Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori , servizi e forniture

Parere n.143 del 13 dicembre 2007


Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 dall’ ANCE Enna:


1) lavori di recupero del villaggio capannicolo di età preistorica con interventi di fruizione e conservazione dei beni archeologici nei pressi della Rocca di Cerere in Enna. S.A. Comune di Enna

2) lavori di riutilizzo acque reflue destinate all’agricoltura. S.A. Comune di Corleone (Pa)


PREC551/07


Il Consiglio


Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla ANCE di Enna – lavori di completamento relativi alla ristrutturazione ed ampliamento della casa di riposo S.Lucia. S.A. Comune di Enna.


Vista la relazione dell’Ufficio Affari Giuridici


Considerato in fatto


In data 13, 15 e 16 novembre 2007 sono pervenute le istanze di parere indicate in oggetto, che per identità oggettiva del contendere vengono riunite, con le quali l’ANCE di Enna ha rappresentato la controversia insorta, rispettivamente, con il Comune di Enna e con il Comune di Corleone, in quanto, a seguito dell’analisi dei prezzi riportati nei computi metrici estimativi relativi agli appalti indicati in oggetto, è emerso che gli stessi sono desunti in base al Prezziario regionale delle opere pubbliche, anno 2002.

L’Associazione istante ha evidenziato che al momento della pubblicazione dei bandi di gara in esame, era già in vigore il nuovo Prezziario regionale per l’anno 2007.

A parere dell’Associazione istante, la previsione normativa nazionale di cui all’articolo 133 del d. Lgs. n. 163/2006, nonché quella regionale di cui all’articolo 18-ter, della legge 109/1994 nel testo coordinato con la legge regionale n. 7/2002 e s.m.i., impongono alle S.A. l’aggiornamento dei prezziari, al fine di garantire l’interesse pubblico alla realizzazione dell’opera pubblica secondo regole di mercato, nel rispetto della più ampia partecipazione degli operatori economici.

In sede di istruttoria procedimentale, il Comune di Enna ha preliminarmente fatto presente che i due appalti in esame sono stati esperiti a seguito di precedenti esperimenti di gara, di risultato negativo, per la presenza di offerte recanti lo stesso ribasso.

Trattandosi di lavori soggetti a finanziamenti di imminente scadenza, prosegue la S.A., è stato ritenuto prevalente l’interesse pubblico ad appaltare i lavori, alle cui gare hanno partecipato, rispettivamente, n. 63 imprese, per l’intervento sul villaggio capannicolo, e n. 107 imprese, per l’intervento di ristrutturazione della Casa di Riposo S. Lucia.

Il Comune di Enna ha tenuti validi i pareri di congruità dei prezzi, espressi, ai sensi dall’articolo 18-ter, della legge 109/1994 nel testo coordinato con la legge regionale n. 7/2002 e s.m.i., dai rispettivi responsabili del procedimento in fase dei primi esperimenti di gara.

Inoltre, un eventuale aggiornamento dei prezzi avrebbe comportato una riduzione delle opere previste nel progetto originario, con conseguente mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Il Comune di Corleone, nel rappresentare che alla gara hanno partecipato n. 34 imprese, ha evidenziato di aver verificato, ai sensi del citato articolo 18-ter della legge 109/1994, l’assenza di significative variazioni economiche sui prezzi a base d’asta.

Infatti, prosegue l’Amministrazione, le variazioni economiche conseguenti all’applicazione del prezziario regionale dell’anno 2007 non possono considerarsi significative, in quanto la maggiorazione dei costi ammonta complessivamente al 7,28% sul prezzo a base d’asta. Detta percentuale di incremento non può considerarsi significativa, tenuto conto che i ribassi medi espressi dalle imprese rientrano in tale gamma di oscillazione.


Ritenuto in diritto


Con precedenti espressioni di parere, l’Autorità ha affrontato la questione della congruità dei prezziari utilizzati dalle stazioni appaltanti, evidenziando che il loro utilizzo non può prescindere, per il rispetto dei basilari principi di efficienza, efficacia e correttezza, da una verifica sostanziale della loro congruità in relazione alle condizioni di mercato.

Quanto sopra assume una particolare rilevanza sotto il profilo del principio della tutela della concorrenza, alla luce della recente pronuncia della Corte Costituzionale n. 401/2007.

Come evidenziato dalla Suprema Corte, le specifiche finalità perseguite dal citato principio, tese ad assicurare che le procedure di gara si svolgano nel rispetto delle regole concorrenziali poste a presidio della libera partecipazione degli operatori economici, in assenza di ostacoli e barriere, devono costituire il fulcro dell’attività contrattuale delle stazioni appaltanti, siano esse di ambito nazionale ovvero di ambito regionale.

Per quanto di interesse in questa sede, la sottostima delle quotazioni delle voci di prezzo, determina un ostacolo nei confronti degli operatori economici, tale da frenare la libera concorrenza fra gli stessi.

Nella fattispecie in esame, la normativa regionale di riferimento disciplina la materia in modo puntuale.

L’articolo 18-bis della legge 109/1994 nel testo coordinato con la legge regionale n. 7/2002 e s.m.i., dispone che le stazioni appaltanti si attengono al prezziario unico regionale per i lavori pubblici, aggiornato ogni dodici mesi.

Il successivo articolo 18-ter, comma 2, dispone , inoltre, che le stazioni appaltanti, nel caso sia stato pubblicato un nuovo prezziario regionale, prima dell’indizione della gara, devono aggiornare i prezzi dei progetti, salvo che sia espresso parere negativo del responsabile del procedimento, motivato dall’assenza di significative variazioni economiche.

Il tenore letterale della citata norma induce a ritenere, fermo restando l’obbligo inderogabile di applicare il prezziario regionale vigente al momento dell’applicazione del progetto, che la possibilità di non aggiornare i prezzi costituisce per la stazione appaltante una facoltà residuale, che necessita di puntuale e non generica motivazione, basata sull’assenza di significative variazioni economiche.

Al riguardo, ai fini della significatività delle variazioni economiche fra prezziari di annualità diverse, nel caso in esame listino 2002 e listino 2007, non può essere preso come parametro di riferimento la media dei ribassi intorno alla quale si attestano le offerte negli appalti di lavori pubblici espletati nel territorio.

Infatti, i ribassi mirano al raggiungimento della miglior offerta possibile, che deve successivamente essere ritenuta congrua dall’amministrazione, mentre il prezzo a base d’asta deve riferirsi ai valori di mercato effettivi, quali risultano dal prezziario vigente, in applicazione degli articoli 34 e 43 del d.P.R. 554/1999, che dispongono che il computo metrico definitivo dell’opera deve essere redatto utilizzando prezziari o listini ufficiali correnti nell’area interessata.

Come rilevato dalla giustizia amministrativa, l’articolo 34 del d.P.R. 554/1999, nell’impedire che le amministrazioni scendano al di sotto dei prezzi base dedotti dai listini correnti, intende evitare che le stazioni appaltanti inneschino, nelle gare di appalto, una spirale al ribasso (cfr. TAR Liguria n. 887/2005).


In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio


ritiene, nei limiti di cui in motivazione, non conforme alla normativa di settore porre a gara progetti i cui prezzi non sono stati aggiornati al prezziario vigente nell’area interessata


IL CONSIGLIERE RELATORE

Piero Calandra 


IL PRESIDENTE

Luigi Giampaolino


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 4 dicembre 2007