Massime della giurisprudenza classificate per il nodo "riserve"

Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione I - Sentenza 11/01/2006 n. 388
legge 109/94 Articoli 26, 31bis - Codici 25.1, 31/bis.2.1
In materia di scioglimento del contratto di appalto di lavori pubblici il potere dell’appaltatore di sciogliersi dal contratto stesso, facendo valere il grave inadempimento del committente, non è condizionato nell’ordinamento positivo da adempimenti formali riconducibili al genus delle riserve, che riflette solo e sempre i maggiori costi che il committente potrebbe sopportare a seguito dell’esecuzione dell’opera e mai la sorte del contratto, la nullità o la risoluzione del medesimo. Infatti, ogni qualvolta si fa questione di invalidità del contratto e dei modi della sua estinzione, quale è appunto la risoluzione per inadempimento, la relativa domanda arbitrale o giudiziaria non incontra ostacoli procedimentali nell’inosservanza dell’onere della tempestiva riserva. Ne consegue che una qualsiasi vicenda di scioglimento del contratto di appalto di opere pubbliche non rientra nell’area applicativa dell’istituto delle riserve.
TAR Sicilia, Sezione I Catania - Sentenza 30/03/2004 n. 846
legge 109/94 Articoli 26, 31bis - Codici 25.1, 31/bis.2.1
L’onere dell’appaltatore di inserire le proprie pretese nei confronti dell’ente appaltante nel registro di contabilità e nel conto finale e, quindi, nel certificato di collaudo di cui agli artt. 91 e 107 del R.D. 25 maggio 1895 n. 350, riguarda le sole istanze inerenti alla contabilizzazione del corrispettivo contrattuale delle opere eseguite, ma non già anche le riserve per eventuale revisione dei prezzi, con riguardo alle quali ultime è sufficiente che la relativa domanda sia comunque presentata prima della firma del certificato di collaudo senza che sia necessaria la sua riproduzione in quel documento.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione I 18/02/1999 n. 1347
legge 109/94 Articoli 26, 31bis - Codici 25.1, 31/bis.2.1
In tema di appalto di opere pubbliche, l'art. 64 del R.D. 25 maggio 1895 n. 350, secondo il quale se l'appaltatore non sottoscrive il conto finale nel termine fissatogli, o se lo sottoscrive senza confermare le domande già formulate nei modi prescritti nel registro di contabilità, il conto finale si avrà come da lui definitivamente accettato, riconduce alla mancata conferma delle riserve già iscritte una presunzione di accettazione del conto, che ha natura relativa, ed è quindi superabile con la prova di una positiva volontà dell'appaltatore contraria alla rinuncia alle pretese oggetto delle riserve. (Nella specie, la Corte suprema enunciando il principio di cui alla massima, ha escluso che un distacco temporale, anche di poche ore, tra la sottoscrizione del registro di contabilità generale e quella del conto finale, impedirebbe, come ritenuto dalla Corte di merito, la possibilità di superare con una prova contraria la presunzione di accettazione).
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione I 07/12/1996 n. 10920
legge 109/94 Articoli 26, 31bis - Codici 25.1, 31/bis.2.1
In tema di appalto di opera pubblica, a norma degli artt. 26 del D.P.R. 16 luglio 1962 n. 1063 e 54 e 64 del R.D. 25 maggio 1895 n. 350, l'iscrizione delle riserve sul registro di contabilità è condizione necessaria ma non sufficiente per la loro efficacia, essendo indispensabile, a questo fine, anche la loro conferma all'atto della sottoscrizione sul conto finale.
Corte di Cassazione, sezione civile, Sezione I 22/07/1996 n. 6569
legge 109/94 Articoli 26, 31bis - Codici 25.1, 31/bis.2.1
Il capitolato generale di appalto per le opere pubbliche, approvato con D.P.R. 16 luglio 1962 n. 1063 (modificato con L. 10 dicembre 1981 n. 741), ha valore normativo e vincolante (e si applica quindi direttamente ed indipendentemente dal richiamo che ne abbiano fatto le parti), soltanto agli appalti stipulati dallo Stato; esso non riguarda, invece, gli Enti pubblici diversi dallo Stato, per i quali può assumere efficacia obbligatoria soltanto sotto il profilo negoziale, vale a dire solo se e nei limiti in cui le parti lo abbiano richiamato per regolare il singolo rapporto contrattuale, a meno che un'espressa disposizione di legge non ne imponga l'applicazione agli appalti stipulati da determinati Enti, nel qual caso il capitolato viene ad avere efficacia regolamentare e le sue norme concorrono a formare la disciplina alla quale sono assoggettati i rapporti tra appaltante e costruttore.In tema di appalto di opere pubbliche, l'onere dell'appaltatore di formulare tempestiva riserva di maggiori compensi od indennizzi, rispetto al corrispettivo pattuito, secondo la disciplina del R.D. 25 maggio 1895 n. 350, insorge per effetto e dal momento dell'iscrizione, nei registri previsti dalla legge e sottoposti alla sua sottoscrizione, degli elementi evidenziati, secondo indici di media diligenza e di buona fede, un aggravio di spesa a suo carico; detto onere, pertanto, se non sussiste nel caso di contabilità informe ed irricostruibile, cioè non consacrata in quei registri ed inidonea a consentire il riscontro dei titoli di spesa e delle spettanze riconosciute dalla stazione appaltante, va invece affermato nella diversa ipotesi, di contabilità provvisoria ma formalmente inserita nei registri stessi, mentre le eventuali inesattezze, irregolarità, approssimazioni, od anche difformità dalla realtà di tale contabilità provvisoria restano irrilevanti, al fine in questione, nei limiti in cui non impediscano all'applicatore medesimo l'immediato riscontro di quell'aggravio di spesa, secondo i criteri menzionati.