FAQ in materia di trasparenza (sull’applicazione del d.lgs. n. 33/2013 come modificato dal d.lgs. 97/2016)

La sezione è stata aggiornata successivamente alla emanazione del PNA 2019-2021. FAQ aggiornate al 30 luglio 2020.

1. Quesiti di natura generale (artt. 2, 3, 6, 7, 7-bis 8, 9 d.lgs. 33/2013)

Le amministrazioni sono tenute a pubblicare i dati di cui al d.lgs. n. 33/2013 nella sezione denominata “Amministrazione trasparente” nella home page del proprio sito istituzionale.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - dati - sezione - amministrazione trasparente
Fonte: artt. 9, d.lgs. 33/2013

L’accesso ai dati e alle informazioni pubblicate nella sezione “Amministrazione trasparente” non può essere limitato da una preventiva richiesta di autenticazione ed identificazione stante quanto disposto dall’art. 2, co. 2, del d.lgs. n. 33/2013 che espressamente prevede il diritto di chiunque di accedere ai siti direttamente ed immediatamente.

Parole chiave: trasparenza - accesso - dati - autentificazione - identificazione
Fonte: art. 2, d.lgs. 33/2013

Una tale possibilità è espressamente vietata dall’art. 9, co. 1, del d.lgs. 33/2013. Si evidenzia che anche i dati personali diversi da quelli sensibili e giudiziari comportano la possibilità di una diffusione attraverso i siti istituzionali e un loro trattamento secondo modalità che ne consentono la indicizzazione e la rintracciabilità tramite i motori di ricerca web e il loro riutilizzo ai sensi dell’art. 7 del d.lgs. 33/2013, nel rispetto dei principi sul trattamento dei dati personali.

Parole chiave: trasparenza - sezione - amministrazione trasparente - dati - filtri - indicizzazione
Fonte: artt. 7, 7-bis e 9, d.lgs. 33/2013

L’accesso ai dati e alle informazioni pubblicate nella sezione “Amministrazione trasparente” può essere sostituito da un collegamento ipertestuale alla sezione del sito in cui sono presenti i relativi dati, informazioni o documenti. In ogni caso va sempre assicurata la qualità dei dati di cui all’art. 6 del d.lgs. 33/2013.

Parole chiave: trasparenza - sezione - amministrazione trasparente - dati - collegamento ipertestuale - qualità
Fonte: artt. 6 e 9, d.lgs. 33/2013

L’obbligo di pubblicazione degli atti all’albo pretorio on line, ai sensi dell’art. 32 della legge 18 giugno 2009, n. 69, e quello di pubblicazione sui siti istituzionali all’interno della sezione “Amministrazione trasparente”, ai sensi del d.lgs. 33/2013, svolgono funzioni diverse. Si consideri peraltro che la durata della pubblicazione dei documenti nell’albo pretorio on line non coincide, poiché inferiore, con la durata della pubblicazione dei dati sui siti istituzionali entro la sezione “Amministrazione trasparente” che l’art. 8, co. 3, del d.lgs. n. 33/2013 fissa a cinque anni.

Parole chiave: trasparenza - obbligo di pubblicazione - sezione - amministrazione trasparente - albo pretorio - pubblicità legale - differenze - durata della pubblicazione
Fonte: art. 8, co. 3, d.lgs. 33/2013 - art. 32 l. n. 69/2009

Per i piccoli Comuni gli obblighi di pubblicazione possono essere assolti anche mediante un collegamento ipertestuale che dalla sezione “Amministrazione trasparente” conduce all’albo pretorio on line ove l’atto e il documento sia già pubblicato.

Parole chiave: piccoli Comuni - semplificazioni - obbligo di pubblicazione - sezione - amministrazione trasparente - albo pretorio –Collegamento ipertestuale
Fonte: art. 3, co. 1-ter, d.lgs. 33/2013 - PNA 2018, Approfondimento IV “Semplificazioni per i piccoli comuni” di Parte Speciale

I Comuni sono tenuti ad assicurare che il collegamento ipertestuale rinvii direttamente alla pagina o al record dell’albo pretorio che contiene l’atto o il documento; a creare nell’albo pretorio on line un’apposita sezione, anche articolata in sottosezioni, dedicata alla sola pubblicazione degli atti e dei documenti che coincidono con quelli previsti dal d.lgs. 33/2013; a garantire i criteri di qualità delle informazioni diffuse, il rispetto del formato aperto e della disciplina in materia di protezione dei dati personali.

Parole chiave: piccoli Comuni - semplificazioni - obbligo di pubblicazione - sezione - amministrazione trasparente - albo pretorio - collegamento ipertestuale
Fonte: art. 3, co. 1-ter, d.lgs. 33/2013 - PNA 2018, Approfondimento IV “Semplificazioni per i piccoli comuni” di Parte Speciale

La tenuta nell’albo pretorio, anche a seguito della disposta sostituzione della forma cartacea con la previsione dell’inserimento on line, non rientra direttamente nell’ambito di applicazione delle norme in materia di trasparenza amministrativa di cui al d.lgs. 33/2013. Di conseguenza, non compete ad ANAC la vigilanza sulla pubblicazione dei documenti e delle informazioni pubblicate nell’albo pretorio on-line.

Parole chiave: trasparenza - obbligo di pubblicazione - sezione - amministrazione trasparente - albo pretorio - pubblicità legale – competenza di ANAC
Fonte: art. 8, co. 3, d.lgs. 33/2013 - art. 32 l. n. 69/2009

In questi casi, occorre che l’amministrazione, per ciascuna categoria di dati non pubblicati, espliciti le ragioni, nella pertinente sottosezione, della mancata pubblicazione (ad esempio, “nel corso dell’anno 2020 non sono stati conferiti incarichi/non sono stati adottati bandi di concorso o di gara”).

Parole chiave: trasparenza - mancata pubblicazione - esplicitazione delle ragioni
Fonte: d.lgs. 33/2013

L’amministrazione dovrà dare evidenza all’interno delle sotto-sezioni interessate che l’obbligo di pubblicazione non è applicabile all’amministrazione.

Parole chiave: trasparenza - mancata pubblicazione - esplicitazione delle ragioni
Fonte: d.lgs. 33/2013

Nell’Allegato 1) alla delibera 1310/2016 l’ANAC ha previsto la costituzione di più sotto-sezioni di primo livello “Altri contenuti”, denominate “Altri contenuti – Corruzione”, “Altri contenuti – Accesso civico” e “Altri contenuti – Accessibilità e catalogo di dati, metadati e banche dati”, specificamente dedicate agli argomenti citati.
Ciò per consentire alle amministrazioni di inserirvi documenti, informazioni e dati, per i quali sussistono specifici obblighi di pubblicazione ai sensi di norme diverse rispetto al d.lgs. n. 33/2013 e che non risultano riconducibili ad alcuna delle sotto-sezioni previste dall’allegato A del predetto decreto.

Parole chiave: amministrazione trasparente - altri contenuti - sottosezioni
Fonte: d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 1310/2016 e relativo allegato 1)

Le amministrazioni possono pubblicare nel proprio sito istituzionale dati, informazioni e documenti per i quali non sussiste uno specifico obbligo di trasparenza né a livello di normativa nazionale né regionale/provinciale.
La pubblicazione di “dati ulteriori” risponde alla concezione di trasparenza quale “accessibilità totale”, ribadita dall’art. 1, co. 1, del d.lgs. n. 33/2013.

Parole chiave: amministrazione trasparente - dati ulteriori - accessibilità totale
Fonte: artt. 1, co, 1, 7-bis, co. 3, d.lgs. 33/2013 - art. 1, co. 9, lett. f), l. 190/2012

Ciascuna amministrazione, in ragione delle proprie caratteristiche strutturali e funzionali, individua i “dati ulteriori” nella apposita sezione del PTPC dedicata alla trasparenza e ne programma la pubblicazione.

Parole chiave: amministrazione trasparente - dati ulteriori - sezione trasparenza - PTPCT
Fonte: artt. 1, co, 1, 7-bis, co. 3, 10 d.lgs. 33/2013 - art. 1, co. 9, lett. f), l. 190/2012 - delibera ANAC n. 1310/2016, Parte Prima, § 2. - PNA 2019, Parte III, § 4.3

Le amministrazioni possono, tra l’altro, valorizzare le richieste di conoscenza dei propri portatori di interesse ed analizzare le richieste di accesso documentale ai sensi della legge n. 241/1990 e di accesso civico c.d. generalizzato ai sensi dell’art. 5, co. 2, d.lgs. 33/2013, per individuare tipologie di informazioni che, a prescindere da interessi prettamente individuali, rispondono a richieste frequenti e risultano perciò pubblicabili nella logica dell’accessibilità totale.

Parole chiave: amministrazione trasparente - dati ulteriori - accessibilità totale
Fonte: artt. 1, co, 1, 5, co, 2 e 7-bis, co. 3, d.lgs. 33/2013 - art. 1, co. 9, lett. f), l. 190/2012 – art. 22 ss. L. 241/1990

Le amministrazioni possono elaborare e pubblicare come “dati ulteriori” dati e informazioni già oggetto di pubblicazione obbligatoria al fine di renderli più comprensibili per gli interlocutori che non hanno specifiche competenze tecniche (a titolo esemplificativo si considerino i dati sulle tipologie di spesa e di entrata, sull’attività ispettiva, sul sistema della responsabilità disciplinare, i dati sulle fatture, i mandati e i relativi tempi di pagamento).
Restano fermi i limiti e le condizioni espressamente previsti da disposizioni di legge, nonché la necessità di rispettare la normativa sulla tutela dei dati personali.

Parole chiave: amministrazione trasparente - dati ulteriori - elaborazioni di secondo livello - tutela della riservatezza
Fonte: art. 1, co, 1, 7-bis, co. 3, d.lgs. 33/2013 - art. 1, co. 9, lett. f), l. 190/2012

I limiti alla pubblicazione dei c.d. “dati ulteriori” sono quelli relativi alla tutela di interessi giuridicamente rilevanti espressamente previsti dall'articolo 5-bis e alla tutela dei dati personali eventualmente presenti.

Parole chiave: amministrazione trasparente - dati ulteriori - limiti - tutela della riservatezza
Fonte: artt. 1, co, 1, 5-bis, 7-bis, co. 3, d.lgs. 33/2013 - art. 1, co. 9, lett. f), l. 190/2012

Come riportato nell’allegato 1) alla delibera 1310/2016, i dati ulteriori sono pubblicati nella sotto-sezione di primo livello “Altri contenuti” laddove non sia possibile ricondurli ad alcuna delle sotto-sezioni in cui si articola la sezione “Amministrazione trasparente”.

Parole chiave: dati ulteriori - modalità di pubblicazione - amministrazione trasparente
Fonte: artt. 1, co, 1, 7-bis, co. 3, d.lgs. 33/2013 - art. 1, co. 9, lett. f), l. 190/2012 - allegato 1) alla delibera ANAC n. 1310/2016

Secondo quanto previsto dall’art. 7 del d.lgs. n. 33/2013, i documenti, le informazioni e i dati oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente sono pubblicati in formato di tipo aperto (ai sensi dell’art. 68 del Codice dell’amministrazione digitale), e sono riutilizzabili senza ulteriori restrizioni, ma con obbligo di citare la fonte e di rispettarne l’integrità.

Parole chiave: dati - modalità di pubblicazione - amministrazione trasparente
Fonte: art. 7 d.lgs. 33/2013 - art. 68, d.lgs. n. 82/2005 - delibera ANAC n. 1310/2016, § 3. - Allegato 5 alla delibera ANAC n. 213/2020

Ai sensi dell’art. 8 del d.lgs. n. 33/2013, la pubblicazione dei dati sul sito istituzionale deve essere tempestiva e gli stessi mantenuti costantemente aggiornati.
Nel caso in cui le norme recanti obblighi di pubblicazione prevedano specifiche tempistiche di aggiornamento, esse sono indicate in dettaglio nell’allegato 1 alla delibera n. 1310/2016.

Parole chiave: dati - modalità di pubblicazione - amministrazione trasparente - aggiornamento
Fonte: art. 8 d.lgs. 33/2013 - allegato 1) alla delibera ANAC n. 1310/2016

Nella sezione del PTPCT dedicata alla programmazione della trasparenza è opportuno che ogni amministrazione definisca, in relazione alla propria organizzazione ed alla periodicità dell’aggiornamento fissato dalle norme, i termini entro i quali prevedere l’effettiva pubblicazione di ciascun dato nonché le modalità stabilite per la vigilanza ed il monitoraggio sull’attuazione degli obblighi.

Parole chiave: dati - termini - sezione trasparenza – PTPCT – aggiornamento- vigilanza
Fonte: art. 8 d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 1310/2016, § 2

Secondo quanto previsto dall’art. 8, co. 3, del d.lgs. n. 33/2013, come precisato anche dalla delibera 1310/2016, § 3., documenti, informazioni e dati oggetto di specifici obblighi di pubblicazione sono pubblicati per un periodo di 5 anni, decorrente dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello da cui decorre l’obbligo di pubblicazione, e comunque fino a che gli atti pubblicati producono i loro effetti, fatti salvi i diversi termini previsti dalla normativa in materia di trattamento dei dati personali e quanto previsto dagli artt. 14, co. 2, e 15, co. 4 del medesimo decreto.
Decorsi detti termini, la trasparenza è assicurata mediante la possibilità di presentare l’istanza di accesso civico ai sensi dell’art. 5 del d.lgs. 33/2013.

Parole chiave: dati - amministrazione trasparente - durata della pubblicazione - cinque anni - accesso civico
Fonte: artt. 5, 8, co. 3, 14, co. 2 e 15, co. 4, d.lgs. 33/2013

2. Ambito soggettivo di applicazione della trasparenza (art. 2-bis, d.lgs. 33/2013)

Destinatarie dirette degli obblighi di pubblicazione previsti nel d.lgs. 33/2013 sono le amministrazioni elencate all’art. 1, co. 2, del d.lgs. 165/2001, le autorità portuali e le autorità amministrative indipendenti di garanzia, vigilanza e regolazione (art. 2-bis, co. 1, d.lgs. 33/2013).
Per amministrazioni pubbliche ai sensi dell’art. 1, co. 2 del d.lgs. 165/2001, si intendono «tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300. Fino alla revisione organica della disciplina di settore, le disposizioni di cui al presente decreto continuano ad applicarsi anche al CONI».

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – pubbliche amministrazioni
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 1 – d.lgs. 165/2001, art. 1, co. 2 - Delibera ANAC n. 1310/2016 – PNA 2019-2021, Parte I, §3

Ai fini dell’individuazione degli “enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali” occorre considerare la natura di ciascun ente derivata dalla qualificazione normativa o dalle rispettive disposizioni statutarie e regolamentari, nonché dagli indici di riconoscimento della natura pubblica elaborati dalla giurisprudenza.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – enti pubblici non economici.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 1 – d.lgs. 165/2001, art. 1, co. 2 - Delibera ANAC n. 1310/2016, §1.1 – PNA 2019-2021, Parte I, §3

Gli enti pubblici economici sono sottoposti ai medesimi obblighi di trasparenza previsti per le pubbliche amministrazioni «in quanto compatibili» (art. 2-bis, co. 2, lett. a), d.lgs. 33/2013).

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – enti pubblici economici.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 2, lett. a) - PNA 2019-2021, Parte I, §3 – Delibera ANAC 1134/2017, §3.5

Gli ordini professionali sono sottoposti ai medesimi obblighi di trasparenza previsti per le pubbliche amministrazioni «in quanto compatibili» (art. 2-bis, co. 2, lett. a), d.lgs. 33/2013)

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – ordini professionali.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 2, lett. a) - Delibera ANAC 1310/2016 - PNA 2019-2021, Parte I, §3 – Delibera 1134/2107

La compatibilità deve essere intesa con riferimento a categorie di enti, tenendo conto dei tratti distintivi che ne caratterizzano la struttura. La compatibilità pertanto non deve essere valutata caso per caso, ma per tipologie di enti.
Per gli enti di diritto privato o che svolgono attività economica, in particolare, occorre considerare anche la distinzione fra le attività di pubblico interesse e quelle svolte in concorrenza con altri operatori economici o in regime di privativa. Inoltre, l’applicazione degli obblighi di trasparenza di cui al d.lgs. 33/2013 deve essere coordinata con le disposizioni previste per le diverse tipologie di enti in altre fonti normative, per evitare duplicazioni di adempimenti.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – obblighi pubblicazione - criterio compatibilità.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 2 e 3 – Delibera ANAC 1134/2017, § 2.5, Allegato 1 – Consiglio di Stato, Commissione Speciale, parere 1257/2017, § 8.

L’Agenzia delle entrate e l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, in quanto enti pubblici non economici, sono ricomprese tra le pubbliche amministrazioni, di cui all’art. 1, co. 2, del d.lgs. 165/2001, e applicano pertanto integralmente la disciplina in materia di trasparenza.
L’Agenzia del demanio e l’Agenzia delle entrate-riscossione, in quanto enti pubblici economici, sono tenute al rispetto dei medesimi obblighi, secondo il criterio della compatibilità.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo - Agenzie fiscali.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 1 e 2, lett. a) - PNA 2018, Parte I – Agenzie fiscali– Parte generale, §2.6 – Delibera ANAC 1310/2016 – Delibera ANAC 1134/2017, §3.5.

Nell’ambito soggettivo di applicazione del d.lgs. 33/2013 il legislatore non ha considerato direttamente gli Organi costituzionali e gli Organi a rilevanza costituzionale e i loro apparati. Nell’assenza di specifici riferimenti nella legislazione ordinaria, tuttavia, è auspicabile un progressivo autonomo adeguamento di detti Organi alle disposizioni del decreto, nel rispetto dell’autonomia e delle prerogative loro riconosciute dalla legge e dalla Costituzione.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo - organi costituzionali – organi a rilevanza costituzionale.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis - Delibera ANAC 1310/2016, §1.5 – PNA 2019-2021, Parte I, §3.

Gli istituti scolastici paritari, diversamente dalle scuole statali, non sono da ricomprendere nel novero delle "pubbliche amministrazioni" di cui all'art. 1, co. 2, del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, cui le disposizioni del d.lgs. 33/2013 si applicano direttamente.
Qualora gli istituti scolastici paritari abbiano un bilancio superiore a cinquecentomila euro, in virtù dell’attività di pubblico interesse svolta, sono da ricomprendere nel novero degli enti di diritto privato di cui al co. 3 dell’art. 2-bis, del d.lgs. 33/2013 cui si applica la medesima disciplina in materia di trasparenza prevista per le amministrazioni in quanto compatibile e limitatamente ai dati e ai documenti inerenti l’attività di pubblico interesse.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo - istituti scolastici paritari.
Fonti: l. 62/2000 - d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 3 - Delibera ANAC 617/2019 – Delibera ANAC 1134/2017, § 2.3.

Si, le amministrazioni sono tenute a pubblicare i dati relativi anche agli uffici periferici. Tale indicazione è valida per tutti gli uffici periferici delle amministrazioni pubbliche tenute all’osservanza del d.lgs. 33/2013 (ad esempio, Ambasciate e Consolati del Ministero degli Affari Esteri, Prefetture e Questure del Ministero dell’Interno, Sovrintendenze del Ministero dei beni e delle Attività Culturali e per il Turismo, etc.).

