DELIBERA  N. 849  del 3 agosto 2016

Oggetto: istanza di parere per la  soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto  legislativo 12 aprile 2006, n. 163 presentata dal RTP Freda Sabrina – Procedura  aperta per l’affidamento dell’incarico per la realizzazione di rilievi  strumentali, indagini specialistiche, progetto esecutivo delle strutture e  miglioramento sismico, progetto di restauro dell’immobile di proprietà del  Comune di Piacenza denominato “Ex Chiesa Del Carmine”. Importo a base di gara  euro: 102.400,00. S.A.: Comune di Piacenza.
PREC  83/15/S

Progettazione.  Incarichi e livelli - Compensi.
Tra i vari livelli di progettazione esiste  un rapporto di stretta simmetria che depone per una progettazione in progress,  cioè per livelli successivi di approfondimento, in cui il vincolo esistente tra  i diversi stadi, di natura funzionale, è destinato a risolversi nella  progettazione esecutiva.
Art.  90 , d.lgs. 163/2006

Con riferimento all’affidamento di  servizi relativi all’architettura e all’ingegneria e ai compensi professionali,  è compito della stazione appaltante rendere noto negli atti di gara le modalità  di calcolo del corrispettivo, motivando circa la congruità dell’importo  determinato,tenuto conto della natura e della complessità delle  prestazioni da appaltare, al fine di garantire la qualità delle stesse.
D.M.  143/2013.

