FAQ in materia di Anticorruzione

data di aggiornamento 9 giugno 2016

  1. Ambito di applicazione della normativa
  2. Incompatibilità generali
  3. Responsabile della prevenzione della corruzione
  4. Piano triennale di prevenzione della corruzione
  5. Codici di comportamento
  6. Formazione
  7. Incompatibilità e inconferibilità ex d.lgs n. 39 del 2013

 

1 Ambito di applicazione della normativa

1.1 La legge n. 190 del 2012 si applica alle aziende pubbliche di servizi?

Le aziende pubbliche di servizi, dotate di personalità giuridica di diritto pubblico ai sensi dell’art. 6 del d.lgs. n. 207 del 2001, sono da considerarsi a tutti gli effetti ricomprese nell’ambito di applicazione della legge n. 190 del 2012.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – ambito di applicazione – l. n. 190/2012 – aziende pubbliche di servizi – art. 6, d.lgs. n. 207/2001.

1.2 La mera previsione della soppressione dell’ente esonera l’ente stesso dall’applicazione della legge n. 190 del 2012?

La mera previsione della soppressione dell’ente da parte di una legge regionale in corso di approvazione non esonera di per sé l’ente dall’applicazione della legge n. 190 del 2012.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – ambito di applicazione – l. n. 190/2012 – soppressione dell’ente.

1.3 La normativa in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza si applica anche alle fondazioni?

La normativa in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza si applica anche alle fondazioni che rientrano nella categoria degli enti di diritto privato in controllo pubblico, in considerazione anche di quanto precisato dal Piano nazionale anticorruzione.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – ambito di applicazione – l. n. 190/2012 – P.N.A. – fondazioni.

1.4 La legge n. 190 del 2012 si applica anche alle università libere ex R.D. 31 agosto 1933, n. 1592?

La legge n. 190 del 2012 si applica anche alle università libere ex R.D. 31 agosto 1933, n. 1592, in qualità di enti pubblici non economici, così come definite dalle sezioni unite della Corte di cassazione.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – ambito di applicazione – l. n. 190/2012 – università libere.

2 Incompatibilità generali

2.2 L’esistenza di un legame di parentela tra un assessore e un consigliere comunale costituisce una ipotesi di conflitto di interesse?

La nomina di un assessore, genitore di un consigliere comunale, a prescindere da ragioni di opportunità, non determina un potenziale conflitto di interessi ai sensi di cui all’art. 1, co. 42, della legge n. 190 del 2012.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – incompatibilità – parentela – enti locali – art. 1, co. 42, l. n. 190/2012.

2.3 La sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione integra le condizioni per l’applicazione dell’art. 1, co. 46 della legge n. 190 del 2012?

Anche se la sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione non può essere considerata sentenza di condanna, con la conseguenza che non ricorrono le condizioni per l’applicazione dell’art. co. 46, co. 1 della legge n. 190 del 2012, ciò non impedisce che le precedenti condanne, venute meno per intervenuta prescrizione, assumano rilievo, nella valutazione complessiva delle ragioni di opportunità e cautela, per l’affidamento di particolari compiti, stante comunque l’assenza di una assoluta incompatibilità.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – incompatibilità – sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione – art. 1, co. 46, l. n. 190/2012 – delibera n. 14/2013.

2.4 Può l’avvocato comunale partecipare all’ufficio dei controlli interni e all’ufficio del responsabile della prevenzione della corruzione?

L’avvocato comunale può partecipare all’ufficio dei controlli interni e all’ufficio del responsabile della prevenzione della corruzione, non sussistendo ipotesi di incompatibilità.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – incompatibilità – l. n. 190/2012 – avvocato comunale.

2.5 L’art. 35 bis del d.lgs. n. 165 del 2001, introdotto dal co. 46, art. 1, della l. n. 190 del 2012, si applica anche in relazione ad incarichi dirigenziali conferiti anteriormente all’entrata in vigore della citata legge?

L’art. 35 bis del d.lgs. n. 165 del 2001, introdotto dall’art. 1, co. 46, della l. n. 190 del 2012, si applica anche ad incarichi conferiti anteriormente all’entrata in vigore della citata legge qualora l’incarico dirigenziale comporti l’espletamento di funzioni e poteri che si protraggono nel tempo.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – incompatibilità – art. 35 bis, d.lgs. n. 165/2001 – art. 1, co. 46, della l. n. 190/2012 – efficacia retroattiva.

2.6 L’art. 53, co. 16 ter, del d.lgs. n. 165 del 2001 ha efficacia retroattiva?

L’art. 53, co. 16 ter, del d.lgs. n. 165 del 2001, introdotto dall’art. 1, co. 42 e 43, della legge n. 190 del 2012, non si applica nei confronti dei dipendenti assunti prima dell’entrata in vigore della citata legge, ferma restando l’opportunità che il dipendente si astenga dal rappresentare gli interessi del nuovo datore di lavoro presso l’ufficio dell’amministrazione di provenienza.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – incompatibilità – l. n. 190/2012 – art. 53, co. 16 ter, d.lgs. n. 165/2001.

