Parere n.126 del 28/11/2007

PREC507/07

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n), del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla ACER di Roma – lavori di riqualificazione infrastrutture complementari alla Stazione Termini di Roma. S.A. Grandi Stazioni.


Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio Affari Giuridici

Considerato in fatto


In data 23 ottobre 2007 è pervenuta l’istanza di parere indicata in oggetto, con la quale la Associazione Costruttori Edili di Roma (ACER), ha rappresentato la controversia insorta con Grandi Stazioni s.p.a. in merito alla non remuneratività del corrispettivo posto a base dell’appalto indicato in oggetto, ritenuto dall’Associazione istante un elemento atto a determinare un restringimento della platea dei potenziali concorrenti.

L’Associazione ha evidenziato che per l’esecuzione dell’appalto è previsto l’impiego di una grande quantità di ferro, per il quale il computo metrico prevede un prezzo (€/Kg. 1,14) non adeguato ai valori di mercato, così come si rileva dal Prezziario 2007 del Provveditorato Regionale per le OO.PP. Lazio Abruzzo, che riporta un prezzo al Kg. di € 2,88.

Nel corso dell’istruttoria documentale, la S.A.(Stazione Appaltante), ha preliminarmente eccepito l’irricevibilità dell’istanza avanzata dall’Associazione di categoria, in quanto soggetto non legittimato a presentare istanza di parere: nel caso in esame, a parere della S.A., non si evidenzia una tutela della totalità degli iscritti, elemento legittimante l’azione di intervento dell’associazione di categoria, ma solo di una parte di essi. Infatti, fino alla scadenza per la presentazione delle offerte, non è dato sapere se il mercato, ed in particolare le imprese iscritte all’ACER, riterrà condivisibile quanto segnalato dall’Associazione.

La Stazione appaltante ha altresì eccepito la procedibilità dell’istituto della soluzione delle controversie, dal momento che la controversia non investe il momento procedurale della gara, ma la fase di individuazione dell’importo a base di gara.

Nel merito della questione, Grandi Stazioni s.p.a. ha evidenziato che nei settori speciali la determinazione dei prezzi è lasciata all’autonomia dell’ente committente, nel rispetto dei criteri di logicità e ragionevolezza. Per l’appalto in esame, è stato utilizzato il prezziario in uso presso il Gruppo Ferrovie dello Stato e, per precedenti gare, espletate nel 2006, lo stesso prezzo è stato quotato con ribassi compresi fra 0,97 €/Kg. e 1,63 €/Kg.

In data 28 novembre 2007 si è tenuta una audizione alla quale le Parti hanno ribadito quanto rappresentato in atti.


Ritenuto in diritto

In relazione alle eccezioni pregiudiziali sollevate dalla Stazione appaltante, si fa presente che l’Autorità, in quanto organo vigilante del mercato degli appalti, riconosce alle associazioni di categoria la legittimazione a proporre istanze di parere per la soluzione delle controversie su questioni che investono il settore vigilato, tenuto conto che l’Autorità, con tutti gli strumenti ad essa attribuiti, ivi compreso l’istituto ex articolo 6, comma 7, lettera n), del d. Lgs. n. 163/2006, è tenuta a perseguire l’interesse pubblico alla tutela oggettiva della concorrenza, vigilando sulle possibili limitazioni ed ostacoli alla partecipazione alle gare di appalto.

Quanto sopra riguarda anche la problematica della corretta individuazione dell’importo a base di gara, elemento che incide in modo determinante su tutta la successiva fase di affidamento dell’appalto.

L’Autorità, nel caso in esame, è chiamata a pronunciarsi in merito alla questione relativa alla corretta stima dell’intervento, ai fini dell’individuazione del giusto corrispettivo posto a base di appalto.

Ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del d. Lgs. n. 163/2006, applicabile anche all’appalto in esame, espletato da impresa pubblica che agisce nei settori speciali, l’affidamento e l’esecuzione di opere e lavori pubblici deve garantire la qualità delle prestazioni e svolgersi nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, tempestività e correttezza.

Sussiste una stretta correlazione fra la qualità delle prestazioni, da intendersi come equilibrio del sinallagma contrattuale tra le parti, e l’importo stimato a base d’asta, che, se non remunerativo, comporta l’alterazione dell’equilibrio economico delle prestazioni stesse.

La sottostima della quotazione di una voce di prezzo incidente in modo significativo nel quadro economico dell’intervento, determina un ostacolo nei confronti degli operatori economici.

In sede di audizione, la S.A. ha rappresentato che il prezziario in uso presso il Gruppo Ferrovie dello Stato viene aggiornato in relazione a singole voci di prezzo, senza alcuna cadenza temporale predefinita per quanto riguarda la revisione del prezziario stesso.

Per quanto riguarda il prezzo del ferro, si deve rilevare che, nel corso dell’anno 2004, lo stesso ha avuto un aumento così incidente e abnorme, da indurre il legislatore ad effettuare un intervento regolatore, introducendo un  meccanismo di compensazione.

Detta contingenza doveva essere valutata dalla stazione appaltante, essendo tenuta al rispetto dei basilari principi di efficienza, efficacia e correttezza, che si concretizzano in una verifica sostanziale della congruità dei prezzi, in relazione alle condizioni di mercato.

Sussiste, infatti, in capo alla stazione appaltante la contestuale esigenza di individuare un appaltatore che abbia presentato un’offerta seria e remunerativa, al fine di evitare riserve in corso d’opera.

Né rileva quanto osservato da Grandi Stazioni s.p.a. in ordine al range di ribassi presentati in precedenti appalti sulla medesima quotazione del ferro: infatti, il livello dei ribassi proposti non può da solo provare la correttezza sostanziale delle scelte tecnico economiche, tenuto conto della primaria esigenza dell'Impresa a conquistare lavoro, per motivi di sopravvivenza economica e di qualificazione.

In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che l’individuazione di voci di prezzo non aderenti a quelli di mercato determina un ostacolo alla concorrenza.


Il Consigliere Relatore: Andrea Camanzi  

Il Presidente: Luigi Giampaolino


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 19/12/2007