Parere n. 1 del 20/09/2007

PREC225/07

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dal Comune di Poggibonsi recupero area ex scalo merci per la realizzazione di un parco urbano con aree di sosta, terminal bus e sistemazione a verde.


Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio Affari Giuridici


Considerato in fatto

In data 21/02/2007 il Comune di Poggibonsi ha bandito l’appalto indicato in oggetto, per un importo complessivo di 1.666.053,63 euro, con corrispettivo parte a corpo e parte a misura.

In data 30 maggio 2007 è pervenuta l’istanza di parere indicata in oggetto, con la quale il Comune di Poggibonsi ha richiesto l’avviso dell’Autorità, in quanto, nel corso della procedura di aggiudicazione, la Commissione di gara ha preso atto che n. 59 imprese concorrenti non hanno presentato la dichiarazione richiesta al punto o) del disciplinare di gara con la quale, ai sensi dell’articolo 90, comma 5 del d.P.R. 554/1999, il concorrente attesta di prendere atto che le indicazioni delle voci e delle quantità riportate nel documento “Lista delle lavorazioni e forniture previste per l’esecuzione dell’opera o dei lavori”, relativamente alla parte dei lavori e delle forniture convenute “a corpo”, non ha effetto sull’importo complessivo dell’offerta, essendo il prezzo convenuto fisso ed invariabile.

Il medesimo disciplinare di gara invitava i concorrenti a rendere la domanda di partecipazione e le dichiarazioni ivi richieste utilizzando gli schemi contenuti nei modelli forniti dalla stazione appaltante, da reperirsi sul sito informatico della stessa.

Inoltre, il disciplinare precisava che “la domanda di ammissione alla gara, le dichiarazioni e le documentazioni richieste nei precedenti punti da 1) a 20), potranno anche non essere del tutto conformi ai suddetti modelli predisposti dalla stazione appaltante (è ammessa la sola difformità di forma) ma dovranno, a pena di esclusione, contenere quanto previsto nei predetti punti (non è ammessa carenza o difformità di quanto ivi contenuto o dichiarato rispetto a quanto indicato nei modelli predisposti dalla stazione appaltante)”.

Tuttavia, detti schemi (comprensivi di quello per la formulazione dell’offerta) non riportavano la dichiarazione di cui al punto o) del disciplinare.

La Commissione di gara ha ritenuto di ammettere con riserva le imprese che avevano omesso detta dichiarazione, al fine di verificare se la stessa fosse presente nel plico contenente l’offerta economica.

A seguito dell’ulteriore verifica sopra indicata, risultava che n. 51 concorrenti non avevano presentato quanto richiesto.

In sede di istruttoria procedimentale l’impresa CO.GE.SUD s.r.l., che aveva contestato alla Stazione appaltante l’ammissione con riserva, ha rappresentato l’illegittimità di una eventuale esclusione in quanto ha utilizzato i modelli predisposti dall’Amministrazione e che ha dichiarato di accettare tutte le norme contenute nel bando e nel disciplinare di gara.


Ritenuto in diritto

Negli appalti il cui corrispettivo è calcolato a corpo ovvero parte a corpo e parte a misura, quale quello in esame, l’articolo 53, comma 4 del d. Lgs. n. 163/2006 dispone che, per le prestazioni a corpo, il prezzo convenuto non può essere modificato sulla base della verifica della quantità o della qualità della prestazione.

Sulla base di quanto sopra, l’articolo 90, comma 5 del d.P.R. 554/1999 specifica che la lista delle quantità relative alla parte dei lavori a corpo posta a base di gara ha effetto ai soli fini dell’aggiudicazione. L’offerta, a pena di inammissibilità, deve essere accompagnata da una dichiarazione di presa d’atto che l’indicazione delle voci e delle quantità non ha effetto sull’importo complessivo dell’offerta che, seppure determinato attraverso l’applicazione dei prezzi unitari offerti alle quantità delle varie lavorazioni, resta fisso ed invariabile.

Nel caso di specie, preso atto che la stazione appaltante ha redatto la lex specialis di gara in ossequio al citato dettato normativo, si deve rilevare che l’aver predisposto modelli di dichiarazioni non coerenti con la disciplina di gara, ed in particolare la precisazione secondo la quale, in caso di utilizzo di modelli difformi sotto il profilo formale da quelli indicati dall’Amministrazione, “non è ammessa carenza o difformità di quanto ivi contenuto o dichiarato rispetto a quanto indicato nei modelli predisposti dalla stazione appaltante”, ha generato nei concorrenti convincimenti non esatti e fuorvianti.

Come espresso dall’Autorità nella deliberazione n. 98/2006, nel caso in cui il comportamento dell’Amministrazione abbia indotto in errore taluni partecipanti alla gara, è onere della stessa chiedere integrazione documentale per ovviare all’errore scusabile ingenerato nei concorrenti dal modello di istanza ovvero di dichiarazione, nel rispetto del principio della tutela dell’affidamento.

Non può consentirsi, giusto quanto assunto dall’Autorità con deliberazione n. 166/2007, che l’errore dell’Amministrazione si risolva in un danno del concorrente, in quanto un corretto rapporto tra Amministrazione e privato deve essere rispettoso dei principi generali del buon andamento dell’azione amministrativa e di imparzialità, nonché di quello specifico enunciato nell’art. 1337 del cod. civ., secondo il quale nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto le parti devono comportarsi secondo buona fede.

In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che:

  • è conforme al principio della più ampia partecipazione delle imprese, l'ammissione alla gara delle imprese che hanno presentato le dichiarazioni richieste per la partecipazione alla gara di che trattasi, utilizzando il modello predisposto dalla stazione appaltante, anche se lo stesso presenta elementi di difformità rispetto a quanto prescritto dal disciplinare di gara;
  • la Stazione appaltante deve procedere alla richiesta di integrazione documentale.

IL Consigliere Relatore: Andrea Camanzi

Il Presidente: Luigi Giampaolino


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 21 settembre 2007