DELIBERA N. 551  DEL 11 maggio 2016

Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 presentata dalla MUNUS S.r.l. – Procedura aperta per la gestione integrata dei servizi di biglietteria e gestione casse – centralino e reception – sorveglianza rettilario – info point, accoglienza e customer satisfaction all’interno del Bioparco di Roma. Importo a base di gara euro: 1.375.620,00. S.A.: Fondazione Bioparco di Roma.
PREC 228/15/S

Iscrizione C.C.I.A.A. e attività inerente l’oggetto dell’appalto - oggetto sociale e attività effettivamente esercitata.
Laddove gli atti di gara prevedano il requisito dell’iscrizione nel Registro delle imprese per “attività”, ciò deve intendersi quale attività specifica concretamente svolta dai concorrenti, tesa a garantire che i soggetti partecipanti abbiano acquisito un’esperienza nel settore interessato oggetto di appalto.
Art. 39, d.lgs. 163/2006

Il Consiglio
VISTA l’istanza di parere prot. n. 7075 del 3.6.2015 presentata dalla società MUNUS S.r.l. relativamente alla procedura aperta per la gestione integrata dei servizi di biglietteria e gestione casse – centralino e reception – sorveglianza rettilario – info point, accoglienza e customer satisfaction all’interno del Bioparco di Roma;
VISTO in particolare il quesito formulato in ordine alla presunta illegittima esclusione disposta a carico della istante per mancato possesso del requisito di idoneità professionale ai sensi dell’art. 39 d.lgs. 163/2006 prescritto al punto 6.1 del disciplinare di gara, laddove è richiesta l’iscrizione alla C.C.I.A.A. per attività inerenti quelle oggetto di appalto. La società MUNUS evidenzia che la nota inserita con riferimento alla suddetta prescrizione «Ai fini della comprova del requisito in esame è richiesta l’iscrizione nel registro delle imprese della camera di commercio per servizi di biglietteria come attività prevalente (o principale)» risulti equivoca e contraddittoria rispetto al requisito richiesto. L’istante ritiene che il suddetto requisito è dimostrato in quanto l’attività sinteticamente individuata quale attività esercitata nella sede legale è «l’attività di biblioteche, archivi, musei ed altre attività culturali», comprendente anche il servizio di biglietteria, così come peraltro risulta dall’analisi dell’oggetto sociale riportato nella visura camerale che declina nel dettaglio tutte le attività indicate come esercitate presso la sede legale;
VISTO l’avvio dell’istruttoria avvenuto in data 8.10.2015;
RILEVATO che sulla questione può decidersi ai sensi dell’art. 8 del Regolamento sull’esercizio della funzione di componimento delle controversie di cui all’art. 6, comma 7, lett. n) del d.lgs. 163/2006;
TENUTO CONTO altresì che l’oggetto dell’appalto prevede la seguente articolazione: servizi di biglietteria e gestione casse quale prestazione principale e servizi di centralino e reception, servizi di presidio rettilario e servizi di info point, accoglienza e customer satisfaction quali prestazioni secondarie;
RILEVATO che, nel caso di specie, la stazione appaltante ha richiesto nella lex specialis di gara l’iscrizione alla C.C.I.A.A. per attività inerenti quelle dell’oggetto di appalto, con esplicito riferimento al servizio di biglietteria, quale attività prevalente o principale. Tale aspetto risulta anche ribadito mediante pubblicazione di chiarimenti ex art. 71 d.lgs. 163/2006 forniti dalla fondazione (in particolare chiarimento n. 1);
CONSIDERATO in generale quanto previsto dall’art. 39 d.lgs. 163/2006 in tema di comprova del requisito di idoneità professionale mediante iscrizione presso il registro delle imprese di cui all’art. 2188 c.c.;
TENUTO CONTO in generale che, qualora un bando di gara richieda il requisito dell’iscrizione nel Registro delle imprese per “attività”, ciò debba intendersi quale attività specifica concretamente svolta dai concorrenti, tesa a garantire che i soggetti partecipanti abbiano acquisito un’esperienza nel settore interessato (in tal senso vedasi parere di precontenzioso n. 195/2012);
CONSIDERATO che giova sul punto richiamare quanto chiarito dalla giurisprudenza in tema di oggetto sociale e attività effettivamente esercitata che non possono essere considerati come concetti coincidenti, atteso che un’attività può ben essere prevista nell’oggetto sociale – risultante dall’iscrizione sotto la voce “dati identificativi dell’impresa” – senza essere attivata poi in concreto (Cons. di Stato, sez. V, 19 febbraio 2003, n. 925). È ovvio, quindi, come nessun rilievo possa attribuirsi all’oggetto sociale dell’impresa, il quale abilita quest’ultima a svolgere una determinata attività, ma nulla dice in ordine all’effettivo svolgimento della stessa (Cons. di Stato, sez. VI, sent. 20 aprile 2009, n. 2380). Ciò comporta, tra l’altro, che la stazione appaltante ha facoltà di valutare il contenuto dell’iscrizione prodotta dal concorrente, evidenziando anche elementi informativi che possono portarla a ritenere che questi sia carente dei requisiti richiesti per la partecipazione alla gara, e quindi a escluderlo da essa (cfr. Cons. di Stato, sez. VI, sent. del 27.11.2006, n. 6907);
CONSIDERATO quanto ulteriormente ribadito da recenti orientamenti circa «… l’attività che può essere valutata dall’amministrazione a comprova dell’idoneità professionale del concorrente rispetto all’oggetto dell’appalto è solo l’attività prevalente esercitata nella sede legale o principale dell’impresa» (cfr. Cons. di Stato, sez. IV, sent. del 2.12.2013, n. 5729 e Cons. di Stato, sez. IV, sentenza del 27.1.2015, n. 343);
RITENUTO pertanto che, l’operato della stazione appaltante appare coerente con le prescrizioni fornite nella disciplina di gara anche sulla scorta delle coordinate ermeneutiche sopra delineate,

Il Consiglio
ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che appare legittima l’esclusione disposta nei confronti della MUNUS S.r.l.

Raffaele Cantone

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 16 maggio 2016
Il Segretario Maria Esposito

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