Parere n. 153  del 17/12/2009

Protocollo PREC 374/08/L

 Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie  ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dalla  CO.FA.M. s.r.l. – Lavori di realizzazione intervento di edilizia residenziale  sovvenzionata ai sensi dell’art. 16 della legge n. 179/1992 in località  Bullicara – Importo a base d’asta € 683.604,37 – S.A.: Comune di Monterotondo


 Il Consiglio

Vista la relazione  dell’Ufficio del Precontenzioso


 Considerato in fatto

In data 9 luglio 2008 è pervenuta all’Autorità  l’istanza di parere indicata in epigrafe, con la quale l’impresa CO.FA.M.  s.r.l. ha contestato la clausola del bando di gara in oggetto, che all’art. 23,  lettera C-1 richiede l’attestazione di qualificazione - rilasciata da una SOA  abilitata - nella categoria OG1, classifica III, asserendo che la stessa si  pone in contrasto con l’art. 95, comma 1 del D.P.R. n. 554/1999, secondo il  quale “l’impresa singola può partecipare  alla gara qualora sia in possesso dei requisiti economico finanziari e tecnico  organizzativi relativi alla categoria prevalente per l’importo totale dei  lavori ovvero sia in possesso dei requisiti relativi alla categoria prevalente  e alle categorie scorporabili per i singoli importi. I requisiti relativi alle  lavorazioni scorporabili non posseduti dall’impresa devono da questa essere  posseduti con riferimento alla categoria prevalente”.

La società istante è in possesso  dell’attestazione SOA per le categorie OG1 e OG11, entrambe in classifica II (fino  a € 516.457,00) e ritiene, pertanto, che la predetta classifica sia sufficiente  per i lavori della categoria prevalente (edifici civili e industriali) di importo  pari a € 484.435,86 e sostiene, altresì, di poter soddisfare la categoria OS3  (impianti idrico – sanitario, cucine, lavanderie) di importo pari a €  35.819,67, la categoria OS28 (impianti termici e di condizionamento) di importo  pari a € 99.184,29 e la categoria OS30 (impianti interni elettrici, telefonici,  radiotelefonici e televisivi) di importo pari a € 64.164,55, indicate dal bando  come subappaltabili, con la categoria OG11 in virtù del principio di assorbenza  affermato sia dal Consiglio di Stato (sez. V, sentenze del 26.5.2003, n. 2857 e  del 30.10.2003, n. 6765) sia da questa Autorità (determinazione del 7.5.2002,  n. 8).

A riscontro della richiesta di informazioni  avanzata dall’Autorità nell’istruttoria procedimentale, il Comune di  Monterotondo, con nota del 23.12.2008, ha comunicato che in sede di gara la  Commissione ha escluso l’impresa istante CO.FA.M. s.r.l. “in quanto la stessa ha una classifica di iscrizione alla Cat. OG1  insufficiente rispetto a quanto richiesto nel bando di gara” ed ha fatto, altresì,  presente di aver successivamente provveduto all’aggiudicazione definitiva a  favore della S.I.P.E. s.r.l.


     Ritenuto in diritto

Ai fini della soluzione della questione  sottoposta a questa Autorità è opportuno rilevare, preliminarmente, che la corretta  individuazione delle categorie generali o speciali di cui si compone l’appalto  rientra nelle specifiche competenze ed attribuzioni del progettista.  Successivamente, la stazione appaltante riporta nel bando di gara le categorie  di lavori e le relative classifiche individuate dal progettista, alle quali si  deve fare esclusivamente riferimento ai fini della partecipazione all’appalto  ed alla relativa qualificazione (si vedano i pareri dell’Autorità n. 197/2008 e  n. 74/2008).

Premesso quanto sopra, appare corretto l’operato del Comune di  Monterotondo nell’aver individuato quale categoria di qualificazione per la  partecipazione alla gara in questione la categoria OG1, classifica III, così come indicata nel bando di gara, in  applicazione delle norme che disciplinano la materia, ed in particolare degli  artt. 73, 74, comma 1 e 2, e 95, comma 1, del D.P.R. n. 554/99, nonché  dell’art. 30 del D.P.R. n. 34/2000.

Infatti, l’art. 73, commi 2 e 3, del D.P.R. n.  554/99, dispone che nel bando di gara deve essere indicata la categoria  prevalente, nonché tutte le parti, appartenenti alle categorie generali o  specializzate di cui si compone l’opera, con i relativi importi e categorie,  nel caso in cui dette parti siano di importo superiore al 10% dell’importo  complessivo dell’appalto o di importo superiore a 150.000,00 euro. La stessa  Autorità nella determinazione n. 25/2001 (si veda, a tal proposito, anche il  parere n. 184/2008) ha ribadito tale principio evidenziando, inoltre, che il  bando di gara deve indicare non soltanto l’importo complessivo dell’intervento  nonché la categoria prevalente ed il suo specifico importo, ma anche tutti gli  eventuali sottoinsiemi costituenti l’intervento medesimo diversi da quelli  appartenenti alla categoria prevalente (cioè le categorie scorporabili),  specificando, per ogni sottoinsieme, categoria ed importo, soltanto, però, se  tali sottoinsiemi di lavorazioni costituiscano un lavoro autonomo e siano di  importo superiore al 10% dell’importo complessivo dell’appalto oppure di  importo superiore a 150.000 euro.

Nel caso di specie l’art. 6 del bando “Lavorazioni di cui si compone l’intervento” precisa che la categoria prevalente è la OG1 (edifici civili e industriali) per  un importo di € 484.435,86 pari al 70,86% dell’intervento, mentre la categoria  OS3 (impianti idrico – sanitario, cucine, lavanderie) per un importo di €  35.819,67 è pari al 5,24% dell’intervento, la categoria OS28 (impianti termici  e di condizionamento) per un importo di € 99.184,29 è pari al 14,51%  dell’intervento ed infine la categoria OS30 (impianti interni elettrici,  telefonici, radiotelefonici e televisivi) per un importo di € 64.164,55 è pari  al 9,39% dell’intervento.

E’ evidente, pertanto, atteso quanto sopra  richiamato in termini generali, che essendo gli importi dei due sottoinsiemi di  lavorazioni tecnicamente riferiti alle categorie OS3 e OS30 inferiori al 10%  dell’importo complessivo dell’appalto e inferiori a 150.000,00 euro, tali  sottoinsiemi vanno imputati alla categoria prevalente OG1, il cui importo,  pertanto è di € 484.435,86 + € 35.819,67 + € 64.164,55 = € 584.420,08, ossia  superiore a quello della classifica II (fino a € 516.457,00). Ne deriva che la classifica  III (fino a € 1.032.913,00) della categoria OG1, richiesta dal bando di gara,  non risulta ultronea con conseguente legittimità dell’esclusione dalla gara del  concorrente in possesso di una classifica inferiore (la II).


 In base a quanto sopra considerato


 Il  Consiglio

ritiene,  nei limiti di cui in motivazione, che la contestata clausola del bando che richiede  la categoria OG1, classifica III è conforme alla normativa di settore.


 Firmato:

I Consiglieri Relatori: Alessandro Botto, Giuseppe Brienza

Il Presidente: Luigi Giampaolino

Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 13 gennaio 2010