22/09/2011
Appalti settore difesa
Audizione del Presidente presso le Commissioni congiunte di Camera e Senato

 

Il Presidente f.f. dell’AVCP, Sergio Santoro, ha tenuto questa mattina, presso la Commissione Difesa del Senato, un’audizione davanti agli Uffici di Presidenza delle Commissioni Congiunte 4^ Difesa Senato e IV Difesa Camera dei deputati sullo schema di decreto legislativo recante disciplina dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture nei settori della difesa e della sicurezza, in attuazione della direttiva 2009/81/CE. Atto del Governo n. 389.

Sintesi dell’intervento

  • Il mercato degli appalti della difesa è un mercato rilevante posto che solo  gli appalti di importo superiore a 150 mila euro (circa 1.500) valgono complessivamente circa 3 miliardi di euro all’anno, e quindi è importante garantire per una quota così significativa di spesa pubblica qualità, economicità, efficacia e trasparenza delle procedure di affidamento, nei limiti delle peculiarità proprie di un settore delicato come quello della difesa e della sicurezza. In relazione a ciò ha suggerito di inserire nel decreto legislativo una disposizione che, in analogia con quanto previsto dagli artt. 6 e 7 del Codice, disponga la comunicazione all’Autorità degli elementi essenziali del ciclo di vita degli appalti che ricadono nell’ambito di applicazione del provvedimento in esame.
  • Il decreto legislativo presenta criticità per la pluralità delle fonti normative di riferimento (oltre a questo decreto legislativo c’è il d. lgs. 163/2006 e due regolamenti) che rischiano, sovrapponendosi, di creare incertezza applicativa della norma. In ordine al numero delle imprese da invitare, ha affermato che è preferibile alternare le imprese e mantenere il riserbo su quale sarà il pool di concorrenti per ogni gara, nonché sul numero totale di inviti.
  • Un’altra criticità rilevata riguarda la secretazione degli appalti. Andrebbe meglio delimitata e circoscritta, per evitare che in nome di giuste ed opportune ragioni di sicurezza e di interesse nazionale venga eccessivamente chiuso, senza motivo, il mercato degli appalti in un settore così rilevante. In ogni caso, ne andrebbero tipizzate le fattispecie, con motivazioni puntuali in sede applicativa.
  • Andrebbe rivista anche la disposizione che disciplina il trattamento degli operatori economici italiani e stranieri sotto l’aspetto sia della qualificazione sia per quanto riguarda gli aspetti finanziari connessi all’esecuzione del contratto. In particolare, quanto all’anticipazione, non si prevede la parità di trattamento (gli operatori stranieri possono avere anticipazioni contrattuali, mentre ciò è precluso agli operatori nazionali), e ciò costituisce un handicap significativo che penalizza gli operatori domestici.
  • Altra criticità, infine, riguarda la previsione per la quale le modalità di affidamento dei subappalti prevedono procedure di gara la dove questa non viene prevista per il contratto principale, che invece viene affidato con procedure competitive.

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