Parere n. 17 del 27/09/2007

REC345/07

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dal Comune di Capistrello –   ricostruzione di una tratta di marciapiedi alla via Sallustio del capoluogo.


Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio Affari Giuridici


Considerato in fatto

In data 9 luglio 2007 è pervenuta l’istanza di parere indicata in oggetto, con la quale il Comune di Capistrello ha richiesto l’avviso dell’Autorità in relazione alla procedura di aggiudicazione per l’affidamento dei lavori indicati in oggetto, della quale è risultata aggiudicataria l’impresa DIGI EDIL s.n.c.

Successivamente all’aggiudicazione provvisoria, effettuata con il criterio del prezzo più basso determinato mediante offerta a prezzi unitari, in sede di verifica dei conteggi, è stata accertata una discordanza tra la percentuale offerta ed il corrispondente prezzo. L’impresa, infatti, ha offerto un ribasso del 20,780% sul prezzo a base d’asta di € 47.031,54 al quale dovrebbe corrispondere un prezzo di 37.258,39 euro, mentre l’impresa ha indicato, quale importo offerto, 38.370,73 euro.

La S.A., ai sensi dell’articolo 90, comma 7, del d.P.R. 554/1999, ha pertanto stabilito di procedere – prima della stipula del contratto per un importo complessivo di 37.258,39 euro – alla correzione di tutti i prezzi unitari in modo costante, tenendo ferma la percentuale di ribasso offerta.

In sede di istruttoria procedimentale l’impresa controinteressata, seconda classificata in graduatoria, ha rappresentato che le operazioni aritmetiche effettuate dalla DIGI EDIL s.n.c. per addivenire al prezzo complessivo offerto non sono inficiate da errori e pertanto, a suo parere, non ricorre l’ipotesi di cui all’articolo 90, comma 7, del d.P.R. 554/1999.


Ritenuto in diritto

Ai sensi dell’articolo 90, comma 2 del d.P.R. 554/1999 il concorrente deve indicare nella lista prezzi, compilata secondo le istruzioni nello stesso comma specificate, il prezzo complessivo offerto “unitamente al conseguente ribasso percentuale rispetto al prezzo complessivo posto a base di gara. Il prezzo complessivo ed il ribasso sono indicati in cifre ed in lettere. In caso di discordanza prevale il ribasso percentuale indicato in lettere”.

Al successivo comma 7 la disposizione in argomento prevede che la verifica dei conteggi esposti nella lista prezzi dall’aggiudicatario è effettuata dopo l’aggiudicazione definitiva e prima della stipula del contratto, “tenendo per validi ed immutabili i prezzi unitari e correggendo, ove si riscontrino errori di calcolo, i prodotti o la somma di cui al comma 2. In caso di discordanza fra il prezzo complessivo risultante da tale verifica e quello dipendente dal ribasso percentuale offerto, tutti i prezzi unitari sono corretti in modo costante in base alla percentuale di discordanza. I prezzi unitari offerti, eventualmente corretti, costituiscono l’elenco dei prezzi unitari contrattuali.”

Dalla disciplina sopra delineata emerge, pertanto, che è consentita la correzione dei prezzi unitari, nel solo caso in cui venga rilevata una discordanza fra prezzo complessivo e ribasso percentuale, dando quindi prevalenza a quest’ultimo rispetto al prezzo offerto.

La procedura dettata dal Regolamento è evidentemente tesa a lasciare a carico dell’offerente il rischio di errori di calcolo nella compilazione della lista prezzi, ponendo sullo stesso l’onere di indicare, oltre al prezzo complessivo, anche il conseguente ribasso percentuale.

Al riguardo si evidenzia, infatti, che come chiarito da questa Autorità con deliberazione n. 114/2002, “deve procedersi alla rideterminazione dei prezzi unitari secondo la percentuale di discordanza rilevata fra prezzo complessivo offerto e corrispondente ribasso percentuale, anche quando detta rideterminazione dovesse comportare un aumento o una riduzione dei prezzi contrattuali e comunque anche quando detta rideterminazione sembri comportare uno stravolgimento della volontà dell’impresa aggiudicataria”.

Il conforme orientamento giurisprudenziale ha indicato quale dato decisivo di riferimento per la determinazione dei prezzi unitari negli appalti di lavori pubblici, il ribasso percentuale in base al quale si identifica l’offerta e si effettua la correzione delle eventuali discordanze tra i prezzi unitari, comunque indicati, e la detta percentuale, adeguandoli a quest’ultima.

Infatti, il comma 7 dell' art. 90 D.P.R. 554/99, nel prevedere la possibilità della stazione appaltante di correggere errori materiali delle offerte per prezzi unitari presentate ad una gara per l'affidamento di opere pubbliche, delinea in realtà un sistema volto a risolvere ogni incertezza che possa insorgere in un'offerta articolata, quale appunto quella per prezzi unitari, prevenendo contestazioni circa l'effettiva volontà della parte privata mediante la sostituzione della volontà equivoca con un contenuto legalmente predeterminato, nell'ottica della certezza, della trasparenza delle operazioni concorsuali e della connessa par condicio dei concorrenti, nonché della conservazione delle offerte contenti dati non congruenti tra loro; da tale disposizione - seppure riferita all'offerta dell'aggiudicataria, ma letta congiuntamente con quella di cui al comma 2 (prevalenza sull'importo in cifre dell'importo in lettere del ribasso percentuale rispetto al prezzo complessivo posto a base di gara) - è perciò desumibile il principio di valenza generale secondo cui “l'elemento dell'offerta che assume carattere vincolante per la stazione appaltante è il ribasso percentuale” (TAR Abruzzo - Pescara 14/3/2007 n. 325).

Il giudice amministrativo ha, peraltro, espressamente confermato l’avviso dell’Autorità riportato nella suindicata deliberazione 29 aprile 2002, n. 114, affermando al riguardo che la rideterminazione dei prezzi unitari, a seguito della verifica dei conteggi effettuata dopo l’aggiudicazione, va mantenuta ferma anche qualora, all’esito dell’operazione, non risulti rispettata la volontà emergente dall’originaria offerta formulata dall’aggiudicatario, essendo questa l’effetto tipico di ogni eterointegrazione normativa delle manifestazioni di volontà private (Consiglio di Stato, Sez. V - Sentenza 22/04/2004 n. 2321).

In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che la procedura seguita dalla Stazione appaltante è conforme alla normativa di settore.


Il Consigliere Relatore: Alessandro Botto

Il Presidente: Luigi Giampaolino


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 8 ottobre 2007