Parere n. 39 del 02/04/2009

PREC 207/08/S

Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie, ex art. 6, comma 7, lettera n) del Decreto Legislativo n. 163/06, presentata dalla società MediaGraphic S.r.l. – “Servizio di pubblicazione di avvisi legali su testate di quotidiani nazionali e locali”. Importo: 2.400.000,00. S.A.: Autostrade per l’Italia S.p.A.


Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio del precontenzioso


Considerato in fatto

In data 3 marzo 2008 è pervenuta presso questa Autorità l’istanza di parere della società MediaGraphic S.r.l., che lamenta la mancata conferma dell’aggiudicazione definitiva nei propri confronti disposta da Autostrade per l’Italia S.p.A. L’istante rappresenta che il punto III.2.3) del bando di gara relativo alla capacità tecnica prevede il possesso dei requisiti previsti dall’art. 42, comma 1, del D.Lgs. n. 163/2006 ed in particolare che il requisito debba “avere un importo complessivo pari almeno al 50% dell’importo a base di gara ed inoltre essere provato con l’esecuzione di un servizio (della stessa tipologia) di importo non inferiore al 30% dell’importo a base di gara, ovvero in alternativa, di due servizi (della stessa tipologia) di importo non inferiore al 40% dell’importo a base di gara, ovvero in alternativa, di tre servizi (della stessa tipologia) di importo non inferiore al 50% dell’importo a base di gara”. Con nota del 21 gennaio 2008 la stazione appaltante, secondo quanto descritto, ha richiesto di dimostrare il possesso dei requisiti dichiarati in sede di offerta, e di fornire i certificati dei servizi prestati a destinatari privati o pubblici. MediaGraphic S.r.l. ha fornito, in sede di offerta, l’elenco dei principali servizi prestati negli ultimi tre anni e successivamente, a richiesta, ha provato alcuni di tali servizi (d’importo corrispondente a quello richiesto nel bando di gara e cioè pari al 50% dell’importo a base di gara) fornendo, in originale, i certificati rilasciati e vistati dalle amministrazioni. La società è stata, però, esclusa in quanto secondo la stazione appaltante non era stata in grado di dimostrare il requisito di cui al punto 3.1.2) del Disciplinare di gara relativamente a uno ovvero due ovvero tre servizi della stessa tipologia del servizio oggetto della gara.

In riscontro all’istruttoria condotta da questa Autorità, ha presentato osservazioni la stazione appaltante, la quale ha evidenziato come l’orientamento giurisprudenziale prevalente ritenga che l’amministrazione gode di ampia discrezionalità in ordine alla determinazione dei requisiti di gara. Infatti, in accordo a numerose pronunce, il principio di massima partecipazione delle imprese non riveste una posizione di assoluta preminenza, bensì di equiordinazione con la facoltà della stazione appaltante di fissare discrezionalmente i requisiti di ammissione alla gara, essendo coessenziale il potere – dovere di apprestare gli strumenti e le misure più adeguati, congrui, efficienti  ed efficaci ai fini del corretto ed effettivo perseguimento dell’interesse pubblico concreto, oggetto dell’appalto da affidare. Il sindacato giurisdizionale su tali scelte è esercitabile solo nei ristretti limiti della manifesta irragionevolezza, irrazionalità, arbitrarietà e contraddittorietà delle scelte operate dalla stazione appaltante. Nel caso di specie la stazione appaltante osserva che l’importo a base di gara è pari a euro 2.400.000,00 per una durata di anni due. Alla luce di detti elementi, la scelta della percentuale del 30%, 40% e 50% dell’importo a base di gara, quale prova del requisito di capacità tecnica, non sconta alcun vizio di manifesta irrazionalità. Autostrade per l’Italia osserva come la previsione di tale requisito ha trovato ispirazione da quanto previsto dall’art. 18, comma 5, lett. c), del D.P.R. n. 34/2000, in accordo al quale l’idoneità tecnica è dimostrata “dall’esecuzione di un singolo lavoro, in ogni singola categoria oggetto della richiesta, di importo non inferiore al 40% dell'importo della qualificazione richiesta, ovvero, in alternativa, di due lavori, nella stessa singola categoria, di importo complessivo non inferiore al 55% dell'importo della qualificazione richiesta, ovvero, in alternativa, di tre lavori, nella stessa singola categoria, di importo complessivo, non inferiore al 65% dell'importo della qualificazione richiesta; gli importi sono determinati secondo quanto previsto dall'articolo 22”.


Ritenuto in diritto

E’ stato più volte da questa Autorità evidenziato, alla stregua della giurisprudenza amministrativa, che la stazione appaltante può fissare discrezionalmente i requisiti di partecipazione, anche superiori rispetto a quelli previsti dalla legge, purché essi non siano manifestamente irragionevoli, irrazionali, sproporzionati, illogici, nonché lesivi della concorrenza (cfr. per tutti Parere dell’Autorità 19 giugno 2008 n. 188).

La ragionevolezza dei requisiti non deve essere valutata in astratto, ma in correlazione al valore dell’appalto ed alle specifiche peculiarità dell’oggetto della gara.

Il caso in esame riguarda l’affidamento del servizio di pubblicazione di avvisi legali su testate di quotidiani nazionali e locali il cui importo a base d’asta è pari a euro 2.400.000,00 con una durata di anni due. La fissazione di un requisito di capacità tecnica così come descritto in fatto e che prevede in capo all’impresa la dimostrazione di aver eseguito la percentuale non inferiore al 30%, 40% e 50% dell’importo a base d’asta per uno, due o tre di servizi della stesa tipologia, non risulta essere requisito sproporzionato, o irragionevole.

Peraltro, come correttamente osservato dalla stazione appaltante, il requisito di cui si discute, è previsto dall’art. 18 del D.P.R. n. 34/2000, che lo ha previsto quale requisito di ordine speciale nei lavori, per dimostrare nel settore dei lavori pubblici la capacità di natura tecnica.

In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che l’arch. Andrea Nobili, capogruppo del raggruppamento temporaneo con l’arch. Federica Di Pietrantonio, Simona Innocenzi e Maria Concetta Tripodi, rientra tra gli operatori economici definiti dall’art. 34 del D.Lgs. n. 163/2006.


I Consiglieri Relatori: Alessandro Botto, Giuseppe Brienza

Il Presidente: Luigi Giampaolino


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data  24/03/2009