltrazioni di acque piovane negli appartamenti sottostanti.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione II 15/04/1999 n. 3756
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.4.2
La presunzione semplice di responsabilità del costruttore posta dall'art.1669 c.c. per il pericolo di rovina dell'opera o per altro grave difetto costruttivo che si manifesta nel corso di dieci anni, può essere vinta, non già con la prova dell'essere stata usata tutta la diligenza possibile nell'esecuzione dell'opera, bensì mediante la specifica dimostrazione della mancanza di una sua responsabilità conclamata da fatti positivi precisi e concordanti.Il termine annuale di decadenza per la denunzia dei vizi di cui all'art. 1669 c.c. decorre dal momento in cui il denunziante abbia acquisito un apprezzabile grado di conoscenza, seria ed obiettiva, non soltanto delle gravità dei difetti della costruzione, ma anche dell'incidenza di essa sulla statica e sulla possibilità di lunga durata e del collegamento causale dei dissesti all'attività di esecuzione dell'opera non essendo sufficiente, di regola, per il decorso del termine suddetto, la constatazione di segni esteriori di danno o di pericolo, salvo che si tratti di manifestazioni indubbie come cadute o rovine estese.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione II 28/11/1998 n. 12106
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.4.2
In tema di appalto, la norma di cui all'art. 1669 c.c. ha, nonostante la relativa "sedes materiae", natura indiscutibilmente extracontrattuale (essendo diretta a tutelare l'interesse, di carattere generale, alla conservazione ed alla funzionalità degli edifici e degli altri immobili destinati, per loro natura, ad una lunga durata), e trascende il rapporto negoziale (di appalto, di opera, di vendita) in base al quale il bene sia pervenuto, dal costruttore, nella sfera di dominio di un soggetto che, dalla "rovina", dall'"evidente pericolo di rovina" o dai "gravi difetti" dell'opera, abbia subito un pregiudizio. Ne consegue che, pur non configurandosi a carico del costruttore una ipotesi di responsabilità obbiettiva, né una presunzione assoluta di colpa, grava pur sempre sul medesimo una presunzione "iuris tantum" di responsabilità, che può essere vinta non già attraverso la generica prova di aver usato, nell'esecuzione dell'opera, tutta la diligenza possibile, ma con la positiva e specifica dimostrazione della mancanza di responsabilità attraverso la allegazione di fatti positivi, precisi e concordanti, ed a prescindere dalle questioni sorte "inter partes" circa la eventuale nullità del sottostante rapporto negoziale.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione I 18/11/1998 n. 11613
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.4.2
In tema di responsabilità dell'appaltatore per rovina e difetti di cose immobili ai sensi dell'art. 1669 c.c., l'identificazione degli elementi conoscitivi necessari e sufficienti perché possa individuarsi la "scoperta" del vizio ai fini del computo del termine decadenziale della denunzia e poi, da essa, del termine annuale di prescrizione del diritto del committente al risarcimento, deve effettuarsi sia con riguardo alla gravità dei difetti dell'edificio che con riguardo al collegamento causale dei dissesti all'attività progettuale e costruttiva espletata, sicché, in ipotesi di dissesti, estesi relativi ad opere costruttive complesse, non potendosi onerare il danneggiato della proposizione di azioni generiche a carattere esplorativo, la conoscenza completa idonea a provocare la decorrenza del doppio termine (decadenziale e prescrizionale) dovrà ritenersi acquisita, in assenza di anteriori esaustivi elementi, solo all'atto dell'acquisizione delle disposte relazioni peritali.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione II 02/09/1998 n. 8689
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.4.2
A differenza dell'azione per difformità e vizi dell'opera di cui all' art. 1667 c.c., l'azione per gravi difetti, disciplinata dall'art. 1669 c.c., prescinde dalla consegna dell'opera e dal collaudo, mentre il termine annuale per evitare la decadenza decorre non dalla manifestazione esteriore del pericolo di rovina, bensì dalla completa conoscenza di essa e del collegamento causale con l'esecuzione della costruzione, e, se dipende da vizi dei materiali impiegati, non perciò l'appaltatore è esonerato da responsabilità, salvo che sia stato mero esecutore del committente.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione II 29/05/1998 n. 5311
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.4.2
In tema di appalto, ai fini di una tempestiva contestazione del difetto di costruzione dell'opera ex art. 1669 c.c., il termine previsto "ex lege" per la relativa denuncia non può che decorrere dalla data del deposito della relazione del C.T.U. (anche se le indagini risultino eseguite in un diverso e coevo procedimento) tutte le volte in cui un'adeguata conoscenza del difetto e delle sue specifiche cause (nonché della sua gravità) consegua indefettibilmente all'espletamento di indagini tecniche, non potendo, all'uopo, ritenersi sufficiente la sola esistenza di iniziali manifestazioni di un fenomeno disgregativo della "res", in corso d'aggravamento, ma dotate, allo stato, di scarsa rilevanza.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione II 20/03/1998 n. 2977
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.4.2
In materia di responsabilità decennale per rovina e difetti di cose immobili di cui all'art. 1669 c.c., la conoscenza del difetto e delle sue specifiche cause, oltreché della sua gravità, consegue alla semplice constatazione dell'aspetto delle cose solo quando si tratti di manifestazioni indubbie (come cadute, rovine estese, e simili). Per lo più, invece, quando si tratti di opere di una certa entità, deriva dall'espletamento di indagini tecniche suggerite dall'ovvia prudenza di non iniziare azioni infondate, con la conseguenza, in questa seconda ipotesi, che il termine di decadenza della prima parte della norma, condizionante il decorso del successivo termine di prescrizione previsto dal secondo comma dello stesso articolo, incomincia a decorrere solo dall'acquisizione della relazione del tecnico.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione I 06/03/1995 n. 2571
legge 109/94 Articoli 30 - Codici 30.4.2
Con riferimento ai contratti d'appalto di opera pubblica, l'opera deve intendersi completata materialmente, anche ai sensi ed agli effetti dell'art. 1669 c.c., nella data risultante dal cosiddetto certificato di ultimazione dei lavori di cui all'art. 62 del R.D. 25 maggio 1895 n. 350 (il quale prevede che « compiuti i lavori, il direttore, in contraddittorio con l'appaltatore, redigerà, senza ritardo, il processo verbale della loro ultimazione in doppio esemplare »), anche nel caso in cui, nonostante il rilascio del menzionato certificato, l'appaltatore abbia, successivamente, effettuato le prestazioni occorrenti per ovviare i vizi ed i difetti che il committente abbia riscontrato in sede di verifica o di collaudo e dei quali abbia preteso l'eliminazione.