DELIBERA N. 1380 DEL 21 dicembre 2016

 

OGGETTO: Istanza di  parere di precontenzioso ex art. 211, comma 1, del d.lgs.50/2016  presentata dalla Progetto Geoambiente S.r.l. – Realizzazione impianto di discarica per  rifiuti non pericolosi di Fosso Mabiglia nel Comune di Cingoli (MC) – 2°  stralcio – Importo a base di gara: euro 4.719.947,00 - S.A. Cosmari S.r.l. di Tolentino (MC)
PREC 70/16/L

Requisiti  soggettivi di partecipazione – Precedente risoluzione contrattuale –  Valutazione rimessa alla S.A.
Una volta che l’operatore economico abbia  dichiarato eventuali precedenti risoluzioni contrattuali, ogni valutazione  successiva sull’affidabilità dell’impresa è rimessa alla S.A., che è tenuta a  valorizzare i precedenti professionali delle imprese concorrenti nel loro  complesso con riferimento  alle circostanze dei fatti, al tempo trascorso e alle eventuali recidive, il  tutto in relazione all'oggetto e alle caratteristiche dell'appalto.
Art. 80, co. 5 d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50

 

Il Consiglio


VISTA l’istanza prot. n. 160266 del 28 ottobre  2016 presentata dalla Progetto Geoambiente S.r.l., capogruppo della costituenda ATI  classificata seconda nella gara in oggetto, con la quale l’istante lamenta  che la S.A. non ha effettuato alcuna verifica o valutazione, ai fini dell’accertamento  del requisito soggettivo di affidabilità professionale, in ordine alla  dichiarazione della prima classificata Edil Moter S.r.l. di aver subito una  precedente risoluzione contrattuale; chiede quindi se tale valutazione debba  ritenersi implicita nell’ammissione del concorrente alla gara, pur se risulti  che la causa della risoluzione contrattuale in parola sia stata configurata  quale grave negligenza dal giudice amministrativo;

 

VISTA la memoria presentata dalla Franco S.r.l., mandante  della costituenda ATI seconda classificata, la quale comunica di aderire a  quanto prospettato dalla capogruppo Progetto Geoambiente S.r.l. ed evidenzia come l’art. 80  del d.lgs. 50/2016 presenti una portata più ampia rispetto al previgente art.  38 d.lgs. 163/2006;

VISTA la memoria prodotta dalla S.A. Cosmari S.r.l., la  quale afferma di aver verificato, dal Casellario dell’Anac, l’annotazione  inserita a carico della Edil Moter S.r.l., da cui emergeva che il richiamato  provvedimento di risoluzione contrattuale era oggetto di formale impugnazione  presso il Tribunale Ordinario di Roma e che tale circostanza non costituiva  motivo di automatica esclusione; afferma altresì di aver valutato  favorevolmente la dichiarazione in gara della suddetta risoluzione contrattuale  da parte dell’operatore economico, e di aver valutato positivamente il  comportamento della ditta nel corso del rapporto contrattuale relativo al 1°  stralcio della discarica;

VISTO l’art. 80, co. 5 del d.lgs. 18 aprile  2016, n. 50 ai sensi del quale  «Le stazioni appaltanti escludono dalla partecipazione […] qualora […] c) la  stazione appaltante dimostri con mezzi adeguati che l’operatore economico si è  reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua  integrità o affidabilità. Tra questi rientrano: le significative carenze  nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione che ne  hanno causato la risoluzione anticipata, non contestata in giudizio, ovvero confermata  all’esito di un giudizio […]»;

