Parere n. 34 del 27/09/2007

PREC369/07

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla Italtec Ingegneria s.r.l. – collaudo tecnico amministrativo relativo all’intervento di “Riqualifica attraversamento ed intersezione nei centri abitati di Lipomo, Tavernerio e Albere con Cassano sulla SS. 342/639.” S.A. Provincia di Como.


Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio Affari Giuridici


Considerato in fatto

In data 02/11/2006 la Provincia di Como pubblicava un avviso di selezione per conferimento incarichi di servizi attinenti all’architettura ed all’ingegneria, fra i quali l’affidamento del collaudo tecnico amministrativo indicato in oggetto.

In data 05/01/2007 la S.A. invitava l’Italtec Ingegneria s.r.l. a presentare offerta per l’incarico di collaudo tecnico amministrativo relativo all’intervento di “Riqualifica attraversamento ed intersezione nei centri abitati di Lipomo, Tavernerio e Albere con Cassano sulla SS. 342/639.”

La lettera di invito specificava che il corrispettivo previsto, sul quale applicarsi il ribasso percentuale, era pari a euro 8.474,00 comprensivo di oneri e cassa.

L’importo complessivo posto a base dell’affidamento era stato determinato dalla S.A. come di seguito riportato:

a) onorario per certificato di collaudo: euro 3.095,62

b) onorario per revisione tecnico contabile: euro 2.229,47

c) spese e compensi accessori: euro 1.597,53

d) contributo previdenziale: euro 138,45

e) IVA: euro 1.412,21

In data 17 luglio 2007 è pervenuta l’istanza di parere indicata in oggetto, con la quale l’Italtec Ingegneria s.r.l., in qualità di capogruppo del costituendo RTP con ing. Francesco Pisani, ing. Nicola Dinnella e ing. Peppino Marasco, contesta l’esclusione dalla gara in esame operata dalla Stazione appaltante in sede di verifica dell’anomalia dell’offerta.

In seguito all’espletamento della selezione effettuata per l’individuazione del professionista cui affidare l’incarico di collaudo in esame, la migliore offerta risultava essere quella presentata dal RTP istante, con un ribasso pari al 40,99 per cento, corrispondente ad euro 5.000,50.

Ai sensi dell’articolo 86, comma 3, del d.Lgs. n. 163/2006, la S.A. procedeva a chiedere al raggruppamento de qua di giustificare il ribasso offerto attraverso una analisi di dettaglio dell’offerta.

Dalle giustificazioni presentate dall’Italtec Ingegneria s.r.l. risultava che il ribasso percentuale riferito all’importo complessivo a base dell’affidamento, era così composto:

  • onorario pari a euro 3.085,62
  • onorario per revisione tecnico contabile, spese accessorie, contributo previdenziale e tasse pari a euro 1956,82
  • l’offerta non prevedeva la quota dell’Imposta sul Valore Aggiunto

Sulla base di quanto sopra, il responsabile del procedimento comunicava al raggruppamento istante che il giustificativo prodotto non provava la congruità dell’offerta e pertanto procedeva all’esclusione del raggruppamento, sulla scorta delle seguenti considerazioni:

  • l’entità dell’Imposta sul Valore Aggiunto è, nel caso specifico, un elemento imprescindibile dell’importo lordo di affidamento;
  • detto costo deve essere inserito all’interno dell’importo finale dell’offerta, con la conseguenza della riduzione della percentuale di corrispettivo destinato al rimborso spese ed agli atti di contabilità;
  • il calcolo delle spese relative ai viaggi non consente margini per varianti esecutive dovute a imprevisti, in conseguenza dei quali potrebbe nascere l’esigenza di effettuare un numero maggiore di visite o di prove.

A parere del raggruppamento istante, la S.A. ha disposto l’esclusione sulla base di considerazioni inerenti scelte aziendali in merito alle quali non è possibile esprimere alcun sindacato. Ritiene, inoltre, che la mancata imputazione dell’Imposta sul Valore Aggiunto nell’offerta non può essere assunta quale parametro per la valutazione dell’anomalia, dovendosi semmai rimodulare l’offerta, inserendo detto importo.

Per quanto attiene alla contestazione concernente l’impossibilità dell’offerta, a parere della S.A., di coprire eventuali maggiori costi accessori, l’istante fa presente che gli eventuali imprevisti sono compresi nel rischio di impresa e non possono essere valutati ai fini della verifica dell’anomalia dell’offerta.