Il Consiglio

VISTA l’istanza di parere prot.  n.15379 del 12.2.2015 presentata dal RTP Freda Sabrina relativamente alla procedura aperta  per l’affidamento dell’incarico per la realizzazione di rilievi strumentali,  indagini specialistiche, progetto esecutivo delle strutture e miglioramento  sismico, progetto di restauro dell’immobile di proprietà del Comune di Piacenza  denominato “Ex Chiesa Del Carmine”;
VISTE in particolare, le censure  mosse in merito alla legittimità del bando di gara in esame con  riferimento alla mancanza  di un progetto preliminare, alla mancata indicazione del compenso del progetto  definitivo di recupero architettonico, considerato parte dell’offerta  migliorativa e all’applicazione non corretta dei parametri per il calcolo del  compenso di cui al D.M. 143/2013;
VISTO l’avvio dell’istruttoria  avvenuto in data 30.3.2015;
VISTE le osservazioni formulate  dalla stazione appaltante con le quali preliminarmente precisa che con  determina dirigenziale del 13.2.2015 veniva approvata l’aggiudicazione  definitiva in favore del RTP Montagni/Podestà/Modus S.r.l./Ricci/CO.ART  S.r.l./Merialdo/Dal Bò e che il RTP istante si classificava 5° in graduatoria.  Con riferimento alla mancanza di un progetto preliminare la stazione appaltante  evidenzia che oggetto dell’incarico non è la sola progettazione  definitiva/esecutiva delle strutture, ma un più articolato e complesso servizio  tecnico professionale e che le prestazioni professionali sono interconnesse e  non si è voluto artificiosamente dividerle. Circa il secondo profilo di  doglianza, il Comune rappresenta che il progetto di recupero architettonico  costituisce una elaborazione di sintesi delle analisi richieste nel  disciplinare di gara al punto B “Analisi e indagini relative allo stato di  conservazione”. Sul punto precisa che con nota del 14.10.2014 l’amministrazione  ha riscontrato alla FAQ avanzata da parte istante, chiarendo come l’importo a  base di gara comprendesse la voce “sviluppo degli elementi di cui all’offerta  migliorativa” pari a euro 12.000. In merito al terzo profilo di doglianza, il  Comune sostiene che il parametro relativo al grado di complessità pari a 0,5  (zona con pericolosità sismica molto bassa) utilizzato per il calcolo del  compenso di cui al D.M. 143/2013 sia congruo;
VISTA la memoria inoltrata da  parte istante con le quali contesta quanto dedotto dal Comune di Piacenza nelle  proprie osservazioni;
RILEVATO che sulla questione può  decidersi ai sensi dell’art. 8 del Regolamento sull’esercizio della funzione di  componimento delle controversie di cui all’art. 6, comma 7, lett. n) del d.lgs.  163/2006;
CONSIDERATO che nel caso in  esame oggetto dell’affidamento risulta essere un incarico professionale da  espletarsi secondo diverse fasi (sei) quali: rilievi strumentali, analisi e  indagini relative allo stato di conservazione, analisi geologiche, progetto  esecutivo delle strutture, direzione lavori e coordinatore per la sicurezza ai  sensi del d.lgs. 81/2008;
RILEVATO che le prestazioni  richieste nella lex specialis, come  evidenziato dalla stazione appaltante,  risultano  propedeutiche alla definizione di un progetto preliminare e necessariamente  volte a un approfondimento del progetto nella fase definiva-esecutiva, risultando  le stesse interconnesse tra loro;
TENUTO  CONTO di quanto evidenziato dalla giurisprudenza circa il rapporto di stretta  simmetria esistente tra i vari stadi di progettazione (TAR Campania Napoli, 19  marzo 2014, n. 1578), che ha sottolineato «la preferenza del legislatore per  una progettazione in progress, cioè per livelli successivi di approfondimento,  in cui il vincolo esistente tra i vari livelli, di natura funzionale, è  destinato a risolversi nella progettazione esecutiva, che costituisce la  conclusione di un percorso armonico che racchiude tutte le fasi che in essa  finiscono per ritrovarsi»;
CONSIDERATO  che, in merito al profilo di contestazione relativo alla non  corretta applicazione dei parametri per il calcolo del compenso di cui al D.M.  143/2013, giova richiamare l’interpretazione fornita dall’Autorità nella  determinazione n. 4/2015 laddove ha affermato: «al fine di determinare l’importo del corrispettivo da porre a base di  gara per l’affidamento dei servizi di ingegneria ed architettura, ivi compreso  l’appalto c.d. “integrato”, è obbligatorio fare riferimento ai criteri fissati  dal decreto del Ministero della giustizia del 31 ottobre 2013, n. 143  (Regolamento recante determinazione dei corrispettivi da porre a base di gara  nelle procedure di affidamento di contratti pubblici dei servizi relativi  all’architettura ed all’ingegneria). In proposito, si sottolinea che, nel  rispetto di quanto previsto dall’art. 9, ultimo periodo, del decreto legge 24  gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012,  n. 27, il corrispettivo non deve determinare un importo a base di gara  superiore a quello derivante dall’applicazione delle tariffe professionali  previgenti. Per motivi di trasparenza e correttezza è obbligatorio riportare  nella documentazione di gara il procedimento adottato per il calcolo dei  compensi posti a base di gara (art. 264, co. 1, lett. d), del Regolamento). Ciò  permetterà ai potenziali concorrenti di verificare la congruità dell’importo  fissato, l’assenza di eventuali errori di impostazione o calcolo, permettendo  al contempo di accertare che il procedimento non produca tariffe superiori a  quelle derivanti dal sistema precedente»;
CONSIDERATO quindi che è compito della  stazione appaltante rendere noto negli atti di gara le modalità di calcolo del  corrispettivo, motivando circa la congruità dell’importo determinato,tenuto  conto della natura e della complessità delle prestazioni da appaltare, al fine  di garantire la qualità delle stesse, cosa che nel caso in esame appare essere  stato compiuto,

Il Consiglio

ritiene, nei  limiti di cui in motivazione, che il bando di gara in questione appare conforme  e coerente con le prestazioni oggetto dell’affidamento.

Raffaele  Cantone

 

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 5  agosto 2016
Il segretario Rosetta Greco

Documento formato pdf (128 Kb)