VISTO il documento  preliminare approvato dal Consiglio dell’Autorità nell’adunanza del 21  settembre 2016 quale proposta di Linee Guida recante “ Indicazione  dei mezzi di prova adeguati e delle carenze nell’esecuzione di un precedente  contratto di appalto che possano considerarsi significative per la  dimostrazione delle circostanze di esclusione di cui all’art. 80, comma 5,  lett. c) del Codice”, dove al punto 2.1 specifica che «Rilevano quali  cause di esclusione ai sensi dell’art. 80, comma 5, lett. c) del Codice gli  illeciti professionali gravi tali da rendere dubbia l’integrità del  concorrente, intesa come moralità professionale, o la sua affidabilità, intesa  come reale capacità tecnico professionale, nello svolgimento dell’attività  oggetto di affidamento. […] La stazione appaltante deve valutare, ai fini  dell’eventuale esclusione del concorrente, i comportamenti gravi e  significativi riscontrati nell’esecuzione di precedenti contratti, anche  stipulati con altre amministrazioni. Detti comportamenti rilevano se sono  sintomatici di persistenti carenze professionali nell’esecuzione di prestazioni  contrattuali. Assumono rilevanza, oltre alle ipotesi previste dal Codice, i  fatti imputabili all’esecutore che abbiano comportato la risoluzione anticipata  del contratto oppure abbiano dato luogo a modifiche o varianti non previste nei  documenti iniziali di gara, all’applicazione di penali o all’escussione delle  garanzie di cui agli artt. 103 e 104 del Codice. In particolare, assumono  rilevanza, a titolo esemplificativo: […] 4. il ritardo nell’adempimento»; e al  punto 6.4 specifica che «La valutazione dell’idoneità del comportamento  a porre in dubbio l’integrità o l’affidabilità del concorrente attiene  all'esercizio del potere discrezionale della stazione appaltante e deve essere  effettuata con riferimento alle circostanze dei fatti, al tempo trascorso e  alle eventuali recidive, il tutto in relazione all'oggetto e alle  caratteristiche dell'appalto»;

 VISTA la giurisprudenza amministrativa  richiamata dall’istante in ordine alla precedente risoluzione contrattuale, la  quale aveva ad oggetto le conseguenze dell'omessa dichiarazione (TAR Toscana sez. II 13 gennaio 2016,  n. 11); e dove il Consiglio di  Stato (Sez. V, Sent., 5 ottobre 2016,  n. 4108) configurava l'inadempienza dovuta a ritardo nell'esecuzione dei  lavori quale grave negligenza, in quanto «l'ordinamento appresta una serie di  mezzi a favore delle imprese affidatarie di pubblici lavori onde evitare  contestazioni del tipo evocato, mezzi utilizzabili in corso d'opera allorché si  verifichino ragioni di ritardo, dalla "sorpresa" alle emergenze  meteorologiche, ai gravi disguidi tecnici sopraggiunti ed imprevedibili e  perciò la risoluzione per inadempimento costituisce un accadimento del tutto  patologico e al di fuori della fisiologia, purtroppo corrente, dei ritardi  nella realizzazione in Italia delle opere pubbliche [...] Tale ricostruzione  permette di inquadrare tra le "gravi negligenze" quanto accaduto»;

RITENUTO che, nel  caso di specie, la Edil Moter S.r.l. dichiarava in sede  di partecipazione la precedente risoluzione contrattuale, e la S.A., dopo aver consultato il Casellario  dell’Autorità, valutava positivamente tale dichiarazione e, nell’esercizio  della propria discrezionalità, valorizzava il precedente rapporto contrattuale  intercorso con l’operatore economico e relativo al 1°  stralcio dell’opera in oggetto,  giungendo ad una valutazione finale di affidabilità dell’impresa;

RILEVATO che sulla questione posta può  decidersi ai sensi dell’art. 10 del Regolamento per il rilascio dei pareri di  precontenzioso di cui all’art. 211, comma 1, del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50;

Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in   motivazione che:

       
  • una volta che l’operatore economico abbia  dichiarato eventuali precedenti risoluzioni contrattuali, ogni valutazione  successiva sull’affidabilità dell’impresa è rimessa alla S.A., che è tenuta a valorizzare i precedenti  professionali delle imprese concorrenti nel loro complesso con riferimento alle circostanze  dei fatti, al tempo trascorso e alle eventuali recidive, il tutto in relazione  all'oggetto e alle caratteristiche dell'appalto.

Raffaele  Cantone

Depositato presso  la Segreteria del Consiglio in data 4 gennaio 2017
Il Segretario,  Rosetta Greco

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