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo - pubbliche amministrazioni – uffici periferici.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 1.

Gli uffici periferici possono pubblicare i dati sui propri siti istituzionali nell’apposita sezione “Amministrazione trasparente”, ove esistente. In questo caso l’amministrazione centrale inserisce nella sezione “Amministrazione trasparente” del proprio sito i link con rinvio alle sezioni delle sedi periferiche.
In alternativa, l’amministrazione centrale può pubblicare i dati riguardanti gli uffici periferici nella propria sezione “Amministrazione trasparente”. Qualora si opti per tale soluzione, gli uffici periferici inseriscono nei propri siti i link ai dati presenti nel sito dell’amministrazione centrale.
Laddove le sedi periferiche non abbiano un proprio sito istituzionale, l’amministrazione centrale è tenuta a pubblicare i dati riguardanti tali articolazioni.
Della modalità prescelta le amministrazioni danno evidenza nella sezione dedicata alla trasparenza del PTPCT.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo - pubbliche amministrazioni – uffici periferici – modalità pubblicazione.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 1.

Nel caso dell’Unione di Comuni, sia l’Unione che i Comuni che ne fanno parte sono tenuti a pubblicare sui siti istituzionali, in adempimento degli obblighi di trasparenza previsti dalla legge, gli atti, i documenti e i dati di rispettiva competenza. Al fine di limitare gli oneri amministrativi, per i dati oggetto di pubblicazione già disponibili sui siti istituzionali dei singoli Comuni, la pubblicazione potrà essere garantita da link che dalla sezione “Amministrazione trasparente” dell’Unione conducano ai documenti e ai dati già pubblicati dai singoli Comuni.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo - unioni di comuni.
Fonti: d.lgs. 267/2000, art. 32 - d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 1 - PNA 2016, Parte speciale III, Piccoli comuni.

I Consorzi BIM, quali enti associativi dei Comuni, possono ricondursi ai “Consorzi e associazioni” di Comuni ricompresi nel novero delle amministrazioni di cui all’art. 1, co. 2, del d.lgs. n. 165/2001. Ne discende che essi sono sottoposti alla disciplina di cui al d.lgs. 33/2013, secondo le modalità attuative indicate nella delibera ANAC n. 1310/2016.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – Consorzi BIM.
Fonti L. 27 dicembre 1953 n. 959, art. 1 - d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 1 - determinazione ANAC n. 241/2017

Le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e Bolzano possono individuare forme e modalità di applicazione del medesimo decreto in ragione della peculiarità dei propri ordinamenti. Tale previsione è da intendersi riferita esclusivamente alle “forme e modalità” attuative delle disposizioni del d.lgs. 33/2013, senza la possibilità di prevedere deroghe che limitino o condizionino i contenuti degli obblighi di trasparenza. Non residuano margini per disciplinare la materia a livello regionale al di sotto dei livelli minimi fissati dalla normativa statale. In virtù dell’art. 1, co. 15, della l. 190/2012 e dell’art. 1, co. 3, del d.lgs. 33/2013, infatti, la trasparenza dell’attività amministrativa integra l’individuazione del livello essenziale delle prestazioni erogate dalle pubbliche amministrazioni, a norma dell’art. 117, secondo comma, lett. m), della Costituzione.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo - regioni a statuto speciale – province autonome.
Fonti: d.lgs. 33/2013, artt. 1, co. 3, 2-bis, co. 1, 49, co. 4 – l. 190/2012, art. 1, co. 15 – art. 117, co. 2, lett. m) Costituzione - Delibere ANAC n. 174/2018 e n. 214/2019 - Consiglio di Stato, Commissione speciale, parere n. 252/2019.

3. Ambito soggettivo di applicazione della trasparenza a Società ed enti di diritto privato (art.2 bis, d.lgs. 33/2013)

Le società in controllo pubblico, come definite nel testo unico in materia di società a partecipazione pubblica di cui al d.lgs. 175/2016, sono tenute ad applicare i medesimi obblighi di trasparenza previsti dal d.lgs. 33/2013 per le pubbliche amministrazioni, secondo il criterio di compatibilità. Le società controllate pubblicano pertanto dati e informazioni relativi sia all’organizzazione sia all’attività di pubblico interesse svolta e assicurano sia l’accesso civico cd. semplice sia l’accesso civico cd. generalizzato.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo - società a controllo pubblico.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 2, lett. b) – d.lgs. 175/2016, art. 2, co. 1, lett. m) - Delibera ANAC 1134/2017, §§ 1.2, 2.1 – PNA 2019-2021, Parte V, § 1.1.

Le società a controllo pubblico tenute ad applicare i medesimi obblighi di trasparenza previsti per le pubbliche amministrazioni dal d.lgs. 33/2013, in quanto compatibili, sono quelle definite nel d.lgs. 175/2016, recante il testo unico in materia di società a partecipazione pubblica (TUSP). In particolare, l’art. 2, co. 1, lett. m), TUSP definisce società a controllo pubblico quelle “in cui una o più pubbliche amministrazioni esercitano poteri di controllo ai sensi della lettera b)”. Ai sensi dell’art. 2, co. 1, lett. b) TUSP, il controllo è “la situazione descritta nell’art. 2359 del codice civile. Il controllo può sussistere anche quando, in applicazione di norme di legge o statutarie o di patti parasociali, per le decisioni finanziarie e gestionali strategiche relative all’attività sociale è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo”.
Tra i soggetti pubblici controllanti sono compresi anche gli enti pubblici economici, per espressa previsione dell’art. 2, co. 1, lett.a), TUSP.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – società a controllo pubblico.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 2, lett. b) – d.lgs. 175/2016, art. 2, co. 1, lettere a), b) e m) – art. 2359 codice civile - Delibera ANAC 1134/2017, § 2.1 – PNA 2019-2021, Parte V, § 1.1.

No, le società pubbliche quotate, ovvero le società a partecipazione pubblica che emettono azioni quotate in mercati regolamentati o che hanno emesso, alla data del 31 dicembre 2015, strumenti finanziari, diversi dalle azioni, quotati in mercati regolamentati, sono espressamente escluse dall’ambito di applicazione degli obblighi di trasparenza previsti dal d.lgs. 33/2013. Sono inoltre escluse le società partecipate dalle quotate, salvo che siano, non per il tramite delle quotate, controllate o partecipate da pubbliche amministrazioni.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – società pubbliche quotate.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 2, lett. b) – d.lgs. 175/2016, art. 2, co. 1, lett. p) – Delibere ANAC 1134/2017 e 1164/2019 – Consiglio di Stato, Commissione Speciale, parere n. 1257/2017, §10
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Per la nozione di mercato regolamentato ai fini della individuazione delle società pubbliche quotate, il Ministero dell’economia e delle finanze ha precisato che, in assenza di una definizione nel testo unico in materia di società partecipate dalle pubbliche amministrazioni (TUSP) di cui al d.lgs. 175/2016, occorre fare riferimento al d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, testo unico in materia di intermediazione finanziaria, art. 1, lett. w-ter). Tale disposizione definisce il mercato regolamentato come «il sistema multilaterale amministrato e/o gestito da un gestore del mercato, che consente o facilita l’incontro, al suo interno e in base alle sue regole non discrezionali, di interessi multipli di acquisto e di vendita di terzi relativi a strumenti finanziari, in modo da dare luogo a contratti relativi a strumenti finanziari ammessi alla negoziazione conformemente alle sue regole e/o ai suoi sistemi…». La norma è insuscettibile di una più ampia interpretazione.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – società quotate – mercato regolamentato.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 2, lett. b) – d.lgs. 175/2016, art. 2, co. 1, lett. p) – d.lgs. 58/2018, art. 1, co. 1, lett. w-ter) – Delibere ANAC 1134/2017 e 1164/2019 – Consiglio di Stato, Commissione Speciale, parere n. 1257/2017, §10 - Orientamento Ministero dell’economia e delle finanze 22 giugno 2018.

Si, esse rientrano tra le società controllate ex art. 2 bis, comma 2, lett. b), del d.lgs. 33/2013, a cui si applica la medesima disciplina prevista per le pubbliche amministrazioni “in quanto compatibile”. L’emissione di azioni o di altri strumenti finanziari quotati in mercati non regolamentati (Extra Mot) non esonera, quindi, le società controllate dagli obblighi di pubblicazione di cui al d.lgs. 33/2013.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – società quotate – mercato regolamentato
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 2, lett. b) – d.lgs. 175/2016, art. 2, co. 1, lett. p) – d.lgs. 58/2018, art. 1, co. 1, lett. w-ter) – Delibere ANAC 1134/2017 e 1164/2019.

Sì, le società a controllo pubblico ricomprendono anche quelle in cui il controllo pubblico è indiretto, in quanto esercitato tramite una società controllata, ai sensi dell’art. 2359, co. 2, del codice civile.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – società a controllo pubblico – controllo pubblico indiretto.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 2, lett. b) – d.lgs. 175/2016, art. 2, co. 1, lettere a), b) e m) – art. 2359 codice civile - Delibera ANAC 1134/2017, § 2.1 – PNA 2019-2021, Parte V, § 1.1.

Per valutare la sussistenza del controllo pubblico di una società, ai fini dell’applicazione degli obblighi di trasparenza di cui al d.lgs. 33/2013, può farsi riferimento a una delle tre fattispecie disciplinate all’art. 2359 del codice civile. In particolare, rileva la maggioranza dei voti disponibili nell’assemblea ordinaria (controllo di diritto), oppure la disponibilità di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante (controllo di fatto), oppure un particolare vincolo contrattuale che comporti un’influenza dominante (controllo esterno).
La posizione di controllo contrattuale, che prescinde dal possesso di partecipazioni o dalla disponibilità di voti nell’assemblea, si determina solo se il vincolo negoziale è tale da condizionare l’esistenza e la sopravvivenza della capacità d’impresa della società controllata.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – società a controllo pubblico – nozione di controllo pubblico.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 2, lett. b) – d.lgs. 175/2016, art. 2, co. 1, lett. b) ed m) - art. 2359 del codice civile - Delibera ANAC 1134/2017, § 2.1 – PNA 2019-2021, Parte V, § 1.1.

Nelle società partecipate da più amministrazioni l’Autorità, ai soli fini dello svolgimento dell’attività di vigilanza, considera la partecipazione pubblica in misura maggioritaria al capitale sociale quale indice presuntivo del controllo pubblico. In sede di istruttoria, la società può eventualmente rappresentare la non configurabilità del controllo pubblico ma ha l’onere di dimostrare l’assenza di un coordinamento formalizzato tra i soci pubblici, desumibile da norme di legge, statutarie o patti parasociali, ovvero l’influenza dominante del socio privato.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – società a controllo pubblico – configurabilità del controllo pubblico congiunto – vigilanza ANAC.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 2, lett. b) – d.lgs. 175/2016, art. 2, co. 1, lett. b) ed m) - Delibera ANAC 859/2019 – PNA 2019-2021, Parte V, § 1.1.

Le società a controllo pubblico nella fase di liquidazione applicano gli obblighi di trasparenza previsti per le pubbliche amministrazioni dal d.lgs. 33/2013, in quanto compatibili, relativi sia all’organizzazione sia all’attività di pubblico interesse svolta.
La procedura di liquidazione, infatti, non comporta l’immediata estinzione della società, che opera al fine di provvedere al pagamento dei creditori sociali e della ripartizione del residuo attivo fra gli soci. Pertanto nella fase di liquidazione, di durata incerta, la società può continuare a svolgere attività utilizzando risorse pubbliche spesso ingenti, in relazione allo svolgimento di servizi di pubblico interesse ricompresi nell’oggetto sociale.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – società a controllo pubblico – liquidazione.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 2, lett. b) – d.lgs. 175/2016, art. 14 – art. 2484 e ss. del codice civile - Delibera ANAC 1134/2017, §3.1.5.

Le società in house, in virtù del peculiare rapporto di controllo esercitato dalle amministrazioni, sono tenute all’applicazione dei medesimi obblighi di pubblicazione previsti per le pubbliche amministrazioni dal d.lgs. 33/2013, in quanto compatibili, con riferimento sia all’organizzazione sia all’attività svolta.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – società in house.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 2, lett. b) – d.lgs. 175/2016, art. 2, co. 1, lett. c), d) e o) – d.lgs. 50/2016, art. 5, co. 5 – Delibera ANAC 1134/2017, § 2.1.

Solo quelli che presentano particolari requisiti dimensionali e finanziari sono assoggettati ai medesimi obblighi di trasparenza previsti dal d.lgs. 33/2013 per le pubbliche amministrazioni, in quanto compatibili, con riferimento sia all’organizzazione sia all’attività di pubblico interesse svolta. I requisiti, che devono ricorrere contemporaneamente sono tre: 1) bilancio superiore a 500.000 euro; 2) finanziamento maggioritario per almeno due esercizi consecutivi nell’ultimo triennio da pubbliche amministrazioni; 3) designazione da parte delle pubbliche amministrazioni della totalità dei titolari o componenti dell’organo di amministrazione o di indirizzo. Gli enti in questione possono anche essere privi di personalità giuridica.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – associazioni – fondazioni – enti di diritto privato.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 2, lett. c) - Delibera ANAC 1134/2017, § 2.2 – PNA 2019-2021, Parte V, §1.1.

Il requisito del bilancio superiore a 500.000 euro deve essere valutato prendendo in esame il maggior valore tra il totale attivo dello stato patrimoniale e il totale del valore della produzione. In tal modo sono ricompresi quegli enti che, pur non disponendo di un attivo patrimoniale rilevante, perseguano le proprie finalità istituzionali attraverso l’utilizzo di contributi in conto esercizio o di altri fonti di proventi. L’origine pubblica o privata del patrimonio dell’ente non rileva per il requisito del bilancio. La dotazione del bilancio è infatti considerata dal legislatore come valore assoluto, non correlato a risorse pubbliche.
Ai fini della vigilanza da parte dell’Autorità, gli enti sono tenuti a presentare un’asseverazione dei propri revisori o organi di controllo sul valore del bilancio.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – associazioni – fondazioni – enti di diritto privato – bilancio.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 2, lett. c) - Delibera ANAC 1134/2017, § 2.2 – PNA 2019-2021, Parte V, §1.1 – Consiglio di Stato, Commissione speciale, parere n. 1257/2017, punto 7.3.2.

Per valutare il requisito del finanziamento pubblico maggioritario per almeno due esercizi consecutivi nell’ultimo triennio, ai fini dell’applicazione degli obblighi di trasparenza di cui al d.lgs. 33/2013, occorre considerare il rapporto contributi pubblici/valore della produzione. I contributi pubblici ricomprendono sia i trasferimenti di natura corrente e in conto capitale, sia i corrispettivi per forniture di beni e servizi alla pubblica amministrazione. Nel valore della produzione sono calcolati anche i ricavi derivanti dallo svolgimento dell’attività commerciale (vendita di beni o fornitura di servizi). Nella nota integrativa al bilancio in un’apposita sezione è evidenziata l’incidenza dei trasferimenti pubblici sul valore della produzione nell’ultimo triennio.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – associazioni – fondazioni – enti di diritto privato – finanziamento pubblico maggioritario.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 2, lett. c) - Delibera ANAC 1134/2017, § 2.2. – Consiglio di Stato, Commissione speciale, parere n. 1257/2017, § 7.3.3.

Sono gli organi che, pur non essendo espressione di rappresentanza politica, sono titolari di un potere di indirizzo generale, definendo obiettivi e programmi riguardanti l’organizzazione e l’attività dell’ente e verificando la conformità dei risultati dell’attività e della gestione agli indirizzi impartiti. Ad esempio, nelle associazioni riconosciute l’organo di indirizzo è l’assemblea dei soci.
In alternativa, il requisito relativo alla designazione o nomina pubblica di tutti i componenti è valutato con riferimento agli organi di amministrazione - competenti all’adozione dei principali atti di gestione - quali ad esempio gli amministratori o il presidente o il direttore, in base agli accordi degli associati.
La fonte principale da tenere in considerazione per la valutazione di cui sopra è lo statuto/atto costitutivo dell’associazione, fondazione o ente.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – associazioni – fondazioni – enti diritto privato – componenti organi amministrazione o indirizzo – designazione – nomina.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 2, lett. c) – Delibera ANAC 1134/2017, §2.2. – Delibera ANAC 241/2017, §2.2.1. – Consiglio di Stato, Commissione Speciale, parere n. 1257/2017, § 7.3.4.

No, tali associazioni, fondazioni ed enti di diritto privato, anche in forma societaria, indipendentemente dalla ingerenza pubblica nella struttura organizzativa o nel capitale, sono assoggettati agli oneri di trasparenza stabiliti dal d.lgs. 33/2013 limitatamente ai dati e ai documenti inerenti l’attività di pubblico interesse svolta, laddove: 1) abbiano un bilancio superiore a 500.000 euro; 2) svolgano funzioni amministrative, o attività di produzione di beni o servizi a favore delle pubbliche amministrazioni, o di gestione di servizi pubblici. Si tratta pertanto di attività riconducibili alle finalità istituzionali delle amministrazioni affidanti, che vengono esternalizzate in virtù di scelte organizzativo-gestionali.
Il regime di trasparenza applicabile a tali enti, in analogia a quanto previsto per le società a partecipazione pubblica non di controllo, non riguarda dati e documenti relativi all’organizzazione.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – associazioni – fondazioni – enti di diritto privato - attività pubblico interesse.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 3 – Delibera ANAC 1134/2017, § 2.3.1 e 2.3.3 – Consiglio di Stato, Commissione Speciale, parere n. 1257/2017, punto 7.3.6.

Le società in cui le pubbliche amministrazioni o le società a controllo pubblico detengono partecipazioni non di controllo sono tenute all’applicazione delle misure di trasparenza previste dal d.lgs. 33/2013 per le pubbliche amministrazioni, in quanto compatibili, limitatamente a dati e documenti inerenti l’attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale o dell’Unione Europea. Gli obblighi di trasparenza non riguardano pertanto dati e informazioni relativi all’organizzazione.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – società partecipazione pubblica non di controllo.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 3 – d.lgs. 175/2016, art. 2, co. 1, lett. n) – Delibera ANAC 1134/2017, § 2.3.2.

