Delibera numero 978 del 23 ottobre 2019

Procedimento sanzionatorio Fascicolo UVMAC/S/2420/2019 nei confronti della Società [omissis] S.p.A., per omessa adozione del PTPCT relativo al triennio 2019- 2021

Il Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione

nell’adunanza del 23 ottobre 2019;

- Visto l’articolo 19, comma 5, del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito in legge, con modificazioni, dall’articolo 1, comma 1, della legge 11 agosto 2014, n. 114, secondo cui, salvo che il fatto costituisca reato, l’Autorità Nazionale Anticorruzione applica una sanzione amministrativa non inferiore nel minimo a euro 1.000 e non superiore nel massimo a euro 10.000, nel caso in cui il soggetto ometta l’adozione del Piano triennale di prevenzione della corruzione, del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità o dei Codici di comportamento;
- Visto l’articolo 1, comma 8, della legge 6 novembre 2012, n. 190, secondo il quale ciascuna amministrazione entro il 31 gennaio di ogni anno adotta il Piano triennale di prevenzione della corruzione;
- Visto il Piano nazionale anticorruzione e i successivi aggiornamenti, di cui all’articolo 1, comma 2 – bis della legge 6 novembre 2012, n. 190;
- Visto l’articolo 10, del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, così come sostituito dal d.lgs. n. 97/2016;
- Vista la delibera dell’Autorità n. 1134 dell’8 novembre 2017 recante «Nuove linee guida per l’attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza da parte delle società e degli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle pubbliche amministrazioni e degli enti pubblici economici»;
- Visto il Comunicato del Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione in data 16 marzo 2018;
- Visti i principi e le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689;
- Visto il Regolamento in materia di esercizio del potere sanzionatorio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione per l’omessa adozione dei Piani triennali di prevenzione della corruzione, dei Programmi triennali di trasparenza, dei Codici di comportamento di cui alla delibera del 9 settembre 2014, pubblicato in G.U. n. 233/2014 (di seguito Regolamento sanzionatorio);
- Visto l’accertamento eseguito in data 30.5.2019 dall’ufficio istruttore dell’Autorità, sul sito istituzionale della Società [omissis] S.p.A., con il quale è stata riscontrata la mancata pubblicazione, nella apposita sezione denominata “Amministrazione trasparente”, del PTPCT relativo al triennio 2019-2021, nonché i PTPCT relativi alle precedenti annualità;
- Vista la comunicazione prot. n. 62313 del 31.7.2019 di avvio del procedimento, da parte del Responsabile del procedimento dell’Autorità, nei confronti dell’Amministratore Unico di [omissis] per la mancata adozione del documento sopra menzionato;
- Vista la nota prot. n. 72797 del 18.9.2019 con la quale è stata notificata l’integrazione di avvio del procedimento sanzionatorio nei confronti del RPCT (già collocato in quiescenza dal 1.12.2018), dr. [omissis],;
- Viste le controdeduzioni acquisite al prot. n. 65418 del 9.8.2019, con le quali l’Amministratore Unico della Società, dr. [omissis], ha evidenziato le difficoltà riscontrate da parte dell’Ente, in particolare l’anticipato collocamento in quiescenza del Direttore Amministrativo/RPCT e la fase di riassestamento organizzativo in atto nella Società;
- Viste le controdeduzioni acquisite al prot. n. 78373 del 7 ottobre 2019, con le quali il RPCT pro tempore, dr. [omissis], ha comunicato di non aver ricevuto, fino alla data del suo collocamento a riposo (30/11/2018), alcuna comunicazione in ordine agli obiettivi strategici in materia di prevenzione della corruzione da parte dell’organo di indirizzo politico;
- Visti gli atti del procedimento e la documentazione acquisita nel corso dell’istruttoria;
- Considerato che dalla documentazione acquisita è emerso che:
I - Risultanze istruttorie e valutazioni.

