Parere n. 67 del 17/10/2007

PREC192/07

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dal Comune di Villaputzu – realizzazione di un fabbricato servizi nel Porto turistico di Porto Corallo.


Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio Affari Giuridici


Considerato in fatto

In data 11.05.2007 è pervenuta l’istanza di parere indicata in oggetto, con la quale il Comune di Villaputzu ha rappresentato la controversia insorta con il Gruppo Europeo di Interesse Economico (GEIE) KOBO C.E.S.I.E. EEIG (London) – costituito fra  il Consorzio ACRON di Cagliari, la Matchstone Limited di Londra e la Novicestart Limited di Leeds- risultato provvisoriamente aggiudicatario dell’appalto indicato in oggetto, relativamente alla verifica del possesso dei requisiti di cui all’articolo 38 del d. Lgs. n. 163/2006.

In sede di gara, il suddetto GEIE ha dichiarato di essere in possesso dei requisiti di carattere tecnico economico e di quelli di carattere generale per la partecipazione alla gara d’appalto sulla base della normativa del proprio Paese di appartenenza, ai sensi dell’articolo 3, comma 7 del d. P.R. 34/2000 ed ha altresì presentato copie del Registro Imprese per l’Inghilterra e il Galles e del certificato di iscrizione alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Cagliari.

Ha inoltre dichiarato di qualificarsi con i requisiti posseduti dal componente Consorzio ACRON, consorzio ordinario con attività esterna, costituito ai sensi dell’articolo 2612 cod. civ., il cui consorziato – Edilimpresa di Sanna Salvatorangelo e Figli s.n.c. – da solo è in grado di soddisfare i requisiti di qualificazione indicati nel bando di gara.

In sede di verifica dei requisiti di cui all’articolo 38 del d. Lgs. n. 163/2006, la S.A. chiedeva al GEIE di indicare, ai sensi dell’articolo 95, comma 2 del d.P.R. 554/1999, l’impresa capogruppo e le altre imprese partecipanti con le relative quote di partecipazione, nonché l’atto costituivo del Consorzio ACRON, per poter procedere alla verifica, in capo a tutte le imprese consorziate, del possesso dei requisiti di carattere generale.

Nel corso dell’istruttoria procedimentale, il legale rappresentante del GEIE ha precisato che lo stesso, in quanto stabilito in altro Stato aderente all’Unione Europea, trova la propria disciplina esclusivamente nel regolamento CEE n. 2137/85. In base alle direttive ed alla giurisprudenza comunitaria, prosegue il controinteressato, nel caso in cui il GEIE, in quanto soggetto giuridico autonomo, non soddisfi ex se i criteri di selezione previsti nel bando, la S.A. deve tener conto non solo delle capacità del GEIE stesso, ma anche di quelle dei suoi membri.

Il controinteressato ha inoltre rappresentato di non aver voluto partecipare in associazione temporanea con alcuna impresa e che allo stesso non si può applicare l’articolo 95, comma 2 del d.P.R. 554/1999, in materia di qualificazione delle associazioni temporanee di imprese, in quanto detta disciplina può trovare applicazione solamente nei confronti dei Gruppi Europei di Interesse Economico aventi sede nel territorio dello Stato Italiano, assoggettati al decreto legislativo 23 luglio 1991 n. 240.


Ritenuto in diritto

Per la soluzione della questione sottoposta all’attenzione dell’Autorità, occorre preliminarmente esaminare la normativa applicabile al concorrente KOBO C.E.S.I.E. EEIG, costituito in forma di Gruppo Europeo di Interesse Economico, stabilito in Stato diverso dall’Italia, ai fini della partecipazione all’appalto di che trattasi.

L’articolo 47 del d. Lgs. n. 163/2006 dispone che per le imprese stabilite negli altri Stati aderenti all’Unione Europea, la qualificazione di cui al medesimo decreto non è condizione obbligatoria per la partecipazione alla gara. Dette imprese si qualificano alla singola gara producendo documentazione conforme alle normative vigenti nei rispettivi Paesi, idonea a dimostrare il possesso di tutti i requisiti prescritti per la qualificazione e la partecipazione delle imprese italiane alle gare.

Nel caso in esame, il GEIE KOBO C.E.S.I.E., stabilito nel Regno Unito, è stato costituito ai sensi del Regolamento CEE n. 2137/85 e della EEIG Regulations 1989.

In applicazione del principio della reciprocità di cui al citato articolo 47, poiché nel Regno Unito non sono previste, nei confronti dei GEIE, specifiche disposizioni di qualificazione per la partecipazione agli appalti pubblici, si deve ritenere sussistere la legittimazione di KOBO C.E.S.I.E. a partecipare all’appalto in questione, senza che lo stesso debba dimostrare il possesso dei requisiti di partecipazione richiesti dalla normativa italiana al GEIE costituito sul territorio nazionale.

Pertanto, non essendo il GEIE in esame disciplinato dal d. Lgs. n. 241/1991 recante “Norme per l’applicazione del regolamento n. 85/2137/CEE”, bensì dal Regolamento comunitario, non possono trovare applicazione le norme del Codice degli appalti in materia di GEIE (artt. 34 e 37).