Le attività di pubblico interesse, ai fini dell’applicazione degli obblighi di trasparenza di cui al d.lgs. 33/2013, sono quelle svolte in funzione strumentale o sostituiva della pubblica amministrazione, per il perseguimento degli scopi istituzionali della stessa. Sono certamente ricomprese le attività di interesse pubblico così qualificate da una norma di legge o dagli atti costitutivi e dagli statuti degli enti.
In via esemplificativa, le funzioni amministrative che rilevano per l’individuazione dell’attività di pubblico interesse possono ricomprendere le attività di istruttoria in procedimenti di competenza delle amministrazioni affidanti, le funzioni di accertamento, di certificazione e di accreditamento, il rilascio di autorizzazioni o concessioni in proprio ovvero in nome e per conto dell’amministrazione affidante, le espropriazioni per pubblica utilità.
Si considerano attività di pubblico interesse quelle relative altresì alla gestione di servizi pubblici e alla produzione di beni e servizi a favore delle pubbliche amministrazioni.
Può essere utile fare riferimento, in via esemplificativa, alle attività per le quali è ammessa la partecipazione societaria diretta o indiretta delle pubbliche amministrazioni, secondo quanto stabilito nel testo unico in materia di società partecipate dalle pubbliche amministrazioni (TUSP), di cui al d.lgs. 175/2016, art. 4.
Nelle società, nelle associazioni, nelle fondazioni e negli enti di diritto privato è necessario distinguere chiaramente le attività di pubblico interesse da quelle svolte in concorrenza con altri operatori economici o in regime di privativa.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – società – associazioni – fondazioni – enti di diritto privato – attività pubblico interesse – funzioni amministrative.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 3 – d.lgs. 175/2016, art. 4 - Delibera ANAC 1134/2017, § 2.4 – Consiglio di Stato, Commissione speciale, parere 1257/2017, § 7.3.6.

Tra le attività di gestione di servizio pubblico sono ricomprese quelle inerenti sia ai servizi di interesse generale sia ai servizi di interesse economico generale. I servizi sono resi dal privato ai cittadini sulla base di un affidamento (diretto o previa procedura di gara) da parte dell’amministrazione. Sono escluse le attività di servizio svolte sulla base di una regolazione pubblica (ad esempio in virtù di un’autorizzazione) o di finanziamento parziale (contributi pubblici). Per queste attività escluse la pubblicità è assicurata dagli obblighi previsti dal d.lgs. 33/2013 in capo alle pubbliche amministrazioni.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – società – associazioni – fondazioni – enti di diritto privato – attività pubblico interesse – servizio pubblico.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 3 – Delibera ANAC 1134/2017, § 2.4 – Consiglio di Stato, Commissione speciale, parere 1257/2017, § 7.3.6.

Tali attività sono quelle rese in favore delle pubbliche amministrazioni strumentali al perseguimento dei fini istituzionali delle stesse. In via esemplificativa, sono ricompresi i servizi di raccolta dati e i servizi editoriali di interesse dell’amministrazione. Sono escluse le attività rese in favore di soggetti diversi dalle pubbliche amministrazioni o connesse al funzionamento interno dell’ente.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – società – associazioni – fondazioni – enti di diritto privato – attività pubblico interesse – servizio pubblico.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 3 – Delibera ANAC 1134/2017, § 2.4 – Consiglio di Stato, Commissione speciale, parere 1257/2017, § 7.3.6.

Sì, gli enti di diritto privato accreditati dal servizio sanitario nazionale che abbiano un bilancio superiore ai 500.000 euro, attesa la rilevanza pubblicistica delle prestazioni erogate in nome e per conto del SSN sono assoggettati agli obblighi di pubblicazione previsti dal d.lgs. 33/2013, limitatamente ai dati e ai documenti inerenti l’attività di pubblico interesse svolta.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – enti diritto privato accreditati servizio sanitario nazionale.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 3 – d.lgs. 502/1992, art. 8-quater – Delibera ANAC 1134/2017, § 3.4 – PNA 2016, Parte speciale VII-Sanità.

Le aziende per i servizi alla persona, derivanti dalla trasformazione degli Istituti pubblici di assistenza e beneficenza-ex IPAB, se mantengono la personalità di diritto pubblico, applicano gli obblighi di pubblicazione previsti dal d.lgs. 33/2013 per le pubbliche amministrazioni, in quanto compatibili, con riferimento sia all’organizzazione sia all’attività di pubblico interesse svolta.
Nel caso in cui gli Istituti abbiano optato per la trasformazione in ente di diritto privato, ferma restando la verifica del requisito del bilancio superiore a 500.000 euro, occorre distinguere le attività socio-assistenziali da quelle sanitarie in regime di autorizzazione o accreditamento.
Le attività socio-assistenziali rientrano tra quelle di utilità sociale, rimesse all’autonomia imprenditoriale delle aziende, e non sono riconducibili all’ambito delle attività di pubblico interesse. Pertanto per tali attività non si applicano le misure di trasparenza di cui al d.lgs. 33/2013.
Le attività sanitarie, ove siano svolte dalle ASP in regime di autorizzazione, secondo la disciplina in materia sanitaria, in quanto attività di servizio esercitate solo sulla base di una regolazione pubblica, sono escluse dall’applicazione degli obblighi di pubblicazione di cui al d.lgs. 33/2013. Diversamente, le prestazioni sanitarie erogate in regime di accreditamento, attesa la rilevanza pubblicistica dei servizi svolti in nome e per conto del servizio sanitario nazionale, sono assoggettate agli obblighi di pubblicazione previsti dal d.lgs. 33/2013, ove l’ente abbia un bilancio superiore a 500.000 euro.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – aziende servizi persona – natura diritto pubblico – natura diritto privato - ex IPAB.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 3 - d.lgs. 502/1992, artt. 8-bis-8quater - Delibera ANAC 1134/2017, §3.4.3 – Consiglio di Stato, Commissione Speciale, parere 1257/2017, punto 11.

Le fondazioni bancarie sono da ritenersi escluse dall’ambito di applicazione del regime di trasparenza previsto dal d.lgs. 33/2013, in quanto le attività svolte non sono riconducibili all’ambito delle attività di pubblico interesse, bensì a quello delle attività di utilità sociale. Obblighi di pubblicazione per le fondazioni bancarie sono comunque previsti in sede di accordo tra l’amministrazione vigilante (Ministero dell’economia e delle finanze) e l’associazione di categoria.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – fondazioni bancarie – attività utilità sociale.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, c. 3 – d.lgs. 153/1999, art. 2 - Delibera ANAC 1134/2017, § 3.4.3 – Consiglio di Stato, Commissione Speciale, parere 1257/2017, punto 11 - Protocollo d’intesa tra Ministero dell’economia e delle finanze e Associazione Fondazioni bancarie e Casse di risparmio spa del 22 aprile 2015, art. 11.

I fondi paritetici interprofessionali nazionali per la formazione continua hanno natura giuridica di enti di diritto privato e svolgono funzioni che rientrano nell’ambito di compiti tipicamente appartenenti ai pubblici poteri. Tali enti soddisfano pertanto il requisito dell’esercizio di funzioni amministrative. Ove il bilancio sia superiore a 500.000 euro, sono tenuti all’applicazione delle misure di trasparenza di cui al d.lgs. 33/2013, limitatamente a dati e documenti inerenti l’attività di pubblico interesse svolta.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo – fondi paritetici interprofessionali formazione continua.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 3 – l. 388/2000, art. 118 - Delibera ANAC 1134/2017 § 3.4.3 – Consiglio di Stato, Commissione speciale, parere 1257/2017, punto 11.

La legge n. 168/2017 ha superato l’originaria qualificazione di enti pubblici non economici delle Università agrarie e associazioni agrarie, comunque denominati. Poiché tali enti hanno oggi personalità giuridica di diritto privato sono pertanto tenute a seguire la disciplina in materia di trasparenza prevista per gli enti di diritto privato.

Parole chiave: trasparenza – ambito soggettivo - università e associazioni agrarie.
Fonti: d.lgs. 33/2013, art. 2-bis, co. 2 e 3 – l. 168/2017 - Comunicato del Presidente ANAC 30 ottobre 2019 – Delibera ANAC 1134/2017.

4. Pubblicazione degli atti di carattere normativo e amministrativo generale

L’art. 34 del d.lgs. n. 33/2013 prevede l’obbligo in questione solamente per le amministrazioni dello Stato.
Successivamente, con una novella introdotta dall’art. 29, c. 3, del d.l. n. 69/2013, convertito dalla legge n. 98/2013, è stato inserito all’interno dell’art. 12 del d.lgs. n. 33/2013 il c. 1-bis, in virtù del quale lo scadenziario deve essere pubblicato da tutte le pubbliche amministrazioni di cui all’art. 11, c. 1, del medesimo decreto. Per le modalità di attuazione si rinvia al D.P.C.M. 8 novembre 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 20 dicembre 2013, n. 298.

5. L’Accesso civico c.d. “semplice” (art. 5 co. 1, d.lgs. 33/2013)

Secondo quanto previsto dall’art. 5, co. 1, del d.lgs. n. 33/2013, l’accesso civico c.d. semplice è il diritto di chiunque di richiedere, senza alcuna motivazione, la pubblicazione di documenti, informazioni o dati per i quali sussistono specifici obblighi di trasparenza, nei casi in cui sia stata omessa la loro pubblicazione.
Pertanto, l’accesso civico semplice si configura come rimedio all’inosservanza degli obblighi di pubblicazione previsti dalla legge ed è espressione del controllo sociale che informa la disciplina sulla trasparenza di cui al d.lgs. 33/2013.

Parole chiave: trasparenza - accesso civico c.d. semplice - obblighi di pubblicazione
Fonte: - art. 5, co. 1, d.lgs. 33/2013

No, si tratta di due istituti diversi.
Con l’accesso civico c.d. semplice è stata introdotta introduce una legittimazione generalizzata, da parte di chiunque e senza motivazione, a richiedere la pubblicazione di documenti, informazioni o dati per i quali sussiste l’obbligo di pubblicazione da parte delle pubbliche amministrazioni ai sensi della normativa vigente.
Il diritto di accesso agli atti di cui alla legge n. 241/1990, invece, si può esercitare indipendentemente dall’esistenza di un obbligo di pubblicazione ed ha presupposti, condizioni e limiti del tutto differenti.

Parole chiave: trasparenza - accesso civico c.d. semplice - accesso agli atti - differenze
Fonte: - art. 5, co. 1, d.lgs. 33/2013 - - artt. 22 e ss. l. n. 241/1990

L’accesso civico c.d. semplice rimane circoscritto ai soli atti, documenti e informazioni oggetto di obblighi di pubblicazione e costituisce un rimedio alla mancata osservanza degli obblighi di pubblicazione previsti dalla legge. Il dovere di pubblicazione è così presidiato dal diritto di chiunque, senza motivazione, di richiederne il corretto adempimento.
L’accesso civico c.d. generalizzato (c.d. accesso FOIA) consente a chiunque, a prescindere da un particolare requisito di qualificazione e dalla motivazione, di richiedere l’accesso a dati e documenti detenuti dalle amministrazioni ulteriori rispetto a quelli oggetto di obbligo di pubblicazione (art. 5, co. 2, d.lgs. 33/2013).

Parole chiave: trasparenza - accesso civico c.d. semplice - accesso civico c.d. generalizzato (c.d. accesso FOIA) - differenze
Fonte: - art. 5, co. 1, d.lgs. 33/2013 - - art. 5, co. 2, d.lgs. 33/2013 - LLGG ANAC n. 1309/2016

L’ambito dei soggetti ai quali è possibile presentare un’istanza di accesso civico c.d. semplice è quello declinato nell’art. 2-bis del d.lgs. 33/2013, come richiamato dall’art. 2, co. 1 del medesimo decreto.
Più precisamente, si tratta di:
1) pubbliche amministrazioni (art. 2-bis, co. 1, d.lgs. 33/2013);
2) enti pubblici economici, ordini professionali, società in controllo pubblico e altri enti di diritto privato anche privi di personalità giuridica, in possesso dei requisiti di cui all’art. 2- bis, co. 2, d.lgs. 33/2013;
3) società solo partecipate da pubbliche amministrazioni; associazioni, fondazioni e enti di diritto privato, anche privi di personalità giuridica, con bilancio superiore a cinquecentomila euro, che esercitano funzioni amministrative, attività di produzione di beni e servizi a favore delle amministrazioni pubbliche o di gestione di servizi pubblici. Con riferimento a quest’ultima categoria di soggetti l’accesso civico c.d. semplice si applica, in quanto compatibile, limitatamente ai dati e ai documenti inerenti all'attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale o dell'Unione europea (art. 2-bis, co. 3, d.lgs. 33/2013).

Parole chiave: trasparenza - accesso civico c.d. semplice - ambito soggettivo di applicazione
Fonte: - art. 5, co. 1, d.lgs. 33/2013 - art. 2-bis, d.lgs. 33/2013

L'esercizio dell’accesso civico c.d. semplice non è sottoposto ad alcuna limitazione quanto alla legittimazione soggettiva del richiedente: chiunque può esercitare tale diritto indipendentemente dall'essere cittadino italiano o residente nel territorio dello Stato.

Parole chiave: trasparenza - accesso civico c.d. semplice - legittimazione soggettiva
Fonte: - art. 5, co. 1, d.lgs. 33/2013

La richiesta non deve essere motivata.

Parole chiave: trasparenza - accesso civico c.d. semplice - motivazione
Fonte: - art. 5, co. 1, d.lgs. 33/2013

L’istanza di accesso civico c.d. semplice è gratuita.

Parole chiave: trasparenza - accesso civico c.d. semplice - gratuità
Fonte: - art. 5, co. 1, d.lgs. 33/2013

L’istanza va presentata al Responsabile della Prevenzione della corruzione e della trasparenza dell’amministrazione o dell’ente tenuto alla pubblicazione.

Parole chiave: trasparenza - accesso civico c.d. semplice – soggetto cui presentare l’istanza - RPCT
Fonte: d.lgs. – art. 5, co. 1, d.lgs. 33/2013

La richiesta può essere indirizzata a mezzo mail, posta elettronica certificata, fax, posta ordinaria o consegnata all’URP. Ogni ente rende note le modalità e può predisporre anche un’apposita modulistica disponibile nella sezione “Amministrazione trasparente”, sottosezione “Altri contenuti”/“Accesso civico” del sito istituzionale dell’amministrazione o dell’ente. Ove l’istanza venga trasmessa per via telematica, come prevede l’art. 5, co. 3, del d.lgs. n. 33/2013, valgono le previsioni di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante il «Codice dell’amministrazione digitale» (CAD) e, in particolare quelle dell’art. 65, co. 1, del medesimo decreto. Tra le modalità ivi previste l’amministrazione o l’ente è opportuno privilegi quella meno onerosa per chi presenta l’istanza.
La modulistica e gli indirizzi di posta elettronica cui inoltrare le richieste di acceso civico c.d. semplice e di attivazione del potere sostitutivo sono disponibili nella sezione “Amministrazione trasparente”, sottosezione “Altri contenuti”/“Accesso civico” del sito istituzionale dell’amministrazione o ente.

Parole chiave: trasparenza - accesso civico c.d. semplice - modalità di presentazione dell’istanza - “Amministrazione trasparente” - “Altri contenuti”/“Accesso civico”
Fonte: – art. 5, co. 1, d.lgs. 33/2013 - art. 65, co. 1. d.lgs. n. 82/2005 (Codice dell’amministrazione digitale – CAD)

Il procedimento di accesso civico c.d. semplice deve concludersi con un provvedimento espresso e motivato nel termine di trenta giorni dalla presentazione dell’istanza.

Parole chiave: trasparenza - accesso civico c.d. semplice - conclusione del procedimento – trenta giorni
Fonte: - artt. 5, commi 1 e 6, d.lgs. 33/2013

In caso di accoglimento dell’istanza, l’amministrazione, se ha già pubblicato i dati, le informazioni o i documenti richiesti, indica al richiedente il relativo collegamento ipertestuale.
Se, invece, non li ha già pubblicati, provvede alla pubblicazione dei documenti, delle informazioni o dei dati richiesti e comunica al richiedente l’avvenuta pubblicazione, indicando il relativo collegamento ipertestuale.

Parole chiave: trasparenza - accesso civico c.d. semplice - esiti del procedimento - accoglimento
Fonte: - artt. 5, commi 1 e 6, d.lgs. 33/2013

Decorsi inutilmente i trenta giorni di tempo dalla presentazione dell’istanza, il richiedente può:
1) ricorrere al titolare del potere sostitutivo ai sensi dell’art. 2, co. 9-bis, della l. 241/90;
2) proporre ricorso al giudice amministrativo entro trenta giorni dalla conoscenza dalla formazione del silenzio sulla richiesta di accesso civico c.d. semplice ai sensi dell’art. 116 del d.lgs. n. 104/2010 (c.p.a.).

Parole chiave: trasparenza - accesso civico c.d. semplice - silenzio - titolare del potere sostitutivo - giudice amministrativo
Fonte: - artt. 5, commi 1 e 7, d.lgs. 33/2013 - art. 2, co. 9-bis, l. 241/90 - art. 116 d.lgs. n. 104/2010 (c.p.a.).

Avverso il diniego totale o parziale da parte dell’amministrazione/ente il richiedente può:
1) ricorrere al titolare del potere sostitutivo ai sensi dell’art. 2, co. 9-bis, della l. 241/90;
2) proporre ricorso al giudice amministrativo ai sensi dell’art. 116 del d.lgs. n. 104/2010 (c.p.a.).

Parole chiave: trasparenza - accesso civico c.d. semplice - diniego (totale o parziale) - titolare del potere sostitutivo - giudice amministrativo
Fonte: artt. 5, commi 1 e 7, d.lgs. 33/2013 - art. 2, co. 9-bis, l. 241/90 - art. 116 d.lgs. n. 104/2010 (c.p.a.).

Il titolare del potere sostitutivo è individuato dall'organo di indirizzo tra le figure apicali dell’amministrazione/ente ai sensi dell’art. 2, co. 9-bis, della l. 241/90. Nell'ipotesi di omessa individuazione è titolare del potere sostitutivo il dirigente generale o il dirigente preposto all'ufficio o, in mancanza di essi, il funzionario di più elevato livello presente nell'amministrazione/ente.

Parole chiave: trasparenza - accesso civico c.d. semplice - titolare del potere sostitutivo - figure apicali
Fonte: - art. 5, co. 1, d.lgs. 33/2013 - art. 2, co. 9-bis, l. 241/90

ANAC non ha alcuna competenza ad intervenire sulle questioni legate all’esercizio del diritto di accesso agli atti ai sensi della legge n. 241/1990.
Per esse è possibile rivolgersi:
1) per il riesame degli atti delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi, istituita, ai sensi dell’art. 27 della legge n. 241/1990, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri;
2) per il riesame degli atti delle amministrazioni delle regioni o degli enti locali, al difensore civico competente per ambito territoriale;
3) in alternativa, al giudice amministrativo territorialmente competente ai sensi del d.lgs. n. 104/2010 (c.p.a.).

Parole chiave: trasparenza - accesso agli atti - legge n. 241/1990 - incompetenza ANAC - Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi - difensore civico - giudice amministrativo
Fonte: –art. 22 e ss. l. 241/90 - d.lgs. n. 104/2010 (c.p.a.).

6. L’Accesso civico c.d. “generalizzato” (artt. 5, co. 2 e 5-bis d.lgs. 33/2013)

L’accesso generalizzato può essere presentato da chiunque. Infatti, non occorre possedere, né dimostrare, una specifica legittimazione soggettiva, e chiunque può presentare richiesta, anche indipendentemente dall’essere cittadino italiano o residente nel territorio dello Stato.

Parole chiave: trasparenza – accesso civico generalizzato – legittimazione soggettiva – titolarità
Fonte: art. 5, co. 2 e 3, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 1309/2016, § 4.2 – Allegato delibera ANAC n. 1309/2016 - Circolare Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione n. 2/2017, § 3.2.

