DELIBERA N. 769 del 13 luglio 2016

OGGETTO: Istanze di  parere per la soluzione delle controversie ex art. 6, comma 7, lettera n) del  d.lgs.163/2006 presentate da E.R.S.U. Catania e da GSA Gruppo Servizi Associati  S.p.a. – Procedura aperta  per l’affidamento del servizio di portineria e vigilanza presso le residenze  universitarie dell’ERSU Catania e degli uffici amministrativi – Importo a base  di gara: euro 2.506.562,16 - S.A.  E.R.S.U.  Ente per il Diritto allo Studio Universitario di Catania
PREC 43/16/S

Attribuzione  punteggi offerta economica
Le formule devono essere tali da rendere  possibile l’attribuzione dell’intero range dei punteggi, variabile da zero al  massimo fissato nel bando.
Il Vice Presidente  di una società non è tenuto a rendere la dichiarazione ex art. 38 del codice  degli appalti se, alla stregua dello statuto, il potere di rappresentanza gli  spetta in via eventuale e comunque senza i caratteri della automaticità e della  immediatezza.
Art. 83 d.lgs. 12 aprile 2006, n.  163

Il Consiglio          
VISTA l’istanza prot. n. 16596 del 1° febbraio  2016 presentata dalla S.A.  E.R.S.U. Ente per  il Diritto allo Studio Universitario di Catania, la quale rappresenta che  l’attribuzione dei punteggi dell’offerta economica veniva effettuata applicando  la formula del bando in funzione del ribasso offerto e risultava aggiudicataria  provvisoria la ditta Multi Professional Service S.r.l.. Tuttavia, a seguito dei  rilievi formulati dalla ditta GSA Gruppo Servizi Associati S.p.a., giunta  seconda nella graduatoria provvisoria, la Commissione di gara procedeva al  ricalcolo dei punteggi dell’offerta economica in funzione del prezzo offerto e  in tal modo la GSA risultava prima in graduatoria; la ditta Multi Professional Service S.r.l.  contestava quindi il possesso dei requisiti di carattere generale in capo alla  GSA, per non aver prodotto autodichiarazione del Vice Presidente sull’assenza  di cause di esclusione, ed inoltre rilevava che la formula del bando non era  applicabile alle gare per servizi; la S.A. chiede quindi parere in ordine alla  legittimità della sopra evidenziata procedura;

VISTA l’istanza prot. n. 63370 del 20  aprile 2016 presentata dalla GSA Gruppo Servizi Associati S.p.a., la quale lamenta  che, a seguito dell’aggiudicazione provvisoria in data 29 settembre 2015, la  S.A. non ha ancora effettuato l’aggiudicazione definitiva, e chiede parere  sulla correttezza del calcolo del punteggio dell’offerta economica sulla base  del prezzo offerto, nonché sulla causa di esclusione eventualmente determinata  dall’assenza delle dichiarazioni del Vice Presidente;

VISTE le memorie delle parti;

