Comunicato alle S.O.A. n. 6

Prot. 22901/01/segr

Roma, 18 Aprile 2001

A tutte le SOA autorizzate

Loro sedi


Sono pervenuti a questa Autorità schemi tipo di convenzioni che le S.O.A intendono stipulare ovvero convenzioni stipulate con soggetti esterni alla propria organizzazione aziendale nella loro attività di promozione e di marketing.

Premesso che i limiti e gli ambiti per l’utilizzo delle risorse esterne all’organizzazione aziendale da parte delle S.O.A per l’attività di promozione e di marketing sono stati già fissati nella determinazione n 38/2000 e n. 50/2000, si indicano i principi di carattere generale che le stesse devono tenere presente per la predisposizione ed eventuale correzione degli schemi contrattuali.


Rapporti tra SOA ed Associazioni di categoria e società di consulenza

In via prioritaria, si rammenta che con determinazione n 50/2000 è stata prevista la possibilità per le SOA di far ricorso a forme di collaborazione o di consulenza solo per l’espletamento delle attività strumentali o presupposte alle fasi in cui si attua la valutazione rilevante ai fini dell’attestazione.

Con ciò si è inteso precisare che i rapporti di collaborazione o di consulenza non si possono sostanziare in forme di avvalimento di autonoma attività di soggetti terzi, ma devono consistere in rapporti di mera consulenza per aspetti specifici di particolare complessità che non trovano adeguata professionalità nell’organico della SOA o in rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di particolari professionalità che, ad integrazione dell’organico, prestano la loro attività quali collaboratori della SOA.

L’impossibilità di sostanziare i rapporti di collaborazione o di consulenza in forme di avvalimento di autonoma attività di soggetti terzi, comporta  che le SOA non possono stipulare apposite convenzioni con le associazioni di categoria a prescindere dalla loro presenza o meno nell’azionariato della SOA; mentre le associazioni di categoria possono ben offrire consulenza ed assistenza alle imprese associate, ma solo in ragione della loro attività statutaria e comunque al di fuori di ogni forma di convenzionamento con le SOA.

Questa stessa preclusione in ordine alla impossibilità di forme di avvalimento, si verifica anche nell’ipotesi in cui le SOA assumono iniziative di collegamento con strutture di consulenza private alle quali le SOA richiedono, con convenzioni, di effettuare l’attività di acquisizione e di organizzazione della documentazione necessarie al processo di attestazione.

A maggior ragione le SOA non possono stipulare convenzioni che prevedano prestazioni o trattamenti privilegiati a favore delle imprese da qualificare,per garantire la posizione di imparzialità e l’indipendenza prevista dall’articolo 7, comma 4, del D.P.R. n. 34/2000.

Va tenuto presente che i trattamenti privilegiati  possono ricavarsi sia dalla previsione di tempi differenziati per il rilascio delle attestazione sia nel caso di trasferimento di parte dell’importo tariffario minimo ovvero da eventuali previsioni di diminuzioni tariffarie. 

Quanto precisato non preclude l’attività di mediazione quale prevista in generale dal codice civile e che, nel settore, è consentita  nei limiti della diffusione delle modalità di prestazione dell’attività da parte delle SOA e delle garanzie che le stesse  forniscono concretamente al fine della acquisizione di clienti.

Si ribadisce, peraltro, che questa attività non può comportare trattamenti privilegiati di alcun tipo.

Occorre, infine, rammentare l’impossibilità per i mediatori di contraddistinguere le loro sedi operative o i rispettivi siti con insegne riproducenti il logo della SOA o con qualsiasi altro elemento che possa ingenerare il dubbio che gli stessi facciano parte dell’organizzazione aziendale della SOA e non in qualità di mediatori.