Il diritto di accesso generalizzato si applica:
1. a tutte le amministrazioni pubbliche, come esemplificate all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, ivi comprese le autorità portuali, nonché le autorità amministrative indipendenti di garanzia, vigilanza e regolazione
2. agli enti pubblici economici e ordini professionali;
3. alle società in controllo pubblico come definite dal decreto legislativo 175/2016 (c.d. Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica);
4. alle associazioni, fondazioni e enti di diritto privato comunque denominati, anche privi di personalità giuridica, con bilancio superiore a cinquecentomila euro, la cui attività sia finanziata in modo maggioritario per almeno due esercizi finanziari consecutivi nell’ultimo triennio da pubbliche amministrazioni e in cui la totalità dei titolari o dei componenti dell’organo d’amministrazione o di indirizzo sia designata da pubbliche amministrazioni;
Il diritto di accesso generalizzato si applica, limitatamente ai dati e ai documenti inerenti all'attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale o dell'Unione europea, anche:
1. alle società in sola partecipazione pubblica come definite dal decreto legislativo 175/2016 (c.d. Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica);
2. alle associazioni, alle fondazioni e agli enti di diritto privato, anche privi di personalità giuridica, con bilancio superiore a cinquecentomila euro, che esercitano funzioni amministrative, attività di produzione di beni e servizi a favore delle amministrazioni pubbliche o di gestione di servizi pubblici (Cfr. § 4.1. delle Linee guida).

Parole chiave: trasparenza – accesso civico generalizzato – ambito soggettivo di applicazione – amministrazioni pubbliche - enti pubblici economici - ordini professionali - società in controllo pubblico – associazioni in controllo pubblico - fondazioni in controllo pubblico - enti di diritto privato in controllo pubblico - società partecipate – associazioni non in controllo pubblico, fondazioni non in controllo pubblico - enti di diritto privato non in controllo pubblico
Fonte: art. 5, co. 2, d.lgs. 33/2013 - d.lgs. 175/2016 - delibera ANAC n. 1309/2016, § 2.1 – Allegato delibera ANAC n. 1309/2016 - delibera ANAC n. 1134/2017

Per presentare la richiesta di accesso generalizzato non è necessario fornire una motivazione: tutti i soggetti cui si applica il diritto di accesso generalizzato sono tenuti a prendere in considerazione le richieste di accesso generalizzato, a prescindere dal fatto che queste rechino o meno una motivazione o una giustificazione a sostegno della richiesta.

Parole chiave: trasparenza – accesso civico generalizzato – motivazione
Fonte: art. 5, co. 3, d.lgs. 33/2013- Allegato delibera ANAC n. 1309/2016

Con la richiesta di accesso generalizzato possono essere richiesti i documenti, dati e informazioni in possesso dell’amministrazione. Ciò significa:
1. che l’amministrazione non è tenuta a raccogliere informazioni che non sono in suo possesso per rispondere ad una richiesta di accesso generalizzato, ma deve limitarsi a rispondere sulla base dei documenti e delle informazioni che sono già in suo possesso;
2. che l’amministrazione non è tenuta a rielaborare informazioni in suo possesso, per rispondere ad una richiesta di accesso generalizzato: deve consentire l’accesso ai documenti, ai dati e alle informazioni così come sono già detenuti, organizzati, gestiti e fruiti;
3. che sono ammissibili, invece, le operazioni di elaborazione che consistono nell’oscuramento dei dati personali presenti nel documento o nell’informazione richiesta, e più in generale nella loro anonimizzazione, qualora ciò sia funzionale a rendere possibile l’accesso.

Parole chiave: trasparenza – accesso civico generalizzato – ambito oggettivo – rielaborazione dati – elaborazione dati - oscuramento dati personali
Fonte: art. 5, co. 2, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 1309/2016, § 4.2 – Allegato delibera ANAC n. 1309/2016

Il pregiudizio deve essere concreto, cioè va valutato rispetto al momento e al contesto in cui l’informazione viene resa accessibile, e non in termini assoluti e atemporali. I limiti operano nell’arco temporale nel quale la tutela è giustificata in relazione alla natura del dato, del documento o dell’informazione di cui si chiede l’accesso.

Parole chiave: trasparenza - accesso civico generalizzato – limiti – pregiudizio – valutazione
Fonte: art. 5, co. 6, d.lgs. 33/2013 - art. 5-bis, commi 1 e 2, d.lgs. 33/2013 - art. 5-bis, co. 5, d.lgs. 33/2013

Nel caso dell’accesso ex L. 241/90 è consentito un accesso più in profondità a dati pertinenti, mentre nel caso dell’accesso generalizzato le esigenze di controllo diffuso del cittadino devono consentire un accesso meno in profondità (se del caso, in relazione all’operatività dei limiti) ma più esteso, avendo presente che l’accesso in questo caso comporta, di fatto, una larga conoscibilità (e diffusione) di dati, documenti e informazioni.
I due istituti restano distinti e sono basati su presupposti differenti: il primo è volto ad ottenere documenti utili per esercitare il proprio diritto a partecipare, opporsi e difendersi a tutela di una posizione giuridica qualificata, il secondo è funzionale al controllo generalizzato sul buon andamento della pubblica amministrazione e sul corretto utilizzo delle risorse pubbliche.
I dinieghi di accesso agli atti e documenti di cui alla legge 241/1990, se motivati con esigenze di “riservatezza” pubblica o privata, devono essere considerati attentamente anche ai fini dell’accesso generalizzato. In altri termini, laddove l’amministrazione, con riferimento agli stessi dati, documenti e informazioni, abbia negato il diritto di accesso ex l. 241/1990, motivando nel merito (cioè con la necessità di tutelare un interesse pubblico o privato prevalente, e quindi nonostante l’esistenza di una posizione soggettiva legittimante ai sensi della 241/1990), per ragioni di coerenza sistematica e a garanzia di posizioni individuali specificamente riconosciute dall’ordinamento, si deve ritenere che le stesse esigenze di tutela dell’interesse pubblico o privato sussistano anche in presenza di una richiesta di accesso generalizzato, anche presentata da altri soggetti. Tali esigenze dovranno essere comunque motivate in termini di pregiudizio concreto all’interesse in gioco. Per ragioni di coerenza sistematica, quando è stato concesso un accesso generalizzato non può essere negato, per i medesimi documenti e dati, un accesso documentale ad un soggetto in possesso dell’interesse qualificato richiesto dalla legge 241/90.

Parole chiave: trasparenza – accesso civico generalizzato - accesso agli atti
Fonte: art. 22, l. 241/90 -art. 5, co. 2, d.lgs. 33/2013 – art. 22 e ss l. 241/1990 - delibera ANAC n. 1309/2016, § 2.3

È importante che la richiesta indichi i documenti o i dati richiesti, ovvero che nella richiesta sia consentito all’amministrazione di identificare agevolmente i documenti o i dati richiesti.
Devono essere ritenute inammissibili le richieste formulate in modo così vago da non permettere all’amministrazione di identificare i documenti o le informazioni richieste. In questi casi, l’amministrazione destinataria della domanda dovrebbe chiedere di precisare l’oggetto della richiesta. (Cfr. § 4.2. delle Linee guida)

Parole chiave: trasparenza – accesso civico generalizzato – ambito oggettivo – inammissibilità delle richieste
Fonte: art. 5, co. 3, d.lgs. 33/2013- delibera ANAC n. 1309/2016, § 4.2 – Allegato delibera ANAC n. 1309/2016 - Circolare Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione n. 2/2017, § 3.1

L’amministrazione è tenuta a consentire l’accesso generalizzato anche quando riguarda un numero cospicuo di documenti ed informazioni, a meno che la richiesta non risulti manifestamente irragionevole, tale cioè da comportare un carico di lavoro in grado di interferire con il buon funzionamento dell’amministrazione. Tali circostanze, adeguatamente motivate nel provvedimento di rifiuto, devono essere individuate secondo un criterio di stretta interpretazione, ed in presenza di oggettive condizioni suscettibili di pregiudicare in modo serio ed immediato il buon funzionamento dell’amministrazione.

Parole chiave: trasparenza – accesso civico generalizzato – richieste massive – richieste irragionevoli –buon andamento
Fonte: art. 5, co. 3, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 1309/2016, § 4.2 – Allegato delibera ANAC n. 1309/2016 - Circolare Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione n. 2/2017, § 7, lett. d)

6.2. Il procedimento di accesso generalizzato

La richiesta di accesso generalizzato può essere presentata, alternativamente:
1. all'ufficio che detiene i dati, le informazioni o i documenti;
2. all'Ufficio relazioni con il pubblico;
3. ad altro ufficio, che l'amministrazione abbia indicato nella sezione "Amministrazione trasparente" –“Altri contenuti –Accesso civico” del sito istituzionale.

Parole chiave: trasparenza – accesso civico generalizzato – presentazione istanza – ufficio competente
Fonte: art. 5, co. 3, d.lgs. 33/2013 - Allegato delibera ANAC n. 1309/2016 - Circolare Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione n. 2/2017, § 4.1

Ai sensi del comma 3 dell’art. 5 del d.lgs. n. 33/2013, l’istanza può essere trasmessa per via telematica secondo le modalità previste dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 recante il «Codice dell’amministrazione digitale» (CAD).
Tra queste modalità, l’amministrazione o l’ente è opportuno privilegi quella meno onerosa per chi presenta l’istanza.
Ai sensi dell’art. 65, co. 1 lett. c) del CAD, le richieste presentate per via telematica alle pubbliche amministrazioni e ai gestori dei servizi pubblici sono valide anche se sottoscritte e presentate unitamente alla copia del documento d’identità.
Resta fermo che l’istanza può essere presentata anche a mezzo posta, fax o direttamente presso gli uffici indicati dall’art. 5, comma 3, del d.lgs. n. 33/2013, e che laddove la richiesta di accesso generalizzato non sia sottoscritta dall’interessato in presenza del dipendente addetto, la stessa debba essere sottoscritta e presentata unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore, che va inserita nel fascicolo (cfr. art. 38, commi 1 e 3, del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445).

Parole chiave: trasparenza – accesso civico generalizzato – modalità presentazione istanze
Fonte: art. 5, co. 3, d.lgs. 33/2013- art. 65, co. 1, lett. c), d.lgs. 82/2005 - art. 38, commi 1 e 3, del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445) - Allegato delibera ANAC n. 1309/2016 - Circolare Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione n. 2/2017, § 3.3. e 3.4.

Il rilascio di dati o documenti in formato elettronico, in risposta alla richiesta di accesso generalizzato, è gratuito.
Quando l’amministrazione risponde alla richiesta di accesso generalizzato mediante il rilascio di documenti ed informazioni in formato cartaceo, può richiedere il rimborso dei soli costi effettivamente sostenuti e documentati per la riproduzione su supporti materiali.
È da preferire il rilascio dei documenti e dei dati in formato elettronico quando tale formato elettronico è indicato dal richiedente, nei limiti in cui tale modalità risulti comunque agevole per l’amministrazione che detiene di dati.

Parole chiave: trasparenza – accesso civico generalizzato – costi – gratuità – rimborso costi
Fonte: art. 5, co. 4, d.lgs. 33/2013 - Allegato delibera ANAC n. 1309/2016 - Circolare Ministro per la pubblica amministrazione n. 1/2019, § 4

Laddove la richiesta di accesso generalizzato possa incidere su interessi connessi alla protezione dei dati personali, o alla libertà e segretezza della corrispondenza oppure agli interessi economici e commerciali (ivi compresi la proprietà intellettuale, il diritto d’autore e i segreti commerciali), l’ente destinatario della richiesta di accesso deve darne comunicazione ai soggetti titolari di tali interessi, mediante invio di una copia a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento (o per via telematica per coloro che abbiano consentito tale forma di comunicazione).

Parole chiave: trasparenza - accesso civico generalizzato - partecipazione controinteressati - protezione dei dati personali - libertà e segretezza della corrispondenza - interessi economici e commerciali - proprietà intellettuale - diritto d’autore - segreti commerciali – opposizione
Fonte: art. 5, co. 5, d.lgs. 33/2013- art. 5-bis, co. 2, d.lgs. 33/2013 - Allegato delibera ANAC n. 1309/2016 - Circolare Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione n. 2/2017, § 6, 6.1, 6.2. 6.3 - Circolare Ministro per la pubblica amministrazione n. 1/2019, § 5

Il soggetto controinteressato può presentare (anche per via telematica) una eventuale e motivata opposizione all’istanza di accesso generalizzato, entro dieci giorni dalla ricezione della comunicazione della richiesta di accesso generalizzato. Decorso tale termine, l’amministrazione provvede sulla richiesta di accesso generalizzato, accertata la ricezione della comunicazione da parte del controinteressato.

Parole chiave: trasparenza - accesso civico generalizzato - controinteressati - limiti
Fonte: art. 5, commi 5 e 6, d.lgs. 33/2013 - art. 5-bis, co. 2, d.lgs. 33/2013 - Allegato delibera ANAC n. 1309/2016 - Circolare Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione n. 2/2017, § 6, 6.1, 6.2. 6.3 - Circolare Ministro per la pubblica amministrazione n. 1/2019, § 5

Il procedimento di accesso generalizzato deve concludersi con provvedimento espresso e motivato nel termine di trenta giorni dalla presentazione dell’istanza, con la comunicazione dell’esito al richiedente e agli eventuali controinteressati. Tali termini sono sospesi (fino ad un massimo di dieci giorni) nel caso di comunicazione della richiesta al controinteressato.

Parole chiave: trasparenza - accesso civico generalizzato – termine di conclusione del procedimento
Fonte: art. 5, co. 6, d.lgs. 33/2013- Allegato delibera ANAC n. 1309/2016 - Circolare Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione n. 2/2017, § 5

In caso di accoglimento, l’amministrazione provvede a trasmettere tempestivamente al richiedente i dati o i documenti richiesti.
Nel caso in cui l’accesso sia consentito nonostante l’opposizione del controinteressato, i dati o i documenti richiesti possono essere trasmessi al richiedente non prima di quindici giorni dalla ricezione della stessa comunicazione da parte del controinteressato, al fine di consentire a quest’ultimo l’eventuale proposizione di riesame (V. infra)

Parole chiave: trasparenza - accesso civico generalizzato - controinteressati
Fonte: art. 5, co. 6, d.lgs. 33/2013 - Allegato delibera ANAC n. 1309/2016 - Circolare Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione n. 2/2017, § 6, 6.1, 6.2. 6.3 - Circolare Ministro per la pubblica amministrazione n. 1/2019, § 6

Il provvedimento di accoglimento contiene una adeguata motivazione che dà conto della insussistenza di uno o più elementi che integrano l’esistenza del pregiudizio concreto, per l’Amministrazione o per il/i controinteressato/i, specie quando è adottato nonostante l’opposizione del controinteressato.

Parole chiave: trasparenza - accesso civico generalizzato – accoglimento istanza - motivazione
Fonte: art. 5, co. 6, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 1309/2016, § 5.3. - Allegato delibera ANAC n. 1309/2016

Il provvedimento di rifiuto adottato in applicazione dei limiti di cui all’art. 5 bis, commi 1 e 2 contiene una adeguata motivazione che dà conto della sussistenza degli elementi che integrano l’esistenza del pregiudizio concreto. Va parimenti motivato adeguatamente il provvedimento di rifiuto adottato in applicazione delle esclusioni di cui all’art. 5-bis, co. 3.

Parole chiave: trasparenza - accesso civico generalizzato – limiti - diniego totale - diniego parziale - differimento - motivazione - pregiudizio
Fonte: art. 5, co. 6, d.lgs. 33/2013 - art. 5-bis, co. 1 e 2, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 1309/2016, § 5.3. - Allegato delibera ANAC n. 1309/2016 - Circolare Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione n. 2/2017, § 7

11.8. Quali sono i dati che con riferimento agli incarichi di curatore, commissario giudiziale e liquidatori giudiziale il Ministero della giustizia è tenuto a pubblicare?

6.3. La tutela

In caso di diniego totale o parziale dell’accesso o di mancata risposta entro il termine indicato dal comma 6 dell’art. 5, d.lgs. n. 33/2013, il richiedente può presentare richiesta di riesame al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, che decide con provvedimento motivato, entro il termine di venti giorni.
In alternativa, laddove si tratti di atti delle amministrazioni delle regioni o degli enti locali, il richiedente può presentare ricorso al difensore civico competente per ambito territoriale (qualora tale organo non sia stato istituito, la competenza è attribuita al difensore civico competente, per l’ambito territoriale immediatamente superiore, se presente). In tal caso, il ricorso deve comunque essere notificato anche all’amministrazione interessata. È previsto che il difensore civico si pronunci entro trenta giorni dalla presentazione del ricorso e che se il difensore civico ritiene illegittimo il diniego o il differimento, ne debba informare il richiedente e comunicarlo all’amministrazione competente. Se questa non conferma il diniego o il differimento entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione del difensore civico, l’accesso è consentito.
In ogni caso, a fronte del rifiuto espresso, del differimento o dell’inerzia dell’amministrazione, il richiedente può attivare la tutela giurisdizionale davanti al giudice amministrativo, ai sensi dell'articolo 116 del Codice del processo amministrativo.

Parole chiave: trasparenza - accesso civico generalizzato – diniego totale - diniego parziale – differimento –mancata risposta - riesame del RPCT – ricorso difensore civico – ricorso giurisdizionale
Fonte: art. 5, commi 7 e 8, d.lgs. 33/2013 – art. 116, d.lgs. 104/2010 - Allegato ANAC n. 1309/2016 - Circolare Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione n. 2/2017, § 4.3 e Allegato 2)

È previsto che il Garante per la protezione dei dati personali sia sentito solo dal Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza nel caso di richiesta di riesame e dal difensore civico nel caso di ricorso laddove l’accesso generalizzato sia stato negato o differito per motivi attinenti la tutela della «protezione dei dati personali, in conformità con la disciplina legislativa in materia» (art. 5-bis, comma 2, lett. a, d.lgs. n. 33/2013). In tali ipotesi, il Garante si pronuncia entro il termine di dieci giorni dalla richiesta, durante i quali il termine per l’adozione del provvedimento da parte del responsabile della prevenzione della corruzione o per la pronuncia del difensore civico sono sospesi.

Parole chiave: trasparenza - accesso civico generalizzato – diniego totale - diniego parziale – differimento- riesame del RPCT – riesame del difensore civico - protezione dei dati personali – parere Garante per la protezione dei dati personali
Fonte: art. 5, commi 7 e 8, d.lgs. 33/2013 - Allegato delibera ANAC n. 1309/2016

Le richieste di parere sono valutate dall’ANAC solo se attinenti a questioni di particolare rilevanza e relative esclusivamente a chiarimenti sull’interpretazione delle proprie Linee guida, adottate d’intesa con il Garante per la protezione dei dati personali, recanti indicazioni operative ai fini della definizione delle esclusioni e dei limiti all’accesso civico generalizzato.
L’ANAC non è in ogni caso competente a valutare i singoli casi di diniego o di mancata risposta da parte dell’amministrazione.