Si deve tuttavia far presente che l’Amministrazione appaltante deve essere comunque garantita in ordine al possesso, in capo al soggetto esecutore dell’appalto, delle competenze e capacità richieste per una conduzione e realizzazione a regola d’arte dei lavori.

Al riguardo, suppliscono i chiarimenti dettati dalla Comunicazione della Commissione europea 20 settembre 1997 recante “Partecipazione dei GEIE agli appalti pubblici”, laddove, nel chiarire che la finalità propria del GEIE è quella di agevolare o sviluppare l’attività economica dei suoi membri, che si esplica mediante una funzione ausiliaria nei confronti dei componenti per presentare un fronte unito nella negoziazione dei contratti, ha rappresentato che “all’atto della selezione degli offerenti, l’amministrazione aggiudicatrice deve applicare i criteri di selezione tenendo conto non solo delle capacità del GEIE stesso, ma anche di quelle dei suoi membri.” Ciò implica, prosegue la Comunicazione, che se non tutti i membri di un GEIE soddisfano i criteri di selezione, i membri incaricati in pratica dell’esecuzione dell’appalto devono rispondere alle condizioni prescritte dall’amministrazione aggiudicatrice in quanto l’istituto del GEIE non può essere utilizzato per aggirare tali condizioni.

Atteso quanto sopra riportato, l’accertamento del possesso dei requisiti necessari per l’eventuale aggiudicazione dell’appalto di che trattasi, deve essere effettuato in capo al soggetto esecutore dell’appalto indicato dal GEIE, nella specie il Consorzio ACRON, costituito a sua volta – come risulta dall’atto costitutivo dell’1.7.1996- in veste di consorzio ordinario con attività esterna (ex art. 2612 cod. civ.), stabilito in Italia. (art. 1)

Per quanto attiene ai concorrenti costituiti ai sensi dell’articolo 34, comma 1, lettera e), del d. Lgs. n. 163/2006 – consorzi ordinari-, il punto 16, lettera i) del bando di gara dispone che gli stessi devono possedere i requisiti prescritti per la partecipazione alla gara, nella misura di cui all’articolo 95, comma 2 ovvero comma 3 del d.P.R. 554/1999, a seconda se si tratti di associazione di tipo orizzontale ovvero di tipo verticale.

Ciò in quanto la normativa nazionale accomuna i consorzi ordinari di concorrenti alle associazioni temporanee di imprese.

Pertanto è sulla base della disciplina delle riunioni di concorrenti che occorre valutare i requisiti posseduti dal Consorzio di che trattasi.

Con nota del 29 dicembre 2006, il concorrente KOBO C.E.S.I.E. EEIG, nel rispondere alla richiesta di integrazione documentale formulata dalla S.A. (prot. 11500 del 29.11.2006) concernente la richiesta di esplicitare le parti del contratto che saranno eseguite da ciascun associato, con la relativa ripartizione fra mandataria e mandanti, ha dichiarato di qualificarsi con i requisiti del membro Consorzio ACRON, ed in particolare grazie ai requisiti della consorziata Edilimpresa di Sanna Salvatorangelo e Figli s.n.c. e con successiva nota del 1° febbraio 2007 ha dichiarato di non voler partecipare in associazione temporanea con alcuna impresa.

Non sono state pertanto rispettate le disposizioni in materia di associazioni temporanee di imprese, per quanto attiene all’indicazione della mandataria e delle mandanti e delle rispettive delle quote di partecipazione, nonché per quanto attiene al possesso dei requisiti di ordine tecnico economico e dei requisiti di ordine generale del consorzio.

Relativamente alla capacità tecnica, il consorzio ordinario deve dimostrare che tutti i suoi consorziati, pro quota, sono in possesso delle condizioni minime di carattere economico e tecnico richieste dal bando di gara, giusto quanto disposto dall’articolo 95 del d.P.R. 554/1999.

Relativamente ai requisiti di carattere generale, come chiarito dall’Autorità con deliberazione n. 15/2007, in caso di partecipazione alle procedure di gara per l’esecuzione di lavori pubblici di imprese tra loro associate/consorziate, le cause di esclusione dalle gare di appalto e dalla stipulazione dei relativi contratti rilevano per tutte le imprese facenti parte dell’associazione/ consorzio, in quanto la collaborazione tra le imprese, tipica di detti fenomeni, non può implicare una deroga alla regola della necessaria affidabilità morale, professionale e tecnica di tutti i soggetti contraenti a qualsiasi titolo con l’amministrazione.

La vigente normativa italiana di settore non consente che un consorzio ordinario di concorrenti possa partecipare ad un appalto attraverso una sola delle sue consorziate.

In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che il Gruppo europeo di interesse economico di che trattasi non ha dimostrato, in capo al soggetto esecutore dell’appalto, il possesso dei requisiti prescritti per la partecipazione alla gara d’appalto.


Il Consigliere Relatore: Andrea Camanzi

Il Presidente: Luigi Giampaolino


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data: 31/10/2007