  • L’attività di vigilanza sulle misure di prevenzione della corruzione attivata dal competente Ufficio dell’Autorità, nei confronti della Società [omissis] S.p.A., ha portato ad accertare, dopo verifica sul sito istituzionale in data 30 maggio 2019, l’omessa adozione del PTPCT per il triennio 2019-2021 (art.1, comma 8 della legge 6 novembre 2012 n. 190).
  • Nel corso del procedimento sanzionatorio, disposto da questa Autorità in data 31 luglio 2019, è emerso che la Società non ha adottato il Piano triennale per la prevenzione della corruzione e della trasparenza 2019-2021.
  • In virtù di quanto disposto dall’art. 1, co. 8, l. 190/2012, sussiste l’obbligo di adottare annualmente il Piano di prevenzione della corruzione, da parte di tutti i soggetti tenuti alla sua adozione e, a norma del P.N.A., tale obbligo s’intende assolto con l’adozione da parte dell’organo d’indirizzo politico del Piano di prevenzione della corruzione e della trasparenza o, ove adottato il modello organizzativo ai sensi della 231/2001, con integrazione di quest’ultimo, come indicato dall’Autorità  nella deliberazione n. 1134/2017 contenente Linea guida per l’attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e della trasparenza da parte degli enti di diritto privato in controllo pubblico, di misure di prevenzione della corruzione collocate in una apposita sezione e dunque chiaramente identificabili, tenuto conto che ad esse sono correlate forme di gestione e responsabilità differenti, ciò anche ai fini della valutazione dell’aggiornamento almeno annuale e della vigilanza dell’ANAC.
  • Risulta evidente dalle memorie trasmesse e dalle dichiarazioni dell’Amministratore Unico che la Società non ha effettuato alcuna ulteriore attività dopo la contestazione dell’ANAC, avvenuta il 31.7.2019 (avvio del procedimento sanzionatorio), periodo durante il quale la Società non ha documentato di aver avviato le procedure necessarie per adottare il Piano di cui trattasi.  
  • Non possono essere condivise le argomentazioni addotte dall’Amministratore Unico, in quanto le criticità già rappresentate non possono assumersi a esimente della responsabilità per la mancata adozione del Piano di prevenzione della corruzione. Pertanto, in qualità di unico componente dell’organo di indirizzo politico, non poteva esimersi da un adempimento previsto dalla legge, oltre che da un più generalizzato obbligo di controllo sull’attuazione delle disposizioni normative e regolamentari.
  • Non possono essere condivise le argomentazioni addotte dal RPCT pro tempore, in quanto questi avrebbe dovuto adoperarsi per la predisposizione del Piano omesso ai fini della successiva adozione da parte dell’organo di indirizzo politico: il suo incarico ha ricoperto un arco temporale in cui tali adempimenti prodromici andavano adottati, nei mesi precedenti il suo prepensionamento, per poter consentire l’adozione del PTPCT 2019-2021 nel rispetto del termine del 31 gennaio 2019. Il Piano infatti è un atto programmatorio, non costituisce un insieme astratto di previsioni e misure: trattandosi, quindi, di uno strumento dinamico che si evolve insieme alla struttura amministrativa cui pertiene, in relazione al progredire della strategia di prevenzione, l’omissione in esame non appare scusabile. Né la mancata assegnazione di obiettivi strategici in materia di prevenzione della corruzione da parte dell’organo di indirizzo politico, può giustificare il mancato assolvimento di un obbligo di legge.
  • Dall’istruttoria risulta evidente che l’Amministratore Unico e il RPCT pro tempore fino alla sospensione dalla funzione, non hanno effettuato alcuna ulteriore attività per sopperire al mancato aggiornamento del Piano relativo al triennio 2019/2021.
  • In conclusione, deve essere riconosciuta la responsabilità per la mancata adozione del PTPCT 2019-2021 in capo al RPC, dr. [omissis], e all’Amministratore Unico, dr.[omissis], in quanto soggetti obbligati all’adempimento richiesto dalla legge 190/2012.

