Parere n. 18 del 19/09/2007

PREC354/07

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla Soc. Coop. La Serena – servizio di gestione dei centri diurni educativi da svolgersi nei comuni dell’ambito TA/1 Ginosa- Laterza- Castellaneta - Palagianello.


Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio Affari Giuridici


Considerato in fatto

In data 9 luglio 2007 è pervenuta all’Autorità l’istanza di parere indicata in oggetto, con la quale la Soc. Cooperativa La Serena contesta la legittimità del provvedimento di aggiudicazione adottato dal Comune di Ginosa nei confronti del raggruppamento temporaneo formato dalla Soc. Coop. Sociale Solidarietà e Lavoro (mandataria) e dalla Soc. Coop. Sociale Adam (mandante). In particolare, l’istante lamenta che la società mandataria ha prodotto la dichiarazione relativa alla situazione del casellario giudiziale dei carichi pendenti dei componenti del Consiglio di amministrazione, facendo un generico riferimento agli stessi e omettendo di indicarne i nominativi. Inoltre, l’istante lamenta che la mandante del raggruppamento aggiudicatario ha omesso di assumere, così come era previsto nel bando di gara, l’impegno di assicurare la rioccupazione dei lavoratori che, per effetto del cambio di gestione, potrebbero perdere il posto di lavoro. Infine, la Soc. Cooperativa La Serena eccepisce che la Soc. Coop. Sociale Adam ha prodotto la fotocopia della comunicazione di iscrizione all’Albo Regionale datato 05/02/2001, nonché la fotocopia del certificato di iscrizione al Registro Prefettizio delle Cooperative datato 08/01/2001. Tali documenti sono considerati dall’istante non validi in quanto scaduti.

A riscontro della richiesta di informazioni effettuata dall’Autorità nell’istruttoria procedimentale, ha presentato osservazioni la Stazione appaltante, la quale ha replicato che la dichiarazione sui carichi pendenti prodotta dalla mandataria del raggruppamento aggiudicatario è stata ritenuta soddisfacente in quanto il bando di gara non richiedeva ulteriori formalità. In merito alla mancata produzione della dichiarazione di impegno di assicurare la rioccupazione da parte della mandante, il Comune di Ginosa evidenzia come, sia la mandataria, sia la mandante del raggruppamento aggiudicatario, avendo sottoscritto ogni pagina della documentazione di gara, abbiano assunto implicitamente il detto impegno. Infine, in merito all’iscrizione all’albo regionale e al registro prefettizio, l’amministrazione osserva come fosse possibile evincere l’iscrizione della mandante dai documenti validi dalla stessa prodotti.

Ha presentato, altresì, osservazioni la mandataria del raggruppamento aggiudicatario Soc. Coop. Sociale Solidarietà e Lavoro la quale ha replicato in ordine alla dichiarazione sui carichi pendenti che il bando non richiedeva l’indicazione dei nominativi dei componenti del Consiglio di Amministrazione che, in ogni caso, avrebbero potuto essere oggetto di integrazione documentale su richiesta della stazione appaltante. In ordine alla mancata dichiarazione da parte della mandante dell’impegno di rioccupare i lavoratori della previgente gestione, la Soc. Coop. Sociale Solidarietà e Lavoro ha ritenuto che fosse sufficiente la sua dichiarazione in quanto rappresentante un centro unico di imputazione di diritti. Infine, in relazione alle certificazioni prodotte ha osservato di aver spedito la determina di iscrizione all’albo regionale che è tutt’ora valida, nonché il certificato relativo all’iscrizione al registro prefettizio, l’unico producibile atteso che detto registro è stato sostituito dall’Albo Nazionale degli enti cooperativi.

All’audizione del 19 settembre nessuna delle parti coinvolte nell’istruttoria è intervenuta.


Ritenuto in diritto

Con riferimento alla prima censura mossa dall’istante in ordine alla mancata menzione nella dichiarazione della mandataria dei nomi dei componenti del consiglio di amministrazione, nei confronti dei quali il legale rappresentante aveva dichiarato nulla la situazione del casellario giudiziale dei carichi pendenti, si rileva che detta dichiarazione non ha la finalità di rendere noti i nominativi dei componenti del consiglio di amministrazione. Lo scopo della dichiarazione è quello di garantire la stazione appaltante, sotto la responsabilità del dichiarante, ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. 445/2000, che non vi siano carichi pendenti in capo ai componenti del Consiglio di amministrazione i cui nominativi non erano, peraltro, richiesti dal bando di gara.

In ordine al secondo rilievo posto dall’istante, relativamente all’omissione da parte della società mandante della dichiarazione di impegno, prevista dal punto 19 del bando di gara, di assicurare la rioccupazione dei lavoratori che, per effetto del cambio di gestione, potrebbero perdere il posto di lavoro, si rileva che secondo quanto previsto dal bando di gara, nel caso di raggruppamenti temporanei e consorzi, i certificati e le dichiarazioni devono essere rispettivamente posseduti e resi da ciascun associato. Sul punto non si può aderire alla tesi della stazione appaltante secondo cui l’avvenuta sottoscrizione di ogni pagina del capitolato può far ritenere accettate tutte le clausole contenute nella documentazione di gara. Il bando di gara richiedeva, infatti, la produzione di una dichiarazione sostitutiva ex D.P.R. n. 445/2000 contenente l‘impegno da parte sia della mandataria, sia della mandante a riassorbire i lavoratori della precedente gestione. Pertanto, la generica sottoscrizione della documentazione di gara non può considerarsi idonea a sostituire la previsione di un impegno specifico.

Infine, in ordine all’ultima censura, si rileva che la legge regionale 1 settembre 1993 n. 21 recante la disciplina delle cooperative sociali, all’art. 4, comma 9, dispone che le cooperative iscritte all’albo regionale devono annualmente dimostrare il possesso del requisiti. Conseguentemente ai fini di una corretta verifica della permanente iscrizione all’Albo e della sussistenza dei requisiti legittimanti l’iscrizione allo stesso, la stazione appaltante avrebbe dovuto richiedere certificazione più aggiornata.

Tutto quanto sopra evidenziato,


Il Consiglio


Ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che:

  1. la verifica dei requisiti dell’impresa aggiudicataria non risulta essere conforme a quanto previsto dalla normativa di settore, nonché a quanto contenuto nella lex specialis di gara.

Il Consigliere Relatore: Guido Moutier

Il Presidente: Luigi Giampaolino


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 15 ottobre 2007