Parere n.5 del 21/1/2015

PREC  224/14/S-L

Oggetto: istanza di parere per la  soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto  legislativo 12 aprile 2006, n. 163 presentata dalla Impresa Costruzioni  Catalano Francesco – Progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di  restauro della Biblioteca Centrale della Regione Siciliana – Importo a base di  gara euro 1.627.730,90 – S.A.: Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali  di Palermo.
Offerta economica mancato  inserimento del cronoprogramma delle lavorazioni.
Il  cronoprogramma è elemento astrattamente necessario da corredare all’offerta  nelle sole ipotesi di appalto volto anche alla progettazione esecutiva.
Art. 40, d.lgs. 163/2006; Art. 53, comma 2, lett. b) e c) d.lgs.  163/2006.
Nel  caso di appalto integrato la sussistenza dei requisiti di carattere generale  deve essere dichiarata da tutti i soggetti che partecipano alla gara, ivi incluso  il progettista quale soggetto incaricato delle attività di progettazione.
Mancata dichiarazione in  ordine alla regolarità ex art. 1-bis, legge n. 383/2001 “emersione  progressiva”.

Il  Consiglio

Considerato  in fatto

In data 25 giugno 2014 è pervenuta istanza di parere da  parte dell’Impresa Costruzioni Catalano Francesco (quale capogruppo dell’ATI  tra Catalano/ME.GA S.r.l./Iacopini Fabrizio) relativamente alla procedura  aperta indetta dalla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di  Palermo, avente ad oggetto la progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori  di restauro della Biblioteca Centrale della Regione Siciliana.
In particolare, l’istante  sostiene l’illegittimità dell’aggiudicazione provvisoria disposta nei confronti  della ATI Comitel S.r.l./Sirecon S.r.l. sulla scorta della mancata presenza, a  corredo dell’offerta economica presentata, dell’elemento essenziale quale il  cronoprogramma dei lavori.
L’impresa Catalano,  evidenzia altresì che, anche altre concorrenti avrebbero dovuto essere escluse  in quanto le rispettive offerte economiche risultavano prive di allegato  cronoprogramma. Con la conseguenza che, la graduatoria avrebbe avuto esito  differente, risultando aggiudicataria l’odierna istante.
Infine, segnala che  solamente i progettisti di un’altra ATI partecipante, oltre a quelli propri, hanno  provveduto a rendere le dichiarazioni di regolarità secondo quanto previsto  dall’art. 1-bis della legge n. 383/2001 (in tema di emersione progressiva),  risultando così le restanti concorrenti carenti in tal senso.
A seguito di avvio dell’istruttoria  comunicato con nota del 10 settembre 2014 sono pervenute le memorie della società  istante con le quali si ribadiscono le doglianze formulate nell’istanza di  parere.      Altresì, sono pervenute le  considerazioni da parte della stazione appaltante con le quali evidenzia la  correttezza del proprio operato in considerazione che, a fronte di una mancata  prescrizione, a pena di esclusione, nel bando di gara circa la presentazione  del cronoprogramma al momento della presentazione delle offerte, le concorrenti  non erano tenute a un siffatto adempimento, rinviando ad un momento successivo  la suddetta presentazione. A tale proposito, richiama quanto espressamente  previsto nell’art 9 del capitolato speciale d’appalto.