II - Determinazione della sanzione
Considerato che:

  • la sanzione pecuniaria è determinata ai sensi dell’art. 19, comma 5, lett. b) del decreto legge n. 90/2014, secondo i parametri contenuti nell’art. 8 del Regolamento, con l’applicazione dei criteri generali contenuti nella legge n. 689/1981;
  • l’importo è definito in rapporto a: la gravità dell’infrazione, anche tenuto conto del grado di partecipazione dell’interessato al comportamento omissivo; la rilevanza degli adempimenti omessi, anche in relazione alla dimensione organizzativa dell’amministrazione e al grado di esposizione dell’amministrazione, o di sue attività, al rischio di corruzione; la contestuale omissione di più di uno dei provvedimenti obbligatori; l’eventuale reiterazione di comportamenti analoghi a quelli contestati; l’opera svolta dall’agente per l’eliminazione o l’attenuazione delle conseguenze dell’infrazione contestata;
  • le risultanze istruttorie sono state valutate secondo gli anzidetti parametri;
  • nel caso di specie, la mancata adozione del PTPCT 2019-2021 è da considerarsi rilevante in quanto da imputarsi ad un comportamento caratterizzato da inosservanza dei doveri di diligenza;
  • sulla base delle argomentazioni che precedono, si ritiene sanzionabile il comportamento del RPC e dell’Amministratore Unico della Società, per non aver tenuto in debito conto la rilevanza dell’attività di prevenzione della corruzione;
  • l’elemento psicologico che caratterizza la censurata condotta dei soggetti su citati è dunque da rinvenirsi nella colpa, potendosi escludere che il loro comportamento omissivo, seppur caratterizzato da inosservanza degli ordinari doveri di diligenza, fosse il fine ultimo della loro azione.

Ritenuto che la sanzione resta a carico dei soggetti tenuti al dovere d’azione violato (RPC e Amministratore Unico della Società) sulla base delle argomentazioni che precedono, si è ritenuto di irrogare la sanzione pecuniaria pari ad euro 1.000 (mille)
Tutto ciò premesso e considerato

DELIBERA

di irrogare la sanzione pecuniaria in misura pari a euro 1.000 (mille) per ciascuno dei soggetti, ai signori:

  • dr.[omissis], RPC di [omissis] S.p.A.;
  • dr. [omissis], Amministratore Unico di [omissis] S.p.A.;

Il pagamento della sanzione pecuniaria dovrà essere effettuato entro 30 giorni dalla data della comunicazione del presente provvedimento mediante versamento in favore dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, da eseguire sul conto corrente di tesoreria acceso presso il Monte Paschi di Siena (agenzia di via del Corso 232, 00186 ROMA), codice IBAN: IT77O0103003200000004806788.

Una copia del bonifico effettuato, provvista dell’indicazione del numero della delibera e della dicitura “Autorità Nazionale Anticorruzione – Ufficio Risorse Umane e Finanziarie” dovrà essere anticipata via fax al n. 06.36723289 e inoltrata, a mezzo posta, alla sede dell’Autorità – URUF – Via Marco Minghetti n. 10 – 00187 Roma ovvero, a mezzo posta elettronica, all’indirizzo protocollo@pec.anticorruzione.it. In caso di omesso versamento la riscossione avverrà mediante ruolo ai sensi dell’art. 27 della legge 24 novembre 1981, n. 689.

Il pagamento della sanzione pecuniaria potrà essere oggetto di rateizzazione.
Ai sensi dell’articolo 19, comma 5-bis, del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito in legge, con modificazioni, dall’articolo 1, comma 1, della legge 11 agosto 2014, n. 114, il presente provvedimento può essere impugnato innanzi al Tribunale in composizione monocratica.
Il presente provvedimento è pubblicato sul sito istituzionale dell’Autorità.

Presidente f.f.
Francesco Merloni

Depositato presso la Segreteria del Consiglio il 4 novembre 2019
Il Segretario, Maria Esposito

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