DELIBERA N. 194              DEL 17 febbraio 2016

PREC 159/15/L

OGGETTO: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex art. 6, comma 7, lettera n) del d.lgs.163/2006 presentata da ANCE Lecce – API Lecce – Confartigianato Imprese Lecce – Lavori di efficientamento energetico del palazzo “Ex Convento dei Domenicani” in via Fratelli De Jatta e della Scuola dell’Infanzia “G. Pisanello” in via Ferruccio – Importo a base di gara: euro 1.666.112,94 - S.A.  Comune di Parabita (LE)
Progetto definitivo ed esecutivo. Varianti migliorative. Anticipazione del prezzo.
Spetta alla S.A. la verifica della eseguibilità a regola d’arte di un intervento in relazione alla conformità del progetto con i vincoli di tutela insistenti sull’immobile e con le molteplici normative di settore interferenti tra loro (impianti tecnologici, sicurezza, prevenzione incendi, etc.); 
La stazione appaltante  può selezionare l’appaltatore valutando, alla stregua dei canoni della  discrezionalità tecnica e secondo il criterio dell’offerta economicamente più  vantaggiosa, il complesso delle proposte migliorative. La scelta del peso da attribuire a ciascun elemento dell’offerta è rimessa caso per caso alla discrezionalità della stazione appaltante, in relazione alle peculiarità specifiche dell’appalto, e può essere sindacata solo se manifestamente illogica o irragionevole;
L’art. 26-ter del d.l. 21 giugno 2013, n. 69 reca l’obbligo per la stazioni appaltanti di corrispondere, nei casi previsti dalla norma, l’anticipazione del prezzo nella misura prestabilita del 10% ed è norma imperativa che, in forza del principio dell’eterointegrazione, si inserisce di diritto nella disciplina di gara anche in sostituzione di eventuali clausole difformi.
Art. 76, art. 83 e art. 93, co. 5 d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163; art. 140 d.p.r. 5 ottobre 2010, n. 207

 

Il Consiglio

VISTA l’istanza prot. n. 63124 del 20 maggio 2015 presentata da ANCE Lecce – API Lecce – Confartigianato Imprese Lecce con la quale segnalano presunte illegittimità del bando in oggetto, in particolare: il contrasto con le indicazioni del progetto definitivo, dove era prevista la categoria prevalente OG2, essendo uno degli edifici sottoposto a tutela, mentre il bando riporta la OG1; l’incongruità del prezzo associato a ogni singola lavorazione e tempi di esecuzione sottostimati in soli 90 giorni; le varianti migliorative sarebbero vere e proprie lavorazioni aggiuntive e alcune sarebbero generiche (es. Gestionale del cantiere 30 punti) mentre al prezzo sarebbero attribuiti 20 punti; mancata previsione dell’istituto dell’anticipazione; 

VISTE le memorie dell’istante e della S.A., la quale giustifica la previsione della categoria prevalente OG1 rappresentando che le prescrizioni della Soprintendenza hanno fatto venir meno alcune lavorazioni, con la conseguente riduzione dell’importo della categoria OG2;  che i prezzi sono desunti dal bollettino ufficiale della Regione Puglia e, laddove necessario, da analisi del prezzo effettuate ai sensi dell’art. 32 d.p.r. 207/2010; che i tempi di esecuzione sono il risultato di un’organizzazione specificata nel cronoprogramma; che le varianti migliorative attengono al ripristino della pavimentazione e ad interventi sugli ambienti di cantiere, arredi e suppellettili e che la variante “Gestionale del cantiere” è descritta e ripartita per sub elementi; richiama l’art. 140 d.p.r. 207/2010 in ordine al divieto di anticipazioni sul prezzo;

VISTO il Parere n.20 del 30/01/2014 a tenore del quale la documentazione di gara deve essere idonea a rappresentare quanto indicato dall’art. 93 del Codice, dal momento che la correttezza del progetto assume nell’ordinamento dei lavori pubblici un’importanza primaria e comporta elevati riflessi sotto molteplici profili: influenza il contenuto del bando di gara, la qualificazione dei concorrenti, i sistemi di realizzazione dei lavori pubblici, i sistemi di scelta del contraente, i criteri di aggiudicazione, le varianti, il contenzioso nella fase esecutiva, i piani di sicurezza ed il subappalto, cosicché dalla corretta redazione del progetto in ogni sua articolazione dipende in gran parte l’esito positivo della realizzazione degli interventi programmati; spetta alla S.A. la verifica della eseguibilità a regola d’arte di un intervento in relazione alla conformità del progetto con i vincoli di tutela insistenti sull’immobile e con le molteplici normative di settore interferenti tra loro (impianti tecnologici, sicurezza, prevenzione incendi, etc.); 

