Parere n. 132 del 19/11/2009

Protocollo PREC 289/08/F

Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dall’impresa DE.CO. Engineering s.r.l. – Fornitura ed installazione di impianto di compostaggio a biocontainer mobili, comprensivo di attrezzature a corredo – Importo a base d’asta: € 1.241.700,00 – S.A.: Ecologia e Ambiente S.p.A.


Il Consiglio

Vista la relazione dell'Ufficio del Precontenzioso


Considerato in fatto

In data 9 maggio 2008 è pervenuta a questa Autorità l’istanza di parere indicata in epigrafe, con la quale l’impresa DE.CO. Engineering s.r.l. ha contestato i requisiti tecnici ed economici richiesti dalla stazione appaltante Ecologia e Ambiente S.p.A. per la partecipazione alla procedura di gara di cui trattasi, avente ad oggetto la “Fornitura ed installazione di impianto di compostaggio a biocontainer mobili, comprensivo di attrezzature a corredo”.

Nello specifico la società istante ha sostenuto che, poiché la gara ha ad oggetto non la semplice fornitura di un impianto di compostaggio e relativi accessori, ma la progettazione, la costruzione, la fornitura ed il montaggio dell’impianto suddetto, la stazione appaltante avrebbe dovuto richiedere ai concorrenti, ai fini della partecipazione, la qualificazione SOA per la categoria OS 14.

Invece, lamenta la DE.CO. Engineering s.r.l., il punto 12 del bando di gara, “Requisiti per la partecipazione”, prevede che i partecipanti sono tenuti a produrre, tra l’altro, documentazione relativa a sperimentazione delle tecnologie da essi proposte, redatta da Istituto terzo di ricerca, attestante, con allegati i certificati analitici rilasciati da Istituto universitario, che la tecnologia proposta è in grado di raggiungere determinati indici di respirazione statico e dinamico, mentre la certificazione normalmente richiesta è ottenibile per mezzo delle analisi di un qualsiasi valido laboratorio autorizzato e certificato. Inoltre, sempre tra i requisiti di partecipazione, si richiede che l’officina autorizzata alle manutenzioni in loco abbia a disposizione un automezzo immatricolato “furgone attrezzato ad officina mobile”, pur essendo molto rari, a detta dell’istante, gli autocarri immatricolati con questa dicitura.

La Ecologia e Ambiente S.p.A. ha ritenuto di non partecipare al contraddittorio, avviato con la richiesta di informazioni avanzata da questa Autorità nell’istruttoria procedimentale.


Ritenuto in diritto

Dall’esame della documentazione di gara, ed in ossequio al principio, a cui si è già uniformata l’Autorità in questioni analoghe (cfr.: parere n. 221/2008; deliberazione n. 65/2007), secondo il quale al fine di individuare e definire l’oggetto dell’appalto occorre fare riferimento agli effettivi contenuti sostanziali degli atti di gara, si ritiene che la fattispecie in esame sia da configurarsi quale appalto pubblico di fornitura.

Infatti, l’art. 1 del Capitolato Speciale d’Appalto, rubricato “Oggetto dell’appalto” descrive l’appalto in esame come “la fornitura chiavi in mano di impianto di compostaggio a biocontainer mobili comprensivo di attrezzature a corredo, per il compostaggio di scarti organici provenienti dalla raccolta differenziata alla fonte nei territori dei Comuni costituenti l’ATO PA 5, ed associatisi nella Ecologia e Ambiente S.p.A.” e prevede che “la fornitura e l’installazione dovranno avvenire in Contrada Cassanisa, territorio del Comune di Castelbuono (PA)”.

Inoltre, nel successivo articolo 2 del Capitolato Speciale, che disciplina le “Prestazioni accessorie” viene, altresì, precisato, che nella fornitura chiavi in mano s’intendono compresi anche: - l’interfaccia con le opere edili; - l’assistenza durante il periodo di garanzia finalizzata al mantenimento delle attrezzature nel rispetto di modi e tempi indicati in sede di offerta; - la formazione del personale addetto all’utilizzo delle forniture appaltate per il tempo necessario a rendere idoneo detto personale alla corretta gestione della fornitura; - l’assistenza tecnica post-collaudo.

Ne consegue, pertanto, che la stazione appaltante non poteva richiedere, per l’affidamento dell’appalto in questione, l’attestazione SOA per la categoria OS 14, costituendo, la stessa, condizione necessaria e sufficiente per la dimostrazione dell’esistenza dei requisiti di capacità tecnica e finanziaria, esclusivamente ai fini dell’affidamento di lavori pubblici.

In ordine alle ulteriori censure mosse dall’istante al bando di gara in esame, si rileva che questa Autorità non dispone di elementi tali da consentirle di valutare la fondatezza delle stesse. Pertanto, in linea generale, ci si limita a rilevare che, quanto ai requisiti di partecipazione, costituisce principio consolidato in giurisprudenza quello secondo cui sono da considerare legittimi i requisiti richiesti dalle stazioni appaltanti che, pur essendo ulteriori e più restrittivi di quelli previsti dalla legge, rispettino, comunque, il limite della logicità e della ragionevolezza e, cioè, della loro pertinenza e congruità a fronte dello scopo perseguito e che, quindi, non vadano ingiustificatamente a limitare la platea dei possibili concorrenti (Cons. Stato, sez. VI, n. 3655/2008; Cons. Stato, sez. V, n. 7139/2005).

In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che:

  • la fattispecie in esame è da configurarsi quale appalto pubblico di fornitura;
  • le stazioni appaltanti possono individuare requisiti di partecipazione alle procedure di affidamento più restrittivi di quelli previsti dalla legge nel rispetto del principio della concorrenza.


I Consiglieri Relatori: Alessandro Botto, Giuseppe Brienza

Il Presidente: Luigi Giampaolino

Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 17 dicembre 2009