2.7 In quali termini l’Autorità è competente ad esprimere pareri facoltativi in materia di autorizzazioni di cui all’art. 53 del d.lgs. n. 165/2001?

L’Autorità è competente ad esprimere pareri facoltativi in materia di autorizzazioni di cui all’art. 53 del d.lgs. n. 165/2001, e successive modificazioni, allo svolgimento di incarichi esterni da parte dei dirigenti amministrativi dello Stato e degli enti pubblici nazionali, come previsto dall’art. 1, co. 2, lett. e) della l. n. 190/2012, solo in relazione a fattispecie concrete.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – incompatibilità – l. n. 190/2012 – art. 53, d.lgs. n. 165/2001 – competenza dell’Autorità.

3 Responsabile per la prevenzione della corruzione

3.1 Il responsabile per la prevenzione della corruzione deve essere necessariamente un dirigente di prima fascia?

Il responsabile per la prevenzione della corruzione, sulla base del dettato normativo, è individuato “di norma” e, dunque, preferibilmente, tra dirigenti amministrativi di ruolo di prima fascia in servizio.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – responsabile per la prevenzione della corruzione – art. 1, co. 7, l. n. 190/2012 – nomina.

3.2 Chi può svolgere le funzioni di responsabile per la prevenzione della corruzione nelle more della privatizzazione di un ente?

Nelle more della privatizzazione dell’ente, le funzioni di responsabile per la prevenzione della corruzione possono essere svolte dal responsabile per la prevenzione della corruzione dell’ente vigilante.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – responsabile per la prevenzione della corruzione – art. 1, co. 7, l. n. 190/2012 – privatizzazioni.

3.3 Può un segretario generale di più realtà comunali di ridotte dimensioni rivestire anche l’incarico di responsabile per la prevenzione della corruzione in tutti i rispettivi enti?

In coerenza con la funzione di segretario generale svolta in più realtà comunali di ridotte dimensioni, allo stesso modo il medesimo segretario può rivestire anche l’incarico di responsabile per la prevenzione della corruzione. Laddove ricorrono effettivamente valide ragioni, da indicare analiticamente nel provvedimento di nomina, l’incarico può essere dato anche ad altro funzionario. In tutti i casi, non può mai trattarsi di un soggetto esterno all’amministrazione.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – responsabile per la prevenzione della corruzione – art. 1, co. 7, l. n. 190/2012 – nomina – segretario generale.

3.4 Chi nomina il responsabile della prevenzione della corruzione nei comuni?

Il titolare del potere di nomina del responsabile della prevenzione della corruzione va individuato nel sindaco quale organo di indirizzo politico-amministrativo, salvo che il singolo comune, nell’esercizio della propria autonomia organizzativa, attribuisca detta funzione alla giunta o al consiglio.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – responsabile per la prevenzione della corruzione – art. 1, co. 7, l. n. 190/2012 – titolare del potere di nomina – comuni.

3.5 Come deve essere individuato il responsabile della prevenzione della corruzione nelle università?

 

Nelle università, il responsabile della prevenzione della corruzione deve essere individuato sulla base delle funzioni assegnate dallo statuto universitario ai diversi organi di Ateneo. L’incarico può essere conferito, con adeguata motivazione, anche a dirigente di seconda fascia, salvo adeguata motivazione.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – responsabile per la prevenzione della corruzione – art. 1, co. 7, l. n. 190/2012 – nomina – università.

 

3.6 Può il dirigente condannato con sentenza definitiva per falso ideologico essere nominato responsabile per la prevenzione della corruzione?

Il dirigente condannato con sentenza definitiva per falso ideologico non può essere nominato responsabile per la prevenzione della corruzione.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – responsabile per la prevenzione della corruzione – art. 1, co. 7, l. n. 190/2012 – nomina – condanna.

3.7 Può il “segretario direttore” di una casa di riposo, in mancanza di altri dirigenti, svolgere l’incarico di responsabile della prevenzione della corruzione?

In una casa di riposo, in mancanza di altri dirigenti, l’incarico di responsabile della prevenzione della corruzione può essere svolto dal segretario direttore dell’ente.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – responsabile per la prevenzione della corruzione – art. 1, co. 7, l. n. 190/2012 – enti sanitari in convenzione.

3.8 Può il responsabile della prevenzione della corruzione rivestire il ruolo di responsabile dell’ufficio per i procedimenti disciplinari?

Il responsabile della prevenzione della corruzione non può rivestire il ruolo di responsabile dell’ufficio per i procedimenti disciplinari, versandosi in tale ipotesi in una situazione di potenziale conflitto di interessi, con la sola eccezione prevista, per gli enti di piccole dimensioni, dall’Intesa sancita in sede di Conferenza Unificata il 24 luglio 2014, per l’attuazione dell’art. 1, commi 60 e 61 della l. n. 190/2012.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – responsabile per la prevenzione della corruzione – art. 1, co. 7, l. n. 190/2012 – responsabile dell’ufficio per i procedimenti disciplinari.

