DELIBERA N.  482  DEL 29 maggio 2019

OGGETTO: Istanza singola di parere di precontenzioso ex  art. 211, comma 1, del d.lgs.50/2016 presentata da Scala Enterprise s.r.l. –  Affidamento dei servizi di facchinaggio, traslochi e magazzinaggio per le  esigenze dei Reparti amministrati dal Quartier Generale della Guardia di  Finanza di Roma – Lotto 1- Importo a base di gara: euro 368.852,46 - S.A.:  Quartier Generale della Guardia di Finanza.
PREC 45/19/S

VISTA l’istanza di parere acquisita al  prot. n. 9074 del 4 febbraio u.s. con cui la Soc. Scala Enterprise ha  contestato la richiesta avanzata dalla stazione appaltante di comprovare quanto  dichiarato nell’offerta tecnica, in quanto tale subprocedimento di verifica non  sarebbe previsto né dal codice degli appalti né dalla documentazione di gara, e  la successiva decurtazione del punteggio precedentemente assegnato all’offerta  stessa, avendo la Commissione accertato che quanto offerto non presenta le  caratteristiche richieste dal disciplinare per ottenere il punteggio  conseguito, e domanda che, in conseguenza delle illegittimità denunciate, sia  annullata l’intera procedura di gara;

VISTO l’avvio dell’istruttoria avvenuto in  data 30 aprile 2018 e le memorie e i documenti pervenuti dalle parti;

CONSIDERATO che è compito della  Commissione giudicatrice valutare le offerte dal punto di visto tecnico ed  economico e che, in base a quanto stabilito dall’art. 77 del d.lgs. 50/2016 e  quanto precisato dalle Linee Guida n. 5 aventi ad oggetto “Criteri di scelta  dei commissari di gara e di iscrizione degli esperti nell’Albo nazionale  obbligatorio dei componenti delle commissioni giudicatrici” approvate dal  Consiglio dell’Autorità con delibera n. 1190 del 16 novembre 2016 e  successivamente aggiornate con delibera n. 4 del 10 gennaio 2018, la  Commissione è l’unico soggetto responsabile di tale valutazione;

RILEVATO che non può, pertanto, negarsi il  generale e doveroso potere di controllo della veridicità ed attendibilità delle  dichiarazioni contenute nelle offerte, al fine di assicurare la correttezza ed  il buon andamento della procedura (cfr. Cons. Stato, sez. V, 22 novembre 2017,  n. 5430), soprattutto quando, come nel caso di specie, l’offerta tecnica  consegue un certo punteggio semplicemente sulla base delle autodichiarazioni  rese dall’operatore economico circa il possesso di un dato requisito, secondo  il tipico processo “On/off”;

VISTO l’art. 71 del Testo unico sulla  documentazione amministrativa (DPR 445/2000) ai sensi del quale “le  amministrazioni procedenti sono tenute ad effettuare idonei controlli, anche a  campione, e in tutti i casi in cui sorgono fondati dubbi, sulla veridicità  delle dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47”;

CONSIDERATO che se non fosse possibile  procedere all’accertamento della veridicità di quanto dichiarato nell’offerta  tecnica, verrebbero incentivati comportamenti opportunistici dei concorrenti  che, consapevoli di inserire informazioni false, darebbero luogo ad una “selezione avversa” in seno alla procedura,  in ragione dei dati inseriti nonché del possibile difettoso controllo postumo a  cura della stazione appaltante, all’evidente fine di ottenere un punteggio  migliore; così falsando il regolare svolgimento della competizione ed  introducendo, altresì, in gara, un sensibile elemento di aleatorietà  assolutamente inconciliabile con le esigenze di certezza, celerità e  funzionalità della gara nonché di qualità della prestazione;

