Delibera numero 4 del 09 gennaio 2019

Procedimento sanzionatorio Fascicolo UVMAC/S/4107/2018 nei confronti dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, per omessa adozione del PTPC relativo al triennio 2018- 2020

Delibera n. 4 del  9 gennaio 2019
                                     
Oggetto: Procedimento sanzionatorio Fascicolo UVMAC/S/4107/2018 nei confronti dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, per omessa adozione del PTPC relativo al triennio 2018- 2020

Il Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione

nell’adunanza del 9 gennaio 2019;

- Visto l’articolo 19, comma 5, del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito in legge, con modificazioni, dall’articolo 1, comma 1, della legge 11 agosto 2014, n. 114, secondo cui, salvo che il fatto costituisca reato, l’Autorità Nazionale Anticorruzione applica una sanzione amministrativa non inferiore nel minimo a euro 1.000 e non superiore nel massimo a euro 10.000, nel caso in cui il soggetto ometta l’adozione del Piano triennale di prevenzione della corruzione, del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità o dei Codici di comportamento;
- Visto l’articolo 1, comma 7 e 8, della legge 6 novembre 2012, n. 190, secondo il quale ciascuna amministrazione entro il 31 gennaio di ogni anno adotta il Piano triennale di prevenzione della corruzione;
- Visto il Piano nazionale anticorruzione e i successivi aggiornamenti, di cui all’articolo 1, comma 2 – bis della legge 6 novembre 2012, n. 190;
- Visto l’articolo 10, del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, così come sostituito dal d.lgs. n. 97/2016;
- Visto il Comunicato del Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione in data 16 marzo 2018;
- Visti i principi e le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689;
- Visto il Regolamento in materia di esercizio del potere sanzionatorio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione per l’omessa adozione dei Piani triennali di prevenzione della corruzione, dei Programmi triennali di trasparenza, dei Codici di comportamento di cui alla delibera del 9 settembre 2014, pubblicato in G.U. n. 233/2014 (di seguito Regolamento sanzionatorio);
- Vista la nota di raccomandazione n. 18349 del 27.2.2018, con la quale, tra l’altro, è stato rappresentato al RPCT avv. [omissis], al Direttore generale pro tempore dr. [omissis], e per conoscenza al RPCT pro tempore della regione Calabria, la necessità improcrastinabile di provvedere ad una compiuta mappatura dei processi e all’adozione del Piano anticorruzione 2018 e che l’adeguamento a tali indicazioni sarebbero state oggetto di specifica attività di monitoraggio da parte dell’ANAC;
- Visto l’accertamento eseguito dall’ufficio istruttore dell’Autorità in data 1.10.2018, sul sito istituzionale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, con il quale è stata riscontrata la mancata pubblicazione, nella apposita sezione denominata “Amministrazione trasparente” del PTPC relativo al triennio 2018-2020;
- Visto il decreto del commissario ad acta per il piano di rientro dai disavanzi del SSR calabrese ing. [omissis], n. 166 del 3.9.2018 con il quale ha assunto la carica di soggetto attuatore dell’ASP di Reggio Calabria;
- Vista la comunicazione prot. n. 89562 del 31.10.2018 di avvio del procedimento, da parte del Responsabile del procedimento dell’Autorità, nei confronti del responsabile per la prevenzione della corruzione avv. [omissis], dell’ex direttore generale dr. [omissis] e del soggetto attuare ing. [omissis], dell’ASP di Reggio Calabria per la mancata adozione del documento sopra menzionato;
- Vista la nota pervenuta al prot. n. 98303 del 29.11.2018, con la quale il soggetto attuatore con funzioni di direttore generale dell’Azienda, ing. [omissis], ha comunicato le generalità dei soggetti coinvolti e di aver adottato il Piano omesso in data 20.11.2018;
- Preso atto del comunicato del Consiglio dei Ministri n. 30 nel quale si dà notizia della nomina del dr. [omissis] quale nuovo commissario straordinario per l’attuazione del vigente piano di rientro dai disavanzi del servizio sanitario della Regione Calabria e la nomina di sub commissario dr.  [omissis];
- Visti gli atti del procedimento e la documentazione acquisita nel corso dell’istruttoria;
- Considerato che dalla documentazione acquisita è emerso che:

I - Risultanze istruttorie e valutazioni.