3.9 Può il segretario comunale, che riveste anche la qualifica di responsabile di un’area organizzativa con posizione apicale, essere nominato responsabile della prevenzione della corruzione?

Il segretario comunale, che riveste anche la qualifica di responsabile di un’area organizzativa con posizione apicale, può essere nominato responsabile della prevenzione della corruzione se l’area organizzativa non corrisponde a settori tradizionalmente esposti al rischio corruzione (ad es., ufficio contratti e gestione del patrimonio) o all’ufficio di disciplina.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – responsabile per la prevenzione della corruzione – art. 1, co. 7, l. n. 190/2012 – segretario comunale – responsabile di area organizzativa.

3.10 In presenza di determinate circostanze, l’incarico di responsabile della prevenzione della corruzione può essere esercitato da un funzionario cui siano affidati incarichi di natura dirigenziale ex art. 19, co. 6, del d.lgs. n. 165 del 2001?

In presenza di determinate circostanze, previa adeguata motivazione, l’incarico di responsabile della prevenzione della corruzione può essere esercitato da un funzionario cui siano affidati incarichi di natura dirigenziale.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – responsabile per la prevenzione della corruzione – art. 1, co. 7, l. n. 190/2012 – funzionario con incarichi di natura dirigenziale – art. 19, co. 6, d.lgs. n. 165/2001.

3.11 Chi può essere nominato responsabile della prevenzione della corruzione negli enti parco?

La scelta relativa alla nomina del responsabile della prevenzione della corruzione dovrebbe preferibilmente ricadere sul direttore dell’ente parco, purché non sussistano in concreto cause di conflitto di interesse.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – responsabile per la prevenzione della corruzione – art. 1, co. 7, l. n. 190/2012 – enti parco.

3.12 Il segretario comunale assume automaticamente l’incarico di responsabile della prevenzione della corruzione?

Negli enti locali, l’art. 1, co. 7, l. n. 190 del 2012 non deve essere interpretato nel senso di implicare l’automatica assunzione dell’incarico di responsabile della prevenzione della corruzione da parte del segretario comunale, restando invece necessaria l’adozione di un apposito provvedimento, conseguente alla valutazione dell’amministrazione sulla base delle condizioni indicate dalla legge.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – responsabile per la prevenzione della corruzione – art. 1, co. 7, l. n. 190/2012 – enti locali – segretario comunale.

3.13 Il direttore di un ente, dirigente di seconda fascia, può svolgere l’incarico di responsabile della prevenzione della corruzione?

L’incarico di responsabile della prevenzione della corruzione può essere conferito al direttore di un ente, ancorché dirigente di seconda fascia, in relazione a quanto stabilito dalla delibera n. 1 del 2013 del Dipartimento della funzione pubblica. Non può però essere prevista un’indennità di risultato aggiuntiva a quella già prevista dalle norme di legge.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – responsabile per la prevenzione della corruzione – art. 1, co. 7, l. n. 190/2012 – dirigente di seconda fascia.

3.14 Il responsabile dell’area-vigilanza di un ente locale può assumere l’incarico di responsabile della prevenzione della corruzione?

Le funzioni di responsabile della prevenzione della corruzione sono affidate, di norma, al segretario dell’ente locale e possono essere affidate, con adeguata motivazione, al responsabile dell’area-vigilanza, sempre che sia dirigente o svolga funzioni dirigenziali.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – responsabile per la prevenzione della corruzione – art. 1, co. 7, l. n. 190/2012 – enti locali – responsabile dell’area vigilanza.

3.15 Negli enti locali, come deve essere nominato il responsabile della prevenzione della corruzione? Ci sono criteri nella scelta del soggetto? Si può svolgere l’incarico di responsabile presso più enti locali? L’incarico può essere svolto dall’OIV?

Negli enti locali, la designazione del segretario quale responsabile della prevenzione della corruzione deve avvenire con provvedimento di nomina. Ai fini della scelta del soggetto, è opportuno tener conto dell’assenza di situazioni di conflitto di interesse ed evitare che la scelta riguardi dirigenti incaricati di quei settori tradizionalmente considerati più esposti al rischio corruzione (circolare n. 1 del 2013 del Dipartimento della funzione pubblica); per risolvere il problema della concentrazione degli incarichi, è possibile conferire le altre funzioni dirigenziali ai responsabili degli uffici e dei servizi (art. 109, co. 2, d.lgs. n. 267/2000) o ricorrere alla delega di funzioni dirigenziali. Il segretario può svolgere l’incarico di responsabile in più comuni, ove il relativo ufficio sia svolto in convenzione con altro ente locale; in ogni caso l’incarico non può essere svolto dall’OIV.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – responsabile per la prevenzione della corruzione – art. 1, co. 7, l. n. 190/2012 – enti locali.

3.16 Chi può svolgere le funzioni di responsabile della prevenzione della corruzione nelle istituzioni artistiche e musicali?

