PARERE N.  119 del 1 luglio 2015

PREC 143/14/S
OGGETTO: Istanza di parere per la soluzione delle  controversie ex art. 6, comma 7, lettera n) del d.lgs.163/2006 presentata  dall’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Parma  – Procedura negoziata senza  previa pubblicazione di bando di gara per l’affidamento dell’incarico  professionale per conferimento di incarico di progettazione esecutiva,  direzione lavori, misura, contabilità e coordinatore della sicurezza in fase di  progettazione ed esecuzione per la realizzazione dell’intervento di  ristrutturazione del castello di Compiano e sue pertinenze – Importo a base di  gara: euro 70.000,00 - S.A.  Comune di Compiano (PR)
Servizi di progettazione –  Immobile di interesse storico artistico – Raggruppamento temporaneo di  professionisti – Requisiti del capogruppo
Nell’ambito  di un raggruppamento temporaneo di professionisti costituito per la prestazione  di servizi di progettazione e direzione lavori relativi ad immobile di  interesse storico e artistico, il titolo professionale di architetto deve  essere posseduto dal professionista capogruppo quando le attività rientranti  nella riserva a favore degli architetti ex art. 52 r.d.  2537/1925 rappresentino, nell’ambito del  contratto, i servizi principali.
Artt. 90  e 37 d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 – art. 52 r.d. n. 2537 del 23 ottobre 1925
Servizi di progettazione –  Criterio del prezzo più basso  - Verifica  offerte anormalmente basse
In  una gara per servizi di progettazione di importo inferiore a 100.000 euro da  aggiudicare con il criterio del prezzo più basso, la stazione appaltante deve  verificare la presenza di offerte anormalmente basse e, a meno che non sia  riservata la facoltà di esclusione automatica di cui all’art. 124, comma 8, del  d.lgs. 163/2006, deve procedere alla verifica della congruità delle offerte  risultate anomale.
Artt. 90, 86 e 87, 124, comma 8, d.lgs. 12 aprile 2006,  n. 163
Servizi di progettazione - Immobile  di interesse storico artistico – Responsabile del procedimento
E’  possibile nominare quale RUP di una gara per l’affidamento di servizi di  progettazione e direzione lavori relativi ad immobile di interesse storico e  artistico un dipendente di ruolo della stazione appaltante avente il titolo di  geometra purché possa vantare una significativa esperienza professionale.
Art. 90 d.lgs. 12 aprile 2006, n.  163 - art. 9 d.P.R. n. 207/2010

Il Consiglio

Considerato in fatto
Con istanza di parere presentata in data 6  maggio 2014, l’Ordine degli Architetti di Parma ha chiesto all’Autorità di  pronunciarsi in ordine a presunte illegittimità riscontrate in una procedura  negoziata espletata dal Comune di Compiano per l’affidamento dei servizi di  progettazione esecutiva, direzione lavori, misura, contabilità e coordinamento  della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione per la realizzazione  dell’intervento di ristrutturazione del castello di Compiano e sue pertinenze.
La procedura, a cui sono stati invitati 10  operatori economici individuati tramite pubblico sorteggio tra i 90  professionisti aventi presentato manifestazione di interesse a seguito della  pubblicazione di avviso esplorativo, è stata aggiudicata ad un r.t.p.,  costituito da un ingegnere (mandatario) e un architetto (mandante), collocatosi  primo in graduatoria per avere offerto un ribasso pari all’80%. Trattandosi di  servizi riguardanti un immobile soggetto a vincolo di carattere  storico-artistico, la stazione appaltante aveva precisato che l’invito era  riservato ad Architetti iscritti agli Albi degli Ordini Professionali e  comunque a tutti i progettisti in possesso dei titoli riconosciuti dalla  direttiva 85/384/CE.
L’istante ha domandato all’Autorità di  esprimere parere in ordine ai seguenti quesiti: i) se sia legittima l’aggiudicazione ad un r.t.p. il cui capogruppo  sia un ingegnere, tenendo presente che il capogruppo, ai sensi dell’art. 37 del  Codice dei contratti, deve possedere i requisiti in misura maggioritaria ed  eseguire la prestazione in modo prevalente; ii) se sia legittimo il calcolo dell’importo a base d’asta (70.000 euro) che, ad  avviso dell’istante, avrebbe dovuto basarsi sui parametri del D.M. 143/2013 in  applicazione dei quali si sarebbe ottenuto l’importo di 144.250,64 euro; iii) se sia legittima, a fronte di un  ribasso dell’80%, la mancata verifica dell’anomalia dell’offerta; iv) se sia legittima la nomina quale  RUP e Presidente della Commissione di gara di un dipendente del Comune avente  il titolo di studio di geometra.
Con nota del 5 giugno 2014 veniva comunicato  alle parti l’avvio dell’istruttoria. La stazione appaltante e il r.t.p. aggiudicatario  controinteressato hanno presentato memorie.

