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Primo piano

CONVENZIONE ONU CONTRO LA CORRUZIONE: AL VIA L’ITER PARLAMENTARE
Tuesday, June 12, 2007

ONU.jpg12 giugno 2007. Trasmesso al Parlamento il testo del disegno di legge recante “Ratifica ed esecuzione della convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione, adottata dall’assemblea generale con la risoluzione n. 58/4 del 31 ottobre 2003 ed aperta alla firma a Merida dal 9 all’11 dicembre 2003, nonché norme di adeguamento interno”, approvato dal Consiglio dei Ministri il 17 maggio scorso.
Una volta approvato il disegno di legge l’Italia, al pari degli altri paesi che hanno già ratificato la Convenzione, dovrà adottare misure volte a prevenire e a criminalizzare la corruzione, creando le basi per una cooperazione internazionale con gli altri Stati aderenti e per il recupero dei beni di provenienza illecita.
A tal riguardo, alcuni pilastri della Convenzione ONU sono già presenti nell'ordinamento giuridico italiano. Tra essi, la nascita nel 2003 dell'Alto Commissario anticorruzione, in linea con quanto disposto dall'articolo 6 della Convenzione ONU contro la corruzione (UNCAC), che impone ad ogni Stato parte l'istituzione di una o più autorità anticorruzione. Per l'Italia, l'articolo 6 del disegno di legge individua tale autorità nell'Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito nella Pubblica Amministrazione.
La convenzione ONU contro la corruzione è entrata in vigore il 14 dicembre 2005, due anni dopo la firma a Merida, in Messico, ad opera di 134 Stati, ed è lo strumento che permette di contrastare a livello transnazionale il fenomeno della corruzione.
Nel novembre 2006 il Parlamento europeo aveva approvato la relazione dell’europarlamentare Giusto Catania sulla proposta di decisione del Consiglio a concludere, per conto della Comunità europea, la Convenzione ONU contro la corruzione, sollecitando gli Stati membri che ancora non avevano ottemperato a ratificare senza ulteriori ritardi la Convenzione.
Un mese dopo, in Giordania, si era svolta la Prima sessione della conferenza degli Stati aderenti alla Convenzione ONU contro la corruzione, ai cui lavori avevano partecipato, in qualità di membri della delegazione italiana, i magistrati esperti dell’Alto Commissario anticorruzione, Ileana Fedele ed Elena Stanizzi.

foto primo piano.jpg9 giugno 2007. L’aumento dei livelli di diffusione della corruzione; l’assenza di cultura della legalità; il problema della mancata trasparenza e della carenza di controlli nella Pubblica Amministrazione; l’importanza della prevenzione. Questi i temi affrontati da Bruno Ferrante, Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito nella Pubblica Amministrazione, in un’intervista pubblicata oggi su Il Sole 24 Ore a firma di Marco Ludovico.




LOTTA ALLA CORRUZIONE: ITALIA E AUSTRIA INTENSIFICANO I RAPPORTI DI COLLABORAZIONE


bia.gifepac.jpg8 giugno 2007. Su invito di Martin Kreutner, capo del BIA (Federal Bureau for Internal Affairs) e presidente dell’EPAC (European Partners Against Corruption), una delegazione dell’Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito nella Pubblica Amministrazione si recherà a Vienna per discutere l’adesione della struttura all’EPAC e per avviare forme di collaborazione fra i due organismi.
In rappresentanza dell’Alto Commissario Bruno Ferrante, parteciperanno agli incontri in agenda il vice Commissario vicario, Ermanno Granelli, e gli esperti Ileana Fedele ed Elena Stanizzi, entrambi magistrati.
L’incontro fa seguito agli accordi presi dalla delegazione italiana e austriaca durante la I conferenza degli Stati aderenti alla Convenzione ONU contro la corruzione, svoltasi in Giordania dal 10 al 14 dicembre 2006, e il V Global forum sulla lotta alla corruzione, tenutosi a Johannesburg dal 2 al 5 aprile 2007.