Il direttore di un conservatorio può svolgere le funzioni di responsabile della prevenzione della corruzione. È altresì possibile che l’incarico, qualora il direttore sia l’unico dirigente della struttura, sia assegnato ad altro dipendente ai sensi dell’art. 13 del d.P.R. n. 132 del 2003.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – responsabile per la prevenzione della corruzione – art. 1, co. 7, l. n. 190/2012 – art. 13, d.P.R. n. 132/2003 – istituzioni artistiche e musicali.

3.17 Come deve essere individuato il responsabile della prevenzione della corruzione negli enti pubblici economici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico?

Secondo il Piano nazionale anticorruzione, il responsabile della prevenzione della corruzione negli enti pubblici economici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico può essere individuato nell’organismo di vigilanza di cui all’art. 6 del d.lgs. n. 231 del 2001, qualora l’ente abbia adottato i modelli previsti dal predetto decreto. In questo caso, il responsabile potrà svolgere le proprie funzioni per tutto il gruppo societario, qualora l’ente ne faccia parte.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – responsabile per la prevenzione della corruzione – art. 1, co. 7, l. n. 190/2012 – art. 6, d.lgs. n. 231/2001 – enti pubblici economici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico.

3.18 Sussiste una situazione di conflitto di interesse o di incompatibilità nel caso in cui il responsabile della prevenzione della corruzione rivesta anche la carica di presidente della commissione per i procedimenti disciplinari?

Le intese sancite dalla Conferenza Unificata nella seduta del 24 luglio 2013, per l’attuazione dell’art. 1, commi 60 e 61 della legge 6 novembre 2012, n. 190, hanno espressamente previsto che, per gli enti di piccole dimensioni, in considerazione della concentrazione dei ruoli tipica di queste realtà, nel caso in cui le funzioni di responsabile dell’ufficio procedimenti disciplinari siano affidate al segretario comunale, il medesimo può essere designato anche quale responsabile della prevenzione della corruzione. Inoltre, la eccezionale concentrazione degli incarichi e delle funzioni in capo al responsabile della prevenzione della corruzione non esonera quest’ultimo dal dovere di astenersi in caso di conflitto di interessi. In tale ottica, si richiama l’art. 6-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, introdotto dall’art. 1, comma 41 della citata legge n. 190/2012, ai sensi del quale “Il responsabile del procedimento e i titolari degli uffici competenti ad adottare i pareri, le valutazioni tecniche, gli atti endoprocedimentali e il provvedimento finale devono astenersi in caso di conflitto di interessi, segnalando ogni situazione di conflitto, anche potenziale”.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – responsabile per la prevenzione della corruzione – art. 1, co. 7, l. n. 190/2012 – enti locali – presidente della commissione per i procedimenti disciplinari.

3.19 Può un dirigente nei confronti del quale sono pendenti procedimenti giudiziari ricoprire l’incarico di responsabile della prevenzione della corruzione?

L’amministrazione dovrebbe evitare di designare, quale responsabile della prevenzione della corruzione, un dirigente nei confronti del quale sono pendenti procedimenti giudiziari sia per ragioni di opportunità e convenienza sia sulla base delle indicazioni contenute nella circolare n. 1/2013 del Dipartimento della funzione pubblica, laddove si evidenzia l’esigenza che il dirigente da designare “abbia dato dimostrazione nel tempo di comportamento integerrimo”.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – responsabile per la prevenzione della corruzione – art. 1, co. 7, l. n. 190/2012 – enti locali – dirigenti.

4 Piano triennale di prevenzione della corruzione

4.1 Possono essere inserite nel piano triennale di prevenzione della corruzione ipotesi di esclusione della responsabilità diverse da quelle previste dall’art. 1, co. 12, l. n. 190 del 2012?

Nel piano triennale di prevenzione della corruzione non possono essere inserite ipotesi di esclusione della responsabilità diverse da quelle tassativamente previste dal legislatore nell’art. 1, co. 12, l. n. 190 del 2012.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – piano triennale di prevenzione della corruzione – esimenti – art. 1, co. 12, l. n. 190 del 2012.

5 Codici di comportamento

5.1 La partecipazione a congressi e convegni sponsorizzati da società produttrici di farmaci o materiale sanitario deve essere disciplinata nei codici di comportamento?

Attesa la genericità della previsione di cui all’art. 4 del d.P.R. n. 62/2013, la questione relativa alla partecipazione a congressi e convegni sponsorizzati da società produttrici di farmaci o materiale sanitario deve comunque essere disciplinata nei codici di comportamento adottati della singola amministrazione.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – codici di comportamento – art. 1, co. 44, l. n. 190/2012 – partecipazione a congressi e convegni.

5.2 Quale deve essere il contenuto delle clausole di risoluzione o decadenza del rapporto con soggetti esterni in caso di violazione degli obblighi di condotta di cui ai codici di comportamento?

