PARERE N.  92 del  27 maggio 2015

PREC 218/14/L
Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle  controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n), del d.lgs. 12 aprile 2006 n.  163 presentata dall’Impresa Filice Giovanni – “Lavori di ristrutturazione e recupero ex scuola elementare in Tessano  per «Le Officine per l’ingegno»” - Importo a base di gara: euro 313.502,15 –  S.A.: Comune di Dipignano (CS)
Offerta economica –  offerta a prezzi unitari - lista della lavorazioni – modulo predisposto dalla  stazione appaltante - mancata previsione dell’indicazione del ribasso offerto  dal concorrente – determinazione del ribasso da parte della commissione di gara  – illegittimità – violazione dell’articolo 119 del d.p.r. n. 207/2010.
È illegittima la predisposizione di un modello della lista  della lavorazioni che non preveda la formulazione del ribasso offerto in  conformità alle prescrizioni dell’articolo 119 del d.p.r. n. 207/2010, e la  conseguente determinazione dei ribassi presentati dai concorrenti senza alcuna  indicazione nel bando di gara della modalità con cui la commissione avrebbe  proceduto a tale calcolo.
Articolo 83 del d.lgs. n.  163/2006
Articolo 119 del d.p.r. n.  207/2010
                                                          
Il  Consiglio

VISTA l’istanza di parere, prot. n. 65586 del 9 giugno 2014,  con la quale l’Impresa Filice Giovanni contestava l’operato del Comune di  Dipignano, nella gara in epigrafe, per non aver considerato il ribasso offerto  da due ditte concorrenti e di aver autonomamente proceduto al calcolo del  ribasso offerto, inficiando sull’aggiudicazione del contratto;
VISTO l’avvio dell’istruttoria avvenuto in data 9 settembre  2014;
VISTA la documentazione prodotta in atti e, in particolare,  il contenuto della lex specialis e  degli atti ad essa allegati, tra cui il modello dell’offerta economia  predisposto dalla stazione appaltante, contenente la lista delle lavorazioni,  nel quale non è prevista l’indicazione del ribasso offerto dal concorrente;
VISTE le memorie prodotte dalle parti;
CONSIDERATO che la questione giuridica controversa prospettata  dall’istante attiene alla legittimità o meno dell’operato dell’amministrazione  nel non considerare la percentuale di ribasso offerto dichiarata da alcuni  concorrenti e che essa può essere decisa ai sensi dell’articolo 8 del Regolamento sull’esercizio della funzione di  componimento delle controversie di cui all’articolo 6, comma 7, lettera n) del  d.lgs. n. 163/2006;
CONSIDERATO che l’articolo 119 del d.p.r. n. 207/2010 stabilisce  che la lista delle lavorazioni e forniture previste per l’esecuzione dell'opera  o dei lavori è composta da sette colonne. «Nella  lista, vidimata in ogni suo foglio dal responsabile del procedimento, sono  riportati per ogni lavorazione e fornitura, nella prima colonna il numero di  riferimento dell'elenco delle descrizioni delle varie lavorazioni e forniture  previste in progetto, nella seconda colonna la descrizione sintetica delle  varie lavorazioni e forniture, nella terza colonna le unità di misura, nella  quarta colonna il quantitativo previsto in progetto per ogni voce. Entro il  termine di presentazione delle offerte i concorrenti rimettono  all’amministrazione la lista delle lavorazioni, che riporta, nella quinta e  sesta colonna, i prezzi unitari offerti per ogni lavorazione e fornitura  espressi in cifre nella quinta colonna ed in lettere nella sesta colonna e,  nella settima colonna, i prodotti dei quantitativi risultanti dalla quarta  colonna per i prezzi indicati nella sesta. Il prezzo complessivo offerto,  rappresentato dalla somma di tali prodotti, è indicato dal concorrente in calce  al modulo stesso unitamente al conseguente ribasso percentuale rispetto al  prezzo complessivo posto a base di gara. Il prezzo complessivo ed il ribasso  sono indicati in cifre ed in lettere. In caso di discordanza prevale il ribasso  percentuale indicato in lettere». La medesima disposizione, al comma 6, prevede: «L'autorità che presiede la gara, in  seduta pubblica, apre i plichi ricevuti e contrassegna ed autentica i documenti  e le offerte in ciascun foglio e le eventuali correzioni apportate nel modo  indicato nel comma 5, legge ad alta voce il prezzo complessivo offerto da  ciascun concorrente ed il conseguente ribasso percentuale e procede, sulla base  dei ribassi espressi in lettere, secondo quanto previsto dall'articolo 121»;
CONSIDERATO, altresì, che nella documentazione predisposta  dalla stazione appaltante e, in particolare, nel modello della lista delle  lavorazioni allegato alla lex specialis,  non era prevista l’indicazione del ribasso percentuale offerto, come invece sancito  dal menzionato articolo 119 e che, da quanto depositato in atti, non è  possibile comprendere la modalità con cui l’amministrazione ha proceduto al calcolo  del ribasso e la ragione per cui i ribassi calcolati sugli offerenti non  coincidano con alcuni dei ribassi esplicitamente espressi da alcuni dei  concorrenti in sede di offerta;
RITENUTO che il modulo predisposto dall’amministrazione non  sia corretto rispetto al contenuto dispositivo dell’articolo 119, che invece  prevede l’espressione del ribasso percentuale offerto dal concorrente (cfr. al riguardo anche il bando tipo n. 2  del 2 settembre 2014 «Affidamento di  lavori pubblici nei settori ordinari: procedura aperta per appalto di sola  esecuzione lavori, contratti di importo superiore a euro 150.000 euro, offerta  al prezzo più basso»);
CONSIDERATO, altresì, che questa Autorità ha più volte  rappresentato che in nessun caso è consentito alla stazione appaltante, ai fini  dell’aggiudicazione, di modificare il contenuto sostanziale delle offerte  presentate dalle imprese concorrenti, essendo esse manifestazione di una  libertà contrattuale, mentre sono ammissibili solo correzioni di errori  materiali nella compilazione dell’offerta (cfr.  in tal senso, parere n. 15 del 30 gennaio 2014);
RITENUTO, pertanto, non corretto l’operato  dell’amministrazione che, da un lato, non ha previsto nel modulo allegato alla lex specialis contenente la lista della  lavorazioni anche l’inserimento del ribasso offerto, ingenerando confusione nei  concorrenti e, dall’altro, non ha stabilito nella disciplina di gara la  modalità con cui avrebbe calcolato i ribassi determinando possibili disparità  di trattamento tra i concorrenti;                                        

Il  Consiglio
ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che l’operato  del Comune di Dipignano non sia conforme alle disposizioni di cui all’articolo  119 del d.p.r. n. 207/2010.

Raffaele Cantone

Depositato presso la Segreteria del Consiglio  in data 9 giugno 2015
Il Segretario Maria Esposito

Documento pdf