  • L’attività di vigilanza sulle misure di prevenzione della corruzione attivata dal competente Ufficio dell’Autorità, nei confronti Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, ha portato ad accertare, previa verifica sul sito istituzionale in data 1.10. 2018, l’omessa adozione del PTPC per il triennio 2018-2020 (art.1, comma 8 della legge 6 novembre 2012 n. 190).
  • Nel corso del procedimento sanzionatorio, disposto da questa Autorità in data 31.10.2018, è emerso che al momento dell’accertamento era presente sul sito istituzionale dell’Azienda il PTPCT relativo al triennio 2014-2016 mentre il PTPCT relativo al triennio 2016-2018 rappresenta un mero documento confermativo di quello precedente.
  • Risulta evidente che il RPCT e il D.G. pro tempore fino alla sospensione dalla funzione, non hanno effettuato alcuna ulteriore attività ai fini di degli adempimenti previsti dalla legge 190/2012, nonostante le sollecitazioni da parte dell’Autorità.
  • I soggetti interessati, ad eccezione del Soggetto attuatore pro tempore, non hanno trasmesso alcuna memoria al fine di giustificare la mancata adozione del documento omesso.
  • Il PTPC 2018-2020 è stato approvato dal Soggetto attuatore in data 20 novembre 2018.
  • Da quanto sopra emerge un comportamento dei soggetti obbligati, RPCT e il D.G. pro tempore fino alla sospensione dalla funzione, caratterizzato da negligenza e da noncuranza degli obblighi di legge di cui alla 190/2012 e delle scansioni temporali dei rispettivi adempimenti normativi; i medesimi soggetti non hanno avviato alcuna attività ai fini di dotare l’Azienda di adeguate misure di prevenzione della corruzione, in relazione alla complessità organizzativa e alla grave situazione amministrativo-finanziaria.
  • Si ritiene non si debba applicare la sanzione amministrativa pecuniaria di cui all’art. 19, co. 5, d.l. 190/2012 (convertito, con modificazioni, dalla l. 114/2014) nei confronti del soggetto attuatore pro tempore, ing. [omissis], in quanto la sua nomina è avvenuta in data 3.9.2018, successivamente alla scadenza prevista dalla legge per l’adozione del documento omesso e, dall’assunzione dell’incarico di direzione dell’Azienda alla comunicazione dell’avvio del procedimento sanzionatorio in data 31.10.2018 è trascorso un periodo di tempo limitato (20 giorni).
  •  Si ritiene che la sanzione amministrativa pecuniaria di cui all’art. 19, co. 5, d.l. 190/2012 (convertito, con modificazioni, dalla l. 114/2014) debba essere applicata nei confronti del direttore generale pro tempore, dr. [omissis], soggetto competente all’adozione del Piano omesso, in carica presso l’Azienda, dapprima, con decreto del Presidente della regione Calabria n. 106 del 30.5.2016 in qualità commissario straordinario e successivamente con delibera di G.R. n. 191 del 16.5.2017 in qualità di Direttore generale, fino al 2.9.2018.
  • Si ritiene che la sanzione amministrativa pecuniaria di cui all’art. 19, co. 5, d.l. 190/2012 (convertito, con modificazioni, dalla l. 114/2014) debba essere altresì applicata nei confronti dell’avv. [omissis], che ricopre l’incarico di Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza dell’ASP Reggio Calabria dal 19.1.2016, soggetto responsabile della redazione, dell’attuazione e del monitoraggio dei Piani di prevenzione della corruzione.