Ai fini dell’inserimento, previsto dal d.P.R. n. 62 del 2013, di apposite clausole di risoluzione o decadenza del rapporto con soggetti esterni in caso di violazione degli obblighi di condotta di cui ai Codici di comportamento, è possibile graduare, sino alla risoluzione contrattuale, le conseguenze di un comportamento lesivo dei detti obblighi. L’Autorità ritiene, altresì, che tali clausole devono essere inserite anche nei contratti stipulati ai sensi del d.lgs. n. 163/2006 (c.d. “Codice dei contratti pubblici”).
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – codici di comportamento – art. 1, co. 44, l. n. 190/2012 – clausole di risoluzione o decadenza del rapporto con soggetti esterni.

5.3 È possibile procedere all’adozione di un unico codice di comportamento, da parte della giunta dell’unione dei comuni, valido per tutti gli enti aderenti?

Ciascun comune deve adottare con propria deliberazione il codice di comportamento dei dipendenti, fermo restando che potranno essere operate forme di coordinamento per quanto riguarda i servizi gestiti in comune.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – codici di comportamento – art. 1, co. 44, l. n. 190/2012 – unione di comuni.

6 Formazione

6.1 L’amministrazione può procedere alla definizione di apposite convenzioni nell’ambito del sistema unico per la formazione dei dipendenti pubblici in materia di prevenzione della corruzione?

Alla luce del d.P.R. n. 70 del 2013, l’amministrazione può procedere alla definizione di apposite convenzioni nell’ambito del sistema unico per la formazione dei dipendenti pubblici in materia di prevenzione della corruzione, considerato, peraltro, che la Scuola Nazionale dell’Amministrazione - SNA è il soggetto istituzionale, indicato dall’art. 1, co. 11, l. n. 190 del 2012, deputato alla predisposizione di percorsi, anche specifici e settoriali, di formazione dei dipendenti pubblici sui temi dell’etica e della legalità.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – formazione – d.P.R. n. 70/2013.

7 Incompatibilità e inconferibilità ex d.lgs. n. 39 del 2013

7.1 Il d.lgs. n. 39 del 2013 si applica anche agli enti strumentali provinciali?

Il d.lgs. n. 39 del 2013 si applica anche agli enti strumentali non economici di una provincia, dotati di personalità giuridica di diritto pubblico.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – d.lgs. n. 39/2013 – enti strumentali provinciali.

7.2 L’incarico di portavoce del sindaco è un “incarico amministrativo di vertice"?

Nella categoria “incarichi amministrativi di vertice”, di cui all’art. 1, co. 2, lett. i), del d.lgs. n. 39 del 2013, non rientra l’incarico di portavoce del sindaco.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – d.lgs. n. 39/2013 – art. 1, co. 2, lett. i), d.lgs. n. 39/2013 – incarico amministrativo di vertice – portavoce.

7.3 L’incarico di segretario generale di un Comune è qualificabile come incarico amministrativo di vertice? È compatibile con la carica di assessore comunale di un diverso Comune della stessa regione?

L’incarico di segretario generale di un Comune è qualificabile come incarico amministrativo di vertice di cui all’art. 2, co. 1, lett. i), del d.lgs. n. 39 del 2013. Tale incarico è incompatibile con quello di assessore di un Comune della stessa regione (con popolazione superiore ai 15.000 abitanti), secondo quanto previsto dall’art. 11, co. 3, lett. b), d.lgs. n. 39 del 2013.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – d.lgs. n. 39/2013 – art. 1, co. 2, lett. i), d.lgs. n. 39/2013 – incarico amministrativo di vertice – segretario generale – assessore comunale – art. 11, co. 3, lett. b), d.lgs. n. 39/2013.

7.4 Il d.lgs. n. 39 del 2013 è applicabile integralmente alle regioni e prevale su eventuali disposizioni regionali?

Il d.lgs. n. 39 del 2013 è applicabile integralmente alle regioni, ancorché a statuto speciale, in virtù dell’art. 22, co. 1, d.lgs. n. 39 del 2013, che dispone la prevalenza delle norme del citato decreto sulle diverse disposizioni di legge regionale senza operare alcuna distinzione tra regioni a statuto ordinario e a statuto speciale.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – d.lgs. n. 39/2013 – regioni – art. 22, co. 1, d.lgs. n. 39/2013.

7.5 L’Autorità esprime pareri preventivi sull’applicazione dell’art. 18 del d.lgs. n. 39 del 2013?

L’Autorità non esprime pareri preventivi su schemi di regolamento adottati in attuazione dell’art. 18, co. 3, del d.lgs. n. 39 del 2013.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – d.lgs. n. 39/2013 – pareri – art. 18, co. 3, d.lgs. n. 39/2013.

7.6 I soggetti privati possono chiedere pareri sull’applicazione del d.lgs. n. 39 del 2013?

Anche prima dell’entrata in vigore della legge n. 98 del 2013, l’Autorità non esprimeva pareri interpretativi su richiesta dei privati; questi ultimi possono, tuttavia, effettuare segnalazioni, al fine di attivare il potere di vigilanza dell’Autorità, ai sensi dell’art. 16, co. 1, del d.lgs. n. 39 del 2013.

Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – d.lgs. n. 39/2013 – pareri – art. 16, co. 1, d.lgs. n. 39/2013.

7.7 Da chi deve essere attivato il procedimento di contestazione di una ipotesi di incompatibilità o inconferibilità, ai sensi dell’art. 15 del d.lgs. n. 39 del 2013?

Nel caso in cui si debba procedere, ai sensi dell’art. 15 del d.lgs. n. 39/2013, alla contestazione di una ipotesi di incompatibilità o inconferibilità prevista dal citato decreto legislativo, il procedimento deve essere avviato dal responsabile della prevenzione della corruzione dell’ente presso il quale è stato conferito l’incarico o è rivestita la carica che ha dato luogo all’incompatibilità. Il principio deve valere con il solo limite del caso in cui l’incompatibilità è sopravvenuta a seguito dell’elezione o della nomina a carica di componente di organo di indirizzo politico. In questo caso, infatti, anche se la situazione può essere rilevata dal responsabile della prevenzione della corruzione presso l’amministrazione o l’ente cui si riferisce la carica, la decadenza non può che rilevare con riferimento all’incarico amministrativo e conseguentemente coinvolgere anche il relativo responsabile della prevenzione della corruzione.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – contestazione – d.lgs. n. 39/2013 – art. 15, d.lgs. n. 39/2013.

7.8 Cosa si intende per “componente di organo di indirizzo” negli enti di diritto privato in controllo pubblico, ai sensi dell’art. 1, co. 2, lettera f) del d.lgs. n. 39/2013?

La carica di “componente di organo di indirizzo” negli enti di diritto privato in controllo pubblico coincide con la carica di presidente con deleghe gestionali dirette, amministratore delegato e assimilabili, rilevando, peraltro, che è possibile che, nell’ambito del consiglio di amministrazione, siano delegate funzioni gestionali e non meramente esecutive anche ad altri componenti ai quali deve essere estesa, in tali casi, la qualifica di componente di organo di indirizzo.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – d.lgs. n. 39/2013 – organo di indirizzo negli enti di diritto privato in controllo pubblico.

7.9 Il d.lgs. n. 39 del 2013 trova applicazione per gli incarichi e i contratti stipulati prima della data di entrata in vigore della normativa?

Per le ipotesi di cumulo della carica politica e dell’incarico amministrativo sorto prima dell’entrata in vigore del d.lgs. n. 39/2013 trova applicazione quanto previsto dall’art. 29 ter del dl. n. 69 del 2013, convertito dalla l. n. 98 del 2013, ai sensi del quale “[…] gli incarichi conferiti e i contratti stipulati prima della data di entrata in vigore del medesimo decreto legislativo in conformità alla normativa vigente prima della stessa data, non hanno effetto come causa di incompatibilità fino alla scadenza già stabilita per i medesimi incarichi e contratti”. Ugualmente, fino alla scadenza del preesistente incarico amministrativo, non operano le ipotesi di inconferibilità previste dal citato d.lgs. n. 39/2013.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – d.lgs. n. 39/2013 – art. 29 ter, dl. n. 69/2013, convertito in l. n. 98/2013.

7.10 Nel caso di nomina dei membri del consiglio di amministrazione di un ente pubblico economico di livello regionale, sussiste un’ipotesi di inconferibilità nei confronti di un consigliere comunale della medesima regione nel cui territorio ha sede tale azienda, in rapporto all’organo da cui promani la predetta nomina?

Ai sensi dell’art. 7, co. 1, del d.lgs. n. 39/2013, a un consigliere di un comune ricompreso nella medesima regione non può essere conferito l’incarico di membro del consiglio di amministrazione di un ente pubblico economico di livello regionale.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – art. 7, co. 2, lett. c), d.lgs. n. 39/2013.

7.12 Il d.lgs. n. 39 del 2013 trova applicazione ai consorzi?

Il d.lgs. n. 39 del 2013, in armonia anche con quanto previsto dal Piano nazionale anticorruzione, si applica anche ai consorzi (consorzi per l’area sviluppo industriale) in quanto enti pubblici economici.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – d.lgs. n. 39/2013 – consorzi.

7.13 Le cause di incompatibilità e inconferibilità di cui al d.lgs. n. 39 del 2013 sono applicabili ai consiglieri di municipalità?

Le cause di incompatibilità e inconferibilità di cui al d.lgs. n. 39 del 2013 sono tassative e non sono applicabili ai consiglieri di municipalità, salvo diversa previsione dello statuto dell’ente, come nel caso di Roma Capitale (art. 27, comma 2 dello Statuto di Roma Capitale).
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – d.lgs. n. 39/2013 – municipi.

7.14 L’art. 53, co. 23, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (legge finanziaria 2001) contrasta con quanto previsto dal d.lgs. n. 39 del 2013?