VISTO il disciplinare di gara che,  all’art. 3 punto 4) prevede che «Per l’attribuzione dei punteggi alle offerte  economiche si individuano i seguenti parametri di riferimento:
X = Coefficiente totale attribuito al  concorrente medesimo
Pi= Prezzo più basso
C= Coefficiente 30
Po= Prezzo offerto
Per la determinazione del coefficiente  da attribuire al prezzo offerto, verrà utilizzata la seguente formula dove X= Pi  x C »;
Po
VISTA la determinazione 24 novembre  2011, n. 7 par. 5, dove si precisa che «le procedure e le formule stabilite nel  Regolamento consentono di attribuire il punteggio stabilito nel bando di gara  in tutti i suoi valori. In ogni caso, al valore più favorevole (nel caso del  prezzo: ribasso massimo o prezzo minimo) deve corrispondere il coefficiente  pari ad uno ed al valore meno favorevole (nel caso del prezzo: ribasso zero o  prezzo posto a base di gara) deve corrispondere il coefficiente pari a zero. La  giurisprudenza ha, in diverse occasioni, confermato che le formule devono  essere tali da rendere possibile l’attribuzione dell’intero range dei punteggi,  variabile da zero al massimo fissato nel bando. Al riguardo, le formule  previste nel Regolamento garantiscono il rispetto di tali principi: si tratta  di formule di tipo lineare che garantiscono l’equilibrio tra i criteri di  valutazione»; la giurisprudenza più recente (Consiglio di Stato sez. V 23/2/2015 n. 856) ha rimarcato che «il  coefficiente deve essere ottenuto mediante il rapporto tra i ribassi e non già  i prezzi offerti in valore assoluto. Deve sottolinearsi al riguardo che solo  questo metodo consente di rispettare la dovuta proporzionalità tra le offerte  presentate in relazione all’elemento che ne consente la discriminante dal punto  di vista valutativo, e cioè appunto il ribasso sulla base d’asta» (v. anche Consiglio di Stato sez. V  25/6/2014 n. 3203);  e il Parere di Precontenzioso n. 140 del 26 agosto 2015, secondo cui la formula da utilizzare per l’attribuzione del  punteggio all’offerta economica deve consentire di attribuire l’intero range  dei punteggi, variabile da zero al massimo fissato nel  bando;

VISTA la determinazione n. 1 dell’8  gennaio 2015, relativa all’art. 38, co. 2-bis d.lgs. 163/2006, laddove  chiarisce che «La   nuova previsione, dunque, esclusivamente per i casi della mancanza,  incompletezza e ogni altra  irregolarità essenziale degli elementi e delle  dichiarazioni sostitutive di cui  al comma 2, prevede l’obbligo del    concorrente di pagare, in favore della stazione appaltante, la sanzione   pecuniaria stabilita dal bando di gara, il cui versamento è garantito  dalla  cauzione provvisoria, e ciò, è da ritenere, solamente al fine di  poter  integrare e regolarizzare le relative omissioni e/o carenze.  L’esclusione del concorrente dalla gara,  invece, sarà disposta dalla  stazione appaltante esclusivamente a seguito dell’inutile  decorso del  termine assegnato ai fini della regolarizzazione (cioè senza che il   concorrente integri o regolarizzi le dichiarazioni carenti o irregolari)»;  e il Parere di Precontenzioso n.  19 del 25 febbraio 2015, secondo cui il Vice Presidente  di una società non è tenuto a rendere la dichiarazione ex art. 38 del codice  degli appalti se, alla stregua dello statuto, il potere di rappresentanza gli  spetta in via eventuale e comunque senza i caratteri della automaticità e della  immediatezza;

RITENUTO che, nel caso di specie, la formula  utilizzata non è conforme alla normativa di settore in quanto non è proporzionale e non  consente di attribuire l’intero range dei punteggi, variabile da zero al massimo fissato nel  bando;

RILEVATO che sulla questione posta può  decidersi ai sensi dell’art. 8 del Regolamento sull’esercizio della funzione di  componimento delle controversie di cui all’art. 6, comma 7, lett. n) del  decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;

Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in   motivazione che:

       
  • la formula utilizzata non è  conforme alla normativa di settore in quanto non è proporzionale e non consente  di attribuire l’intero range dei punteggi, variabile da zero al massimo  fissato nel bando;
  •    
  • il  Vice Presidente di una società  non è tenuto a rendere la dichiarazione ex art. 38 del codice degli appalti se,  alla stregua dello statuto, il potere di rappresentanza gli spetta in via  eventuale e comunque senza i caratteri della automaticità e della immediatezza;  in ogni caso la mancanza della dichiarazione poteva essere regolarizzata.
Raffaele    Cantone  

 

Depositato  presso la Segreteria del Consiglio in data 20 luglio 2016
Il Segretario  Maria Esposito

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