Parole chiave: trasparenza - accesso civico generalizzato – attività consultiva ANAC – Linee guida ANAC – definizione limiti
Fonte: art. 5–bis, co. 6, d.lgs. 33/2013 – Comunicati Presidente ANAC 27 aprile 2017

Ai sensi del co. 9 dell’art. 5 del d.lgs. 33/2013, nei casi di accoglimento della richiesta, il controinteressato può presentare richiesta di riesame al Responsabile per la prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) e, per i soli atti di Regioni ed enti locali, ricorso al difensore civico. Avverso la decisione dell’ente o dell’amministrazione ovvero a quella del RPCT dell’amministrazione o dell’ente o a quella del difensore civico, il controinteressato può proporre ricorso al TAR ai sensi dell’art. 116 del d.lgs. 104/2010 (codice del processo amministrativo)

Parole chiave: trasparenza - accesso civico generalizzato – opposizione controinteressato - accoglimento istanza – richiesta di riesame del controinteressato - riesame del RPCT – riesame del difensore civico – tutela giurisdizionale
Fonte: art. 5, co. 9, d.lgs. 33/2013 - Allegato delibera ANAC n. 1309/2016 - art. 116, d.lgs. 104/2010 - Circolare Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione n. 2/2017, § 6 e 7

Il RPCT decide con provvedimento motivato, entro il termine di venti giorni dall’istanza di riesame. Il termine è sospeso qualora il RPCT senta il Garante per la protezione dei dati personali se l’accesso è stato negato o differito a tutela degli interessi di cui all’art. 5 bis, co. 2, lett. a) (relativi alla protezione dei dati personali). Il Garante si pronuncia entro 10 giorni dalla richiesta.
Gli stessi termini valgono nel caso la richiesta di riesame sia avanzata dal controinteressato in caso di accoglimento dell’istanza nonostante la sua opposizione.

Parole chiave: trasparenza - accesso civico generalizzato –termine riesame del RPCT - protezione dei dati personali – parere Garante per la protezione dei dati personali
Fonte: art. 5, commi 7 e 9, d.lgs. 33/2013 – Allegato delibera ANAC n. 1309/2016

Laddove si tratti di atti delle amministrazioni delle regioni o degli enti locali, il richiedente o il controinteressato possono presentare ricorso al difensore civico competente per ambito territoriale (qualora tale organo non sia stato istituito, la competenza è attribuita al difensore civico competente per l’ambito territoriale immediatamente superiore). In tal caso, il ricorso deve comunque essere notificato anche all’amministrazione interessata. La norma (art. 5, co 8) prevede che il difensore civico si pronunci entro trenta giorni dalla presentazione del ricorso. Il termine è sospeso qualora il difensore civico senta il Garante per la protezione dei dati personali se l’accesso è stato negato o differito a tutela degli interessi di cui all’art. 5 bis co. 2 lett. a) (relativi alla protezione dei dati personali). Il Garante si pronuncia entro 10 giorni dalla richiesta.
Se il difensore civico ritiene illegittimo il diniego o il differimento, deve informarne il richiedente e darne comunicazione all’amministrazione competente. Se questa non conferma il diniego o il differimento entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione del difensore civico, l’accesso è consentito.

Parole chiave: trasparenza - accesso civico generalizzato – diniego totale – diniego parziale - mancata risposta - differimento - riesame del difensore civico
Fonte: art. 5, co. 8, d.lgs. 33/2013 – Allegato delibera ANAC n. 1309/2016

La normativa prevede che si possa impugnare la decisione dell’amministrazione competente o, in caso di richiesta di riesame, la decisione del responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, di fronte al Tribunale amministrativo regionale ai sensi dell’articolo 116 del Codice del processo amministrativo (d.lgs. 104/2010).

Parole chiave: trasparenza - accesso civico generalizzato – diniego totale – diniego parziale - mancata risposta - differimento – ricorso giurisdizionale
Fonte: art. 5, co. 7, d.lgs. 33/2013 - art. 116, d.lgs. 104/2010 – Allegato delibera ANAC n. 1309/2016

7. Trasparenza e tutela dei dati personali: modalità di pubblicazione dei dati e limite della riservatezza (art. 7-bis, d.lgs. 33/2013)

L’art. 2-ter del d.lgs. n. 196/2003, introdotto a seguito dell’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2016/679, dispone che la base giuridica per il trattamento di dati personali effettuato per l’esecuzione di un compito di interesse pubblico o connesso all’esercizio di pubblici poteri, ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679 «è costituita esclusivamente da una norma di legge o, nei casi previsti dalla legge, di regolamento» (art. 6, paragrafo 3, lett. b). Ne discende che, essendo gli obblighi di pubblicazioni del d.lgs. 33/2013 previsti da un decreto legislativo, sono pienamente compatibili con la nuova disciplina in materia di protezione dei dati personali.

Parole chiave: trasparenza – dati personali –trattamento dati personali
Fonte: art. 2-ter, d.lgs. 196/2003 – Regolamento (UE) 2016/679- PNA 2019, Parte III, § 4.2.

Le amministrazioni, prima di mettere a disposizione sui propri siti web istituzionali dati e documenti contenenti dati personali - in forma integrale o per estratto, ivi compresi gli allegati - sono tenute a verificare che la disciplina in materia di trasparenza contenuta nel d.lgs. 33/2013 o in altre normative, anche di settore, preveda l’obbligo di pubblicazione. Diversamente pubblicano i dati e i documenti oscurando i dati personali.

Parole chiave: trasparenza – dati personali – oscuramento
Fonte: art. 7-bis, co. 4, d.lgs. 33/2013 - PNA 2019, Parte III, § 4.2
.

Le amministrazioni che dispongono la pubblicazione nel proprio sito istituzionale di dati, informazioni e documenti che non hanno l'obbligo di pubblicare ai sensi del d.lgs. 33/2013 o di altre previsioni di legge o regolamento, procedono ad indicare in forma anonima i dati personali eventualmente presenti.

Parole chiave: trasparenza – dati ulteriori – dati personali – anonimizzazione
Fonte: art. 7-bis, co. 3, d.lgs. 33/2013 - PNA 2019, Parte III, § 4.2
.

La pubblicazione dei dati sui siti web per finalità di trasparenza, anche se effettuata in presenza di idoneo presupposto normativo, deve avvenire nel rispetto di tutti i principi applicabili al trattamento dei dati personali contenuti all’art. 5 del Regolamento (UE) 2016/679.
In particolare, assumono rilievo i principi di adeguatezza, pertinenza e limitazione a quanto necessario rispetto alle finalità per le quali i dati personali sono trattati («minimizzazione dei dati») (par. 1, lett. c) e quelli di esattezza e aggiornamento dei dati, con il conseguente dovere di adottare tutte le misure ragionevoli per cancellare o rettificare tempestivamente i dati inesatti rispetto alle finalità per le quali sono trattati (par. 1, lett. d).

Parole chiave: trasparenza – dati personali – principi trattamento dati personali – adeguatezza - pertinenza - minimizzazione dei dati - esattezza - aggiornamento - cancellazione - rettifica
Fonte: art. 7-bis, co. 4, d.lgs. 33/2013 - art. 5 del Regolamento (UE) 2016/679 - PNA 2019, Parte III, § 4.2.

Il d.lgs. 33/2013 dispone che nei casi in cui norme di legge o di regolamento prevedono la pubblicazione di atti o documenti, le pubbliche amministrazioni provvedono a rendere non intelligibili i dati personali non pertinenti o, se sensibili o giudiziari, non indispensabili rispetto alle specifiche finalità di trasparenza della pubblicazione.

Parole chiave: trasparenza – dati personali – dati sensibili – dati giudiziari
Fonte: art. 7-bis, co. 4, d.lgs. 33/2013 - PNA 2019, Parte III, § 4.2.

Il d.lgs. 33/2013 prevede che i dati personali diversi dai dati sensibili e giudiziari individuati dalle disposizioni in materia di trasparenza possono essere diffusi attraverso siti istituzionali nonché essere trattati secondo modalità che ne consentono la indicizzazione e la rintracciabilità tramite motori di ricerca web. I dati sensibili e i dati giudiziari sono espressamente sottratti all’indicizzazione.

Parole chiave: trasparenza –dati personali – dati sensibili – dati giudiziari- indicizzazione
Fonte: art. 7-bis, co. 1, d.lgs. 33/2013

Sulle cautele da adottare per il rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali nell’attività di pubblicazione sui siti istituzionali per finalità di trasparenza e pubblicità dell’azione amministrativa, il Garante privacy ha fornito indicazioni nelle «Linee guida in materia di trattamento di dati personali, contenuti anche in atti e documenti amministrativi, effettuato per finalità di pubblicità e trasparenza sul web da soggetti pubblici e da altri enti obbligati» (in G.U. n. 134 del 12 giugno 2014 e in www.gpdp.it, doc. web n. 3134436, attualmente in corso di aggiornamento).

Parole chiave: trasparenza –dati personali – linee guida – Garante privacy
Fonte: Linee guida Garante Privacy 12 giugno 2014

8. Titolari di incarichi politici (art. 14, co. 1, d.lgs 33/2013)

Tutti i soggetti che fanno parte, sia a seguito di elezioni che di nomina, di organi politici di livello statale, regionale e locale sono destinatari degli obblighi di pubblicazione di cui all’art. 14, co. 1 del d.lgs. 33/2013. Sono sicuramente organi politici: nei ministeri il ministro, il vice ministro, il sottosegretario di Stato; nelle regioni il presidente, i membri/componenti del consiglio e della giunta; nelle città metropolitane il sindaco metropolitano, i membri/componenti del consiglio metropolitano e della conferenza metropolitana; nelle province il presidente della provincia, i membri/componenti del consiglio provinciale, i membri/componenti dell’assemblea dei sindaci; nei comuni il sindaco, i membri/componenti del consiglio e della giunta; nelle unioni di comuni e comunità montane il presidente, i membri/componenti del consiglio e della giunta; nei consorzi di enti locali il presidente, i membri/componenti del consiglio di amministrazione e dell’assemblea.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici- ministro - vice ministro-sottosegretario di Stato - regioni - città metropolitane – province - comuni - unioni di comuni - comunità montane - consorzi di enti locali
Fonte: art. 14, co. 1, d.lgs. 33/2013- legge 441/1982 - delibera ANAC n. 241/2017

Non rileva, ai fini dell’attuazione degli obblighi di pubblicazione in questione, che la carica sia attribuita o svolta a titolo gratuito. La deroga, contemplata nel co. 1-bis dell’art. 14 per gli incarichi o cariche di amministrazione, di direzione o di governo, stante il chiaro disposto normativo, non può essere estesa agli incarichi espressione di rappresentanza politica.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – carica gratuita – compensi - deroghe
Fonte: art. 14, co. 1, d.lgs. 33/2013- delibera ANAC n. 241/2017

I dati dei titolari di incarichi politici da pubblicare ai sensi dell’art. 14 del d.lgs. n. 33/2013
sono:
a) l’atto di nomina o di proclamazione, con l'indicazione della durata dell'incarico o del mandato elettivo;
b) il curriculum;
c) i compensi di qualsiasi natura connessi all'assunzione della carica; gli importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici;
d) i dati relativi all'assunzione di altre cariche, presso enti pubblici o privati, ed i relativi compensi a qualsiasi titolo corrisposti;
e) gli altri eventuali incarichi con oneri a carico della finanza pubblica e l'indicazione dei compensi spettanti;
f) le dichiarazioni reddituali e patrimoniali.
Sulla pubblicazione di tali dati, anche con riferimento alle modalità, l’Anac si è espressa con la delibera 241/2017.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – contenuti dell’obbligo – ambito oggettivo
Fonte: art. 14, co. 1, d.lgs. 33/2013 - legge 441/1982 - delibera ANAC n. 1310/2016 - delibera ANAC n. 241/2017

I dati di cui all’art. 14, co. 1, d.lgs. 33/2013 devono essere pubblicati nella Sezione “Amministrazione Trasparente” del sito istituzionale dell’amministrazione, nella sotto-sezione di secondo livello “Organizzazione” – “Titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo”.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – amministrazione trasparente – organizzazione
Fonte: art. 14, co. 1, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 1310/2016 - delibera ANAC n. 241/2017

I rimborsi per le assenze dal servizio di cui all’art. 79, cc. da 1 a 4, del d.lgs. n. 267/2000 che gli enti locali liquidano ai datori di lavoro dei propri amministratori locali che siano anche lavoratori dipendenti da privati o da enti pubblici economici non rientrano tra i compensi connessi all’assunzione della carica da pubblicare ai sensi dell’art. 14, c. 1, lett. c), del d.lgs. 33/2013.
Tali compensi figurano, infatti, all’interno delle dichiarazioni dei redditi dei soggetti che li percepiscono, già oggetto di pubblicazione ai sensi dell’art. 14, co. 1, lett. f).

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – contenuti dell’obbligo- pubblicazione rimborsi permessi retribuiti
Fonte: art. 14, co. 1, lett. c), d.lgs. 33/2013

L’obbligo di pubblicazione delle spese di viaggio e missione sussiste per i viaggi di servizio e le missioni pagate con fondi pubblici in ragione dello svolgimento delle attività connesse alla carica politica.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – contenuti dell’obbligo- pubblicazione importi di viaggi di servizio e missioni
Fonte: art. 14, co. 1, lett. c), d.lgs. 33/2013

Costituiscono oggetto di pubblicazione i dati relativi all’assunzione di altre cariche, presso enti pubblici o privati, intendendo per questi ultimi le società e gli altri enti disciplinati dal diritto privato. Avuto riguardo alla formulazione letterale della citata lett. d), non rileva, ai fini della pubblicazione, la partecipazione o il controllo da parte dell’amministrazione su tali enti. Costituiscono oggetto di pubblicazione tutte le cariche rivestite, non essendo limitato l’obbligo di pubblicazione alle cariche di tipo “politico” o connesse con la carica politica rivestita.
Costituiscono oggetto di pubblicazione sia le cariche a titolo oneroso sia quelle a titolo gratuito, dovendosi precisare, per quelle onerose, anche i relativi compensi.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – contenuti dell’obbligo- pubblicazione cariche-titolo oneroso – titolo gratuito
Fonte: art. 14, co. 1, lett. d), d.lgs. 33/2013

Gli incarichi svolti in qualità di libero professionista devono essere pubblicati unicamente laddove la relativa spesa gravi sulla finanza pubblica. Ad esempio, gli incarichi conferiti da parte di amministrazioni statali, Regioni, Province e Comuni, quali difesa in giudizio, consulenza tecnica etc., rientrano, qualora sia previsto un compenso, nella categoria degli incarichi gravanti sulla pubblica finanza per i quali sussiste, ai sensi dell’art. 14, co. 1, lett. e), del d.lgs. n. 33/2013, l’obbligo di pubblicazione.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – contenuti dell’obbligo- incarichi con oneri a carico della finanza pubblica – libera professione
Fonte: art. 14, co. 1, lett. e), d.lgs. 33/2013

Per le attività svolte in qualità di medico di base e di pediatra di libera scelta non sussiste l’obbligo di comunicazione e pubblicazione ai sensi dell’art. 14, co. 1, lett. e), del d.lgs. n. 33/2013, atteso che non si è in presenza di un incarico di collaborazione o consulenza.
Infatti, i corrispettivi attribuiti ai medici di base e ai pediatri di libera scelta, pur con le relative specificità, sono assimilabili a quelli derivanti da lavoro dipendente. I dati ad essi relativi sono resi trasparenti attraverso la pubblicazione della dichiarazione dei redditi disposta dal medesimo art. 14, co. 1, lett. f).

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – contenuti dell’obbligo- incarichi con oneri a carico della finanza pubblica – medico di base - pediatra
Fonte: art. 14, co. 1, lett. e), d.lgs. 33/2013

No, considerato che non si tratta di “incarichi” e tenuto inoltre conto che i dati relativi alla posizione lavorativa o pensionistica sono già resi trasparenti attraverso la pubblicazione della dichiarazione dei redditi disposta dall’art. 14, co. 1, lett. f), del d.lgs. n. 33/2013.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – contenuti dell’obbligo- incarichi con oneri a carico della finanza pubblica –rapporto lavoro dipendente – pensione
Fonte: art. 14, co. 1, lett. e), d.lgs. 33/2013

L’art. 47, nel definire le sanzioni previste per la mancata o incompleta comunicazione delle informazioni e dei dati di cui all'articolo 14 concernenti la situazione patrimoniale complessiva, ricomprende nel concetto di situazione patrimoniale complessiva, oltre alla dichiarazione dei redditi, anche quella relativa alla titolarità di imprese e di partecipazioni azionarie.
È altresì inclusa nella dichiarazione patrimoniale la titolarità di diritti reali su beni immobili e su beni mobili iscritti in pubblici registri. Non rientrano invece nella dichiarazione patrimoniale i titoli obbligazionari, i titoli di Stato, o altre utilità finanziarie detenute anche tramite fondi di investimento, Sicav o intestazioni fiduciarie. Si richiama, per ogni altro utile riferimento, l’allegato alla delibera Anac n. 241/2017. (Si veda anche la Faq 5.41.).