In sede di istruttoria procedimentale la S.A., nel ribadire la correttezza del proprio operato, ha evidenziato che rimodulare l’offerta tenendo conto dell’Imposta sul Valore Aggiunto, avrebbe comportato una indebita modifica dell’offerta originaria.

La S.A. ritiene, infine, che la stessa debba essere garantita in ordine all’ottenimento di una prestazione seria e sostenibile, condizione non realizzabile nel caso in esame laddove una sola richiesta aggiuntiva di verifica o sopralluogo non trova copertura economica nell’offerta presentata.

In data 27 settembre 2007 si è tenuta una audizione alla quale le Parti interessate hanno ritenuto di non partecipare.


Ritenuto in diritto

Per la soluzione della questione sottoposta all’attenzione dell’Autorità, si deve preliminarmente far presente che tutti gli importi indicati nella normativa di settore sono da considerasi al netto dell’IVA.

Ne consegue che le stazioni appaltanti, nella predisposizione degli avvisi e delle lettere di invito, devono indicare gli importi a base dei relativi affidamenti od appalti al netto e non al lordo degli oneri tributari. Ciò per non ingenerare nel concorrente comportamenti erronei nella formulazione dell’offerta.

Nel caso in esame, invece, la lettera di invito per l’affidamento in esame individua l’entità del corrispettivo presunto, comprensivo di oneri e cassa.

La S.A. ha ritenuto, in considerazione della formulazione del corrispettivo presunto, che il ribasso percentuale e il relativo importo offerto dall’istante, riferito all’importo complessivo del servizio posto a base dell’affidamento, indicato al lordo dell’IVA, non tiene conto di una componente imprescindibile della parcella quale risulta essere l’IVA sulle spese e che, pertanto, l’importo complessivo offerto non tiene conto della percentuale che deve essere vincolata all’IVA.

Relativamente alla valutazione delle giustificazioni fornite dall'impresa che ha presentato un'offerta ritenuta anomala, deve farsi una preliminare osservazione, relativa al fatto che suddetta valutazione deve ritenersi circoscritta alla verifica della plausibilità delle giustificazioni, con riferimento agli elementi costitutivi dell'offerta, oltrechè dell’oggetto dell’appalto, per valutare se, globalmente considerata, l'offerta stessa sia seria e attendibile e se i prezzi offerti trovino rispondenza nella realtà, sia di mercato che aziendale.

Da tale verifica è esclusa l’imposta sul valore aggiunto, di importo fisso e predeterminato, il cui importo, di norma, si aggiunge al prezzo offerto dal concorrente.

Diverso appare invece il caso nel quale l’operatore economico adduce, quale elemento giustificativo dell’offerta, la possibilità di ricorrere, per la sua particolare natura giuridica, a determinati sgravi fiscali, dei quali la S.A. deve tener conto in sede di verifica della sostenibilità dell’offerta presentata.

Pertanto, in linea generale, si può affermare che nel caso in cui un’offerta non consideri l’importo dell’IVA, lo stesso deve essere automaticamente calcolato dalla S.A.

Tuttavia, nel caso in esame, occorre tener conto della specifica formulazione dell’importo presunto dell’affidamento, al lordo, come sopra riportato, dell’IVA.

In tale evenienza, una rimodulazione ad opera dell’Amministrazione dell’offerta presentata dal concorrente, comporterebbe una modificazione della percentuale di ribasso dell’offerta originaria, di per sé immodificabile.

Deve pertanto rilevarsi che la lettera di invito, nell’indicazione del corrispettivo previsto per l’attività di collaudo, è stata predisposta in violazione di quanto sopra riportato sull’obbligo di indicare gli importi a base dei relativi affidamenti od appalti al netto degli oneri tributari, invalidando la procedura di affidamento dell’incarico.

Per quanto attiene l’ulteriore motivo dedotto a supporto dell’anomalia dell’offerta, consistente nella circostanza che il calcolo delle spese relative ai viaggi non consente margini per eventuali imprevisti, in conseguenza dei quali potrebbe nascere l’esigenza di effettuare un numero maggiore di visite o di prove, si precisa che il giudizio di giustificabilità dell’offerta non può essere ancorato alla ricorrenza di elementi futuri e/o ipotetici, anche se probabili. Nell’effettuare le proprie valutazioni, l’Amministrazione deve tener conto solo della situazione esistente al momento della presentazione dell’offerta.

In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che la lettera di invito per l’affidamento dell’incarico in esame non è conforme alla disciplina di settore.


Il Consigliere Relatore: Alessandro Botto

Il Presidente: Luigi Giampaolino


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 23 ottobre 2007