Profili di possibile infiltrazione della criminalità organizzata sono emersi dall’indagine disposta dall’Alto Commissario anticorruzione Achille Serra, ed affidata al Nucleo Speciale della Guardia di Finanza, nei confronti dell’azienda sanitaria Napoli 5.
Gli accertamenti hanno riguardato la gara del servizio di pulizia affidata ad un’impresa il cui legame con la criminalità organizzata era già noto dalle informative antimafia rilasciate dalla prefettura. Infatti, molti dipendenti della ditta aggiudicataria, che continua ancora oggi ad espletare il servizio di pulizia, risultano collegati in vario modo ai maggiori clan camorristici. Inoltre, alcuni funzionari della ASL sono risultati già indagati per reati contro la pubblica amministrazione.
Un quadro, quindi, inquietante in cui il singolo affidamento del servizio costituisce da solo sintomo dell’impossibilità dell’azienda di determinarsi in maniera autonoma rispetto alla criminalità locale.
Inoltre, le numerose illegittimità riscontrate, quali il ripetuto ricorso a rinnovi e proroghe contrattuali a favore della medesima ditta e l’affidamento di ulteriori lavori rispetto a quelli previsti dal contratto originario, con conseguente aumento del costo del servizio, appaiono essere pienamente funzionali agli interessi anche economici della criminalità.
A ciò si aggiunge la mancata emanazione dei regolamenti disciplinanti le procedure contrattuali, che contribuisce a favorire ulteriormente i rischi di condizionamento su tutta l’attività dell’azienda sanitaria, al di là della singola gara oggetto dell’indagine.
Per i provvedimenti ritenuti necessari sono stati interessati l’autorità giudiziaria, il Ministero della salute, la prefettura di Napoli e la Regione Campania.
Profili di possibile infiltrazione della criminalità organizzata sono emersi dall’indagine disposta dall’Alto Commissario anticorruzione Achille Serra, ed affidata al Nucleo Speciale della Guardia di Finanza, nei confronti dell’azienda sanitaria Napoli 5.
Gli accertamenti hanno riguardato la gara del servizio di pulizia affidata ad un’impresa il cui legame con la criminalità organizzata era già noto dalle informative antimafia rilasciate dalla prefettura. Infatti, molti dipendenti della ditta aggiudicataria, che continua ancora oggi ad espletare il servizio di pulizia, risultano collegati in vario modo ai maggiori clan camorristici. Inoltre, alcuni funzionari della ASL sono risultati già indagati per reati contro la pubblica amministrazione.
Un quadro, quindi, inquietante in cui il singolo affidamento del servizio costituisce da solo sintomo dell’impossibilità dell’azienda di determinarsi in maniera autonoma rispetto alla criminalità locale.
Inoltre, le numerose illegittimità riscontrate, quali il ripetuto ricorso a rinnovi e proroghe contrattuali a favore della medesima ditta e l’affidamento di ulteriori lavori rispetto a quelli previsti dal contratto originario, con conseguente aumento del costo del servizio, appaiono essere pienamente funzionali agli interessi anche economici della criminalità.
A ciò si aggiunge la mancata emanazione dei regolamenti disciplinanti le procedure contrattuali, che contribuisce a favorire ulteriormente i rischi di condizionamento su tutta l’attività dell’azienda sanitaria, al di là della singola gara oggetto dell’indagine.
Per i provvedimenti ritenuti necessari sono stati interessati l’autorità giudiziaria, il Ministero della salute, la prefettura di Napoli e la Regione Campania.