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – contenuti dell’obbligo- situazione patrimoniale complessiva
Fonte: art. 14, co. 1, lett. f), d.lgs. 33/2013 - art. 47, co. 1, d.lgs. 33/2013- legge 441/1982- delibera ANAC n. 241/2017

Stante la previsione all’art. 47 del d.lgs. n. 33/2013 di una apposita sanzione per la mancata pubblicazione della situazione patrimoniale complessiva del titolare dell’incarico politico, ivi compresa la titolarità di imprese, si evince la necessità di interpretare la nozione di “situazione patrimoniale complessiva” come comprensiva della “titolarità di imprese”.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – contenuti dell’obbligo- situazione patrimoniale complessiva – titolarità di impresa
Fonte: art. 14, co. 1, lett. f), d.lgs. 33/2013 - art. 47, co. 1, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 241/2017

L’art. 14 del d.lgs. 33 del 2013 non prevede come obbligatorie le dichiarazioni relative alla “consistenza degli investimenti in titoli obbligazionari, titoli di Stato, o in altre utilità finanziarie detenute anche tramite fondi di investimento, sicav o intestazioni fiduciarie”, originariamente previste dall’art. 41 bis del d.lgs. n. 267/2000, ora abrogato. Le dichiarazioni da pubblicare ai sensi dell’art. 14, c. 1, lett. f), del d.lgs. n. 33/2013 con specifico riferimento alla consistenza del patrimonio del soggetto dichiarante devono riguardare i diritti reali su beni immobili e su beni mobili iscritti in pubblici registri, le azioni di società e le quote di partecipazione a società, la titolarità di imprese.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – dichiarazioni patrimoniali –titoli obbligazionari - titoli di Stato - fondi di investimento - sicav
Fonte: art. 14, co. 1, lett. f), d.lgs. 33/2013 – art. 41 bis, d.lgs. 267/2000

L’obbligo di pubblicazione delle dichiarazioni dei diritti reali sui beni immobili si intende assolto con l’indicazione della natura del diritto (proprietà, comproprietà, superficie, enfiteusi, usufrutto, uso, abitazione), tipologia del bene (terreno o fabbricato), quota di titolarità (percentuale), ubicazione (Italia/estero).
Per i beni mobili registrati l’obbligo si intende assolto con l’indicazione della tipologia del bene (autovettura, aeromobile, imbarcazione da diporto), cavalli fiscali, anno di immatricolazione (cfr. allegati 3 e 4 alla delibera 241/2017). Si veda anche l’allegato alla delibera ANAC n. 241/2017.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – dichiarazioni patrimoniali – contenuti – beni immobili – beni mobili
Fonte: art. 14, co. 1, lett. f), d.lgs. 33/2013 - legge 441/1982 - delibera ANAC n. 241/2017

L’art. 2 della legge 441/1982 al comma 1, n. 1) richiede la presentazione di una dichiarazione concernente, tra l’altro, “i diritti reali su beni immobili e su beni mobili iscritti in pubblici registri”. La proprietà, benché nuda, ossia temporaneamente mancante della tipica facoltà di godimento del bene, costituisce il diritto reale per eccellenza e, come tale, rientra nel novero dei dati e delle informazioni richieste ai fini della descrizione della situazione patrimoniale del titolare dell’incarico politico ai sensi degli artt. 14 d.lgs. 33/2013 e art. 2, co. 1, n. 1, l. 441/1982.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – dichiarazioni patrimoniali – contenuti – beni immobili – nuda proprietà
Fonte: art. 14, co. 1, lett. f), d.lgs. 33/2013 - art. 2, co. 1, n. 1, l. 441/1982

Si. La dichiarazione da rendere ai sensi dell’art. 14, co. 1, lett. f) del d.lgs. 33/2013 deve riguardare tutte le partecipazioni e azioni societarie detenute dai soggetti obbligati alla data di sottoscrizione della dichiarazione. La norma, infatti, non menziona alcuna esclusione riferita a modalità di acquisizione, durata del possesso, valore delle azioni e delle quote di partecipazione. Ogni modifica concernente i cambiamenti intervenuti è indicata nella dichiarazione di variazione rispetto alla precedente dichiarazione patrimoniale.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – dichiarazioni patrimoniali – contenuti – partecipazioni azionarie
Fonte: art. 14, co. 1, lett. f), d.lgs. 33/2013

L’obbligo delle dichiarazioni e delle attestazioni riguardanti la situazione patrimoniale e reddituale del coniuge non separato e dei parenti entro il secondo grado (ove gli stessi vi consentano) del titolare dell’organo di politico, è posto in capo allo stesso titolare dell’incarico politico. Quest’ultimo è tenuto, altresì, a dichiarare i casi di mancato consenso del coniuge e dei parenti entro il secondo grado di cui l’amministrazione deve dare evidenza sul proprio sito istituzionale. Le predette comunicazioni devono essere indirizzate al RPCT, o ad altro soggetto individuato dal PTPC.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – dichiarazioni reddituali e patrimoniali - coniuge non separato - parenti entro il secondo grado
Fonte: art. 14, co. 1, lett. f), d.lgs. 33/2013 - legge 441/1982 - delibera ANAC n. 241/2017

No. Nel caso in cui il titolare dell’incarico politico dichiari il mancato consenso alla pubblicazione delle attestazioni e delle dichiarazioni di cui all’art. 14, c. 1, lett. f), del d.lgs. 33/2013, del coniuge non separato e dei parenti entro il secondo grado, sussiste, ai fini della pubblicazione, l’obbligo di indicare il legame di parentela con il titolare dell’incarico politico, ma non quello di identificazione personale del coniuge e dei parenti.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – dichiarazioni reddituali e patrimoniali - coniuge non separato - parenti entro il secondo grado – negato consenso
Fonte: art. 14, co. 1, lett. f), d.lgs. 33/2013 - legge 441/1982 - delibera ANAC n. 241/2017

In linea con la nozione di parentela di cui al codice civile, sono considerati parenti entro il secondo grado i nonni, i genitori, i figli, i nipoti in linea retta (figli dei figli), i fratelli e le sorelle.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – coniuge non separato - parenti entro il secondo grado – individuazione
Fonte: art. 14, co. 1, lett. f), d.lgs. 33/2013 - legge 441/1982 - delibera ANAC n. 241/2017

Le dichiarazioni rese ai sensi dell’art. 14, co. 1, lett. f) d.lgs. 33/2013, in quanto “fatti che siano a diretta conoscenza dell’interessato” devono essere presentate quali dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà ai sensi dell’art. 47 del d.P.R. 445/2000, con tutto ciò che ne consegue anche sotto il profilo degli effetti penali in caso di dichiarazioni mendaci (cfr. art. 76 d.P.R. 445/2000). Deve ritenersi superata, ad opera del d.P.R. 445/2000, la disciplina contenuta nell’art. 2, della legge 441/1982, nella parte in cui si limita a disporre l’utilizzo della formula «sul mio onore affermo che la dichiarazione corrisponde al vero».

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – dichiarazioni reddituali e patrimoniali – modalità di attuazione - dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà
Fonte: art. 14, co. 1, lett. f), d.lgs. 33/2013 – art. 2, legge 441/1982 - art. 47, d.P.R. 445/2000

Qualora intervengano variazioni sia in aumento che in diminuzione in corso d’anno, è facoltà del soggetto obbligato, qualora lo ritenga opportuno, richiedere alla propria amministrazione di aggiornare, ai fini della pubblicazione, la dichiarazione resa.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – dichiarazioni patrimoniali – aggiornamento
Fonte: art. 14, co. 1, lett. f), d.lgs. 33/2013

L’obbligo di pubblicare le dichiarazioni reddituali può ritenersi assolto anche con la pubblicazione del quadro riepilogativo della dichiarazione dei redditi. Tale modalità semplificata risulta coerente con l’art. 9 della l. 441/1982 che si riferisce a tale quadro riepilogativo ai fini della conoscibilità dei dati reddituali.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici– dichiarazione dei redditi – quadro riepilogativo
Fonte: art. 14, co. 1, lett. f), d.lgs. 33/2013, legge 441/1982, delibera ANAC n. 241/2017, § 6.

Ai sensi dell’art. 14, c. 1, lett. f), del d.lgs. n. 33/2013, le dichiarazioni devono essere pubblicate sui siti istituzionali delle amministrazioni. Non è quindi sufficiente il mero deposito della dichiarazione dei redditi.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici– dichiarazione dei redditi – deposito
Fonte: art. 14, co. 1, lett. f), d.lgs. 33/2013, legge 441/1982, delibera ANAC n. 241/2017

I redditi da lavoro percepiti dal titolare di un incarico politico, anche qualora non soggetti a tassazione in Italia, sono oggetto di dichiarazione ai fini di trasparenza, ai sensi dell’articolo 14, co. 1, lett. f), d.lgs. 33/2013. Il riferimento testuale operato dall’art. 2 della legge 441/1982 alla “dichiarazione dei redditi” va, infatti, interpretato come relativo non solo e non tanto al documento contabile con cui il cittadino contribuente comunica al fisco le proprie entrate, quanto al contenuto informativo dello stesso.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici residenti all’estero – dichiarazione dei redditi
Fonte: art. 14, co. 1, lett. f), d.lgs. 33/2013, legge 441/1982, delibera ANAC n. 196/2019

Sì, anche i titolari di incarichi politici eletti in liste civiche sono tenuti a fornire, per la pubblicazione, la dichiarazione delle spese per propaganda elettorale di cui all’art. 14, c. 1, lett. f), del d.lgs. n. 33/2013, in quanto la lista civica rientra nel concetto di formazione politica di cui all’art. 2 della legge n. 441/1982.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – contenuti dell’obbligo- spese propaganda elettorale – liste civiche
Fonte: art. 14, co. 1, lett. f), d.lgs. 33/2013

Per le dichiarazioni reddituali e patrimoniali le Province, quali enti di secondo livello, osservano il regime di trasparenza già applicabile ai titolari di incarichi politici nei comuni di provenienza.
Pertanto, in un’ottica di semplificazione, le Province assolvono agli obblighi di pubblicazione dei dati dell’art. 14 relativi ai titolari di incarichi politici mediante un collegamento ipertestuale che rinvia ai siti istituzionali dei Comuni dove detti dati sono pubblicati, purché sia assicurata la qualità delle informazioni di cui all'articolo 6 del medesimo decreto. In caso di mancata pubblicazione da parte dei comuni di provenienza, fermo restando quanto previsto dall’art. 47 del d.lgs. 33/2013, i RPCT delle Province interessate segnalano ad ANAC e ai comuni di provenienza gli inadempienti riscontrati.
Per effetto del rinvio, per i titolari di incarichi politici dei comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti qualora eletti, nominati, o componenti di diritto degli organi politici delle Province, deve essere esclusa la pubblicazione dei dati reddituali e patrimoniali di cui alla lett. f), co.1, dell’art. 14.
Al contrario, per i titolari di incarichi politici dei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti qualora eletti, nominati, o componenti di diritto negli organi politici nelle Province, rimane ferma la pubblicazione dei dati e delle informazioni di cui all’art. 14, co. 1, lett. f) del d.lgs. 33/2013.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – Province- Assemblea dei Sindaci – comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti - dati reddituali e patrimoniali
Fonte: artt. 6, 14, co. 1, 47 d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 241/2017 – delibera ANAC n. 537/2020

Le Città metropolitane, quali enti di secondo livello, osservano per le dichiarazioni reddituali e patrimoniali il regime di trasparenza già applicabile ai titolari di incarichi politici nei comuni di provenienza.
Pertanto, in un’ottica di semplificazione, le Città metropolitane, assolvono agli obblighi di pubblicazione dei dati dell’art. 14 relativi ai titolari di incarichi politici mediante un collegamento ipertestuale che rinvia ai siti istituzionali dei Comuni dove detti dati sono pubblicati, purché sia assicurata la qualità delle informazioni di cui all'articolo 6 del medesimo decreto. In caso di mancata pubblicazione da parte dei comuni di provenienza, fermo restando quanto previsto dall’art. 47 del d.lgs. 33/2013, i RPCT delle Città Metropolitane interessate segnalano ad ANAC e ai comuni di provenienza gli inadempienti riscontrati. Anche in questo caso, come per le Province, per i titolari di incarichi politici dei comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti qualora eletti, nominati, o componenti di diritto degli organi politici delle Città metropolitane, deve essere esclusa la pubblicazione dei dati reddituali e patrimoniali di cui alla lett. f), co.1, dell’art. 14.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – Città metropolitane - Consiglio metropolitano – comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti - dati reddituali e patrimoniali
Fonte: artt. 6, 14, co. 1, e 47 d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 241/2017 – delibera ANAC n. 537/2020

Tutti i Comuni sono tenuti alla pubblicazione dei dati e delle informazioni di cui alle lettere da a) ad f) del co. 1 dell’art. 14 del d.lgs. n. 33/2013, ad eccezione dei comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti i quali non sono tenuti a pubblicare i dati reddituali e patrimoniali di cui alla lettera f).

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – Comuni
Fonte: art. 14, co. 1, d.lgs. 33/2013 - legge 441/1982 - delibera ANAC n. 241/2017- delibera ANAC n. 537/2020

I Comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti non sono tenuti a pubblicare i dati di cui all’art. 14, co. 1, lett. f) (dichiarazioni reddituali e patrimoniali). Resta, invece, fermo l’obbligo di pubblicare i dati e le informazioni di cui alle lett. da a) ad e) del medesimo art. 14, co. 1.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – Comuni – dati reddituali e patrimoniali - comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti
Fonte: art. 14, co. 1, d.lgs. 33/2013 - legge 441/1982 - delibera ANAC n. 241/2017 - delibera ANAC n. 537/2020

Per l’individuazione del numero di abitanti di un Comune occorre fare riferimento, per ciascun anno, ai risultati dell’ultimo censimento ufficiale ISTAT.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – Comuni – dati reddituali e patrimoniali - calcolo numero abitanti
Fonte: art. 14, co. 1, lett. f) d.lgs. 33/2013 - legge 441/1982 - delibera ANAC n. 241/2017 - delibera ANAC n. 537/2020

Nei Comuni sono organi di indirizzo politico il Sindaco, gli assessori e i consiglieri comunali.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – Comuni - individuazione
Fonte: art. 14, co. 1, d.lgs. 33/2013 - legge 441/1982 - delibera ANAC n. 241/2017 - delibera ANAC n. 537/2020

In linea generale, i dati di cui all’art. 14, co. 1, del d.lgs. 33/2013 devono essere pubblicati anche per i Commissari straordinari. Seppur organi preposti all’ordinaria amministrazione, i Commissari Straordinari operano, infatti, con le funzioni e i compiti dei titolari degli organi di indirizzo politico, sostituendosi ad essi nel governo dell’ente locale.
L’art. 14 non è, invece, applicabile nell’ipotesi in cui vengano in rilievo commissari ad acta nominati per il compimento di singoli atti e non incaricati della complessiva gestione e amministrazione di un ente, tenuto conto che scopo della norma è quello di rendere trasparenti i dati di coloro che hanno responsabilità politica nella comunità territoriale.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione – commissari straordinari –enti locali – commissari ad acta
Fonte: art. 14, co. 1, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 241/2017 - delibera ANAC n. 537/2020

L’art. 1, co. 7-quater del d.l. 162/2019, come convertito in legge 8/2020 dispone che gli obblighi di cui all'art. 14 si applicano anche ai titolari degli incarichi negli organismi previsti dall'art. 144 del d.lgs. 267/2000, ovvero ai componenti delle Commissioni straordinarie nominati con il decreto di scioglimento dei consigli comunali e provinciali per fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione – commissari straordinari –enti locali – scioglimento per mafia
Fonte: art. 14, co. 1, d.lgs. 33/2013 - art. 144 del d.lgs. 267/2000 - art.1, co. 7-quater del d.l. 162/2019, come convertito in legge 8/2020

Le Circoscrizioni di decentramento comunale sono tenute alla pubblicazione dei dati di cui all’art. 14 del d.lgs. n. 33/2013, ivi comprese le dichiarazioni patrimoniali e reddituali di cui alla lett. f).

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione – organi politici - circoscrizioni di decentramento comunale
Fonte: art. 14, co. 1, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 241/2017 - art. 17, dlgs. 267/2000 - delibera ANAC n. 537/2020

Nelle Circoscrizioni di decentramento comunale gli organi di indirizzo politico sono il Presidente e i consiglieri di circoscrizione in quanto organi elettivi.

Parole chiave: trasparenza -– organi politici - circoscrizioni di decentramento comunale – individuazione
Fonte: art. 14, co. 1, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 241/2017 - art. 17, dlgs. 267/2000 - delibera ANAC n. 537/2020

In un’ottica di razionalizzazione, semplificazione e limitazione degli oneri, tutte le forme associative di enti locali, come previste dal Capo V del d.lgs. n. 267/2000, fra le quali, ad esempio, Comunità montane, Unioni di comuni, Consorzi di enti locali, osservano per i propri titolari di incarichi politici lo stesso regime di trasparenza per le dichiarazioni reddituali e patrimoniali ad essi già applicabile nei comuni di provenienza.
Pertanto è esclusa la pubblicazione dei dati reddituali e patrimoniali per i titolari di incarichi politici delle forme associative di cui al Capo V del titolo II della Parte Prima del d.lgs. 267/2000 se eletti nei comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti. La pubblicazione, invece, resta ferma laddove provengano da comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione – organi politici – associazioni di enti locali - Unioni di Comuni - Convenzioni - Consorzi di Comuni
Fonte: art. 14, co. 1, d.lgs. 33/2013 – delibera ANAC n. 241/2017 – capo V, d.lgs. 267/2000 - delibera ANAC n. 537/2020

Al fine di evitare ulteriori oneri amministrativi, le forme associative di enti locali previste dal Capo V del d.lgs. n. 267/2000, quali enti di secondo livello, assolvono agli obblighi di pubblicazione dei dati dell’art. 14 relativi ai titolari di incarichi politici mediante la predisposizione di un collegamento ipertestuale che rinvia ai siti istituzionali dei Comuni dove detti dati sono pubblicati, assicurando la qualità delle informazioni di cui all'articolo 6 del medesimo decreto. In caso di mancata pubblicazione da parte dei comuni di provenienza, fermo restando quanto previsto dall’art. 47 del d.lgs. 33/2013, i RPCT delle forme associative interessate segnalano ad ANAC e ai comuni di provenienza gli inadempienti riscontrati.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – enti associativi –- collegamento ipertestuale
Fonte: artt. 6, 14, co. 1, 47 d.lgs. 33/2013 - Capo V del d.lgs. n. 267/2000 - delibera ANAC n. 241/2017 §2.1 – delibera ANAC n. 537/2020

I Consorzi BIM, in quanto enti associativi dei Comuni, sono da ricondurre ai “consorzi e associazioni” di Comuni ricompresi nel novero delle amministrazioni pubbliche, di cui all’art. 1, co. 2, del d.lgs. 165/2001, tenuti ad osservare la disciplina del d.lgs. 33/2013, ivi inclusi gli obblighi previsti all’art. 14, co. 1, lett. f), secondo le modalità attuative previste per i comuni.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione – organi politici – consorzi e associazioni di Comuni- consorzi di bacino imbrifero montano – dati reddituali e patrimoniali - applicabilità
Fonte: art. 14, co. 1,lett. f), d.lgs. 33/2013 delibera ANAC n. 241/2017

Alle Comunità montane, da intendersi come unioni di comuni, enti locali costituiti fra comuni montani e parzialmente montani, anche appartenenti a province diverse, dotate di propri organi, si applica per le dichiarazioni reddituali e patrimoniali il regime di trasparenza già applicabile ai titolari di incarichi politici nei comuni di provenienza.
Di conseguenza per i titolari di incarichi politici dei comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti qualora eletti, nominati, o componenti di diritto degli organi politici delle Comunità montane, va esclusa la pubblicazione dei dati reddituali e patrimoniali di cui alla lett. f), co.1, dell’art. 14.
Al contrario, per i titolari di incarichi politici dei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti qualora eletti, nominati, o componenti di diritto negli organi politici delle Comunità montane, rimane ferma la pubblicazione dei dati e delle informazioni di cui all’art. 14, co. 1, lett. f) del d.lgs. 33/2013.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione – organi politici – comunità montane– dati reddituali e patrimoniali - applicabilità
Fonte: art. 14, co. 1, lett. f), e art. 6 d.lgs. 33/2013 – delibera ANAC n. 537/2020- delibera ANAC n. 241/2017

Sì, rimane attualmente vigente la disciplina relativa agli obblighi di trasparenza sullo stato patrimoniale dei titolari di cariche pubbliche elettive e di governo contenuta nelle leggi regionali, eventualmente adottate in attuazione del d.l. 174/2012, convertito con modificazioni dalla legge 7 dicembre 2012 n. 213, qualora si tratti di obblighi diversi ed ulteriori rispetto a quelli relativi allo stato patrimoniale già previsti all’art. 14 del d.lgs. n. 33/2013.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici – Regioni - leggi regionali - dichiarazioni patrimoniali
Fonte: art. 14, co. 1, lett. f), d.lgs. 33/2013, art. 2, co. 1, lett. e), d.l. 174/2012

Sì, sono previste sanzioni per la mancata o incompleta comunicazione dei dati di cui all'art. 14 concernenti la situazione patrimoniale complessiva del titolare dell’incarico politico al momento dell’assunzione in carica, la titolarità di imprese, le partecipazioni azionarie proprie, del coniuge e dei parenti entro il secondo grado, nonché tutti i compensi connessi all’assunzione della carica.
La sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 10.000 euro è irrogata da ANAC ai sensi del Regolamento sanzionatorio del 16 novembre 2016. (Si veda anche la Faq 5.11).

