PARERE  N.86 del 27 maggio 2015

PREC   223/14/S
OGGETTO:  Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex art. 6, comma 7,  lettera n) del d.lgs. 163/2006 presentata da Società Cooperativa Sadriana a  r.l. – Affidamento del servizio di pulizia e sanificazione ambientale di tutti  i locali, servizio di lavaggio e asciugatura vetreria di laboratorio,  sistemazione, riordino e pulizia dei banchi e altri servizi inerenti i  laboratori della sede di Parma e della sezione di Angri - Importo a base di  gara: euro 1.483.950,00 – Criterio di aggiudicazione: prezzo più basso – S.A.:  Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari   
Patrimonio netto
E’ legittima la clausola del bando di  gara che prescrive il possesso del requisito del patrimonio netto correlato al  valore del lotto in quanto conforme ai principi di proporzionalità e  adeguatezza.
Art. 41, d.lgs. 163/2006
Il  Consiglio
VISTA l’istanza prot. n. 73301 del  30.06.2014 presentata da Società Cooperativa Sadriana a r.l. nell’ambito della  procedura di appalto indetta dalla Stazione Sperimentale per l’Industria delle  Conserve Alimentari per l’affidamento del contratto del servizio di pulizia e  sanificazione ambientale di tutti i locali, servizio di lavaggio e asciugatura  vetreria di laboratorio, sistemazione, riordino e pulizia dei banchi e altri  servizi inerenti i laboratori della sede di Parma e della sezione di Angri;
VISTO che con l’istanza è stato  richiesto all’Autorità di esprimere parere in ordine alla legittimità del punto  7, punto 2, lett. h) del bando di gara ove prescrive, come requisito di  capacità economico finanziaria ai fini della partecipazione, il possesso per  l’anno 2013 di «un patrimonio netto pari o superiore all’importo annuale  presunto dell’appalto, relativamente al lotto per il quale si intende  partecipare»;
VISTO l’avvio dell’istruttoria avvenuto  in data 10.09.2014;
VISTE le memorie delle parti;
RILEVATO che sulla questione può  decidersi ai sensi dell’art. 8 del Regolamento sull’esercizio della funzione di  componimento delle controversie di cui all’art. 6, comma 7, lett. n) del  decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;
CONSIDERATO che l’art. 41, d.lgs.  163/2006 lascia ampia discrezionalità alle stazioni appaltanti circa la  possibilità di prevedere requisiti di qualificazione più restrittivi di quelli  minimi stabiliti dalla legge, purché tali prescrizioni rispettino i principi di  proporzionalità  e ragionevolezza, in modo tale da non restringere oltre  lo stretto indispensabile la platea dei potenziali concorrenti e da non precostituire  situazioni di assoluto privilegio (si vedano sull’argomento: pareri di  precontenzioso n. 36 del 26 febbraio 2014; n. 180 del 24.10.2012; n. 76 del 15.04.2010.  In giurisprudenza, tra gli altri: Cons. Stato, sez. VI, 11 maggio 2007 n. 2304;  Id., sez. IV, 15 settembre 2006 n. 5377);
CONSIDERATO che l’adeguatezza e la  proporzionalità del requisito relativo al richiesto patrimonio netto va,  dunque, valutata con riguardo all’oggetto dell’appalto ed alle sue specifiche  peculiarità e deve essere correlata al concreto interesse dell’amministrazione  a contrattare con imprese affidabili;
RITENUTO che il richiesto requisito del  patrimonio netto appare espressione di una discrezionalità della stazione  appaltante esercitata nei limiti della proporzionalità e adeguatezza non  apparendo di importo elevato o eccessivo rispetto alle finalità perseguite  dalla stazione appaltante visto che è correlato al valore del lotto per il  quale il concorrente intende partecipare;
il Consiglio
ritiene, nei limiti di cui in motivazione,  che è legittima la clausola del bando di gara che prescrive il possesso del  requisito del patrimonio netto correlato al valore del lotto in quanto conforme  ai principi di proporzionalità e adeguatezza.

Raffaele  Cantone

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 9  giugno 2015
Il Segretario Maria Esposito

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