Non si pone alcun problema di coordinamento tra l’art. 53, co. 23, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (legge finanziaria 2001) e il d.lgs. n. 39 del 2013, atteso che quest’ultimo trova applicazione con esclusivo riferimento alle cariche rivestite in comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti o alle forme associative tra comuni aventi la medesima popolazione.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – d.lgs. n. 39/2013 – legge 23 dicembre 2000, n. 388 (legge finanziaria 2001).

7.15 Quando deve essere rilevata una ipotesi di inconferibilità?

La sussistenza di una ipotesi di inconferibilità va rilevata, all’esito delle procedure concorsuali e fatto salvo il perfezionamento del rapporto di lavoro, nel momento del conferimento dell’incarico, allorché l’interessato è tenuto a presentare la dichiarazione di cui all’art. 20, co. 1, del d.lgs. n. 39 del 2013.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – d.lgs. n. 39/2013 – inconferibilità – art. 20, d.lgs. n. 39/2013.

7.16 Le ipotesi di inconferibilità di cui all’art. 7 del d.lgs. n. 39 del 2013 trovano applicazione solo nei comuni con popolazione superiore ai quindicimila abitanti?

Le ipotesi di inconferibilità di cui all’art. 7 del d.lgs. n. 39 del 2013 trovano applicazione solo nei comuni con popolazione superiore ai quindicimila abitanti, salvo quanto previsto dalla prima parte del co. 2 del citato articolo.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – art. 7 d.lgs. n. 39/2013 – enti locali – inconferibilità.

7.17 Sussiste incompatibilità tra la carica di consigliere regionale e quella di dirigente dell’Avvocatura dello Stato ai sensi dell’art. 12, co. 3 del d.lgs. n. 39/2013?

Non ricorre incompatibilità ai sensi dell’art. 12, co. 3, del d.lgs. n. 39 del 2013 tra la carica di consigliere regionale e quella di dirigente dell’Avvocatura dello Stato, atteso che il predetto articolo fa riferimento agli incarichi dirigenziali nelle pubbliche amministrazioni regionali.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – d.lgs. n. 39/2013 – art. 12, co. 3, del d.lgs. n. 39/2013.

7.18 Sussiste incompatibilità tra la carica di assessore comunale e quella di amministratore unico di ente di diritto privato regolato o finanziato dall’amministrazione?

Non sussiste incompatibilità tra la carica di assessore comunale e quella di amministratore unico di ente di diritto privato regolato o finanziato dall’amministrazione, in quanto le ipotesi di incompatibilità di cui all’art. 9 del d.lgs. n. 39/2013 fanno esclusivo riferimento a due incarichi amministrativi e non a cariche politiche.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – d.lgs. n. 39/2013 – enti locali – enti di diritto privato regolati o finanziati.

7.19 Il d.lgs. n. 39 del 2013 si applica ai titolari di posizioni organizzative?

Il regime delle incompatibilità di cui al d.lgs. n. 39 del 2013 fa esclusivo riferimento agli incarichi dirigenziali e agli incarichi di funzioni dirigenziali, onde l’annoverabilità tra i medesimi degli incarichi di posizione organizzativa va valutata caso per caso in ragione delle funzioni effettivamente svolte.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – d.lgs. n. 39/2013 – titolari di posizioni organizzative.

7.20 Il d.lgs. n. 39 del 2013 si applica alle sperimentazioni gestionali previste dall’art. 9 bis del d.lgs. n. 502 del 1992?

Il d.lgs. n. 39 del 2013 si applica alle sperimentazioni gestionali previste dall’art. 9 bis del d.lgs. n. 502 del 1992 se ricorrono le condizioni previste dall’art. 1. co. 2, lett. c) e d) del suddetto decreto.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – d.lgs. n. 39/2013 – art. 9 bis del d.lgs. n. 502 del 1992.

7.21 Sussiste un’ipotesi di incompatibilità tra la carica di consigliere comunale e l’incarico di titolare dell’ufficio del tutore pubblico dei minori istituito dalla Regione?

 

L’ipotesi di incompatibilità prospettata non rientra nell’ambito di operatività di cui all’art. 2 del d.lgs. n. 39 del 2013 se, dall’analisi della legge regionale risulta che trattasi di un incarico di tipo elettivo e la relativa indennità non è configurabile come indennità collegata ad un incarico dirigenziale.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – d.lgs. n. 39/2013 – art. 2, d.lgs. n. 39/2013 – titolare dell’ufficio del tutore pubblico dei minori.

 

7.22 Il presidente e/o amministratore delegato di ente di diritto privato controllato da uno o più Comuni può legittimamente assumere, ovvero mantenere, (anche) l’incarico di presidente e/o amministratore delegato in ente di diritto privato controllato da altro Comune o associazione di Comuni nella stessa Regione?