Ritenuto in diritto
In  relazione al primo quesito sollevato concernente la legittimità  dell’aggiudicazione ad un r.t.p. costituito da un architetto e un ingegnere con  quest’ultimo nel ruolo di capogruppo, l’avviso esplorativo specificava che  l’invito era rivolto ad architetti iscritti negli albi professionali,  trattandosi, come precisato nella determina di approvazione del verbale di gara  n. 24 dell’11 febbraio 2014, di “intervento di recupero e valorizzazione  all’interno di immobile soggetto a vincolo di carattere storico-artistico”. La  riserva, a favore degli architetti, della progettazione relativa alle “opere di  edilizia civile che presentano rilevante carattere artistico ed il restauro e  il ripristino degli edifici contemplati dalla L. 20 giugno 1909,  n. 364, per l’antichità e le belle arti” discende dall’art. 52,  comma 2, del r.d. n. 2537 del 23 ottobre 1925. Come chiarito dal Consiglio di  Stato, si tratta di una riserva parziale che non riguarda la totalità degli  interventi concernenti immobili di interesse storico e artistico, ma inerisce  alle sole parti di intervento di edilizia civile che implichino scelte  culturali connesse alla maggiore preparazione accademica conseguita dagli  architetti nell’ambito delle attività di restauro e risanamento di tale particolarissima  tipologia di immobili (sentenze n. 5239 dell’11 settembre 2006 e n. 21 del 9  gennaio 2014).
Il  titolo di architetto rappresenta dunque una qualificazione soggettiva imposta  dalla legge per lo svolgimento di determinate attività che, nell’ambito del  raggruppamento, deve essere posseduta (naturalmente, per intero) dal  professionista a cui è affidato lo svolgimento delle attività in parola (da  individuarsi sulla base dei criteri indicati dalla giurisprudenza del Consiglio  di Stato). Ne consegue che, qualora gli interventi identificabili alla stregua  dei richiamati indici giurisprudenziali come di esclusiva competenza della  professione di architetto siano indicati, anche in termini economici, come  servizi principali, poiché i servizi principali devono essere eseguiti dal  mandatario (art. 37, comma 2, Codice dei contratti), allora il titolo  professionale di architetto deve essere posseduto dal capogruppo.
Nel  caso in esame, la documentazione di gara non fornisce puntuali indicazioni in  ordine alla differente natura – architettonica o tecnica – dei singoli  interventi né distingue tra servizi principali e servizi secondari  ma, al contrario, richiede genericamente il  possesso del titolo professionale di architetto per – si presume (in assenza di  diversa specificazione) - lo svolgimento della totalità degli interventi  concernenti l’immobile, determinando l’illegittimità dell’aggiudicazione ad un  r.t.p. il cui capogruppo sia un ingegnere.

Per  ciò che concerne il secondo quesito, preso atto che la stazione appaltante,  nella memoria presentata a seguito dell’avvio del procedimento, ha esplicitato  di avere applicato, ai fini del calcolo della base d’asta, i parametri indicati  nel D.M. 31 ottobre 2013 n. 143, si evidenzia che il differente risultato  ottenuto dall’istante (144.250,64 euro, poi ricalcolato in 113.700,00) e dalla  stazione appaltante (70.000, 00 euro) dipende dalla differente identificazione  delle prestazioni oggetto della gara effettuata dalle parti nell’ambito della  tabella Z-1 allegata al richiamato D.M., “interventi di manutenzione  straordinaria, ristrutturazione, riqualificazione su edifici e manufatti  esistenti”, codice E.20, secondo la stazione appaltante e “interventi di  manutenzione, restauro, risanamento conservativo, riqualificazione su edifici e  manufatti di interesse storico artistico soggetti a tutela ai sensi del d.lgs.  42/2004 o di particolare importanza”, codice E.22, secondo l’istante, e dai  conseguenti differenti valori del grado di complessità attribuito  all’intervento, rispettivamente 0,95 e 1,55.
Preso  atto dell’utilizzo, da parte della stazione appaltante, della formula di cui al  D.M. 143/2013 per il calcolo della base d’asta (conformemente a quanto  prescritto nella determinazione n. 4/2015), si ritiene meritevole di  accoglimento il rilievo sollevato dall’istante in ordine alla classificazione  dei servizi oggetto della gara che, coerentemente con la tipologia di immobile  su cui effettuare gli interventi (immobile soggetto a vincolo di carattere  storico-artistico), avrebbero dovuto essere ricondotti nella categoria E.22 con  grado di complessità pari a 1,55.
Resta  tuttavia fermo quanto prescritto dall’art. 1, comma 4, del citato D.M. secondo  cui il corrispettivo calcolato sulla base dei parametri ivi indicati non deve  determinare un importo a base di gara superiore a quello derivante  dall’applicazione delle tariffe professionali vigenti prima dell’entrata in  vigore del d.l. n 1/2012.