VISTI i Pareri di precontenzioso n.20 del 30 gennaio 2014, n.77 del 10 aprile 2014 e n.68  del 23 aprile 2013 a tenore dei quali «La possibilità di presentare varianti in sede di offerta è ammessa nei limiti previsti dall’art. 76 del Codice, così come interpretato dalla giurisprudenza prevalente» e la stazione appaltante  può selezionare l’appaltatore valutando, alla stregua dei canoni della  discrezionalità tecnica e secondo il criterio dell’offerta economicamente più  vantaggiosa, il complesso delle proposte migliorative; i Pareri di precontenzioso n. 40 del 10 marzo 2011 e n. 223 del 9 ottobre 2008, nei quali si ribadisce che la scelta del peso da attribuire a ciascun elemento dell’offerta è rimessa caso per caso alla stazione appaltante, in relazione alle peculiarità specifiche dell’appalto, e dunque all’importanza che nel caso concreto hanno il fattore economico quantitativo e gli elementi qualitativi. Conseguentemente, le scelte concretamente poste in essere nelle clausole della lex specialis rientrano nella discrezionalità della stazione appaltante, che può essere sindacata solo se manifestamente illogica o irragionevole (TAR Lazio, Sez. III, 28 gennaio 2009 n. 630). Unico vincolo posto dal legislatore, comunitario e nazionale, è che sia il prezzo sia gli aspetti di carattere qualitativo dell’offerta siano oggetto di valutazione, atteso che l’aggiudicazione con il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa è quella che tende a garantire il miglior rapporto tra qualità e prezzo (TAR Toscana, Firenze, Sez. I, 21 novembre 2005, n. 6901);

VISTO l’art. 26-ter del d.l. 21 giugno 2013, n. 69 e il Parere sulla Normativa AG 18/2015/AP del 25 febbraio 2015, con il quale si afferma che tale disposizione, «recante l’obbligo per la stazioni appaltanti di corrispondere, nei casi previsti dalla norma, l’anticipazione del prezzo nella misura prestabilita del 10%, è norma imperativa che, in forza del principio dell’eterointegrazione, si inserisce di diritto nella disciplina di gara anche in sostituzione di eventuali clausole difformi»;

RITENUTO che, nel caso di specie, emerge che la Soprintendenza valutava sia il progetto definitivo sia il progetto esecutivo; che il punto 3 del disciplinare, nell’attribuire punteggio alle singole voci dell’offerta tecnica, descrive nel dettaglio le caratteristiche delle varianti migliorative che possono essere proposte e pertanto i criteri di valutazione dell’offerta tecnica sono imperniati sulla consistenza delle migliorie offerte, prevedendo l’attribuzione di punteggi distinti;  

RILEVATO che sulla questione posta può decidersi ai sensi dell’art. 8 del Regolamento sull’esercizio della funzione di componimento delle controversie di cui all’art. 6, comma 7, lett. n) del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;

Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in  motivazione che:

  • spetta alla S.A. la verifica della eseguibilità a regola d’arte di un intervento in relazione alla conformità del progetto con i vincoli di tutela insistenti sull’immobile e con le molteplici normative di settore interferenti tra loro (impianti tecnologici, sicurezza, prevenzione incendi, etc.); 
  • la stazione appaltante  può selezionare l’appaltatore valutando, alla stregua dei canoni della  discrezionalità tecnica e secondo il criterio dell’offerta economicamente più  vantaggiosa, il complesso delle proposte migliorative. La scelta del peso da attribuire a ciascun elemento dell’offerta è rimessa caso per caso alla discrezionalità della stazione appaltante, in relazione alle peculiarità specifiche dell’appalto, e non appare nel caso di specie manifestamente illogica o irragionevole;
  • l’art. 26-ter del d.l. 21 giugno 2013, n. 69 reca l’obbligo per la stazioni appaltanti di corrispondere, nei casi previsti dalla norma, l’anticipazione del prezzo nella misura prestabilita del 10% ed è norma imperativa che, in forza del principio dell’eterointegrazione, si inserisce di diritto nella disciplina di gara anche in sostituzione di eventuali clausole difformi.

Il Presidente
           
Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 4 marzo 2016
Il Segretario Maria Esposito

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