DELIBERA N. 956   del 7 settembre 2016

OGGETTO: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex art. 6, comma 7,  lettera n) del d.lgs.163/2006 presentata da Italware S.r.l./Terna S.p.a.. Procedura  aperta per l’affidamento di un appalto di fornitura di hardware per le  postazioni di lavoro. Criterio di aggiudicazione: prezzo più basso. Importo a  base di gara eu. 1.500.000,00 S.A. Terna S.p.a. Controinteressata: RTI Dell  S.p.a – Bagnetti S.r.l.
PREC 285/15/F

Specifiche  tecniche. Conformità. Aggiudicazione in favore di impresa che offra requisiti  inferiori ai minimi consentiti. Interpretazione sistematica della lex specialis  di gara.
E’ legittima l’aggiudicazione  in favore di impresa che offra i requisiti voluti dalla stazione appaltante, se  soddisfa la volontà dell’ente che va rintracciata attraverso l’esame complessivo  del contesto delle disposizioni contenute nel bando, le indicazioni nel  capitolato e le rettifiche esplicitate a seguito dei chiarimenti richiesti  dagli operatori partecipanti.
Art. 68 D.lgs.163/2006.

Il  Consiglio
VISTA  l’istanza prot. n. 137133 del 20 ottobre 2015, con la quale la Italware S.r.l. chiedeva  un parere all’Autorità sulla legittimità dell’aggiudicazione in favore di  un’impresa la cui offerta non apparirebbe riaspettare i requisiti minimi  richiesti dalle specifiche tecniche della fornitura contenute nel capitolato;
VISTO l’avvio dell’istruttoria avvenuto  in data 30 dicembre 2015;
VISTA la documentazione in atti e, in  particolare, le memorie prodotte dalle parti;
CONSIDERATO che le questioni giuridiche  controverse prospettate dagli istanti possono essere decise ai sensi  dell’articolo 8 del Regolamento  sull’esercizio della funzione di componimento delle controversie di cui  all’articolo 6, comma 7, lettera n) del d.lgs. n. 163/2006;
RILEVATO che il bando con cui viene  indetta la procedura è del 2015 e quindi relativo al periodo in cui era in  vigore il vecchio Codice;
RILEVATO che nelle schede tecniche di  dettaglio delle specifiche tecniche, tra i requisiti minimi dei Tablet da  fornire era prevista una capacità di batteria pari a 5000 mAh per tablet  Android di tipo A e 7000 mAh per tablet Android di tipo B e le caratteristiche  elencate venivano definite “vincolanti e  non oggetto di valutazione tecnica aggiuntiva”;
RILEVATO che, a seguito di richiesta di  chiarimenti da parte degli operatori economici, la stazione appaltante aveva  specificato di ritenere prevalente rispetto alla dimensione del display che  avrebbe potuto variare entro un range compreso tra i valori 8” e 10”,  l’autonomia della batteria della durata di almeno una giornata di lavoro;
RILEVATO che i concorrenti, tra cui  l’aggiudicatario hanno presentato certificazione che garantivano una durata  della batterie corrispondente ad almeno una giornata lavorativa come richiesto;
CONSIDERATO che la richiesta di mAh  contenuta nel capitolato garantirebbe invece addirittura due o tre giorni di  autonomia in base alla media dei risultati tecnici disponibili e rilevato che,  come afferma anche la stazione appaltante, e come può ritenersi dall’esperienza  comune, lo stesso valore può dare risultati variabili a seconda della  configurazione del sistema e della tipologia di utilizzo del tablet;
CONSIDERATO quindi che la specificazione  contenuta nel dettaglio dei chiarimenti resi supera e completa il contenuto  della lex specialis di gara;
RITENUTO infatti che, come chiarito in Cons.  di Stato sez. V n. 4684 del 9.10.2015: “L’interpretazione  della lex specialis soggiace, come per tutti gli atti amministrativi, alle  stesse regole stabilite per i contratti dagli articoli 1362 e ss., tra le quali  assume carattere preminente quella collegata all’interpretazione letterale, in  quanto compatibile con il provvedimento amministrativo, fermo restando, per un  verso, che il giudice deve in ogni caso ricostruire l’intento perseguito  dall’amministrazione ed il potere concretamente esercitato sulla base del  contenuto complessivo dell’atto (c.d. interpretazione sistematica) e, per altro  verso, che gli effetti del provvedimento, in virtù del criterio di  interpretazione di buona fede, ex 1366 c.c., devono essere individuati solo in  base di ciò che il destinatario può ragionevolmente intendere (Cons. Stato,  sez. III, 2 settembre 2013, n. 4364; sez. V, 27 marzo 2013, n. 1769)”;
RITENUTO quindi che la specificazione  del tempo di autonomia del tablet supera il dato tecnico richiesto dal bando e,  in base a un’interpretazione sistematica, risponde ai requisiti minimi  effettivamente voluti dalla stazione appaltante, anche alla stregua di un  criterio di normalità e ragionevolezza;

Il  Consiglio
ritiene, nei limiti di cui in  motivazione, l’operato della stazione appaltante conforme alla disciplina  normativa di settore.

Il  Presidente
Raffaele Cantone

Depositato presso la Segreteria del  Consiglio in data 15 settembre 2016
Il Segretario Maria Esposito

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