DELIBERA N. 970  DEL 14 settembre 2016


OGGETTO: Istanza di parere per la soluzione  delle controversie ex art. 6, comma 7, lettera n) del d.lgs.163/2006 presentata  da Tecno Instruments S.r.l./ARCA Lombardia Azienda Regionale Centrale Acquisti  S.p.a. Procedura aperta per l’affidamento di un appalto di forniture di protesi  oculistiche. Criterio di aggiudicazione: offerta economicamente più vantaggiosa.  Importo a base di gara eu. 11.195.742,10 S.A. ARCA Lombardia Azienda Regionale  Centrale Acquisti S.p.a.

PREC 240 /15/F

Mancata suddivisione in lotti. Requisiti  di capacità economica e professionale. Proporzionalità. Innovazione tecnologica  e oggetto dell’appalto.

E’ legittimo il bando che preveda una  suddivisione in lotti rispondente a un criterio logico di funzionalità e  coerenza e la stazione appaltante fornisca adeguata motivazione della scelta  effettuata.
I requisiti di capacità tecnico  professionale richiesti dal bando devono essere riferiti al singolo lotto e non  all’importo della base d’asta relativo all’intero appalto.
Un bando per una fornitura di prodotti  tecnologicamente “superati” non è da ritenersi illegittimo, considerato che la  richiesta risulta motivata da un lavoro di analisi e rilevazione dei bisogni e  delle abitudini dei consumatori destinatari della fornitura.

Art.2 comma 1 bis art. 42 d.lgs.163/2006.

Il  Consiglio

CONSIDERATO  che le questioni giuridiche controverse prospettate dagli istanti possono  essere decise ai sensi dell’articolo 8 del Regolamento  sull’esercizio della funzione di componimento delle controversie di cui  all’articolo 6, comma 7, lettera n) del d.lgs. n. 163/2006;
RILEVATO  che il bando con cui viene indetta la procedura è del 2015 e quindi relativo al  periodo in cui era in vigore il vecchio Codice;
RILEVATO  che la procedura per l’affidamento di forniture di lenti intraoculari è  suddivisa in quindici lotti, i cui primi quattro rappresentano il 95% del  fabbisogno totale, e tanto induce l’istante a ritenere la suddivisione disomogenea  e sproporzionata;
CONSIDERATO  che la fornitura da aggiudicare è costituita da prodotti omogenei costituiti  nello specifico da lenti intraoculari di vari tipi e la suddivisione in lotti corrisponde  alle varie tipologie, raggruppate secondo le caratteristiche essenziali  individuate nel capitolato tecnico;
CONSIDERATO  che ai lotti previsti dalla lex specialis, formulati in base alle esigenze degli  enti sanitari che hanno dichiarato i propri fabbisogni, è permesso partecipare  anche in raggruppamento o avvalendosi di altra impresa;
CONSIDERATO  che è stato ritenuto che “ la suddivisione in lotti è doverosa se diretta a  favorire l’accesso al mercato delle piccole e medie imprese (art. 2 comma 1 bis  del Codice (così come introdotto dall’art. 44 comma 7 d.l. 201/2011) si veda,  in proposito Parere 13.9.2012 AG 18/2012 richiamato, tra l’altro da parere di  prec. n. 32 del 13.2.2014); e, come precisato nello stesso art. 2 comma 1 bis a  seguito della modifica operata dall’art. 26 bis comma 1 d.l. 69/2013: “nella determina a contrarre le stazioni  appaltanti indicano la motivazione circa la mancata suddivisione in lotti dell’appalto”;
RITENUTO  che nel caso di specie la stazione appaltante ha motivato la suddivisione adottata  in base a un quadro storico degli acquisiti dal quale è stata tratta la  quantificazione dei fabbisogni di ogni dispositivo appartenente alla categoria  merceologica richiesta e che tale suddivisione, fondata sulle caratteristiche  obiettive dei prodotti, non appare comportare una restrizione della  concorrenza;
RILEVATO  che tra i requisiti richiesti, è stata prevista la dimostrazione di un  fatturato in forniture analoghe, registrato nell’ultimo triennio, di importo  pari al 50% della base d’asta corrispondente al singolo lotto per cui si  partecipa;
RITENUTO  che tale indicazione risulta conforme alle linee interpretative  giurisprudenziali e dell’Autorità secondo cui la fissazione del requisito  economico finanziario deve avvenire in relazione ad ogni singolo lotto e non  all’importo complessivo dell’appalto (vd. Deliberazione  n. 36 Adunanza del 9 Giugno 2010);
RITENUTO  che la richiesta di forniture che potrebbero ritenersi obsolete non determina  in automatico l’illegittimità del bando in quanto, se può affermarsi che in  linea di massima non risponde pienamente ai principi di efficienza e  innovazione, nel caso di specie risulta motivata dalle rilevazioni dei bisogni  e delle abitudini dei consumatori cui è destinata la fornitura;

CONSIDERATO  che i refusi contenuti nel bando si possono ritenere rettificati in quanto  ammessi e corretti nelle risposte date ai quesiti dei concorrenti;

Il  Consiglio

ritiene,  nei limiti di cui in motivazione, l’operato della stazione appaltante conforme  alla disciplina normativa di settore.

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            Il Presidente
        Raffaele Cantone

Depositato  presso la Segreteria del Consiglio in data 21 settembre 2016

Il  Segretario Maria Esposito

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