Il caso – in cui il presidente e/o amministratore delegato di ente di diritto privato controllato da uno o più Comuni assume, ovvero mantiene, (anche) l’incarico di presidente e/o amministratore delegato in ente di diritto privato controllato da altro Comune o associazione di Comuni nella stessa Regione – rientra nella fattispecie di inconferibilità prevista dall’art. 7, co. 2, lett. d) del d.lgs. n. 39/2013. Ai sensi del predetto articolo, infatti, a coloro che sono stati presidente o amministratore delegato di enti di diritto privato in controllo pubblico da parte di province, comuni e loro forme associative della stessa regione, non possono essere conferiti gli incarichi di amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico da parte di una provincia, di un comune con popolazione superiore a 15 mila abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – d.lgs. n. 39/2013 – art. 7, co. 2, lett. d) del d.lgs. n. 39/2013 – forme associative.

7.23 Un dipendente (infermiere) di un’azienda ospedaliera può svolgere la carica di consigliere presso il “Consiglio di Indirizzo” di una fondazione?

Le norme del d.lgs. n. 39/2013 attengono agli incarichi di livello o di funzione dirigenziale. Le ipotesi relative a un dipendente privo di tale qualifica o che non esercita tale funzione non rientrano nell’ambito di applicazione della citata normativa. Ai sensi dell’art. 53 del d.lgs. n. 165/2001, comunque, “i dipendenti pubblici non possono svolgere” (comma 7) e “gli enti pubblici economici e i soggetti privati non possono conferire” (comma 9) “incarichi retribuiti che non siano stati conferiti o previamente autorizzati dall’amministrazione di appartenenza”; “ai fini dell’autorizzazione, l’amministrazione verifica l’insussistenza di situazioni, anche potenziali, di conflitto di interessi” (commi 7 e 9).
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – d.lgs. n. 39/2013 – art. 53 del d.lgs. n. 165/2001 – dipendenti.

7.24 Il d.lgs. n. 39 del 2013 si applica anche agli IRCCS? Sussiste incompatibilità tra l’incarico di Direttore generale dei suddetti istituti e lo svolgimento, da parte di quest’ultimo, di attività professionale?

Con la delibera n. 149, concernente il settore sanitario, è stata affermata l’applicabilità delle norme del d.lgs. n. 39/2013 anche agli IRCCS. Ai fini della sussistenza dell’incompatibilità tra l’incarico di Direttore generale e lo svolgimento dell’attività professionale, il d.lgs. n. 39/2013 (art. 10) richiede che l’attività professionale sia regolata o finanziata dal servizio sanitario regionale. La presenza o meno di tale circostanza, dunque, comporta l’incompatibilità o meno tra l’incarico di Direttore generale e lo svolgimento dell’attività sanitaria. Con riferimento, pertanto, alla compatibilità tra l’incarico di Direttore generale e lo svolgimento di un’attività sanitaria in forma autonoma, non regolata o finanziata dal servizio sanitario regionale, si deve escludere la sussistenza dell’incompatibilità ai sensi del citato di decreto. Quanto alla compatibilità tra l’incarico di Direttore generale e lo svolgimento di attività sanitaria in collaborazione coordinata e continuativa con strutture private o pubbliche, in assenza di incarichi o cariche attribuite presso tali enti e alla compatibilità tra l’incarico di Direttore generale e lo svolgimento di attività sanitaria su incarico di strutture sanitarie pubbliche, occorre valutare se in tali ipotesi l’attività sanitaria possa essere considerata “regolata o finanziata dal servizio sanitario regionale”. È, in ogni caso, fatta salva l’applicabilità delle altre vigenti disposizioni legislative, regolamentari e contrattuali (in particolare dell’art. 6 del D.P.R. n. 62/2013), che disciplinano lo svolgimento da parte del personale dirigente sanitario di ulteriori attività diverse da quelle dell’incarico ricoperto.

Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – d.lgs. n. 39/2013 – art. 10, d.lgs. n. 39/2013 – IRCCS.

7.25 Il d.lgs. n. 39 del 2013 si applica anche alle società in house providing costituite ed interamente controllate dalle aziende ed enti del servizio sanitario regionale?

Il decreto legislativo n. 39/2013 si applica anche alle società in house providing costituite ed interamente controllate dalle aziende ed enti del servizio sanitario regionale, ai sensi di quanto stabilito dall’art. 2 del d.lgs. n. 39/2013 e dal piano nazionale anticorruzione al punto 3.1.1. Tali società, infatti, sono da annoverare tra gli “enti di diritto privato in controllo pubblico” di cui all’art. 1, comma 2, lett. c), del d.lgs. n. 39/2013, in quanto esercitano attività di produzione di beni e servizi a favore delle amministrazioni pubbliche.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – d.lgs. n. 39/2013 – art. 1, comma 2, lett. c), d.lgs. n. 39/2013 – società in house providing.

7.26 L’art. 4 del d.lgs. n. 39/2013 trova applicazione alle prestazioni d’opera occasionale?

L’art. 4 del d.lgs. n. 39/2013 non trova applicazione alle prestazioni d’opera occasionale, non avendo le stesse il carattere della continuità esplicitamente previsto per chi abbia svolto incarichi o ricoperto cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dall’amministrazione o dall’ente pubblico che conferisce l’incarico.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – d.lgs. n. 39/2013 – art. 4, d.lgs. n. 39/2013 – prestazioni d’opera occasionale.