Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori , servizi e forniture

Parere n.107 del 15 novembre 2007


PREC334/07


Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla Provincia di Taranto – affidamento degli incarichi di “Responsabile servizio prevenzione e protezione” e di “Addetti al servizio prevenzione e protezione” ai sensi del D.Lgs. 626/1994 e s.m.i. S.A. Provincia di Taranto.


Il Consiglio


Vista la relazione dell’Ufficio Affari Giuridici


Considerato in fatto


In data 2 luglio 2007 è pervenuta a questa Autorità istanza di parere con cui la Provincia di Taranto ha richiesto di pronunciarsi in ordine alla legittimità dell’operato della commissione di gara nell’ambito dell’affidamento del servizio descritto in oggetto, da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

L’istante rappresenta che la commissione di gara all’esito della procedura, ha aggiudicato provvisoriamente il servizio allo Studio ESSEGI. Successivamente, a seguito di diffida a riesaminare la modalità di attribuzione del punteggio, presentata da una concorrente, la IGEAM S.r.l., la commissione di gara, riavviati i lavori, ha riscontrato di aver commesso un errore nella valutazione dell’offerta della IGEAM S.r.l.. Dalla nuova verifica, infatti, è emerso che la IGEAM S.r.l. aveva presentato un documento, non considerato dalla commissione, dal quale risulta che il numero di incarichi svolti dalla società in qualità di responsabile del servizio di prevenzione e protezione negli anni 1997/2006 è pari a 123 e non a 50, com’era risultato dal primo esame. Pertanto, la commissione di gara ha revocato l’aggiudicazione provvisoria allo Studio ESSEGI, aggiudicando provvisoriamente il servizio alla IGEAM S.r.l. La stazione appaltante ha posto in luce come, in linea con quanto statuito dal giudice amministrativo (C. di Stato, sez. IV, 5 ottobre 2005, n. 5360), la commissione di gara abbia piena facoltà di riesaminare, nell’esercizio del potere di autotutela, il procedimento di gara

A riscontro dell’istruttoria procedimentale hanno presentato osservazioni lo Studio ESSEGI e l’IGEAM S.r.l..

Lo Studio ESSEGI ha evidenziato che la commissione di gara ha commesso un errore di valutazione anche nei confronti della sua offerta, in quanto non ha attribuito alcun punteggio alla certificazione di qualità (iscrizione nel registro CEPAS quale responsabile del safety audit) presentata. Sul punto lo Studio ESSEGI contesta la spiegazione addotta dalla stazione appaltante a giustificazione di tale valutazione, per cui sarebbe stato dato un grado di preferenza da 0 a 10 solo alle certificazioni di qualità possedute dai concorrenti che si riferiscono ai servizi in tema di sicurezza del lavoro, in quanto sarebbe in contrasto con il bando, che prevede 5 punti genericamente per la certificazione di qualità.

La IGEAM S.r.l. ha evidenziato l’infondatezza delle censure sollevate dallo Studio ESSEGI, riproponendo le argomentazioni presentate alla stazione appaltante nelle quali veniva contestato l’errata attribuzione del punteggio.


Ritenuto in diritto


Sulla possibilità per la commissione di gara di riaprire i lavori ed operare una ulteriore verifica non vi sono dubbi, essendo tale ipotesi riconosciuta, come evidenziato in narrativa, dall’orientamento costante della giurisprudenza amministrativa.

La questione che risulta essere pendente è rappresentata dalla mancata valutazione del certificato di qualità presentato dallo Studio ESSEGI.

L’avviso di gara prevede che viene assegnato un punteggio massimo fino a punti 5, in presenza di certificazione di qualità. Sul punto non può non rilevarsi, anche se non è oggetto dell’istanza che, come già precisato da questa Autorità (deliberazione n. 247/2007), l’attribuzione di punteggio in ragione del possesso della certificazione ISO, non tiene in conto che quest’ultima, riguardando la capacità dell’operatore di eseguire il servizio oggetto dell’appalto, può essere richiesta esclusivamente ai fini della selezione dei concorrenti, e non successivamente come criterio per valutare l’offerta. Pertanto il bando in questione risulta non essere conforme alla normativa di settore, essendo stati confusi i requisiti di partecipazione con il criterio di attribuzione.

Venendo al merito dell’istanza, la valutazione operata dalla commissione di gara relativamente all’offerta ed in particolare alla certificazione di qualità presentata dallo Studio ESSEGI, non risulta essere conforme al bando di gara, dal momento che esso, come esposto in narrativa,  non specificava il tipo di certificazione di qualità da produrre. Pertanto la commissione di gara avrebbe dovuto considerare la certificazione prodotta dallo Studio ESSEGI, attribuendo alla stessa un punteggio da uno a cinque.


Tutto quanto sopra evidenziato,


Il Consiglio


Ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che:


- la valutazione compiuta dalla commissione di gara in ordine alla certificazione di qualità presentata dallo Studio ESSEGI non è conforme a quanto disposto dalla lex specialis di gara.

IL CONSIGLIERE RELATORE

Andrea Camanzi


IL PRESIDENTE

Luigi Giampaolino


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 19 dicembre 2007