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici– incompletezza -sanzioni
Fonte: art. 14, co. 1, lett. f), d.lgs. 33/2013 - art. 47, co. 1, d.lgs. 33/2013 - legge 689/1981 - delibera ANAC n. 241/2017 – Regolamento ANAC 16 novembre 2016

Sì, per tutti i cessati dall’incarico, l’art. 14, co. 2, del d.lgs. 33/2013 prevede specifici obblighi di pubblicazione. (Si veda FAQ 5.43-5.46).

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici
Fonte: art. 14, co. 2, d.lgs. 33/2013 - legge 441/1982 - delibera ANAC n. 241/2017

I dati patrimoniali che devono essere pubblicati, dopo la cessazione dell’incarico, sono quelli concernenti le variazioni della situazione patrimoniale intervenute dopo l’ultima attestazione.
Sono invece rimosse dal sito, ai sensi dell’art. 14, co. 2, la prima dichiarazione patrimoniale e le successive variazioni rese da parte dell’interessato nel corso dell’incarico.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici cessati- dichiarazioni patrimoniali – dati patrimoniali
Fonte: art. 14, co. 2, d.lgs. 33/2013 - legge 441/1982 - delibera ANAC n. 241/2017

La dichiarazione, concernente le variazioni della situazione patrimoniale intervenute dopo l’ultima attestazione, deve essere depositata entro i tre mesi successivi alla cessazione dell’incarico e tempestivamente pubblicata dall’amministrazione nell’apposita sottosezione dedicata di “Amministrazione trasparente”.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici cessati- dichiarazioni patrimoniali – dati patrimoniali – tre mesi dalla cessazione
Fonte: art. 14, co. 2, d.lgs. 33/2013 - legge 441/1982 - delibera ANAC n. 241/2017

I soggetti cessati dall’incarico debbono depositare, a fini della successiva pubblicazione, copia della dichiarazione annuale relativa ai redditi delle persone fisiche entro un mese successivo alla scadenza del relativo termine. In attuazione di tale disposizione, il soggetto cessato trasmette all’amministrazione copia della dichiarazione riferita ai redditi dell’anno di cessazione, se quest’ultima è avvenuta nel secondo semestre dello stesso anno (es. nel caso di cessazione a luglio 2021 è depositata sia la dichiarazione relativa ai redditi 2020, da presentarsi nel 2021, sia la dichiarazione relativa ai redditi 2021 da presentarsi nel 2022). Diversamente, se la cessazione è intervenuta nel primo semestre dell’anno, (es. febbraio 2021), è depositata ai fini della pubblicazione, la copia della dichiarazione relativa ai redditi 2020, da presentarsi nel 2021.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici cessati – dichiarazione dei redditi Fonte: art. 14, co. 2, d.lgs. 33/2013 – l. 441/1982 - delibera ANAC n. 241/2017, § 4.

I dati di cui all’art. 14, co. 1 del d.lgs. n. 33/2013, ad eccezione delle informazioni concernenti la situazione patrimoniale, sono pubblicati per i tre anni successivi alla cessazione dell’incarico, unitamente alla dichiarazione della variazione patrimoniale e all’ ultima dichiarazione dei redditi rese successivamente alla cessazione. Decorsi detti termini, i dati e i documenti sono accessibili mediante istanza di accesso civico generalizzato.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi politici cessati - dichiarazioni reddituali e patrimoniali- durata pubblicazione
Fonte: art. 14, co. 2, d.lgs. 33/2013 - legge 441/1982 - delibera ANAC n. 241/2017

No, la norma estende gli obblighi di pubblicazione anche ai titolari di incarichi o cariche di amministrazione, di direzione o di governo, comunque denominati, salvo che siano attribuiti a titolo gratuito, e ai titolari di incarichi dirigenziali, a qualsiasi titolo conferiti, ivi inclusi quelli conferiti discrezionalmente dall’organo di indirizzo politico senza procedure pubbliche di selezione.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi/cariche di amministrazione, direzione o governo - titolari di incarichi dirigenziali
Fonte: art. 14, co. 1-bis, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 241/2017, § 2.2.

Vista l’eterogeneità di strutture organizzative cui la norma si riferisce, ogni ente, anche attraverso un’analisi delle proprie norme istitutive, regolamentari e statutarie, individua i titolari di incarichi o cariche di amministrazione, di direzione o di governo, comunque denominati, i cui dati sono assoggettati a pubblicazione ai sensi dell’art. 14, co. 1-bis, del d.lgs. 33/2013.
Si tratta, in via generale, di soggetti/organi che all’interno dell’amministrazione/ente pubblico, esprimono, attraverso atti di indirizzo e controllo, un indirizzo generale, che può essere qualificato come “indirizzo politico-amministrativo”, sull’organizzazione e sull’attività dell’ente, essendo le competenze di amministrazione attiva e di gestione riservate ai dirigenti. Su detti organi tendono a concentrarsi competenze, tra le quali, l’adozione di statuti e regolamenti interni, la definizione dell’ordinamento dei servizi, la dotazione organica, l’individuazione delle linee di indirizzo dell’ente, la determinazione dei programmi e degli obiettivi strategici pluriennali, l’emanazione di direttive di carattere generale relative all’attività dell’ente, l’approvazione del bilancio preventivo e del conto consuntivo, l’approvazione dei piani annuali e pluriennali, l’adozione di criteri generali e di piani di attività e di investimento.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi/cariche di amministrazione, direzione o governo - individuazione - poteri di indirizzo politico-amministrativo
Fonte: art. 14, co. 1-bis, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 241/2017, § 2.2.1.

No, se l’incarico o la carica di amministrazione, di direzione o di governo è svolta gratuitamente le amministrazioni, differentemente da quanto previsto per i titolari di incarichi politici, non sono tenute a pubblicare i dati di cui all’art. 14, co. 1 del d.lgs. 33/2013.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi/cariche di amministrazione, direzione o governo - gratuità - esclusione
Fonte: art. 14, co. 1-bis, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 241/2017, § 2.2.2.

Per gratuità deve intendersi l’assenza della corresponsione di ogni forma di remunerazione, indennità o gettone di presenza. Quest’ultimo, ove costituisca mero rimborso delle spese connesse all’espletamento dell’incarico, non fa venir meno la gratuità dell’incarico. Diversamente, qualora assuma un carattere indennitario, con conseguente assoggettamento anche agli oneri contributivi ed erariali, l’incarico deve considerarsi non gratuito.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi/cariche di amministrazione, direzione o governo - gratuità - definizione
Fonte: art. 14, co. 1-bis, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 241/2017, § 2.2.

Le pubbliche amministrazioni devono pubblicare le disposizioni normative, statutarie e le deliberazioni che stabiliscono la gratuità degli incarichi o cariche di amministrazione, di direzione o di governo comunque denominati. La pubblicazione avviene sul sito dell’amministrazione/ente, nella sezione “Amministrazione trasparente”, sottosezione “Atti generali”, a cui la sottosezione “Titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo” rinvia tramite link.

Parole chiave: trasparenza - titolari di incarichi/cariche di amministrazione, direzione o governo - gratuità - pubblicazione fonte - disposizioni normative, statutarie e deliberazioni - amministrazione trasparente - link
Fonte: art. 14, co. 1-bis, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 241/2017, § 2.2.2.

Sì, in quanto non rileva la rinuncia personale al compenso percepito da parte del soggetto che riceve l’incarico o la carica.
La deroga è infatti da intendersi applicabile esclusivamente nelle ipotesi in cui la gratuità sia prevista da disposizioni normative e statutarie che regolano l’organizzazione e l’attività delle amministrazioni e degli enti o da deliberazione con carattere generale.

Parole chiave: trasparenza - titolari di incarichi/cariche di amministrazione, direzione o governo - compenso - rinuncia - non rilevanza
Fonte: art. 14, co. 1-bis, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 241/2017, § 2.2.2

Solo le società in controllo pubblico sono tenute all’applicazione dell’art. 14 del d.lgs. n. 33/2013. Per le società partecipate di cui al comma 3 dell’art. 2-bis del d.lgs. 33/2013 non è prevista la pubblicazione dei dati di cui all’art. 14.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi/cariche di amministrazione, direzione o governo – ambito soggettivo di applicazione - società a controllo pubblico
Fonte: art. 2-bis, co. 2, let. b) e 14, co. 1-bis, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 1134/2017

Sono titolari di poteri di indirizzo generale, con riferimento all’organizzazione e all’attività delle società a controllo pubblico, il Presidente e il C.d.A.
Il Presidente partecipa pienamente alle decisioni assunte dall’organo di indirizzo della società ed è quindi in grado di incidere in concreto sull’organizzazione e sull’attività dell’ente e sul raggiungimento dello scopo sociale. Tale carica è pertanto riconducibile a quella dei titolari di incarichi di amministrazione, di direzione o di governo di cui all’art. 14, co. 1-bis del d.lgs. 33/2013 con conseguente applicazione di tutti gli obblighi di cui all’art. 14, co. 1, del medesimo decreto, salvo che tale carica sia attribuita a titolo gratuito.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi/cariche di amministrazione, direzione o governo – ambito soggettivo di applicazione - società a controllo pubblico - Presidente - C.d.A.
Fonte: art. 2-bis, co. 2, let. b) e 14, co. 1-bis, d.lgs. 33/2013 – delibera ANAC n. 241/2017

Se i gettoni di presenza corrisposti ai consiglieri C.d.A. hanno natura di mero rimborso spese gli incarichi sono da considerarsi gratuiti e quindi non oggetto di pubblicazione.
Al contrario se i gettoni di presenza costituiscono latu sensu somme di carattere indennitario, alterano la gratuità degli incarichi con conseguente assoggettamento degli stessi agli obblighi di pubblicazione di cui all’art. 14 del d.lgs. 33/2013.
La Determinazione n. 241 dell’ANAC del 08/03/2017, -“Linee guida recanti indicazioni sull’attuazione dell’art. 14 del d.lgs. 33/2013 «Obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e i titolari di incarichi dirigenziali» come modificato dall’art. 13 del d.lgs. 97/2016” – stabilisce che “Per gratuità deve intendersi l’assenza della corresponsione di ogni forma di remunerazione, indennità o gettone di presenza. Quest’ultimo, ove costituisca mero rimborso delle spese connesse all’espletamento dell’incarico, non fa venir meno la gratuità dell’incarico. Diversamente, qualora assuma un carattere indennitario, con conseguente assoggettamento anche agli oneri contributivi ed erariali, l’incarico deve considerarsi non gratuito”. Il discrimine è dunque rappresentato dall’assoggettamento agli oneri contributivi ed erariali.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi/cariche di amministrazione, direzione o governo - C.d.A. societario - rinuncia - gettone di presenza – natura del compenso
Fonte: art. 14, co. 1-bis, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 241/2017, § 2.2.2 - Cons. St., Adunanza della Commissione speciale pubblico impiego del 4.5.2005

Sì, anche le Camere di commercio sono tenute all’applicazione dell’art. 14 del d.lgs. n. 33/2013, in quanto rientranti nell’elenco delle pubbliche amministrazioni ai sensi dell’art. 1, co 2, del d.lgs. 165/2001

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi/cariche di amministrazione, direzione o governo – ambito soggettivo di applicazione - società a controllo pubblico
Fonte: art. 2-bis, co. 1 e 14, co. 1-bis, d.lgs. 33/2013 – art. 1, co. 2, d.lgs. 165/2001 - delibera ANAC n. 1310/2016 - delibera ANAC n. 241/2017 e relative allegato 1)

Sono titolari di poteri di indirizzo generale, con riferimento all’organizzazione e all’attività delle Camere di commercio, ai sensi della legge 29 dicembre 1993, n. 580 e s.m.i., il Presidente, il Consiglio e la Giunta.
Le Camere di commercio pubblicano i dati relativi al Commissario ad acta ogni qualvolta il decreto di scioglimento gli attribuisca i poteri del Presidente e/o della Giunta e del Consiglio in quanto, lo stesso pur preposto all’ordinaria amministrazione, opera con le funzioni e i compiti dei titolari degli organi di indirizzo, sostituendosi ad essi nel governo dell’ente. Diversamente, nel caso in cui il Commissario sia nominato per il compimento di singoli atti, non ricorrono questi presupposti e la norma dell’art. 14, co. 1-bis del d.lgs. 33/2013 non trova applicazione.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi/cariche di amministrazione, direzione o governo - ambito soggettivo di applicazione - camere di commercio - organo di indirizzo
Fonte: art. 14, co. 1-bis, d.lgs. 33/2013 - l. n. 580/1993 e s.m.i.

Sì, le Università sono tenute all’applicazione dell’art. 14 del d.lgs. n. 33/2013.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi/cariche di amministrazione, direzione o governo - ambito soggettivo di applicazione - Università
Fonte: art. 2-bis, co. 1 e 14, co. 1-bis, d.lgs. 33/2013 – art. 1, co. 2, d.lgs. 165/2001 - delibera ANAC n. 1310/2016 - delibera ANAC n. 241/2017 e relativo allegato 1)

Nell’Allegato 1) della delibera ANAC n. 241/2017 l’Autorità ha precisato che sono organi titolari di poteri di indirizzo generale delle Università il Rettore, il Consiglio di amministrazione e il Senato accademico, se dotato di poteri di indirizzo in base allo statuto.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi/cariche di amministrazione, direzione o governo - ambito soggettivo di applicazione - Università - organi di indirizzo
Fonte: art. 14, co. 1-bis, d.lgs. 33/2013 - allegato 1 alla delibera ANAC n. 241/2017

Con riguardo agli organi di garanzia o ai comitati regionali, qualora costituiti nella forma di un distinto ente pubblico regionale, trova applicazione il co. 1-bis dell’art. 14 del d.lgs. 33/2013 con riferimento agli organi di indirizzo, sempre che la carica non sia svolta a titolo gratuito. Qualora, invece, essi siano mantenuti quali soli organi regionali, funzionanti con il supporto di uffici regionali, la disposizione richiamata non trova applicazione.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi/cariche di amministrazione, direzione o governo - ambito soggettivo di applicazione - Regioni - Province Autonome - organi di garanzia - comitati regionali
Fonte: art. 14, co. 1-bis, d.lgs. 33/2013

Sì, gli ordini professionali, sia nazionali che territoriali, sono tenuti alla pubblicazione di tutti i dati di cui all’art. 14 relativamente ai titolari di incarichi o cariche di amministrazione, di direzione o di governo comunque denominati. L’obbligo non sussiste solo qualora tali incarichi o cariche siano svolti a titolo gratuito.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi/cariche di amministrazione, direzione o governo - ambito soggettivo di applicazione - ordini professionali - gratuità
Fonte: art. 14, co. 1-bis, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 241/2017 § 2.2.2.

Nel caso di liquidazione di enti pubblici ovvero di commissariamento, i soggetti incaricati della liquidazione o i commissari straordinari, qualora svolgano le funzioni dei titolari di incarichi o cariche di amministrazione, di direzione o di governo, sono tenuti al rispetto degli obblighi di trasparenza di cui all’art. 14, salvo i casi di gratuità degli incarichi.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - titolari di incarichi/cariche di amministrazione, direzione o governo - ambito soggettivo di applicazione - commissario liquidatore - commissario straordinario
Fonte: art. 14, co. 1-bis, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 241/2017 § 2.2.2

Sì, l’obbligo di pubblicazione del dato aggregato sugli emolumenti complessivi a carico della finanza pubblica è previsto dall’art. 14, co-1 ter, d.lgs. 33/2013.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di comunicazione - dato aggregato - emolumenti complessivi percepiti a carico della finanza pubblica - dirigenti
Fonte: art. 14, co. 1-ter, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 241/2017, § 2.3.

Tutti i dirigenti, ivi compresi i “dirigenti esterni” (in applicazione dell’art. 19, co. 6 del d.lgs. 165/2001) sono tenuti a comunicare all’amministrazione presso cui prestano servizio l’importo complessivo degli emolumenti percepiti. A tale obbligo corrisponde quello dell’amministrazione di pubblicare detto dato nella sezione “Amministrazione trasparente” del proprio sito istituzionale.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di comunicazione - obbligo di pubblicazione - emolumenti complessivi percepiti a carico della finanza pubblica - dirigenti esterni
Fonte: art. 14, co. 1-ter, d.lgs. 33/2013 - art. 19, co. 6, d.lgs. 165/2001 - delibera ANAC n. 241/2017, § 2.3.

Tali dati vanno inseriti nel sito istituzionale di un’amministrazione/ente, nella sezione “Amministrazione trasparente”, sottosezione di primo livello “Personale”, sottosezioni di secondo livello “Incarichi amministrativi di vertice” e “Dirigenti”. Essi devono essere aggiornati annualmente entro un termine ragionevole rispetto a quello della comunicazione dei dati – fissato al 30 novembre dal d.P.C.M. 23.3.2012 - e comunque non oltre il 30 marzo dell’anno successivo.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - emolumenti complessivi percepiti a carico della finanza pubblica - amministrazione trasparente - aggiornamento
Fonte: art. 14, co. 1-ter, d.lgs. 33/2013 - D.P.C.M. 23.3.2012

Gli emolumenti complessivi a carico della finanza pubblica sono gli emolumenti percepiti nell’ambito di rapporti di lavoro subordinato o autonomo e, quindi, gli stipendi e le altre voci di trattamento fondamentale, le indennità e le voci accessorie, nonché le eventuali remunerazioni per consulenze, incarichi aggiuntivi conferiti dalle amministrazioni pubbliche, anche diverse da quelle di appartenenza e anche dalle società partecipate direttamente o indirettamente dalle amministrazioni anche diverse da quelle di appartenenza.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di comunicazione e di pubblicazione - emolumenti complessivi percepiti a carico della finanza pubblica - definizione
Fonte: art. 14, co. 1-ter del d.lgs. 33/2013 - d.P.C.M del 23 marzo 2012 - circolari del Dipartimento della funzione pubblica, n. 8/2012 e n. 3/2014, circolare INPS n. 153 del 24 agosto 2015 - delibera ANAC n. 241/2017, § 3.

Sì, sono previste sanzioni per la mancata comunicazione dei dati sugli emolumenti complessivi percepiti a carico della finanza pubblica.
L’art. 47, co. 1-bis del d.lgs. 33/2013, così come modificato dall’art. 1, comma 163, legge n. 160/2019 (legge di bilancio), prevede che nei confronti del dirigente che non effettua la comunicazione ai sensi dell’art. 14, co. 1-ter si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 10.000 euro.