Focus

CONVENZIONE ONU CONTRO LA CORRUZIONE: AL VIA L’ITER PARLAMENTARE
Tuesday, June 12, 2007

ONU.jpg12 giugno 2007. Trasmesso al Parlamento il testo del disegno di legge recante “Ratifica ed esecuzione della convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione, adottata dall’assemblea generale con la risoluzione n. 58/4 del 31 ottobre 2003 ed aperta alla firma a Merida dal 9 all’11 dicembre 2003, nonché norme di adeguamento interno”, approvato dal Consiglio dei Ministri il 17 maggio scorso.
Una volta approvato il disegno di legge l’Italia, al pari degli altri paesi che hanno già ratificato la Convenzione, dovrà adottare misure volte a prevenire e a criminalizzare la corruzione, creando le basi per una cooperazione internazionale con gli altri Stati aderenti e per il recupero dei beni di provenienza illecita.
A tal riguardo, alcuni pilastri della Convenzione ONU sono già presenti nell'ordinamento giuridico italiano. Tra essi, la nascita nel 2003 dell'Alto Commissario anticorruzione, in linea con quanto disposto dall'articolo 6 della Convenzione ONU contro la corruzione (UNCAC), che impone ad ogni Stato parte l'istituzione di una o più autorità anticorruzione. Per l'Italia, l'articolo 6 del disegno di legge individua tale autorità nell'Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito nella Pubblica Amministrazione.
La convenzione ONU contro la corruzione è entrata in vigore il 14 dicembre 2005, due anni dopo la firma a Merida, in Messico, ad opera di 134 Stati, ed è lo strumento che permette di contrastare a livello transnazionale il fenomeno della corruzione.
Nel novembre 2006 il Parlamento europeo aveva approvato la relazione dell’europarlamentare Giusto Catania sulla proposta di decisione del Consiglio a concludere, per conto della Comunità europea, la Convenzione ONU contro la corruzione, sollecitando gli Stati membri che ancora non avevano ottemperato a ratificare senza ulteriori ritardi la Convenzione.
Un mese dopo, in Giordania, si era svolta la Prima sessione della conferenza degli Stati aderenti alla Convenzione ONU contro la corruzione, ai cui lavori avevano partecipato, in qualità di membri della delegazione italiana, i magistrati esperti dell’Alto Commissario anticorruzione, Ileana Fedele ed Elena Stanizzi.

foto primo piano.jpg9 giugno 2007. L’aumento dei livelli di diffusione della corruzione; l’assenza di cultura della legalità; il problema della mancata trasparenza e della carenza di controlli nella Pubblica Amministrazione; l’importanza della prevenzione. Questi i temi affrontati da Bruno Ferrante, Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito nella Pubblica Amministrazione, in un’intervista pubblicata oggi su Il Sole 24 Ore a firma di Marco Ludovico.




LOTTA ALLA CORRUZIONE: ITALIA E AUSTRIA INTENSIFICANO I RAPPORTI DI COLLABORAZIONE


bia.gifepac.jpg8 giugno 2007. Su invito di Martin Kreutner, capo del BIA (Federal Bureau for Internal Affairs) e presidente dell’EPAC (European Partners Against Corruption), una delegazione dell’Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito nella Pubblica Amministrazione si recherà a Vienna per discutere l’adesione della struttura all’EPAC e per avviare forme di collaborazione fra i due organismi.
In rappresentanza dell’Alto Commissario Bruno Ferrante, parteciperanno agli incontri in agenda il vice Commissario vicario, Ermanno Granelli, e gli esperti Ileana Fedele ed Elena Stanizzi, entrambi magistrati.
L’incontro fa seguito agli accordi presi dalla delegazione italiana e austriaca durante la I conferenza degli Stati aderenti alla Convenzione ONU contro la corruzione, svoltasi in Giordania dal 10 al 14 dicembre 2006, e il V Global forum sulla lotta alla corruzione, tenutosi a Johannesburg dal 2 al 5 aprile 2007.