Ritenuto  in diritto
La  questione oggetto di parere afferisce, con riferimento al caso di appalto  integrato, all’obbligatorietà o meno dell’allegazione del cronoprogramma  all’offerta economica da parte dei concorrenti in assenza di espressa  previsione nella lex specialis di  gara, nonché alla necessità o meno che anche i progettisti rendano la  dichiarazione in ordine alla propria regolarità rispetto alla legge n. 383 del  2001.
Per  rispondere correttamente al quesito è necessario analizzare il quadro normativo  di riferimento nonché quanto previsto dalla disciplina di gara.
Nel  caso in esame, si è di fronte a un appalto integrato, così come descritto nel  relativo bando e nel c.s.a. di gara che, ai sensi dell’art. 53, comma 2, d.lgs.  163/2006, prevede quale oggetto dell’affidamento la progettazione esecutiva e  l’esecuzione di lavori di restauro della Biblioteca Centrale della regione  Siciliana.
Con riferimento alla  suddetta fattispecie, l’art. 40 del d.p.r. n. 207/2010 prevede al comma 2, che  nei casi di cui all’art. 53, comma 2, lettere b) e c), del codice, il  cronoprogramma sia presentato dal concorrente unitamente all’offerta.
Il cronoprogramma, pertanto,  risulta un elemento indefettibile del progetto esecutivo inteso quale  ingegnerizzazione di tutte le lavorazioni, con la peculiarità di definire e  pianificare compiutamente l’intervento da realizzare in termini architettonici,  strutturali e impiantistici.
In tal senso, giova  richiamare quanto affermato dalla giurisprudenza amministrativa, ad esempio Tar  per la Sicilia, sezione distaccata di Catania- Sez. IV, sent. n. 880 del  27.03.2013, che riconosce il cronoprogramma quale elemento astrattamente  necessario da corredare all’offerta nelle sole ipotesi di appalto volto anche  alla progettazione esecutiva, tuttavia ritenendo che dello stesso si possa prescindere  con apposita motivata determinazione del responsabile del procedimento.
Nel caso di specie, la lex specialis  fa riferimento al cronoprogrammadei servizi e dei lavori solamente all’art.9  del c.s.a., stabilendo che il progetto esecutivo dell’affidatario dovrà appunto  essere corredato dal suddetto documento, quale parte integrante e sostanziale  del contratto di appalto, senza alcuna ulteriore determinazione motivata in  termini di non obbligatorietà di allegazione del cronoprogramma all’offerta da  rendere.
Orbene, considerata la  disciplina normativa sopra evidenziata, ritenendo la previsione dell’art. 40,  comma 2, d.p.r. 207/2010 eterointegrazione della lex specialis e unitamente all’orientamento giurisprudenziale richiamato,  non vi è dubbio che, in caso di progettazione esecutiva ed esecuzione dei  lavori, il cronoprogramma quale elemento essenziale vada presentato a corredo  dell’offerta.
Pertanto, la disciplina di  gara così come definita dalla stazione appaltante non appare conforme alla  normativa di settore. Si rimette a una più opportuna valutazione della amministrazione  circa l’eventuale riedizione della procedura di gara.
Anche con riferimento al  secondo profilo di doglianza evidenziato, circa la mancata dichiarazione da  parte dei progettisti di alcune partecipanti, tra cui l’aggiudicataria,  relativamente alla regolarità o meno con i piani individuali di emersione  (legge n. 383 del 2001, art. 1 bis), occorre fare una precisazione.
La stazione appaltante ha  previsto, tra le dichiarazioni da rendere ai fini della partecipazione, al  punto 5.P) del disciplinare di gara, anche che « il concorrente dichiari, con  riferimento alla legge 383 del 18.10.2001, art. 1 bis, di non essersi avvalso  di piani individuali di emersione ovvero di essersi avvalso dei piani  individuali di emersione, ma che il periodo di emersione si è concluso». La  suddetta dichiarazione, non risulta espressamente ribadita relativamente alla  dichiarazione che il progettista deve rendere. 
A tale riguardo, giova  ricordare che nel caso di appalto integrato la sussistenza dei requisiti di  carattere generale deve essere dichiarata da tutti i soggetti che partecipano  alla gara, ivi incluso il progettista quale soggetto incaricato delle attività  di progettazione.
In base a tutto quanto sopra  considerato

Il  Consiglio

ritiene, nei limiti di cui  in motivazione, non conforme alla normativa di settore l’operato della stazione  appaltante.

Raffaele Cantone

Depositato presso la segreteria del  Consiglio in data 3 febbraio 2015
Il Segretario Maria Esposito

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