Comunicato della Camera arbitrale numero 1 del 19 gennaio 2017

Pubblicazione del testo integrale dei lodi (art. 210, c. 13, Codice dei contratti pubblici): condizioni

Pubblicazione del testo integrale dei lodi
(art. 210, c. 13, Codice dei contratti pubblici): condizioni

Il Consiglio della Camera arbitrale,
considerato l’orientamento del Legislatore volto a prescrivere sempre più diffuse e puntuali forme di pubblicità e trasparenza, anche mediante un ampio avvalimento degli strumenti di tecnologia informatica, circa lo svolgimento dell’attività contrattuale delle pubbliche amministrazioni, ivi compreso l’eventuale fase contenziosa, in funzione di rafforzamento delle finalità istituzionali di integrità e di legalità in settori che presentano più alti gradi di rischio di fenomeni corruttivi;
considerato inoltre che tale orientamento ha trovato specifica attuazione in una pluralità di disposizioni del nuovo Codice dei contratti pubblici, in particolare in materia di arbitrato;
considerato altresì che la Camera arbitrale, a seguito della seduta del 19 novembre 2016, ha già dato prima attuazione all’art. 210,  c. 13, curando la pubblicazione nel sito web istituzionale dell'elenco degli arbitrati in corso, le vicende dei medesimi, i nominativi e i compensi degli arbitri e dei periti;
ritenuto che per le finalità di trasparenza, imparzialità e integrità dei procedimenti arbitrali e dei relativi agenti, indicate come criteri direttivi in materia per il legislatore delegato [cfr. lett. aaa) dell’art. 1 della legge n. 11/2016] al riordino della disciplina sui contratti pubblici, la pubblicazione anche del testo integrale dei lodi appare in grado di contribuire a un significativo avanzamento dei valori protetti dalla nuova normativa;
visti gli artt. 51 e 52 del d.lgs. 196/2003, relativi alla diffusione dei dati giudiziari per via informatica, nonché le Linee guida del Garante per la protezione dei dati personali in materia di trattamento di dati personali, contenuti anche in atti e documenti amministrativi, effettuato per finalità di pubblicità e trasparenza nel web da soggetti pubblici e da altri enti obbligati, del 15 maggio 2014; le Linee guida del Garante per la protezione dei dati personali in materia di trattamento di dati personali nella riproduzione di provvedimenti giurisdizionali per finalità di informazione giuridica, del 2 dicembre 2010; le Linee richiamate dal Capo VI della Autorizzazione 15 dicembre 2016, n. 7/2016, rilasciata dallo stesso Garante per il trattamento dei dati giudiziari da parte di privati, di enti pubblici economici e di soggetti pubblici;
considerata la prassi della pubblicazione integrale delle sentenze della Corte di cassazione adottata a seguito della lettera circolare inviata in data 17 gennaio 2016 dal Primo Presidente della Corte ai Presidenti delle Sezioni civili e penali, al Direttore dell’ufficio del Massimario nonché al direttore del CED, nonostante il contrario avviso espresso dal Garante per la protezione dei dati personali,
considerato pure l’avviso negativo del Consiglio di Stato circa una misura generalizzata di anonimizzazione dei dati personali al momento della pubblicazione delle sentenze, formulato nell’ambito del parere espresso nell’adunanza della Commissione speciale dell’11 maggio 2016 e avente ad oggetto lo schema di decreto legislativo recante “modifiche e integrazioni al Codice dell’Amministrazione Digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, ai sensi dell’articolo 1 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle Amministrazione pubbliche”, avviso negativo in ragione del quale tale misura è stata espunta dal testo definitivo del decreto stesso, mantenendo invece immutato il previgente art. 56 del suddetto CAD, rilevante in quanto compatibile anche per le finalità di cui al presente Comunicato;
ritenuto che le sopravvenute innovazioni derivanti dal complesso delle disposizioni della legge delega e del decreto delegato recanti la disciplina dei contratti pubblici e in particolare la disciplina dell’arbitrato in materia consentono di superare l’avviso circa la integrale pubblicazione dei lodi espresso dall’Autorità Garante in data 17 marzo 2016 con riguardo allo stato della normativa antevigente;
considerato del resto che già attualmente -in attuazione del citato art. 52 del d.lgs. n. 196/2003- con risoluzione del 25 settembre 2003, puntualmente ripresa nel “Manuale per i segretari dei collegi arbitrali” approvato con delibera del 21 luglio 2008, il Consiglio della Camera arbitrale ha regolato le modalità per l’annotazione, su richiesta degli interessati, volta a precludere in caso di pubblicazione del lodo in qualsiasi forma l’ indicazione delle generalità e di altri dati identificativi dei medesimi riportati nel lodo;
ritenuto di dover comunque assicurare modalità di pubblicazione dei lodi conformi alle citate Linee guida del Garante per la protezione dei dati personali nonché ai criteri circa l’utilizzo dei dati in essi contenuti di cui all’art. 11 del d.lgs. n. 196/2003 e agli artt. 5bis, c. 1, 2 e 3, e 7bis, c. 4, del d.lgs. n. 33/2013, come modificato dal d.lgs n. 97/2016, in quanto rilevanti;
sentito l’avviso del Consiglio dell’Autorità nazionale anticorruzione nella seduta del 22 marzo 2017;
dispone
A)   la ostensione mediante integrale pubblicazione nel sito web dell’ANAC dei lodi soggetti a deposito presso la Camera arbitrale, fermo l’onere dell’ anonimizzazione dei dati personali a protezione delle persone fisiche che non abbiano esercitato alcuno dei ruoli funzionali propri dei procedimenti arbitrali;
B)   la segreteria della Camera arbitrale, nel ricevere in deposito il lodo, provvede all’ eventuale anonimizzazione dei dati di cui al punto A), apponendo in tal caso sull’ esemplare depositato l’annotazione: “Camera arbitrale. Disposta ai fini della pubblicazione del lodo nel sito web l’omissione delle generalità e degli altri dati identificativi di persone fisiche interessate ai sensi del Comunicato n. 1/2017”;
C)   la presente disciplina si applica ai lodi depositati nei procedimenti arbitrali promossi a norma dell’art. 209 C.c.p. a far data dal 19 aprile 2016.

 

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