II - Determinazione della sanzione
Considerato che:

  • la sanzione pecuniaria è determinata ai sensi dell’art. 19, comma 5, lett. b) del decreto legge n. 90/2014, secondo i parametri contenuti nell’art. 8 del Regolamento, con l’applicazione dei criteri generali contenuti nella legge n. 689/1981;
  • l’importo è definito in rapporto a: la gravità dell’infrazione, anche tenuto conto del grado di partecipazione dell’interessato al comportamento omissivo; la rilevanza degli adempimenti omessi, anche in relazione alla dimensione organizzativa dell’amministrazione e al grado di esposizione dell’amministrazione, o di sue attività, al rischio di corruzione; la contestuale omissione di più di uno dei provvedimenti obbligatori; l’eventuale reiterazione di comportamenti analoghi a quelli contestati; l’opera svolta dall’agente per l’eliminazione o l’attenuazione delle conseguenze dell’infrazione contestata;
  • le risultanze istruttorie sono state valutate secondo gli anzidetti parametri;
  • nel caso di specie, la mancata adozione del PTPC 2018-2020 è da considerarsi rilevante in quanto da imputarsi ad un comportamento caratterizzato da negligenza;
  • sulla base delle argomentazioni che precedono, si ritiene sanzionabile il comportamento del direttore generale pro tempore e del RPCT, sui quali ricadeva l’obbligo di adozione e redazione del PTPC, per non aver tenuto in debito conto la rilevanza dell’attività di prevenzione della corruzione e non aver adempiuto a precisi obblighi di legge, privando l’ASP di Reggio Calabria di adeguate misure per arginare il rischio di maladminastration;
  • l’elemento psicologico che caratterizza la censurata condotta dei soggetti responsabili è dunque da rinvenirsi nella colpa, potendosi escludere che il loro comportamento omissivo, seppur caratterizzato da inosservanza degli ordinari doveri di diligenza, fosse il fine ultimo della loro azione.

Ritenuto che la sanzione resta a carico dei soggetti tenuti al dovere d’azione violato (RPCT e direttore generale pro tempore dell’ASP Reggio Calabria) sulla base delle argomentazioni che precedono, si è ritenuto di irrogare la sanzione pecuniaria pari ad euro 2.000 (duemila)
Tutto ciò premesso e considerato

DELIBERA

di irrogare la sanzione pecuniaria in misura pari a euro 2.000 (duemila) per ciascuno dei soggetti, ai signori:  

  • dr. [omissis], in qualità di direttore generale dell’ASP Reggio Calabria dal 16.5.2017 al 2.9.2018;
  • avv. [omissis], Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza dell’ASP Reggio Calabria dal 19.1.2016.
  • di disporre l’archiviazione nei confronti del Soggetto attuatore pro tempore dell’ASP Reggio Calabria ing. [omissis].

 

Il pagamento della sanzione pecuniaria dovrà essere effettuato entro 30 giorni dalla data della comunicazione del presente provvedimento mediante versamento in favore dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, da eseguire sul conto corrente di tesoreria acceso presso il Monte Paschi di Siena (agenzia di via del Corso 232, 00186 ROMA), codice IBAN: IT77O0103003200000004806788.

Una copia del bonifico effettuato, provvista dell’indicazione del numero della delibera e della dicitura “Autorità Nazionale Anticorruzione – Ufficio Risorse Umane e Finanziarie” dovrà essere anticipata via fax al n. 06.36723289 e inoltrata, a mezzo posta, alla sede dell’Autorità – URUF – Via Marco Minghetti n. 10 – 00187 Roma ovvero, a mezzo posta elettronica, all’indirizzo protocollo@pec.anticorruzione.it. In caso di omesso versamento la riscossione avverrà mediante ruolo ai sensi dell’art. 27 della legge 24 novembre 1981, n. 689.

Il pagamento della sanzione pecuniaria potrà essere oggetto di rateizzazione.
Ai sensi dell’articolo 19, comma 5-bis, del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito in legge, con modificazioni, dall’articolo 1, comma 1, della legge 11 agosto 2014, n. 114, il presente provvedimento può essere impugnato innanzi al Tribunale in composizione monocratica.
Il presente provvedimento è pubblicato integralmente sul sito istituzionale dell’Autorità.

 

Presidente
Raffaele Cantone

Depositato presso la Segreteria del Consiglio il 18 gennaio 2019      
Il Segretario: Maria Esposito

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