Parere n.7 del 4/2/2015

PREC 242/14/S

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 presentata dalla SIPAM S.r.l. – “Gestione del servizio di pulizia di alcune strutture dell’Azienda e di lavaggio delle stoviglie” – Importo a base di gara euro 1.733.719,00 – S.A.: azienda Speciale Comunale “Cremona Solidale”.
Requisiti di capacità tecnico-professionale.
L’amministrazione aggiudicatrice può prevedere requisiti speciali di partecipazione più rigorosi e/o stringenti tenendo conto della natura del contratto ed in modo proporzionato al valore dello stesso, sempre che gli stessi non siano manifestamente irragionevoli, irrazionali, sproporzionati, illogici ovvero lesivi della concorrenza.
Art. 42, comma 1, lett. a) d.lgs. 163/2006.

Il Consiglio

           
VISTA l’istanza di parere prot. n. 78981 dell’ 11 luglio 2014 presentata dalla SIPAM S.r.l. relativamente alla procedura aperta indetta dall’Azienda Speciale Comunale “Cremona Solidale” per l’affidamento della gestione triennale del servizio di pulizia di alcune strutture dell’Azienda e di lavaggio delle stoviglie, da aggiudicarsi secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa;
VISTA in particolare, la doglianza evidenziata dalla società istante circa la presunta incongruità del requisito speciale richiesto dalla disciplina di gara (art. 1, punto 3.d.) – busta lettera A) laddove prevede «di avere eseguito nel triennio 2011/2013 almeno 3 appalti di servizio di pulizia presso strutture sanitarie, sia pubbliche che private, ciascuno per un importo complessivo non inferiore alla base d’asta, indicando: la descrizione del servizio, l’anno di riferimento, l’importo e il committente», in quanto ritenuto sproporzionato rispetto al valore dell’appalto tenuto conto altresì della richiesta di iscrizione al registro delle imprese di pulizia con fascia di classificazione F, fino a euro 2.065.828,00;
VISTO l’avvio dell’istruttoria avvenuto in data 1.10.2014;
VISTA la memoria della stazione appaltante prot. n. 110115 dell’8 ottobre 2014 con la quale si precisa che la società istante non ha partecipato alla procedura de qua. Inoltre, a seguito della richiesta di parere avanzata dalla SIPAM S.r.l. la stazione appaltante evidenzia di aver provveduto, mediante pubblicazione sul proprio sito, a fornire chiarimenti sul contenuto dell’art. 3 del Capitolato speciale – soggetti ammessi alla gara – precisando che la partecipazione deve intendersi consentita alle imprese iscritte dalla fascia F in poi. Ciò avrebbe consentito all’istante di partecipare alla gara;
VISTA la memoria della Pulitori e Affini S.p.A., mandataria della ATI risultante aggiudicataria con delibera n. 56 del 26.8.2014, con la quale si censura l’obiezione mossa dalla società istante ritenendo congruo e proporzionato il limite quantitativo imposto dalla lex specialis;
RILEVATO che, sull’istanza di parere, può decidersi ai sensi dell’art. 8 del Regolamento sull’esercizio della funzione di componimento delle controversie di cui all’art. 6, comma 7, lett. n.) del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;
CONSIDERATO che ai sensi dell’art. 42, comma 1, d.lgs. 163/2006, negli appalti di servizi e forniture, la dimostrazione della capacità tecnica-professionale delle imprese concorrenti può essere fornita mediante uno o più mezzi probatori che la stazione appaltante può richiedere, ivi inclusa la presentazione dell’elenco dei principali servizi o delle principali forniture prestati negli ultimi tre anni con l’indicazione degli importi, delle date e dei destinatari, pubblici o privati, dei servizi o forniture stessi;
CONSIDERATO che, le stazioni appaltanti individuano quali requisiti speciali di partecipazione devono possedere i concorrenti, tenendo conto della natura del contratto ed in modo proporzionato al valore dello stesso; in ogni caso, detti requisiti non devono essere manifestamente irragionevoli, irrazionali, sproporzionati, illogici ovvero lesivi della concorrenza.;
CONSIDERATO che il Codice dei contratti pubblici lascia quindi discrezionalità alla stazione appaltante circa la possibilità di prevedere requisiti di qualificazione più restrittivi rispetto a quanto previsto dalla normativa, purché le prescrizioni della lex specialis di gara rispettino i principi di proporzionalità e di ragionevolezza, in modo tale da non restringere oltre lo stretto indispensabile la platea dei potenziali concorrenti e da non precostituire situazioni di privilegi. Trattasi di “esercizio di un potere discrezionale che conosce i limiti della ragionevolezza e della proporzionalità” (cfr. Cons. Stato, Sez. V, 3569/2014);
CONSIDERATO che, nel caso di specie, il requisito richiesto dalla stazione appaltante sia con riferimento al numero delle pregresse prestazioni rese (almeno tre) nel triennio 2011/2013 sia in ordine al valore di ciascuna, non inferiore all’importo posto a base di gara (euro 1.733.719,00), appare sproporzionato, illogico e alquanto limitativo della platea dei potenziali concorrenti, non risultando giustificato comunque dalla complessità e articolazione dell’oggetto d’appalto;

Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione, non conforme alla normativa di settore l’operato della stazione appaltante.
Il Presidente f.f.

Francesco Merloni
Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 10 febbraio 2015
Il Segretario Maria Esposito  

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