Parole chiave: trasparenza - emolumenti complessivi percepiti a carico della finanza pubblica – mancata comunicazione - conseguenze - sanzione pecuniaria
Fonte: art. 14, co. 1-ter, e 47, co. 1-bis, d.lgs. 33/2013 - art. 1, co. 163, legge n. 160/2019 (legge di bilancio)

Sì, sono previste sanzioni per la mancata pubblicazione dei dati sugli emolumenti complessivi percepiti a carico della finanza pubblica.
L’art. 47, co. 1-bis del d.lgs. 33/2013, così come modificato dall’art. 1, comma 163, legge n. 160/2019 (legge di bilancio) prevede nei confronti del responsabile della mancata pubblicazione dei dati di cui all’art. 14, co. 1-ter d.lgs. 33/2013 l’applicazione di una sanzione amministrativa consistente nella decurtazione dal 30 al 60 per cento dell’indennità di risultato, ovvero nella decurtazione dal 30 al 60 per cento dell’indennità accessoria percepita dal responsabile della trasparenza. Il relativo provvedimento è pubblicato nel sito internet dell’amministrazione o dell’organismo interessati.
Si rammenta che il responsabile della pubblicazione è il soggetto individuato come tale nel PTPC; in mancanza di tale indicazione, si considera responsabile della pubblicazione lo stesso RPCT.

Parole chiave: trasparenza - emolumenti complessivi percepiti a carico della finanza pubblica - mancata pubblicazione - conseguenze - sanzione – responsabile - decurtazione - indennità di risultato - indennità accessoria
Fonte: art. 14, co. 1-ter, e 47, co. 1-bis, d.lgs. 33/2013 - art. 1, co. 163, legge n. 160/2019 (legge di bilancio)

9. Obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi di collaborazione o consulenza (art. 15, d.lgs. 33/2013)

L’art. 15 del d.lgs. n. 33/2013 prevede che le amministrazioni pubblichino i dati relativi a tutti gli incarichi di collaborazione e di consulenza conferiti a soggetti esterni all’amministrazione a qualsiasi titolo.
Tenuto conto della eterogeneità di detti incarichi, è rimessa a ciascuna amministrazione l’individuazione delle fattispecie non riconducibili alle categorie degli incarichi di collaborazione e consulenza, dandone adeguata motivazione.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - incarichi di collaborazione e consulenza – eterogeneità – obbligo di motivazione
Fonte: art. 15, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC 1310/2016, § 5.1.

L’art. 15 del d.lgs. 33/2013 disciplina la pubblicazione dei dati relativi agli incarichi di collaborazione e di consulenza conferiti e affidati a soggetti esterni a qualsiasi titolo, sia oneroso che gratuito.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - incarichi di collaborazione e consulenza - onerosità - gratuità
Fonte: art. 15, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 1310/2016, § 5.1.

Per ciascun titolare di incarico di collaborazione e consulenza devono essere pubblicati i seguenti dati:
1. gli estremi dell’atto di conferimento dell’incarico;
2. il curriculum vitae;
3. i dati relativi allo svolgimento di incarichi o alla titolarità di cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dalla pubblica amministrazione o allo svolgimento di attività professionali;
4. i compensi comunque denominati relativi al rapporto di consulenza o collaborazione con specifica evidenza delle eventuali componenti variabili o legate alla valutazione di risultato;
5. l’attestazione dell’avvenuta verifica dell’insussistenza di situazioni, anche potenziali, di conflitto di interesse.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - incarichi di collaborazione e consulenza - dati
Fonte: art. 15 d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC 1310/2016, § 5.1. e allegato 1 alla delibera

I dati di cui all’art 15 d.lgs. 33/2013 devono essere pubblicati sul sito istituzionale all’interno della sezione “Amministrazione trasparente”, sotto-sezione di primo livello “Consulenti e collaboratori”.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - incarichi di collaborazione e consulenza – sezione “Amministrazione trasparente”
Fonte: art. 15, d.lgs. 33/2013 – delibera ANAC 1310/2016, § 5.1. e allegato 1 alla delibera

I dati sugli incarichi di consulenza o di collaborazione vanno pubblicati entro tre mesi dal conferimento dell’incarico e per i tre anni successivi alla cessazione dello stesso.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - incarichi di collaborazione e consulenza - tempi
Fonte: art. 15, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC 1310/2016, § 5.1. e allegato 1 alla delibera

I dati ex art. 15 d.lgs. 33/2013 vanno pubblicati secondo modalità di facile consultazione, in formato tabellare aperto e che ne consenta l'esportazione, il trattamento e il riutilizzo. Le tabelle, che riportano l’oggetto, durata e compenso dell'incarico, devono essere aggiornate tempestivamente.

Parole chiave: trasparenza - incarichi di collaborazione e consulenza - modalità di pubblicazione - tabelle - aggiornamento
Fonte: artt. 7 e 15, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC 1310/2016, § 5.1. e allegato 1 alla delibera

I dati sui compensi, comunque denominati, relativi al rapporto di consulenza o di collaborazione, non devono essere riportati all’interno dei curricula ma di essi deve essere data separata evidenza. Inoltre, i compensi sono da pubblicare al lordo di oneri sociali e fiscali a carico del dipendente o collaboratore e consulente, con specifica indicazione delle eventuali componenti variabili o legate alla valutazione del risultato.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - incarichi di collaborazione e consulenza – modalità – compensi – importo lordo
Fonte: art. 15, d.lgs. 33/2013 – delibera ANAC 1310/2016, § 5.1. e allegato 1 alla delibera

È preferibile pubblicare i curricula secondo il modello comune europeo, con un’attenta selezione dei dati in essi contenuti ai fini del rispetto della tutela della riservatezza. In ogni caso, possono essere pubblicati anche curricula redatti in forme alternative al modello europeo, purché contenenti i dati essenziali e, possibilmente, le stesse tipologie di informazioni previste nel modello europeo.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - incarichi di collaborazione e consulenza - curricula - modello europeo
Fonte: art. 15, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC 1310/2016, § 5.1. e allegato 1 alla delibera

Sulla nozione di “incarichi e cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati” si deve far riferimento al d.lgs. 8 aprile 2013, n. 39. La ratio sottesa alla previsione dell’art. 15, co. 1, lett. c) del d.lgs. 33/2013 è, tra l’altro, il controllo sociale sulla spesa nell’attribuzione di incarichi e sulla presenza di eventuali conflitti di interesse.
Le amministrazioni sono, quindi, tenute a pubblicare i dati relativi allo svolgimento delle cariche e degli incarichi in enti di diritto privato che sono regolati o finanziati non solo dalla stessa amministrazione che conferisce l’incarico, ma anche da ogni altra amministrazione pubblica.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - incarichi di collaborazione e consulenza – incarichi/cariche in enti di diritto privato
Fonte: art. 15, d.lgs. 33/2013 - art. 2, comma 2, lett. e) d.lgs. 39/2013 - delibera ANAC 1310/2016, § 5.1. e allegato 1 alla delibera

La pubblicazione degli estremi degli atti di conferimento di incarichi di collaborazione o di consulenza a soggetti esterni con l’indicazione dei soggetti percettori, della ragione dell'incarico e dell'ammontare erogato e la comunicazione al Dipartimento della funzione pubblica di tali dati sono condizione per l'acquisizione dell'efficacia dell'atto e per la liquidazione dei relativi compensi.
L’omessa pubblicazione dei predetti dati, determina, inoltre, ai sensi dell’art. 15, co. 3:
1. la responsabilità disciplinare del dirigente che ha disposto il pagamento del corrispettivo, accertata all’esito del relativo procedimento;
2. il pagamento di una sanzione pari alla somma liquidata, sempre a carico del dirigente che ha disposto l’erogazione del compenso, fatto salvo il risarcimento del danno ingiusto derivante dal mancato esercizio dell’attività obbligatoria. Ove ricorrano i presupposti previsti dall'art. 2058 c.c., può essere chiesto il risarcimento del danno anche in forma specifica (cfr. art. 30 d.lgs. 104/2010 – cpa).

Parole chiave: trasparenza - mancata pubblicazione - incarichi di collaborazione e consulenza - conseguenze - condizione legale d’efficacia - responsabilità - sanzione pecuniaria - risarcimento
Fonte: art. 15, commi 2-3, d.lgs. 33/2013 - art. 53, co. 14, d.lgs. 165/2001 - art. 2058 c.c. – art. 30 d.lgs. 104/2010

L'inadempimento degli obblighi di pubblicazione di cui all’art. 15 comporta le conseguenze di cui al comma 3 del medesimo articolo, per le quali si rimanda alla FAQ precedente.

Parole chiave: trasparenza - mancata pubblicazione - incarichi di collaborazione e consulenza - conseguenze - responsabilità dirigenziale - decurtazione - indennità di risultato - danno all’immagine - prova liberatoria
Fonte: art. 15 d.lgs. 33/2013 – delibera ANAC n. 670 del 17 luglio 2019

In caso di erogazione del corrispettivo ai collaboratori/consulenti e di mancata pubblicazione dei dati sui relativi incarichi, la sanzione prevista dall’art. 15, co. 3, del d.lgs. 33/2013 ha natura disciplinare, in quanto irrogata all’esito di procedimento disciplinare, come espressamente stabilito dal medesimo comma 3, di competenza dell’amministrazione. Al procedimento di irrogazione di tale sanzione non si applicano le previsioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689 recante «Modifiche al sistema penale» che riguarda le sole sanzioni amministrative.

Parole chiave: trasparenza - mancata pubblicazione - incarichi di collaborazione e consulenza – sanzione disciplinare
Fonte: art. 15, co. 3 d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 670/2019.

Gli incarichi conferiti o autorizzati da un’amministrazione ai propri dipendenti non devono essere pubblicati ai sensi dell’art. 15 del d.lgs. 33/2013 che concerne gli incarichi affidati a soggetti esterni all’amministrazione. Tali incarichi vanno pubblicati ai sensi dell’art. 18 del d.lgs. 33/2013 nella diversa sotto-sezione “Personale” - “Incarichi conferiti e autorizzati ai dipendenti”.

Parole chiave: trasparenza – obblighi di pubblicazione - incarichi di collaborazione e consulenza – incarichi conferiti e autorizzati ai dipendenti
Fonte: artt. 15 e 18 d.lgs. 33/2013 – delibera ANAC n. 1310/2016, § 5.1.

Sì, in quanto nei loro confronti si configura il conferimento di un incarico di collaborazione e/o di consulenza.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - incarichi di collaborazione e consulenza - collegio sindacale
Fonte: art. 15 d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 1310/2016, § 5.1.

Sì, in quanto il relativo incarico è riconducibile a quelli di cui all’art. 15 del d.lgs. n. 33/2013.

Parole chiave: trasparenza – obblighi di pubblicazione - incarichi di collaborazione e consulenza – collegio dei revisori dei conti
Fonte: art. 15 d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 1310/2016, § 5.1.

Il Comitato di Sorveglianza svolge funzioni prevalentemente di controllo su tutte le operazioni di liquidazione di un ente e i suoi componenti sono designati tra soggetti esterni a qualsiasi titolo. L’incarico all’interno del Comitato di Sorveglianza è quindi equiparabile a quello di Revisore dei Conti e come tale va ricompreso fra gli incarichi di collaborazione e consulenza di cui all’art. 15.

Parole chiave: trasparenza – obblighi di pubblicazione - incarichi di collaborazione e consulenza – comitato di sorveglianza – funzioni di controllo
Fonte: art. 15 d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 566/2019

Sì, gli incarichi conferiti ai commissari esterni membri di commissioni concorsuali sono riconducibili agli incarichi di collaborazione e consulenza di cui all’art. 15 del d.lgs. n. 33/2013.

Parole chiave: trasparenza – obblighi di pubblicazione - incarichi di collaborazione e consulenza – commissari esterni - commissioni concorsuali
Fonte: art. 15 d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 1310/2016, § 5.1.

Nel caso in cui siano attribuiti ad un professionista uno o più incarichi per la difesa e la rappresentanza dell’ente in relazione a singole controversie, l’amministrazione affida incarichi di patrocinio legale che possono essere inquadrati come incarichi di consulenza e, pertanto, è tenuta, ai sensi dell’art. 15, co. 1 e 2, del d.lgs. n. 33/2013, a pubblicare i relativi dati sul sito istituzionale nella sezione “Amministrazione trasparente”, sotto-sezione di primo livello “Consulenti e collaboratori”.
Tali incarichi costituiscono, infatti, contratti d’opera professionale, consistendo nella trattazione della singola controversia o questione, e sono qualificati, ai sensi dell’art. 17 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, come “contratti esclusi”.
Qualora, invece, l’amministrazione affidi all’esterno la complessiva gestione del servizio di assistenza legale, ivi inclusa la difesa giudiziale, ha luogo una procedura di appalto di servizi, con conseguente applicabilità dell’allegato IX del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.
In questo caso, in virtù di quanto previsto dall’art. 37 del d.lgs. n. 33/2013, dall’art. 1, co. 32, della l. n. 190/2012, nonché dal d.lgs. 50/2016, l’amministrazione appaltante deve pubblicare, relativamente a tali incarichi, le informazioni stabilite dalle norme richiamate nella sezione “Amministrazione trasparente”, sotto-sezione di primo livello “Bandi di gara e contratti”.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - consulenti e collaboratori - incarichi di patrocinio legale - liberi professionisti – amministrazione trasparente – contratto d’opera professionale
Fonte: artt. 15 e 37, d.lgs. 33/2013 – art. 4, d.lgs. 50/2016 – delibera ANAC n. 1310/2016, § 5.1. - Linee guida ANAC n. 12 del 2018 di cui alla delibera n. 907 del 24 ottobre 2018, § 3.1.6. - parere Adunanza della Commissione speciale del Consiglio di Stato del 9 aprile 2018 - sentenza CGE, Sez. V, 6 giugno 2019

È raccomandato che i liberi professionisti che ricevono incarichi di patrocinio legale da parte dell’amministrazione presentino una dichiarazione di insussistenza di cause ostative all’assunzione del primo incarico, da aggiornare ove siano intervenuti fatti e/o circostanze che comportino variazioni di situazioni/stati e, comunque, almeno una volta ogni anno, preferibilmente ogni sei mesi.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - patrocinio legale - liberi professionisti - dichiarazione di insussistenza conflitti di interesse - modalità di presentazione – aggiornamento periodico
Fonte: delibera ANAC n. 1014/2019.

La presentazione della dichiarazione di insussistenza di situazioni, anche solo potenziali, di conflitti di interessi è raccomandata anche con conferimento agli incarichi esterni “semplici” quali deposito atti e/o delegazioni alla presenza in udienza al momento dell’all’assunzione del primo incarico. La dichiarazione va aggiornata ove siano intervenuti fatti e/o circostanze che comportino variazioni di situazioni/stati e, comunque, almeno una volta ogni anno, preferibilmente ogni sei mesi.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - patrocinio legale - liberi professionisti incarichi semplici - dichiarazione di insussistenza conflitti di interesse - modalità di presentazione
Fonte: delibera ANAC n. 1014/2019

10. Obblighi di pubblicazione concernenti gli incarichi conferiti nelle società controllate e in amministrazione straordinaria (art. 15-bis d.lgs. 33/2013)

Le società a controllo pubblico, con esclusione delle società quotate e delle loro controllate, sono tenute a pubblicare ai sensi dell’art. 15-bis del d.lgs. 33/2013 gli incarichi di collaborazione, di consulenza o di natura professionale, ivi inclusi quelli arbitrali. Tali incarichi devono essere pubblicati entro trenta giorni dal conferimento e per i due anni successivi alla loro cessazione.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - collaborazione/consulenza - incarichi conferiti nelle società controllate - modalità - tempi di pubblicazione
Fonte: art. 15-bis, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 1134/2017, § 3.1.3. e allegato 1) alla delibera

L’art. 15-bis estende il regime previsto per le società controllate anche alle società in regime di amministrazione straordinaria.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione – collaborazione/consulenza - incarichi conferiti nelle società controllate - amministrazione straordinaria
Fonte: art. 15-bis, d.lgs. 33/2013

Per ciascun titolare di incarico ai sensi dell’art. 15-bis devono essere pubblicati i seguenti dati:
1. gli estremi dell'atto di conferimento dell'incarico, l'oggetto della prestazione, la ragione dell'incarico e la durata;
2. il curriculum vitae;
3. i compensi, comunque denominati, relativi al rapporto di consulenza o di collaborazione, nonché agli incarichi professionali, inclusi quelli arbitrali;
4. il tipo di procedura seguita per la selezione del contraente e il numero di partecipanti alla procedura.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - collaborazione/consulenza - incarichi conferiti nelle società controllate - dati
Fonte: art. 15-bis, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 1134/2017, § 3.1.3. e allegato 1) alla delibera

La mancata pubblicazione delle informazioni relativamente ad incarichi per i quali è previsto un compenso, esclude l’efficacia del pagamento stesso.
Inoltre in caso di omessa, o anche parziale pubblicazione, il soggetto responsabile della pubblicazione ed il soggetto che ha effettuato il pagamento sono soggetti ad una sanzione pari alla somma corrisposta.

Parole chiave: trasparenza - collaborazione/consulenza - incarichi conferiti nelle società controllate - mancata pubblicazione - conseguenze - condizione legale di efficacia
Fonte: art. 15-bis, d.lgs. 33/2013 - delibera ANAC n. 1134/2017, § 3.1.3

Gli incarichi di consulenza e collaborazione conferiti all’interno di società colpite da misure ablatorie ai sensi del codice antimafia non soggiacciono alla disciplina di cui all’art. 15-bis d.lgs. 33/2013. Ai provvedimenti di nomina degli amministratori si applica la sola normativa civilistica di cui agli artt. 2380-bis e ss. c.c.

Parole chiave: trasparenza - incarichi conferiti nelle società controllate - misure ablatorie - confisca - obblighi di pubblicazione - esclusione
Fonte: art. 15-bis, d.lgs. 33/2013 - d.lgs. 159/2011 (c.d. Codice Antimafia) - artt. 2380-bis e ss. c.c.

11. Obblighi di pubblicazione concernenti gli incarichi di amministratori e esperti nominati da organi giurisdizionali o amministrativi (art. 15-ter d.lgs. 33/2013)

I dati relativi agli amministratori nominati da organi giurisdizionali che vanno pubblicati sono:
1. l’incarico conferito;
2. l’autorità che lo ha conferito;
3. la data di attribuzione e di cessazione dell’incarico;
4. gli acconti e il compenso finale liquidati.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - collaborazione/consulenza - amministratori/esperti - organi giurisdizionali/amministrativi - dati
Fonte: art. 15-ter, d.lgs. 33/2013 - delibera n. 1310/2016 § 5.2. e allegato 1 alla delibera

I dati concernenti gli amministratori nominati da organi giurisdizionali o amministrativi sono pubblicati nell’Albo degli amministratori giudiziari, di cui all’art. 1 del d.lgs. 14/2010, inserito in un’area pubblica dedicata del sito istituzionale del Ministero della giustizia. I dati vengono pubblicati, a cura della cancelleria, entro quindici giorni dalla pronuncia del provvedimento.

Parole chiave: trasparenza - obblighi di pubblicazione - collaborazione/consulenza - amministratori/esperti - organi giurisdizionali/amministrativi - Albo nazionale - Ministero della giustizia
Fonte: art. 15-ter, co. 1, d.lgs. 33/2013 – d.lgs. n. 14/2010 – delibera n. 1310/2016 § 5.2. e allegato 1 alla delibera