RILEVATO che non vi è dubbio che la  Commissione, finché non siano concluse le operazioni di gara, possa rivedere le  valutazioni già espresse e che a tal proposito, la giurisprudenza ha  sottolineato come “la funzione della Commissione di una gara di appalto si  esaurisce soltanto con l’approvazione del proprio operato da parte degli organi  competenti dell’amministrazione appaltante e, cioè, con il provvedimento di  c.d. aggiudicazione definitiva: nel periodo intercorrente tra tali atti,  sussiste il potere della Commissione stessa di riesaminare nell’esercizio del potere  di autotutela il procedimento di gara già espletato, anche riaprendo il  procedimento di gara per emendarlo da errori commessi e da illegittimità  verificatesi” (Cons. Stato, Sez IV, 5 ottobre 2005, n. 5360) e che “in via  generale, anche dopo l'aggiudicazione provvisoria della gara…non può negarsi il  potere della Commissione di gara di riesaminare nell'esercizio del potere di  autotutela il procedimento di gara già espletato - riaprendolo per emendarlo da  errori commessi o da illegittimità verificatesi, in relazione all'eventuale  illegittima ammissione o esclusione dalla gara di un’impresa concorrente”  (Cons. Stato, sez. III, 30 aprile 2014, n. 2273; Cons. Stato, sez. III, 11  gennaio 2018, n. 136);

CONSIDERATO, pertanto, che la Commissione  di gara ha legittimamente richiesto di comprovare che i due automezzi indicati  dalla Soc. Scala Enterprise nell’offerta tecnica avessero una portata a pieno  carico di 50 q.li, come richiesto dal disciplinare per l’attribuzione dei 10  punti;

VISTO che, in ragione dell’assenza delle  caratteristiche tecniche richieste dal disciplinare, la Commissione di gara ha  correttamente decurtato il punteggio precedentemente assegnato;

VISTO,  peraltro, che con particolare riferimento alla condotta intervenuta in fase di  gara consistente nell’avere fornito, anche per negligenza, informazioni false o  fuorvianti, suscettibili di influenzare le decisioni sull’esclusione, la  selezione o l’aggiudicazione, nelle Linee  guida n. 6 recanti «Indicazione dei   mezzi di prova adeguati e delle carenze nell’esecuzione di un  precedente  contratto di appalto che  possano considerarsi significative per la dimostrazione delle circostanze di  esclusione di cui all’art. 80, comma 5,   lett. c) del Codice», approvate dal Consiglio dell’Autorità con delibera  n. 1008 del 11 ottobre 2017 e successivamente aggiornate, l’ANAC ha chiarito che  rilevano i comportamenti che integrano i presupposti di cui al punto 2.1 delle  Linee guida – ovvero comportamenti  tali  da rendere dubbia l’integrità del concorrente, intesa come moralità  professionale, o la sua affidabilità, intesa  come reale capacità tecnico   professionale, nello svolgimento dell’attività oggetto di affidamento -  posti in essere dal concorrente con dolo o colpa grave volti a ingenerare,  nell’amministrazione,  un convincimento  erroneo su una circostanza rilevante ai fini della partecipazione o  dell’attribuzione del punteggio;

VISTO che la  giurisprudenza, muovendosi sulla linea tracciata dall’Autorità, ha valutato che  l’art. 80, comma 5, lett. c) del d.lgs 50/2016 include nell’ambito delle  dichiarazioni false da considerarsi rilevanti ai fini dell’integrazione della  causa di esclusione di che trattasi «anche quelle relative alle   caratteristiche dell’offerta ove idonee a influire sul processo  decisionale  dell’amministrazione, in ordine all’attribuzione del  punteggio o più in  generale all’individuazione dell’aggiudicatario»  (Cons. Stato, Sez. V, 8  maggio 2018 n. 2747) e che, secondo il Consiglio  di Stato, «la ratio della norma si sostanzia nell’evitare alla stazione  appaltante di trattare con operatori economici che non diano sufficienti  garanzie in ordine alla propria affidabilità morale e professionale,  affidabilità che può risultare pregiudicata anche da comportamenti  consistenti nel rappresentare qualità dell’offerta tecnica non veritiere che  abbiano avuto l’effetto di alterare gli esiti della gara» (Cons.  Stato  cit.);

Il Consiglio

ritiene, nei  limiti delle motivazioni che precedono,

       
  • Legittima la richiesta di documentazione a comprova  di quanto autodichiarato dall’operatore economico nell’offerta tecnica e la  decurtazione del punteggio precedentemente assegnato, a seguito del riscontro  che il bene offerto non possiede le caratteristiche previste dal disciplinare  per il conseguimento di un certo punteggio.


Raffaele Cantone

Depositato  presso la Segreteria del Consiglio in data 12 giugno 2019

Per il  Segretario, Rosetta Greco

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