Con  riferimento al terzo quesito, non appare conforme alla vigente normativa la  mancata verifica, da parte della stazione appaltante, della congruità delle  offerte risultate anormalmente basse. L’art. 86, comma 1, del Codice dei  contratti, disciplina le modalità di calcolo della soglia di anomalia delle  offerte quando il criterio di aggiudicazione è quello del prezzo più basso e  l’art. 87, comma 1, prescrive l’obbligo della stazione appaltante di chiedere  all’offerente che abbia presentato un’offerta anormalmente bassa  giustificazioni inerenti alle voci di prezzo che concorrono a formare l’importo  complessivo posto a base di gara.
L’avvenuta  abrogazione delle tariffe professionali non ha comportato il venire meno del  richiamato obbligo di verifica, giacché l’ordinamento non ha rinunciato a  garantire la congruità dei corrispettivi (e quindi la qualità dei servizi)  individuando nel D.M. 143/2013 altri parametri a cui il calcolo del  corrispettivo deve comunque essere ancorato.
La  richiesta di giustificazioni in caso di offerta normalmente bassa può essere  omessa, e la stazione appaltante può procedere direttamente all’esclusione  dell’operatore economico, nel caso, previsto dall’art. 124, comma 8 del Codice  dei contratti, di servizi di valore inferiore a 100.000,00 euro da aggiudicare  con il criterio del prezzo più basso, qualora nel bando la stazione appaltante  si sia riservata tale facoltà. In assenza di una simile previsione, la stazione  appaltante deve comunque procedere, ai sensi dell’art. 87, comma 1, del Codice,  alla verifica di congruità ivi prevista.

Con  riguardo al quarto quesito, l’Autorità ha valutato che la qualifica  di geometra soddisfi la condizione imposta dalla legge che il responsabile del  procedimento sia un tecnico poiché l’adeguatezza a ricoprire l’incarico è data  dalla professionalità acquisita dal tecnico nel corso del tempo e, dunque,  dell’esperienza maturata e quindi che sia ragionevole ritenere che la  competenza e le capacità acquisite consentano di individuare nella figura  professionale del geometra il soggetto idoneo ad essere nominato responsabile  del procedimento anche per opere che non rientrano nelle strette sue competenze  dal momento che il ruolo del responsabile del procedimento all’interno dell’iter  realizzativo dell’opera pubblica è piuttosto quello del project manager e,  quindi quello di fornire impulso al processo anche avvalendosi di uno staff di  supporto, con la conseguenza che la capacità che si richiede al soggetto è  organizzativa e propositiva in misura molto maggiore di quanto non sia la  capacità meramente tecnica (determinazione n. 10/2001); si ritiene pertanto che  la nomina a RUP del Responsabile d’Area dei Servizi Tecnici del Comune di  Compiano, dipendente di ruolo dal 1981, sia conforme alla vigente normativa,  anche in considerazione della non rilevante entità dell’importo contrattuale.
Resta  inteso che, in sede di verifica del progetto, il RUP si deve avvalere dei  soggetti di cui all’art. 247, comma 2, lett. b), del d.P.R. n. 207/2010.
Alla  luce delle considerazioni sopra esposte,

il Consiglio
ritiene,  nei limiti di cui in motivazione, che

       
  • non è  legittima l’aggiudicazione al raggruppamento temporaneo di professionisti  avente come capogruppo un ingegnere in quanto nell’ambito di un r.t.p.  costituito per la prestazione di servizi di progettazione e direzione lavori  relativi ad immobile di interesse storico e artistico, il titolo professionale  di architetto deve essere posseduto dal professionista capogruppo quando le  attività rientranti nella riserva a favore degli architetti ex art. 52 r.d.  2537/1925 rappresentino, nell’ambito del  contratto, i servizi principali e nel caso in esame la stazione appaltante ha  richiesto il possesso del titolo di architetto per lo svolgimento della  totalità degli interventi concernenti l’immobile;
  •    
  • non è  legittimo, in sede di calcolo della base d’asta ex D.M. 143/2013,  l’attribuzione del codice E.20 e del conseguente grado di complessità 0,95, in  quanto non coerente con la tipologia di immobile oggetto degli interventi;
  •    
  • non  sono legittimi il mancato accertamento del carattere anormalmente basso  dell’offerta dell’aggiudicatario e la mancata verifica della congruità della  stessa, in applicazione degli artt. 86 e 87 del d.lgs. 163/2006 in quanto in  una gara per servizi di progettazione di importo inferiore a 100.000,00 euro da  aggiudicare con il criterio del prezzo più basso, la stazione appaltante deve  verificare la presenza di offerte anormalmente basse e, a meno che non sia  riservata la facoltà di esclusione automatica di cui all’art. 124, comma 8, del  d.lgs. 163/2006, deve procedere alla verifica della congruità delle offerte  risultate anomale;
  •    
  • è  legittima la nomina a RUP del Responsabile d’Area dei Servizi Tecnici del  Comune di Compiano, dipendente di ruolo dal 1981, in quanto può vantare una  significativa esperienza professionale.

Raffaele  Cantone

Depositato  presso la Segreteria del Consiglio in data 14 luglio 2015

Il  segretario Maria Esposito

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