DELIBERA N. 829  DEL 18 settembre 2019

Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 211, comma 1, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 presentata da Electrosteel Europe S.A. – Procedura negoziata ai sensi dell’art. 36, comma 2, d.lgs. n. 50/2016 per la fornitura di tubi in ghisa sferoidale c/bicchiere per magazzino di Pisa – Importo a base di gara: euro 6.000,00 – S.A.: Acque S.p.A.   

PREC  130/19/F                  

Il Consiglio

VISTA l’istanza di parere prot. n. 57091 del 15/07/2019, con la quale la Electrosteel Europe S.A.  contesta la legittimità della lex specialis di gara nella parte in cui, facendo applicazione dell’art. 137, d.lgs. n. 50/2016 prevede l’esclusione dalla procedura delle offerte di forniture se  la parte dei prodotti originari di Paesi terzi, ai sensi del regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, supera il 50 per cento del valore totale dei prodotti che compongono l'offerta;
CONSIDERATO che l’istante sostiene che l’art. 137 del Codice non dovrebbe trovare applicazione nella procedura in esame in quanto sul mercato italiano un solo rivenditore sarebbe in grado di presentare un’offerta valida;
VISTA la nota prot. n. 67948 del 30/08/2019 con la quale è stato comunicato l’avvio del procedimento alle parti interessate;
VISTA la memoria della stazione appaltante che motiva in ordine alla conformità della scelta compiuta alle norme dettate dall’art. 137 e dall’art. 30, d.lgs. n. 50/2016;
CONSIDERATO che l’istante ha già sottoposto all’attenzione dell’Autorità un quesito riferito sempre alla possibilità per le stazioni appaltanti di applicare nelle procedure di gara l’art. 137, d.lgs. n. 50/2016 e sul quale l’Autorità ha espresso il proprio orientamento con Delibera n. 696 del 3 luglio 2019;
RITENUTO che i motivi addotti nella richiesta di parere non sono idonei a far ritenere superato l’orientamento espresso nella Delibera citata dove l’Autorità ha osservato che «l’interpretazione sistematica dell’art. 137, d.lgs. 50/2016 – tenuto conto che la disciplina dettata riguarda, come si legge al comma 1, le “offerte contenenti prodotti originari di Paesi terzi” con cui l'Unione europea non ha concluso, in un contesto multilaterale o bilaterale, un accordo che garantisca un accesso comparabile ed effettivo delle imprese dell'Unione ai mercati di tali paesi terzi – autorizza a ritenere che la stazione appaltante possa respingere le offerte di prodotti originari dei predetti Paesi terzi laddove il valore degli stessi superi il 50 per cento del valore totale dei prodotti che compongono l'offerta dalla norma, volta a perseguire obiettivi di tutela della concorrenza e del principio di reciprocità»;
VISTA la giurisprudenza richiamata nel parere citato e, in specie, la sentenza del TAR Veneto, sez. I, n. 844/2018, con la quale è stato considerato che la norma è «volta a garantire condizioni minime di tutela della par condicio tra le imprese che partecipano alle gare sul mercato degli appalti comunitari, con specifico riferimento ai casi in cui le forniture abbiano ad oggetto prodotti originari di paesi terzi», trattandosi di «una forma specifica di tutela del generale e fondamentale principio della par condicio, che viene messo a rischio di lesione quando vengono offerti beni prodotti in paesi terzi con costi di produzione molto bassi e regole di mercato ben più competitive»;
RITENUTO che l’interpretazione sistematica dell’art. 137, d.lgs. 50/2016 (relativa alle offerte contenenti prodotti originari di Paesi terzi con cui l'Unione europea non ha concluso, in un contesto multilaterale o bilaterale, un accordo che garantisca un accesso comparabile ed effettivo delle imprese dell'Unione ai mercati di tali paesi terzi) legittima la stazione appaltante a respingere le offerte di prodotti originari dei predetti Paesi terzi a suo insindacabile giudizio laddove il valore degli stessi superi il 50 per cento del valore totale dei prodotti che compongono l'offerta, dovendo motivare esclusivamente la scelta di ammetterle eventualmente alla procedura trasmettendo all’Autorità la relativa documentazione;
RITENUTA, pertanto, legittima la scelta della stazione appaltante di avvalersi della facoltà di legge prevista dall’art. 137, comma 2, d.lgs. 50/2016,

Il Consiglio

ritiene, nei limiti di cui in motivazione che:

       
  • l’operato della stazione appaltante sia conforme alla normativa di settore.

 

Il Presidente f.f.
Francesco Merloni

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 26 settembre 2019
Il Segretario Maria Esposito

Formato pdf 144 kb